Procida: passeggiata a Solchiaro

L’isola di Procida, autentico gioiello naturalistico nel Golfo di Napoli, è una destinazione che molti turisti, ogni anno, scelgono per le vacanze o per un weekend.

Nonostante sia più piccola e meno famosa rispetto alle più note Capri e Ischia, vale davvero la pena visitare questo incantevole posto dalla bellezza straordinariamente autentica.

Una delle cose più belle di questo piccolo pezzo di terra in mezzo al mare sono certamente i suoi meravigliosi paesaggi, gli scorci e la vegetazione che ne caratterizza l’autentica impronta mediterranea, tanto da renderla amata, oltre che dai turisti,anche da molti poeti e scrittori.

Uno dei punti più attraenti è Solchiaro (nome poetico che mantiene alta l’aspettativa), una zona dell’isola particolarmente amata dagli escursionisti per la sua costa frastagliata, e da tutti coloro che amano passeggiare in mezzo al verde della natura, godendo contestualmente di una vista mozzafiato.

Via Solchiaro è un sentiero che scorre lungo entrambi i lati dell’isola, che parte inizialmente dalla Marina di Chiaiolella (un porticciolo turistico davvero caratteristico) e che dirige verso la punta estrema del promontorio più a sud di Procida.

Si percorre dapprima una stradina che costeggia una serie di piccole case che affacciano sul lato sinistro della darsena, e si prosegue poi in lunga passeggiata tra ville e verdissimi giardini a picco sul mare, in mezzo ad una natura lussureggiante e ricca di scorci che restano indelebili nella memoria di chi passeggia in questo luogo incantato.

Giunti all’estremità del promontorio di Solchiaro, di fronte si può ammirare la splendida frazione dell’isola chiamata “Terra Murata” (posta su di un altro promontorio) e godere, sullo sfondo, della bellezza della terraferma, con protagonista il Golfo di Napoli, per una visuale davvero indimenticabile ed unica per gli amanti dei panorami. L’atmosfera poi, se si staziona in questo luogo durante il tramonto, diventa sublime!

Quest’isola è davvero un posto incantevole: l’odore del mare e dei rinomati limoni procidani si fondono in un paesaggio emozionante che quasi sembra dipinto!

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Salina

Salina: lo scoglio Faraglione

Le Iole Eolie, affascinanti perle situate nel mar Tirreno meridionale, offrono ai numerosi turisti che le visitano, degli scenari paesaggistici davvero indimenticabili.

Oggi facciamo tappa nella seconda isola più grande dell’arcipelago, Salina, e più precisamente nella splendida baia di Pollara.

Ci troviamo in una dei luoghi più attraenti di tutto l’arcipelago Eoliano e ciò che risalta subito agli occhi è lo scoglio “Faraglione”, situato nella baia a circa 300 metri dalla costa.

Questo imponente scoglio, alto 35 metri ed interamente roccioso e disabitato, è il fiore all’occhiello di tutta la baia, in quanto posizionato proprio al centro di essa ed immerso in uno straordinario mare limpido e cristallino.

Di questo suggestivo scenario si accorse il regista Premio Oscar Michael Redford, che decise di girare, proprio in questa zona, alcune indimenticabili scene del film “Il Postino”, con Massimo Troisi.

Sullo scoglio Faraglione risiedono e nidificano diverse specie di animali a forte rischio di estinzione: la lucertola delle Eolie e la Berta maggiore, nonché altre varie sottospecie.

Proprio per questo motivo, lo scoglio necessiterebbe di una speciale forma di tutela che ne protegga l’ambiente.  Ad oggi, purtroppo, per esso non è stata ancora adottata alcuna forma protettiva, nonostante numerosi scogli delle Isole Eolie siano Riserva Naturale Integrale.

Anche la vegetazione dello scoglio Faraglione è varia e caratteristica. Le piante più diffuse sono il Garofano delle rupi, il Limonio, il Radicchio di scogliera, la Grattalingua e il Ginestrino delle scogliere.

La baia di Pollara con al centro lo scoglio Faraglione diventano uno degli scenari paesaggistici più affascinanti dell’arcipelago nel tardo pomeriggio, quando si può ammirare lo spettacolare tramonto, riconosciuto tra i più belli al mondo!

Il sole, che assume un colore rosso intenso, fa da sfondo alle spettacolari attrattive naturali dell’intera baia e del restante scorcio dell’arcipelago.

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Ischia: palazzo Reale

Ogni anno migliaia e migliaia di visitatori scelgono l’incantevole Ischia come meta delle proprie vacanze o, più semplicemente, per trascorrere un weekend di assoluto relax in una delle isole più belle e conosciute nel mondo.

Oltre alla sua singolare bellezza paesaggistica, con i suoi panorami mozzafiato, e le rinomate acque termali che l’hanno resa famosa in tutto il mondo, questo autentico gioiello partenopeo è in grado di sorprendervi con tante altre attività e cose da scoprire.

Tra queste, il meraviglioso e storico Palazzo Reale. Realizzato nel 1735 dallo stimato medico di corte borbonica Onofrio Buonocore, questa imponente struttura divenne in poco tempo la meta preferita dai nobili per le loro villeggiature.

Egli, realizzata la prima parte dello stabile sulla collina, negli anni successivi all’edificazione acquistò anche i terreni vicini, proprio sulle rive del lago, divenendo così proprietario dell’intera zona e donando al suo palazzo lo spazio necessario a una piccola reggia.

Ma la vera intuizione vincente del Buonocore fu quella di sfruttare le tre ricche sorgenti termali presenti nella sua proprietà, “Fontana”, “Fornello” e “Pontano”, adibendo l’area a stabilimento balneo-termale e assicurando alla propria famiglia lauti guadagni per quarant’anni.

Divenne così una sorta di sanatorio di lusso per nobili pazienti che trovavano non solo eccellenti cure, ma soprattutto un posto paradisiaco dove alloggiare durante la loro permanenza.

Fu proprio per queste caratteristiche che il Re di Napoli Ferdinando IV di Borbone si innamorò di questo incantevole luogo durante una delle sue brevi villeggiature sull’isola, tanto da volerlo acquistare nel 1799 per utilizzarlo come base per la caccia e la pesca da praticare nel lago del bagno.

Fu così che il nipote del Re, Ferdinando II, fece trasformare il lago in un porto, tramite un’apertura di una bocca sul versante mare e valorizzò l’intera area con più opere, come la realizzazione di una pineta, l’ingrandimento del palazzo, l’incremento del giardino e l’aggiunta di numerosi elementi decorativi. Infatti, passeggiando nei variopinti e caratteristici giardini dell’antico palazzo, si resta affascinati dal panorama che essi offrono: dalla meravigliosa costa napoletana in lontananza, alla vicina isola di Procida, nonché dalle diverse vedute panoramiche del caratteristico porto di Ischia.

Così come la Famiglia Reale Borbonica, il palazzo subì un declino col passar degli anni, fino a divenire, nel 1865, uno stabilimento termale riservato al personale militare.

Insieme al Pio Monte della Misericordia del comune di Casamicciola, il Palazzo Reale di Ischia fu certamente uno dei tentativi più riusciti per la valorizzazione della risorsa termale isolana.

Ancora oggi è attivo come stabilimento balneo-termale ed è di proprietà dell’Esercito Italiano che però, permette al pubblico di poter accedere all’interno per assistere e partecipare alle tante rassegne ed iniziative culturali che vengono svolte durante l’anno.

Se si ha quindi la possibilità di trascorrere dei giorni di vacanza nella meravigliosa isola di Ischia, vale la pena visitarlo..!  La storia del Palazzo Reale è tanto imponente che, tutt’oggi, i visitatori che varcano l’ingresso restano incantati dalla magica atmosfera che regna nell’aria.

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Marocco: Charana Beach

A circa 60 Km dalla città di Nador c’è un angolo di paradiso chiamato Charana Beach, che possiamo annoverare tra le spiagge più belle del paese. Charana Beach si trova nord-ovest da Melilla nella terra del Bani Shaker.

Nel dettaglio questa spiaggia si estende in un angolo nascosto, da raggiungere in macchina attraversando una strada a tratti impervia, non asfaltata e rocciosa. Per raggiungere questa località è possibile prendere a noleggio un automobile o arrivarci in taxi.

La fatica dell’accesso sarà ripagata dalla bellezza del luogo e dalle acque cristalline, che permettono agli appassionati di subacquea di scoprire fondali ricchi di fauna e flora.

Il contesto in cui è inserita la spiaggia è davvero unico, dato che si trova aldilà di una barriera naturale di roccia e tutt’intorno è possibile osservare una magnifica natura di montagne, terrazze, grotte e aree agricole si sviluppano proprio tra le piccole colline.

Ed è proprio passeggiando sulle colline circostanti è possibile godere di un panorama mozzafiato e di scattare delle foto uniche.

Inoltre, per chi vuole rilassarsi in un posto poco affollato e dedicarsi a prendere il sole e a fare una bella nuotata, allora questa spiaggia è il luogo ideale.

Per arrivare a Nador e scoprire una delle spiagge più belle del paese, viaggia a bordo delle navi per il Marocco e viaggia verso il sole.

 

Natale a Ischia, Procida e Capri

Natale è un momento davvero magico da vivere sulle isole del Golfo. Le luminarie rendono suggestive le strade dei centri storici, rendendo gradevoli le passeggiate invernali.

In particolare, il Natale si tinge di blu a Capri con le luci che illuminano il centro del borgo e il porto. Numerosi sono gli eventi programmati per queste feste natalizie, tra cui spicca la rassegna cinematografica Capri Hollywood che comprende la proiezione di anteprime ed eventi di gala. La manifestazione si terrà dal 26 dicembre al 2 gennaio.

Come è noto, Capri è l’isola del divertimento e del piacere, per cui uno degli eventi più attesi della stagione è il mitico veglione di Capodanno in Piazzetta. Da rito, infatti, capresi e non, attendono l’arrivo del nuovo anno in Piazzetta e si brinda tutti insieme allo scoccare della mezzanotte, dopodiché la Piazzetta diventa una discoteca a cielo aperto. Ci sono anche diversi locali aperti dove festeggiare il nuovo anno, tra cui lo storico Anema e Core.

Per chi desidera visitare i luoghi più significativi dell’isola in questo periodo, ricordiamo che la seggiovia e la Grotta Azzurra saranno chiuse dal 25 dicembre al 1 gennaio. Gli altri giorni saranno aperte, previe condizioni metro favorevoli.

Spostiamoci adesso nella maggiore delle isole del Golfo: anche a Ischia il Natale è un momento speciale. Si può soggiornare in uno dei meravigliosi hotel con piscine termali al coperto e godersi i benefici delle acque ischitane. Chi non desidera dedicarsi solo ai trattamenti benessere, ma desidera vivere pienamente l’atmosfera natalizia ischitana, potrà addentrarsi nel borgo di Ischia Ponte e godersi i numerosi presepi allestiti nei palazzi più antichi dell’isola.

I mercatini di Natale sparsi nei diversi Comuni ischitani possono rappresentare la meta giusta per trovare regali originali,  prodotti tipici e artigianali, addobbi e molto altro ancora. Inoltre, in questo periodo sono organizzati concerti e spettacoli, per intrattenere turisti e isolani. Infine, il 6 gennaio, come da tradizione è possibile aspettare l’arrivo dei Re Magi sulla Spiaggia dei Pescatori in località la Mandra.

Infine, concludiamo la nostra rassegna con Procida, la più piccola delle isole del Golfo, ma non per questo motivo priva di attrazioni o di divertimenti. Dall’8 dicembre 2018 fino al 15 gennaio 2019 si terrà “Procida on Ice”. Nel dettaglio presso la Piazza Marina Grande è sta allestita una pista di pattinaggio, che permetterà agli isolani e ai turisti di passare momenti di pura spensieratezza.

Numerosi saranno i mercatini di Natale allestiti nelle aree principali dell’isola, ma non solo. Infatti, nel corso del periodo natalizio saranno organizzate rassegne, spettacoli, visite guidate e mostre, volte non solo a dare uno spazio alle maestranze dell’isola, ma anche svolgere un’azione di sensibilizzazione e consapevolezza del territorio.

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Da Tunisi a Star Wars

Se c’è una saga che da sempre ha appassionato fan di tutte le epoche è sicuramente Star Wars, tanto che alla trilogia originale hanno fatto seguito altre due trilogie che hanno il compito di raccontare gli eventi precedenti e quelli successivi a quelli che si svolgono nei primi tre film.

Come si legge nel famoso incipit, le vicende della storia si svolgono in una galassia lontana, snodandosi tra viaggia interplanetari. Per realizzare i diversi pianeti sono stati allestiti veri e propri set sparsi per il mondo. Dalla Cina alla Tailandia, dal Regno Unito alla Svizzera al Guatemala, non c’è un continente che non sia stato interessato dalle riprese degli episodi della saga.

Anche in Tunisia sono presenti diverse location, alcune delle quali visitabili, dove le guerre stellari hanno lasciato il segno. Nel dettaglio, alcune località in pieno deserto nei pressi di Tozeur,  sono state utilizzate per dare vita a Tatooine, il pianeta che ha dato i natali ad Anakin Skywalker e dove è vissuto poi il figlio Luke prima di diventare un Jedi.

Matmata, invece, è la città che ha ispirato le architetture delle case presenti sul pianeta Tatooine. In questa zona si trova la casa che ospitò Luke Skywalker, la casa di Lar. Al giorno d’oggi questo luogo è stato trasformato in un hotel, il Sidi Driss.

Altro luogo topico del film è il Quartiere degli Schiavi, luogo dove Anakin Skywalker ha vissuto la sua infanzia con la mamma Shmi, prima dell’iniziazione al percorso che lo avrebbe portato a diventare un Jedi. Per questa ambientazione il riferimento è costituito dai tipici granai tunisini di Ksar Ouled Soltane e Ksar Hadada, Ghoumrassen. Questo villaggio presenta un’architettura di case sovrapposte, la quale è stata pensata per proteggere gli abitanti dalle numerose tempeste di sabbia che colpivano la zona.

Il duello tra Qui-Gon Jinn e Darth Maul, invece è stato girato nei pressi della città di Tozeur a Onk Jemal. L’area che comprende la città di Tozeur è molto interessante dal profilo turistico perché caratterizzata da una parte antica importante. Inoltre, questo è un luogo d’eccellenza dove assaporare le ricette tipiche tunisine.

Altro luoghi utilizzato per le riprese è la località delle Grandi Dune e di Chot El Djerid, vicino Nefta. La location di Chot El Djerid si caratterizza per un paesaggio estremamente suggestivo, perché costituito da un grande lago salato.

Il set qui allestito è costituito dall’iconico igloo dal quale si accedeva alla dimora di Lar. Tale location è stata utilizzata proprio per le sue peculiarità geomorfologiche, che rende il luogo molto suggestivo.

Chiudiamo questa panoramica con la location legata a uno dei personaggi cardine della storia Obi-Wan Kenobi, che si trovano sull’isola di Djerba. La prima è rappresentata dalla casa di Obi-Wan, una costruzione bianca oggi utilizzata principalmente dai pescatori come deposito.

Se fan di Star Wars? Parti con le navi per la Tunisia e visita i canyon, gli angoli del deserto e le città che hanno contribuito a rendere questa saga epica.

Fumarole Ischia

Ischia: Museo di S.Restituta

Il Museo di Santa Restituta a Ischia si trova nel centro del Comune di Lacco Ameno e prese vita agli inizi degli anni Cinquanta dalla volontà di Pietro Monti, in quel tempo rettore della chiesa. Più precisamente il museo si trova nell’omonima piazza.

A seguito dei lavori che riguardarono la cappella, fu rinvenuta una cripta paleocristiana proprio al di sotto del pavimento. Ma la scoperta dei reperti antichi era solo all’inizio. l ritrovamento di una lucerna fittile, databile tra il VI secolo e VII secolo d.C., diede un impulso significativo ai lavori di scavi. Le attese non furono deluse, in quanto, furono riportati alla luce un cimitero cristiano e delle tombe fenicie, puniche e greco-romane.

Nel 1974 il museo e gli scavi ebbero una sistemazione definitiva.  Oggi il museo è sovraordinato alla curia di Napoli e alla Soprintendenza per i beni archeologici delle province di Napoli e Caserta.

La caratteristica principale che contraddistingue il Museo di Santa Restituta  è che l’entità museale e l’area degli scavi sono in stretta connessione, dato che è stato realizzato sui luoghi degli insediamenti. Con il passare del tempo, presso il Museo di Santa Restituta sono confluiti anche altri reperti trovati in altre zone dell’isola.

Oltre all’area cimiteriale, di cui abbiamo detto sopra, è stata rinvenuta un’area “industriale” in cui sono stati identificati i forni per la cottura della creta. Questa era, infatti, l’area di produzione dei vasi pitecusani, che venivano esportati in tutto il Mediterraneo.

Allo stesso tempo è possibile vivere, all’interno degli scavi, tutta la storia dell’isola d’Ischia a partire dalla preistoria fino alle testimonianze di era paleocristiana.

Per scoprire le bellezze archeologiche dell’isola verde viaggia con SNAV. I nostri aliscafi Napoli-Ischia sono attivi tutto l’anno con più corse giornaliere, che ti assicurano una navigazione confortevole e tranquilla: provare per credere!

Sardegna: Monte d’Accodi

La Sardegna è una terra ricca di fascino ed è la patria di antiche civiltà che ha lasciato un segno importante su questo territorio. In tal senso, il Monte d’Accoddi è tra i più importanti siti archeologici,da attribuire alla Cultura di Abealzu-Filigosa, della Sardegna prenuragica.

Il complesso archeologico si trova nella Nurra, una regione situata all’interno del comune di Sassari. In quest’area sono visibili i resti di differenti tipologie costruttive, che rendono questo sito unico, in Europa e nell’area del Mediterraneo.

In questa zona, in un primo momento, si insediarono diversi villaggi, costituiti da capanne quadrangolari. In un secondo momento fu edificato il complesso caratterizzato da un’ampia piattaforma con forma a tronco di piramide. Alla piattaforma sopraelevata si accedeva mediante una rampa. Sulla piattaforma fu eretto un vano rettangolare che  guarda a Sud. Quest’ultimo è un edificio templare, denominato Tempio Rosso, per via del caratteristico colore ocra che contraddistingue gli intonaci.

Probabilmente la struttura fu abbandonata all’inizio del III millennio. In seguito  fu ricoperta e creata una seconda piattaforma, sempre a forma troncopiramidale, e una seconda rampa d’accesso. Questo santuario, detto Tempio a gradoni, dovrebbe essere attribuito alla cultura di Abealzu-Filigosa. Il tempio fu abbandonato nel corso dell’Età del Bronzo, quindi perse la sua funzione di centro religioso per essere utilizzato  per le sepolture.

L’area fu utilizzata durante la Seconda Guerra Mondiale, e ne fu danneggiata la parte superiore per lo scavo di trincee e per impiantare delle batterie contraeree. Nel corso degli ani Ottanta, il monumento fu interessato da un pesante intervento di restauro e riposizionamento dei resti.

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Mercati di Palermo

Una visita a Palermo non può dirsi completa senza una full immersion nei celebri mercati cittadini, luoghi caratteristici nei quali è possibile vivere pienamente l’anima verace e autentica del capoluogo siciliano. Un mix inebriante di storia, atmosfere tipiche, tradizioni, odori e sapori è lì ad attendervi. Pronti per questa esperienza? Si parte!

 

La vucciria

Tra Piazza Caracciolo e i suoi dintorni si estende il mercato della Vucciria, il più antico di Palermo. Il termine deriva da una parola francese, “boucherie”, che stava a indicare il macello che sorgeva in questa zona durante l’epoca angioina. Ed è proprio la carne la regina indiscussa di questo mercato: qui è possibile scorgere la merce in vendita (prevalentemente carne e pesce, ma anche frutta) esposta sulle caratteristiche Balate, lastre di marmo su cui vengono adagiati i prodotti.

Durante il Medioevo la Vucciria si affollava di mercanti pisani, genovesi, veneziani e amalfitani, ma anche provenienti dall’Oriente, data la vicinanza della zona all’antico approdo della Cala. In questo groviglio di vicoli e vicoletti, è possibile avere un saggio della gastronomia tipica della Sicilia: sarde, limoni, olive, pomodori essiccati, gamberi, orate e mille altre specialità ittiche del luogo.

Il Capo

Anche questo mercato vanta origini antichissime, addirittura risalenti alla dominazione araba sull’isola. Il Capo si trova in una zona molto popolare della città, tra via Carini e Beati Paoli, via di S. Agostino e via Cappuccinelle, un tempo popolata dagli Agostiniani del vicino convento di S.Agostino. Qui, tra sensazioni uditive che riecheggiano del più stretto dialetto palermitano, venditori e clienti danno vita tutti i giorni allo spettacolo della contrattazione, che riguarda generalmente carne e pesce (tonno e pesce spada soprattutto).

Ballarò

Il cuore vero di Palermo pulsa nelle strade sulle quali si estende il mercato di Ballarò, tra piazza Casa Professa, i bastioni di corso Tukory e Porta Sant’Agata. In questo luogo potrete ascoltare le celebri “abbanniate”, ovvero i richiami dei venditori che, esprimendosi in dialetto, propongono la loro merce alle centinaia di persone che tutti i giorni si ritrovano qui per l’acquisto di generi alimentari della tradizione sicula.

Qui potrete acquistare cibi cotti da consumare per strada oppure a casa, tra cui cipolle al forno, panelle e cazzilli, interiora di vitello, polpi e molto altro ancora. La multietnicità è il biglietto da visita del mercato di Ballarò, che sin dalle sue origini fonde elementi arabi e indiani (il nome, infatti deriva da Balhara, antico principe delle Indie, a testimonianza di una forte presenza di spezie e cibi indiani che si vendevano qui). Dei mercati di Palermo, Ballarò è certamente quello meno turistico; oltre alle specialità tipiche del luogo, vi si possono acquistare articoli per la cucina e per la pulizia della casa.

Borgo Vecchio

Chiudiamo questa carrellata sui mercati di Palermo parlandovi di Borgo Vecchio, che sorge tra piazza Sturzo e piazza Ucciardone. Anche qui sarà possibile acquistare le squisitezze genuine della tradizione siciliana, con una prerogativa diversa da tutti gli altri mercati: Borgo Vecchio, infatti, rimane aperto anche fino a tarda serata, diventando dunque un luogo di ritrovo per turisti e giovani del posto.

Le Terme di Antonino

Siamo in Tunisia, terra dove il profumo delle spezie si fonde con la brezza marina, regalando ai visitatori emozioni che rapiscono tutti i sensi.

Nella città di Cartagine sorgono le terme di Antonino, un complesso che risale all’età imperiale romana è il più vasto delle province africane. Il complesso termale, i cui resti sono ancora visibili, si trova nei pressi del centro, in una posizione che potremo definire panoramica, poiché fronteggia il lungomare.

I resti delle terme di Antonino si estendono, per l’appunto, per circa 200 metri lungo la costa e furono riportati alla luce, negli scavi effettuati dopo la Seconda Guerra Mondiale. Gli studiosi Alexander Lézine e da Gilbert Charles-Picard furono gli artefici del ritrovamento dei resti del complesso tra il 1944 e il 1956.

Le terme di Antonino sono inserite tra i Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco. Il complesso, costruito tra il 145 e il 162, si estendeva per circa quattro isolati e fu impiantato a posto di un quartiere residenziale, distrutto da un incendio.

Le terme diventarono  un punto di incontro per la società dell’epoca. Un evento sismico avvenuto nel corso del IV secolo danneggiò le terme. Gli interventi di ripristino delle aree danneggiate sono datati tra il 388 e il 392. Parte degli ambienti furono destinati ad altro utilizzo. Tuttavia le terme di Antonino furono attive anche nel corso dell’epoca bizantina.

L’edificio fu poi abbandonato nel 638. I materiali riutilizzabili, come i blocchi di marmo,  furono riutilizzati per costruzioni realizzate non solo a Tunisi, ma anche in Italia ed arrivarono fino a Canterbury.

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