Lo sapevi che...

Cosa fare e vedere a Panarea

È la più piccola delle Eolie, eppure non per questo è un’isola meno capace di stupire chi sceglie di visitarla: stiamo parlando di Panarea, un paradiso naturale tutto da scoprire. Noi di SNAV abbiamo scelto di realizzare questa mini guida, nella speranza di fornire alcune dritte e informazioni utili per tutti coloro che desiderano trascorrere qualche giornata su questo piccolo sbuffo di roccia vulcanica che sorge nel cuore del mar Tirreno.

h2: L’isola di Panarea: un paradiso naturale

Come anticipato in precedenza, in questo caso “piccolo” non vuol certo dire “meno interessante”, anzi. A dispetto delle dimensioni ridotte, Panarea regala la possibilità di godere di vedute paesaggistiche da levare il fiato, rese ancora più belle dalle tonalità cromatiche cangianti che caratterizzano questi luoghi.

Tutto ciò è ampiamente visibile, ad esempio, a Cala Junco. Qui è possibile ammirare lo spettacolare contrasto dato dai toni scuri della roccia lavica e il blu intenso del mare e del cielo: tra insenature e calette generate da una costa frastagliata, ecco che Cala Junco assume quasi la forma di un antico anfiteatro che va a connotarsi come una sorta di piscina naturale.

Come non citare, poi, Cala degli Zimmari, dove troverete una spiaggia fatta di sabbia rossa bagnata da un mare che alterna tonalità turchesi ad altre più scure. E ancora, la celebre Spiaggia della Calcara, un vero e proprio paradiso della natura: si trova all’interno di una conca sovrastata da una parete rocciosa ed è formata da ciottoli. Da qui è possibile ammirare fenomeni vulcanici secondari.

Dove alloggiare a Panarea

Ecco alcuni consigli sugli alberghi migliori in cui alloggiare a Panarea. La lista potrebbe essere più lunga, ma vi proponiamo una selezione di strutture che sapranno rendere speciale la vostra permanenza sull’isola.

L’Hotel Girasole è un 3 stelle che sorge esattamente a metà strada tra il porto di Panarea e Cala Junco. Lontano dai rumori della movida notturna, questo albergo rappresenta la struttura ideale per le famiglie con bambini.

L’Hotel Cincotta, invece, offre una suggestiva vista sul porto ed è a pochi passi dalla scogliera. La scelta migliore se si è alla ricerca di una sistemazione comoda e al tempo stesso super panoramica!

L’Hotel La Piazza è una struttura ricettiva a 4 stelle che offre tutte le comodità della vicinanza al centro principale dell’isola, con l’aggiunta di una vista davvero mozzafiato. Inoltre, questo albergo dispone di una piscina con acqua salata.

Infine, vi segnaliamo l’Hotel Oasi, che si trova nel cuore dell’isola, a pochissima distanza dai locali notturni e dai negozi, e a soli 5 minuti di cammino dal porto. La struttura è a 4 stelle e offre ambienti lussuosi e ricchi di fascino.

Dove mangiare a Panarea

Se avete voglia di mangiare bene spendendo poco, ecco una lista di ristoranti di Panarea che fanno al caso vostro. Inutile aggiungere che si tratta di luoghi specializzati in cucina di mare, seguendo le ricette della tradizione eoliana e siciliana. Prodotti freschi e appena pescati rappresentano il fiore all’occhiello di questa tipologia di cucina.

La Trattoria Da Paolino offre il plus di essere organizzata come una terrazza sul mare con vista su Stromboli. Vi è poi la Trattoria Da Francesco, che offre un’ottima cucina a base di pesce proponendo un rapporto vantaggioso tra qualità e prezzo. Citiamo poi il Ristorante Cusiritati, che offre una veduta panoramica unica al mondo, e infine il Ristorante Pizzeria da Antonio il Macellaio, una steakhouse in cui è possibile ordinare rinomati piatti a base di carne.

Come divertirsi a Panarea

Tutti sanno che Panarea è, tra tutte le isole dell’arcipelago, la regina del divertimento. Elegante e raffinata, nel tempo Panarea si è meritata l’appellativo di “isola dei vip”, il luogo prescelto dai personaggi dello spettacolo per concedersi giornate di relax e svago.

Dopo una lunga giornata in spiaggia, è il momento di un gustoso aperitivo! Ecco una selezione di bar e locali in cui è possibile dedicarsi al rito dell’happy hour al tramonto: il Bridge Sushi Bar, il Bar Banacaliii e il Rhum e Pera. Si tratta di locali dotati di terrazze super panoramiche in cui godere del fascino di Panarea mentre si sorseggia un cocktail. Consigliati anche per chi ama la cucina giapponese.

Gli estimatori della vita notturna, invece, non possono fare a meno di effettuare una tappa al Raya, l’unica discoteca dell’isola, ma una delle più famose e rinomate d’Italia. Anche qui troverete una terrazza sul mare e un ambiente super mondano frequentato da DJ di fama internazionale e vip dello spettacolo e dello sport.

Prenota subito le tue vacanza a Panarea: viaggia a bordo degli aliscafi SNAV. Con la nostra compagnia di navigazione potrai viaggiare verso le isole Eolie con partenza da Napoli. Che cosa aspetti? Scegli il comfort degli aliscafi Napoli- Panarea.

ponza

Ponza: idee per un weekend

Ponza sa come svelare le proprie meraviglie anche per la durata di un weekend: basta avere le idee chiare e un’agenda serrata…ed il grosso è fatto!

Anche se l’isola, generalmente, si presta a vacanze più lunghe, da trascorrere in famiglia, in coppia o con un gruppo di amici, è tuttavia possibile viverla pienamente nell’arco di 2 giorni, scegliendo magari già in partenza che direzione dare al proprio fine settimana. Mare, relax o divertimento? Qualunque sia la formula che voi preferiate, sappiate che Ponza non deluderà mai le vostre aspettative!

Potete scegliere di imbarcarvi da Napoli a bordo degli aliscafi SNAV, che con una navigazione rapida, comoda e sicura sapranno portarvi a destinazione nel più breve tempo possibile.

Dire “Ponza” equivale a dire “mare”…e anche se il tempo a disposizione è poco, non potete non provare l’esperienza di tuffarvi nelle acque mozzafiato che troverete da queste parti. Un vero e proprio paradiso della natura dai colori turchesi e smeraldo, che vi lascerà davvero a bocca aperta. Le spiagge non mancano: da Frontone a Chiaia di Luna, da Cala Feola alle piscine naturali di Le Forna, di luoghi incantevoli Ponza ne è piena.

Chi ama lo snorkeling, numerosi sono i punti dell’isola in cui è possibile ammirare le meraviglie sommerse: tra questi citiamo lo Scoglio Rosso, gli scogli delle Formiche, il faraglione di Punta della Madonna e infine l’isolotto di Gavi. Da non perdere un’escursione in barca alla scoperta di Palmarola, vero e proprio gioiello dell’arcipelago delle pontine.

Il modo migliore per muoversi a Ponza è il noleggio di uno scooter: questo vi consentirà di spostarvi facilmente lungo le strade dell’isola, in totale libertà e alla scoperta dei luoghi più nascosti, evitando il traffico e il sovraffollamento che potreste trovare nei periodi di alta stagione.

E se volete gustare un’ottima cucina di mare spendendo il giusto, sappiate che Ponza brulica di ristoranti e trattorie tipiche in cui assaporare pesce freschissimo a costi contenuti. E per chiudere la giornata in bellezza, un aperitivo al tramonto con vista mare sarà certamente l’occasione giusta per portare a lungo il ricordo di un weekend da favola vissuto a Ponza.

Prenota subito il tuo aliscafo per Ponza con SNAV.

Dove alloggiare a Lipari

Ci siamo: la decisione è ormai presa, l’estate è alle porte e Lipari è la meta prescelta. Già stai pregustando una vacanza all’insegna di mare, escursioni, natura, cultura e tanto ottimo cibo; il tuo biglietto è già stato prenotato, naturalmente reca il logo di SNAV: quello che manca, però, è la scelta dell’alloggio.

Ecco quindi che la redazione del nostro magazine desidera aiutarti a trovare la sistemazione più adatta alle tue esigenze: che tu sia un viaggiatore in solitaria, in una coppia o in famiglia, Lipari ha sempre la soluzione migliore per te!

B&B e case vacanze a Lipari

Essendo la maggiore delle Eolie, Lipari offre un’ampia scelta di alloggi che si dislocano su tutta l’isola. L’offerta è veramente completa: tra alberghi, Bed & Breakfast e case vacanze troverai sicuramente la sistemazione giusta per te. Ecco dunque alcuni consigli utili per chi è alla ricerca di un alloggio a Lipari.

Se preferite restare in centro, la zona di Marina Corta e Marina Lunga offrono numerose soluzioni per l’ospitalità, con il vantaggio di avere tutto a portata di mano e la possibilità di spostarsi facilmente tra bar, ristoranti e negozi. Naturalmente, i tour marittimi alla scoperta dell’arcipelago generalmente hanno inizio da qui. In questa zona vi consigliamo alcune case vacanze tra cui Casa Baja, Casa Valle, Hotel Villa Diana e Hotel Oriente.

Se invece vi attira la zona di Canneto, per essere a poca distanza sia dalla spiaggia più frequentata dell’isola che dal centro storico, possiamo consigliarvi La Zagara Hotel, l’Appartamento Malvasia, Oltremare Residence Hotel e La Settima Luna Hotel.

E se invece la scelta ricade su Acquacalda, significa che siete amanti della tranquillità e del relax più assoluto. Essendo una zona per nulla mondana, in questo caso potrebbe essere utile scegliere una struttura che abbia in sé tutti i comfort e le modalità di intrattenimento possibili. La Campanella, l’Hotel Cutimare, Penelope & Calypso e NerOssidiana potrebbero dunque essere le soluzioni che fanno al caso vostro!

L’isola di Salina: come arrivare

L’isola di Salina è la seconda isola delle Eolie per ordine di grandezza. Rispetto alle altre isole dell’arcipelago si presenta per un aspetto verde e rigoglioso, dovuto sostanzialmente alla presenza di diversi corsi d’acqua dolce che favoriscono una vegetazione ricca.

Non a caso l’isola di Salina è particolarmente amata dagli amanti della natura e del trekking.

Salina è meta anche per gli amanti della cinematografia. Nella frazione di Malfa, sulla spiaggia di Pollara, infatti, si svolsero alcune scene dell’ultimo film di Massimo Troisi, “Il Postino”.

Il clima mediterraneo caldo rende perfetta quest’isola per le vacanze. Inoltre, Salina è meta anche per i buongustai. Terra del cappero, quale presidio slow food, Salina è rinomata per la buona cucina eoliana che è possibile gustare nei numerosi ristoranti tipici.

Cosa vedere a SalinaIsola di Salina dove si trova

Salina, come abbiamo già preannunciato all’inizio, fa parte dell’Arcipelago delle Eolie, che si estende al largo della Sicilia.

Nel dettaglio, Salina si trova a nord di Lipari. Politicamente, l’isola appartiene al territorio di Lipari e alla provincia di Messina.

La sua conformazione rende la costa abbastanza frastagliata con spiagge piccole. Tuttavia, si potrà godere di un mare cristallino e dal colore brillante dove poter nuotare e dedicarsi alle immersioni.

Come arrivare a Salina

Per arrivare a Salina da Napoli potrai usufruire delle unità veloci messe a disposizione da SNAV. Con gli aliscafi per le Eolie Napoli-Salina, potrai approdare a questa meravigliosa perla del Mediterraneo con uno spostamento confortevole.

Prenota subito le tue vacanze alle Eolie e scegli l’isola di Salina.

Chi è lo zampognaro

Una figura del Natale partenopeo è lo zampognaro tanto da trovare spazio anche sul presepe napoletano verace. Ma chi erano e chi sono gli zampognari e qual è la tradizione che riguarda la loro presenza nel periodo natalizio?

Cominciamo subito con il dire che gli zampognari hanno origine antichissime, la cui esperienza nel suonare la zampogna e la ciaramella viene trasmessa di generazione in generazione. In particolare, la loro presenza in città si fa evidente durante il periodo della Novena dell’Immacolata Concezione.

Non di rado, infatti, si possono incontrare uomini negli abiti tipici indossati dai pastori che suonano motivi natalizi, tra cui Tu scendi dalle stelle di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. Gli zampognari si spostano in coppia, suonando per l’appunto la zampogna, accompagnata dalla ciaramella o da altri strumenti a fiato.

Questa usanza è peculiare dell’italia centro-meridionale, ma con i flussi migratori, talvolta è possibile assistere agli spettacoli degli zampognari anche in alcune città del Nord.

Come abbiamo detto la tradizione degli zampognari è abbastanza antica, e pare che la loro origine sia attribuibile al vicino Oriente e che si spostassero verso Roma. In Italia si è radicata particolarmente nel mondo pastorale, del resto la zampogna serviva proprio per richiamare il gregge e radunare i capi di bestiame.

Il passaggio degli zampognari in città era dovuto anche allo spostamento delle mandrie dal pascolo ai rifugi invernali.

La fama dello zampognaro si è creata proprio a Napoli. Nella metà del Settecento, infatti, il suono della zampogna accompagnava le preghiere di Alfondo Maria de’ Liguori.

Proprio questa fama fece diventare gli zampognari non solo il simbolo del Natale, ma anche dei personaggi introdotti sul presente, generalmente situati proprio nei pressi della grotta, dove viene allestita la scena della Sacra Famiglia.

Nelle comunità rurali la zampogna accompagna, con il suo suono, gli eventi più importanti, non solo religiosi, ma anche mondani.

L’Ospedale delle bambole

Nel cuore di Napoli, in via San Biagio dei Librai, c’è un posto unico nel suo genere, che testimonia in maniera esemplare l’estro, la fantasia e la creatività del popolo partenopeo: è l’Ospedale delle Bambole, un centro di restauro che affonda le proprie radici nella tradizione artigianale napoletana sin dalla fine dell’800. 

Ma come è nata quest’idea di prestare cure “sanitarie” a delle…bambole? 

La storia ha inizio nella bottega di Luigi Grassi, storico scenografo napoletano, artigiano esperto la cui occupazione consisteva nel progettare e dipingere le scenografie dei teatri di corte e dei teatrini dei pupi dell’epoca. La leggenda narra che un giorno una madre, disperata perché l’unica bambola di sua figlia era andata in mille pezzi, attratta da quell’insolito laboratorio, chiese all’artigiano di riparargliela, e quest’ultimo, vestito con un camice bianco, come fosse un vero e proprio dottore, le promise che la bambola sarebbe tornata come nuova.

Da quel momento, tante altre mamme iniziarono a rivolgersi a Grassi per la riparazione delle bambole delle proprie figlie, al punto che nel gergo comune il laboratorio cominciò a essere chiamato “l’ospedale delle bambole”. 

E cosa rimane oggi di questa tradizione così speciale, intrisa di fiaba e immaginazione? Un museo, sito per l’appunto in via San Biagio dei Librai a Spaccanapoli, nel quale è possibile ammirare moltissimi reperti, pezzi di giocattoli d’epoca, creazioni artigianali che narrano quella storia così lontana nel tempo, ma anche attuale se vogliamo, perché ci invita a riflettere sui temi del recupero di ciò che è danneggiato, nell’epoca del consumismo sfrenato, che porta a disfarci troppo facilmente degli oggetti che si rompono, per ricorrere con eccessiva disinvoltura all’acquisto di nuovi oggetti, in un vortice di produzione e consumo che non fa altro che aumentare la quantità di rifiuti gettati nell’ambiente.

Ripristinare, recuperare, riparare ci fa vedere anche oggetti semplici, in questo caso le bambole, sotto una luce diversa, dando dignità e valore a quegli oggetti stessi, invitandoci ad avere cura per le cose a cui teniamo di più.

E il laboratorio? Naturalmente, l’Ospedale delle Bambole prosegue tutt’oggi la tradizione ultrasecolare avviata da Luigi Grassi, e quindi è possibile “ricoverare” i propri giocattoli danneggiati: il Bambolatorio si prenderà cura di loro, proprio come se fossero dei pazienti da guarire!

Per maggiori informazioni su orari di apertura e visite, si consiglia di visitare il sito ufficiale dell’Ospedale all’indirizzo web https://www.ospedaledellebambole.com/

Capri: la campanella di San Michele

Avete mai sentito parlare delle cosiddette “campanelle di Capri”? Siete stati in vacanza sull’Isola Azzurra e vi è capitato di trovare questo oggetto portafortuna in vendita nei negozi di souvenir o sulle bancarelle, ma non ne conoscete l’origine o il significato? Bene, ci pensiamo noi di SNAV magazine a fugare ogni dubbio circa questo tipico manufatto caprese!

Tutto parte da una leggenda, il cui protagonista è un pastorello rimasto orfano del padre, la cui unica ricchezza era rappresentata da una pecorella. Tuttavia accadde che una sera il ragazzo perse la sua pecora ma, proprio nel momento di massimo sconforto dallo sconforto, ebbe come la sensazione di udire il suono di una campanella in lontananza. A quel punto per lui fu spontaneo e naturale dirigersi verso il luogo dal quale proveniva quello strano tintinnio.

Giunto sull’orlo di un precipizio, il giovane pastore ebbe una visione: gli apparve San Michele sul suo cavallo bianco, che gli regalò la campanella che aveva al collo, promettendogli che lo avrebbe tenuto al riparo da ogni sorta di pericolo. Il bambino prese la campanella e la portò a sua madre, che da quel momento in poi visse in completa felicità e con l’appagamento di qualsiasi desiderio.

Quel luogo è poi diventato famoso grazie alla celebre Villa San Michele, fatta edificare dallo svedese Axel Munthe. La leggenda vive ancora oggi sotto forma di una campanella artigianale da dare in regalo a tutte le persone amate a cui si voglia dedicare buona fortuna nella vita: ecco perché ogni anno, la campanella di San Michele rappresenta uno dei souvenir più acquistati dai turisti che vengono a Capri, addirittura esistono dei gioielli che si ispirano a questo iconico oggetto.

Quante sono le persone a cui vorresti regalare una campanella di San Michele? Siamo certi che la tua lista è ben nutrita: non ti resta che visitare Capri e regalare questo prezioso portafortuna a chi ami di più! Parti con SNAV alla volta dell’Isola Azzurra: aliscafi giornalieri con partenza da Napoli. Prenota online il tuo viaggio sul sito www.snav.it.

Marocco: l’artigianato

Il Marocco è una terra ricca di cultura e tradizioni e una di queste riguarda sicuramente l’artigianato. Oggi la produzione si incontra con i metodi di produzione contemporanee, che consentono di trasformare un vasto assortimento di materiali in oggetti fortemente decorativi.

Stoviglie, ceramiche, ma anche mobili, gioielli e abbigliamento: per scegliere il souvenir perfetto c’è l’imbarazzo della scelta.

Moda

Gli abiti tradizionali del Marocco vengono ancora indossati in occasioni speciali e cerimonie importanti. Vengono riproposti sul mercato con un tocco innovativo. Sicuramente, per creare un outfit al 100% marocchino sarà possibile abbinare il tradizionale caftano alle babouches (o babbucce). Questi sono proprio i prodotti tessili che rappresentano al meglio la tradizione marocchina, ma si adattano anche alle nuove tendenze di stile.

Gioielli

Per chi ama i gioielli, il Marocco vanta una produzione di manufatti artigianali dallo stile peculiare. Se è un souvenir prezioso che state cercando, il luogo migliore dove trovarlo sono Marrakesh e i suoi dintorni, dove è possibile abbinare veri e propri capolavori della gioielleria berbera. Anche in altre città come Goulimine, Agadir, Essaouira, Tiznit e Taroudant sarà possibile acquistare meravigliosi gioielli in argento, che si adattano sia alla tradizione, ma che allo stesso tempo mostrano un’attitudine contemporanea.

Oggetti in metallo

La lavorazione del metallo è un’attività radicata, per cui il Marocco è anche una meta  ideale per chi desidera acquistare per sé o per regalare degli oggetti  dallo stile originale. Da citare cornici, o le splendide lampade marocchine che, grazie alla luce e ai trafori, proiettano disegni arabescati nell’ambiente. Rame, argento e ottone sono altri materiali che spesso contraddistinguono l’oggettistica marocchina, con i quali si realizzano candelieri, lanterne, paralumi e specchi.

Ceramiche, mosaici e stoviglie

Le ceramiche marocchine sono un altro prodotto abbastanza famoso e apprezzato. Se ne possono acquistare di meravigliose a Safi, a Tamegrout e Azemmour, oppure la raffinata produzione di vasi nella zona di Oulija.

A Fez, Marrakech e Salé  possono essere acquistati oggetti di vimini, raffia e palma intrecciati. Si possono acquistare sottopentole oppure cestini e tappeti, la cui fattura è assolutamente magnifica. La città di Essaouira, invece, è un punto di riferimento dove si potranno acquistare oggetti intagliati in thuya. Quest’ultimo è un legno prezioso proveniente dai monti dell’Atlante. Allo stesso modo, si possono trovare degli oggetti decorativi tradizionali realizzati  in legno intarsiato in ogni parte del Marocco.

Un’altra forma d’arte tipica del Marocco è lo zellige. Questi sono dei mosaici applicati su oggetti tradizionali, oppure impiegati per realizzare manufatti dal design innovativo. Fez è la città di riferimento per trovare dei manufatti realizzati con lo zelige, esporti negli innumerevoli piccoli negozi della città.

Scegli i traghetti per il Marocco per viaggiare in tutta sicurezza, portando con te i meravigliosi souvenir che contraddistinguono l’artigianato locale.

Palermo capitale street food

Palermo offre ai propri abitanti e ai propri visitatori tantissime occasioni per apprezzare l’ottima cucina locale, non solo nei ristoranti blasonati, ma anche semplicemente passeggiando per strada. Non a caso la rivista americana Forbes ha collocato la città al 5° posto tra le migliori località dove si mangia il migliore street food.

Le specialità che potranno conquistare il cuore dei turisti, infatti, sono davvero molteplici e se ne trovano per tutti i gusti. Tuttavia, è possibile affermare che le regine dello street food palermitano e più in generale siciliano sono le l'arancino è un piatto tipico sicilianomitiche Arancine, una prelibatezza conosciuta in tutto il mondo. Nella versione tradizionale sono preparate con riso e carne al burro, ma nel corso del tempo sono state realizzate versioni più ardite, ripiene sia di pesce che di carne. C’è anche chi ha creato la versione dolce, per gli inguaribili appassionati dell’Arancina.

Pane e panelle e crocchè è un altro baluardo della tradizione gastronomica locale, che si può gustare sia in locali che alcuni chioschi. Questa specialità è realizzata con frittelle realizzate con farina di ceci e di polpette fritte di patate, con le quali si possono farcire diversi tipi di pane, quali la Mafalda, la Scaletta o la vastidda.

Dopo una giornata a visitare la città, che cosa c’è di meglio di una gustosa fetta di pizza sfincione. C’è chi la ritiene  anche meglio della classica pizza, sta di  fatto  che  questa  specialità  si caratterizza per la consistenza porosa. Il condimento è a base di sarde, cipolla, formaggio, olio. Nella versione palermitana questa viene arricchita con la salsa di pomodoro.

La tradizione povera della gastronomia siciliana è ravvisabile anche in piatti come la Raschiatura. Questo piatto è realizzato con ingredienti di recupero, proprio per evitare gli sprechi. La loro composizione quindi può variare, in quanto si recuperano gli avanzi di patate utilizzati per i crocché e quello delle panelle, creano così dei gustosi misti.

Per chi ama le specialità dal sapore forte e deciso, ci sono una serie di specialità a base di carne o di interiora, che sono generalmente molto apprezzato. Prima fra tutte è il panino con la milza. Per confezionare questa pietanza si usa il pane vastedda, che si distingue per la forma rotonda e la copertura arricchita da semi di sesamo. La milza e il polmone utilizzati per il ripieno vengono prima bolliti e poi fritti poco prima di consegnare il panino.

Simile alla trippa partenopea nella preparazione è il Mussu e Carcagnoli. Per questo piatto si usano le cartilagini delle zampe del bovino e il muso, che vengono lessati e mangiati conditi con sale e limone. Lo stigghiularu è un piatto che spesso viene offerto in occasioni di sagre e feste. Questo piatto prende vita dal retaggio greco che caratterizza l’isola, infatti, questa ricetta è molto antica e preparata per secoli e secoli. Per prepararlo si usa la budellina di agnello o capretto, che viene avvolta su uno spiedo oppure avvolta intorno a un cipollotto e poi cotta alla brace. Sempre a base di frattaglie è il quarume, un piatto che presenta i resti i manzo e vitello, che vengono lessati in acqua salata e mangiati caldi in brodo.

Se poi a posto del salato preferite il dolce, allora non dovete fare altro che gustare uno dei dolci tipici locali. Dalla pasta di mandorle, al cannolo, all’iconica cassata, le pause all’insegna del dolce saranno assolutamente indimenticabili.

Se non hai ancora provato la bontà della cucina palerminata, regalati subito un viaggio e parti a bordo delle navi per la Sicilia, per una vacanza all’insegna del gusto.

lipari-mare

Salina: vita notturna

Le vacanze, soprattutto per i più giovani sono sinonimo di ore piccole e divertimento. Se l’isola di Salina non ha la fama di Lipari e Panarea per quanto riguarda la movida, allo stesso tempo offre dei punti di ritrovo, ideali anche per i più giovani dove trascorrere il tempo in leggerezza ballando e magari sorseggiando un cocktail o una bibita.

Tra i ritrovi della vita notturna a Salina troviamo Il Ciclope. Quest’ultimo è un discopub dove è possibile godersi dall’aperitivo al dopocena. Il Ciclope presenta una location suddivisa tra interni ed esterni, dove è possibile consumare le proprie ordinazioni anche all’aperto, comodamente seduti su divanetti e pouf. La serate sono animate da giochi di luce e DJ set. Per alcuni eventi è prevista la selezione all’ingresso.

Le Papagayo Lounge Bar è un altro locale con attitudine moderna, dove poter sorseggiare un cocktail dopocena e ascoltare musica in un ambiente moderno e informale.

Per chi cerca un ritrovo più tranquillo, si potrà scegliere uno dei bar dell’isola dove godersi un gelato, una granita con panna o una brioches, magari su una terrazza a picco sul mere, come il bar La Vela.

Per chi, invece, è alla ricerca di una location romantica dove gustare la cucina tipica eoliana di mare Porto Bello è uno dei locali di tendenza dell’isola. Dotato anche di una enoteca con circa 400 etichette è anche il luogo ideale per degustare un ottimo vino.

Anche sull’isola di Salina è possibile ritagliarsi una vita notturna in base alle proprie esigenze, sia che si voglia tirar tardi, che si voglia semplicemente gustarsi i sapori tipici eoliani.