Cinema

Panarea: Ginostra il film

L’Italia è un paese amato per produzioni cinematografiche che fanno del paesaggio un protagonista aggiunto. Questo è il caso di Ginostra, il film di Manuel Pradal ambientato nella più piccola delle isole Eolie, Panarea. Il film riunisce un cast internazionale che vede protagonisti Harvey Keitel e Andie McDowell, affiancati da volti noti della fiction e del cinema nostrano come Francesca Neri, Asia Argento, Stefano Dionisi e Mattia de Martin.

Presentato al Toronto Film Festival 2oo2, la trama si sviluppa in un giallo avvincente. Il protagonista è Matt Benson, investigatore dell’FBI, interpretato da Harvey Keitel, il quale è appena stato trasferito a Panarea. La ragione del trasferimento è da riscontrare in un accordo di cooperazione tra intelligence fra Italia e Stati Uniti.

L’investigatore si trasferirà con tutta la famiglia, composta dalla moglie Jessie (Andie McDowell) e la loro figlia di 5 anni Tina. Lo scenario incantevole dell’isola conquista da subito i protagonisti, che iniziano la loro esperienza isolana in una meravigliosa casa situata proprio di fronte al vulcano di Ginostra, con tanto di baia privata.

A  interrompere questo quadro quasi idilliaco concorrerà l’incontro tra Matt con Ettore Greco. Quest’ultimo è un bambino di 11 anni vittima della mafia, con il quale l’investigatore instaura da subito un legame. Ettore è solo e ha perso la sua intera famiglia per un’autobomba.

Matt decide, per ragioni di sicurezza, di portare Ettore con sé a casa. Nel corso della vicenda sarà poi svelato il segreto che lega l’uomo al ragazzino e che darà vita al giallo.

E tu hai visto questo film?

Per rivivere le emozioni di questo appassionante thriller, scopri l’isola di Panarea con SNAV.

Ischia: i luoghi dell’Amica geniale

L’Amica Geniale è ritenuta per molti versi la fiction dei record, visto i numerosi ascolti che anche la seconda stagione, Storia del nuovo Cognome, ha riportato in auge le bellezze dell’isola d’Ischia, rendendo, quest’ultima località un luogo prediletto dai fan della serie per un cinetour sulle tracce di Lila e Lenù.

Le prime inquadrature della seconda stagione ci riportano all’approdo presso il piccolo porticciolo di Ischia Ponte, proprio nei pressi del pontile che porta al maestoso Castello Aragonese. Un tempo, quando il traffico dei traghetti era più limitato, è proprio in questa location che si approdava.

Adesso questo piccolo pontile è un punto di attracco per le piccole barche e un’area dove il pomeriggio è possibile trovare pescatori di tutte le età che si cimentano con le loro canne da persca.

Le inquadrature ci mostrano anche il meraviglioso Borgo di Celsa, che negli ultimi anni ha subito diversi interventi e ha acquisito una nuova identità diventando punto di riferimento per diversi eventi, concerti e premi, che si tengono nella stagione estiva e non solo.

Questo angolo di Ischia è diventato anche un punto di rifermento anche per gustare la cucina tipica ischitana con i numerosi locali, situati proprio nelle vicinanze del Castello Aragonese.

Il Borgo di Celsa, nella fiction, si riveste delle atmosfere a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta, riportando indietro lo spettatore che ha vissuto l’isola in quegli anni e chi lo ha vissuto attraverso i racconti dei propri nonni o genitori.

Inoltre, parte dell’azione della seconda stagione si svolge nella suggestiva Villa Leone a Panza. Negli episodi “Il bacio” e “Il tradimento”, la cui regia è stata curata dalla Rohrwacher, questa villa rappresenta la location principale utilizzata per gli interni. Il panorama che si gode dalla villa è eccezionale e si può scorgere anche il borgo di Sant’Angelo.

Nella narrazione trovano spazio anche altri simboli isolani come la piazza di Santa Restituta a Lacco Ameno, Palazzo Cigliano e le strade di Forio.

Per tutti gli amanti della fiction e dei libri è il momento di mettersi in viaggio verso l’isola di Ischia con gli aliscafi SNAV per Casamicciola e scoprire i suggestivi luoghi dell’Amica Geniale.

Napoli Milionaria!

Napoli Milionaria! è una commedia scritta da Eduardo de Filippo all’indomani della Liberazione. Fu messa in scena per la prima volta il 15 marzo del 1945 al Teatro San Carlo.

L’intera opera è ambientata in un basso napoletano, negli anni difficili della Seconda Guerra Mondiale e ha come fulcro gli escamotage escogitati da una famiglia, per la lotta alla sopravvivenza.

Gennaro Iovine è il capo famiglia, ma la sua autorità è messa in discussione dalla presenza ingombrante della moglie Amalia.

Quest’ultima gestisce la vendita abusiva del caffè nel rione e la borsa nera dei generi alimentari. Gennaro, pur non approvando questo commercio, non è in grado di offrire una soluzione alternativa alla propria famiglia, per cui è costretto a piegarsi a questo stile di vita.

Come dimostra la vicenda del “finto morto”:  a causa della spia di una concorrente, la famiglia Iovine entra sotto l’occhio della polizia. Il controllo effettuato dal brigadiere Ciappa, impone a Gennaro di stare nel letto e fingersi morto, circondato da finte suore e parenti in profondo cordoglio, al fine di salvaguardare i viveri  presenti sotto il letto, oggetto del contrabbando da Amalia e fonte dei guadagni della famiglia.

Nel mezzo della verifica del brigadiere comincia un bombardamento, che vede l’uscita di scena della maggior parte dei presenti in casa, per andare a rifugiarsi al ricovero. Ne deriva un dialogo poi tra Ciappa e Gennaro, che “risorge” solo dopo la promessa di non essere arrestato.

Un destino crudele attende, tuttavia, Gennaro, che sarà fatto prigioniero di guerra e trascorrerà più di un anno lontano dalla famiglia.

Il secondo atto si apre con la stessa ambientazione, ma un cambio di scena. Il basso appare completamente ristrutturato, mentre Amalia, la figlie Maria Rosaria e Rituccia e il figlio Amedeo sono ben vestiti.  Si respira un’aria di benessere generale.

Ognuno sembra aver raggiunto un apice all’interno della società post-guerra. La fonte di questo benessere, tuttavia, è transitoria e si dimostrerà fallace alla fine della commedia. I traguardi raggiunti, infatti, non sono frutto di un vivere onesto, ma dei traffici condotti e dalle ruberie di Amedeo.

Le condizioni economiche mutate, infatti, sono dovute a un allargamento degli affari di Amalia con Settebellezze, con il quale non solo la donna stringe un rapporto di stretta collaborazione, che sfocia anche in una sorta di relazione sentimentale.

Allo stesso tempo Amalia teme il ritorno di Gennaro, per cui non si lascia andare pienamente ai sentimenti. Proprio nel giorno del compleanno di Settebellezze, Gennaro fa il suo ritorno a casa.

Qui viene accolto da tutti bonariamente, ma nessuno è interessato ad ascoltare le storie che ha da raccontare.

Gennaro insiste, a differenza degli altri, che la guerra non è finita. Rimangono, infatti, le battaglie quotidiane da affrontare. Maria Rosaria, la figlia maggiore è incinta di un soldato statunitense, che va via venendo meno alla sua promessa di sposarla.

Gennaro scopre, avvisato dal brigadiere Ciappa, che anche il figlio è oramai dedito al crimine e che accompagnandosi a tale Peppe ‘o Cricco si è dato al furto di pneumatici.

Nel terzo atto il dramma si fa ancora più evidente. Gennaro scopre, avvisato dal brigadiere Ciappa, che anche il figlio è oramai dedito al crimine e che accompagnandosi a tale Peppe ‘o Cricco si è dato al furto degli pneumatici ed è prossimo a essere arrestato.

Rituccia, la più piccola delle figlie si scopre essere gravemente malata, diventando quasi un simbolo dell’innocenza e dei valori che sono andati persi, per via dell’arte di arrangiarsi.

La situazione della piccola appare disperata. Tutti nel rione si  danno da fare per aiutare la famiglia, ma non si riesce a trovare la medicina adatta. Amalia, sdegnata, crede che la medicina venga appositamente nascosta per alzare il prezzo. Un meccanismo che lei stessa ha messo in atto per tanto tempo e adesso depreca.

In questo quadro di disperazione fa la sua ricomparsa il ragionier Spasiano, che abbiamo incontrato anche negli atti precedenti, come succube dei ricatti di Amalia, per ricevere viveri sufficienti per sfamare i suoi bambini.

Amalia, sfruttando la sua condizione di bisogno, lo ha gradualmente spogliato di tutti i suoi averi e proprietà.

“Donn’Amalia la medicina che il dottore ha prescritto per vostra figlia ce l’ho io…Eccola qua”.

Amalia trasecola a questa notizia pensando a tutto ciò che ha sottratto all’uomo, quindi, credendo che si tratti solo di una questione di prezzo, non abbandona il proprio atteggiamento duro.

In questo caso il ragionier Spasiano annovera tutto ciò che donna Amalia gli ha sottratto e all’obiezione della donna: “Ma chest’è medicina”, arriva la spiazzante risposta del personaggio:

“D’accordo e giustamente voi mi dite, senza la medicina indicata si muore. Ma pecché secondo voi, donna Ama, senza mangiare si campa? Se io non mi fossi tolto la camicia i figli miei non sarebbero morti di fame? Come vedete chi prima e chi dopo deve, a un certo punto, bussare alla porta dell’altro. Si capisco, voi in questo momento mi dareste tutto quello che voglio, ma se io per esempio, donna Ama,  se io mi volessi levà o’ sfizio di vedervi correre per tutta Napoli, come correvo io per trovare un po’ di semolino quando tenevo o più piccolo malato eh?… se io vi dicessi donna Ama girate, divertitevi, casa per casa, portone per portone, ma io questo non lo faccio. Ho voluto solamente farvi capire che se a un certo punto non ci stendiamo una mano l’uno con l’altro…a voi dottò… e speriamo che donna Amalia ha capito. Auguri per la bambina. Buonanotte”.

La bambina riceve la medicina. Soli, a questo punto, Amalia tenta di giustificare le sue scelte di vita, sostenendo la necessità di aver fatto quello che ha fatto per una sorta di difesa della famiglia. Allo stesso tempo sente ancora più forte il biasimo del marito.

Gennaro, da la sua visione dei fatti, adducendo come prima causa dello sfascio della famiglia il forsennato accumulo dei soldi. La rincorsa per il profitto ha fatto perdere ad Amalia il controllo sulla situazione familiare.

Gennaro si rifiuta di cacciare la figlia incinta, si rifiuta anche di prendere misure estreme nei confronti della moglie, riflette su come le dinamiche vissute abbiano portato la famiglia a disgregarsi. Così come per la guarigione della bambina, anche la famiglia deve guarire: “Mo avimm’aspetta’, Ama… S’ha da aspetta’. Comme ha ditto o’ dottore? Deve passare la nottata.

Appena cinque anni dopo l’uscita sulle scene della commedia, fu realizzata una versione cinematografica, a cui prese parte anche Totò. La commedia è stata riadattata anche come opera con libretto sempre a opera di Eduardo de Filippo e musiche a cura di Nino Rota.

Il presepe di Opopomoz

Opopomoz è un film di animazione di grande sensibilità e dolcezza, che prende vita da Enzo d’Alò che con la stessa delicatezza ci permette di viaggiare all’interno dei sentimenti, indagando, in maniera mai banale, le motivazioni dell’agire umano, in questo caso esplorando il mondo dei bambini.

Su uno sfondo di una Napoli pastello, i cui disegni, come affreschi, ci conducono tra vicoli e palazzi, tra bancarelle e botti, tra musica e presepi, si snoda la vicenda di una famiglia partenopea. I protagonisti sono l’emblema di una Napoli che trova nella famiglia un elemento sociale portante, caratterizzata da valori forti ed equilibri ben precisi.

Ma cosa succede quando tale ordine viene sconvolto da un nuovo arrivo? Ed ecco che la vicenda prende vita dal protagonista, Rocco, un bambino dal carattere forte e irruento, che teme l’arrivo prossimo del fratellino e si sente messo da parte dall’intera famiglia, che passa le sue giornate trafelata per via dell’imminente arrivo.

Il diavolo approfitta di questa oscurità presente in Rocco per attuare il suo piano: quello di impedire la nascita di Gesù, per impedire la nascita di ogni bambino. Per attuare il piano vengono inviati tre diavoletti maldestri che incitano Rocco a entrare nel presepe costruito dal padre per impedire la nascita di Gesù. L’ingresso nel presepe avviene proprio tramite la misteriosa parola Opopomoz.

Nel suo viaggio Rocco entra in contatto con i personaggi del presepe, fino a che non si ritrova al seguito la cuginetta Sara, più piccola di lui, entrata anche lei in questo mondo parallelo. Il rapporto tra Sara e Rocco si cementifica a tal punto, che il bambino capisce l’importanza di essere un fratello maggiore e di maturare delle incertezze in merito al piano malvagio che sta perseguendo.

Proprio grazie a Sara, il diavolo sarà sconfitto. Nel momento di massima tensione la bambina ricorda una filastrocca insegnata dalla nonna, proprio per cacciare via il maligno. I due bambini ritornano a casa con una nuova consapevolezza sull’amore, la famiglia e con un legame ancora più saldo. Rocco riesce a ritrovare la sua serenità e ad accettare l’arrivo del fratellino.

storia della pizza

Totò Sapore: Pizza e Napoli

La pizza è una specialità più volte celebrata anche al cinema, in celeberrime scene di film. Tutti ricordiamo Sofia Loren nel L’Oro di Napoli, che impasta e vende pizze fritte con aria ammiccante, oppure Julia Roberts in Mangia Prega Ama che vive una vera e propria storia d’amore con la sua pizza.

Dal mondo dell’animazione cinematografica la pizza diventa un simbolo di unione tra i popoli, un elemento che con la sua bontà riesce a mettere d’accordo proprio tutti. Questa è la storia raccontata in Totò Sapore e la magica storia della pizza uscito nel 2003 e realizzato dallo studio italiano e diretto da Maurizio Forestieri. Il film è stato distribuito da Medusa Film e Lanterna Magica ed ha incantato grandi e piccini con una trama leggera e delicata.

La trama del film è stata tratta liberamente dal racconto Il cuoco prigioniero di Roberto Piumini. Ambientato nella Napoli del XVIII secolo e vede come protagonista Totò un giovane cantastorie che sfama la povera gente e mantiene tutti allegri con le sue canzoni. Totò però sogna di diventare un cuoco vero e proprio al servizio di tutti.

La strega Vesuvia, che abita nella pancia del vulcano è infastidita dall’allegria dei napoletani e con l’aiuto del suo servitore inetto Vincenzone, cerca di ostacolare Totò in tutti i modi. La vendetta di Vesuvia non è immediata, ma anzi farà in modo di far raggiungere i traguardi desiderati a Totò per poi farlo cadere rovinosamente.

Il primo passo è quello di donare a Totò delle pentole che poi si riveleranno magiche, in quanto sono in grado di cucinare tutto quello che si desidera. Intanto Totò incontra Pulcinella, un personaggio bizzarro e sull’orlo del baratro che lo accompagnerà in tutta la sua avventura. Vesuvia è anche l’artefice dell’incontro tra Totò con la bella Confiance, sapendo che il giovane era desideroso di trovare l’amore della sua vita.

Una volta scoperta la magia delle pentole, Totò e Pulcinella cominciano a sfamare la città con le loro prelibatezze. L’amore per Totò è alle stelle, ed è così che Vesuvia decide di incrinare il rapporto tra i napoletani e Totò. Attraverso un espediente messo in pratica dal solito Vincenzone, arrivano al ristorante di Totò il re, la regina e il viziato principe Fefè. Deliziati dalla cucina di Totò decidono di prenderlo a corte, senza possibilità di rifiuto.

A corte le tensioni con Mestolon, il cuoco di corte nonché padre di Confiance, sono accesissime. Così Vincenzone, penetrato a corte come ciambellano, mostra a Mestolon il segreto di Totò e lo manipola per farsi aiutare nel suo losco piano.

Mestolon si mostra amichevole e si offre per aiutare Totò nella realizzazione del pranzo con i reali di Francia. Totò viene allontanato dalla cucina e mandato al mercato da Mestolon, accompagnato da Confiance. Mestolon riesce anche a neutralizzare Pulcinella portandolo nelle cantine e facendolo ubriacare.

A questo punto Vincenzone entra in azione per rubare le pentole. Totò rientrato in cucina non trova Pulcinella e non si accorge che le pentole non sono quelle magiche. Il pranzo tra i reali è un disastro e i contrasti a tavola diventano anche politici e i due sovrani finiscono per dichiararsi guerra.

Totò è in prigione, mentre Pulcinella, una volta rinvenuto, riesce a riprendere le pentole da Vincenzone. Poi di notte libera Totò, mentre Mestolon fugge trascinando via Confiance. Vincenzone torna da Vesuvia, ma subisce le sue ingiurie perché non si è accorto dell’imbroglio di Pulcinella.

Totò, intanto, salva Confiance dalle grinfie del padre, ma la fanciulla cade nella trappola di Vincenzone. Pulcinella, Totò e le pentole magiche si recano al Vesuvio per lo scontro con  la strega. Confiance viene liberata con l’aiuto di Vincenzone, stanco delle ingiurie della strega. Vesuvia infuriata fa salire la lava all’interno del vulcano e i nostri eroi sono costretti a fuggire a bordo delle pentole. Vesuvia esce fuori dal vulcano, ma la pioggia la ferma, e la strega si riduce a una statua.

Resta l’ultimo problema da sistemare: la guerra. Così Totò con l’aiuto di Confiance, Pulcinella prepara una nuova ricetta, cioè la pizza, e Vincenzone suggerisce di cuocerle nel Vesuvio. In breve tempo dall’imponente vulcano piovono pizze, e i soldati, provati dalla fame, cominciano ad assaggiare le pizze e la guerra finisce a tavola, tra i sorrisi e l’allegria.

Pulcinella trova le pentole magiche fuse, in parte dalla lava, e con l’aiuto di Gennaro il fabbro, le fa restaurare. La storia finisce con tutti i personaggi che realizzano i loro sogni.

 

Mira Furlan: dalla Croazia a Lost

Alzi la mano chi ricorda la serie tv in cui un aereo precipita su un’isola nel bel mezzo del nulla e i protagonisti sono costretti a una dura lotta per la sopravvivenza! Ovviamente parliamo di Lost, serie tv culto che dal 2004 al 2010 ha tenuto con il fiato sospeso milioni di telespettatori.

Tra i personaggi secondari e di maggior fascino della serie troviamo  Danielle Rousseau, interpretata da Mira Furlan. L’attrice, originaria di Zagabria, si è trovata così a passare dalle assolate spiagge della Croazia alla misteriosa isola di Lost.

Ma andiamo con ordine…

Mira Furlan nasce a Zagabria il 7 settembre del 1955, quando la città non era ancora capitale della Croazia ma faceva parte della Jugoslavia. Figlia di docenti universitari, ha sempre mostrato grande passione per il teatro, la recitazione e il canto.

L’attrice è stata membro del Teatro Nazionale Croato ed è apparsa frequentemente in produzioni realizzate per la televisione jugoslava e in diversi film. In particolare, annoveriamo “Papà è in viaggio d’affari”  del 1985 di Emir Kusturica. La pellicola fu insignita della Palma d’oro nell’edizione del 1985 del Festival di Cannes.

Sposata con il regista serbo Goran Gajić, nel 1991 decide di trasferirsi con la famiglia negli Stati Uniti a seguito dello scoppio della guerra in Jugoslavia e dell’inasprirsi delle tensioni tra le diverse etnie.

Prima di approdare a Lost Mira Furlan ha vestito anche i panni dell’ambasciatrice Delenn nella serie televisiva di fantascienza Babylon 5 acquisendo fama e notorietà a livello internazionale. In alcuni episodi è stata diretta dal marito regista.

Nel 2004 entra a far parte del cast di Lost, la promettente serie televisiva firmata dall’ABC destinata a diventare uno dei fenomeni televisivi degli ultimi anni. L’attrice vestirà i panni della naufraga Danielle Rosseau, alla quale toccherà svelare parte dei misteri dell’isola ai protagonisti della serie.

Mira Furlan in questo personaggio sa esprimere tutta l’angoscia e la drammaticità di chi è costretto a sopravvivere in un contesto ostile, senza speranza di essere salvati. Forte e volitiva, è costretta ad assistere inerme al rapimento della figlia neonata da parte dei membri degli “Altri”, trasformando così la sua permanenza sull’isola in un’estenuante ricerca.

Il personaggio è presente nelle prime 4 stagioni. L’attrice infatti, stanca di vivere alle isole Hawaii, luogo dove si sono svolte la maggior parte delle riprese, chiese di poter abbandonare la serie per dedicarsi ad altri progetti.

Dopo Lost Mira Furlan ha collaborato anche con registi e attori italiani, partecipando al film di Sergio Castellitto “Venuto al Mondo” del 2012. Infine, tra le ultime apparizioni la ricordiamo nel film drammatico “With Mum” (2013)  diretto da Faruk Lončarević.

Barcellona, una città da film

Barcellona, splendida meta spagnola ricca di opere artistiche e architettoniche di rilievo, è spesso stata lo scenario di importanti film del panorama cinematografico internazionale.

Pedro Almodòvar, noto regista e produttore spagnolo, ha girato proprio a Barcellona le scene più significative del suo film “Tutto su mia madre”, uscito nell’anno 1999, che vide protagonista l’attrice Penèlope Cruz. In questo film viene risaltata l’essenza di una Barcellona autentica e molto diversa da quella attuale, e nelle varie scene si notano tanti punti d’interesse della città, come la Plaça del Duc de Medinaceli, la Sagrada Famìlia, il Palau de la Mùsica Catalana, la Casa del Gremi de Velers, il Teatro Tivoli, il Cimitero di Montjuich e il Monumento di Colombo.

Sagrada Familia BarcellonaQualche anno dopo, nel 2002, il regista francese Cèdric Klapish, gira nella città catalana “L’appartamento spagnolo”, film di grande successo europeo che racconta le avventure di uno studente francese impegnato a Barcellona grazie all’Erasmus. In questo film si possono riconoscere luoghi importanti come Las Ramblas, il Parc Güell, la Sagrada Famìlia e le spiagge della città.

Nel 2004, diretto da Brad Anderson, il thriller psicologico intitolato “L’uomo senza sonno” mette in evidenza una straordinaria interpretazione dell’attore britannico Christian Bale. La storia del film è ambientata nella metropoli californiana di Los Angeles, ma nel corso della pellicola si riconoscono alcuni scorci di Barcellona, come il Parco del divertimento Tibidabo e gli esterni del porto.

Due anni dopo, nel 2006, esce “Profumo – Storia di un assassino”, film tratto dall’omonimo best seller di Patrick Süskind e diretto da Tom Tykwer, un noto regista tedesco. La pellicola vede circa cinquemila comparse ed ha un cast eccezionale, basti pensare che tra i protagonisti sfilano attori di spicco come Dustin Hoffman, Alan Rickman e Ben Whishaw. Alcune scene hanno visto la coreografia dell’importante Compagnia Teatrale Catalana La Fura dels Baus. In questo film, Barcellona, si mostra in tutto il suo splendore e, tra i luoghi più belli della città, si possono riconoscere Plaça Sant Felip Neri, Parque del Laberinto de Horta, Calle Ferran, il Poble Espanyol, Plaça Real, la Catedral e tanti altri ancora.

Nel 2007, il famosissimo regista americano Woody Allen, dirige un cast d’eccezione formato da Scarlett Johansson, Penèlope Cruz e Javier Bardem nel suo film “Vicky Cristina Barcelona”, pellicola di grande successo che uscì nelle sale nel corso del 2008. Il film fu considerato dal regista un omaggio alla città ma, ancora oggi, molti barcellonesi non vogliono essere associati in quanto considerano la pellicola piena di stereotipi.

Il Monumento di Colombo, la calle Montcada, la Sagrada Familia, il Museo Picasso, Las Ramblas, la Barceloneta, il Centro Commerciale Maremagnum ed il Real Club Maritimo sono solo alcuni dei tanti posti dove sono state girate le caratteristiche scene di questo film.

Più di recente, nel 2010, il regista messicano Alejandro Gonzàlez Iñárritu, aiutato dall’attore spagnolo Javier Bardem come interprete, dirige “Biutiful”, un film che mostra una Barcellona diversa, lontana dagli stereotipi e dalle mete turistiche e più legata alle difficili problematiche sociali degli emigranti.

Parc Guell BarcellonaMa sono ancora tanti altri i film che hanno come sfondo la meravigliosa Barcellona, come Professione Reporter del 1975, Scacco Matto del 1994, Fragile del 2005, Manuale d’Amore – Capitoli Successivi del 2006 e Map of the Sound of Tokyo del 2009.

Cosa aspetti ad organizzare una indimenticabile vacanza “catalana” con la famiglia o con gli amici? Con le navi Genova Barcellona potrai arrivare nella splendida città catalana e rivivere le emozioni e i luoghi dei tuoi film preferiti!

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Ischia e il cinema

L’isola di Ischia è stata più volte protagonista di film sia stranieri che nostrani. Nel corso del tempo l’isola è stata scelta come cornice ideale per raccontare le vicende di eroi, amanti e pirati. La gamma dei film girati a Ischia è assolutamente ampia. Tutti gli appassionati sicuramente ricorderanno la bella Liz Taylor nei panni di Cleopratra, affiancata dall’affascinante Richard Burton nel ruolo di Marco Antonio. Galeotto fu il film e l’isola che fecero scattare la scintilla tra i due divi di Hollwood.

L’isola, ovviamente, per le sue caratteristiche naturali si è prestata spesso a film di avventura, dove i protagonisti sono i corsari o i pirati. Tra queste pellicole le più famose sicuramente sono Il Corsaro dell’Isola Verde, Morgan il pirata e il Corsaro Nero. In questi film le vie di Ischia diventano lo scenario per duelli e acrobazie varie. Ischia, quindi, si è dimostrata il set giusto per girare film d’avventura, nonostante non sempre questi ultimi abbiano ricevuto critiche positive.

Ischia, tuttavia è anche un’isola che si presta bene alle ambientazioni poliziesche, alle storie thriller e o ai film di tipo giallo. Tra i capostipiti di questo genere probabilmente troviamo La scogliera del peccato di Bianchi, un film del 1950, la cui trama è caratterizzata da omicidi e intrighi. Sempre di Bianchi è Il Mostro dell’Isola, altro film poliziesco che vede contrapporsi un coraggioso ufficiale della guardia di finanza a un pericoloso malavitoso. Ricordiamo tra l’altro anche Delitto in pieno sole di Renè Clement del 1960 e Il talento di Mr Ripley di Anthony Minghella del 1998.

L’Isola Verde ha fatto da sfondo anche a diverse commedie. L’isola, infatti, è stata scelta più volte dal maestro della commedia americana, Billy Wilder, che qui ha girato due pellicole: Cosa è successo tra tuo padre e mia madre? e Avanti, Avanti. Anche la commedia all’italiana ha trovato spazio in questi luoghi con alcuni lavori dei più importanti registi del genere. Possiamo annoverare, tra questi ultimi, Ischia, operazione amore di Vittorio Sala, Vacanze a Ischia di Mario Camerini e molti altri ancora. Tra gli ultimi titoli girati a Ischia troviamo la commedia romantica di Pieraccioni Il Paradiso all’improvviso, che costituisce anche una vera e propria dichiarazione d’amore verso l’isola.

Se desideri recarti a Ischia, per scoprire i luoghi dove sono stati girati i tuoi film preferiti, non devi fare altro che acquistare il tuo biglietto con Snav. La nostra compagnia di navigazione mette a disposizione aliscafi per Ischia con partenze quotidiane dal molo Beverello. Vieni anche tu sull’isola d’Ischia e scopri gli angoli più belli e suggestivi che hanno incantato attori e registi di tutto il mondo.

Napoli Film Festival 2015

Dal 28 settembre al 4 ottobre 2015 si terrà il Napoli Film Festival 2015. La manifestazione vedrà sei film scelti per la sezione “Europa & Mediterraneo”, che si contenderanno il Vesuvio Awards.

Il Napoli Film Festival è organizzato dall’Associazione Culturale Napolicinema, che ha come obiettivo la crescita culturale non solo di Napoli, ma anche del Mezzogiorno, utilizzando come mezzo il cinema internazionale. Il festival gode del patrocinio del Comune di Napoli e della Regione Campania, oltre al supporto del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

La manifestazione, ormai giunta alla XVII edizione, presenterà i lavori inediti di registi provenienti da varie parti del mondo, pronti a raccontare la realtà con occhi nuovi, portando spunti di riflessione molto interessanti e originali.

Oltre alla competizione che sarà ospitata dall’Institut Francais, altri eventi si svolgeranno presso le sedi: cinema Metropolitan, il PAN e l’Instituto Cervantes. In particolare, tra le altre sezioni del festival ci sono SchermoNapoli Doc, Corti e Scuole. Inoltre, con il concorso FOTOgrammi verrà celebrato il centenario della nascita del regista Mario Monicelli.

Durante la manifestazione interverranno ospiti prestigiosi come Sergio Assisi, Mario Martone, Marco Risi e Eleonora Danco, solo per citarne alcuni. Per maggiori informazioni oppure per scaricare il programma completo della manifestazione e possibile visitare il sito ufficiale del festival all’indirizzo web http://www.napolifilmfestival.com.

Per chi desidera partecipare alla manifestazione e proviene dalle Isole del Golfo, Snav mette a disposizione un servizio di collegamento giornaliero, attivo tutto l’anno, con arrivo al Molo Beverello Napoli. Visita subito il sito www.snav.it, oppure contatta il call center per maggiori informazioni. Con Snav vivi gli eventi più belli della stagione!

L’imperatore di Capri, film con Totò

Il protagonista è Antonio De Fazio, interpretato da Totò, che di professione fa il cameriere presso un albergo di Napoli. Un giorno, per puro caso, viene scambiato dalla bella Sonia Bulgarov, ospite dell’hotel, per il Bey Khan di Agapur, uomo ricchissimo (anzi, il più ricco del mondo), ed è invitato ad andare con lei a Capri. Lo scambio di persona continua anche sull’isola: qui Antonio ha la possibilità di frequentare gli ambienti più chic, snob e mondani, e viene conteso e venerato da tutte le donne che incontra. L’equivoco sarà risolto soltanto con l’arrivo della moglie e della suocera del protagonista, ma l’epilogo del film conterrà comunque un lieto fine.

Curiosità: il produttore de “L’imperatore di Capri“, Carlo Ponti, aveva previsto sette settimane di lavorazione per il film; le riprese, tuttavia, durarono soltanto 3 settimane, per cui Totò impiegò il tempo rimanente per girare un altro film sotto la produzione dello stesso Ponti, “Totò cerca casa”.

Ecco una delle scene più divertenti del film:

 

Capri, da sempre, è il set naturale per molti film di successo; anche in questo caso, l’isola si mostra in tutto il suo splendore pur essendo la pellicola in bianco e nero. Se invece volete scoprire i colori di questo fantastico luogo, date un’occhiata al calendario delle partenze degli aliscafi Snav che coprono la tratta Napoli – Capri: troverete tutte le informazioni sugli orari delle corse giornaliere.