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Immersioni a Ischia

Le isole del Golfo racchiudono numerose meraviglie e nessuna fa eccezione. In una vacanza a Ischia, per esempio, c’è molto da vedere e non solo in superficie.

L’isola è famosa, infatti, anche per i fondali brulicanti di vita dove è possibile osservare, tra le profondità delle sue acque, la fauna e la flora marina.

Vediamo insieme quali sono i punti per le immersioni a Ischia più amate da chi pratica subacquea.

Formiche: tra Vivara e Ischia

Al centro del canale tra Ischia e Procida è possibile effettuare un’immersione che ti lascerà senza fiato. Tuttavia, questa non è un’immersione per tutti oppure richiede la presenza di un esperto.

Un aspetto da non sottovalutare, infatti, è la gestione delle correnti, nonostante non si tratti di una immersione che richieda di raggiungere particolari livelli di profondità.

La secca delle Formiche è costituita da rocce quasi affioranti. Il punto di immersione è collocato in corrispondenza di un faro che segnala alle imbarcazioni la serie di scogli, che sono sommersi proprio a pochi metri dalla superficie.

Ci troviamo in presenza di un grosso corpo roccioso a cui sono appoggiati scogli isolati. Questa particolare conformazione rende possibile la formazione naturali di anfratti e tane.

Nel corso dell’immersione si potranno notare una serie di canyon che si alternano ad archi di pietra. Il fondale è ricoperto da un tappeto di posidonia. Questo è l’ambiente perfetto per la proliferazione di specie come il pesce ago cavallino. In questo habitat possiamo notare anche la presenza delle cicale di mare, gamberetti e granchi. Questo è anche il regno degli scorfani, saraghi, polpi e murene.

Punta Sant’Angelo

Sant’Angelo è uno dei borghi più rinomati di Ischia. Località chic e mondana è apprezzata non solo per le spiagge, i locali e i ristoranti tipici, ma proprio a Punta Sant’Angelo troviamo uno dei punti di immersione particolarmente apprezzati.

Si tratta di una parete tufacea che è situata proprio sul versante meridionale dell’isola. In questo luogo possiamo trovare sia fauna di passo che di tana. Tra la flora possiamo osservare gorgonie e paramuricee. Inoltre, si possono ammirare i rami di Gerardia Savaglia che rappresentano una rarità.

Punta San Pancrazio

Sempre presso il versante meridionale dell’isola troviamo Punta San Pancrazio, un altro luogo dove effettuare un’immersione dal fascino unico.

Anche in questo caso si tratta di una parete scoscesa formatasi in seguito a una franata. L’immersione raggiunge circa una quarantina di metri di profondità. Lungo la discesa si possono trovare le tane dei polpi e popolazione di gamberi.

Molto diffusa è la flora composta da eunicella cavolini. Scendendo gradualmente di profondità si trovano scorfani, aragoste, ricci e stelle marine. Insomma se siete appassionati di subacquea e fotografia marina, allora questa è un’esperienza imperdibile.

Il sito archeologico di Aenaria

Per chi ama unire più passioni in una allora si suggerisce una visita al sito archeologico di Aenaria.

Situato nella baia di Cartaromana questo insediamento urbano di età romana giace a sei metri di profondità. Dal 2011 in poi sono stati riportati alla luce i resti della banchina portuale e le strutture murarie di una villa, nonché altri elementi che costituivano l’insediamento, che sbucano tra la vasta prateria di posidonia.

Muraglione

Nel canale di Ischia si può costeggiare un muro naturale le cui pareti sono ricche di anfratti che costituiscono il rifugio sicuro per numerose specie marine.

La profondità massima è di circa venti metri e si possono ammirare anche le specie sottomarine che contraddistinguono la flora mediterranea.

Secca della Catena

La secca della Catena è un altro suggestivo punto di immersione situato presso l’isola di Ischia. Si scende per le pareti che arrivano fino a 90 metri di profondità.

Procedendo nell’immersione si possono incontrare tonni, ricciole e molto altro ancora. Tutti questi fattori rendono l’immersione presso la secca della Catena una delle più affascinanti dell’isola verde.

Scoglio della Nave

Ci troviamo presso Punta Imperatore nella zona sud ovest dell’isola di Ischia. Dal mare emerge uno scoglio che ha le fattezze di una nave. Secondo la leggenda si tratta della nave con la quale i Feaci accompagnarono Ulisse a Itaca.

Al ritorno la nave fu trasformata in una rupe da Poseidone che non gradì l’aiuto offerto dai Feaci a Ulisse.

Immergendosi dal lato del versante sud scenderemo presso un fondale ricco di cavità e passaggi brulicanti di fauna e di flora. Le zone più buie sono abitate dai gronchi.

L’immersione è adatta sia ai più esperti che ai neofiti, ovviamente è sempre necessario osservare le precauzioni del caso, per immergersi in maniera sicura.

Il Bellommo

Chiudiamo la nostra rassegna con la secca rocciosa detta del Bellommo. Ci troviamo a Punta Caruso presso il versante nord occidetale dell’isola. Il banco roccioso si estende tra i 15 e i 33 metri. Si possono ammirare vaste macchie di posidonia oceanica e gorgonia bianca e gialla. Qui passano cernie, dentici e barracuda.

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Capri: la lucertola azzurra

Non sarà iconica come i Faraglioni, non sarà “vip” come la Piazzetta, non sarà fashion come le boutique d’alta moda, eppure tra i simboli di Capri c’è anche lei: la lucertola azzurra.

“Azzurra”, proprio come la tanto decantata grotta: basterebbe solo questo elemento a connotare questa particolare specie faunistica come uno degli innumerevoli tratti distintivi dell’isola di Capri, una specie di mascotte per così dire.

La sua colorazione rappresenta un vero e proprio unicum in natura, un inno alla biodiversità tipica di questi luoghi, ma al tempo stesso un monito alla fragilità che le è riservata, proprio in virtù di questo suo essere una specie impossibile da trovare altrove, e per questo da tutelare e proteggere come uno dei beni più preziosi che l’isola ha a disposizione.

La colorazione azzurra, in particolare, è presente sul ventre, sui fianchi, sulla gola e sul sottocoda, mentre il dorso tende di più al nero. Una variazione genetica rende questo tipo di lucertola, che nella terminologia scientifica viene definita Podarcis siculus coeruleus, unica nel suo genere, nonché un mix affascinante e intrigante al tempo stesso.

La sopra menzionata fragilità che contraddistingue la vita della lucertola azzurra di Capri risiede soprattutto nel suo habitat naturale: vive sui Faraglioni, in una condizione di costante precarietà, con la possibilità di essere spazzata via da mareggiate più consistenti. E quell’azzurro così acceso, purtroppo, la rende facilmente individuabile da parte dei predatori, attratti da cromatismi così ricchi di vita.

Quasi come se fosse consapevole della propria natura precaria, la lucertola azzurra profonde il massimo impegno nella propria riproduzione, come se in qualche modo fosse a conoscenza delle insidie che la natura le ha riservato, mossa da un senso di urgenza che la spinge a maturare sessualmente il prima possibile, per poter trasmettere la propria eredità alle generazioni seguenti.

E in questa fretta di preservare il proprio patrimonio genetico potrebbe risiedere la spiegazione di questa strana colorazione, una sorta di errore di trasmissione che però rende la lucertola azzurra di Capri un mistero affascinante e tutto ancora da scoprire.

Noi tutti siamo chiamati a una forma di turismo ecosostenibile, e la lucertola azzurra non fa eccezione: questa specie va rispettata e protetta, soprattutto da chi desidera farne un’occasione di business trasformandola in una sorta di souvenir da vendere a chi visita Capri.

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Escursioni a Stromboli

Quando si parla di escursioni a Stromboli essenzialmente ci si riferisce al percorso di trekking che porta allo spettacolo naturale costituito dalle esplosioni di lapilli e la sciara di fuoco.

Il sentiero per la salita deve essere effettuato con una guida locale. Soprattutto se si decidere di intraprendere l’escursione al tramonto, in quanto la discesa avviene ormai nelle ore serali e il sentiero buio viene illuminato dalle torce.

La salita non è particolarmente impegnativa, ma naturalmente il percorso è in salita e in estate le temperature elevate la rendono sicuramente più faticosa. Per accedere alla salita bisogna avere scarpe adeguate e una giacca antivento, per la sera, nonché munirsi anche di una maglia di ricambio.

Le guide effettuare più soste durante il percorso per rendere la salita più agevole. Tuttavia, per effettuare il percorso di trekking che porta al vulcano è necessario essere in buona salute. La salita non è consigliata a cardiopatici e asmatici. I bambini possono effettuare il percorso, ma a partire da un’età di 10 anni in poi.

Escursioni a Stromboli di notte

Lo spettacolo della sciara di fuoco può essere ammirato anche di notte e via mare.

Se non hai voglia o le tue condizioni fisiche non ti consentono di affrontare il percorso di trekking, allora potrai sempre ammirare lo spettacolo offerto dallo Stromboli via mare.

Ci sono diverse aziende che effettuano questo servizio.

Escursioni a Stromboli da Vulcano

Stromboli è raggiungibile anche dalle altre isole dell’arcipelago come Vulcano.

L’offerta turistica è quanto mai varia e si possono trovare pacchetti che includono più mete e attività che consentono di godere della bellezza di tutto l’arcipelago.

Come arrivare a Stromboli

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Capri: quali immersioni fare

Capri è sempre stata sinonimo di dolce vita, di mondanità, moda e serate spensierate. In realtà c’è un aspetto dell’isola che non può passare inosservato ai viaggiatori in cerca di nuove emozioni.

Parliamo della natura, che a Capri regna sovrana. Legata agli antichi miti e all’episodio di Ulisse e le sirene, l’isola è circondata proprio da un mare straordinario.

Essendo di origine calcarea, la costa dell’isola si presenta molto frastagliata e ricca di insenature e grotte. La più famosa, in tal senso, è sicuramente la Grotta Azzurra.

Per la sua conformazione e il mare profondissimo, Capri ha sempre affascinato gli appassionati di immersioni. Ripercorriamo alcune delle località dove è possibile immergersi e ammirare i fondali brulicanti di vita.

Il Salto di Tiberio

Una volta ancorati nella piccola baia è possibile scendere per la parete rocciosa. Il nome di questa località è dovuto al fatto che dalla montagna venivano giustiziati coloro che erano invisi all’imperatore Tiberio e, di conseguenza, scaraventati in mare.

La discesa verticale permette di esplorare un fondale luminoso e pieno di vita, dove si è catturati dalle gorgonie rosse e gialle, diversi tipi di spugne e pesci.

Immersione ai Faraglioni

Questa è un’immersione che non può essere fatta in ogni periodo dell’anno, in particolare in estate, quando aumenta il traffico delle imbarcazioni nella zona. Tuttavia, è possibile effettuare l’immersione in autunno o in primavera quando possiamo contare su belle giornate, mare calmo e un clima abbastanza mite. La discesa inizia dal faraglione di terra, per poi procedere per una parete abbastanza ripida fino a -32 metri su un fondale sabbioso. Questo è il regno del pesce di passo.

Immersione a Punta dell’Arcera

Andando verso il lato ovest dell’isola ci imbattiamo nella celeberrima Grotta Azzurra. A poca distanza è possibile trovare una parete rocciosa che scende nell’acqua cristallina del mare caprese.  A circa 23 metri di profondità si può ammirare una foresta di Paramuricee del genere Clavata.

Qui nuotano banchi di carangidi, abituati alla presenza umana, per cui non si lasciano intimidire dalla presenza dei sub. L’immersione in questo punto, lungo la parete rocciosa arriva a 42 metri di profondità.

Traliccio di Punta Carena: immersione per esperti

Questa è un’immersione consigliata solo a chi ha una preparazione tecnica. La parete si presenta ricchissima di coralligene e gorgonie e precipita immediatamente verso delle profondità impegnative, per queste sue caratteristiche può essere effettuata solo da un sub esperto.

Sul fondale è presente un traliccio, ormai ricoperto dalla vegetazione. Attorno ad esso, infatti, proliferano gorgonie, spugne e tunicati. Nei mesi più caldi è possibile avvistare i pesci luna. La risalita avviene lungo la parete con tanto di soste di decompressione che vengono effettuate in una piccola insenatura.

L’immersione a Punta Carena: spettacolo assicurato per i subacquei esperti.

Questa forse è una delle immersioni più spettacolari che si possano fare sull’isola di Capri. Per via delle correnti e del traffico causato dalle imbarcazioni, questa attività è sempre destinata a subacquei esperti.

Il costone roccioso si protende verso il largo e raggiunge subito notevoli profondità. La fitta presenza di gorgonie gialle e rosse dona un tocco di colore a questo ambiente marino, meta di Anthias che nuotano accanto alla parete formando un vero e proprio muro vivente. Qui si può incontrare anche il pesce pelagico.

Inoltre, se non si ha ancora nessun brevetto è possibile prendere contatto con le aziende locali che si occupano di attività subacque per conseguire le certificazioni. La vacanza, potrebbe diventare un’occasione per apprendere nuove cose e acquisire maggior dimestichezza con la subacquea.

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I boschi di Ischia

Ischia non a caso è nominata l’isola verde: la sua superficie, infatti, è ricoperta di boschi lussureggianti che possono essere la meta per gli appassionati di trekking e di escursioni e passeggiate nella natura.

Scopriamo quali sono i boschi di Ischia e come raggiungerli.

Il bosco dei Frassitelli

Il bosco dei Frassitelli è situato a seicento metri sul livello mare sul versante sud-ovest dell’isola nel Comune di Forio d’Ischia ed è rinomato per la sua rigogliosa vegetazione. Quest’ultima è composta prevalentemente da acacie.

Il bosco è raggiungibile anche seguendo i sentieri che partono da Serrara Fontana oppure partendo da Santa Maria al Monte. Il bosco dei Frassitelli è collegato anche a un altro luogo meta di escursioni che è costituito dal bosco della Falanga.

Il bosco della Falanga

Per arrivare al bosco della Falanga occorre intraprendere il sentiero che parte dalla Chiesa di Santa Maria al Monte a Forio. Questa chiesa è stata costruita sul finire del ‘500 e conduce verso un bosco costituito prevalentemente da castagni e dalla macchia mediterranea.

Intraprendere i sentieri di questo bosco vi catapulterà in una realtà unica, dove ci si sentirà inebriati dal profumo del bosco e dove al silenzio fa da contraltare il cinguettio degli uccelli.

Da qui si possono godere anche dei meravigliosi panorami e intravedere squarci di mare. Il bosco della Falanga conserva anche le Case di Pietra, residenze antichissime, immerse nel bosco, utilizzate come riparo anche dagli attacchi dei pirati e per lo stoccaggio dei prodotti per l’allevamento e l’agricoltura.

Nel bosco della Falanga sono stati ritrovati anche fossili marini, a testimonianza dell’origine vulcanica dell’isola.

Per visitare il bosco della Falanga, se non si è esperti del luogo, potrebbe essere necessaria l’assistenza di una guida esperta, per evitare di imbattervi i sentieri che terminano su pericolosi strapiombi rocciosi.

Il bosco della Maddalena 

Il bosco della Maddalena si trova a meno di un chilometro dalla zona centrale di Casamicciola Terme. Per accedervi bisogna partire dalla località Castiglione, mentre un altro accesso si trova presso Fondo d’Oglio.

Grazie al clima mite, nel bosco, si è sviluppata una vegetazione sempreverde. Nel bosco della Maddalena è presente il Monte Rotaro, di origine vulcanica, la cui forma è stata plasmata da 400 anni di attività vulcanica. Attualmente il vulcano è spento.

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Sardegna: whale watching

La Sardegna il luogo ideale anche per gli amanti delle immersioni e non solo. In particolare, l’isola è diventata famosa per l’avvistamento di delfini e balene come dimostrano diversi video reperibili in rete di video amatori.

Sul territorio sono nate diverse associazioni che offrono la possibilità di effettuare delle escursioni dove è possibile effettuare l’avvistamento di cetacei, ma anche di altre specie come razze e tartarughe, ottenendo anche numerose informazioni di carattere scientifico, che interesseranno gli adulti, quanto i partecipanti più giovani.

Dove si avvistano le balene e i delfini in Sardegna?

Un posto privilegiato dove poter effettuare Whale Watching in Sardegna è sicuramente la Costa Smeralda. Proprio tra la Corsica e la Sardegna gli studiosi hanno accertato la presenza di un canyon che prende il nome di Canyon di Caprera.

Questo luogo presenta le condizioni perfette per i cetacei che trovano cibo in quantità e un angolo tranquillo dove riprodursi.

In questo luogo non è difficile imbattersi in balenottere comuni, capodogli, pesci luna, senza dimenticare le tartarughe e le specie di delfini come zifi, grampi, tursiopi.

Altra località simbolo per l’avvistamento di delfini è il Golfo degli Aranci dove sono nati progetti di eco-turismo che abbinano alle escursioni di tipo scientifico anche un’attenta operazione di sensibilizzazione riguardo il rispetto dell’ambiente e il rispetto del mare.

Anche il Golfo di Orosei è una meta privilegiata per l’avvistamento di balene, delfini, alcune specie di squalo e anche razze giganti. Le escursioni partono dal porto di Cala Gonone per raggiungere il mare aperto e godersi lo spettacolo della natura.

Per chi predilige il sud della Sardegna per le proprie vacanze, allora si potranno effettuare delle escursione nelle acque di Costa Rei e Villasimius proprio per avvistare i cetacei che popolano anche quest’area.

Cosa c’è da sapere prima di effettuare un’escursione di Whale Watching

Prima di effettuare un’escursione in barca per avvistare i cetacei e le altre specie che costituiscono la fauna marina bisogna informarsi sui periodi migliori in cui si ha più possibilità di incontrare queste specie.

Inoltre, è bene essere correttamente equipaggiati sia per quanto riguarda l’abbigliamento e una copertura per il capo. In più, è sempre bene portare con sé un rimesio antiemetico, nel caso si possa rischiare di avere la nausea.

L’escursione deve svolgersi nel pieno rispetto delle specie marine, alcune delle quali sono molto sensibili ai rumori forti e possono risultare infastidite o impaurite, soprattutto se scortano i loro cuccioli.

La finalità di queste escursioni è anche sensibilizzare i partecipanti riguardo le tematiche dell’inquinamento. Più che mai è indispensabile assumere un comportamento corretto, evitando di abbandonare qualsiasi tipo di rifiuto in mare.

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Panarea

Escursioni a Panarea

Panarea è conosciuta come una delle isole più mondane dell’arcipelago delle Eolie, al punto tale che è diventa una delle mete preferite soprattutto per quanti amano la movida notturna e il divertimento.

Panarea, tuttavia, offre una molteplicità di esperienze che possono soddisfare gli amanti della natura e della storia, attraverso percorsi escursionistici che consentono di scoprire l’isola a piedi.

Escursione al villaggio preistorico di Cala Junco

Tra i luoghi più rappresentativi dell’isola c’è sicuramente il villaggio preistorico di Cala Junco. Questa località può essere raggiunta partendo da Contrada San Pietro, che si trova a monte del porto dell’isola.

Passando tra le casette bianche, che contraddistinguono Panarea, prendendo la strada che sale ed esposta a Sud, si può arrivare, con una passeggiata di trenta minuti circa, al villaggio preistorico di Cala Junco.

Il sentiero porterà a costeggiare l’abitato di Drautto, per poi ridiscendere verso la cala. Il paesaggio che si può ammirare facendo questo percorso è di eccezionale bellezza. Superato Drautto, inizia Cala Zimmari, nella quale si consiglia una sosta, per rinfrescarsi e prendere il sole sulla sabbia nera.

Da Cala Zimmari, basta percorrere un breve tratto per accedere a Cala Junco e al villaggio preistorico. Quest’ultimo, ricordiamo, è un promontorio dove è presente un abitato composto da ventitre capanne a forma ovale e una quadrangolare. Il posto, per la sua conformazione era adatto alla difesa, quindi perfetto per costruire un villaggio facilmente presidiabile.

 Percorso da San Pietro a Punta del Corvo

Se volete godere della bellezza della vista che si può ammirare da Punta del Corvo, allora si può intraprendere un cammino che dall’abitato di San Pietro che conduce direttamente alla vetta. Partendo dal porto si prende la strada principale che ci porta proprio all’interno dell’abitato, da qui basterà  seguire la direzione per il cimitero.

Una volta giunti proprio nella zona del cimitero, la strada diventa di terra battuta, per cui è necessario intraprendere il percorso con scarpe adeguate. L’ultimo tratto è una mulattiera. La direzione da prendere ai bivi e segnalata, quindi è opportuno fare attenzione per non allungare il percorso.

In quest’area si può ammirare la vegetazione fatta da arbusti e macchia mediterranea, mirto e cipressi. La fatica della scalata sarà ricompensata dal paesaggio che si potrà ammirare una volta raggiunta la vetta.

La Calcara e Punta del Corvo

Per gli appassionati di trekking e gli escursionisti più esperti Punta del Corvo è raggiungibile anche dalla Calcara. Sempre partendo dal porto, una volta arrivati a un bivio a croce, bisogna seguire la strada in direzione Nord.

Qui siamo in contrada Ditella dove è possibile effettuare una sosta presso l’antica chiesetta dell’Assunta. Da qui si raggiunge la Calcara con la sua spiaggia famosa per le fumarole e le sorgenti termali. Riprendendo la passeggiata si sale fino al monte, inerpicandosi per aspri sentieri.

Proprio per questo motivo si raccomanda di intraprendere il percorso con vestiti e scarpe adatte, una scorta d’acqua ed essere preparati dal punto di vista atletico.

Da Punta del Corvo si può ammirare anche il tramonto eoliano. In questo caso bisogna avere una torcia per la discesa.

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Ferragosto a Ischia nel bosco

Per un Ferragosto alternativo, Ischia è sicuramente una delle mete da tenere in considerazione. Se si è alla ricerca di attività a pieno contatto con la natura proprio il 15 agosto sull’isola si svolge la consueta Escursione nei Boschi della Falanga per Case di pietra, Fosse della neve fino a Pietra Pirciata.

L’evento prevede il raduno dei partecipanti alle ore 7.30 presso il Ristorante Il Bracconiere, che si trova nel Comune di Serrara Fontana. Con questa escursione sarà possibile visitare il cuore verde dell’isola e scoprirne tutti i segreti. La camminata comincia nel sentiero tra le rocce dei Frassitelli per poi arrivare nel Bosco delle Acacie. Quest’ultimo è una vera e propria selva di acacie da cui, secondo coloro che frequentano spesso quest’angolo dell’isola si può godere del panorama più bello di Ischia. Da qui, infatti, la vista riesce a spaziare e ammirare, quasi per intero, il versante sud-occidentale dell’isola.

La particolarità di questo percorso è proprio quella di mostrare come il bosco fosse una risorsa per gli autoctoni e come alcune aree siano state sfruttate dall’uomo, proprio per garantirsi la sopravvivenza. In tal senso, le Fosse della Neve, che sono parte integrante di questo percorso escursionistico, rappresentano un vero e proprio esempio di quanto finora affermato.

Queste ultime, infatti, erano grandi buche che i “nevaiuoli” di Fontana, il paese che si trova proprio alle alle pendici del Monte Epomeo, scavavano in mezzo al bosco con lo scopo di raccogliere la grandine e la neve dei mesi invernali. Lo scopo era quello di assicurarsi una preziosa riserva da riutilizzare poi come ghiaccio durante il periodo estivo.

Le Case di Pietra costituiscono un’altra tappa di questo affascinante percorso, queste costruzioni venivano utilizzate come deposito oppure come ricovero temporaneo.  Altre tappe sono il Bianchetto con il suo fondo di calcare e Pietra Pirciata. Tutt’intorno una natura lussureggiante sarà protagonista, così come giochi e specialità enogastronomiche che ricordano la cultura del mondo contadino.

La manifestazione non solo ha il compito di mantenere vivo l’interesse su una delle risorse important dell’isola, ma anche continuare nell’intento di sensibilizzazione verso le tematiche ambientali, proponendo la conoscenza come punto di partenza di una fruizione consapevole del bene paesaggistico.

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Il giardino botanico di Ponza

Provate ad immaginare, raccolti in un unico posto, i tanti colori di una meravigliosa natura mediterranea, con uno splendido mare cristallino a due passi..

Vi potrà sembrare un posto impossibile da trovare, ed invece… esiste davvero!

Il Giardino botanico dell’isola di Ponza è un vero e proprio gioiello a picco sul mare, padroneggiato sulla collina del belvedere da una piccola villa borbonica ottocentesca, stile neoclassico.

Creato negli anni Ottanta da un’idea del Dott. Biagio Vitiello, il giardino botanico riporta esattamente tutta la flora tipica dell’isola, con fiori, piante ed erbe che, in alcuni casi, possono trovarsi solo qui. come ad esempio le meravigliose e rarissime orchidee selvatiche.

Un insieme di profumi e colori, nato per tutelare il patrimonio naturale dell’arcipelago ponziano, salvaguardandone la biodiversità e creare, nel contempo, le condizioni per un significativo ripopolamento.

Alla base della collina su cui sorge il giardino è possibile notare un particolare giardino acquatico, circondato da un panorama eccezionale; sullo sfondo, infatti, è possibile notare a pochi metri di distanza i Faraglioni della Madonna (nome derivante dal quartiere in cui sorgono).

Il Giardino Botanico di Ponza è consigliato non solo agli amanti della natura; chi programma una vacanza all’isola di Ponza con i bambini, potrà trascorrere un piacevole pomeriggio con i piccoli nel parco, imparando quanto può essere sorprendente ed affascinante la natura del Mediterraneo.

Questo incantevole posto è facilmente raggiungibile a piedi (in soli 10 minuti!) dal centro abitato di Ponza e permetterà, a chiunque lo visiterà, di godere di una vista mozzafiato sullo splendido mare dell’isola.

Nel giardino è possibile effettuare visite guidate all’interno del parco, e ricevere quindi maggiori informazioni su tutti i favolosi esemplari che crescono in quest’affascinante area.

Sul sito web ufficiale www.giardinoponza.it si possono avere maggiori informazioni sul Giardino Botanico e scoprire quindi gli eventi in programma, i giorni e gli orari di apertura, nonché programmare le visite guidate all’interno del parco.

Visitato il giardino, la vacanza non sarà di certo finita: la stupenda isola di Ponza ha tanti altri posti meravigliosi da poter vedere.

Dal porto di Napoli è possibile raggiungere Ponza con i confortevoli aliscafi SNAV.

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Le grotte d’Ercole in Marocco

Se si sta progettando un viaggio in Marocco, sicuramente tra i siti più interessanti ci sono le Grotte di Ercole. Quest’ultima è la grotta più grande dell’Africa e la sua storia si interseca con la mitologia antica, che vuole che in questo luogo Hercules abbia stabilito in quel luogo la sua dimora.

La grotta fu scoperta nel 1906,  e si caratterizza per un tunnel sotterraneo della lunghezza di ben 30Km. La cavità scolpita dalla natura nella viva roccia si trova non lontano dallo Stretto di Gibilterra. La grotta gode di un microclima del tutto particolare, perché risente dei movimenti delle maree e dai venti, che con il loro incessante incedere le hanno dato forma.

Il momento più suggestivo per visitare le Grotte d’Ercole è sicuramente il tramonto, quando al senso di smarrimento provato per le dimensioni dell’antro, si unisce la meraviglia per gli splendidi colori che la natura dipinge quando il sole cala sulle acque dell’Oceano Atlantico.

La presenza delle Grotte di Ercole, delle numerose leggende e racconti che si sono sviluppate intorno a questo sito hanno fatto da volano per il turismo della città di Tangeri, sempre più apprezzata proprio per il grande patrimonio naturalistico, storico e artistico.

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