Libri

Ponza storia di Anna P.

Tra i romanzi ambientati a Ponza non possiamo non annoverare “The Story of Anna P. as told by herself”, del 2014, scritto da Penny Bussetto, autrice sudafricana nata a Durban e vissuta per alcuni anni in Italia prima di tornare a Città del Capo.

L’isola di Ponza fa da sfondo alle vicende di Anna, insegnante di inglese trasferitasi in quei luoghi per motivi di lavoro. La sua vita scorre tranquilla fino a quando l’ispettore di polizia Lupo non inizia a convocarla ripetutamente ad Anzio, in centrale. La narrazione segue i ritmi di vita di Anna, apparentemente docili e blandi, fatti di giri in solitaria per l’isola e frequenti picnic. 

Il lettore inizialmente non capisce il motivo dell’insistenza dell’ispettore Lupo, fino a quando la scrittrice non svela un inquietante retroscena sulla vita della protagonista, ovvero il fatto di frequentare una prostituta in quel di Anzio. Quali sono i motivi? Volontà di evadere dalla monotonia quotidiana? Di sottrarsi a una solitudine così marcata? Oppure c’è dell’altro?

L’evolversi della trama consiste nell’analisi di Penny Bussetto all’interno della psicologia della protagonista Anna, alla scoperta dei meccanismi mentali che possono portare una persona ad assumere condotte di vita tanto lontane da quella che è l’apparenza percepita dagli altri. Naturalmente non è nostra intenzione quella di fornirvi spoiler, per cui anzi vi consigliamo la lettura di questo interessante romanzo che saprà fornirvi una prospettiva diversa dell’isola di Ponza, filtrata attraverso lo sguardo e la memoria di un’autrice che proviene dall’altra parte del mondo.

Una visita nei luoghi in cui è ambientata la storia, poi, è d’obbligo, ma a questo ci pensa SNAV! Prenotate online il vostro viaggio da Napoli a Ponza a bordo dei nostri aliscafi collegandovi al sito web www.snav.it

Franco Cordelli: Procida

Procida diventa l’isola della catarsi e dell’introspezione nel romanzo di Franco Cordelli, intitolato per l’appunto “Procida”. Titolo d’esordio uscito nel 1973, quando l’autore era trentenne, il racconto segue le vicende dell’autore, raccontate attraverso una narrazione che riprende, in particolare nella seconda edizione del romanzo, lo stile del diario.

La vicenda inizia con il protagonista che lascia Roma e la famiglia, per ritirarsi sull’isola di Procida, in una casa che non possiede i fasti e le comodità, ma dove “topi e formiche girano liberamente”.

Sul suo diario, gli accadimenti riportati diventano il resoconto degli stati mentali. In particolare, Cordelli, rifuggendo dal romanzo comunemente inteso, riesce a dare vita a una storia dove nessun evento è significativo.

Quando il protagonista sarà raggiunto dalla figlia e da un gruppo di amici e la vicenda assumerà le caratteristiche di un giallo, con il ritrovamento di un cadavere proprio vicino alla sua casa, allora il racconto assume una diversa prospettiva che infittisce questa discesa nei meandri di stati d’animo complessi come il desiderio di morte che si intreccia con emozioni.

Come lo definiva l’autore stesso: “Procida è un romanzo sulla nientità”.  Il romanzo raccoglie il desiderio di distanziamento dal mondo e dalla natura stessa. Un racconto in cui sono gli stati mentali che hanno bisogno di essere decifrati e non le vicende.

Ischia: i luoghi dell’Amica geniale

L’Amica Geniale è ritenuta per molti versi la fiction dei record, visto i numerosi ascolti che anche la seconda stagione, Storia del nuovo Cognome, ha riportato in auge le bellezze dell’isola d’Ischia, rendendo, quest’ultima località un luogo prediletto dai fan della serie per un cinetour sulle tracce di Lila e Lenù.

Le prime inquadrature della seconda stagione ci riportano all’approdo presso il piccolo porticciolo di Ischia Ponte, proprio nei pressi del pontile che porta al maestoso Castello Aragonese. Un tempo, quando il traffico dei traghetti era più limitato, è proprio in questa location che si approdava.

Adesso questo piccolo pontile è un punto di attracco per le piccole barche e un’area dove il pomeriggio è possibile trovare pescatori di tutte le età che si cimentano con le loro canne da persca.

Le inquadrature ci mostrano anche il meraviglioso Borgo di Celsa, che negli ultimi anni ha subito diversi interventi e ha acquisito una nuova identità diventando punto di riferimento per diversi eventi, concerti e premi, che si tengono nella stagione estiva e non solo.

Questo angolo di Ischia è diventato anche un punto di rifermento anche per gustare la cucina tipica ischitana con i numerosi locali, situati proprio nelle vicinanze del Castello Aragonese.

Il Borgo di Celsa, nella fiction, si riveste delle atmosfere a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta, riportando indietro lo spettatore che ha vissuto l’isola in quegli anni e chi lo ha vissuto attraverso i racconti dei propri nonni o genitori.

Inoltre, parte dell’azione della seconda stagione si svolge nella suggestiva Villa Leone a Panza. Negli episodi “Il bacio” e “Il tradimento”, la cui regia è stata curata dalla Rohrwacher, questa villa rappresenta la location principale utilizzata per gli interni. Il panorama che si gode dalla villa è eccezionale e si può scorgere anche il borgo di Sant’Angelo.

Nella narrazione trovano spazio anche altri simboli isolani come la piazza di Santa Restituta a Lacco Ameno, Palazzo Cigliano e le strade di Forio.

Per tutti gli amanti della fiction e dei libri è il momento di mettersi in viaggio verso l’isola di Ischia con gli aliscafi SNAV per Casamicciola e scoprire i suggestivi luoghi dell’Amica Geniale.

Napoli Milionaria!

Napoli Milionaria! è una commedia scritta da Eduardo de Filippo all’indomani della Liberazione. Fu messa in scena per la prima volta il 15 marzo del 1945 al Teatro San Carlo.

L’intera opera è ambientata in un basso napoletano, negli anni difficili della Seconda Guerra Mondiale e ha come fulcro gli escamotage escogitati da una famiglia, per la lotta alla sopravvivenza.

Gennaro Iovine è il capo famiglia, ma la sua autorità è messa in discussione dalla presenza ingombrante della moglie Amalia.

Quest’ultima gestisce la vendita abusiva del caffè nel rione e la borsa nera dei generi alimentari. Gennaro, pur non approvando questo commercio, non è in grado di offrire una soluzione alternativa alla propria famiglia, per cui è costretto a piegarsi a questo stile di vita.

Come dimostra la vicenda del “finto morto”:  a causa della spia di una concorrente, la famiglia Iovine entra sotto l’occhio della polizia. Il controllo effettuato dal brigadiere Ciappa, impone a Gennaro di stare nel letto e fingersi morto, circondato da finte suore e parenti in profondo cordoglio, al fine di salvaguardare i viveri  presenti sotto il letto, oggetto del contrabbando da Amalia e fonte dei guadagni della famiglia.

Nel mezzo della verifica del brigadiere comincia un bombardamento, che vede l’uscita di scena della maggior parte dei presenti in casa, per andare a rifugiarsi al ricovero. Ne deriva un dialogo poi tra Ciappa e Gennaro, che “risorge” solo dopo la promessa di non essere arrestato.

Un destino crudele attende, tuttavia, Gennaro, che sarà fatto prigioniero di guerra e trascorrerà più di un anno lontano dalla famiglia.

Il secondo atto si apre con la stessa ambientazione, ma un cambio di scena. Il basso appare completamente ristrutturato, mentre Amalia, la figlie Maria Rosaria e Rituccia e il figlio Amedeo sono ben vestiti.  Si respira un’aria di benessere generale.

Ognuno sembra aver raggiunto un apice all’interno della società post-guerra. La fonte di questo benessere, tuttavia, è transitoria e si dimostrerà fallace alla fine della commedia. I traguardi raggiunti, infatti, non sono frutto di un vivere onesto, ma dei traffici condotti e dalle ruberie di Amedeo.

Le condizioni economiche mutate, infatti, sono dovute a un allargamento degli affari di Amalia con Settebellezze, con il quale non solo la donna stringe un rapporto di stretta collaborazione, che sfocia anche in una sorta di relazione sentimentale.

Allo stesso tempo Amalia teme il ritorno di Gennaro, per cui non si lascia andare pienamente ai sentimenti. Proprio nel giorno del compleanno di Settebellezze, Gennaro fa il suo ritorno a casa.

Qui viene accolto da tutti bonariamente, ma nessuno è interessato ad ascoltare le storie che ha da raccontare.

Gennaro insiste, a differenza degli altri, che la guerra non è finita. Rimangono, infatti, le battaglie quotidiane da affrontare. Maria Rosaria, la figlia maggiore è incinta di un soldato statunitense, che va via venendo meno alla sua promessa di sposarla.

Gennaro scopre, avvisato dal brigadiere Ciappa, che anche il figlio è oramai dedito al crimine e che accompagnandosi a tale Peppe ‘o Cricco si è dato al furto di pneumatici.

Nel terzo atto il dramma si fa ancora più evidente. Gennaro scopre, avvisato dal brigadiere Ciappa, che anche il figlio è oramai dedito al crimine e che accompagnandosi a tale Peppe ‘o Cricco si è dato al furto degli pneumatici ed è prossimo a essere arrestato.

Rituccia, la più piccola delle figlie si scopre essere gravemente malata, diventando quasi un simbolo dell’innocenza e dei valori che sono andati persi, per via dell’arte di arrangiarsi.

La situazione della piccola appare disperata. Tutti nel rione si  danno da fare per aiutare la famiglia, ma non si riesce a trovare la medicina adatta. Amalia, sdegnata, crede che la medicina venga appositamente nascosta per alzare il prezzo. Un meccanismo che lei stessa ha messo in atto per tanto tempo e adesso depreca.

In questo quadro di disperazione fa la sua ricomparsa il ragionier Spasiano, che abbiamo incontrato anche negli atti precedenti, come succube dei ricatti di Amalia, per ricevere viveri sufficienti per sfamare i suoi bambini.

Amalia, sfruttando la sua condizione di bisogno, lo ha gradualmente spogliato di tutti i suoi averi e proprietà.

“Donn’Amalia la medicina che il dottore ha prescritto per vostra figlia ce l’ho io…Eccola qua”.

Amalia trasecola a questa notizia pensando a tutto ciò che ha sottratto all’uomo, quindi, credendo che si tratti solo di una questione di prezzo, non abbandona il proprio atteggiamento duro.

In questo caso il ragionier Spasiano annovera tutto ciò che donna Amalia gli ha sottratto e all’obiezione della donna: “Ma chest’è medicina”, arriva la spiazzante risposta del personaggio:

“D’accordo e giustamente voi mi dite, senza la medicina indicata si muore. Ma pecché secondo voi, donna Ama, senza mangiare si campa? Se io non mi fossi tolto la camicia i figli miei non sarebbero morti di fame? Come vedete chi prima e chi dopo deve, a un certo punto, bussare alla porta dell’altro. Si capisco, voi in questo momento mi dareste tutto quello che voglio, ma se io per esempio, donna Ama,  se io mi volessi levà o’ sfizio di vedervi correre per tutta Napoli, come correvo io per trovare un po’ di semolino quando tenevo o più piccolo malato eh?… se io vi dicessi donna Ama girate, divertitevi, casa per casa, portone per portone, ma io questo non lo faccio. Ho voluto solamente farvi capire che se a un certo punto non ci stendiamo una mano l’uno con l’altro…a voi dottò… e speriamo che donna Amalia ha capito. Auguri per la bambina. Buonanotte”.

La bambina riceve la medicina. Soli, a questo punto, Amalia tenta di giustificare le sue scelte di vita, sostenendo la necessità di aver fatto quello che ha fatto per una sorta di difesa della famiglia. Allo stesso tempo sente ancora più forte il biasimo del marito.

Gennaro, da la sua visione dei fatti, adducendo come prima causa dello sfascio della famiglia il forsennato accumulo dei soldi. La rincorsa per il profitto ha fatto perdere ad Amalia il controllo sulla situazione familiare.

Gennaro si rifiuta di cacciare la figlia incinta, si rifiuta anche di prendere misure estreme nei confronti della moglie, riflette su come le dinamiche vissute abbiano portato la famiglia a disgregarsi. Così come per la guarigione della bambina, anche la famiglia deve guarire: “Mo avimm’aspetta’, Ama… S’ha da aspetta’. Comme ha ditto o’ dottore? Deve passare la nottata.

Appena cinque anni dopo l’uscita sulle scene della commedia, fu realizzata una versione cinematografica, a cui prese parte anche Totò. La commedia è stata riadattata anche come opera con libretto sempre a opera di Eduardo de Filippo e musiche a cura di Nino Rota.

Libri: l’Amica geniale

Napoli non è solo protagonista in diverse opere artistiche, ma compare come sottofondo anche in diverse opere letterarie. Un pullulare di voci e storie si interseca in un tessuto sociale quanto mai complesso e stratificato per dare vita a personaggi iconici e indimenticabili al tempo stesso.

Non fa differenza, in tal senso, l’opera “L’amica geniale” di Elena Ferrante. La misteriosa autrice di questa tetralogia, molto apprezzata anche all’estero, racconta, con un discorso fluido e lucido la condizione della donna, la sua integrazione a livello sociale e la costruzione dei rapporti sia con lo stesso sesso che con il sesso maschile.

Stagliandosi nella più ampia tradizione del romanzo di formazione, L’Amica Geniale è concepito come un romanzo unico dalla sua stessa autrice, o come romanzo di maturità. Per la lunghezza del contenuto e la complessità e la varietà delle tematiche trattate, la storia è stata suddivisa in quattro romanzi:

  • L’amica geniale (2011),
  • Storia del nuovo cognome (2012)
  • Storia di chi fugge e di chi resta (2013)
  • Storia della bambina perduta (2014)

La storia segue le vicende di Lenù e Lila, due bambine e poi donne, che crescono nella periferia est di Napoli. Amicizia, invidie e competizione fanno parte di questo crescere insieme. Le due amiche, seppur legate da un amore profondo, vivono la complessità della loro condizione che decreta percorsi diversi e modi di affrontare la vita conseguenti.

Altri temi sviscerati in questa trama ricca e vivace sono il ruolo sociale della letteratura e dell’intettuale e di come questi pesino riguardo i disordini e i movimenti di protesta. Tra le altre questioni c’è anche l’avvento della computerzzazione e le proteste in fabbrica che hanno animato gli anni Settanta. Il conflitto di classe e l’ascesa sociale è correlata al contesto di provenienza è un altro tema che caratterizza e influenza il rapporto delle due protagoniste.

La serie di romanzi è stata accolta positivamente non solo in Italia, ma anche all’estero. L’emittente statunitense HBO, con la produzione di Rai Cinema e Fandango, ha realizzato 8 puntate ispirate al romanzo. Il romanzo ha viso anche una riduzione teatrale in 4 atti con regia di Melly Still andata in scena al Rose Theatre di Londra.

Libri: Il Commissario Ricciardi

Maurizio De Giovanni, scrittore attivo dal 2005, ha nuovo impulso alla letteratura partenopea, descrivendo Napoli attraverso la serie di gialli che hanno come protagonista il commissario Ricciardi. La fortuna di questo personaggio, che sarà catapultato sul piccolo schermo con una serie ad hoc, comincia proprio nel 2005, quando De Giovanni partecipa a un concorso riservato a giallisti emergenti indetto da Porsche Italia.

La sede del concorso è il Gran Caffè Gambrinus, la stessa storica location che ritorna nei romanzi, dove spesso il Commissario Ricciardi si concede una pizza o una sfogliatella. La storia del Commissario Ricciardi abbina il classico giallo a elementi esoterici, dovuti proprio al potere del protagonista di riuscire a percepire le ultime parole dette dalle persone defunte, attraverso i loro fantasmi.

Il potere, chiamato “il Fatto” perseguita Ricciardi fin da bambino e ha influito sulla sua formazione caratteriale, gettandolo in un’atmosfera di cupa tristezza. Nato da una famiglia nobile, nel Cilento, dopo la morte dei genitori si trasferisce con la tata Rosa a Napoli. Una volta cresciuto si appassiona a legge e si laurea in giurisprudenza, entrando poi a far parte della squadra mobile della Regia Polizia.

Non ha alcuna ambizione di carriera, per cui non suscita preoccupazioni da parte dei suoi superiori, che spesso si appropriano dei suoi successi investigativi. Non si dimostra reverente verso le più alte sfere sociali e questo aspetto causa non pochi problemi. Il suo atteggiamento triste e schivo non facilita le relazioni sociali con i suoi sottoposti, che lo tengono a distanza.

Ma un eroe, al tempo spesso non è mai privo di aiutanti. In tal senso, il fedele brigadiere Maione e il medico legale Modo sono i personaggi che supportano il commissario nelle sue indagini. Altro personaggio che supporta le indagini è Bambinella, che svolge il ruolo di informatore e riverisce le voci che circolano in città.

Ai successi sul lavoro fa da contraltare una vita privata abbastanza vuota. Sebbene sia innamorato a distanza della sua vicina di casa e intrattiene un particolare rapporto con una ex cantante lirica di nome Livia, ma “il Fatto” lo tiene distante dal colmare qualsiasi gap affettivo.

A questo affascinante personaggio è stata dedicata una serie di romanzi e una trasposizione in graphic novel che rappresenta in maniera vivida le atmosfere noir della Napoli del 1900.

E voi, l’avete letto? Che cosa ne pensate? Qual è la vostra avventura del Commissario Ricciardi preferita

Salone del Libro a Napoli

Dal 24 al 27 maggio a Napoli si terrà il Salone del Libro. L’evento sarà organizzato presso il complesso Monumentale di San Domenico Maggiore che ospiterà presentazioni, incontri con gli scrittori, laboratori didattici, convegni e molto altro ancora.

La manifestazione prende vita grazie all’attività del Comitato Liber@Arte, di cui fanno parte figure di spicco dell’editoria quali Diego Guida, Alessandro Polidoro e Rosario Bianco. In città saranno presenti, per la kermesse, i grandi nomi della letteratura nazionale e internazionali, uniti allo scopo di promuovere la cultura e la lettura.

Del resto il Comitato Liber@Arte nasce proprio con lo scopo di promuovere la lettura, assumendo un ruolo cardine nell’intento di svegliare le coscienze e creare maggiore sensibilità nelle Istituzioni tutte, proprio al fine di far ritornare il Salone del Libro e dell’Editoria a Napoli.

Il programma della manifestazione è ulteriormente animato dai percorsi letterari allestiti nella città e curati da associazioni locali.

Nel dettaglio l’Associazione Culturale Insolitaguida propone diverse guide che mettono in relazione Napoli e la letteratura. Per ogni giornata dell’evento  si svolgerà il percorso letterario differente. Si inizia con il tema La Napoli esoterica: un fantasma in ogni vicolo, per poi proseguire con il percorso letterario dedicato alla serie di libri di Maurizio De Giovanni, I Bastardi di Pizzofalcone. Infine, l’ultimo percorso organizzato da Isolitaguida ha come protagonista una delle donne di spicco della letteratura partenopea: non poteva mancare, infatti, un percorso dedicato a Matilde Serao e il Ventre di Napoli.

L’Associazione Le Capere – Donne che raccontano Napoli, invece, propone un’interessante visita guidata che attraversa il centro storico dove oltre alla scoperta della città si potrà partecipare alla lettura di poesie, romanzi e saggi. Da Goethe alla Serao, da Pratolini a Petrella, la guida offre un percorso fisico e letterario che appassionerà tutti i partecipanti.

Per maggiori informazioni sul programma della manifestazione e i costi dei biglietti e abbonamenti è possibile consultare il seguente link: https://bit.ly/2wPju4b.

Infine, informiamo tutti gli amanti della letteratura che provengono dalle isole del Golfo che SNAV offre collegamenti giornalieri con partenze da Ischia Casamicciola, Procida e Capri verso Napoli. Per cui se desideri partecipare all’evento acquista i tuoi biglietti su snav.it, con il nostro booking online è facile, comodo e veloce!

L’isola che brucia di Farinetti: passione e delitti a Stromboli

“Dal mare Iddu è ancora più imponente. Chiude nel suo abbraccio tutta l’isola, essendo lui stesso tutta l’isola…”

Così Gianni Farinetti nel suo romanzo L’isola che brucia descrive Stromboli e, in particolare il vulcano, che nel racconto assume un ruolo fondamentale.

Il libro, edito da Marsilio nel 1997, ha conquistato il Premio Selezione Bancarella nel 1998. La storia si basa su un omicidio e sul ritrovamento di un corpo sepolto sotto la sabbia. Questo non è l’unico delitto del libro, in quanto si accenna anche a un personaggio precipitato o buttato in mare dalla scogliera, evento che renderà la narrazione ancora più densa di mistero.

Altro fatto che sconvolgerà l’estate eoliana sarà un furioso incendio che trasformerà Stromboli nell’isola che brucia. Fanno da contraltare a queste atmosfere cupe e noir, la solarità delle calde vacanze estive, i ritmi lenti e assonnati dell’isola, il brusio delle chiacchiere e dei pettegolezzi dei protagonisti, questi ultimi travolti inaspettatamente da una serie di eventi misteriosi.

Allo stesso tempo lo scrittore disegna idealmente, attraverso le parole, un bozzetto dell’isola, dove spiccano le descrizioni fedeli agli odori e colori di Stromboli. Leggere questo libro sull’isola, durante le vacanze estive, può essere un buon modo per apprezzare Stromboli e le sue caratteristiche ben raccontate nel libro.

Per tutti coloro che desiderano vivere la bellezza e il fascino di Stromboli, Snav mette a disposizione aliscafi per le isole Eolie dotati di tutti i comfort. Dal 28/05/2016 fino al 10/09/2016 potrai viaggiare con la nostra compagnia di navigazione alla volta di Stromboli, Panarea, Salina, Vulcano e Lipari. Visita il nostro sito oppure contatta il call center al numero 081 428 55 55.

Le bizzarre avventure di JoJo: un manga ambientato a Vulcano

L’Italia è un paese che nel corso del tempo ha sempre affascinato poeti, musicisti e artisti di tutto il mondo. Non fa eccezione l’autore giapponese Hirohiko Akari, che ha scelto il nostro paese per ambientare parte delle vicende che si svolgono nella seconda serie del manga Le bizzarre avventure di JoJo.

Akari aveva visitato l’Italia ed era rimasto affascinato anzitutto dall’arte e in particolar modo da come veniva rappresentata la figura umana. Fu dalle opere degli artisti italiani che trasse ispirazione per le sue tavole. Le bizzarre avventure di JoJo rappresenta l’opera più importante dell’autore giapponese e vanta lettori appassionati in tutto il mondo.

La serie è articolata per svolgersi in epoche differenti, ma i personaggi principali appartengono sempre alla stessa famiglia: quella dei Joestar. Di generazione in generazione i Joestar si trovano ad affrontare situazioni fantastiche e bizzarre a cui dovranno porre rimedio.

Come abbiamo accennato all’inizio l’Italia è protagonista nella seconda serie, in quanto parte delle azioni si svolgono a Roma, Venezia e, infine, sull’isola di Vulcano. Proprio su quest’ultima avverrà lo scontro finale che vedrà affrontarsi Joseph Joestar e Kars, uno dei temibili uomini del pilastro.

La trama della seconda serie vede quindi come protagonista Joseph Joester e l’epoca in cui sono ambientati gli eventi è la seconda metà degli anni Trenta. La vicenda è mossa dalla scoperta di esseri misteriosi inglobati nella pietra. Questi ultimi, in passato, erano stati autori di maschere di pietra dai poteri incredibili e il cui obiettivo è quello di impadronirsi della Pietra Rossa dell’Asia, per consentire a una particolare maschera di renderli immuni al sole e alla e onde concentriche, le uniche cose che temono e che possono sconfiggerli.

Con l’aiuto di Caesar Antonio Zeppeli e Lisa Lisa, JoJo cercherà di impedire agli uomini del pilastro di entrare in possesso della Pietra Rossa dell’Asia. In particolare, tra i personaggi citati un posto di rilievo spetta a Lisa Lisa che ha il compito di aiutare Joseph nello sviluppare la tecnica delle onde concentriche. Alla fine del racconto si scoprirà che quest’ultima è la madre di JoJo.

Joseph e gli uomini del pilastro, Kars, Acideecy e Whamoo, si affronteranno diverse volte, fino al combattimento finale, che vedrà confrontarsi JoJo e Kars.

Quest’ultimo, diventato ormai l’essere supremo e immune dal potere delle onde concentriche e della luce solare, viene scaravento nella lava di Vulcano. Riemergendo, recide una mano a JoJo e comincia lui stesso a utilizzare le onde concentriche per sconfiggere il nemico. JoJo a questo punto si fa scudo con la Pietra Rossa dell’Asia, amplificando le onde di Kars e causando l’esplosione del vulcano. È proprio grazie all’esplosione che Kars viene scaraventato nello spazio, dove congela ed è costretto a vagare per l’eternità. Che fine farà JoJo lo lasciamo scoprire a voi!

Se vi va, invece di conoscere il lato epico dell’isola di Vulcano, non resta che prenotare un biglietto con Snav. La nostra compagnia di navigazione mette a disposizione aliscafi per le isole Eolie, con partenze da Napoli. Visita il sito per ulteriori dettagli oppure contatta il nostro call center al 081 428 55 55.

Vicolo della Duchesca, di Sveva Casati Modignani

Vicolo della Duchesca”, di Sveva Casati Modignani, è un romanzo diverso dagli altri perché presenta un altro stile rispetto ai precedenti scritti dall’autrice.

Sveva Casati Modignani è uno pseudonimo sotto il quale sono stati pubblicati diversi romanzi a partire dal 1981, e dietro il quale si cela il nome di Bice Cairati.

Il libro è pubblicato da Sperling & Kupfer. È la storia di due donne che vengono da mondi completamente diversi: l’antica aristocrazia del sud Tirolo e i bassi napoletani. Josefa e Teresella, questi i nomi delle due protagoniste, sono donne tenaci, coraggiose e che non scendono mai a compromessi. Le loro vite si intrecceranno nella Napoli del 1910.

Attraverso la nobile Josepha e la popolana Teresella, l’autrice riesce a far vivere ai lettori la storia del Novecento attraverso due guerre, la dittatura fascista e i difficili anni della ricostruzione, lottando per il riconoscimento dei diritti delle donne.

Sveva Casati Modignani ripercorre il Novecento attraverso gli occhi delle due protagoniste, raccontando il secolo attraverso il punto di vista degli umili e dei potenti.

Il titolo “Vicolo della Duchesca” deriva dal nome del vicolo dov’è situato il basso in cui vive Teresella insieme alla sua famiglia e dove incontrerà per la prima volta la bellissima ed elegantissima Josepha.

Un libro straordinario che racconta l’Italia del secolo scorso con le sue difficoltà e le sue lotte in un insieme di sentimenti quali amicizia, amore e sofferenza. L’Italia dal punto di vista di due donne apparentemente lontane, date le diverse origini, ma in realtà così vicine.