Cultura

Cosa fare e vedere a Panarea

È la più piccola delle Eolie, eppure non per questo è un’isola meno capace di stupire chi sceglie di visitarla: stiamo parlando di Panarea, un paradiso naturale tutto da scoprire. Noi di SNAV abbiamo scelto di realizzare questa mini guida, nella speranza di fornire alcune dritte e informazioni utili per tutti coloro che desiderano trascorrere qualche giornata su questo piccolo sbuffo di roccia vulcanica che sorge nel cuore del mar Tirreno.

h2: L’isola di Panarea: un paradiso naturale

Come anticipato in precedenza, in questo caso “piccolo” non vuol certo dire “meno interessante”, anzi. A dispetto delle dimensioni ridotte, Panarea regala la possibilità di godere di vedute paesaggistiche da levare il fiato, rese ancora più belle dalle tonalità cromatiche cangianti che caratterizzano questi luoghi.

Tutto ciò è ampiamente visibile, ad esempio, a Cala Junco. Qui è possibile ammirare lo spettacolare contrasto dato dai toni scuri della roccia lavica e il blu intenso del mare e del cielo: tra insenature e calette generate da una costa frastagliata, ecco che Cala Junco assume quasi la forma di un antico anfiteatro che va a connotarsi come una sorta di piscina naturale.

Come non citare, poi, Cala degli Zimmari, dove troverete una spiaggia fatta di sabbia rossa bagnata da un mare che alterna tonalità turchesi ad altre più scure. E ancora, la celebre Spiaggia della Calcara, un vero e proprio paradiso della natura: si trova all’interno di una conca sovrastata da una parete rocciosa ed è formata da ciottoli. Da qui è possibile ammirare fenomeni vulcanici secondari.

Dove alloggiare a Panarea

Ecco alcuni consigli sugli alberghi migliori in cui alloggiare a Panarea. La lista potrebbe essere più lunga, ma vi proponiamo una selezione di strutture che sapranno rendere speciale la vostra permanenza sull’isola.

L’Hotel Girasole è un 3 stelle che sorge esattamente a metà strada tra il porto di Panarea e Cala Junco. Lontano dai rumori della movida notturna, questo albergo rappresenta la struttura ideale per le famiglie con bambini.

L’Hotel Cincotta, invece, offre una suggestiva vista sul porto ed è a pochi passi dalla scogliera. La scelta migliore se si è alla ricerca di una sistemazione comoda e al tempo stesso super panoramica!

L’Hotel La Piazza è una struttura ricettiva a 4 stelle che offre tutte le comodità della vicinanza al centro principale dell’isola, con l’aggiunta di una vista davvero mozzafiato. Inoltre, questo albergo dispone di una piscina con acqua salata.

Infine, vi segnaliamo l’Hotel Oasi, che si trova nel cuore dell’isola, a pochissima distanza dai locali notturni e dai negozi, e a soli 5 minuti di cammino dal porto. La struttura è a 4 stelle e offre ambienti lussuosi e ricchi di fascino.

Dove mangiare a Panarea

Se avete voglia di mangiare bene spendendo poco, ecco una lista di ristoranti di Panarea che fanno al caso vostro. Inutile aggiungere che si tratta di luoghi specializzati in cucina di mare, seguendo le ricette della tradizione eoliana e siciliana. Prodotti freschi e appena pescati rappresentano il fiore all’occhiello di questa tipologia di cucina.

La Trattoria Da Paolino offre il plus di essere organizzata come una terrazza sul mare con vista su Stromboli. Vi è poi la Trattoria Da Francesco, che offre un’ottima cucina a base di pesce proponendo un rapporto vantaggioso tra qualità e prezzo. Citiamo poi il Ristorante Cusiritati, che offre una veduta panoramica unica al mondo, e infine il Ristorante Pizzeria da Antonio il Macellaio, una steakhouse in cui è possibile ordinare rinomati piatti a base di carne.

Come divertirsi a Panarea

Tutti sanno che Panarea è, tra tutte le isole dell’arcipelago, la regina del divertimento. Elegante e raffinata, nel tempo Panarea si è meritata l’appellativo di “isola dei vip”, il luogo prescelto dai personaggi dello spettacolo per concedersi giornate di relax e svago.

Dopo una lunga giornata in spiaggia, è il momento di un gustoso aperitivo! Ecco una selezione di bar e locali in cui è possibile dedicarsi al rito dell’happy hour al tramonto: il Bridge Sushi Bar, il Bar Banacaliii e il Rhum e Pera. Si tratta di locali dotati di terrazze super panoramiche in cui godere del fascino di Panarea mentre si sorseggia un cocktail. Consigliati anche per chi ama la cucina giapponese.

Gli estimatori della vita notturna, invece, non possono fare a meno di effettuare una tappa al Raya, l’unica discoteca dell’isola, ma una delle più famose e rinomate d’Italia. Anche qui troverete una terrazza sul mare e un ambiente super mondano frequentato da DJ di fama internazionale e vip dello spettacolo e dello sport.

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Ponza: idee per un weekend

Ponza sa come svelare le proprie meraviglie anche per la durata di un weekend: basta avere le idee chiare e un’agenda serrata…ed il grosso è fatto!

Anche se l’isola, generalmente, si presta a vacanze più lunghe, da trascorrere in famiglia, in coppia o con un gruppo di amici, è tuttavia possibile viverla pienamente nell’arco di 2 giorni, scegliendo magari già in partenza che direzione dare al proprio fine settimana. Mare, relax o divertimento? Qualunque sia la formula che voi preferiate, sappiate che Ponza non deluderà mai le vostre aspettative!

Potete scegliere di imbarcarvi da Napoli a bordo degli aliscafi SNAV, che con una navigazione rapida, comoda e sicura sapranno portarvi a destinazione nel più breve tempo possibile.

Dire “Ponza” equivale a dire “mare”…e anche se il tempo a disposizione è poco, non potete non provare l’esperienza di tuffarvi nelle acque mozzafiato che troverete da queste parti. Un vero e proprio paradiso della natura dai colori turchesi e smeraldo, che vi lascerà davvero a bocca aperta. Le spiagge non mancano: da Frontone a Chiaia di Luna, da Cala Feola alle piscine naturali di Le Forna, di luoghi incantevoli Ponza ne è piena.

Chi ama lo snorkeling, numerosi sono i punti dell’isola in cui è possibile ammirare le meraviglie sommerse: tra questi citiamo lo Scoglio Rosso, gli scogli delle Formiche, il faraglione di Punta della Madonna e infine l’isolotto di Gavi. Da non perdere un’escursione in barca alla scoperta di Palmarola, vero e proprio gioiello dell’arcipelago delle pontine.

Il modo migliore per muoversi a Ponza è il noleggio di uno scooter: questo vi consentirà di spostarvi facilmente lungo le strade dell’isola, in totale libertà e alla scoperta dei luoghi più nascosti, evitando il traffico e il sovraffollamento che potreste trovare nei periodi di alta stagione.

E se volete gustare un’ottima cucina di mare spendendo il giusto, sappiate che Ponza brulica di ristoranti e trattorie tipiche in cui assaporare pesce freschissimo a costi contenuti. E per chiudere la giornata in bellezza, un aperitivo al tramonto con vista mare sarà certamente l’occasione giusta per portare a lungo il ricordo di un weekend da favola vissuto a Ponza.

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Dove alloggiare a Lipari

Ci siamo: la decisione è ormai presa, l’estate è alle porte e Lipari è la meta prescelta. Già stai pregustando una vacanza all’insegna di mare, escursioni, natura, cultura e tanto ottimo cibo; il tuo biglietto è già stato prenotato, naturalmente reca il logo di SNAV: quello che manca, però, è la scelta dell’alloggio.

Ecco quindi che la redazione del nostro magazine desidera aiutarti a trovare la sistemazione più adatta alle tue esigenze: che tu sia un viaggiatore in solitaria, in una coppia o in famiglia, Lipari ha sempre la soluzione migliore per te!

B&B e case vacanze a Lipari

Essendo la maggiore delle Eolie, Lipari offre un’ampia scelta di alloggi che si dislocano su tutta l’isola. L’offerta è veramente completa: tra alberghi, Bed & Breakfast e case vacanze troverai sicuramente la sistemazione giusta per te. Ecco dunque alcuni consigli utili per chi è alla ricerca di un alloggio a Lipari.

Se preferite restare in centro, la zona di Marina Corta e Marina Lunga offrono numerose soluzioni per l’ospitalità, con il vantaggio di avere tutto a portata di mano e la possibilità di spostarsi facilmente tra bar, ristoranti e negozi. Naturalmente, i tour marittimi alla scoperta dell’arcipelago generalmente hanno inizio da qui. In questa zona vi consigliamo alcune case vacanze tra cui Casa Baja, Casa Valle, Hotel Villa Diana e Hotel Oriente.

Se invece vi attira la zona di Canneto, per essere a poca distanza sia dalla spiaggia più frequentata dell’isola che dal centro storico, possiamo consigliarvi La Zagara Hotel, l’Appartamento Malvasia, Oltremare Residence Hotel e La Settima Luna Hotel.

E se invece la scelta ricade su Acquacalda, significa che siete amanti della tranquillità e del relax più assoluto. Essendo una zona per nulla mondana, in questo caso potrebbe essere utile scegliere una struttura che abbia in sé tutti i comfort e le modalità di intrattenimento possibili. La Campanella, l’Hotel Cutimare, Penelope & Calypso e NerOssidiana potrebbero dunque essere le soluzioni che fanno al caso vostro!

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Ischia: Henrik Ibsen a Casamicciola Terme

Henrik Ibsen, il celebre scrittore e drammaturgo norvegese, fu ospite a Casamicciola Terme, nella splendida isola di Ischia.

Era la primavera del 1867, quando Ibsen sbarcò ad Ischia. Lo scrittore trovò alloggio all’Albergo Europa, uno storico hotel dell’isola poi cambiò nome diventando Villa Ibsen,  proprio in onore dell’illustre ospite.

Lo scrittore era un uomo dal temperamento solitario e silenzioso. Si diche che lo scrittore era solito rifuggire la compagnia e allo stesso tempo lo si vedeva spesso aggirarsi sulla spiaggia di Ischia tra le barche, le vele e le reti.

Si racconta anche che i pescatori che provavano a rivolgergli la parola, per scoprirne i pensieri, non ricevessero alcuna risposta. In tal senso, con questo comportamento acquisì il soprannome: il fantasma.

Inoltre, proprio durante il soggiorno ischitano pare che lo scrittore abbia concepito il famoso poema drammatico Peer Gynt.

Riuscì l’isola di Ischia a riappacificare lo scrittore con il mondo? Secondo quanto narrato Ibsen ha aperto una parentesi di clemenza nel suo pessimismo totale, dimenticando gli elementi ragionali del suo paradigma biologico, si è intenerito in sostanza al calore non soltanto del sole, ma degli affetti mediterranei. Ibsen questa volta ha finalmente perdonato un uomo e benedetto una donna.

Ricordiamo ai turisti che questa splendida isola dove ha soggiornato Henrik Ibsen è raggiungibile dal porto di Napoli con gli aliscafi per Ischia SNAV. Prenota subito il tuo viaggio comodamente online su www.snav.it

Ischia, Procida o Capri: qual è l’isola adatta a te

L’estate sta finendo, ma le isole del Golfo restano una meta perfetta anche per un’inizio autunno all’insegna del sole e del mare.

Eh già, perché complici le temperature ancora miti sarà possibile dedicarsi qualche giornata al mare in controtendenza per godersi tutta la bellezza di località dal fascino senza tempo.

Ma quale isola scegliere per una fuga dalla città? Vediamo come scegliere la meta giusta per un weekend o una vacanza di inizio autunno.

L’isola di Ischia: un fascino sempreverde. 

Panoramic view of Forio at sunset, Soccorso Church, Ischia, Phlegrean Islands, Tyrrhenian Sea, Italy, South Europe

Mondana, colorata e ricca di possibilità: l’isola d’Ischia è una meta molto apprezzata dai turisti che la visitano proprio a settembre, che possono godersi questa località in maniera più serena.

Complice il rientro a lavoro, settembre, ma anche i mesi autunnali sono perfetti per godersi le terme, lo shopping in centro e la gastronomia locale in pieno relax.

Scegli Ischia se:

  • hai voglia di perderti nei colori dei giardini della Mortella;
  • stavi pensando a una giornata di trekking sull’Epomeo;
  • se vuoi goderti ancora qualche giorno al mare o alle terme;
  • se vuoi il mix perfetto tra vacanze nella natura e cultura.

L’isola di Procida: la Capitale Italiana della Cultura 2022 ti aspetta

Island of procida

Se sei tra quelli che non hanno mai visto Procida, allora questo è l’anno giusto per rimediare.

L’isola è stata appena insignito del titolo di Capitale della Cultura Italiana 2022, per cui un fitto programma di eventi renderà l’isola assolutamente protagonista.

Del resto Procida è sempre stata una meta non solo del turismo balneare, ma anche culturale. Un viaggio nella storia tra edifici iconici e tra i racconti di de Lamartine e di Elsa Morante, che hanno ambientato sull’isola i loro romanzi.

Non ultimo, attrazioni dell’isola sono rappresentate dai luoghi scelti da Massimo Troisi che scelse Procida come scenario per Il Postino.

Scegli Procida se:

  • vuoi scoprire perché l’isola è diventata Capitale Italiana della Cultura 2022;
  • se ami la buona cucina, senza rinunciare al mare e a location di rilievo storico e artistico.
  • se sei amante delle gite in bici e vuoi percorrere l’isola in un percorso che la abbraccia tutta.

Capri: il fascino dei faraglioni

Faraglioni cliffs in Capri Island, Campania, Italy

Capri è sempre stata una meta per il turismo d’elite. Frequentata dal jet set internazionale, come anche Ischia, per questo motivo ha sempre richiamato curiosi del bel mondo, ma anche amanti della bellezza tout-court.

Le belle giornate rendono ancora accessibile la Grotta Azzurra oppure sono ideali per una gita in barca per ammirare i Faraglioni.

Salire al Monte Solaro alla ricerca della lucertola azzurra, raro esemplare autoctono, può essere un’idea per gli amanti del trekking e della natura che desiderano vivere Capri sotto un altro aspetto. Salendo verso il Monte Solaro si arriva anche all’Eremo di Santa Maria a Cetrella.

Altro luogo perfetto per gli amanti della natura è un’escursione verso Punta Carena, dove è presente un imponente faro. Qui oltre alla natura selvaggia si può ammirare il tramonto con il sole che si adagia sul mare.

Capri è perfetta da visitare anche fuori dalla stagione turistica estiva, con il vantaggio di trovare anche prezzi calmierati rispetto l’alta stagione.

Scegli Capri se:

  • ami le ambientazioni mondane;
  • sei amante della moda e dell’inimitabile stile caprese;
  • sei hai voglia di scoprire il lato naturale e meraviglioso di quest’isola.

Come arrivare sulle isole del Golfo

Scegli gli aliscafi SNAV per raggiungere le isole del Golfo. Nel dettaglio gli aliscafi Napoli Ischia, Napoli Procida e Napoli Capri partono ogni giorno dal capoluogo con più corse quotidiane così da permetterti di personalizzare la tua esperienza.

Prenota subito il tuo biglietto collegandoti al sito www.snav.it o chiamando il call center 081 4285 555. Per avere il tuo biglietto subito sul tuo smartphone scarica l’App SNAV e goditi le isole del Golfo.

L’isola di Salina: come arrivare

L’isola di Salina è la seconda isola delle Eolie per ordine di grandezza. Rispetto alle altre isole dell’arcipelago si presenta per un aspetto verde e rigoglioso, dovuto sostanzialmente alla presenza di diversi corsi d’acqua dolce che favoriscono una vegetazione ricca.

Non a caso l’isola di Salina è particolarmente amata dagli amanti della natura e del trekking.

Salina è meta anche per gli amanti della cinematografia. Nella frazione di Malfa, sulla spiaggia di Pollara, infatti, si svolsero alcune scene dell’ultimo film di Massimo Troisi, “Il Postino”.

Il clima mediterraneo caldo rende perfetta quest’isola per le vacanze. Inoltre, Salina è meta anche per i buongustai. Terra del cappero, quale presidio slow food, Salina è rinomata per la buona cucina eoliana che è possibile gustare nei numerosi ristoranti tipici.

Cosa vedere a SalinaIsola di Salina dove si trova

Salina, come abbiamo già preannunciato all’inizio, fa parte dell’Arcipelago delle Eolie, che si estende al largo della Sicilia.

Nel dettaglio, Salina si trova a nord di Lipari. Politicamente, l’isola appartiene al territorio di Lipari e alla provincia di Messina.

La sua conformazione rende la costa abbastanza frastagliata con spiagge piccole. Tuttavia, si potrà godere di un mare cristallino e dal colore brillante dove poter nuotare e dedicarsi alle immersioni.

Come arrivare a Salina

Per arrivare a Salina da Napoli potrai usufruire delle unità veloci messe a disposizione da SNAV. Con gli aliscafi per le Eolie Napoli-Salina, potrai approdare a questa meravigliosa perla del Mediterraneo con uno spostamento confortevole.

Prenota subito le tue vacanze alle Eolie e scegli l’isola di Salina.

Attrici napoletane: Serena Rossi

Tra le protagoniste del piccolo (ma anche del grande) schermo più amate degli ultimi anni, sicuramente un posto d’onore spetta a Serena Rossi, l’attrice e cantante partenopea che ha conquistato il cuore dei fan attraverso una lunga serie di interpretazioni di grande successo.

Nata a Napoli nel 1985, Serena Rossi proviene da una famiglia di musicisti, ambiente nel quale il suo talento canoro ha avuto la possibilità di esprimersi sin dalla tenera età: la scoperta del musical tuttavia avviene durante l’adolescenza, per poi materializzarsi in un vero e proprio esordio nel 2002, anno in cui partecipa allo spettacolo “C’era una volta…Scugnizzi” di Claudio Mattone ed Enrico Vaime in veste di cantante.

Ma è la soap opera in salsa partenopea “Un posto al sole” che la proietta verso il grande pubblico televisivo: qui interpreta il ruolo di Carmen Catalano per quasi una decina d’anni, acquistando una enorme fama su scala nazionale. Da questo momento in poi, si aprono per Serena le porte del teatro e della fiction televisiva. Numerose sono le produzioni a cui l’attrice prende parte: tra queste possiamo ricordare “Salvo d’Acquisto”, “Virginia, la monaca di Monza”, “Il commissario Montalbano”, “L’ispettore Coliandro” e “Che Dio ci aiuti”.

Naturalmente, anche il mondo del cinema si accorge del suo talento, e infatti iniziano a fioccare le sue partecipazioni, spesso come protagonista, in numerosi film di successo: “Song ‘e Napule” e “Ammore e malavita” dei Manetti Bros, “7 ore per farti innamorare” e molte altre pellicole famose.

Una curiosità: per chi non lo sapesse, Serena è anche la doppiatrice della principessa Anna nel film Disney “Frozen” e anche nel sequel “Frozen Fever”, a testimonianza di una personalità artistica dalle mille sfaccettature e multiforme. Ad oggi, senza alcun dubbio Serena Rossi è una delle attrici napoletane più seguite e stimate in Italia.

 

Photo credit: https://it.wikipedia.org/wiki/File:Serena_Rossi,_2014.jpg

Autore: Margherita Verde

Chi è lo zampognaro

Una figura del Natale partenopeo è lo zampognaro tanto da trovare spazio anche sul presepe napoletano verace. Ma chi erano e chi sono gli zampognari e qual è la tradizione che riguarda la loro presenza nel periodo natalizio?

Cominciamo subito con il dire che gli zampognari hanno origine antichissime, la cui esperienza nel suonare la zampogna e la ciaramella viene trasmessa di generazione in generazione. In particolare, la loro presenza in città si fa evidente durante il periodo della Novena dell’Immacolata Concezione.

Non di rado, infatti, si possono incontrare uomini negli abiti tipici indossati dai pastori che suonano motivi natalizi, tra cui Tu scendi dalle stelle di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. Gli zampognari si spostano in coppia, suonando per l’appunto la zampogna, accompagnata dalla ciaramella o da altri strumenti a fiato.

Questa usanza è peculiare dell’italia centro-meridionale, ma con i flussi migratori, talvolta è possibile assistere agli spettacoli degli zampognari anche in alcune città del Nord.

Come abbiamo detto la tradizione degli zampognari è abbastanza antica, e pare che la loro origine sia attribuibile al vicino Oriente e che si spostassero verso Roma. In Italia si è radicata particolarmente nel mondo pastorale, del resto la zampogna serviva proprio per richiamare il gregge e radunare i capi di bestiame.

Il passaggio degli zampognari in città era dovuto anche allo spostamento delle mandrie dal pascolo ai rifugi invernali.

La fama dello zampognaro si è creata proprio a Napoli. Nella metà del Settecento, infatti, il suono della zampogna accompagnava le preghiere di Alfondo Maria de’ Liguori.

Proprio questa fama fece diventare gli zampognari non solo il simbolo del Natale, ma anche dei personaggi introdotti sul presente, generalmente situati proprio nei pressi della grotta, dove viene allestita la scena della Sacra Famiglia.

Nelle comunità rurali la zampogna accompagna, con il suo suono, gli eventi più importanti, non solo religiosi, ma anche mondani.

L’Ospedale delle bambole

Nel cuore di Napoli, in via San Biagio dei Librai, c’è un posto unico nel suo genere, che testimonia in maniera esemplare l’estro, la fantasia e la creatività del popolo partenopeo: è l’Ospedale delle Bambole, un centro di restauro che affonda le proprie radici nella tradizione artigianale napoletana sin dalla fine dell’800. 

Ma come è nata quest’idea di prestare cure “sanitarie” a delle…bambole? 

La storia ha inizio nella bottega di Luigi Grassi, storico scenografo napoletano, artigiano esperto la cui occupazione consisteva nel progettare e dipingere le scenografie dei teatri di corte e dei teatrini dei pupi dell’epoca. La leggenda narra che un giorno una madre, disperata perché l’unica bambola di sua figlia era andata in mille pezzi, attratta da quell’insolito laboratorio, chiese all’artigiano di riparargliela, e quest’ultimo, vestito con un camice bianco, come fosse un vero e proprio dottore, le promise che la bambola sarebbe tornata come nuova.

Da quel momento, tante altre mamme iniziarono a rivolgersi a Grassi per la riparazione delle bambole delle proprie figlie, al punto che nel gergo comune il laboratorio cominciò a essere chiamato “l’ospedale delle bambole”. 

E cosa rimane oggi di questa tradizione così speciale, intrisa di fiaba e immaginazione? Un museo, sito per l’appunto in via San Biagio dei Librai a Spaccanapoli, nel quale è possibile ammirare moltissimi reperti, pezzi di giocattoli d’epoca, creazioni artigianali che narrano quella storia così lontana nel tempo, ma anche attuale se vogliamo, perché ci invita a riflettere sui temi del recupero di ciò che è danneggiato, nell’epoca del consumismo sfrenato, che porta a disfarci troppo facilmente degli oggetti che si rompono, per ricorrere con eccessiva disinvoltura all’acquisto di nuovi oggetti, in un vortice di produzione e consumo che non fa altro che aumentare la quantità di rifiuti gettati nell’ambiente.

Ripristinare, recuperare, riparare ci fa vedere anche oggetti semplici, in questo caso le bambole, sotto una luce diversa, dando dignità e valore a quegli oggetti stessi, invitandoci ad avere cura per le cose a cui teniamo di più.

E il laboratorio? Naturalmente, l’Ospedale delle Bambole prosegue tutt’oggi la tradizione ultrasecolare avviata da Luigi Grassi, e quindi è possibile “ricoverare” i propri giocattoli danneggiati: il Bambolatorio si prenderà cura di loro, proprio come se fossero dei pazienti da guarire!

Per maggiori informazioni su orari di apertura e visite, si consiglia di visitare il sito ufficiale dell’Ospedale all’indirizzo web https://www.ospedaledellebambole.com/

I souvenir di Capri

Capri è un’esperienza che può rimanere non solo nel cuore, ma anche nella casa di chi l’ha conosciuta e, prima di fare rientro alla base, ha scelto di acquistare un souvenir tipico del luogo, per ricordare in eterno un soggiorno da sogno.

Del resto, che vacanza sarebbe senza un ricordo da tenere con sé per tutta la vita? E quanto è vuoto un viaggio che non si conclude con l’acquisto di un pensiero da portare a tutte le persone più care?

Tutto questo per dire che, casomai scegliate di trascorrere qualche giorno di vacanza a Capri, è vivamente sconsigliato tornare a casa a mani vuote, per cui noi di SNAV Magazine vogliamo fornirvi questa piccola guida all’acquisto del souvenir perfetto!

I veri amanti della creatività made in Italy qui troveranno terreno fertile: dal fashion all’artigianato, ce n’è per tutti i gusti. Inutile finanche citare il celeberrimo “stile Capri”, conosciuto in tutto il mondo: pantaloni, bikini, sandali, occhiali da sole, e chi più ne ha più ne metta.

Il fascino iconico dell’isola passa anche attraverso i capi di abbigliamento che hanno preso vita da queste parti. Da sempre simbolo di fresca eleganza, la moda di Capri è famosa proprio per le sue caratteristiche peculiari che sono artigianalità, palette di colori vitale e cura del dettaglio.

Una menzione speciale, poi, va riservata ai sandali capresi, fatti su misura in una delle tante botteghe artigianali presenti sull’isola.

Semplici o gioiello? Diciamo che la differenza può essere una questione di…portafogli! In ogni caso, si tratta di un souvenir di gran classe e che vi consentirà di conservare un ricordo indelebile del vostro soggiorno a Capri.

E che dire di un foulard, una stola o uno scialle? Anche in questo caso l’artigianalità caprese c’entra eccome, e anche in questo caso avrete l’opportunità di portarvi a casa un tratto distintivo dell’isola. Così come se il vostro souvenir sarà una celebre campanella di Capri, in ricordo di una leggenda caratteristica di questo luogo.

Insomma, che prediligiate la moda o l’artigianato tipico, una cosa è certa: l’isola di Capri è pronta a restare al vostro fianco anche al rientro a casa, attraverso i suoi unici, peculiari souvenir.