Sapori mediterranei

Ischia e il cinema

L’isola di Ischia è stata più volte protagonista di film sia stranieri che nostrani. Nel corso del tempo l’isola è stata scelta come cornice ideale per raccontare le vicende di eroi, amanti e pirati. La gamma dei film girati a Ischia è assolutamente ampia. Tutti gli appassionati sicuramente ricorderanno la bella Liz Taylor nei panni di Cleopratra, affiancata dall’affascinante Richard Burton nel ruolo di Marco Antonio. Galeotto fu il film e l’isola che fecero scattare la scintilla tra i due divi di Hollwood.

L’isola, ovviamente, per le sue caratteristiche naturali si è prestata spesso a film di avventura, dove i protagonisti sono i corsari o i pirati. Tra queste pellicole le più famose sicuramente sono Il Corsaro dell’Isola Verde, Morgan il pirata e il Corsaro Nero. In questi film le vie di Ischia diventano lo scenario per duelli e acrobazie varie. Ischia, quindi, si è dimostrata il set giusto per girare film d’avventura, nonostante non sempre questi ultimi abbiano ricevuto critiche positive.

Ischia, tuttavia è anche un’isola che si presta bene alle ambientazioni poliziesche, alle storie thriller e o ai film di tipo giallo. Tra i capostipiti di questo genere probabilmente troviamo La scogliera del peccato di Bianchi, un film del 1950, la cui trama è caratterizzata da omicidi e intrighi. Sempre di Bianchi è Il Mostro dell’Isola, altro film poliziesco che vede contrapporsi un coraggioso ufficiale della guardia di finanza a un pericoloso malavitoso. Ricordiamo tra l’altro anche Delitto in pieno sole di Renè Clement del 1960 e Il talento di Mr Ripley di Anthony Minghella del 1998.

L’Isola Verde ha fatto da sfondo anche a diverse commedie. L’isola, infatti, è stata scelta più volte dal maestro della commedia americana, Billy Wilder, che qui ha girato due pellicole: Cosa è successo tra tuo padre e mia madre? e Avanti, Avanti. Anche la commedia all’italiana ha trovato spazio in questi luoghi con alcuni lavori dei più importanti registi del genere. Possiamo annoverare, tra questi ultimi, Ischia, operazione amore di Vittorio Sala, Vacanze a Ischia di Mario Camerini e molti altri ancora. Tra gli ultimi titoli girati a Ischia troviamo la commedia romantica di Pieraccioni Il Paradiso all’improvviso, che costituisce anche una vera e propria dichiarazione d’amore verso l’isola.

Se desideri recarti a Ischia, per scoprire i luoghi dove sono stati girati i tuoi film preferiti, non devi fare altro che acquistare il tuo biglietto con Snav. La nostra compagnia di navigazione mette a disposizione aliscafi per Ischia con partenze quotidiane dal molo Beverello. Vieni anche tu sull’isola d’Ischia e scopri gli angoli più belli e suggestivi che hanno incantato attori e registi di tutto il mondo.

Napoli Film Festival 2015

Dal 28 settembre al 4 ottobre 2015 si terrà il Napoli Film Festival 2015. La manifestazione vedrà sei film scelti per la sezione “Europa & Mediterraneo”, che si contenderanno il Vesuvio Awards.

Il Napoli Film Festival è organizzato dall’Associazione Culturale Napolicinema, che ha come obiettivo la crescita culturale non solo di Napoli, ma anche del Mezzogiorno, utilizzando come mezzo il cinema internazionale. Il festival gode del patrocinio del Comune di Napoli e della Regione Campania, oltre al supporto del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

La manifestazione, ormai giunta alla XVII edizione, presenterà i lavori inediti di registi provenienti da varie parti del mondo, pronti a raccontare la realtà con occhi nuovi, portando spunti di riflessione molto interessanti e originali.

Oltre alla competizione che sarà ospitata dall’Institut Francais, altri eventi si svolgeranno presso le sedi: cinema Metropolitan, il PAN e l’Instituto Cervantes. In particolare, tra le altre sezioni del festival ci sono SchermoNapoli Doc, Corti e Scuole. Inoltre, con il concorso FOTOgrammi verrà celebrato il centenario della nascita del regista Mario Monicelli.

Durante la manifestazione interverranno ospiti prestigiosi come Sergio Assisi, Mario Martone, Marco Risi e Eleonora Danco, solo per citarne alcuni. Per maggiori informazioni oppure per scaricare il programma completo della manifestazione e possibile visitare il sito ufficiale del festival all’indirizzo web http://www.napolifilmfestival.com.

Per chi desidera partecipare alla manifestazione e proviene dalle Isole del Golfo, Snav mette a disposizione un servizio di collegamento giornaliero, attivo tutto l’anno, con arrivo al Molo Beverello Napoli. Visita subito il sito www.snav.it, oppure contatta il call center per maggiori informazioni. Con Snav vivi gli eventi più belli della stagione!

Vicolo della Duchesca, di Sveva Casati Modignani

Vicolo della Duchesca”, di Sveva Casati Modignani, è un romanzo diverso dagli altri perché presenta un altro stile rispetto ai precedenti scritti dall’autrice.

Sveva Casati Modignani è uno pseudonimo sotto il quale sono stati pubblicati diversi romanzi a partire dal 1981, e dietro il quale si cela il nome di Bice Cairati.

Il libro è pubblicato da Sperling & Kupfer. È la storia di due donne che vengono da mondi completamente diversi: l’antica aristocrazia del sud Tirolo e i bassi napoletani. Josefa e Teresella, questi i nomi delle due protagoniste, sono donne tenaci, coraggiose e che non scendono mai a compromessi. Le loro vite si intrecceranno nella Napoli del 1910.

Attraverso la nobile Josepha e la popolana Teresella, l’autrice riesce a far vivere ai lettori la storia del Novecento attraverso due guerre, la dittatura fascista e i difficili anni della ricostruzione, lottando per il riconoscimento dei diritti delle donne.

Sveva Casati Modignani ripercorre il Novecento attraverso gli occhi delle due protagoniste, raccontando il secolo attraverso il punto di vista degli umili e dei potenti.

Il titolo “Vicolo della Duchesca” deriva dal nome del vicolo dov’è situato il basso in cui vive Teresella insieme alla sua famiglia e dove incontrerà per la prima volta la bellissima ed elegantissima Josepha.

Un libro straordinario che racconta l’Italia del secolo scorso con le sue difficoltà e le sue lotte in un insieme di sentimenti quali amicizia, amore e sofferenza. L’Italia dal punto di vista di due donne apparentemente lontane, date le diverse origini, ma in realtà così vicine.

I pesci non chiudono gli occhi, di Erri De Luca

I pesci non chiudono gli occhi” è un libro di Erri De Luca. Un romanzo che sa di poesia: tante piccole frasi dal taglio poetico che danno un significato profondo ad ogni pagina.

Erri De Luca è uno scrittore e giornalista napoletano, classe 1950. Ha più di 50 pubblicazioni tra saggi, romanzi, poesie, opere teatrali e traduzioni. Particolarmente attivo politicamente durante gli anni ’70.

Il romanzo è ambientato a Ischia durante il periodo estivo. Un uomo sessantenne ricorda un’estate di 50 anni prima. Un’estate diversa dalle altre perché vissuta durante un’età particolare e caratterizzata dall’incontro di una ragazzina poco più grande di lui che gli insegnerà il significato della parola “amore”.

Il libro spiega anche quanto un bambino, seppur di soli 10 anni, inizi a maturare pensieri da adulto e a scoprire la vita nelle sue varie sfaccettature. Una maturità di pensiero che resta intrappolata in un corpo minuto e infantile.

L’infanzia smette ufficialmente quando si aggiunge il primo zero agli anni. Smette ma non succede niente, si sta dentro lo stesso corpo di marmocchio inceppato delle altre estati, rimescolato dentro e fermo fuori.

È una storia tenera e dolce, piacevole da leggere. Un romanzo che si snoda tra ricordi lontani, di quando l’autore era ancora bambino, e ricordi più recenti di un adulto ancora alle prese con le scelte della vita.

Il periodo estivo in questione è fatto di pescatori, libri da leggere e cruciverba da risolvere. Un’estate dove il bambino incontra una ragazzina del nord con la quale condivide gli stessi interessi e ne rimane colpito.

Il titolo “I pesci non chiudono gli occhi” è tratto dal discorso tra i due ragazzini durante il momento del loro primo bacio.

“Era così bellissima vicina, le labbra appena aperte. Mi commuovono quelle di una donna, nude quando si accostano a baciare, si spogliano di tutto, dalle parole, in giù.”
“Chiudi questi benedetti occhi di pesce”
“Ma non posso. Se tu vedessi quello che vedo io, non li potresti chiudere”
“Da dove ti spuntano questi complimenti, piccolo giovanotto?”
“Che complimenti ? Dico quello che vedo”.

Lo stile di Erri De Luca è semplice, con parole usate nel parlato ma con una certa poesia in ogni frase che allieta il lettore durante la storia. Una lettura gradevole e non impegnativa. Un romanzo scorrevole e bello da leggere.

 

Associazione culturale Le Due Sirene: progetti di restauro a Napoli

L’associazione culturale Le Due Sirene, fondata il 1° giugno 2014, si batte contro l’abbandono dei monumenti del rione Porta Capuana di Napoli.

È la forza d’animo di due sorelle, Valeria e Simona Iodice, che come due sirene vegliano sulle bellezze del loro luogo di nascita, a dar vita all’associazione. L’obiettivo è valorizzare il territorio e non lasciare abbandonati a loro stessi monumenti di estremo valore e di enorme bellezza.

Purtroppo dopo solo un mese dalla fondazione dell’associazione, Ilaria (27 anni) scopre di avere un male incurabile che, due mesi dopo, la porta via dalla sorella.

Il lutto però non ferma Valeria né tantomeno l’operato dell’associazione, che persegue nel suo obiettivo più viva e motivata che mai.

I prossimi obiettivi dell’Associazione Culturale Le Due Sirene riguardano il restauro della Fontana del Formiello (eretta nel 1573) e dell’Edicola di San Gennaro (completata nel 1708). Entrambi i monumenti sono ubicati in piazza Enrico De Nicola.

Un immenso amore per la propria città e per le sue bellezza, la voglia di non vederla trascurata e maltrattata, la speranza di una Napoli diversa, di una Napoli radiosa e orgogliosa della propria storia e delle proprie origini: questi i sentimenti che guidano l’associazione, e questi dovrebbero essere i sentimenti nutriti da ogni cittadino per la propria città.

Valorizzare i monumenti per creare una consapevolezza storico-artistica e culturale del territorio: è questo il macro obiettivo dell’associazione Le Due Sirene, perché solo con la cultura si può sconfiggere l’ignoranza. Abbandonare i monumenti o vandalizzarli, del resto, è senz’altro sinonimo di ignoranza.

Le battaglie purtroppo non si vincono solo con gli ideali ma servono anche fondi, ed è per questo che l’associazione invita i cittadini a contribuire al restauro della Fontana del Formiello e dell’Edicola di San Gennaro.

Per effettuare una donazione segui le modalità riportate sul sito leduesirene.it.

L’imperatore di Capri, film con Totò

Il protagonista è Antonio De Fazio, interpretato da Totò, che di professione fa il cameriere presso un albergo di Napoli. Un giorno, per puro caso, viene scambiato dalla bella Sonia Bulgarov, ospite dell’hotel, per il Bey Khan di Agapur, uomo ricchissimo (anzi, il più ricco del mondo), ed è invitato ad andare con lei a Capri. Lo scambio di persona continua anche sull’isola: qui Antonio ha la possibilità di frequentare gli ambienti più chic, snob e mondani, e viene conteso e venerato da tutte le donne che incontra. L’equivoco sarà risolto soltanto con l’arrivo della moglie e della suocera del protagonista, ma l’epilogo del film conterrà comunque un lieto fine.

Curiosità: il produttore de “L’imperatore di Capri“, Carlo Ponti, aveva previsto sette settimane di lavorazione per il film; le riprese, tuttavia, durarono soltanto 3 settimane, per cui Totò impiegò il tempo rimanente per girare un altro film sotto la produzione dello stesso Ponti, “Totò cerca casa”.

Ecco una delle scene più divertenti del film:

 

Capri, da sempre, è il set naturale per molti film di successo; anche in questo caso, l’isola si mostra in tutto il suo splendore pur essendo la pellicola in bianco e nero. Se invece volete scoprire i colori di questo fantastico luogo, date un’occhiata al calendario delle partenze degli aliscafi Snav che coprono la tratta Napoli – Capri: troverete tutte le informazioni sugli orari delle corse giornaliere.

 

 

Maurizio De Giovanni e Napoli, un legame inscindibile

Nato a Napoli nel 1958, Maurizio De Giovanni è uno dei più originali e affermati giallisti della scena letteraria contemporanea.

Il suo esordio avviene nel 2005, anno in cui partecipa al premio letterario Tiro Rapido con un racconto il cui protagonista è quel Commissario Ricciardi che diventerà una sorta di “marchio di fabbrica” per lo scrittore. Da quel racconto prenderà vita il primo romanzo di De Giovanni, dal titolo “Le lacrime del pagliaccio”, pubblicato da Graus e successivamente rieditato da Fandango Libri con il titolo “Il senso del dolore – L’inverno del Commissario Ricciardi”. Questo episodio è il primo di una serie che comprenderà altre 7 pubblicazioni, tutte incentrate sulla figura di Ricciardi.

Il quarto romanzo della serie, che prende il nome di “Il giorno dei morti”, ha ottenuto diversi importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Camaiore di Letteratura Gialla e il Premio Giuseppe Imbucci. Tutti i romanzi che compongono la serie sono stati tradotti in Germania, Spagna, Francia e Regno Unito, ottenendo buoni riscontri da parte sia del pubblico che della critica.

Maurizio De Giovanni ha voluto inoltre tributare diverse opere alla squadra di calcio del Napoli, di cui è un grande tifoso; ecco alcuni titoli: “Juve-Napoli 1-3. La presa di Torino”, “Ti racconto il dieci maggio”, “Miracolo a Torino – Juve Napoli 2-3”.

“Passione”, di John Turturro

Ambientato nelle piazze e nei “vicarielli” di Napoli, “Passione” è un viaggio mistico nella cultura musicale napoletana. John Turturro ripercorre la storia della tradizione musicale di Napoli partendo dall’Ottocento fino ad arrivare ai nostri giorni.

Nella sua avventura musicale, Turturro ha coinvolto artisti noti del panorama nazionale. Da Massimo Ranieri a Pietra Montecorvino, da Peppe Barra a Lina Sastri, non viene mai sottovalutata l’importanza di quelle radici che permettono all’interpretazione dei testi di diventare reale agli occhi dello spettatore.

L’idea di Turturro è sembrata chiara fin dal principio: mostrare la Napoli vera, quella dei personaggi che nel tempo hanno lasciato il segno con la musica. Turturro ha voluto raccontare senza filtri la storia delle tradizioni, ponendo in primo piano quegli aspetti che non dovrebbero essere mai dimenticati quando si parla di una città come Napoli.

Nell’elaborazione del film, il regista hollywoodiano ha dato voce agli artisti per riuscire a comprendere il punto di vista di quella Napoli da sempre osservata oltreoceano. Il risultato è stato sorprendente. Pur avendo vissuto lontano dalla sua terra d’origine, Turturro è riuscito a cogliere tutte le sfumature della Napoli che fu, raccontando la storia della città senza mai annoiare il pubblico.

Sicilia: Cuore di cactus di Antonio Calabrò

Cuore di cactus” è un libro pubblicato da Sellerio nel 2010 e scritto da Antonio Calabrò, manager e giornalista economico siciliano.

Si tratta di un racconto che parla della Sicilia, in particolare della città di Palermo e delle battaglie contro la mafia del piccolo giornale “L’Ora”, con il quale Calabrò ha collaborato, e della sua partenza verso Milano per cercare una vita e una dimensione diverse: decisione maturata dopo aver visto tante, troppe morti intorno a sé, a partire da quella del commissario di polizia Antonino Cassarà, di cui era grande amico.

Ma “Cuore di cactus” è anche un racconto di speranza, che si dipana tra memorie e incontri, battaglie e sogni per una Sicilia che può e deve cambiare, e che l’autore ha sempre nel cuore.

L’opera è ripresa anche a teatro da Fausto Russo Alesi, in una emozionante rappresentazione delle vicende narrate nel romanzo.

Per chi volesse visitare la Sicilia, ricordiamo che l’isola è raggiungibile imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Sicilia: La canzuna di l’emigranti

La canzuna di l`emigranti (La canzone dell’emigrante) è una canzone popolare siciliana.

Il brano, scritto completamente in dialetto siciliano, racconta di un emigrante che sta per lasciare la sua terra.

La canzone inizia con un io narrante che chiede all’emigrante cosa può avere messo in una valigia così grande e spesso vuota.
L’uomo, che sta partendo a malincuore, risponde che dentro la valigia ha messo la casa, le strade del suo paese, la piazza e le feste popolari.
La valigia in questione è in realtà una metafora: è il cuore spezzato dell’emigrante che lascia la Sicilia, costretto per la mancanza di lavoro.
Infatti, nella “valigia” mette le canzoni popolari (la lingua di li me canzuni), la pasta e un po’ di pane che sa di certo, non lo ritroverà così buono nel luogo in cui sta per andare.

La verità è che è povero, ma il ricordo degli amici e della sua terra, sono le cose più belle che porterà con sé, dentro appunto a quella grande valigia (però lu ricordu è `nta `sta valigia, Li cosi cchiù beddi `un si ponnu lassari).

Ricordiamo, infine, che l’indimenticabile Sicilia è raggiungibile imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.