Il presepe di Opopomoz

Opopomoz è un film di animazione di grande sensibilità e dolcezza, che prende vita da Enzo d’Alò che con la stessa delicatezza ci permette di viaggiare all’interno dei sentimenti, indagando, in maniera mai banale, le motivazioni dell’agire umano, in questo caso esplorando il mondo dei bambini.

Su uno sfondo di una Napoli pastello, i cui disegni, come affreschi, ci conducono tra vicoli e palazzi, tra bancarelle e botti, tra musica e presepi, si snoda la vicenda di una famiglia partenopea. I protagonisti sono l’emblema di una Napoli che trova nella famiglia un elemento sociale portante, caratterizzata da valori forti ed equilibri ben precisi.

Ma cosa succede quando tale ordine viene sconvolto da un nuovo arrivo? Ed ecco che la vicenda prende vita dal protagonista, Rocco, un bambino dal carattere forte e irruento, che teme l’arrivo prossimo del fratellino e si sente messo da parte dall’intera famiglia, che passa le sue giornate trafelata per via dell’imminente arrivo.

Il diavolo approfitta di questa oscurità presente in Rocco per attuare il suo piano: quello di impedire la nascita di Gesù, per impedire la nascita di ogni bambino. Per attuare il piano vengono inviati tre diavoletti maldestri che incitano Rocco a entrare nel presepe costruito dal padre per impedire la nascita di Gesù. L’ingresso nel presepe avviene proprio tramite la misteriosa parola Opopomoz.

Nel suo viaggio Rocco entra in contatto con i personaggi del presepe, fino a che non si ritrova al seguito la cuginetta Sara, più piccola di lui, entrata anche lei in questo mondo parallelo. Il rapporto tra Sara e Rocco si cementifica a tal punto, che il bambino capisce l’importanza di essere un fratello maggiore e di maturare delle incertezze in merito al piano malvagio che sta perseguendo.

Proprio grazie a Sara, il diavolo sarà sconfitto. Nel momento di massima tensione la bambina ricorda una filastrocca insegnata dalla nonna, proprio per cacciare via il maligno. I due bambini ritornano a casa con una nuova consapevolezza sull’amore, la famiglia e con un legame ancora più saldo. Rocco riesce a ritrovare la sua serenità e ad accettare l’arrivo del fratellino.