Il Museo Archeologico di Spalato

spalato-croazia

Il Museo Archeologico di Spalato

La città di Spalato è la meta ideale per delle vacanze all’insegna di cultura. Meta perfetta non solo d’estate, ma anche in primavera, per conoscere le meraviglie artistiche e paesaggistiche del luogo, la città vanta uno dei musei più antichi di tutta la Croazia ed è da molti ritenuto anche il più importante.

I reperti del Museo Archeologico di Spalato

Il Museo Archeologico di Spalato è stato fondato nel 1820 a seguito del decreto del governo dalmata di Zara.

La sezione più rinomata è quella dedicata ai reperti di epoca romana. In particolare, una parte dei manufatti provengono dal Palazzo di Diocleziano.

Altri manufatti sono stati rinvenuti negli scavi di Salona. Nel museo è proposto un excursus a partire dal Neolitico, passando per l’Età del Bronzo fino ad arrivare al periodo paleocristiano.

All’interno delle sale sarà possibile ammirare le ceramiche ellenistiche e la vasta serie di statue e sculture che prendono ispirazione dai racconti mitologici degli Illiri.

Non mancano una serie di sarcofagi paleocristiani. Per gli amanti della numismatica sono presenti monete antiche e medievali. Inoltre, uno dei pezzi più apprezzati è il mosaico raffigurante il mito di Orfeo.

Completa il Museo la grande biblioteca posta al piano superiore dell’edificio. In questo luogo si raccolgono circa 30.000 libri che raccontano l’archeologia e la storia della Dalmazia.

Per le tue vacanze culturali, scegli la Croazia. Prenota subito i tuoi biglietti sui traghetti Ancona-Spalato e viaggia con SNAV.

Il Museo del Mare a Procida

A testimonianza dell’immenso valore che il mare rappresenta nella storia e nella cultura di Procida e dei suoi abitanti, il Museo del Mare è nato nel 1996 con l’obiettivo di celebrare e promuovere le tradizioni marinare dell’isola.

Il Museo è collocato all’interno dell’Istituto Nautico “Francesco Caracciolo” di Procida e inizialmente la sua funzione era di natura prettamente didattica, nel senso che era stato istituito appositamente per gli studenti della scuola.

Oggi, invece, il Museo si è trasformato in un luogo aperto ai visitatori, che possono entrare in contatto con documenti e reperti antichi che testimoniano il legame imprescindibile che c’è tra i Procidani e il mare.

Come accade spesso per le piccole isole, storicamente e tradizionalmente gran parte della popolazione di Procida ha nei secoli trovato nel mare il principale mezzo di sostentamento, fino a farne parte essenziale della propria cultura popolare.

A memoria di ciò il Museo del Mare, con le sue due sezioni, una dedicata alla bibliografia, con i suoi archivi ricchi di documenti in cui sono custodite le storie e le tradizioni marinare dell’isola, l’altra invece destinata a reperti religiosi, ex voto, proverbi e canti popolari, è una tappa obbligata per chi vuole conoscere le radici di Procida e immergersi a fondo nella sua cultura.

Non solo, quindi, bellezze paesaggistiche e turismo enogastronomico: Procida, Capitale della Cultura per il 2022, è molto di più. Uno scrigno di tesori antichi che raccontano secoli di tradizioni, usi e costumi visibili tutt’oggi, e il Museo del Mare rappresenta senza ombra di dubbio una delle più fulgide testimonianze in tal senso.

Ricordiamo a tutti che chi vuole visitare Procida partendo da Napoli può scegliere gli aliscafi SNAV, che in breve tempo collegano l’isola al capoluogo partenopeo con una navigazione rapida e sicura. Per maggiori informazioni su orari e partenze, si consiglia di visitare la homepage www.snav.it.

boschi-ischia

La castagna di Ischia

La gastronomia ischitana deve la sua particolarità al fatto di saper mescolare in modo sapiente le suggestioni della cucina di mare con le tradizioni alimentari di terra. Del resto, basti pensare alla morfologia dell’isola per rendersi conto di come mare e montagna coesistano in un equilibrio perfetto ad Ischia, dando vita a generazioni di sapori che appartengono a linguaggi culinari diversi, e che tuttavia riescono a fondersi con grande armonia.

Oggi vogliamo dunque parlarvi della celebre castagna ischitana, vero e proprio simbolo dell’autunno sull’isola, un dono che la natura offre, un dono dalla buccia scura e possente ma dal cuore incredibilmente tenero.

Se desiderate imbattervi nella castagna di Ischia, basta fare un’escursione nei boschi isolani già a partire dagli inizi di ottobre. E’ possibile trovarla sul ciglio dei sentieri di montagna, magari adagiate sulle prime foglie cadute. Il loro colore? Inconfondibile: un marrone scuro che a volte si confonde con le tonalità del rosso, spesso con le tonalità più accese. 

Dal punto di vista nutrizionale, la castagna di Ischia rappresenta una vera eccellenza: è l’alimento ideale per aiutare il corpo a riscaldarsi, specialmente nei periodi più freddi dell’anno.

Non c’è da meravigliarsi se, soprattutto in passato, quando la società era più povera e i consumi erano maggiormente limitati, la popolazione di Ischia collocava la castagna isolana al centro della propria alimentazione. Grazie alle sue proprietà nutritive, era un alimento capace di sfamare tantissime persone meno abbienti.

Questo perché, come è facile intuire, la raccolta delle castagne nei boschi è sempre stata un’attività a costo zero, semplice e alla portata di tutti. La castagna di Ischia, inoltre, costituisce un’ottima materia prima per la realizzazione di altre tipologie di cibo: dalla farina di castagna alle creme al cioccolato, passando per il castagnaccio e per i ravioli fritti dolci.

Se anche voi volete conoscere questa specialità tipica, magari regalandovi un soggiorno autunnale nell’Isola Verde, sappiate che Ischia è raggiungibile tutti i giorni dal porto di Napoli grazie agli aliscafi SNAV; un servizio rapido, veloce che in soli 45 minuti vi aprirà le porte della maggiore delle isole del Golfo di Napoli. Il biglietto può essere prenotato comodamente online su www.snav.it.

capri

La caponata caprese

Il termine “caponata”, diciamocela tutta, è ampiamente abusato nella cucina italiana! E lo è ancora di più quando si parla dei piatti tipici che nascono al Sud del Paese: questo accade perché con “caponata”, in realtà, si possono intendere diversi piatti tipici a seconda della latitudine a cui ci si trova.

C’è chi lo confonde con il concetto di “fresella”, chi lo fa coincidere con una tagliata di verdure, cotte al forno oppure nel tegame; e poi c’è chi, a Capri, gli conferisce un’anima del tutto marinara che ben rappresenta le radici culinarie dell’isola.

E quindi, trattandosi fondamentalmente di un piatto di mare, la caponata caprese non può fare a meno dell’elemento clou della cucina marittima: il pesce.

Ma andiamo con ordine, e iniziamo subito col dire che la caponata di Capri è un piatto fresco, da gustare soprattutto nei mesi caldi, facile da preparare e soprattutto che può essere cucinato in breve tempo.

Il condimento può cambiare in base ai propri gusti personali, ma ciò che non deve assolutamente mancare è del buon pane raffermo da accompagnare a verdure di stagione e del tonno. Anche delle freselle possono rappresentare la base giusta per questo piatto.

Le verdure che si possono aggiungere sono le più svariate: rucola, lattuga, melanzane, carciofini sott’olio. Anche le acciughe possono essere un ulteriore effetto sorpresa, da abbinare magari a mais o a di vario genere come mozzarella o fiordilatte.

Ciò che conta è che il pane raffermo venga bagnato a dovere, in modo tale che si ammorbidisca e risulti più gradevole da addentare; su di esso può essere versato il condimento che si preferisce (consigliamo sempre un po’ di olio a cui aggiungere magari dell’ottimo origano).

Una volta mantecato il tutto, sarà sufficiente adagiarlo sul pane raffermo o sulla fresella, e il gioco è fatto!

Come si è visto, non servono particolari abilità culinarie per preparare una gustosissima e freschissima caponata caprese, da gustare come aperitivo o come antipasto di una cena, magari a base di pesce.

Se desiderate gustare questa e altre prelibatezze della cucina caprese, potete raggiungere l’Isola Azzurra dal porto di Napoli in breve tempo e con una navigazione sicura e ricca di comfort. Le partenze degli aliscafi SNAV sono giornaliere e i biglietti si possono acquistare comodamente online collegandosi al sito www.snav.it.

stromboli-escursioni

Escursioni a Stromboli

Quando si parla di escursioni a Stromboli essenzialmente ci si riferisce al percorso di trekking che porta allo spettacolo naturale costituito dalle esplosioni di lapilli e la sciara di fuoco.

Il sentiero per la salita deve essere effettuato con una guida locale. Soprattutto se si decidere di intraprendere l’escursione al tramonto, in quanto la discesa avviene ormai nelle ore serali e il sentiero buio viene illuminato dalle torce.

La salita non è particolarmente impegnativa, ma naturalmente il percorso è in salita e in estate le temperature elevate la rendono sicuramente più faticosa. Per accedere alla salita bisogna avere scarpe adeguate e una giacca antivento, per la sera, nonché munirsi anche di una maglia di ricambio.

Le guide effettuare più soste durante il percorso per rendere la salita più agevole. Tuttavia, per effettuare il percorso di trekking che porta al vulcano è necessario essere in buona salute. La salita non è consigliata a cardiopatici e asmatici. I bambini possono effettuare il percorso, ma a partire da un’età di 10 anni in poi.

Escursioni a Stromboli di notte

Lo spettacolo della sciara di fuoco può essere ammirato anche di notte e via mare.

Se non hai voglia o le tue condizioni fisiche non ti consentono di affrontare il percorso di trekking, allora potrai sempre ammirare lo spettacolo offerto dallo Stromboli via mare.

Ci sono diverse aziende che effettuano questo servizio.

Escursioni a Stromboli da Vulcano

Stromboli è raggiungibile anche dalle altre isole dell’arcipelago come Vulcano.

L’offerta turistica è quanto mai varia e si possono trovare pacchetti che includono più mete e attività che consentono di godere della bellezza di tutto l’arcipelago.

Come arrivare a Stromboli

Partendo da Napoli potrai arrivare sull’isola eoliana con gli aliscafi per Stromboli SNAV. Prenota subito i tuoi biglietti e approfitta delle numerose promozioni SNAV per acquistare i tuoi titoli di viaggio a prezzi scontati.

lipari-mare

Cosa fare a Lipari: il mare

Ecco una breve guida alla scoperta del mare di Lipari: tutto quello che c’è da sapere su spiagge, escursioni in barca, ristoranti di cucina tipica e alberghi in cui alloggiare.

Se pensate che la maggiore delle isole Eolie faccia al caso vostro, ecco dunque una serie di consigli da non perdere, per vivere al meglio le vostre vacanze isolane all’insegna dell’elemento principe: il mare.

Cosa fare a Lipari

Cosa fare a Lipari è presto detto: se si sceglie di trascorrere qui la propria vacanza, non può esserci che una risposta, ossia godersi appieno le meraviglie naturalistiche che quest’isola ha da offrire ai visitatori. E per viverle a fondo, una full immersion nei paesaggi marini è d’obbligo.

Che si scelga di visitare le spiagge più belle dell’isola, di prenotare un’escursione in barca o di toccare con mano le prelibatezze gastronomiche delle Eolie, il risultato non cambia: il mare sarà sempre al centro delle vostre giornate.

Il mare di Lipari

Con queste premesse, il nostro excursus non può fare a meno di iniziare dalla scoperta delle principali spiagge di Lipari. Trattandosi della sorella maggiore di tutto l’arcipelago, l’isola offre scenari molto diversi tra loro, e proprio per questo è in grado di soddisfare ogni tipo di esigenza. Dagli amanti dello snorkeling alle famiglie con bambini, che necessitano di spiagge attrezzate, fino a coloro che preferiscono i fondali rocciosi, Lipari offre una soluzione a tutti.

Chi desidera una spiaggia attrezzata con ombrelloni, lettini e sedie sdraio, può optare per Canneto, un luogo dotato di qualunque tipologia di comfort.

Preferite una spiaggia selvaggia e riservata? Allora Praia di Vinci è tutto ciò che fa al caso vostro. Non potete fare a meno di innamorarvi degli scorsi paesaggistici più suggestivi e scolpiti dalla natura? Acquacalda e Papesca sono i luoghi più indicati per voi.

E come non citare le spiagge di Porticello e Valle Muria, in definitiva tra le più amate dai turisti di ogni parte del mondo?

Escursioni in barca a Lipari

Vivere Lipari dal mare è la chiave di accesso a un mondo insolito, che difficilmente si riesce a cogliere dalla costa. Ecco quindi che prenotare un’escursione in barca consente di cogliere panorami, paesaggi e sfumature dell’isola che rimangono nel cuore di chi prova questo tipo di esperienza.

E’ possibile acquistare uno dei tanti tour in barca, che possono avere durata variabile in base alla tipologia di giro che viene proposto. Generalmente, la durata minima è di 5 ore; in questo lasso di tempo è possibile effettuare un giro dell’isola, fare il bagno in luoghi difficilmente accessibili dalla costa e ammirare da vicino alcuni dei capolavori naturalistici di Lipari, tra cui i Faraglioni, le calette e le grotte nascoste e Valle Muria.

Ristoranti sul mare a Lipari

E come dimenticarci dell’enogastronomia? Lipari è conosciuta anche per la sua cucina tradizionale, naturalmente legata a doppio filo alla cultura marittima del luogo, perciò quale migliore occasione per fare il pieno di bontà in uno dei più rinomati ristoranti di mare dell’isola?

Tra quelli più conosciuti, possiamo certamente annoverare Sangre Rojo, Il Corallo, Al Tramonto, la Trattoria del Vicolo e La Conchiglia.

Alberghi sul mare a Lipari

E per concludere questa carrellata alla scoperta delle bellezze di Lipari, non possiamo esimerci dal menzionare alcuni tra i più famosi alberghi sul mare presenti sull’isola.

Un’ospitalità calorosa e attenta ai minimi dettagli sarà ciò che troverete da queste parti, all’insegna della tradizionale accoglienza isolana. A voi la scelta: Hotel Cutimare, Antico Palmento, Hotel Amarea, Hotel Carasco e Residence La Villetta sono alcune delle strutture presenti sull’isola.

Per il tuo viaggio verso le isole Eolie scegli gli aliscafi per Lipari SNAV, con partenza da Napoli. Prenota subito il tuo soggiorno.

ibsen-a-ischia

Ischia: Henrik Ibsen a Casamicciola Terme

Henrik Ibsen, il celebre scrittore e drammaturgo norvegese, fu ospite a Casamicciola Terme, nella splendida isola di Ischia.

Era la primavera del 1867, quando Ibsen sbarcò ad Ischia. Lo scrittore trovò alloggio all’Albergo Europa, uno storico hotel dell’isola poi cambiò nome diventando Villa Ibsen,  proprio in onore dell’illustre ospite.

Lo scrittore era un uomo dal temperamento solitario e silenzioso. Si diche che lo scrittore era solito rifuggire la compagnia e allo stesso tempo lo si vedeva spesso aggirarsi sulla spiaggia di Ischia tra le barche, le vele e le reti.

Si racconta anche che i pescatori che provavano a rivolgergli la parola, per scoprirne i pensieri, non ricevessero alcuna risposta. In tal senso, con questo comportamento acquisì il soprannome: il fantasma.

Inoltre, proprio durante il soggiorno ischitano pare che lo scrittore abbia concepito il famoso poema drammatico Peer Gynt.

Riuscì l’isola di Ischia a riappacificare lo scrittore con il mondo? Secondo quanto narrato Ibsen ha aperto una parentesi di clemenza nel suo pessimismo totale, dimenticando gli elementi ragionali del suo paradigma biologico, si è intenerito in sostanza al calore non soltanto del sole, ma degli affetti mediterranei. Ibsen questa volta ha finalmente perdonato un uomo e benedetto una donna.

Ricordiamo ai turisti che questa splendida isola dove ha soggiornato Henrik Ibsen è raggiungibile dal porto di Napoli con gli aliscafi per Ischia SNAV. Prenota subito il tuo viaggio comodamente online su www.snav.it

Ricetta Nacatuli eoliani

La Sicilia e anche le isole Eolie sono famose per tantissime specialità enogastronomiche. Una menzione speciale riguarda in modo particolare i dolci.

Oggi scopriamo come fare i nacatuli, dei deliziosi pasticcini realizzati con pasta frolla e aromatizzati con l’immancabile Malvasia. All’interno un voluttuoso ripieno di mandorle, zucchero, cannella e agrumi vi trasporterà in un’estasi di sapore.

Ma non finisce qui, perché i nacatuli sono finemente intarsiati. Dolci di natale, oggi come accade per tante altre specialità, come per esempio la pastiera napoletana, si possono gustare in qualsiasi periodo dell’anno.

Come preparare i nacatuli eoliani

Per preparare i nacatuli eoliani occorre realizzare prima la pasta frolla e poi il ripieno.

Per l’impasto della frolla siciliana occorre:

  • 1 kg di farina 00
  • 150 g di strutto
  • 150 g di zucchero
  • 2 uova intere e 2 tuorli
  • Un bicchiere di vino Malvasia

Per il ripieno dei nacatuli occorrono:

    • 1 kg di mandorle spellate
    • 800 g di zucchero
    • 150 ml di succo di mandarino
  • 50 ml di liquore al mandarino
  • Scorza di due mandarini grattugiata
  • Un cucchiaino di cannella

La preparazione della frolla siciliana

Disporre la farina setacciata sulla spianatoia con lo zucchero. Aggiungere lo strutto in fiocchi o pezzi, poi le uova e i tuorli al centro. La Malvasia va aggiunta a filo.

Il composto finale sarà una pasta liscia e dall’aspetto omogeneo abbastanza consistente. Dopo aver formato la classica palla, avvolgerla in pellicola e lasciarla riposare in frigo per almeno un’ora.

La preparazione del ripieno dei nacatuli

Iniziamo la preparazione del ripieno dei nacatuli macinando le mandorle con lo zucchero. Unire la scorza dei mandarini grattugiata e la cannella.

Versare il composto in una ciotola e aggiungere il liquore e il succo dei mandarini. Lavorare il composto fino a che non raggiungerà una consistenza omogenea.

Composizione e cottura dei nacatuli eoliani

Prendiamo la nostra pasta frolla e stendiamola con il mattarello o con una tirapasta. La sfoglia dovrà essere molto sottile. Aiutandoci con una forma o un coppapasta ricaviamo dei dischetti in numero pari.

Adesso procediamo inserendo una noce di ripieno al centro del dischetto di pasta frolla da ricoprire con un altro dischetto. Sigillare bene le due sfoglie di pasta. Possiamo utilizzare una rotella dentellata per far aderire i due dischetti. Pizzicare e incidere la parte superiore in modo da abbellirla con disegni.

I nacatuli eoliani presentano motivi abbastanza complessi, quindi con la giusta manualità si possono ottenere dei biscotti dall’aspetto scenico senza pari.

Una volta incisi cuocere i biscotti a 180° finché non avranno raggiunto una leggera doratura. In genere si stimano circa 20 minuti di cottura, quindi conviene controllare la cottura per un risultato ottimale.

Per gustare i nacatuli eoliani in una delle meravigliose isole dell’arcipelago, viaggia a bordo degli aliscafi per le eolie SNAV. Prenota subito il tuo biglietto.