Trekking sulle isole Eolie

Trekking sulle isole Eolie

Le isole Eolie, con la loro bellezza selvaggia, sono perfette per ritrovare tutto il piacere di un contatto profondo con la natura. Questa terra vulcanica è un tripudio di colori e di panorami mozzafiato che meritano di essere scoperti a piedi, nel silenzioso frusciare delle piante e nella meravigliosa sorpresa di essere catapultati in veri e propri angoli di paradiso.

Il nostro excursus inizia dall’isola di Lipari, la più grande dell’arcipelago eoliano. Un percorso di facile percorrenza molto simile a una passeggiata, è quello che passa dalle miniere di Caolino fino alle Terme di San Calogero.

Partendo dalle miniere, si può scendere in un vallone contraddistinto dalla vegetazione per una durata di una ventina di minuti, fino ad arrivare a un pianoro. Da questo punto in poi si percorre una strada costiera, che porta proprio alle Terme di San Calogero. Per saperne di più su questo sito clicca per scoprire le antiche terme di Lipari.

Dalle miniere si più raggiungere anche Punta Palmareto. Quest’ultima è un vero e proprio angolo di pace dove si possono riconoscere i resti di una torre di avvistamento. Se percorrete la strada in mattinata, portate anche un costume da bagno, perché questo luogo è perfetto per ristorarsi con una bella nuotata.

Un ulteriore itinerario è quello che parte da Pianoconte a Valle Muria. Dal punto di partenza del nostro percorso si raggiunge il belvedere di Quattrocchi che rappresente uno dei panorami più belli delle isole Eolie.

Salina è l’isola conosciuta per i ritmi slow, ma anche in questo luogo sarà possibile fare esperienza della natura e della bellezza che contraddistingue tutte le isole dell’arcipelago eoliano.

Una località nota per gli amanti del trekking sono le pendici del monte Fossa delle Felci e il monte Rivi. Qui è possibile ammirare le ginestre, i corbezzoli, le piante di capperi in fiore.

Partendo da Valdichiesa, dal santuario della Madonna del Terzito è possibile intraprendere un sentiero non particolarmente impegnativo, che in circa due ore conduce alla vetta.

Panarea è nota per essere una delle isole più mondane di tutto l’arcipelago. Tuttavia è possibile dedicarsi al trekking a Panarea, scegliendo tra percorsi più o meno impegnativi.

Per una piacevole passeggiata è possibile effettuare il percorso che dalla chiesa dell’Assunta conduce alla Calcara.

Un discorso a parte meritano le isole di Vulcano e Stromboli, particolarmente interessanti per i fenomeni di vulcanesimo sempre attivi.

In particolare, l’esplorazione del cratere di Vulcano si effettua attraverso un sentiero segnalato, che porta alla base della bocca principale del Vulcano. Si consiglia di effettuare la salita con scarpe adatte, in quanto si tende ad affondare nella sabbia nera. Generalmente, a chi intraprende il percorso, sembra di vivere un’esperienza in un paesaggio dall’aspetto lunare.

Chiudiamo la nostra rassegna con Stromboli, la terra di “Iddu”, il vulcano che giorno e notte da spettacolo con le sue scoppiettanti eruzioni. Si possono raggiungere i crateri sommitali obbligatoriamente con una guida esperta.

Le escursioni partono da San Vincenzo, dove associazioni locali effettuano l’accompagnamento mettendo a disposizione le guide. La frequenza delle esplosioni e l’intensità possono far variare l’ascesa fino al Pizzo.

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Pesce spada alla siciliana

Il pesce spada alla siciliana è una ricetta gustosa e ricca di ingredienti semplici e deliziosi. Non è una ricetta difficile da preparare, basta seguire attentamente tutti i passaggi per realizzare un’ottima pietanza di mare che conquisterà tutti i commensali che la assaporeranno.

Gli ingredienti per preparare il pesce spada alla siciliana

Per realizzare questa ricetta occorre anzitutto calibrare la quantità di pesce spada in base al numero di persone, per cui va calcolata una fetta per ogni persona, soprattutto se si serve questa pietanza come secondo o come piatto unico, accompagnato da un eventuale contorno.

Per quattro persone occorrono:

  • 4 fette di pesce spada
  • 400g di pomodorini
  • pinoli e uvetta q.b. (in base alle proprie preferenze, basta una manciata)
  • 2 spicchi d’aglio
  • olive verdi in salamoia
  • costa di sedano
  • cipolla
  • capperi salati
  • 2 foglie di alloro
  • farina q.b
  • olio extravergine d’oliva
  • pane casereccio
  • sale e pepe q.b.

Come preparare il pesce spada alla siciliana

Pomodorini cilieginoMettere l’uvetta in un contenitore con acqua tiepida, così che possa ammorbidirsi. Dopo aver lavato accuratamente le fette di pesce spada, asciugarle, così da poterle infarinare. In una padella riscaldare abbondante olio extravergine, una volta caldo far dorare le fette di pesce spada.

Quando il pesce avrà assunto un bel colore dorato, sollevare dalla padella le fetta di pesce spada e depositarle su un foglio di carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso.

Nella stessa padella far rosolare la cipolla tritata finemente insieme agli spicchi d’aglio schiacciati. Unire i pinoli, l’uvetta ammollata strizzata, il trito di costa di sedano, i capperi dissalati e le olive snocciolate.

Tagliare i pomodorini ed eliminare i semini. Aggiungerli al soffritto e lasciar cuocere per una decina di minuti.

Disporre le fette di pesce spada in una teglia da forno, senza sovrapporle. Cospargere la salsa di pomodorini sulle fette. Aggiungere le foglie di alloro e regolare di sale e pepe. Se necessario aggiungere un po’ d’acqua per fare in modo che le fette di pesce spada siano completamente immerse nel sugo.

Far cuocere in forno, finché il liquido non si sia asciugato, ma allo stesso tempo non risulti secco. Servire caldo, insieme a delle fette di pane casereccio.

Il piatto può essere servito non solo come secondo piatto, ma anche come entrée, servito tagliato a pezzi su crostini di pane.

Non c’è luogo migliore delle isole Eolie, per scoprire la bontà della cucina siciliana. Se sei alla ricerca di traghetti per le Eolie, SNAV mette a disposizione delle unità veloci, con partenze da Napoli che ti farà raggiungere Lipari, Vulcano, Stromboli, Panarea e Salina con una navigazione sicura e confortevole. Prenota subito i tuoi biglietti!

Come scegliere la sistemazione giusta

Ventotene: liquore al mirto

L’isola di Ventotene è nota anche per la presenza abbondante di mirto, che potremo definire un’essenza dominante sull’isola. L’aspetto selvaggio e la macchia mediterranea che ricopre l’isola comprende specie vegetali come il lentisco, il ginepro, il lauro e il leccio, ma il mirto gioca un ruolo importante nella quadro dell’enogastronomia locale.

Meno famoso del celeberrimo liquore al mirto di Sardegna, anche sull’isola di Ventotene si può gustare questa specialità, oppure, riportare a casa le bacche provare a riprodurre il sapore inimitabile di questo liquore.

Per realizzare circa due litri di liquore al mirto occorrono:

  • 400 g di bacche di mirto
  • 1l di alcool puro
  • 1l di acqua
  • 350 di zucchero

Le bacche devono essere messe in infusione nell’alcol in un contenitore di vetro per circa quaranta giorni. Riporre il contenitore in un luogo buio. Una volta trascorso questo tempo, possiamo procedere con la preparazione del liquore.

Prendere il contenitore di vetro e filtrare l’alcool per eliminare le bacche. Porre in una pentola lo zucchero con l’acqua così da elaborare uno sciroppo. Una volta pronto unire l’infuso di mirto allo sciroppo. Imbottigliare il composto e lasciar raffreddare.

Il liquore al mirto avrà un gusto deciso e balsamico, ed è perfetto da offrire anche a fine pasto.

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San Vito Lo Capo

San Vito Lo Capo è una località siciliana, apprezzata per il suo lungo litorale che consente di bagnarsi in acque cristalline. Questa è una delle mete predilette per chi si sposta con la famiglia e presenta anche una spiaggia con servizi dedicati all’accessibilità per gli ospiti disabili.

Rinomata per l’ospitalità San Vito Lo Capo è il posto giusto per vacanze in Sicilia all’insegna del relax e della spensieratezza.

Dove si trova San Vito Lo Capo

San Vito Lo Capo si trova sulla costa occidentale della Sicilia e fa parte della provincia di Trapani, da cui dista circa 40 Km. Questa località si estende dalla Riserva dello Zingaro, che la limita a oriente e il golfo di Castellabate, mentre a occidente è delimitata dal golfo di Macari.

In questo tratto la costa è prevalentemente bassa e sabbiosa. San Vito Lo Capo, infatti, vanta una spiaggia di sabbia dorata lunga circa tre chilometri. La natura è stata particolarmente generosa in questo contesto, in quanto la spiaggia è bagnata da acque trasparenti e l’assenza di forti correnti rendono questo posto perfetto non solo per chi si sposta con la famiglia, ma anche per i nuotatori meno provetti o per chi ha una mobilità ridotta.

La spiaggia presenta una cornice d’eccellenza rappresentate dalle case bianche che contraddistinguono il paese e l’affascinante vista sul promotorio del Monte Monaco. Il borgo non tradisce le sue origine marinare e nei dintorni della città si possono osservare gli uliveti, i vigneti e i mandorli, che costituiscono le coltivazioni tipiche della zona.

La città è anche conosciuta per il Cous Cous Fest, il festival di sapori e civiltà che ogni anno si tiene nel mese di settembre. Questa manifestazione ha lo scopo di celebrare il cous cous come piatto simbolo di pace, ma anche di integrazione tra popoli diversi.

Si ripercorre, idealmente, quella che è stata la storia dell’isola che ha visto nei secoli la fusione e lo scambio culturale con diversi popoli, tra cui gli arabi, che hanno lasciato un segno inconfondibile e tangibile negli usi, costumi, ma anche nella gastronomia, nell’arte e nell’architettura degli edifici siciliani.

La spiaggia di San Vito Lo Capo

Come abbiamo detto la spiaggia di San Vito Lo Capo presenta un litorale abbastanza lungo dove sono presenti tratti per la libera fruizione e lidi attrezzati.

La spiaggia ha avuto diversi riconoscimenti, tra cui anche per il 2020 si riconferma Bandiera Verde, in quanto rientra tra le spiagge consigliate dai pediatri italiani. Il fondale basso e l’assenza di forti correnti è perfetta per far prendere familiarità ai più piccini con il mare.

La spiaggia rientra anche nel circuito Zero Barriere con servizi dedicati a persone con ridotta mobilità. Il principio di base è quello di rendere accessibile il mare a tuttti.

I nuotatori più esperti possono nuotare al largo e godersi anche i fondali con immersioni subacquee o praticando snorkeling. La spiaggia è anche meta per chi ama gli sport acquatici. Si può praticare windsurf, kayak e altri appassionanti sport acquatici.

Cosa vedere a San Vito Lo Capo

San Vito Lo Capo, come abbiamo detto, nasce come borgo di pescatori. Sarà un piacere passeggiare tra le viuzze strette alla scoperta di negozi di souvenir e locali tipici.

In città sono presenti il Santuario di San Vito Lo Capo nella Piazza Santuario. In particolare, il Santuario è stato eretto su una fortezza saracena nel 300.

La Cappella di Santa Crescenzia invece si trova in una zona chiamata Contrada Valanga. Questa cappella è in stile moresco, realizzata proprio in onore della nutrice di San Vito.

Un altro punto di interesse è il Faro di San Vito: con una incantevole passeggiata si avrà la possibilità di scoprire uno dei luoghi simbolo della città. Il Faro è in funzione dal 1959.

Nei dintorni è possibile avere accesso a aree naturali protette, tra cui possiamo annoverare la Riserva dello Zingaro e la Riseva del Monte Cofano. Luogo altrettanto suggestivo è la Caletta del Bue Marino, ritenuto tra le più belle spiagge di San Vito insieme alla spiaggia della Baia di Santa Margherita.

Si possono visitare anche la Tonnara del Secco. Quest’ultima era un importante centro per la lavorazione del tonno che risale al 1411. Il sito è stato abbandonato nel 1965.

Intorno alla città si possono fare diverse escursioni e affrontare percorsi di trekking.

Come arrivare a San Vito Lo Capo

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Sardegna: Isola Rossa

Tra le mete più amate della Sardegna c’è Isola Rossa, un piccolo borgo di pescatori, diventato un polo attrattivo per il turismo della regione. La bellezza della natura e i tramonti infuocati, nonché le spiagge bianche e il mare cristallino.

Dove si trova Isola Rossa

Isola Rossa si trova nel comune di Trinità d’Agultu e Vignola, sulla Costa Rossa. Quest’ultima è il tratto costiero della Gallura che si trova tra Santa Teresa e Badesi nel Nord della Sardegna.

Il centro di Isola Rossa presenta una via principale dove si svolgono le attività principali e un lungomare che si estende verso il porto. La cittadina offre diverse strutture ricettive, ristoranti, bar vista mare, negozi di prodotti tipici e molto altro ancora, proprio per accogliere al meglio i turisti.

Le spiagge di Isola Rossa

La spiaggia più nota è la Spiaggia Longa, la quale è situata fra le scogliere Li Bicchi Russi e il belvedere. La spiaggia si trova vicino al centro abitato. La particolarità di questo luogo è caratterizzata da una fontana naturale che prende vita proprio al centro dell’arenile.

Un’altra località molto apprezzata, soprattutto da chi va in vacanza con bambini a seguito, è la Spiaggia di Sa Marinedda. La spiaggia è situata prima del borgo dei pescatori. Questa località è anche un paradiso per gli appassionati degli sport acquatici come surf, wakeboard e windsurf.

Un’altra meta da non perdere è Li Cossi, la quale è ritenuta una delle spiagge più belle di Isola Rossa. Il fondale profondo e smeraldo è meno adatto a chi si sposta con i bambini, ma si dimostra un vero e proprio paradiso per le immersioni.

Cosa fare a Isola Rossa

Come abbiamo detto un’attrattiva del posto sono le spiagge, dove scegliere se trascorrere le giornate all’insegna de relax oppure se dedicarsi agli sport acquatici e allo snorkeling.

Il centro cittadino è il luogo ideale per assaporare la cucina tipica oppure godersi un aperitivo al tramonto. Ci sono anche diversi percorsi di trekking per gli appassionati di escursionismo. In particolare, ci sono sentieri di bassa e media difficoltà che consentono anche di far scoprire spiagge e cale più nascoste e completamente immerse in una natura incontaminata.

Si possono effettuare anche delle gite in barca verso la Corsica o verso l’Arcipelago della Maddalena.

Per il divertimento di grandi e piccini c’è il parco acquatico di Acquafantasy con scivoli, piscine e tantissimi altri servizi che lo rendono perfetto per una giornata spensierata. Tra i monumenti da vedere c’è la torre spagnola risalente al 1595.

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Itinerari da Spalato

Spalato: la Riva

Tra i luoghi iconici della città di Spalato c’è sicuramente la Riva, il lungomare adornato di palme, dove d’estate si affollano i nuomerosi turisti della città e gli abitanti.

La Riva di Spalato ha iniziato ad assumere la sua conformazione attuale circa due secoli da, quando nel paese era presente l’occupazione napoleonica. In quel tempo, infatti, il maresciallo Marmont governava la Dalmazia e proprio a questa personalità si devono l’avvio di diversi lavori pubblici, che lo resero anche benvoluto dalla popolazione locale.

Ad oggi la Riva ha un ruolo centrale nella vita sociale della città di Spalato, infatti, viene chiamato anche il “salone degli spalatini”, dato che viene ritenuto uno dei più importanti spazi pubblici della città.

Split Riva waterfront palm walkway evening view, Dalmatia, Croatia

L’assetto della Riva ha subito diverse modifiche nel corso del tempo, in quanto è stata più volte ristrutturata e ampliata. Il luogo è reso ancor più spettacolare dalla presenza della facciata meridionale della città.

Altri edifici che si possono ammirare passeggiando sulla Riva sono la chiesa con il convento di San Francesco e il Palazzo Bajamonti Dešković a ovest, mentre andando verso este c’è l’edificio della Capitaneria del Porto.

La Riva oggi è un’area interamente pedonale, dove sono presenti diversi locali, dal bar al ristorante tipico dove poter assaporare la cucina spalatina, oppure godersi un cocktail nel dopocena.

Ci sono anche diverse panchine dove poter sostare e ammirare il panorama sul mare Adriatico. Sicuramente sarà piacevole godersi un momento di pausa in questo luogo per concedersi quattro chiacchiere all’aria aperta o semplicemente leggere un libro.

Inoltre, la Riva è un punto di riferimento per gli eventi culturali più importanti che contraddistinguono la città di Spalato. La Riva è anche un foro politico dove avvengono eventi e raduni di tal genere.

Spettacolare è l’allestimento in occasione dei festeggiamenti di San Doimo, patrono della città. Durante i i giorni di Sudamje, che si svolgono nel mese di maggio, gli spalatini si ritrovano proprio in questo luogo, per partecipare agli eventi in programma.

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Capri: Chiesa di Santo Stefano

Uno dei punti di riferimento dell’isola di Capri è sicuramente la chiesa di Santo Stefano. Questa chiesa monumentale è stata la cattredrale dell’isola dal 1560 al 1818, prendendo il posto riservato, fino ad allora alla chiesa di San Costanzo, conosciuta, ad oggi, con il nome di Maria Santissima della Libera.

La costruzione della chiesa di Santo Stefano

La chiesa di Santo Stefano fu costruita sulla struttura di un’altra chiesa, dedicata a Santa Sofia. Secondo le testimonianze in questo luogo si ergeva anche un vecchio monastero benedettino, le cui origini sono datate al 580 d.C.

Del precedente impianto rimane solo il campanile, quest’ultimo situato proprio sulla Piazzetta.

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Autore: ell-r-brown

La chiesa di Santo Stefano è stata realizzate nel 1688 dal progetto dell’architetto Francesco Antonio Picchiatti, ed eseguite dal mastro muratore amalfitano Marziale Aniello Desideri.

La cattedrale fu consacrata dal vescovo Michele Vandeneyndel il 17 maggio 1723, diventando a tutti gli effetti la cattedrale di Capri. I lavori definitici terminarono nel 1751 quando fu sistemato il coro e furono definiti alcuni particolari interni.

Il 1818 fu l’anno della soppressione della diocesi di Capri, che perse la sua funzione di sede vescovile, senza tuttavia perdere di importanza per la popolazione caprese.

Come si caratterizza architettonicamente la chiesa di Santo Stefano?

La chiesa di Santo Stefano unisce diversi elementi architettonici di rilievo. La facciata presenta una trabeazione che la divide in due. Al centro è presente il grande portone di ingresso decorato con finti riquadri i marmo.

Sono presenti anche due portoni laterali. Entrambi sono sormontati da nicchie con  statue di santi. La parte superiore presenta un finestrone centrale.

La pianta della chiesa è a croce latina ed è divisa in tre navate. La navata centrale è sormontata da una volta a botte. Sulle navate laterali sono presenti le cappelle, due per ogni lato.

Alcuni particolari come la pavimentazione, sono ricavati da altri edifici. In particolare i marmi policromi che ritroviamo nel pavimento provengono da Villa Jovis.

All’interno delle cappelle sono presenti diversi dipinti e statue, realizzate da importanti artisti del tempo. Spiccano anche opere realizzate da allievi della Scuola di Solimena e della Scuola di Luca Giordano.

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Ischia: polpo patate e cozze

Oggi parliamo di un piatto che ha tutto il sapore dell’estate e che caratterizza la cucina ischitana. Parliamo di una ricetta che unisce tre ingredienti semplici come le cozze, il polpo e le patate, ma che crea un armonia di gusto assolutamente irresistibile.

É arrivato il momento di allacciare il grembiule e preparare questa deliziosa ricetta proveniente direttamente dall’Isola Verde.

Quali sono gli igredienti per preparare un’isalata con polpo, patate e cozze?

Quando si preparano piatti deliziosi come questi indicare le dosi è può essere una vera e propria sfida, perché non si smetterebbe mai di mangiarli!

Per realizzare questa ricetta per 4 persone generalmente occorrono:

  • 1 polpo da circa 500g, oppure due polpi medi piccoli di circa 250 grammi l’uno
  • 100 grammi di cozze sgusciate
  • 4 patate medie
  • mais
  • un pomodoro di Sorrento o, in alternativa, un pomodoro adatto per l’insalata
  • olive nere
  • mezzo bicchiere di vino
  • uno spicchio d’aglio
  • origano e sale q.b.

Come preparare un ‘insalata di polpo patate e cozze?

Lavare accuratamente le patate, in maniera tale non rimanga traccia di terra, così da poterle cuocere insieme al polpo. Il polpo e le patate hanno cotture differenti, per cui è necessario sollevare le patate dopo circa dieci o quindici minuti dal raggiungimento del bollore.

Altra alternativa è prelevare parte dell’acqua del polpo e lessare le patate in quell’acqua, così che il tubero ne assorba il sapore. Una volta lessate le patate, spellarle e tagliarle a pezzi.

Mentre il polpo termina la sua cottura dedichiamoci alle cozze. Una volta pulite ed eliminato ogni residuo, cuocerle in padella con un filo d’olio, uno spicchio d’aglio e mezzo bicchiere di vino.

Possiamo preparare adesso la base dell’insalata, mentre le preparazioni terminano la cottura. Dopo aver sciacquato il pomodoro di Sorrento, tagliatelo a dadoni. Aggiungere il mais, le olive nere, sale e l’origano .

Come servire l’insalata di polpo patate e cozze

L’isalata di polpo con patate è cozze può essere servita come piatto unico oppure può costituire un delizioso antipasto.

Può esssere servita fredda, oppure creando un mix tra elementi tiepidi, caldi e freddi, per creare un equilibrio di sapori e sprigionare al meglio il sapore delle spezie come l’origano.

L’insalata può essere servita in una pirofila da porre al centro della tavola, per consentire ai commensali di servirsi in autonomia. In caso si offra il piatto come antipasto, può essere servito in ciotoline di ceramica rotonde, oppure, nel caso di un allestimento di un buffet, può essere presentato in barchette di bamboo, che ricordano il mare.

Qualunque sia la tua scelta, goditi il piatto!

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