Sardegna: Cala Gonnone

Cala Gonone

Sardegna: Cala Gonnone

Cala Gonone è uno dei luoghi più suggestivi della Sardegna ed è l’unica frazione del comune di Nuoro. La caratterista del territorio è che si contraddistingue per l’aspetto collinare che degrada in maniera ripida verso la costa del Golfo di Orosei.

Qui la natura è stata generosa e offre un clima mitigato dalla presenza del mare che rende gli inverni miti e le estati calde e asciutta. Periodicamente fa la sua comparsa il maestrale, che con le sue folate irregolari.

La storia di Gonone

Il nome di questa località probabilmente deriva dal sostantivo nuragico “gonno”. Il significato di questa parola era, per l’appunto, “collina” o “terra emergente”.  Questo luogo era abitato già in epoca nuragica, in seguito si riscontrano insediamenti risalenti all’epoca romana e bizantina.

Dopo lo spopolamento che contrassegnò quest’area nell’anno 1000 il litorale fu utilizzato come punto di approdo nel periodo medioevale. L’attuale centro abitato di Gonone nacque con la costruzione della chiesa che avvenne nel 1878. La colonia che si insediò in quest’area era composta principalmente da pescatori provenienti dall’isola di Ponza.

Lo sviluppo di questa località, nell’ambito turistico e balneare risale all’inizio del XX secolo e si sviluppa soprattutto nella seconda metà del Novecento. Sono sorti diversi complessi turistici, proprio per far fronte al crescente interesse verso le spiagge e  La costa, contraddistinta da gole e insenature, offre uno spettacolo naturale particolarmente suggestivo.

Tra le attrazioni della cittadina è presente l’Acquario che si trova nella zona chiamata La Favorita. Questo è uno degli acquari più grandi della Sardegna con le sue venti vasche espositive dove si possono ammirare la flora e la fauna marina autoctona e non solo. Questa è una tappa imperdibile per chi viaggia con bambini.

La maggior parte delle strutture ricettive presenti in zona sono state create dalla riqualificazione di edifici preesistenti. Sono presenti in zona anche un campeggio e un’area sosta per i camper.

Come raggiungere le cale 

Come abbiamo già detto la caratteristica del litorale è rappresentata dalla presenza di più cale. Tra queste ultime le più note sono Cala Cartoe, Ziu Martine, Cala Fuili e Cala Luna. Altra località molto conosciuta è rappresentate dalle grotte del Bue Marino. Queste ultime hanno la caratteristica di partire dalla costa per poi entrare nella montagna per diversi chilometri.

Le grotte del Bue Marino erano in passato, il rifugio prediletto dalla foca monaca che stanziava in quest’aria della Sardegna. Ad oggi non si registrano più avvistamenti nell’area, per cui questa specie è data per estinta in questa zona.

Le cale del golfo sono raggiungibili via mare oppure tramite sentieri nella natura presenti nell’entroterra.

Se stai organizzando una vacanza itinerante in Sardegna e ti sposti con l’auto, la moto o il camper, scegli i traghetti Genova – Porto Torres.

Ischia gluten free

Le intolleranze alimentari, al giorno d’oggi, non sono più un ostacolo per chi ha voglia di viaggiare: specialmente per chi soffre di celiachia, ossia di intolleranza al glutine, è sempre più facile trovare ristoranti, locali e pizzerie in cui è possibile consumare pietanze che siano al 100% gluten free. 

L’isola d’Ischia, da questo punto di vista, non fa eccezione, anzi si presenta come una meta all’avanguardia per quanto riguarda questa tipologia di ristorazione: noi di SNAV volevamo dunque condividere con voi una piccola guida ai migliori luoghi in cui mangiare senza glutine a Ischia.

Facciamo una premessa tanto doverosa quanto ovvia: chi è celiaco sa perfettamente cosa può mangiare e cosa no, e la stragrande maggioranza dei ristoranti di qualsiasi luogo è in grado di servire piatti del tutto privi di glutine (pensiamo ad esempio alle insalate, al pesce, ai cibi a base di carne). 

Tuttavia, chi è in vacanza a Ischia e non vuole rinunciare al piacere di un buon piatto di pasta o a una pizza, può tranquillamente scegliere una di queste location a pranzo o a cena:

  • Ristorante Dortas, in via Edgardo Cortese 7, Ischia Porto
  • Corbaro Park Restaurant, in via Corbaro 24 a Forio
  • Aenaria Beach, in via Venanzio Marone, Ischia Porto
  • Ristorante Pizzeria Il Giardino, in via Nuova Carta Romana, Ischia Ponte
  • La terrazza di Mimì, in via Porto 92, Ischia Porto
  • Zio Peppe, via Leonardo Mazzella 140, Ischia
  • Ristorante Coquille Lounge Bar, presso Relais Corte degli Aragonesi, La Piazzetta, Ischia Porto

Questa che proponiamo è soltanto una piccola selezione: in realtà, su tutta l’isola è possibile trovare ristoranti che offrono una gustosissima cucina senza glutine. Naturalmente, la tradizione mediterranea è il tratto d’unione che lega gran parte di queste location: ecco quindi che potrete gustare squisite ricette a base di pesce e frutti di mare, magari con il pescato del giorno, oppure la pizza, che da queste parti è d’obbligo! L’affinamento delle tecniche di preparazione, in molti casi, rende possibile un risultato finale che dal punto di vista del sapore e della consistenza non si discosta più come in passato dalla normale pizza: provare per credere.

Prenotate dunque il vostro prossimo viaggio a Ischia scegliendo il servizio di aliscafi SNAV, con partenze giornaliere da e per Napoli.

Sicilia: Cala Paradiso

Tra le spiagge più belle della Sicilia c’è sicuramente Cala Paradiso. Questo angolo nascosto e incontaminato è un vero e proprio “paradiso” per gli amanti della natura e della tranquillità.

Dove si trova Cala Paradiso?

Cala Paradiso si trova nel territorio di Licata, cittadina situata a sua volta nella provincia di Agrigento. La costa licatese è rinomata per le spiagge che offrono un paesaggio suggestivo e acque cristalline.

Inoltre, Cala Paradiso si trova tra due spiagge ben note quali Torre San Nicola e la Rocca. Se si sta organizzando un tour per le spiagge della Sicilia, sicuramente Cala Paradiso merita una visita, proprio perché quest’ultima è valorizzata da uno scenario paesaggistico unico al mondo.

Il litorale è per lo più sabbioso, quindi, l’accesso al mare non è particolarmente difficoltoso. Lo stesso non si può dire dell’accesso alla località di Cala Paradiso, perché ci si arriva dopo un passeggiata nella natura. La spiaggia non presenta un lido attrezzato, quindi, si consiglia di avere con sé tutto quello che serve per godersi la giornata al mare.

Come arrivare a Cala Paradiso?

Per arrivare a Cala Paradiso in auto o in moto bisogna percorre lastrada Provinciale 67 (San Michele). Una volta arrivati alla rotonda, bisogna seguire le indicazioni riportate per Mollarella – Poliscia. Attenzione: bisogna girare a destra prima di prendere la strada che costeggia il canalone.  Percorrendo la strada per un centinaio di metri si arriverà a un bivio. A questo punto bisogna percorrere la strada in salita a sinistra in direzione lido Cala del Re. Per arrivare a Cala Paradiso, bisogna continuare a percorrere la strada e, una volta superato, il parcheggio del lido, dopo una decina di metri è arrivato il momento di parcheggiare il proprio veicolo e continuare a piedi in direzione mare.

Perché visitare Cala Paradiso?

Se si è amanti della natura più incontaminata allora questa spiaggia farà al caso tuo. In particolare, se sei amante della fotografia e viaggiare significa anche documentare posti e gli angoli più belli di un territorio, allora Cala Paradiso costituisce sicuramente il luogo ideale per degli scatti mozzafiato.

In più, se si viaggia in coppia è un luogo romantico dove farsi travolgere dalla bellezza e dalla tranquillità. La posizione stessa della spiaggia, infatti, la protegge dalla presenza massificata di turisti.

Per arrivare in Sicilia con auto o moto a seguito?

Per arrivare in Sicilia si possono scegliere diverse soluzioni, in base alla propria città di partenza. Potrai effettuare il viaggio per la Sicilia con moto o auto a seguito prenotando i biglietti per il traghetto Civitavecchia Palermo, per il traghetto Genova Palermo oppure scegliendo la tratta servita dalla nave Napoli Palermo.

Il fascino di Casablanca

A molti di voi il termine “Casablanca” potrebbe evocare inevitabilmente il leggendario film del 1942, diretto da Michael Curtiz e interpretato Humphrey Bogart e Ingrid Bergman; in questa breve guida vi parleremo invece delle maggiori attrattive che potrete trovare in questa metropoli del Marocco, qualora desideraste di sceglierla come meta del vostro prossimo viaggio. 

Casablanca rappresenta il principale scalo portuale del Paese: potrete raggiungerla anche imbarcandovi da Genova a Tangeri, e percorrere l’autostrada A1 per circa 3 ore e 30 minuti. L’automobile potrete portarla al seguito, o magari noleggiarla direttamente al vostro arrivo a Tangeri. 

La città, pur presentandosi come una moderna metropoli, conserva intatto ancora oggi il suo fascino antico attraverso una lunga serie di edifici storici. Il più celebre di questi è la moschea di Assan II, la terza più grande al mondo dopo quelle di Medina e La Mecca; troverete poi il Santuario di Sidi Abderrhaman, che si erge su una roccia che emerge dal mare, ed è dunque accessibile soltanto quando c’è bassa marea (attenzione però: l’ingresso è accessibile solo se si è di religione musulmana).

Come in tutte le grandi città del mondo arabo, poi, non possono mancare la medina e il souk: ubicati nella parte antica, si caratterizzano per le strade strette e tortuose, e per la presenza di mercati all’aperto in cui potrete acquistare souvenir e regali da portare ai vostri familiari o agli amici. 

Naturalmente, Casablanca vuol dire anche divertimento: se siete amanti dello shopping, non lasciatevi sfuggire il Morocco Mall, un imponente centro commerciale sull’oceano ricco di boutique di lusso, ristoranti e l’Acquadream, un gigantesco acquario. Un accenno lo merita anche la gastronomia del luogo: qui troverete numerosi ristoranti che vi serviranno le più prelibate specialità culinarie della zona, tra cui l’intramontabile cous cous, il tajine (carne speziata cotta in una pentola caratteristica) e tanto, tanto vino: ricordiamo infatti che il Marocco è celebre per i suoi vigneti, che prosperano grazie al clima mite di queste zone.

Anche gli amanti della vita notturna avranno il loro divertimento, grazie ai numerosi cocktail bar che caratterizzano la zona del porto e ai locali in cui è possibile ballare o ascoltare musica dal vivo.  

Barcellona: i montaditos

Chi visita la Spagna non può certo esimersi dall’assaggiarli: stiamo parlando dei celebri montaditos, squisite leccornie che rappresentano uno dei must culinari a cui non ci si può sottrarre se si è in vacanza a Barcellona

Per chi non lo sapesse, stiamo parlando di piccoli panini imbottiti che possono essere di forma rotonda o più allungata. La loro farcitura è una sfida all’immaginazione, nel senso che può avvenire nei modi più fantasiosi che possano esistere! Tanto semplici quanto gustosi: sembra essere questo il segreto (neanche tanto nascosto) dei montaditos, protagonisti indiscussi dell’aperitivo spagnolo, spesso e volentieri serviti insieme alle altrettanto famose tapas e ai migliori piatti tipici di Barcellona

Sebbene la loro comparsa (soprattutto tra le strade delle nostre città) sembri essere una moda piuttosto recente, i montaditos hanno in realtà un’origine antichissima che risale addirittura al XV secolo, e si ricollegano alle tradizioni della cucina tradizionale della penisola iberica. Pochi ingredienti, semplici da reperire, con cui farcire piccoli pezzi di pane: ecco che i montaditos si sono fatti spazio nelle abitudini alimentari degli abitanti di Barcellona e, più in generale, di tutta la Spagna. 

I montaditos più famosi, di solito, sono quelli imbottiti con carne, specialmente quella di maiale. Come non citare il serranito, che viene farcito con filetto di lombo, una fetta di prosciutto iberico e del peperone fritto? Per non parlare della versione con tortilla di patate e maionese, altro biglietto da visita della cucina tipica spagnola. Molto celebri sono anche i montaditos riempiti con pancetta grigliata, pomodoro e maionese, oppure quelli a base di pesce, molto più frequenti nelle zone di mare. Come vi abbiamo anticipato poc’anzi, non c’è davvero limite alle combinazioni che potrete trovare! 

Vi proponiamo dunque una lista di locali di Barcellona in cui potrete assaporare i montaditos più buoni della città e a prezzi davvero popolari:

  • 100 Montaditos, celebre catena che gestisce numerosi fast food in tutta Europa (anche qui in Italia non è difficile imbattersi in uno di questi locali, soprattutto nelle principali città): a Barcellona potrete trovarlo praticamente in ogni quartiere!
  • Ciudad Condal sulla Rambla de Catalunya
  • Cerveseria Catalana, caller de Mallorca 236
  • Can Paixano, carreer de la Reina Christina 7 

Non resta dunque che prenotare il prossimo viaggio verso Barcellona e prepararsi a gustare questi saporitissimi panini della tradizione gastronomica spagnola!

 

Tortano o Casatiello?

Ci stiamo preparando al periodo pasquale e ritornano nei banchi dei panifici alcune specialità tipiche come il tortano e il casatiello. Sono entrambe due specialità rustiche molto apprezzate e particolarmente amate non solo dai partenopei, ma in tutta la regione e dai turisti, che generalmente scelgono di trascorrere le vacanze pasquali in Campania.

Molto spesso confusi tra di loro, pur se contenenti un gustoso ripieno a base di formaggio e salumi, il casatiello e il tortano sono in realtà diversissimi tra di loro. L’origine di queste ricette napoletane si perdono nei tempi antichi.

Il nome del casatiello, probabilmente deriva da “caso”, che significa “formaggio”. Il ripieno del casatiello, infatti, si contraddistingue per la presenza di abbondante pecorino, che tende a dare a questo pane condito il suo sapore peculiare. Il tortano, allo stesso tempo è un pane condito, però diverso nell’aspetto e nella consistenza.

Quali sono le differenze tra tortano e casatiello?

La prima differenza tra tortano e casatiello sta, innanzitutto nella composizione del ripieno. Nel casatiello, infatti, protagonista è il salame a cui si abbinano parmigiano, pecorino e provolone. L’impasto è condito con sugna e pepe. La caratteristica peculiare è sicuramente costituita dalle uova, che nella simbologia locale rappresentano la Resurrezione. Queste ultime sono sistemate sulla sommità della ciambella, incastonate nell’impasto e bloccate da strisce di pasta poste a croce.

Il tortano è un impasto fatto con la sugna, ma la sua composizione interna era più povera, costituita principalmente da cicoli. Il tratto distintivo di questo rustico e la lievitazione e la dimensione che lo rende molto più alto del casatiello. Via, via con il passare del tempo, il ripieno del tortano si è arricchito di ulteriori salumi e formaggi e delle uova soda, presenti sempre all’interno.

Nel corso del tempo si sono andate ad affermare diverse versioni di queste ricette. Si potrebbe quasi affermare che ogni famiglia ha i suoi segreti per rendere il tortano e il casatiello i veri protagonisti della tavola. E per chi vuole provare una versione alternativa, è sempre possibile creare a casa il tortano di carciofi alla maniera di Procida.

Il Castello di Durazzo

Se si trascorrono le proprie vacanze a Durazzo non è possibile evitare di visitare il centro storico di Durazzo.  Quest’ultimo è il cuore antico della città, che dimostra i natali antichissimi di questa città.

Tra le attrazioni archeologiche della città, infatti, non spicca solo l’Anfiteatro romanico, quest’ultimo tra i più grandi costruiti nell’area balcanica, ma anche il Foro, i bagni termali e il Castello antico della città.

Il castello di Durazzo si trova a poca distanza dal lungomare cittadino. Percorrendo le vie principali del centro storico si possono osservare i resti delle mura, che un tempo difendevano la città dall’incursione dei barbari.

La fortezza fu costruita intorno al V secolo d.C.  per volontà dell’imperatore bizantino Anastasio I Dicoro. Quest’ultimo era nativo di Dyrrachium (antico nome di Durazzo), e decise di rafforzare le difese della città con una possente cinta muraria collegata al castello.

In quel tempo, la città era sta appena messa in ginocchio da un devastante terremoto, per cui vi era la necessità di una ricostruzione e di un restauro anche della cinta muraria.

Questa costruzione, così concepita, con torri di guardia, poste a sessanta metri circa, l’una all’altra, rese  Durazzo una delle città più fortificate di tutta la regione adriatica.

La città fu poi una roccaforte dei veneziani, come dimostra la Torre Veneziana  risalente al XV secolo. La torre vanta un diametro di 16 metri di larghezza, mentre l’altezza è di poco superiore ai 9 metri.

La torre presenta un solo piano e una rampa di scale che conduce il visitatore fino alla torre merlata dalla quale si può godere di un meraviglioso panorama.

Proprio sulla terrazza della Torre Veneziana è stato allestito un cocktail bar, che tuttavia non ha stravolto l’impianto originale dell’area fortificata.

 

Panarea: Ginostra il film

L’Italia è un paese amato per produzioni cinematografiche che fanno del paesaggio un protagonista aggiunto. Questo è il caso di Ginostra, il film di Manuel Pradal ambientato nella più piccola delle isole Eolie, Panarea. Il film riunisce un cast internazionale che vede protagonisti Harvey Keitel e Andie McDowell, affiancati da volti noti della fiction e del cinema nostrano come Francesca Neri, Asia Argento, Stefano Dionisi e Mattia de Martin.

Presentato al Toronto Film Festival 2oo2, la trama si sviluppa in un giallo avvincente. Il protagonista è Matt Benson, investigatore dell’FBI, interpretato da Harvey Keitel, il quale è appena stato trasferito a Panarea. La ragione del trasferimento è da riscontrare in un accordo di cooperazione tra intelligence fra Italia e Stati Uniti.

L’investigatore si trasferirà con tutta la famiglia, composta dalla moglie Jessie (Andie McDowell) e la loro figlia di 5 anni Tina. Lo scenario incantevole dell’isola conquista da subito i protagonisti, che iniziano la loro esperienza isolana in una meravigliosa casa situata proprio di fronte al vulcano di Ginostra, con tanto di baia privata.

A  interrompere questo quadro quasi idilliaco concorrerà l’incontro tra Matt con Ettore Greco. Quest’ultimo è un bambino di 11 anni vittima della mafia, con il quale l’investigatore instaura da subito un legame. Ettore è solo e ha perso la sua intera famiglia per un’autobomba.

Matt decide, per ragioni di sicurezza, di portare Ettore con sé a casa. Nel corso della vicenda sarà poi svelato il segreto che lega l’uomo al ragazzino e che darà vita al giallo.

E tu hai visto questo film?

Per rivivere le emozioni di questo appassionante thriller, scopri l’isola di Panarea con SNAV.