Spaghetti alla procidana

Spaghetti alla procidana

Gli spaghetti alla procidana sono una vera bontà imperdibile, soprattutto per chi ama le specialità a base di pesce. Replicare questa ricetta è molto semplice e bastano pochi ingredienti e pochi semplici passaggi. Vediamo insieme come preparare un ottimo piatto di spaghetti alla procidana.

Ingredienti 4 persone:

1 polpo
olio extravergine d’oliva quanto basta
scorza grattugiata di 1 limone
prezzemolo
300g di spaghetti
sale e pepe

Pulire accuratamente il polpo e lessarlo in una pentola capiente che possa contenerlo comodamente. I tempi di cottura possono variare in base alla grandezza del polpo. Una volta pronto scolarlo, senza buttare via l’acqua. Tagliare il polpo in piccoli tocchetti, condirlo con olio, sale, prezzemolo e la scorza grattugiata di limone.

Intanto cuocere la pasta nell’acqua del polpo, portata a bollore. Scolare gli spaghetti al dente. Unire la pasta al polpo. Completare il piatto con un pizzico di pepe.  Mescolare gli ingredienti accuratamente. Servire immediatamente.

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Pasta con i ricci eoliana

pasta ai ricci di mare all'eoliana

Tra le prelibatezze della cucina eoliana non possiamo non annoverare la pasta condita con i gustosi ricci di mare. Per creare questa deliziosa bontà occorrono pochi ingredienti, il cui connubio creerà un’esplosione di sapore. L’unica avvertenza che serve osservare, quando si prepara la pasta ai ricci di mare, è quella di prestare attenzione proprio quando si puliscono i ricci, che come è noto si contraddistinguono per le spine molto appuntite.

Per preparare i la pasta con i ricci occorrono i seguenti ingredienti:

Ricci di mare freschissimi (circa 10 ricci a porzione)
aglio e peperoncini tritati fini
olio extravergine di oliva
prezzemolo q.b.
spaghetti o pasta lunga (circa 70gr a porzione)

Pulire i ricci con l’apposito attrezzo apriricci oppure utilizzando le forbici. Prelevare l’interno con un cucchiaino e sciacquarlo in un contenitore con acqua e metterlo da parte. Aggiungere ai ricci un po’ d’olio extravergine d’oliva e prezzemolo. Se si preferisce si possono aggiungere anche dei pomodorini tagliati.

Preparare il soffritto con olio, aglio e peperoncini, questi ultimi tagliati molto finemente. Quando l’acqua bolle, cuocere la pasta fino a cottura desiderata. Quando il soffritto e la pasta saranno pronti unire i ricci al soffritto e poi versare tutto sugli spaghetti fumanti. In questo modo i ricci non cuoceranno ma assumeranno calore e daranno al piatto un profumo unico.

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Sciurilli: piatto tipico campano

La tradizione culinaria campana offre, agli amanti della buona cucina, tantissime prelibatezze, dai primi ai dolci, passando per i secondi, i contorni e le fritture.

Nelle friggitorie di Napoli non mancano mai quelle che sono considerate da sempre un simbolo della gastronomia napoletana: le pizzette di sciurilli. Questo gustoso prodotto tipico partenopeo non è altro che il fiore di zucchina ancora chiuso, passato in pastella, fritto in olio bollente e salato. Vendute nelle friggitorie napoletane insieme ad altri “monumenti del fritto” quali gli scagliozzi, la pasta cresciuta, i panzarotti (crocchè di patate) e le palle di riso (arancini tondi), i sciurilli rappresentano un must per gli amanti della frittura.

In estate si ha la produzione massima di zucchine, è infatti il periodo perfetto per la nascita dei suoi gustosi fiori, ottimi da mangiare, oltre che fritti, anche ripieni o amalgamati nei risotti o nella pasta. I gustosissimi sciurilli hanno un colore arancio vivo e dominano nei classici “cuoppi” delle pizzerie e friggitorie campane insieme agli altri prodotti del fritto.

Solitamente vengono serviti come antipasto nei menù dei ristoranti campani, come prodotto tipico di questa meravigliosa regione d’Italia, ma si possono consumare tranquillamente anche associati ai secondi, o come semplice pasto di “sfizio” durante la giornata. In una bella sera d’estate, magari durante una cena consumata all’aria aperta in riva al mare, un antipasto o uno stuzzichino di sciurilli, da mangiare caldi e appena fritti, è davvero l’ideale!

Come si preparano i sciurilli?

Vanno puliti per bene i fiori di zucchine: lavare e asciugare dopo aver eliminato la base e il pistillo. Mettere in una grande ciotola la farina “a fontana”, versarci un uovo dentro e mescolare con le mani attentamente ed aggiungendo man mano del lievito sciolto in acqua tiepida. Una volta che l’impasto è morbido e compatto, si aggiungono i fiori di zucchina, sale, pepe e parmigiano, e si torna ad impastare il tutto; terminata questa operazione l’impasto dovrà esser messo a lievitare sotto uno strofinaccio pulito per un tempo poco inferiore alle due ore.
Scaldare in padella dell’olio abbondante e friggervi le “pizzette”, prendendo l’impasto con un cucchiaio (bagnato dall’olio) e lasciandolo cadere nell’olio bollente. Cuocere per pochi minuti i sciurilli da entrambi i lati, fin quando non diventano dorati, sollevarli poi dall’olio e poggiarli in un piatto da portata foderato di carta assorbente. Poi spostarli nel piatto da portata. Servire ben caldi.

Come tante prelibatezze tradizionali, anche per i sciurilli esistono le varianti; infatti la classica tradizione napoletana vede come sciurillo “perfetto” quello ripieno di ricotta.

Ingredienti

  • 200 gr. farina tipo “0”;
  • 150 ml. acqua;
  • 6 gr. lievito di birra;
  • 12 fiori di zucchine (con ancora il gambo);
  • 150 gr. ricotta fresca;
  • 50 gr. mozzarella;
  • 6 alici sott’olio;
  • sale e pepe quanto basta;
  • 400 ml. olio di semi (per friggere).

Il procedimento è simile a quello descritto precedentemente: preparata la pastella e puliti i fiori di zucchina accuratamente, si dovrà comporre il ripieno di ricotta, aggiungendo a quest’ultimo un pizzico di sale e dei tocchetti di mozzarella.

Il ripieno dovrà poi essere inserito, come farcitura, in ogni fiore di zucchina dove, successivamente, si dovrà aggiungere anche mezza alice (privata dell’olio in eccesso) prima della “chiusura” in superficie. Chiudere bene il fiore sarà necessario per evitare la fuoriuscita del ripieno interno. Dopo aver passato i fiori di zucchina nella pastella, quando la temperatura dell’olio in padella sarà di 140°, si provvederà a friggerli fin quando non saranno dorati su entrambi i lati, per poi “scolarli” dall’olio e servirli ben caldi .

Deliziate i vostri palati con le gustosissime pizzette di sciurilli campani!

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I migliori ristoranti di Ponza

Situata nel cuore del Mar Tirreno, Ponza, punto nevralgico e riferimento del meraviglioso arcipelago delle isole Pontine, è considerata da sempre un assoluto capolavoro della natura.! Bagnata da un pulitissimo mare turchese, scolpita nella sua roccia tufacea da un giallo acceso, e caratterizzata dal color pastello delle case dei suoi pescatori, Ponza rappresenta il posto ideale per trascorrere una indimenticabile vacanza.

Riguardo alla cucina ponzese si può senz’altro dire che essa porta in tavola il mare della tradizione mediterranea e tanti sapori campani. Al contrario di quanto si pensi però di una cucina isolana, i piatti della tradizione ponzese non hanno il pesce come protagonista esclusivo.
Le ricette tipiche della cucina di Ponza, a base di pescato freschissimo, convivono, infatti, alla perfezione con una cucina di terra assolutamente da non perdere.

L’isola è ricca di ristoranti e ristorantini che vantano una onorabile tradizione e sanno senz’altro lasciare ai propri ospiti un notevole gradimento di tutto ciò che viene offerto in tavola, con varie e saporite pietanze a base di pesce e legumi, ingredienti principali dei piatti della cucina ponzese.

I primi piatti tradizionali della cucina di Ponza sono: gli spaghetti con il “granchio fellone” del mare ponzese, spettacolare nei suoi impiattamenti della tradizione, o le linguine all’aragosta, per restare nel tema dell’azzurro ed incontaminato mare ponzese.
Le lenticchie, tra i prodotti più tipici delle isole pontine, rappresentano la base della pietanza di terra più diffusa tra i ristoranti dell’isola, servito in zuppa o associato a pietanze particolari che renderanno il connubio assolutamente eccezionale.

Anche sui secondi piatti, i ristoranti dell’isola spaziano dal freschissimo pescato del giorno (calamari, rane pescatrici, dentici, pesce spada, pezzogne, alici, polpi, aragoste..) alle pietanze della terra, come il rinomato (e simbolo dell’isola) coniglio alla ponzese, passando per l’unione di verdure ed ortaggi che, cotti assieme, danno vita alla campana “cianfotta”.

Rinomato per l’elevata qualità del suo servizio e delle sue proposte gastronomiche, Acqua Pazza, rappresenta un vero e proprio ristorante gioiello nell’ambito dei contesti delle piccole isole dell’intero Mediterraneo. Situato nel cuore del Corso Pisacane, il vero e proprio centro dell’isola, il ristorante Acqua Pazza, oltre alla splendida vista del porto e all’atmosfera suggestiva, offre piatti assolutamente prelibati, sofisticati e molto curati nella loro preparazione, tanto da essersi guadagnato una stella Michelin.
Gli antipasti, sia crudi che cotti, sono tanti e molto originali, tra i sofisticati primi piatti troviamo la calamarata in zuppa di pomodoro giallo ed insalata di mare, o i tortelli al dentice in salsa di pomodoro crudo versata al momento, vere e proprie delizie per i palati dei suoi ospiti. Anche i secondi e i dolci mostrano una scelta molto accurata delle materie prime utilizzate per i suoi clienti dallo Chef Gino Pesce.
La Carta dei Vini del ristorante Acqua Pazza è molto fornita e mostra varie e note referenze nazionali ed internazionali.

Restando sul corso principale dell’isola di Ponza troviamo Orèsteria, nato inizialmente come costola del famoso Orèstorante, e divenuto oggi un vero e proprio punto di riferimento dei tanti visitatori che giungono sull’isola. Unici e caratteristici sono i suoi aperitivi finger-food di pescato locale. La sua cucina, nonostante sia molto innovativa e “stravagante”, non fa allontanare i sapori delle pietanze dai capisaldi della tradizione marinara.

Il ristorante A Casa di Assunta si allontana invece dai tanti ristoranti presenti nel porto ponzese, ma è facilmente raggiungibile e fa godere ai suoi ospiti di una vista diversa del porto, in quanto posizionato sulla parte alta della località Giancos.
La particolare atmosfera conviviale e la dimensione casalinga, vedono la proprietaria Assunta, coccolare i suoi ospiti con le sue creazioni come si fosse a casa propria.

Il ristorante Il Tramonto si trova nel centro dell’isola e regala ai suoi ospiti un panorama a dir poco indimenticabile: caratteristico e davvero unico è, per l’appunto, il tramonto visto da questa confortevole sala, dove si potranno gustare piatti appartenenti ad una cucina ricca e coinvolgente.

Altro luogo suggestivo e davvero caratteristico dove poter gustare un pescato davvero freschissimo è il ristorante La Marina, a Cala Feola.
La cucina di Aniello e Gennaro, pescatori che deliziano i clienti con il proprio pescato giornaliero, è tra le più particolari e richieste dai turisti dell’isola, anche perché caratteristico è proprio il luogo informale, alla base di una scogliera su un piccolo porticciolo di uno dei più bei centri abitati dell’isola, Le Forna.

A Cala Feola si trova anche un altro ristorante, Il Pescatore, altra struttura che, oltre all’ottima cucina della proprietaria, offre agli ospiti la possibilità di godere di una vista sulla baia davvero suggestiva.

Tornando nei pressi del porto di Ponza, nella splendida località denominata Frontone, troviamo altri due ristoranti davvero caratteristici: da Gerardo e da Enzo al Frontone.

Gerardo Mazzella riesce a stupire i suoi clienti con una serie di piatti assolutamente prelibati, ricchi di sapori isolani ed appartenenti alla parte gastronomica dell’Associazione Culturale Cala Frontone, da egli stesso fondata, che rappresenta una autentica guida utile a ripercorrere le tradizioni dell’isola di Ponza, compresi i suoi sapori.

Enzo a Frontone, invece, è un ristorante incastonato fra gli scogli e la sua particolarità è che è raggiungibile solo via mare, con un gommone che accompagna gli ospiti dal porto al ristorante, facendo ammirare durante la navigazione la splendida baia di Frontone.
A pranzo la cucina è molto informale, ma di sera si rende davvero unica con le sue pietanze esclusivamente a base di pesce fresco.

Ritornando al porto di Ponza vi consigliamo un altro ristorante degno di nota: Ippocampo. Posizionato nel cuore della “piazzetta”, in centro, questo accogliente ristorante offre ai propri ospiti la prelibatezza dei sapori del mare ponzese, uniti all’unicità della pasta fatta in casa dalla cordiale e simpaticissima proprietaria, Santina, capace di deliziarvi anche con la sua gustosissima mousse al cioccolato e con altri dolci eccellenti.

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Coniglio alla Ponzese

L’isola di Ponza, affascinante meta turistica del Tirreno, nota per le incantevoli cale naturali e per le acque cristalline, presenta ai suoi ospiti anche una gastronomia di ottimo livello e del tutto caratteristica. Un delizioso piatto tipico locale che oggi scopriremo è il coniglio alla ponzese.

Questa tradizionale ricetta racchiude in sé molti sapori di questa splendida terra. Anticamente, il coniglio alla ponzese era un piatto molto diffuso ed apprezzato dalle famiglie dell’isola, infatti quasi tutte possedevano nei giardini di casa un allevamento di conigli. Secondo le usanze locali, questa pietanza veniva cucinata quando una ragazza ponzese portava a casa il suo fidanzato a conoscere i propri genitori, creando una vera e propria promessa di matrimonio! Mangiare il coniglio durante quel gioioso evento era segno di buon auspicio per il futuro della coppia.

Ad oggi questa ricetta è legata ai festeggiamenti in onore al Santo Patrono dell’isola, San Silverio, che viene celebrato il 20 giugno. I Ponzesi, particolarmente legati all’evento, il giorno della festa patronale omaggiano il Santo Patrono cucinando e servendo in tavola il coniglio.

I gestori di ristoranti ed osterie locali dichiarano che, durante tutto l’anno, presso le proprie strutture, il coniglio alla ponzese è senza dubbio uno dei piatti più richiesti dalla clientela, nonostante l’isola sia rinomata per il pescato e quindi per le varie e deliziose pietanze di mare. Per questo motivo, nei menù locali, il coniglio alla ponzese è una ricetta che non manca mai!

Gli ingredienti che occorrono per cucinare questa prelibatezza ponzese sono:

1 kg di coniglio tagliato a pezzi;
1 cipolla;
1 spicchio d’aglio;
1 bicchiere di vino bianco;
pomodorini pachino;
alloro;
sale;
peperoncino;
olio extravergine di oliva.

Procedimento: friggere il coniglio in abbondante olio e poi condirlo con un soffritto di cipolla, aglio e pomodorini, aggiungendo infine l’alloro ed il vino bianco.

Anticamente, invece, il coniglio alla ponzese aveva un procedimento culinario ben più impegnativo rispetto ad oggi: comprato un coniglio sporco dal contadino, si andava a casa e, una volta effettuata la pulizia dello stesso, si metteva a testa in giù per una nottata intera. Il giorno successivo si tagliava il coniglio in pezzi, si metteva a macerare per alcune ore in un battuto di vino e rosmarino, dopodiché si faceva colare, si asciugava e si metteva a rosolare in padella a fuoco vivace. Nel frattempo veniva preparato un pesto fatto di aglio, rosmarino e un po’ di peperoncino. Una volta tolto il coniglio dalla padella, i pezzi si facevano sgocciolare per poi venire adagiati in una casseruola con un po’ d’olio caldo.
In quest’ultima si aggiungeva il pesto pronto, un po’ di sale, i pomodorini freschi ed il prezzemolo. Il mortaio veniva lavato con del vino bianco che successivamente veniva travasato nella casseruola. La cottura veniva fatta a fiamma bassa girando frequentemente i pezzi di coniglio, per evitare di farlo attaccare al fondo della casseruola.

Nonostante questa procedura richieda più tempo e dedizione, ancora oggi alcuni isolani preferiscono questo procedimento per preparare il delizioso coniglio alla ponzese!

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Melanzane ripiene delle Eolie

La cucina tradizionale delle isole Eolie è sempre stata costituita da piatti semplici e davvero genuini, preparati con quei pochi ingredienti che si possono trovare in questa terra di origine vulcanica.

Caratteristiche della gastronomia eoliana sono i sapori forti, l’utilizzo delle erbe e delle piante aromatiche prodotte dalla natura selvaggia di queste isole. Nella storia, le ricette eoliane hanno sempre subìto l’influenza dei gusti sia della Sicilia che della Campania. Le melanzane hanno spesso un ruolo di primo piano e sono quindi un pilastro della cucina siciliana.

Oltre che per la preparazione di caponate, di polpettine o per condire i sughi dei primi piatti, le melanzane sono spesso servite ripiene, grigliate, fritte e sott’olio. Le melanzane ripiene all’eoliana sono il piatto tipico di Lipari e protagoniste di tante ricette delle isole Eolie. Assolute protagoniste del piatto sono ovviamente le melanzane, spesso e volentieri quelle tonde e viola. Esse sono l’involucro ideale per contenere i tanti sapori delle prelibatezze isolane, ed esistono infatti più ricette che ne caratterizzano l’utilizzo. Le melanzane vengono farcite con svariati ingredienti come carne, verdure, pasta o riso e di conseguenza vengono servite sia come antipasti, che come primi, secondi e contorni. Le melanzane ripiene sono ottime da gustare sia calde che fredde!

Tra i tipi di melanzane ripiene più conosciute vanno certamente ricordate quelle ripiene al tonno, o quelle farcite con provola piccante. Me le melanzane ripiene di riso meritano un cenno particolare, poiché quando il riso incontra uno degli ingredienti più famosi della tradizione siciliana dà vita ad un piatto che sprigiona tutti i sapori del meridione. Il tocco finale nelle melanzane ripiene è senz’altro l’aggiunta, a seconda dei gusti, della menta o del peperoncino, per poter far gustare il piatto lasciando in bocca un sapore quasi balsamico.

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Melanzane ripiene all’eoliana

Ingredienti:

  • 4 melanzane viola tonde di medie dimensioni;
  • 200 gr. di mollica di raffermo;
  • 1 cucchiaio di capperi sotto sale;
  • 1 uovo;
  • 2 cucchiai di pecorino grattugiato;
  • 2 spicchi di aglio;
  • 1 ciuffo di basilico;
  • Olio extravergine di oliva, sale e pepe: quanto basta.

I vini di Ponza

La viticoltura a Ponza nasce nel 1734 grazie a Pietro Migliaccio, un ischitano che sbarcando sull’isola pontina decise di sfruttare i terreni della località “Punta Fieno”, un promontorio a sud dell’isola custodito da una fiorente e sviluppata macchia mediterranea. Fu proprio lì che egli decise di coltivare i vitigni tipici ischitani, come il Biancolella, il Piedirosso e l’Aglianico. Ad oggi le cantine che effettuano la produzione vinicola sono due: l’Antica Cantina Migliaccio e la Cantina Taffuri Pouchain.

A Ponza la raccolta dell’uva era ed è quasi del tutto manuale, in alcune zone irraggiungibili dai macchinari si effettua anche la pigiatura con i piedi. Solo negli ultimi anni si riuscirono a portare sull’isola diversi macchinari con gli elicotteri, anche se tutt’ora alcune operazioni, come la torchiatura, si fanno ancora con l’antico sistema della pietra torcia (una pietra che, legata ad un palo con un argano, torchia le vinacce per ottenere il mosto).

La coltivazione della vite a Ponza era ed è tutt’oggi “eroica”, poiché per raggiungere Punta Fieno si deve camminare quasi un’ora a piedi su una mulattiera, carichi di uva e bottiglie piene (quando i muli non sopportano di più). L’approccio alla zona via mare è pressoché impossibile, in quanto essendo la costa rocciosa, bisognerebbe saltare dalla barca direttamente sugli scogli, rischiando di finire in acqua e perdendo tutto il materiale.

Nonostante queste difficoltà i vini di Ponza rappresentano un vero e proprio piccolo gioiello dell’isola. Seppure la produzione di vino a Ponza non vanta volumi molto altissimi, specie negli ultimi anni, è riuscita ad ottenere un buon impatto sia nella ristorazione regionale che nella vendita.

Come abbiamo detto all’inizio i vitigni introdotti a Ponza sono autoctoni dell’isola di Ischia, tuttavia vantano caratteristiche esclusive. Per esempio l’uva biancolella di Ponza è diversa da quella ischitana, in quanto il chicco è più tondeggiante e meno ovale, e ha un gusto lungo e trascinante di lamponi, di frutta rossa e di note agrumate. Dall’uva ponzese si ricavano quindi poche ma caratteristiche qualità di vino.

Il vino più prodotto è il “Fieno”, che prende appunto il nome dalla zona di produzione. Esso si produce in tre diverse tipologie, il bianco, il rosato ed il rosso.

Il Fieno Bianco, ottenuto dall’insieme di uva biancolella e uva forastera, è un vino di da abbinare a tipici piatti di pesce. Esso conta una produzione di circa 5000 bottiglie annue ed il suo colore è giallo lucente.

Il Fieno Rosato nasce invece dall’insieme di Piedirosso e Guarnaccia. Si tratta di un vino dal colore rosa, tra il ramato ed il cerasuolo, simile al color buccia di cipolla.

Va bevuto fresco e non freddo e la sua degustazione assicura una aroma floreale di rosa e magnolia. Quest’ultimo da abbinare senz’altro a saporite pietanze di mare, tipo aragoste, crostacei e fritture di merluzzi, ma anche su carni bianche al sugo, su tutte il coniglio.

Il Fieno Rosso è un vino dal colore rosso rubino intenso, e si associa con carne e formaggi stagionati, lasciando in bocca persistenti note speziate. Così come il rosato, esso conta una produzione molto bassa, di circa 1000 bottiglie annue.

Altro vino è il Biancolella di Ponza, già citato più volte, che mischia nel bicchiere intensi profumi di agrumi e frutta, e raggiunge il suo miglior risultato se abbinato a piatti di pesce. La produzione è leggermente superiore a quella dei Fieno Rosato e Rosso, ma solitamente non conta più di 2000 bottiglie annue.

A Ponza, oltre la produzione dei vini fermi classici, buon successo sta ottenendo anche quella dei vini spumante, tra i quali quelli da ricordare sono senz’altro il Don Ferdinando della Cantina Taffuri Pouchain, tratto da uve Chardonnay e Malvasia, ed i vini spumante Pizzicato Bianco e Pizzicato Rosato dell’Antica Cantina Migliaccio.

Per assaporare i vini di Ponza, visitare le speciali caratteristiche dell’isola e godere dello stupendo ed incontaminato mare che la bagna, quest’estate parti con i nostri aliscafi SNAV, che ti offriranno un comodo viaggio in pieno relax. Per informazioni o per acquistare i tuoi biglietti visita il sito www.snav.it e prenota la tua indimenticabile vacanza a Ponza!

Ventotene: torta di mandorle

Tra i dolci tipici della tradizione di Ventotene spicca la golosa torta di mandorle. Questo dessert si può acquistare nelle migliori pasticcerie e panetterie dell’isola ed è una specialità imperdibile, soprattutto per i turisti più golosi.

Per realizzare questa ricetta servono i seguenti ingredienti:

500 gr pasta frolla (fresca o confezionata)

350 gr latte di mandorle

160 gr zucchero

150 gr farina di mandorle

120 gr farina 00

110 gr burro

5 tuorli

1 limone

Per cominciare bisogna sbattete 3 tuorli con 60 g di zucchero, procedendo con l’incorporare 25 g di farina di mandorle e 20 g di farina 00.  Unire il latte di mandorle, non zuccherato, e dopo averlo riscaldato con un pezzetto di scorza di limone in infusione. Una volta intiepidito versarlo a filo nel composto. Trasferire il tutto in un pentolino e, mescolando con continuità, far addensare la crema. Spegnere al primo cenno di bollore e lasciar raffreddare la crema alle mandorle mescolando con il tegame immerso in acqua e ghiaccio.

Prendere la pasta frolla e stenderla con cura su un foglio di carta da forno e rivestire una teglia di 28 cm di diametro. Per evitare che la pasta frolla si gonfi in cottura punzecchiarla con i rebbi di una forchetta quindi versare sopra la crema alle mandorle fredda avendo cura di livellarla con una spatola.

A questo punto bisogna impastare velocemente e brevemente la farina 00 e quella di mandorle rimaste con il burro ammorbidito tagliato a pezzettini, lo zucchero avanzato, i 2 tuorli e un po’ di scorza di limone grattugiata. Formare un composto sbriciolato lavorandolo con la punta delle dita e distribuitelo sulla crema. Infornare la torta di mandorle di Ventotene nel forno già caldo a 180° C per 40-50 minuti finché la superficie del dolce risulterà dorata. La torta va servita fredda.

SNAV  è a tua disposizione se vuoi viaggiare verso l’isola di Ventotene per goderne di tutti i sapori. Parti a bordo dei nostri aliscafi Napoli-Ventotene e vivi una vacanza indimenticabile.

TheFork Festival a Napoli

È partito il 21 febbraio 2017 il TheFork Festival a Napoli, evento web giunto alla sua quarta edizione nazionale, che ha come protagonisti diversi ristoranti presenti nel capoluogo partenopeo e in provincia. Scopo dell’evento è quello di far avvicinare le persone al mondo della ristorazione offrendo loro la possibilità di venire a contatto con nuovi sapori e concetti culinari sfruttando gli sconti messi a disposizione.

Dal 21 febbraio al 6 aprile 2017, quindi, si potrà pranzare o cenare nei migliori ristoranti della città, che hanno aderito al TheFork Festival, approfittando di un prezzo d’occasione. Gli sconti sui pranzi e le cene prenotati tramite TheFork saranno a partire dal 25% fino al 50%. Lo sconto sarà applicato alla cassa oppure i ristoranti proporranno dei menu studiati ad hoc per l’evento.

A Napoli sono 18 i ristoranti aderenti all’iniziativa e che si trovano in diversi punti della città. I concept offerti sono davvero molteplici, in quanto tra le proposte troviamo la cucina di pesce di Giuseppone a Mare oppure le ricette tradizionali proposte da Luisa. Per chi ama la cucina di terra ci sono le proposte di Studio Burger o della steakhouse Hot Stuff Musik & Beer. Per chi cerca un’esperienza gourmet il punto di rifermento è Palazzo Petrucci regno del pluripremiato chef Lino Scarallo, che propone i sapori della cucina mediterranea opportunamente rivisitati.

Almir Ambeskovic, country manager TheFork Italia parlando delle edizioni precedenti ha evidenziato come il TheFork Festival sia diventato un evento atteso da parte sia dei ristoratori che ovviamente da parte dei potenziali avventori. L’evento i dimostra efficace nell’offrire la possibilità ai ristoranti di acquisire e fidelizzare una nuova clientela senza dover investire ingenti risorse in pubblicità e nell’elaborazione e applicazione strategie di marketing. Secondo le analisi condotte da TheFork, gli esercizi che hanno partecipato alle iniziative precedenti hanno ottenuto dei benefici tangibili, quantificabili nel numero di prenotazioni registrate dopo l’evento, che in alcuni casi si sono triplicate.

Ricordiamo che TheFork fa parte del network di Tripadvisor, ed è un servizio web e un’applicazione per iOS e Android che vanta oltre un milione di download. Nel dettaglio l’applicazione offre la possibilità di prenotare 24 ore su 24, 7 giorni su 7 nei migliori ristoranti di Italia e di Europa, proponendo ai propri utenti non solo un servizio di booking, ma anche un programma fedeltà e una serie di eventi che consentono di risparmiare e di godersi esperienze gastronomiche sempre diverse.

Uno degli eventi proposti è proprio il TheFork Festival, che consente ai locali aderenti all’iniziativa di far conoscere la propria idea di ristorazione, proponendo anche dei menu ad hoc, che possano offrire una panoramica generale sulle proposte del locale.

Per scoprire quali sono tutti i ristoranti aderenti all’iniziativa ed effettuare la propria prenotazione è possibile trovare ulteriori informazioni sul sito web TheFork oppure scaricare  l’applicazione dal Play Store di Google o dall’App Store Apple. Lo sconto, naturalmente, sarà applicato solo alle prenotazioni provenienti dal sito o dall’applicazione di TheFork e gli utenti potranno usufruirne durante il periodo dell’evento.

Se si proviene dalle isole del Golfo per godersi le bontà dei migliori ristoranti del capoluogo partenopeo, SNAV mette a disposizione collegamenti quotidiani verso Napoli attraverso gli aliscafi da Ischia, Procida e Capri. Consulta gli orari e le tratte a disposizione e organizza il tuo itinerario nel gusto partecipando al TheFork Festival.

Insalata di Mare Eoliana

La ricetta di cui parleremo oggi fa parte della tradizione delle isole Eolie e porta con sé tutto il sapore del mare. Il nome del piatto è, per l’appunto, Insalata di Mare Eoliana. Per realizzare questa ottima pietanza servono frutti di mare, gamberetti e seppioline, gli immancabili capperi e un po’ di peperoncino per esaltare al meglio il sapore di tutti i componenti.

Per realizzare una buona Insalata di Mare Eoliana servono i seguenti ingredienti:

1 kg di frutti di mare

200 gr di piccoli polpi

200 gr gamberetti e seppioline

50 gr di olive nere

100 gr di capperi

Per la preparazione dei frutti di mare serve:

Cipolla affettata q.b.

Vino bianco q.b.

Per condire l’insalata occorrono:

7/8 cucchiai d’olio di oliva extra vergine

1/2 cucchiaio di prezzemolo tritato

1/2 spicchio d’aglio tritato

1/2 peperoncino tritato

il succo di un limone

sale q.b

Dopo essersi procurati tutti gli ingredienti procedere in questo modo per realizzare l’Insalata di Mare Eoliana (le dosi indicate sono ideali per quattro persone).  Spazzolare accuratamente i frutti di mare, dopodiché lavare con attenzione, così da rimuovere eventuali granelli di sabbia. Dopo aver pulito i frutti di mare, disporli in una padella e aggiungere un po’ di cipolla affettata e vino bianco e farli aprire. Eseguire l’operazione su fuoco vivo.

Una volta aperti, scolare i frutti di mare e filtrare il liquido di cottura e tenerlo da parte. Separare i molluschi dai gusci. Intanto, lessare i polipetti, gamberetti e seppioline in acqua salata. Una volta pronti, scolare bene e tagliare a pezzetti polipetti e seppioline e unire ai frutti di mare.

A questo punto non resterà che condire l’insalata con olio, peperoncino aglio e prezzemolo tritato, olive nere, capperi e sale. Amalgamare il tutto con il liquido filtrato e il succo di limone. Mescolare con cura. Disporre l’insalata in un piatto da portata e servite.

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