Le cicerchie di Ponza

Le cicerchie di Ponza

Abbiamo già parlato su questo magazine della celebre zuppa di cicerchie, uno dei piatti tipici della cucina di Ponza; questa volta vogliamo soffermarci invece sulla protagonista di questo gustosissimo piatto, ovvero la cicerchia pontina.

Si tratta di un legume che si coltiva essenzialmente in zone poco fertili, ossia tendenti alla carestia e alla siccità; il suo nome scientifico è Lathyrus Sativus ed ha il pregio di garantire un buon raccolto anche quando le altre colture non danno i frutti sperati.

La sua pianta presenta un caratteristico fiore celeste e produce semi ricchi di proteine, ma attenzione: la cicerchia contiene anche una neurotossina chiamata ODAP che può portare disturbi neurodegenerativi e convulsioni. Il segreto per eliminare questa sostanza è nella cottura: grazie all’infusione nell’acqua, infatti, la neurotossina viene distrutta completamente e la cicerchia diventa perfettamente commestibile. Perciò è importante ricordare che questo legume non deve mai essere consumato crudo ma sempre e solo all’interno di ricette che ne prevedono la cottura.

Va ricordato che nella cultura alimentare ponzese i legumi ricoprono un ruolo di grande rilievo: ceci, fave, lenticchie e cicerchie rappresentano gli ingredienti alla base di molte ricette del luogo (leggi anche il nostro articolo sulla lenticchia di Ventotene). Oltre alla già citata minestra, la cicerchia è presente nella ricetta del polpo arrostito sotto forma di letto cremoso, oppure in abbinamento con la pasta. Nulla vieta alla vostra fantasia, inoltre, di dare libero sfogo alla propria creatività, dando vita a ottimi piatti a base di cicerchie, magari proprio quelle acquistate a Ponza durante un weekend o una vacanza.

E come raggiungere Ponza se non con gli aliscafi Snav in partenza da Napoli? Sul sito www.snav.it potete trovare tutte le informazioni sugli orari e acquistare online il proprio biglietto.

I vini di Ischia

L’isola di Ischia ha un legame davvero indissolubile con il vino. Il perché? La risposta è nella storia e nell’etimologia: Aenaria, nome che gli antichi Romani attribuirono a questo luogo, potrebbe infatti derivare dal greco Oenaria, che stava a significare “terra dei vigneti”. La natura vulcanica e tufacea dell’isola, del resto, ben si sposa con la produzione vitivinicola di cui Ischia è fiera protagonista.

Qui troviamo 3 vitigni autoctoni che prendono il nome di Biancolella, Per ‘e palummo e Forastera, che danno vita a una lunga serie di etichette dal grande valore.

Il vitigno Biancolella presenta diversi punti in comune con il Petite Blanche che si produce in Corsica; ad oggi c’è una disputa in corso su chi abbia tratto ispirazione da chi. Alcuni sostengono che siano stati i greci Eubei, che fondarono Ischia, ad aver esportato in Corsica questo tipo di produzione; secondo altri, invece, il percorso è esattamente l’inverso. A prescindere, in ogni caso, da come siano andate effettivamente le cose, il vitigno Biancolella dà vita a prodotti dal sapore intenso quali il Frassitelli Casa D’Ambra e il Vigna del Lume delle Cantine Mazzella, specialità locali che è possibile degustare in questo luogo.

Il vitigno Forastera fu introdotto a Ischia nel corso dell’800; c’è chi dice che sia stato impiantato per combattere un’epidemia di filossera che in quel periodo stava danneggiando i vigneti ischitani; altri sostengono invece che la produzione sia sta avviata semplicemente per differenziare la varietà di vini prodotti a Ischia. Quale che sia la reale motivazione che abbia spinto i contadini locali a compiere questa scelta, c’è da dire che il Forastera è un vino bianco dal gusto inconfondibile, ed è ad oggi un vero e proprio patrimonio della produzione vinicola isolana.

Concludiamo parlando del Per ‘e palummo, anche detto Piedirosso, che secondo alcuni studiosi discenderebbe addirittura dall’uva colombina descritta da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia. Questo vitigno dà vita a un vino rosso che a Ischia è possibile ritrovare nell’etichetta La Vigna dei Mille Anni di Casa D’Ambra. Altri rossi DOC ischitani che possiamo citare sono il Rosamonti delle Cantine Tommasoni e le Vigne di Janno Piro delle Cantine Pietratorcia.

E voi che gusti avete? Meglio il bianco o il vino rosso?

Qualunque sia la vostra preferenza, che ne dite di un assaggio direttamente in loco nella splendida isola d’Ischia? Potreste scorgere un altro pezzettino d’anima di questo luogo, e capirne e conoscerne un pochino meglio la sua assoluta unicità.

Se volete dunque raggiungere Ischia, non perdete l’opportunità di farlo in modo rapido, sicuro e confortevole con i mezzi veloci Snav, che collegano l’isola al porto di Napoli Mergellina tutti i giorni dell’anno.

Maggiori informazioni e prenotazioni online su www.snav.it.

Dove mangiare a Procida

Sole, mare, escursioni, luoghi da vedere…ma a un certo punto la fame incalza e viene il momento di mettersi a tavola!

Anche a Procida?

Certo, soprattutto a Procida, un’isola che risente fortemente dell’anima mediterranea nei suoi piatti tipici e nelle prelibatezze che è possibile gustare solo in questo luogo e in nessun’altra parte del mondo. Per chi è in vacanza a Procida, o per chi sceglie di trascorrere una giornata al mare in questo vero e proprio paradiso terrestre situato nel golfo di Napoli, noi di SNAV abbiamo pensato di fornire una piccola guida alla scoperta dei migliori ristoranti dell’isola.

Con la speranza di aver fatto cosa gradita, mettetevi comodi e buona lettura!

Per prima cosa, anche se sembrerà scontato dirlo, vale sempre la pena di ricordare che a Procida, ovunque andrete, tendenzialmente mangerete un’ottima cucina a base di pesce. I migliori ristoranti di Marina Grande, della Corricella e della Chiaiolella hanno in comune un unico denominatore: altissima qualità a costi contenuti. Ecco dunque una veloce carrellata sui migliori ristoranti di Procida:

Sottosopra a Marina Grande

Non distante dal porto, questo ristorante vi consentirà di gustare un ottimo pescato del giorno e tante altre specialità locali a un prezzo davvero irrisorio: un menu parte infatti da soli 15 euro a persona. Sottosopra, inoltre, è anche una paninoteca: questo significa che potrete rifocillarvi qui dopo una calda giornata al mare, o perché no, fare un rifornimento di bontà prima di affrontare il sole e le spiagge di Procida.

Ristorante bar Graziella alla Corricella

Quello che colpisce di questo posto è la sua assoluta tipicità mista alla semplicità che è dominante in questi luoghi: sedie e tavolini ad un passo dall’acqua e dalle barche, in un contesto paesaggistico che sembra uscito dal pennello di un pittore vedutista, tra il blu del mare e i mille colori delle abitazioni procidane. Antipasti della casa a base di pesce fresco, spaghetti al limone e panini gustosissimi sono solo un assaggio di ciò che vi aspetta in questo ristorante. I prezzi? Manco a dirlo, come al solito bassissimi!

Ristorante la Conchiglia, spiaggia della Chiaia

A pochi passi dalla Chiaiolella troviamo il ristorante La Conchiglia, dove potrete pranzare con una fantastica vista sul mare oppure ordinare le vostre portate take away, da gustare magari in spiaggia con i vostri amici o in famiglia. Pesce fresco, latticini tipici campani e primi piatti di mare sono il biglietto da visita di questo locale, che a prezzi modici saprà farvi immergere in quell’eden di profumi e sapori che è Procida.

Ristorante pizzeria l’Agave

Cosa c’è di meglio di una cena al tramonto con una vista mozzafiato sull’isola di Ischia? Sul lungomare di Ciraccio potrete tuffarvi nel mito della pizza napoletana, cucinata sapientemente e a regola d’arte secondo i nobili dettami della tradizione partenopea, con ingredienti sani e freschissimi, oppure cimentarvi nell’assaggio della proverbiale impepata di cozze di questo ristorante, accompagnata magari da ricette a base di polpo e altre innumerevoli prelibatezze in cui il protagonista è, come sempre, il mare.

Queste che avete letto sono solo alcune proposte: naturalmente, potete ampliare la nostra selezione segnalandoci il ristorante di Procida che preferite. Potete riportarlo qui nei vostri commenti: aspettiamo impazienti!

Naturalmente, vi consigliamo di raggiungere l’isola con gli aliscafi SNAV, che la collegano tutti i giorni dell’anno al porto di Napoli con un servizio celere, puntuale e soprattutto sicuro. Prenotate online i vostri biglietti collegandovi al sito www.snav.it.

Pašticada, una ricetta dalmata

Siamo in Dalmazia, regione orientale della Croazia: tra le tante ricette che è possibile ritrovare nella cucina tipica di questa terra, vogliamo parlarvi della Pašticada, uno dei piatti più celebri della gastronomia croata, che potrete assaporare in uno dei ristornati del luogo.

Si tratta di una pietanza a base di carne la cui ricetta è disponibile in più varianti: ma noi di Snav Magazine amiamo i gusti e i sapori più autentici, e per questo cercheremo di regalarvi la vera ricetta della Pašticada dalmata!

La carne prescelta per questo piatto è il girello di vitello. Vediamo insieme la lista degli ingredienti (dosi consigliate per 6 persone):

1 kg di girello di vitello

5 chiodi di garofano

6 spicchi di aglio

50 grammi di pancetta affumicata

2 carote

750 grammi di cipolle

2 litri di aceto di vino bianco

1 cucchiaio di olio extravergine di oliva

2 foglie di alloro

1 rametto di rosmarino

6 prugne secche

1 cucchiaino di concentrato di pomodoro

Mezzo bicchiere di vino rosso

Brodo vegetale

Noce moscata

Sale

Pepe nero

Per prima cosa, il girello di vitello deve essere ripulito dal tessuto connettivo; una volta compiuta questa operazione, la carne va bucherellata con piccole incisioni. In queste fessure che avrete creato con il coltello vanno inseriti l’aglio e il bacon (precedentemente sminuzzati).

A questo punto la carne va marinata in un composto fatto di chiodi di garofano, aceto, rosmarino e alloro. Lasciar riposare in frigo per 24 ore.

L’olio va fatto scaldare in una pentola di ghisa o di terracotta. Una volta raggiunta la temperatura giusta, tagliare le cipolle a fette e immergerle nell’olio. A questo composto bisognerà aggiungere sale, pepe, carote tagliate a rondelle, noce moscata e aceto. Lasciate cuocere per 20 minuti. Trascorso questo tempo, prendete il pezzo di carne e immergetelo nella pentola dopo aver filtrato la marinatura. Aggiungere al tutto il concentrato di pomodoro diluito insieme al vino rosso. Non dimenticate di aggiungere il brodo vegetale. A questo punto, lasciate cuocere per circa 3 o 4 ore. Quando la carne sarà pronta, tagliatela a fette e disponetela su di un tagliere. Il resto del composto dovrà essere frullato fino a ricavarne una salsa da accompagnare alle fette di carne.

La preparazione, così, sarà completa: non vi resta che assaggiare questa deliziosissima ricetta made in Croazia e stupire i vostri ospiti!

Spaghetti alla procidana

Gli spaghetti alla procidana sono una vera bontà imperdibile, soprattutto per chi ama le specialità a base di pesce. Replicare questa ricetta è molto semplice e bastano pochi ingredienti e pochi semplici passaggi. Vediamo insieme come preparare un ottimo piatto di spaghetti alla procidana.

Ingredienti 4 persone:

1 polpo
olio extravergine d’oliva quanto basta
scorza grattugiata di 1 limone
prezzemolo
300g di spaghetti
sale e pepe

Pulire accuratamente il polpo e lessarlo in una pentola capiente che possa contenerlo comodamente. I tempi di cottura possono variare in base alla grandezza del polpo. Una volta pronto scolarlo, senza buttare via l’acqua. Tagliare il polpo in piccoli tocchetti, condirlo con olio, sale, prezzemolo e la scorza grattugiata di limone.

Intanto cuocere la pasta nell’acqua del polpo, portata a bollore. Scolare gli spaghetti al dente. Unire la pasta al polpo. Completare il piatto con un pizzico di pepe.  Mescolare gli ingredienti accuratamente. Servire immediatamente.

Per scoprire tutti i sapori dell’isola di Procida, prenota subito il tuo biglietto con SNAV. Effetuiamo collegamenti quotidiani con partenze da Napoli e Ischia Casamicciola. Acquista i tuoi biglietti per Procida e viaggia con SNAV.

Pasta con i ricci eoliana

pasta ai ricci di mare all'eoliana

Tra le prelibatezze della cucina eoliana non possiamo non annoverare la pasta condita con i gustosi ricci di mare. Per creare questa deliziosa bontà occorrono pochi ingredienti, il cui connubio creerà un’esplosione di sapore. L’unica avvertenza che serve osservare, quando si prepara la pasta ai ricci di mare, è quella di prestare attenzione proprio quando si puliscono i ricci, che come è noto si contraddistinguono per le spine molto appuntite.

Per preparare i la pasta con i ricci occorrono i seguenti ingredienti:

Ricci di mare freschissimi (circa 10 ricci a porzione)
aglio e peperoncini tritati fini
olio extravergine di oliva
prezzemolo q.b.
spaghetti o pasta lunga (circa 70gr a porzione)

Pulire i ricci con l’apposito attrezzo apriricci oppure utilizzando le forbici. Prelevare l’interno con un cucchiaino e sciacquarlo in un contenitore con acqua e metterlo da parte. Aggiungere ai ricci un po’ d’olio extravergine d’oliva e prezzemolo. Se si preferisce si possono aggiungere anche dei pomodorini tagliati.

Preparare il soffritto con olio, aglio e peperoncini, questi ultimi tagliati molto finemente. Quando l’acqua bolle, cuocere la pasta fino a cottura desiderata. Quando il soffritto e la pasta saranno pronti unire i ricci al soffritto e poi versare tutto sugli spaghetti fumanti. In questo modo i ricci non cuoceranno ma assumeranno calore e daranno al piatto un profumo unico.

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Sciurilli: piatto tipico campano

La tradizione culinaria campana offre, agli amanti della buona cucina, tantissime prelibatezze, dai primi ai dolci, passando per i secondi, i contorni e le fritture.

Nelle friggitorie di Napoli non mancano mai quelle che sono considerate da sempre un simbolo della gastronomia napoletana: le pizzette di sciurilli. Questo gustoso prodotto tipico partenopeo non è altro che il fiore di zucchina ancora chiuso, passato in pastella, fritto in olio bollente e salato. Vendute nelle friggitorie napoletane insieme ad altri “monumenti del fritto” quali gli scagliozzi, la pasta cresciuta, i panzarotti (crocchè di patate) e le palle di riso (arancini tondi), i sciurilli rappresentano un must per gli amanti della frittura.

In estate si ha la produzione massima di zucchine, è infatti il periodo perfetto per la nascita dei suoi gustosi fiori, ottimi da mangiare, oltre che fritti, anche ripieni o amalgamati nei risotti o nella pasta. I gustosissimi sciurilli hanno un colore arancio vivo e dominano nei classici “cuoppi” delle pizzerie e friggitorie campane insieme agli altri prodotti del fritto.

Solitamente vengono serviti come antipasto nei menù dei ristoranti campani, come prodotto tipico di questa meravigliosa regione d’Italia, ma si possono consumare tranquillamente anche associati ai secondi, o come semplice pasto di “sfizio” durante la giornata. In una bella sera d’estate, magari durante una cena consumata all’aria aperta in riva al mare, un antipasto o uno stuzzichino di sciurilli, da mangiare caldi e appena fritti, è davvero l’ideale!

Come si preparano i sciurilli?

Vanno puliti per bene i fiori di zucchine: lavare e asciugare dopo aver eliminato la base e il pistillo. Mettere in una grande ciotola la farina “a fontana”, versarci un uovo dentro e mescolare con le mani attentamente ed aggiungendo man mano del lievito sciolto in acqua tiepida. Una volta che l’impasto è morbido e compatto, si aggiungono i fiori di zucchina, sale, pepe e parmigiano, e si torna ad impastare il tutto; terminata questa operazione l’impasto dovrà esser messo a lievitare sotto uno strofinaccio pulito per un tempo poco inferiore alle due ore.
Scaldare in padella dell’olio abbondante e friggervi le “pizzette”, prendendo l’impasto con un cucchiaio (bagnato dall’olio) e lasciandolo cadere nell’olio bollente. Cuocere per pochi minuti i sciurilli da entrambi i lati, fin quando non diventano dorati, sollevarli poi dall’olio e poggiarli in un piatto da portata foderato di carta assorbente. Poi spostarli nel piatto da portata. Servire ben caldi.

Come tante prelibatezze tradizionali, anche per i sciurilli esistono le varianti; infatti la classica tradizione napoletana vede come sciurillo “perfetto” quello ripieno di ricotta.

Ingredienti

  • 200 gr. farina tipo “0”;
  • 150 ml. acqua;
  • 6 gr. lievito di birra;
  • 12 fiori di zucchine (con ancora il gambo);
  • 150 gr. ricotta fresca;
  • 50 gr. mozzarella;
  • 6 alici sott’olio;
  • sale e pepe quanto basta;
  • 400 ml. olio di semi (per friggere).

Il procedimento è simile a quello descritto precedentemente: preparata la pastella e puliti i fiori di zucchina accuratamente, si dovrà comporre il ripieno di ricotta, aggiungendo a quest’ultimo un pizzico di sale e dei tocchetti di mozzarella.

Il ripieno dovrà poi essere inserito, come farcitura, in ogni fiore di zucchina dove, successivamente, si dovrà aggiungere anche mezza alice (privata dell’olio in eccesso) prima della “chiusura” in superficie. Chiudere bene il fiore sarà necessario per evitare la fuoriuscita del ripieno interno. Dopo aver passato i fiori di zucchina nella pastella, quando la temperatura dell’olio in padella sarà di 140°, si provvederà a friggerli fin quando non saranno dorati su entrambi i lati, per poi “scolarli” dall’olio e servirli ben caldi .

Deliziate i vostri palati con le gustosissime pizzette di sciurilli campani!

Raggiungere la meravigliosa città di Napoli è comodo e veloce grazie agli aliscafi SNAV. Potrete raggiungere il capoluogo campano partendo da Palermo, dalle isole Eolie e Pontine, o da Capri, Ischia e Procida!

Acquistate i vostri titoli di viaggio presso le biglietterie SNAV o collegandovi al sito www.snav.it. Per maggiori informazioni è attivo il nostro call-center al numero 081.4285555: i nostri operatori saranno ben lieti di trovare la soluzione migliore al vostro viaggio!

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I migliori ristoranti di Ponza

Situata nel cuore del Mar Tirreno, Ponza, punto nevralgico e riferimento del meraviglioso arcipelago delle isole Pontine, è considerata da sempre un assoluto capolavoro della natura.! Bagnata da un pulitissimo mare turchese, scolpita nella sua roccia tufacea da un giallo acceso, e caratterizzata dal color pastello delle case dei suoi pescatori, Ponza rappresenta il posto ideale per trascorrere una indimenticabile vacanza.

Riguardo alla cucina ponzese si può senz’altro dire che essa porta in tavola il mare della tradizione mediterranea e tanti sapori campani. Al contrario di quanto si pensi però di una cucina isolana, i piatti della tradizione ponzese non hanno il pesce come protagonista esclusivo.
Le ricette tipiche della cucina di Ponza, a base di pescato freschissimo, convivono, infatti, alla perfezione con una cucina di terra assolutamente da non perdere.

L’isola è ricca di ristoranti e ristorantini che vantano una onorabile tradizione e sanno senz’altro lasciare ai propri ospiti un notevole gradimento di tutto ciò che viene offerto in tavola, con varie e saporite pietanze a base di pesce e legumi, ingredienti principali dei piatti della cucina ponzese.

I primi piatti tradizionali della cucina di Ponza sono: gli spaghetti con il “granchio fellone” del mare ponzese, spettacolare nei suoi impiattamenti della tradizione, o le linguine all’aragosta, per restare nel tema dell’azzurro ed incontaminato mare ponzese.
Le lenticchie, tra i prodotti più tipici delle isole pontine, rappresentano la base della pietanza di terra più diffusa tra i ristoranti dell’isola, servito in zuppa o associato a pietanze particolari che renderanno il connubio assolutamente eccezionale.

Anche sui secondi piatti, i ristoranti dell’isola spaziano dal freschissimo pescato del giorno (calamari, rane pescatrici, dentici, pesce spada, pezzogne, alici, polpi, aragoste..) alle pietanze della terra, come il rinomato (e simbolo dell’isola) coniglio alla ponzese, passando per l’unione di verdure ed ortaggi che, cotti assieme, danno vita alla campana “cianfotta”.

Rinomato per l’elevata qualità del suo servizio e delle sue proposte gastronomiche, Acqua Pazza, rappresenta un vero e proprio ristorante gioiello nell’ambito dei contesti delle piccole isole dell’intero Mediterraneo. Situato nel cuore del Corso Pisacane, il vero e proprio centro dell’isola, il ristorante Acqua Pazza, oltre alla splendida vista del porto e all’atmosfera suggestiva, offre piatti assolutamente prelibati, sofisticati e molto curati nella loro preparazione, tanto da essersi guadagnato una stella Michelin.
Gli antipasti, sia crudi che cotti, sono tanti e molto originali, tra i sofisticati primi piatti troviamo la calamarata in zuppa di pomodoro giallo ed insalata di mare, o i tortelli al dentice in salsa di pomodoro crudo versata al momento, vere e proprie delizie per i palati dei suoi ospiti. Anche i secondi e i dolci mostrano una scelta molto accurata delle materie prime utilizzate per i suoi clienti dallo Chef Gino Pesce.
La Carta dei Vini del ristorante Acqua Pazza è molto fornita e mostra varie e note referenze nazionali ed internazionali.

Restando sul corso principale dell’isola di Ponza troviamo Orèsteria, nato inizialmente come costola del famoso Orèstorante, e divenuto oggi un vero e proprio punto di riferimento dei tanti visitatori che giungono sull’isola. Unici e caratteristici sono i suoi aperitivi finger-food di pescato locale. La sua cucina, nonostante sia molto innovativa e “stravagante”, non fa allontanare i sapori delle pietanze dai capisaldi della tradizione marinara.

Il ristorante A Casa di Assunta si allontana invece dai tanti ristoranti presenti nel porto ponzese, ma è facilmente raggiungibile e fa godere ai suoi ospiti di una vista diversa del porto, in quanto posizionato sulla parte alta della località Giancos.
La particolare atmosfera conviviale e la dimensione casalinga, vedono la proprietaria Assunta, coccolare i suoi ospiti con le sue creazioni come si fosse a casa propria.

Il ristorante Il Tramonto si trova nel centro dell’isola e regala ai suoi ospiti un panorama a dir poco indimenticabile: caratteristico e davvero unico è, per l’appunto, il tramonto visto da questa confortevole sala, dove si potranno gustare piatti appartenenti ad una cucina ricca e coinvolgente.

Altro luogo suggestivo e davvero caratteristico dove poter gustare un pescato davvero freschissimo è il ristorante La Marina, a Cala Feola.
La cucina di Aniello e Gennaro, pescatori che deliziano i clienti con il proprio pescato giornaliero, è tra le più particolari e richieste dai turisti dell’isola, anche perché caratteristico è proprio il luogo informale, alla base di una scogliera su un piccolo porticciolo di uno dei più bei centri abitati dell’isola, Le Forna.

A Cala Feola si trova anche un altro ristorante, Il Pescatore, altra struttura che, oltre all’ottima cucina della proprietaria, offre agli ospiti la possibilità di godere di una vista sulla baia davvero suggestiva.

Tornando nei pressi del porto di Ponza, nella splendida località denominata Frontone, troviamo altri due ristoranti davvero caratteristici: da Gerardo e da Enzo al Frontone.

Gerardo Mazzella riesce a stupire i suoi clienti con una serie di piatti assolutamente prelibati, ricchi di sapori isolani ed appartenenti alla parte gastronomica dell’Associazione Culturale Cala Frontone, da egli stesso fondata, che rappresenta una autentica guida utile a ripercorrere le tradizioni dell’isola di Ponza, compresi i suoi sapori.

Enzo a Frontone, invece, è un ristorante incastonato fra gli scogli e la sua particolarità è che è raggiungibile solo via mare, con un gommone che accompagna gli ospiti dal porto al ristorante, facendo ammirare durante la navigazione la splendida baia di Frontone.
A pranzo la cucina è molto informale, ma di sera si rende davvero unica con le sue pietanze esclusivamente a base di pesce fresco.

Ritornando al porto di Ponza vi consigliamo un altro ristorante degno di nota: Ippocampo. Posizionato nel cuore della “piazzetta”, in centro, questo accogliente ristorante offre ai propri ospiti la prelibatezza dei sapori del mare ponzese, uniti all’unicità della pasta fatta in casa dalla cordiale e simpaticissima proprietaria, Santina, capace di deliziarvi anche con la sua gustosissima mousse al cioccolato e con altri dolci eccellenti.

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Coniglio alla Ponzese

L’isola di Ponza, affascinante meta turistica del Tirreno, nota per le incantevoli cale naturali e per le acque cristalline, presenta ai suoi ospiti anche una gastronomia di ottimo livello e del tutto caratteristica. Un delizioso piatto tipico locale che oggi scopriremo è il coniglio alla ponzese.

Questa tradizionale ricetta racchiude in sé molti sapori di questa splendida terra. Anticamente, il coniglio alla ponzese era un piatto molto diffuso ed apprezzato dalle famiglie dell’isola, infatti quasi tutte possedevano nei giardini di casa un allevamento di conigli. Secondo le usanze locali, questa pietanza veniva cucinata quando una ragazza ponzese portava a casa il suo fidanzato a conoscere i propri genitori, creando una vera e propria promessa di matrimonio! Mangiare il coniglio durante quel gioioso evento era segno di buon auspicio per il futuro della coppia.

Ad oggi questa ricetta è legata ai festeggiamenti in onore al Santo Patrono dell’isola, San Silverio, che viene celebrato il 20 giugno. I Ponzesi, particolarmente legati all’evento, il giorno della festa patronale omaggiano il Santo Patrono cucinando e servendo in tavola il coniglio.

I gestori di ristoranti ed osterie locali dichiarano che, durante tutto l’anno, presso le proprie strutture, il coniglio alla ponzese è senza dubbio uno dei piatti più richiesti dalla clientela, nonostante l’isola sia rinomata per il pescato e quindi per le varie e deliziose pietanze di mare. Per questo motivo, nei menù locali, il coniglio alla ponzese è una ricetta che non manca mai!

Gli ingredienti che occorrono per cucinare questa prelibatezza ponzese sono:

1 kg di coniglio tagliato a pezzi;
1 cipolla;
1 spicchio d’aglio;
1 bicchiere di vino bianco;
pomodorini pachino;
alloro;
sale;
peperoncino;
olio extravergine di oliva.

Procedimento: friggere il coniglio in abbondante olio e poi condirlo con un soffritto di cipolla, aglio e pomodorini, aggiungendo infine l’alloro ed il vino bianco.

Anticamente, invece, il coniglio alla ponzese aveva un procedimento culinario ben più impegnativo rispetto ad oggi: comprato un coniglio sporco dal contadino, si andava a casa e, una volta effettuata la pulizia dello stesso, si metteva a testa in giù per una nottata intera. Il giorno successivo si tagliava il coniglio in pezzi, si metteva a macerare per alcune ore in un battuto di vino e rosmarino, dopodiché si faceva colare, si asciugava e si metteva a rosolare in padella a fuoco vivace. Nel frattempo veniva preparato un pesto fatto di aglio, rosmarino e un po’ di peperoncino. Una volta tolto il coniglio dalla padella, i pezzi si facevano sgocciolare per poi venire adagiati in una casseruola con un po’ d’olio caldo.
In quest’ultima si aggiungeva il pesto pronto, un po’ di sale, i pomodorini freschi ed il prezzemolo. Il mortaio veniva lavato con del vino bianco che successivamente veniva travasato nella casseruola. La cottura veniva fatta a fiamma bassa girando frequentemente i pezzi di coniglio, per evitare di farlo attaccare al fondo della casseruola.

Nonostante questa procedura richieda più tempo e dedizione, ancora oggi alcuni isolani preferiscono questo procedimento per preparare il delizioso coniglio alla ponzese!

Assapora questa (e tante altre) prelibatezze di Ponza! Raggiungi l’isola con i mezzi veloci SNAV, che assicureranno un servizio confortevole al tuo viaggio, garantendo efficienza e professionalità.

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Melanzane ripiene delle Eolie

La cucina tradizionale delle isole Eolie è sempre stata costituita da piatti semplici e davvero genuini, preparati con quei pochi ingredienti che si possono trovare in questa terra di origine vulcanica.

Caratteristiche della gastronomia eoliana sono i sapori forti, l’utilizzo delle erbe e delle piante aromatiche prodotte dalla natura selvaggia di queste isole. Nella storia, le ricette eoliane hanno sempre subìto l’influenza dei gusti sia della Sicilia che della Campania. Le melanzane hanno spesso un ruolo di primo piano e sono quindi un pilastro della cucina siciliana.

Oltre che per la preparazione di caponate, di polpettine o per condire i sughi dei primi piatti, le melanzane sono spesso servite ripiene, grigliate, fritte e sott’olio. Le melanzane ripiene all’eoliana sono il piatto tipico di Lipari e protagoniste di tante ricette delle isole Eolie. Assolute protagoniste del piatto sono ovviamente le melanzane, spesso e volentieri quelle tonde e viola. Esse sono l’involucro ideale per contenere i tanti sapori delle prelibatezze isolane, ed esistono infatti più ricette che ne caratterizzano l’utilizzo. Le melanzane vengono farcite con svariati ingredienti come carne, verdure, pasta o riso e di conseguenza vengono servite sia come antipasti, che come primi, secondi e contorni. Le melanzane ripiene sono ottime da gustare sia calde che fredde!

Tra i tipi di melanzane ripiene più conosciute vanno certamente ricordate quelle ripiene al tonno, o quelle farcite con provola piccante. Me le melanzane ripiene di riso meritano un cenno particolare, poiché quando il riso incontra uno degli ingredienti più famosi della tradizione siciliana dà vita ad un piatto che sprigiona tutti i sapori del meridione. Il tocco finale nelle melanzane ripiene è senz’altro l’aggiunta, a seconda dei gusti, della menta o del peperoncino, per poter far gustare il piatto lasciando in bocca un sapore quasi balsamico.

Cosa aspetti allora ad assaggiare questa gustosa ricetta eoliana? Prenota la tua vacanza alle isole Eolie e parti da Napoli con gli aliscafi SNAV. Collegati al sito www.snav.it ed acquista subito il tuo biglietto!

Melanzane ripiene all’eoliana

Ingredienti:

  • 4 melanzane viola tonde di medie dimensioni;
  • 200 gr. di mollica di raffermo;
  • 1 cucchiaio di capperi sotto sale;
  • 1 uovo;
  • 2 cucchiai di pecorino grattugiato;
  • 2 spicchi di aglio;
  • 1 ciuffo di basilico;
  • Olio extravergine di oliva, sale e pepe: quanto basta.