Prodotti tipici siciliani

Prodotti tipici siciliani

Dopo aver passato in rassegna le spiagge più belle della Sicilia, ecco un altro post dall’arduo compito: quello di scovare i migliori prodotti tipici dell’isola e presentarveli nello spazio di un articolo.

Compito arduo, dicevamo, perché come potrete immaginare la Sicilia è una terra che pullula di leccornie e prelibatezze gastronomiche che costituiscono le fondamenta di una cultura millenaria e che abbraccia in sé una miriade di stimoli e di ispirazioni diverse. Dalla frutta ai formaggi, dai vini all’olio, la ricchezza alimentare della Sicilia è senza limiti: noi di Snav Magazine cercheremo di darvi un rapido assaggio di quelli che secondo noi sono i veri “must” irrinunciabili di questa cultura.

Olio siciliano

Partiamo dalla produzione di olio extravergine di oliva. Le piantagioni di ulivo si trovano in tutta la regione e danno vita a una tipologia di oliva che viene raccolta quando è molto matura. Dalla sua lavorazione prendono forma alcune delle etichette più pregiate a livello nazionale: Cerasuola, Biancolilla, Nocellara del Belice, Tonda Iblea e tante altre ancora.

Dolci tipici siciliani

“Ti piace vincere facile?”, recitava un noto spot televisivo molto in voga alcuni anni fa: mai domanda fu più azzeccata, soprattutto in questo caso, dato che la Sicilia riserva un posto d’onore alla tradizione dolciaria. E così, ecco i famosi cannoli e la leggendaria cassata a farla da padrone in questa speciale classifica che vede i dolci tipici siciliani tra le pietanze che meglio rappresentano e caratterizzano la cucina isolana.

Vini siciliani

 

grapes and wine

Non tutti lo sanno, ma la Sicilia è la regione italiana con la più alta percentuale di superficie coltivata a vite: questo aspetto comporta una ricchezza e una varietà di vini che hanno reso celebre questa terra in tutto il mondo. In particolare, si registra un’alta produzione di vini Doc e Igt, concentrati in vitigni autoctoni tra cui possiamo ricordare il Nero D’Avola, il Grecanico, il Nerello Mascalese, e il Cataratto. Senza contare, naturalmente, la fama mondiale di specialità quali quelli rappresentati dal Marsala, dallo Zibibbo e dal Passito di Pantelleria, dal Monreale e dalla Malvasia delle Lipari.

Formaggi tipici siciliani

Chiudiamo queste breve rassegna citando alcuni dei più celebri formaggi della Sicilia. Si tratta di un tipo di produzione che spesso può passare in secondo piano, proprio perché la regione deve la sua fama ad altri prodotti enogastronomici. In questa sede, invece, ci teniamo a ricordare che la Sicilia produce moltissime qualità di formaggio, tra cui spicca naturalmente la ricotta, ingrediente alla base di alcune delle più importanti ricette tipiche siciliane come il cannolo e la pasta alla norma; non mancano poi squisiti caciocavalli, provole e altre specialità affumicate.

Questo tour gastronomico della Sicilia termina qui: il resto scopritelo voi prenotando il vostro prossimo viaggio per questa incredibile terra.

San Vito Lo Capo

San Vito Lo Capo è una località siciliana, apprezzata per il suo lungo litorale che consente di bagnarsi in acque cristalline. Questa è una delle mete predilette per chi si sposta con la famiglia e presenta anche una spiaggia con servizi dedicati all’accessibilità per gli ospiti disabili.

Rinomata per l’ospitalità San Vito Lo Capo è il posto giusto per vacanze in Sicilia all’insegna del relax e della spensieratezza.

Dove si trova San Vito Lo Capo

San Vito Lo Capo si trova sulla costa occidentale della Sicilia e fa parte della provincia di Trapani, da cui dista circa 40 Km. Questa località si estende dalla Riserva dello Zingaro, che la limita a oriente e il golfo di Castellabate, mentre a occidente è delimitata dal golfo di Macari.

In questo tratto la costa è prevalentemente bassa e sabbiosa. San Vito Lo Capo, infatti, vanta una spiaggia di sabbia dorata lunga circa tre chilometri. La natura è stata particolarmente generosa in questo contesto, in quanto la spiaggia è bagnata da acque trasparenti e l’assenza di forti correnti rendono questo posto perfetto non solo per chi si sposta con la famiglia, ma anche per i nuotatori meno provetti o per chi ha una mobilità ridotta.

La spiaggia presenta una cornice d’eccellenza rappresentate dalle case bianche che contraddistinguono il paese e l’affascinante vista sul promotorio del Monte Monaco. Il borgo non tradisce le sue origine marinare e nei dintorni della città si possono osservare gli uliveti, i vigneti e i mandorli, che costituiscono le coltivazioni tipiche della zona.

La città è anche conosciuta per il Cous Cous Fest, il festival di sapori e civiltà che ogni anno si tiene nel mese di settembre. Questa manifestazione ha lo scopo di celebrare il cous cous come piatto simbolo di pace, ma anche di integrazione tra popoli diversi.

Si ripercorre, idealmente, quella che è stata la storia dell’isola che ha visto nei secoli la fusione e lo scambio culturale con diversi popoli, tra cui gli arabi, che hanno lasciato un segno inconfondibile e tangibile negli usi, costumi, ma anche nella gastronomia, nell’arte e nell’architettura degli edifici siciliani.

La spiaggia di San Vito Lo Capo

Come abbiamo detto la spiaggia di San Vito Lo Capo presenta un litorale abbastanza lungo dove sono presenti tratti per la libera fruizione e lidi attrezzati.

La spiaggia ha avuto diversi riconoscimenti, tra cui anche per il 2020 si riconferma Bandiera Verde, in quanto rientra tra le spiagge consigliate dai pediatri italiani. Il fondale basso e l’assenza di forti correnti è perfetta per far prendere familiarità ai più piccini con il mare.

La spiaggia rientra anche nel circuito Zero Barriere con servizi dedicati a persone con ridotta mobilità. Il principio di base è quello di rendere accessibile il mare a tuttti.

I nuotatori più esperti possono nuotare al largo e godersi anche i fondali con immersioni subacquee o praticando snorkeling. La spiaggia è anche meta per chi ama gli sport acquatici. Si può praticare windsurf, kayak e altri appassionanti sport acquatici.

Cosa vedere a San Vito Lo Capo

San Vito Lo Capo, come abbiamo detto, nasce come borgo di pescatori. Sarà un piacere passeggiare tra le viuzze strette alla scoperta di negozi di souvenir e locali tipici.

In città sono presenti il Santuario di San Vito Lo Capo nella Piazza Santuario. In particolare, il Santuario è stato eretto su una fortezza saracena nel 300.

La Cappella di Santa Crescenzia invece si trova in una zona chiamata Contrada Valanga. Questa cappella è in stile moresco, realizzata proprio in onore della nutrice di San Vito.

Un altro punto di interesse è il Faro di San Vito: con una incantevole passeggiata si avrà la possibilità di scoprire uno dei luoghi simbolo della città. Il Faro è in funzione dal 1959.

Nei dintorni è possibile avere accesso a aree naturali protette, tra cui possiamo annoverare la Riserva dello Zingaro e la Riseva del Monte Cofano. Luogo altrettanto suggestivo è la Caletta del Bue Marino, ritenuto tra le più belle spiagge di San Vito insieme alla spiaggia della Baia di Santa Margherita.

Si possono visitare anche la Tonnara del Secco. Quest’ultima era un importante centro per la lavorazione del tonno che risale al 1411. Il sito è stato abbandonato nel 1965.

Intorno alla città si possono fare diverse escursioni e affrontare percorsi di trekking.

Come arrivare a San Vito Lo Capo

Se sei alla ricerca di traghetti per la Sicilia, viaggia a bordo delle navi Napoli Palermo, Genova Palermo e Civitavecchia Palermo. Prenota subito la tua vacanza!

Sicilia: l’artigianato

L’artigianato in Sicilia è un portavoce della cultura locale, attraverso quest’ultimo possiamo scoprire la storia, le influenze recepite dalle diverse dominazioni e dall’incontro con il mondo medio orientale.

Dopo un viaggio in Sicilia, sarà impossibile non ritornare a casa con un souvenier che sia rappresentativo della propria experience. L’artigianato siciliano, infatti, è specializzato nella produzione di diverse tipologie di oggetti, che andranno a impreziosire ulteriormente il design della propria casa oppure si potranno scegliere oggetti come gioielli e abbigliamento, per il gusto di indossare qualcosa di tipicamente siciliano.

Ceramica e terracotta

Nel settore della ceramica il più importante centro di produzione è rappresentato dalla città di Caltagirone, seguito dalle città di  Burgio, Caltagirone, Patti e Sciacca. Tra gli oggetti più iconici ci sono le teste di moro,generalmente vendute a coppie, che rappresentano la testa di una bellissima fanciulla e di un turco.

Questo manufatto prende vita da leggende e storie locali, che ruotano attorno al tema di amore, passione e vendetta.

La produzione della ceramica artigianale siciliana si esplica anche nella produzione di oggetti di uso comune come piatti, tazzine e così via, e dalla tipiche piastrelle finemente dipinte a mano, da rappresentare dei pezzi unici e originali. I motivi moreschi sono valorizzati dall’uso dei colori verde ramino, turchese, giallo oro e manganese.

Tessili, arredamento e tappeti

Nel trapanese è diffusa l’arte della tessitura dei tappeti. In particolare, nella città di Erice, i primi laboratori dedicati alla produzione di tappeti risale alla fine del XIII secolo e si avvale dalle conoscenze ricavate dai rapporti con il popolo greco e medio orientale.

Dall’incontro con queste culture è stato possibile sviluppare una tecnica di tessitura che dà vita a manufatti che si contraddistinguono per il colore e l’originalità della trama. Le produzione contemporanea richiama spesso il patchwork ricavato dall’accostamento di più motivi.

Nel settore tessile, dell’abbigliamento e calzaturiero assistiamo alla produzione di capi orientati a rielaborare i motivi tipici siciliani, che ritroviamo sui carretti, sulle piastrelle e le ceramiche.

L’evoluzione delle forme grafiche e la rielaborazione dei motivi tipici e riscontrabile anche nella produzione di piccole aziende specializzate nella produzione di mobili artigianali, che ripercorrono forme di design vintage, abbinate a imbottiture che richiamano le fantasie moresche, che iconograficamente richiamano la tradizione siciliana.

I mosaici

L’arte musiva rappresenta un altro settore in via di sviluppo, influenzato, sicuramente dai fasti dell’epoca romana. Chi, infatti, non rimane rapito dalla bellezza della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, in provincia di Enna.

In quest’ultima possiamo ammirare splendidi mosaici, i cui motivi sono ripresi nella produzione attuale, ma non solo. L’arte musiva siciliana si esplica anche in settori quali l’arredamento e il design, con la produzione di oggetti mosaicati come cornici e suppellettili, ai piani per l’arredamento fino alla produzione di pavimenti per gli ambienti indoor che esterni. I mosaici siciliani trovano impiego anche nella pavimentazione delle piscine.

I Pupi e i Carretti Siciliani

I Pupi e i Carretti Siciliani contraddistinguono l’artigianato siciliano. I pupi sono opera di maestri artigiani chiamati pupari. I pupi sono marionette che rappresentano i paladini di Carlo Magno.

Tra le opere riproposte sulle scene c’erano la Chanson de Roland, la Gerusalemme liberata e l’Orlando Furioso. I pupari, pur essendo spesso analfabeti, conoscevano a memoria le gesta epiche degli eroi.

Oltre a curare la fattura dei pupi, infatti, gli artigiani costruivano anche la sceneggiatura e curavano tutti gli aspetti dello spettacolo. Le persone riconoscevano i paladini dalle loro armature lucenti.

Ad oggi il pupo è uno dei simboli distintivi della Sicilia e anche un souvenir molto amati dai turisti.

Il carretto siciliano è la riproduzione di un mezzo di trasporto in uso nel corso del XIX secolo e parte del XX secolo. La caratteristica principale di questi carretti è che venivano decorati con colori sgargianti e decorazioni che richiamavano scene bucoliche.

Nei negozi siciliani di souvenir si possono trovare delle miniature che trasformano il carretto in un oggetto d’arte artigianale, ideale per chi desidera portare a casa uno dei simboli dell’iconografia folcloristica siciliana.

Per raggiungere la Sicilia in comodità e sicurezza scegli le navi Genova Palermo, i traghetti Napoli Palermo o i collegamenti attivi sulla tratta Civitavecchia Palermo.

Sicilia: Cala Paradiso

Tra le spiagge più belle della Sicilia c’è sicuramente Cala Paradiso. Questo angolo nascosto e incontaminato è un vero e proprio “paradiso” per gli amanti della natura e della tranquillità.

Dove si trova Cala Paradiso?

Cala Paradiso si trova nel territorio di Licata, cittadina situata a sua volta nella provincia di Agrigento. La costa licatese è rinomata per le spiagge che offrono un paesaggio suggestivo e acque cristalline.

Inoltre, Cala Paradiso si trova tra due spiagge ben note quali Torre San Nicola e la Rocca. Se si sta organizzando un tour per le spiagge della Sicilia, sicuramente Cala Paradiso merita una visita, proprio perché quest’ultima è valorizzata da uno scenario paesaggistico unico al mondo.

Il litorale è per lo più sabbioso, quindi, l’accesso al mare non è particolarmente difficoltoso. Lo stesso non si può dire dell’accesso alla località di Cala Paradiso, perché ci si arriva dopo un passeggiata nella natura. La spiaggia non presenta un lido attrezzato, quindi, si consiglia di avere con sé tutto quello che serve per godersi la giornata al mare.

Come arrivare a Cala Paradiso?

Per arrivare a Cala Paradiso in auto o in moto bisogna percorre lastrada Provinciale 67 (San Michele). Una volta arrivati alla rotonda, bisogna seguire le indicazioni riportate per Mollarella – Poliscia. Attenzione: bisogna girare a destra prima di prendere la strada che costeggia il canalone.  Percorrendo la strada per un centinaio di metri si arriverà a un bivio. A questo punto bisogna percorrere la strada in salita a sinistra in direzione lido Cala del Re. Per arrivare a Cala Paradiso, bisogna continuare a percorrere la strada e, una volta superato, il parcheggio del lido, dopo una decina di metri è arrivato il momento di parcheggiare il proprio veicolo e continuare a piedi in direzione mare.

Perché visitare Cala Paradiso?

Se si è amanti della natura più incontaminata allora questa spiaggia farà al caso tuo. In particolare, se sei amante della fotografia e viaggiare significa anche documentare posti e gli angoli più belli di un territorio, allora Cala Paradiso costituisce sicuramente il luogo ideale per degli scatti mozzafiato.

In più, se si viaggia in coppia è un luogo romantico dove farsi travolgere dalla bellezza e dalla tranquillità. La posizione stessa della spiaggia, infatti, la protegge dalla presenza massificata di turisti.

Per arrivare in Sicilia con auto o moto a seguito?

Per arrivare in Sicilia si possono scegliere diverse soluzioni, in base alla propria città di partenza. Potrai effettuare il viaggio per la Sicilia con moto o auto a seguito prenotando i biglietti per il traghetto Civitavecchia Palermo, per il traghetto Genova Palermo oppure scegliendo la tratta servita dalla nave Napoli Palermo.

Palermo capitale street food

Palermo offre ai propri abitanti e ai propri visitatori tantissime occasioni per apprezzare l’ottima cucina locale, non solo nei ristoranti blasonati, ma anche semplicemente passeggiando per strada. Non a caso la rivista americana Forbes ha collocato la città al 5° posto tra le migliori località dove si mangia il migliore street food.

Le specialità che potranno conquistare il cuore dei turisti, infatti, sono davvero molteplici e se ne trovano per tutti i gusti. Tuttavia, è possibile affermare che le regine dello street food palermitano e più in generale siciliano sono le l'arancino è un piatto tipico sicilianomitiche Arancine, una prelibatezza conosciuta in tutto il mondo. Nella versione tradizionale sono preparate con riso e carne al burro, ma nel corso del tempo sono state realizzate versioni più ardite, ripiene sia di pesce che di carne. C’è anche chi ha creato la versione dolce, per gli inguaribili appassionati dell’Arancina.

Pane e panelle e crocchè è un altro baluardo della tradizione gastronomica locale, che si può gustare sia in locali che alcuni chioschi. Questa specialità è realizzata con frittelle realizzate con farina di ceci e di polpette fritte di patate, con le quali si possono farcire diversi tipi di pane, quali la Mafalda, la Scaletta o la vastidda.

Dopo una giornata a visitare la città, che cosa c’è di meglio di una gustosa fetta di pizza sfincione. C’è chi la ritiene  anche meglio della classica pizza, sta di  fatto  che  questa  specialità  si caratterizza per la consistenza porosa. Il condimento è a base di sarde, cipolla, formaggio, olio. Nella versione palermitana questa viene arricchita con la salsa di pomodoro.

La tradizione povera della gastronomia siciliana è ravvisabile anche in piatti come la Raschiatura. Questo piatto è realizzato con ingredienti di recupero, proprio per evitare gli sprechi. La loro composizione quindi può variare, in quanto si recuperano gli avanzi di patate utilizzati per i crocché e quello delle panelle, creano così dei gustosi misti.

Per chi ama le specialità dal sapore forte e deciso, ci sono una serie di specialità a base di carne o di interiora, che sono generalmente molto apprezzato. Prima fra tutte è il panino con la milza. Per confezionare questa pietanza si usa il pane vastedda, che si distingue per la forma rotonda e la copertura arricchita da semi di sesamo. La milza e il polmone utilizzati per il ripieno vengono prima bolliti e poi fritti poco prima di consegnare il panino.

Simile alla trippa partenopea nella preparazione è il Mussu e Carcagnoli. Per questo piatto si usano le cartilagini delle zampe del bovino e il muso, che vengono lessati e mangiati conditi con sale e limone. Lo stigghiularu è un piatto che spesso viene offerto in occasioni di sagre e feste. Questo piatto prende vita dal retaggio greco che caratterizza l’isola, infatti, questa ricetta è molto antica e preparata per secoli e secoli. Per prepararlo si usa la budellina di agnello o capretto, che viene avvolta su uno spiedo oppure avvolta intorno a un cipollotto e poi cotta alla brace. Sempre a base di frattaglie è il quarume, un piatto che presenta i resti i manzo e vitello, che vengono lessati in acqua salata e mangiati caldi in brodo.

Se poi a posto del salato preferite il dolce, allora non dovete fare altro che gustare uno dei dolci tipici locali. Dalla pasta di mandorle, al cannolo, all’iconica cassata, le pause all’insegna del dolce saranno assolutamente indimenticabili.

Se non hai ancora provato la bontà della cucina palerminata, regalati subito un viaggio e parti a bordo delle navi per la Sicilia, per una vacanza all’insegna del gusto.

Palermo: risotto al melograno

 

Idee per il menu del cenone di Capodanno? Perché non colorare la tavola di rosso con un gustoso risotto al melograno?

Come ben sappiamo il rosso è il colore simbolo, non solo del Natale, ma anche del Capodanno. Questa tradizione, pare, abbia origini in tempi remoti ai tempi dell’impero di Ottaviano Augusto. Durante il Capodanno Romano, che fino al 153 a.C. si celebrava nel mese di marzo, uomini e donne indossavano qualcosa di rosso come simbolo di potere, fertilità, salute e ricchezza. Il rosso rappresenta anche il colore della passione, dell’energia, del fuoco, della forza e della fortuna.

Altro simbolo del Capodanno è il melograno che con i suoi chicchi rossi e succosi rappresenta l’abbondanza, ricchezza e fertilità. Il suo gusto versatile ben si abbina alla realizzazione di piatti dolci e salati. In particolare, il risotto al melograno è una specialità siciliana gustosa. In questa versione il melograno è abbinato alla salsiccia, altra specialità tipica, che si trova spesso sulla tavola dell’ultimo dell’anno.

Vediamo come preparare uno squisito risotto con melograno e salsiccia. Le dosi sono adatte per 5-6 persone. Ecco gli ingredienti:

450 g riso carnaroli
1 scalogno
50 g burro
400 g salsiccia
circa 700 ml di brodo
un bicchiere scarso di vino bianco
1 melograno
sale, pepe, parmigiano, rosmarino

Utilizzare una pentola capiente per far soffriggere lo scalogno tagliato finissimo in 25g di burro. Aggiungere il riso e farlo tostare per qualche minuto. Sfumare con il vino e aggiungere il brodo vegetale poco alla volta. In una padella a parte preparare la salsiccia, eliminando il budello esteriore, (non occorre aggiungere olio). Quando la carne sarà cotta aggiungerne in parte al risotto, mentre il resto va tenuto in caldo. A questo punto è arrivato il momento di tagliare il melograno. Una metà va spremuto per ricavare del succo da aggiungere al risotto, mentre dall’altra metà prelevare i chicchi per la guarnizione del piatto.

Quando il riso sarà cotto, spostarlo dal fuoco e mantecare con gli altri 25g di burro. Aggiungere pepe e parmigiano quanto basta e disporre il riso su un piatto da portata. Guarnire con i pezzi di salsiccia avanzati e i chicchi di melograno. Il nostro risotto è pronto per essere servito.

Per deliziarti con le specialità della cucina tipica siciliana, viaggia a bordo dei traghetti per la Sicilia e goditi i sapori che questa terra sa offrire.

 

I vini della Sicilia

La terra di Sicilia è rinomata per i suoi sapori e profumi. Non meno importanti i vini che caratterizzano il territorio che si contraddistinguono per qualità, proprietà organolettiche e pregio. La viticultura nell’isola fu rigogliosa fin da tempi antichissimi. Grazie al clima favorevole e alla fertilità del territorio, la coltivazione della vite trovava condizioni particolarmente favorevoli.

Come abbiamo accennato, la viticultura fu impiantata sul territorio in tempi antichi, quando si vennero a formare le prime colonie greche sul territorio insulare. Non a caso una leggenda racconta che la vite in Sicilia, nacque dalle lacrime versate da Dioniso, dio del vino e dell’ebrezza. Dalle sue lacrime, quindi germogliò la prime vite dalla quale nacque il vino, bevanda che venne concessa anche agli uomini per rinfrancarsi dalle fatiche del lavoro e allietare i momenti di festa.

Non sorprende, in base proprio all’antica tradizione che accompagna questa terra, che la Sicilia è tra le regioni italiane che impiega la maggior parte della superficie destinata all’agricoltura proprio alla coltivazione della vite.  Circa il 65%  delle aeree collinari, così come il 30% delle aree pianeggianti sono destinate alla produzione delle varie qualità d’uva che danno vita a pregiati vini siciliani.

Sono tantissime le etichette che attirano l’attenzione dei consumatori, tra queste molte presentano la Denominazione di Origine Controllata e Garantita, mentre altri vini possono vantare ma riconoscimenti come la DOC e l’IGT. Di seguito ecco alcuni dei vini più apprezzati e famosi in Sicilia.

Il Nero d’Avola è tra i vitigni più diffusi sul territorio. Il vino che se ricava si contraddistingue per l’elevata gradazione alcolica e il colore di un rosso rubino che varia in base alla tipologia del vigneto e all’invecchiamento. Il gusto dalle note fruttate di ciliegia e prugna  non è l’unico tratto distintivo, dato che in alcune zone presenta una nota speziata e balsamica.

Cerasuolo , invece è un vino ottenuto dall’utilizzo di almeno il 50̥% di Nero d’Avola e il 30% di ̥Frappato. L’area di produzione è quella della provincia di Ragusa e in parte delle provincie di Catania e Caltanissetta. Il nome di questo vino sembra derivare dal latino tardo “cerasium”, cioè “ciliegia”. Di un bel colore rosso, questo vino ha un sapore secco con sentore di mandorla a frutti rossi. Il Cerasuolo è spesso classificato come vino rosè  ed è rientra nella categoria DOC, e nelle migliori qualità anche nella categoria DOCG.

Il Bianco d’Alcamo è un altra specialità prodotta nella fertile area della Città Metropolitana di Palermo. Questo è un vino che vanta la denominazione IGT e la sua realizzazione deve rispettare precisi requisiti di produzione. Il Bianco Classico si contraddistingue per il colore giallo paglierino con riflessi verdognoli. Il sapore fresco ed equilibrato rende questo vino particolarmente adatto ad accompagnare piatti di pesce non particolarmente elaborati.

Ancora abbiamo il Cabernet Souvignon DOC che ben lega con piatti e specialità gastronomiche dal sapore deciso. Un gusto lungo e avvolgente ben si abbina ad accompagnare formaggi piccanti, pasta al forno, selvaggina e salumi, tra le etichette ricordiamo Contessa Entellina, Contea Sclafani ed Eloro.

Il Nerello Mascalese, o Niuriddu, è un vitigno che cresce sull’Etna ed è utilizzato in una proporzione dell’80%-100% per la produzione del vino Etna DOC e concorre per il 45-60% prt la produzione del Faro DOC. Altre due eccellenze del territorio.

Tra le altre eccellenze del territorio ricordiamo anche il Monreale, Santa Margherita e Delia Novelli. Infine sono celebri anche le produzione di moscati, di passiti e di malvasie. Tra queste ultime possiamo citare la Malvasia di Lipari, ideale da consumare a fine pasto, magari accompagnata da i biscotti eoliani.

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Eventi d’estate a Palermo

Palermo in estate non è solo una meta per gli amanti del mare di Sicilia, ma anche per tutti coloro che cercano una città viva che ha molto da offrire sotto il profilo degli eventi culturali e legati alla tradizione enogastronomica del posto. In città e in provincia sono previsti numerose manifestazioni che potranno caratterizzare la tua estate siciliana.

Chi trascorre le vacanze a Palermo o nei pressi della città potrà facilmente avere l’occasione di partecipare ad eventi, mostre e spettacoli che si tengono nel corso di agosto. L’arte sarà protagonista nelle ville della città, infatti, presso Villa Zito saranno esposte le opere di Keith Haring ed è prevista una mostra omaggio a Pippo Rizzo, padre del Futurismo. Villa Malfitano, invece, ospiterà la mostra di Alba Gonzales: “Miti Mediterranei”

Per chi ama la lettura, sul lungomare di Terrasini si terrà la rassegna “Un mare di libri”. La rassegna, giunta alla sua terza edizione, rappresenta ormai un evento fisso della stagione estiva. La novità principale presentata dalla kermesse di quest’anno è rappresentata dagli incontri con gli autori che si terranno nel suggestivo scenario di Palazzo d’Aumale.

Suggestivi gli itinerari notturni della città di Palermo e i tour alla scoperta di “Palermo Misterica”, alla scoperta dei simboli esoterici e delle storie più affascinanti che riguardano la città.

Per gli amanti delle specialità tipiche locali, a Gratteri fino al 14 agosto si terrà la Sagra della Vastedda Fritta. Tre giorni di musica, spettacoli e gusto che delizieranno tutti i turisti.

Infine, Bagheria tutti i venerdì si trasforma in punto di riferimento per tutti gli amanti del jazz, grazie alla rassegna: Arco Azzurro Jazz Festival. La kermesse è organizzata nei pressi dello splendido geosito, che offre un panorama unico e inimitabile.

Raggiungi anche tu la Sicilia con i traghetti per Palermo e trascorri le tue indimenticabili vacanze in Sicilia.

 

Palermo e Halloween

A Palermo sono presenti alcune usanze abbastanza distanti da quella che è oggi la festa di Halloween. Per i bambini siciliani, infatti, i giorni di Ognissanti e il 2 novembre sono veri e propri giorni di festa dove si ricevono piccoli doni e si ha l’occasione di gustare tantissimi dolci, biscotti e frutta di stagione.

Tradizionalmente i regali distribuiti in questa occasione venivano acquistati presso i mercatini rionali. Storico è il mercato che si teneva dietro Piazza Olivella, nel centro storico di Palermo. La “Fiera dei Morti” sopravvive ancora oggi, come simbolo di continuità tra presente e passato.

Secondo la consuetudine i doni e i dolciumi che i bambini trovano durante la giornata del 2 novembre sono stati lasciati dai defunti della famiglia, che nella notte di Ognissanti si recano a far visita ai propri cari in vita. Sempre secondo la tradizione i bambini vengono svegliati la mattina presto, sul sorgere del sole e invitati a cercare i doni nascosti, dopo però aver recitato alcuni versi:

“Armi santi, armi santi

io sugnu unu e vuatri tanti

Mentri sugnu ‘ni stu munnu di guai

cosi ri morti mittiminni assai”.

Questi sono rituali antichi, che in parte si sono persi, al contrario il senso della festa è ancora vivo nella mente e nel cuore di molti siciliani. In questo periodo si tengono ancora i consueti mercatini, dove non solo si possono acquistare giocattoli, ma anche le specialità gastronomiche di questo periodo.

Un’altra consuetudine legata a questa ricorrenza è quella di preparare un cestino, chiamato in dialetto “cannistru”, che sarà riempito di frutta e dolci. Il cesto viene preparato in onore dei morti, ma naturalmente viene consumato dai vivi. Le leccornie contenenti in questo cesto sono davvero tante, tra le specialità tipiche che vengono inserite ci sono i biscotti chiamati crozzi ‘i mottu, ossia ossa di morto, o i pupatelli ripieni di mandorle tostate.

Inoltre, nel cestino possiamo trovare i taralli, ciambelle rivestite di glassa zuccherata, oppure i nucatoli e i totò bianchi e marroni, chiamati così perché i primi sono velati di zucchero e  i secondi di polvere di cacao. Altre specialità sono rappresentati dagli ‘nzuddi o zulle  realizzate con le mandorle e disponibili più secchi o ricoperte al miele, la frutta secca, la frutta di martorana, la cioccolata e  le rame di Napoli. Questi ultimi sono biscotti ricoperti di cioccolato fondente o bianco realizzati in due versioni: semplici o ripieni con la marmellata di albicocche o crema di cioccolato. Nel cesto possono essere presenti anche i Pupi ri zuccaru, tradizionali statuette di zucchero, che ritraggono figure di paladini.

Rispetto all’odierna festa di Halloween che porta con sé altri significati, nella tradizione siciliana e palermitana i morti rappresentano presenze benefiche, non mostri inquietanti di cui bisogna placarne i voleri.

Per scoprire questa e altre usanze tipiche della città di Palermo, prenota con SNAV il tuo traghetto per la Sicilia. Potrai scegliere tra le tratte Napoli- Palermo, Civitavecchia-Palermo e Genova-Palermo e raggiungere l’isola dopo una piacevole traversata. Prenota subito il tuo biglietto con SNAV.

Sicilia: Sagra Castelbuono e i Funghi dal 21 al 23 ottobre

Dal 21 al 23 ottobre si terrà la V edizione della Sagra Castelbuono e i Funghi, grande festa palermitana che fa riscoprire ogni anno ai tanti visitatori i sapori autunnali attraverso degustazioni dei prodotti tipici del territorio.
La Funghi Fest si svolgerà anche quest’anno a Castelbuono, cittadina in provincia di Palermo collocata sulle pendici del colle Milocca e facente parte del Parco delle Madonie.

Il programma della Sagra prevede oltre alle degustazioni di piatti a base di funghi, di dolci e del buon vino locale, anche spettacoli, musica, mostre, oltre a visite guidate nei musei di Castelbuono e nei sentieri del Parco delle Madonie.

La manifestazione inizierà il 21 ottobre alle ore 10 con la mostra “I Funghi e il Territorio”, mentre gli stand espositivi apriranno dalle ore 17.
Funghi Fest continuerà fino alla mezzanotte di domenica 23 ottobre, alternando mostre, spettacoli e animazioni e allietando il palato dei visitatori con degustazioni di prodotti tipici e altre offerte enogastronomiche.

Ricordiamo ai turisti che volessero partecipare alla Sagra di Castelbuono, che possono approdare in Sicilia partendo dal porto di Napoli con i traghetti per Palermo Snav.