Sicilia: cozze gratinate

Sicilia: cozze gratinate

Tra le ricette tipiche della Sicilia ci sono le cozze gratinate. Ottime come antipasto oppure per arricchire un aperitivo, questa ricetta conquista proprio tutti!

Pochi ingredienti, tutti abbastanza economici sono il segreto per comporre questa deliziosa specialità che vi farà leccare i baffi. Per preparare delle ottime cozze gratinate occorrono i seguenti ingredienti:

1 chilo di cozze
prezzemolo fresco, quanto basta
2 spicchi di aglio
pane grattugiato, quanto basta
4 pomodori maturi
pecorino siciliano Dop grattugiato, quanto basta
olio extravergine di oliva, quanto basta
sale e pepe, quanto basta

Riscaldare il forno a 180 gradi ventilato. Pulire le cozze accuratamente strofinandole con una retina. Stappare il bisso che fuoriesce dalle valve. In un’ampia padella riscaldare un filo d’olio con l’aglio in camicia e i gambi di prezzemolo. Mettere le cozze in padella. Alzare il fuoco, coprire e aspettare che le cozze si aprano mescolando di tanto in tanto.

Quando le cozze saranno pronte, filtrare l’acqua di cottura con un colino a maglie fitte e mettere da parte il liquido. Una volta aperte staccare la valva senza il mollusco. La farcia va preparata con prezzemolo e aglio tagliati finemente, una brunoise di pomodori, pane grattugiato e un po’ di pecorino. Per insaporire Aggiungere sale, pepe e un filo d’olio. Per rendere l’impasto omogeneo utilizzare l’acqua filtrata delle cozze.

Farcire una cozza per volta avendo cura di ricoprire per intero il mollusco, senza pressare. Disporre le cozze gratinate su una teglia foderata di carta da forno e infornare per 10-15 minuti, finché la superficie non sarà dorata. Servire le cozze ben calde.

Con pochi semplici passi sarà possibile assaporare una vera prelibatezza tipica della Sicilia. Per gustarle direttamente sull’isola viaggia a bordo dei traghetti per la Sicilia e goditi i sapori di questa ricca terra.

Palermo: risotto al melograno

 

Idee per il menu del cenone di Capodanno? Perché non colorare la tavola di rosso con un gustoso risotto al melograno?

Come ben sappiamo il rosso è il colore simbolo, non solo del Natale, ma anche del Capodanno. Questa tradizione, pare, abbia origini in tempi remoti ai tempi dell’impero di Ottaviano Augusto. Durante il Capodanno Romano, che fino al 153 a.C. si celebrava nel mese di marzo, uomini e donne indossavano qualcosa di rosso come simbolo di potere, fertilità, salute e ricchezza. Il rosso rappresenta anche il colore della passione, dell’energia, del fuoco, della forza e della fortuna.

Altro simbolo del Capodanno è il melograno che con i suoi chicchi rossi e succosi rappresenta l’abbondanza, ricchezza e fertilità. Il suo gusto versatile ben si abbina alla realizzazione di piatti dolci e salati. In particolare, il risotto al melograno è una specialità siciliana gustosa. In questa versione il melograno è abbinato alla salsiccia, altra specialità tipica, che si trova spesso sulla tavola dell’ultimo dell’anno.

Vediamo come preparare uno squisito risotto con melograno e salsiccia. Le dosi sono adatte per 5-6 persone. Ecco gli ingredienti:

450 g riso carnaroli
1 scalogno
50 g burro
400 g salsiccia
circa 700 ml di brodo
un bicchiere scarso di vino bianco
1 melograno
sale, pepe, parmigiano, rosmarino

Utilizzare una pentola capiente per far soffriggere lo scalogno tagliato finissimo in 25g di burro. Aggiungere il riso e farlo tostare per qualche minuto. Sfumare con il vino e aggiungere il brodo vegetale poco alla volta. In una padella a parte preparare la salsiccia, eliminando il budello esteriore, (non occorre aggiungere olio). Quando la carne sarà cotta aggiungerne in parte al risotto, mentre il resto va tenuto in caldo. A questo punto è arrivato il momento di tagliare il melograno. Una metà va spremuto per ricavare del succo da aggiungere al risotto, mentre dall’altra metà prelevare i chicchi per la guarnizione del piatto.

Quando il riso sarà cotto, spostarlo dal fuoco e mantecare con gli altri 25g di burro. Aggiungere pepe e parmigiano quanto basta e disporre il riso su un piatto da portata. Guarnire con i pezzi di salsiccia avanzati e i chicchi di melograno. Il nostro risotto è pronto per essere servito.

Per deliziarti con le specialità della cucina tipica siciliana, viaggia a bordo dei traghetti per la Sicilia e goditi i sapori che questa terra sa offrire.

 

I vini della Sicilia

La terra di Sicilia è rinomata per i suoi sapori e profumi. Non meno importanti i vini che caratterizzano il territorio che si contraddistinguono per qualità, proprietà organolettiche e pregio. La viticultura nell’isola fu rigogliosa fin da tempi antichissimi. Grazie al clima favorevole e alla fertilità del territorio, la coltivazione della vite trovava condizioni particolarmente favorevoli.

Come abbiamo accennato, la viticultura fu impiantata sul territorio in tempi antichi, quando si vennero a formare le prime colonie greche sul territorio insulare. Non a caso una leggenda racconta che la vite in Sicilia, nacque dalle lacrime versate da Dioniso, dio del vino e dell’ebrezza. Dalle sue lacrime, quindi germogliò la prime vite dalla quale nacque il vino, bevanda che venne concessa anche agli uomini per rinfrancarsi dalle fatiche del lavoro e allietare i momenti di festa.

Non sorprende, in base proprio all’antica tradizione che accompagna questa terra, che la Sicilia è tra le regioni italiane che impiega la maggior parte della superficie destinata all’agricoltura proprio alla coltivazione della vite.  Circa il 65%  delle aeree collinari, così come il 30% delle aree pianeggianti sono destinate alla produzione delle varie qualità d’uva che danno vita a pregiati vini siciliani.

Sono tantissime le etichette che attirano l’attenzione dei consumatori, tra queste molte presentano la Denominazione di Origine Controllata e Garantita, mentre altri vini possono vantare ma riconoscimenti come la DOC e l’IGT. Di seguito ecco alcuni dei vini più apprezzati e famosi in Sicilia.

Il Nero d’Avola è tra i vitigni più diffusi sul territorio. Il vino che se ricava si contraddistingue per l’elevata gradazione alcolica e il colore di un rosso rubino che varia in base alla tipologia del vigneto e all’invecchiamento. Il gusto dalle note fruttate di ciliegia e prugna  non è l’unico tratto distintivo, dato che in alcune zone presenta una nota speziata e balsamica.

Cerasuolo , invece è un vino ottenuto dall’utilizzo di almeno il 50̥% di Nero d’Avola e il 30% di ̥Frappato. L’area di produzione è quella della provincia di Ragusa e in parte delle provincie di Catania e Caltanissetta. Il nome di questo vino sembra derivare dal latino tardo “cerasium”, cioè “ciliegia”. Di un bel colore rosso, questo vino ha un sapore secco con sentore di mandorla a frutti rossi. Il Cerasuolo è spesso classificato come vino rosè  ed è rientra nella categoria DOC, e nelle migliori qualità anche nella categoria DOCG.

Il Bianco d’Alcamo è un altra specialità prodotta nella fertile area della Città Metropolitana di Palermo. Questo è un vino che vanta la denominazione IGT e la sua realizzazione deve rispettare precisi requisiti di produzione. Il Bianco Classico si contraddistingue per il colore giallo paglierino con riflessi verdognoli. Il sapore fresco ed equilibrato rende questo vino particolarmente adatto ad accompagnare piatti di pesce non particolarmente elaborati.

Ancora abbiamo il Cabernet Souvignon DOC che ben lega con piatti e specialità gastronomiche dal sapore deciso. Un gusto lungo e avvolgente ben si abbina ad accompagnare formaggi piccanti, pasta al forno, selvaggina e salumi, tra le etichette ricordiamo Contessa Entellina, Contea Sclafani ed Eloro.

Il Nerello Mascalese, o Niuriddu, è un vitigno che cresce sull’Etna ed è utilizzato in una proporzione dell’80%-100% per la produzione del vino Etna DOC e concorre per il 45-60% prt la produzione del Faro DOC. Altre due eccellenze del territorio.

Tra le altre eccellenze del territorio ricordiamo anche il Monreale, Santa Margherita e Delia Novelli. Infine sono celebri anche le produzione di moscati, di passiti e di malvasie. Tra queste ultime possiamo citare la Malvasia di Lipari, ideale da consumare a fine pasto, magari accompagnata da i biscotti eoliani.

Viaggia alla scoperta dei sapori Mediterranei e prenota i Traghetti per la Sicilia.

Snav e Viloratour: intervista a Vincenzo Angelino

Viloratour è una realtà italiana molto nota nel campo dei viaggi e delle vacanze.

Attiva da più di 20 anni nel settore, è specializzata in vacanze per il Mediterraneo, Mar Rosso, Africa e nella soluzione Tour in Bus, con una rete di oltre 4.500 agenzie distribuite su tutto il territorio nazionale. Con i suoi ViloraClub, inoltre, l’azienda si è imposta sul mercato delle vacanze anche con i suoi villaggi, caratterizzati dall’attenzione alla qualità dei servizi e alla cura del cliente.

Ne parliamo con il Dott. Angelino, titolare di Viloratour.

Dott. Angelino, quali sono le mete principali verso le quali è orientata la vostra offerta per il 2011?

Il 2011 rappresenta per noi un anno di rivoluzioni: ci presentiamo infatti sul mercato con alcune programmazioni unificate, rese ancora più appetibili per ricchezza delle offerte e per una forte selezione delle strutture inserite nel catalogo. “Mare Italia” e “Sardegna” sono stati unificati in un unico catalogo di 356 pagine, nel quale sono descritte diverse strutture ricettive tra cui villaggi club, hotel club e residence “brandizzati” in ViloraClub, ViloraStyle, ViloraBoutique ed i ViloraConsiglia: un’offerta più  ricca che può soddisfare tutte le esigenze della clientela. Anche le mete del Mediterraneo, inoltre, sono state raccolte in un unico catalogo con le sezioni Grecia, Spagna, Cipro Nord, Croazia e Turchia, con voli previsti da tutti i principali aeroporti italiani. Nonostante gli eventi politici degli ultimi tempi, riteniamo che il Mar Rosso continuerà ad essere una delle mete favorite dalla clientela così come i nostri Tour in Bus, una soluzione tradizionale sempre più apprezzata.

Quali sono gli obiettivi raggiunti e quali vi ponete per il prossimo futuro?

R. Siamo riusciti a consolidare i risultati degli ultimi 5 anni, ottimizzando le risorse in modo tale da evitare sprechi e investendo molto in tecnologia e formazione. È molto importante adattare le proprie strategie a un mondo che è in continua evoluzione, sapendo interpretare gli scenari che via via ci vengono proposti.

In che modo collaborano Viloratour e Snav?

La nostra partnership con Snav si attua attraverso le programmazioni dei collegamenti da e per Sardegna, Sicilia, Croazia e Golfo di Napoli. Soprattutto in Sardegna gestiamo numerose strutture turistiche e abbiamo dunque la necessità di acquisire preventivamente un numero cospicuo di posti sui traghetti Snav, in modo tale da garantire ai nostri clienti conferme immediate senza inutili perdite di tempo.

Perchè avete scelto Snav per i collegamenti da e verso Sardegna, Golfo di Napoli, Croazia e Sicilia?

Perché crediamo che ogni vacanza inizi anzitutto dal viaggio, e non necessariamente quando si arriva a destinazione: Snav rende possibile tutto ciò.

Vulcano: leggendaria dimora di Efesto

Vulcano, la splendida isola di 21 km quadrati che fa parte dell’arcipelago eoliano, deve la sua esistenza alla fusione di quattro crateri di cui il più grande ed anche il più attivo è il Vulcano della Fossa, che la domina dall’alto dei suoi 391 m. di pietra rossastra.

Il nome di quest’isola è dato dal dio romano Vulcano, ma la leggenda narra che questa terra fu dimora del dio del fuoco Efesto, cacciato dall’Olimpo perchè brutto e zoppo.
Efesto, aveva la propria fucina sotto l’Etna e, grazie alle sue abilità, fabbricava gioielli, armature e corazze per gli dèi.

Zeus stesso, sotto le sembianze di una possente Aquila, discese spesso nella fucina di Efesto per farsi forgiare le celebri folgori e, per convincerlo a eseguire i lavori, gli offrì in sposa Venere, la bellissima dea dell’Amore.

Euripide, nel Dramma Satiresco “Ciclope“, attraverso l’invocazione di Odisseo così definisce il dio del fuoco: “Efesto, signore dell’Etna, brucia la luminosa pupilla del tuo ignobile vicino, lìberati da lui una volta per sempre.

Ai turisti che desiderano visitare le splendide isole Eolie, ricordiamo che possono partire dal porto di Napoli con gli aliscafi Eolie Snav.

Sicilia: Treno del mandorlo in fiore con Trenitalia

Anche quest’anno, la Regione Sicilia e Trenitalia hanno rinnovato l’appuntamento con la giornata del Treno del Mandorlo in Fiore nei giorni 12 e 13 febbraio.

Protagonista della manifestazione, che segna la giornata finale della Sagra del Mandorlo in Fiore giunta alla 66esima edizione, è il treno storico siciliano.

Questo treno speciale ogni anno parte da Palermo e raggiunge Agrigento, quindi, la Valle dei Templi con cinque carrozze “centoporte”.

I viaggiatori, anche quest’anno, hanno potuto assistere alla sfilata dei gruppi folkloristici davanti alla stazione di Agrigento Centrale.
Successivamente il treno ha fatto tappa al Tempio di Vulcano, bellissimo monumento di stile dorico, di cui oggi rimangono pochi elementi.
Da questa fermata i passeggeri hanno potuto attraversare a piedi il Giardino della Kolymbetra, tra piante di mirto, ginestra, tamerici, salici, per raggiungere il piazzale ai piedi del Tempio di Ercole.

All’interno della Valle dei Templi, si è svolto infine lo spettacolo finale con l’esibizione dei gruppi premiati.

I turisti che desiderano conoscere la meravigliosa isola siciliana, possono imbarcarsi al porto di Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Sicilia: Leonardo Sciascia

Leonardo Sciascia, scrittore, saggista e politico italiano, nasce nel 1921 a Recalmuto, un paese in provincia di Agrigento.

Trasferitosi nel ’35 a Caltanissetta, Sciascia incontra sulla sua strada due personaggi noti: Vitalino Brancati, che diviene suo modello di guida nella lettura degli autori francesi e Giuseppe Granata, che lo porta a conoscenza degli illuministi e della letteratura americana.
Sciascia diviene ben presto un apprezzato scrittore e nel ’53 vince il Premio Pirandello, assegnatogli dalla Regione Siciliana.

Gli anni ’60 vedono nascere alcuni dei romanzi più sentiti dallo stesso autore, dedicati alle ricerche storiche sulla cultura siciliana.
Tra le sue opere ricordiamo il romanzo “Il consiglio d’Egitto” ambientato a Palermo, e il saggio “Stendhal e la Sicilia“.

In seguito collabora con il Corriere della Sera e, successivamente, viene eletto consigliere del PCI dal ’75 al ’77.
Leonardo Sciascia muore a Palermo nel ’89; sulla sua bianca lapide, posta nel cimitero di Racalmuto, si legge: “Ce ne ricorderemo di questo pianeta”.

Ricordiamo ai turisti che è possibile arrivare in Sicilia, imbarcandosi al porto di Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Sicilia: il Carnevale di Acireale

Il Carnevale di Acireale, definito il più bello della Sicilia, quest’anno aprirà i battenti sabato 19 febbraio e terminerà martedì 8 marzo.

Al centro del nutrito programma le sfilate dei carri allegorico grotteschi, ideati e creati dai maestri acesi, campioni della satira e ineguagliati artigiani della cartapesta; i carri infiorati che, unici nel contesto carnascialesco italiano, hanno saputo unire la gioia e l’irriverenza del Carnevale alla gentilezza dei fiori; i gruppi in maschera dai fantastici e pomposi costumi.

Poi il grande pubblico: si riversano nelle strade di Acireale circa un milione di visitatori provenienti da tutta Italia e anche dall’estero.

Sono questi i tratti somatici che rendono unico il Carnevale di Acireale, inimitabile anche per le esclusive parate allegoriche in notturna: colorite e sfrenate, si snodano nel monumentale scenario barocco, tra la pietra bianca di chiese e palazzi Seicenteschi e Settecenteschi, e il caldo colore nero del selciato lavico.

I turisti che vogliono partecipare al carnevale acese possono raggiungere la Sicilia dal porto di Napoli con i traghetti per Palermo Snav e proseguire lungo l’autostrada diretta a Catania.

Sicilia: Parco Scultoreo di Fiumara d’Arte

Il Parco Scultoreo di Fiumara d’Arte è la più grande area monumentale di Arte Contemporanea realizzata all’aperto, con opere di artisti di fama internazionale.

Inaugurato il 10 ottobre 1986, ideato da Antonio Presti, il Parco realizzato su demanio pubblico si estende su una superfice di duecentomila mq coinvolgendo i comuni di Tusa, Motta d’Affermo, Castel di Lucio, Mistretta, Reitano, Pettineo e S. Stefano di Camastra.

Gli artisti che hanno realizzato le sculture, del tutto gratuitamente, sono: Italo Lanfredini, Pietro Consagra, Tano Festa, Antonio di Palma, Hidetoshi Nagasawa e Paolo Schiavocampo e le loro opere sono presenti in tutte la grandi collezioni del mondo.

Il Parco Scultoreo di Fiumara d’Arte rappresenta contemporaneamente la valorizzazione di una zona naturale attraverso la simbiosi di arte e natura, e la possibilità di scoprire ed assaporare alcuni luoghi nascosti e poco conosciuti.

I turisti che vogliono ammirare queste magnifiche opere d’arte, possono raggiungere la Sicilia imbarcandosi al porto di Napoli sulle navi per Palermo Snav e proseguire per circa un’ora di auto lungo l’autostrada A19.

Sicilia: “I Cento Passi”, film di Marco Tullio Giordana

“I Cento Passi” di Marco Tullio Giordana è un film che racconta la storia di Peppino Impastato, famoso per le denunce delle attività della mafia in Sicilia che gli costarono la vita.
Il film, presentato al Festival di Venezia nel 2000, è stato accolto dalla critica e dal pubblico con ben 12 minuti di applausi, ad indicare il profondo coinvolgimento che il regista, con i suoi attori, ha saputo creare in memoria di un uomo e della sua generazione.

“I Cento Passi” ha questo titolo perchè a Cinisi (il paesino in provincia di Palermo nel quale è ambientato il film) sono cento i passi che colmano la distanza tra la casa degli Impastato e quella del boss mafioso Tano Badalamenti.

Il film racconta del giovane Peppino che vive cercando di sfuggire al legame con l’ambiente mafioso, mentre il padre, Luigi Impastato, non ha la forza di farlo. Anche di fronte alla vulnerabilità sua e della propria famiglia, Peppino non esita, con l’involontaria complicità del fratello Giovanni, ad attaccare “don Tano” e a denunciarne pubblicamente le malefatte.

Ricordiamo ai turisti che è possibile arrivare in Sicilia, imbarcandosi al porto di Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

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