Sicilia: Cuore di cactus di Antonio Calabrò

Sicilia: Cuore di cactus di Antonio Calabrò

cuore di cactus antonio calabròCuore di cactus” è un libro pubblicato da Sellerio nel 2010 e scritto da Antonio Calabrò, manager e giornalista economico siciliano.

Si tratta di un racconto che parla della Sicilia, in particolare della città di Palermo e delle battaglie contro la mafia del piccolo giornale “L’Ora”, con il quale Calabrò ha collaborato, e della sua partenza verso Milano per cercare una vita e una dimensione diverse: decisione maturata dopo aver visto tante, troppe morti intorno a sé, a partire da quella del commissario di polizia Antonino Cassarà, di cui era grande amico.

Ma “Cuore di cactus” è anche un racconto di speranza, che si dipana tra memorie e incontri, battaglie e sogni per una Sicilia che può e deve cambiare, e che l’autore ha sempre nel cuore.

L’opera è ripresa anche a teatro da Fausto Russo Alesi, in una emozionante rappresentazione delle vicende narrate nel romanzo.

Per chi volesse visitare la Sicilia, ricordiamo che l’isola è raggiungibile imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Sicilia: Per questo mi chiamo Giovanni di Luigi Garlando

Per questo mi chiamo Giovanni è un romanzo di Luigi Garlando, giornalista e scrittore italiano. Il libro, pubblicato nel 2004, è oggi usato da molte scuole come lettura di narrativa.

La storia, racconta in modo semplificato, ma molto intenso, il significato della parola mafia attraverso le parole di un padre che passa una giornata speciale con il proprio figlio.

Giovanni è un bambino che frequenta una scuola elementare di Palermo. Nella sua classe, lui e gli altri compagni hanno paura di ribellarsi alle continue vessazioni di Tonio.

Nel giorno del suo 10° compleanno il padre di Giovanni gli regala una giornata di vacanza, portandolo in giro per Palermo, parlandogli della città, ma anche della mafia, paragonandola a ciò che fa Tonio con i suoi compagni.
Parlano anche di Giovanni Falcone, passano da Capaci e visitano la casa del magistrato. Tornati a casa il padre confessa al figlio di aver anche lui un tempo pagato il pizzo e quando un giorno si ribellò il suo negozio venne raso al suolo, ma con esso anche un pezzo della mafia…

Ricordiamo, infine, che la Sicilia è raggiungibile imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Siclia: Palermo Borgo Vecchio di Valentina Gebbia

palermo borgo vecchioPalermo, Borgo Vecchio è un romanzo della giornalista e scrittrice Valentina Gebbia, la cui terra natìa è appunto il capoluogo siciliano.

Il libro, uscito nel 2007 è stato semifinalista al premio Scerbanenco e finalista al Premio Azzeccagarbugli 2008.

Per la quarta volta tornano le avventurose investigazioni dell’eccentrica famiglia Mangiaracina in una Palermo variegata e variopinta.
Nella piazza del Borgo Vecchio si consuma un atroce delitto: la vittima è un uomo dilaniato da una motosega elettrica davanti agli occhi di un ignoto spettatore.

Al caso indagherà Terio, coinvolto controvoglia dalla strampalata sorella Fana, visto che proprio il marito della vicina di casa, la signora Provvidenza, è stato accusato del delitto.

Anche in questo romanzo la penna di Valentina Gebbia si sofferma sulla sua amata Palermo, denunciando però le tante magagne rimaste ancora irrisolte.

Punto forte della scrittrice è anche la vena ironica, che a volte si rivela esilarante, conquistando ancor più il lettore.

Ricordiamo a lettori e turisti, che la bella Sicilia è raggiungibile imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Sicilia: Hollywood, Palermo di Piergiorgio Di Cara

holliwood palermo piergiorgio di caraHollywood, Palermo è un libro scritto da Piergiorgio Di Cara, scrittore, sceneggiatore e poliziotto nato nel capoluogo siciliano nel 1967.

Il romanzo, uscito nel 2005, racconta di un barbaro omicidio in una Palermo che ricorda tanto la Los Angeles Messicana.

Di Cara apre il racconto proprio con un crudele delitto, un omicidio che si ispira ai noir americani, con un serial killer che si porta via un pezzo di cranio della povera vittima. Quest’ultima è una donna, Laura Maniscalco, moglie di un dirigente Agip, uccisa crudelmente mentre stava cucinando.
Il lettore viene presto travolto dall’inchiesta, affidata ad un ispettore che svolge il suo lavoro con assoluta passione.
L’indagine sembra non procedere e le accuse ricadono sul vedovo e sulle strane telefonate che riceve.
L’autore inserisce nei dialoghi espressioni in dialetto siciliano che caratterizzano i personaggi di questa inconsueta Palermo, densa di mistero, che travolgerà il lettore tenendolo col fiato sospeso fino al colpo di scena finale.

Palermo, terra natia dello scrittore e protagonista del romanzo che vi abbiamo qui sopra presentato, è raggiungibile imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Il giorno della civetta, di Leonardo Sciascia

sciascia, il giorno della civettaIl giorno della civetta è un romanzo sulla mafia di Leonardo Sciascia, edito la prima volta nel 1961 da Einaudi.

Lo scrittore siciliano narra un racconto che si ispira all’omicidio del sindacalista Accursio Miraglia, ucciso dalla mafia a Sciacca nel gennaio del 1947.

Il romanzo è forse il più venduto di Sciascia; è stato tradotto all’estero ed è stato reinterpretato in versioni teatrali e nel film omonimo di Damiano Damiani.

Il giorno della civetta inizia con l’omicidio del presidente di una piccola impresa, mentre sale su un autobus diretto a Palermo.
I passeggeri si allontanano, autista e bigliettaio non sanno niente e il venditore di panelle neppure.
L’omertà che circonda l’omicidio fa pensare a un delitto di mafia e il capitano Bellodi, al quale è affidato il caso, riesce a tirar fuori dai vari interrogatori 2 nomi: Rosario Pizzuco, il mandante, e Diego Marchica detto Zicchinetta, il sicario.
L’intera faccenda, causa insufficienza di prove, terminerà in un nulla di fatto.
Sciascia scrive per la prima volta “quaquaraquà”, oggi famosa espressione legata al mondo della mafia.

Ricordiamo, infine, che la Sicilia è raggiungibile imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Sicilia: “Don Giovanni in Sicilia” di Vitaliano Brancati

don giovanni in sicilia romanzo di vitaliano brancatiVitaliano Brancati è l’autore del romanzo “Don Giovanni in Sicilia”, pubblicato nel 1941.

Il racconto si svolge nella Catania degli anni ’30, una città dove, come scrive Brancati, “i discorsi sulle donne davano un maggior piacere che le donne stesse“.

Protagonista del romanzo è Giovanni Percolla, un quarantenne che fino a 36 anni non aveva mai avuto un approccio con il gentil sesso, ma trascorreva l’adolescenza con gli amici a spiare e immaginare le belle donne.
Nel 1927 parte con due amici per Roma, in cerca di avventure, ma i tre ricevono solo false illusioni.
Tornano allora a Catania, promettendosi presto nuovi viaggi in cerca di avventure più “sicure”.

Nel frattempo Giovanni incontra lo sguardo interessato di Ninetta e presto i due si sposano e vanno a vivere a Milano. Giovanni, grazie alla sua fama di gallo siciliano vive nella nuova città piccanti avventure. Ninetta rimane incinta e i due fanno una vacanza in Sicilia: Giovanni riscopre nella sua terra la sua antica natura e rimarrà per tutto il soggiorno a Catania a dormire nella sua vecchia casa senza Ninetta.

Ricordiamo ai turisti che possono arrivare in Sicilia partendo dal porto di Napoli con i traghetti Palermo Snav.

Sicilia: Mastro don Gesualdo di Giovanni Verga

mastro don gesualdo di giovanni vergaMastro Don Gesualdo è uno dei più famosi romanzi di Giovanni Verga, pubblicato nel 1889 e ambientato nel paese di Vizzini, in Sicilia.

Protagonista della storia è Gesualdo Motta, un muratore umile che dedica la sua vita al lavoro.
Grazie a tenacia e costanza, Gesualdo diventa un ricco imprenditore e proprietario terriero. Per aumentare il suo ceto sociale sposa Bianca Trao, una nobile decaduta che però non lo ama e accetta di sposarlo solo per salvare l’onore macchiato dopo i suoi amori con suo cugino, il baronetto Ninì Rubiera.

Il matrimonio si rivela per l’uomo una condanna. La moglie e la figlia lo disprezzano; quest’ultima diventata adulta, si innamora di Corrado la Gurna, ma il padre si oppone al loro rapporto, fa esiliare Corrado e convince la ragazza a sposare il duca de Leyra, un nobile palermitano decaduto.
Inizia da qui il declino di Don Gesualdo: la moglie muore e si ammala anch’esso, il genero vive alle sue spalle e sperpera tutti i suoi averi.
Gesualdo muore solo, nel palazzo della figlia, tra l’indifferenza dei servitori.

Ricordiamo ai lettori che desiderano visitare la Sicilia, che è possibile raggiungerla imbarcandosi dal porto di Napoli con i traghetti Palermo Snav.