Sardegna: Porto Torres

Sardegna: Porto Torres

Porto Torres è una cittadina della provincia di Sassari che si trova nella Sardegna nord-occidentale. Situata sul Golfo dell’Asinara, in una posizione strategica, visto che il suo porto è l’unica via di collegamento della Sardegna con la Spagna.

La costa di Porto Torres ha una conformazione molto particolare, mentre verso est si estende il litorale di Platamona, invece, lungo la città si possono osservare molte scogliere di tufo con falesie superiori ai 30 m, queste ultime sono interrotte soltanto da spiagge come quella di Balai, di Scogliolungo e di  Renaredda.

Porto Torres è anche nota per i numerosi ritrovamenti risalenti al Miocene e per l’attestazione dello sviluppo di una civiltà prenuragica. Non mancano anche testimonianze risalenti alla Preistoria e al Medioevo. Secondo queste caratteristiche Porto Torres si presta a essere la meta ideale per chi desidera unire divertimento e mare, ma allo stesso tempo anche scoprire le attrazioni culturali del posto.

Diffuso anche il turismo enogastronomico, in quanto sono diverse le specialità che si possono assaporare: dalle seadas, al miele, al formaggio fino alle specialità di carne. Protagonista della tavola è il pesce, a cui sono dedicate la diverse sagre, come quella dedicata al tonno o al riccio di mare.

In zona si possono anche assaporare ottime birre artigianali e anche gli appassionati dei vini troveranno diverse produzioni molto interessanti. Infine, la Sardegna è la patria del mirto, con il quale si realizza il liquore tipico, che accompagnerà degnamente ogni fine pasto, nonché costituisce un prezioso souvenir da portare a casa dopo le proprie vacanze.

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Porto Torres: la Leggenda di San Gavino

La città di Porto Torres vanta ben tre patroni: i santi Gavino, Proto e Gianuario. Di queste tre figure e del loro martirio ci riferiscono alcune fonti medioevali, che contribuiscono a creare la leggenda. Dei  tre santi possiamo dire che sono vissuti sotto l’epoca dell’imperatore Diocleziano, quando Barbaro era preside della Corsica e della Sardegna. In quei tempi l’imperatore aveva emanato un editto che condannava a morte chi rinnegava la vecchia fede a favore del Cristianesimo.

Anche se minacciati di morte da Barbaro,  Gavino, Proto e Gianuario non abiurarono, accettando così il martirio. Secondo un’altra fonte, invece, Proto era un sacerdote, mentre Genuario un diacono, entrambi furono imprigionati da Barbaro a causa delle loro predicazioni. Nonostante le lusighe di Barbaro i due non rinnegarono mai la fede per cui furono consegnati a un soldato di nome Gavino. Quest’ultimo commosso dalla loro fede e illuminato dallo Spirito Santo, li lasciò andare, subendo egli stesso il martirio per primo. In un secondo momento Proto e Gianuario ritornati in città vennero arrestati e giustiziati nello stesso luogo in cui era morto Gavino.

Il luogo dove i tre martiri furono seppelliti era situato nei pressi del lungomare di Balai, dove sorge una piccola chiesa bianca con una in cima una croce di ferro. La chiesa è chiamata San Gavino  a Mare e durante la Festha Manna, il 3 maggio, i simulacri lignei dei tre santi sono portati in processione dalla Basilica di San Gavino alla chiesa di Balai, che resta aperta al pubblico fino alla festività della Pentecoste.

Inoltre, segnaliamo anche che nei dintorni della chiesa è presente una caverna ipogea, che, secondo la leggenda,  fu il primo sepolcro dei tre martiri. I resti dei tre santi, in seguito furono trasferiti nella cripta presso la Basilica di San Gavino.

Anche circa la costruzione di quest’ultimo edificio è presente una suggestiva leggenda. La Basilica di San Gavino fu voluta da Comita Re e Giudice di Torres. Quest’ultimo era ammalato di lebbra e una notte sognò San Gavino, il quale in cambio della guarigione chiese che fosse data una degna sepoltura al suo corpo e quello dei suoi compagni . Pertanto, Comita, fece costruire la basilica e la cripta presso il Monte Agnellu. Una volta rinvenute le spoglie dei tre santi furono trasferite nella cripta come promesso.

La Basilica di San Gavino è ritenuta uno dei monumenti più importanti della città ed è l’edificio in stile romanico più imponente di tutta la Sardegna. La zona adiacente alla basilica, tutt’oggi rappresenta una delle mete archeologiche più interessanti di tutta la regione, grazie alla presenza di diversi reperti.

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