Lipari: Basilica San Bartolomeo

0 commenti 20 giugno 2017
Il Castello di Lipari

photo credit: utente Flickr roberto

Nell’incantevole Lipari, merita senz’altro una visita la spettacolare Basilica Concattedrale di San Bartolomeo, principale luogo di culto dell’intero arcipelago delle Eolie.

Proprio San Bartolomeo Apostolo, infatti, è il Santo Patrono delle Isole Eolie. Il suo nome in aramaico-siriaco, Natanaele Bartolmai, significa “dono di Dio, figlio di colui che smuove le acque”, e proprio in virtù di questo significato i Liparesi lo venerano in maniera molto sentita, proprio perché le loro radici li contraddistinguono come abili marinai e navigatori, coinvolti e legati costantemente alle forze del mare.

Questa affascinante Basilica, la più grande ed antica delle Chiese dell’isola, sorge nel cuore della Cittadella (detta anche l’Acropoli di Lipari), e si presenta, nella sua parte esterna, in stile neobarocco con accanto un campanile.

La meravigliosa facciata principale della Cattedrale si affaccia a Nord/Ovest sulla scalinata che conduce alla parte bassa della città, mentre il suo interno è composto da tre navate con volta a crociera.

Questo principale luogo di culto dei liparesi, risalente al 1084, contiene numerose opere d’arte, tra cui l’ammirevole statua in argento di San Bartolomeo. La chiesa, inizialmente a navata unica, divenne Cattedrale nel 1131, quando il Vescovo dell’epoca, Giovanni di Pèrgana, decise di ampliarla insieme al Monastero, che si sviluppò attorno al chiostro. Il chiostro del Monastero fu il primo chiostro latino-normanno di Sicilia.

Esso, insieme alla chiesa abbaziale, venne incendiato e bruciato dai Turchi nel 1544, comportando una ricostruzione che durò vari decenni e che fu conclusa con una magnifica volta a botte. La ricostruzione rinascimentale mantenne molto dell’edificio originario, ampliando l’altezza della struttura e consentendo lo sviluppo di varie cappelle lungo i suoi fianchi.

Il secolo XVIII rappresentò per la Cattedrale di San Bartolomeo un’epoca di radicali innovazioni sia strutturali che ornamentali. Infatti, nel 1778, furono eseguite la statua d’argento del Santo Protettore ed il suo altare in legno, fra il 1755 e la fine del secolo venne innalzato il campanile e, nel 1772, furono costruite le due navatelle laterali. Anche i meravigliosi affreschi della volta risalgono al 1700 e raffigurano scene bibliche.

Nell’ultimo decennio del secolo nella Cattedrale s’impose la molteplicità dei colori del marmo, materiale di cui furono rivestiti gli altari che vennero, a loro volta, sormontati dalle armoniose tele del pittore Antonio Amorosi.

L’imponente Cattedrale di San Bartolomeo, svettante nelle tante case del centro di Lipari, è sempre stata testimone della vita religiosa e civile degli abitanti dell’isola. Proprio per questo motivo i fedeli l’hanno ribattezzata “ ‘a Citàti ”, proprio perché essa rappresenta altamente la sintesi di una “città che non è più”, ma che resta il centro propulsore di quella eccezionale forza aggregante che unisce tutti i “figli delle Eolie”, che siano essi vicini o lontani.

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