I vini di Ponza

0 commenti 15 marzo 2017

vini di ponza

La viticoltura a Ponza nasce nel 1734 grazie a Pietro Migliaccio, un ischitano che sbarcando sull’isola pontina decise di sfruttare i terreni della località “Punta Fieno”, un promontorio a sud dell’isola custodito da una fiorente e sviluppata macchia mediterranea. Fu proprio lì che egli decise di coltivare i vitigni tipici ischitani, come il Biancolella, il Piedirosso e l’Aglianico. Ad oggi le cantine che effettuano la produzione vinicola sono due: l’Antica Cantina Migliaccio e la Cantina Taffuri Pouchain.

A Ponza la raccolta dell’uva era ed è quasi del tutto manuale, in alcune zone irraggiungibili dai macchinari si effettua anche la pigiatura con i piedi. Solo negli ultimi anni si riuscirono a portare sull’isola diversi macchinari con gli elicotteri, anche se tutt’ora alcune operazioni, come la torchiatura, si fanno ancora con l’antico sistema della pietra torcia (una pietra che, legata ad un palo con un argano, torchia le vinacce per ottenere il mosto).

La coltivazione della vite a Ponza era ed è tutt’oggi “eroica”, poiché per raggiungere Punta Fieno si deve camminare quasi un’ora a piedi su una mulattiera, carichi di uva e bottiglie piene (quando i muli non sopportano di più). L’approccio alla zona via mare è pressoché impossibile, in quanto essendo la costa rocciosa, bisognerebbe saltare dalla barca direttamente sugli scogli, rischiando di finire in acqua e perdendo tutto il materiale.

Nonostante queste difficoltà i vini di Ponza rappresentano un vero e proprio piccolo gioiello dell’isola. Seppure la produzione di vino a Ponza non vanta volumi molto altissimi, specie negli ultimi anni, è riuscita ad ottenere un buon impatto sia nella ristorazione regionale che nella vendita.

Come abbiamo detto all’inizio i vitigni introdotti a Ponza sono autoctoni dell’isola di Ischia, tuttavia vantano caratteristiche esclusive. Per esempio l’uva biancolella di Ponza è diversa da quella ischitana, in quanto il chicco è più tondeggiante e meno ovale, e ha un gusto lungo e trascinante di lamponi, di frutta rossa e di note agrumate. Dall’uva ponzese si ricavano quindi poche ma caratteristiche qualità di vino.

Il vino più prodotto è il “Fieno”, che prende appunto il nome dalla zona di produzione. Esso si produce in tre diverse tipologie, il bianco, il rosato ed il rosso.

Il Fieno Bianco, ottenuto dall’insieme di uva biancolella e uva forastera, è un vino di da abbinare a tipici piatti di pesce. Esso conta una produzione di circa 5000 bottiglie annue ed il suo colore è giallo lucente.

Il Fieno Rosato nasce invece dall’insieme di Piedirosso e Guarnaccia. Si tratta di un vino dal colore rosa, tra il ramato ed il cerasuolo, simile al color buccia di cipolla.

Va bevuto fresco e non freddo e la sua degustazione assicura una aroma floreale di rosa e magnolia. Quest’ultimo da abbinare senz’altro a saporite pietanze di mare, tipo aragoste, crostacei e fritture di merluzzi, ma anche su carni bianche al sugo, su tutte il coniglio.

Il Fieno Rosso è un vino dal colore rosso rubino intenso, e si associa con carne e formaggi stagionati, lasciando in bocca persistenti note speziate. Così come il rosato, esso conta una produzione molto bassa, di circa 1000 bottiglie annue.

Altro vino è il Biancolella di Ponza, già citato più volte, che mischia nel bicchiere intensi profumi di agrumi e frutta, e raggiunge il suo miglior risultato se abbinato a piatti di pesce. La produzione è leggermente superiore a quella dei Fieno Rosato e Rosso, ma solitamente non conta più di 2000 bottiglie annue.

A Ponza, oltre la produzione dei vini fermi classici, buon successo sta ottenendo anche quella dei vini spumante, tra i quali quelli da ricordare sono senz’altro il Don Ferdinando della Cantina Taffuri Pouchain, tratto da uve Chardonnay e Malvasia, ed i vini spumante Pizzicato Bianco e Pizzicato Rosato dell’Antica Cantina Migliaccio.

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Categoria: Sapori mediterranei

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