Croazia: la patria della cravatta

la cravatta ha origini croateMolti non sanno che la cravatta, quell’accessorio di stoffa ormai indispensabile all’abbigliamento maschile, affonda le sue antiche radici in Croazia. Infatti la parola “cravatta” deriva dal termine croato “hrvat”, che significa per l’appunto “croato”.

Come narrano i racconti popolari croati, tra il XVI e il XVII secolo, mogli e fidanzate salutavano i loro uomini che partivano per la guerra regalando in segno di ricordo e come pegno d’amore dei fazzoletti da mettere al collo. Indossando il fazzoletto il guerriero dimostrava così la sua fedeltà e la sua più totale dedizione alla donna amata.

Col passar del tempo la cravatta cominciò a far parte del costume nazionale della Croazia e in particolare diventò un tratto distintivo dei soldati croati.

L’Europa conobbe la cravatta nel XVII secolo in occasione della Guerra dei 30 anni, nella quale si distinse particolarmente la cavalleria croata. I primi ad accogliere con entusiasmo la moda della cravatta furono i Parigini, ravvisando in essa un simbolo del progresso, tanto che durante la rivoluzione francese la indossarono di colore nero in segno di protesta contro le idee reazionarie del regime monarchico.

Oggi la Croazia, orgogliosa di questa antica tradizione, propone ai suoi turisti  una vasta scelta di cravatte, soprattutto in seta, decorate con i consueti motivi croati come i caratteri glagolitici, l’intreccio e il cosiddetto pleter, presente sui monumenti croati risalenti agli inizi del medioevo.

I turisti che vogliono esplorare questa antica terra ricca di storia e tradizioni, possono imbarcarsi ad Ancona o a Pescara sulle navi Snav che partono per Spalato e per Stari Grad (Hvar) in Croazia.