Luoghi da non perdere

Procida: Casale Vascello

Ai piedi di Terra Murata, nella meravigliosa isola di Procida c’è un antico borgo fortificato di Casale Vascello. Questo fu il primo nucleo abitativo dell’isola che si formò, quando le invasioni saracene si fecero meno frequenti e la popolazione dell’isola decise di realizzare nuovi insediamenti.

Questi nuovi nuclei abitativi presero il nome di “casali”,  e Casale Vascello è il più grande ed è un esempio di tipica architettura procidana secentesca. Il borgo si presenta in un buono stato di conservazione, e vi si accede da due ingressi, che si trovano, il primo su via Principe Margherita, mentre il secondo è su Via Salita Castello. Proprio in virtù della presenza di questi due ingressi, Casale Vascello è anche detto “vascello sfondato”.

C’è chi, dall’altro canto, identifica il nome di Casale Vascello nell’espressione  dialettale “vescieddo” o “re vescio” che significa “di giù”, proprio a indicare la collocazione dell’abitato verso il basso rispetto a Terra Murata.

Nel dettaglio Casale Vascello si sviluppa attorno un cortile centrale, che tutt’oggi ospita eventi culturali. Su questo cortile si affacciano numerose abitazioni, da quali prendono vita anche un intricato sistema di vicoli. L’impatto cromatico è assolutamente unico, infatti, tutte le unità abitative sono caratterizzate da colori vivaci. Le abitazioni sono addossate l’una all’altra, proprio per impedire il passaggio dei nemici. Gli esterni su caratterizzano per un piccolo balcone sormontato da un arco, che ricorda, invece, l’architettura araba.

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Ischia: sorgenti di Nitrodi

Ischia è sempre stata conosciuta come una meta ideale per chi vuole approfittare delle proprie vacanze per godersi i benefici delle acque termali. Tra i luoghi che oggi esploreremo c’è la sorgente di Nitrodi, le cui acque sono note, sia agli isolani che ai turisti proprio per le loro preziose qualità terapeutiche.

Lo stabilimento termale dove è possibile godere dei benefici delle acque termali della Sorgente di Nitrodi si trova nella località di Buonopane, sita nel comune di Barano d’Ischia. L’acqua termale, che sgorga da millenni, è ricca di sodio, calcio, potassio, cloro, zolfo e carbonio.

Proprio grazie a questa sua composizione alle acque termali di Nitrodi sono riconosciute numerose proprietà a beneficio di organi come il rene e lo stomaco, ma può essere utilizzata anche per curare ferite oppure artrosi e reumatismi.

Nel dettaglio le acque di Nitrodi favoriscono e regolano la diuresi, oltre a migliorare la capacità funzionale del rene. Inoltre, la sorgente è nota per le spiccate proprietà antiuriche ed è anche utilizzata per risolvere o migliorare gastriti e gastroduodeniti, e come coadiuvante nelle ulcere gastroduodenali. L’efficacia delle acque della sorgente è stata rilevata per quanto riguarda la cura delle artropatie pratiche.

Altra caratteristica che rende le acque di Nitrodi particolarmente apprezzate è costituita dalle proprietà cicatrizzanti a livello cutaneo e cutaneo-mucoso. Infine, per chi ama avere una pelle sana, liscia e luminosa, le acque di Nitrodi sono proprio il rimedio naturale giusto per avere un aspetto radioso.

Tutti questi benefici dipendono dal fatto che le acque di Nitrodi sono erogate totalmente pure tramite delle apposite docce. Il parco termale, infatti, non dispone di piscine, che andrebbero disinfettate con sostanze come il cloro e altri detergenti, quindi le acque termali risulterebbero alterate dalla presenza di sostanze chimiche.

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Capri: Grotta di Matermania

Capri, isola mondana, ma anche di misteri affascinanti. Da questo punto di vista un luogo sicuramente molto suggestivo è la Grotta di Matermania. Quest’ultima è situata sul versante sud occidentale dell’isola ed è nel corso dei secoli ha ospitato riti propiziatori, è stata la dimora di un eremita, ma anche luogo al centro di scandali, per l’appunto, mondani.

Il nome della grotta, molto probabilmente, risale all’epoca romana, con riferimento alla dea Celibe, la quale veniva definita proprio Mater Magna. Celibe era la divinità della natura e degli animali, quindi in qualche modo rappresentava la fecondità e la forza vitale. A testimonianza di ciò c’è l’altare a lei dedicato, presente nell’antro della grotta, dove era presente anche una statuetta in terracotta raffigurante la divinità.

Invece, il toponimo Mitromania, sempre attribuito alla grotta, è collegato alla scoperta di un bassorilievo mitriaco nella piana di San Costanzo. Tutto questo ha dato vita a ipotesi, che vogliono che la grotta in realtà fosse un tempio dedicato al dio greco-romano Mitra, che simboleggiava il sole.

Il popolo caprese attribuiva a questa grotta un valore propiziatorio. In particolare, il luogo veniva identificato con il nome di Grotta del Matrimonio. In base alla tradizione le giovani coppie, dopo la celebrazione del matrimonio, si recavano nella grotta proprio per propiziare l’unione.

Le dimensioni maestose dell’antro, che si estende per circa trenta metri, per una larghezza di venti metri e un’altezza di circa dieci metri, sono in grado di sopraffare il visitatore, che si sente completamente avvolto dalla particolare atmosfera di questo luogo.

Per arrivare alla Grotta Matermania e scoprirne i misteri bisogna percorrere il sentiero del Pizzolungo. Partendo dalla famosa Piazzetta, bisogna procedere poi per Corso Vittorio Emanuele e via Camerelle fino a svoltare verso sinistra su via Targara. A questo punto dopo aver raggiunto il Belvedere si prende il sentiero del Pizzolungo che porta a destinazione.

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Sardegna: Porto Torres

Porto Torres è una cittadina della provincia di Sassari che si trova nella Sardegna nord-occidentale. Situata sul Golfo dell’Asinara, in una posizione strategica, visto che il suo porto è l’unica via di collegamento della Sardegna con la Spagna.

La costa di Porto Torres ha una conformazione molto particolare, mentre verso est si estende il litorale di Platamona, invece, lungo la città si possono osservare molte scogliere di tufo con falesie superiori ai 30 m, queste ultime sono interrotte soltanto da spiagge come quella di Balai, di Scogliolungo e di  Renaredda.

Porto Torres è anche nota per i numerosi ritrovamenti risalenti al Miocene e per l’attestazione dello sviluppo di una civiltà prenuragica. Non mancano anche testimonianze risalenti alla Preistoria e al Medioevo. Secondo queste caratteristiche Porto Torres si presta a essere la meta ideale per chi desidera unire divertimento e mare, ma allo stesso tempo anche scoprire le attrazioni culturali del posto.

Diffuso anche il turismo enogastronomico, in quanto sono diverse le specialità che si possono assaporare: dalle seadas, al miele, al formaggio fino alle specialità di carne. Protagonista della tavola è il pesce, a cui sono dedicate la diverse sagre, come quella dedicata al tonno o al riccio di mare.

In zona si possono anche assaporare ottime birre artigianali e anche gli appassionati dei vini troveranno diverse produzioni molto interessanti. Infine, la Sardegna è la patria del mirto, con il quale si realizza il liquore tipico, che accompagnerà degnamente ogni fine pasto, nonché costituisce un prezioso souvenir da portare a casa dopo le proprie vacanze.

Con i traghetti Genova-Porto Torres potrai arrivare nella cittadina sarda dopo una piacevole traversate. Acquista subito i tuoi biglietti e goditi la tua vacanza in Sardegna.

 

Salina: visita a Leni

Il comune di Leni confina con Santa Marina di Salina e Malfa, e occupa circa un terzo dell’isola di Salina. L’origine del nome del comune è tutt’ora avvolto nel mistero.

C’è chi attribuisce l’origine alla parola greca lenòs, che vuol dire torchio, riferendosi alla vocazione agricola del territorio, utilizzato per la produzione di olive e vino. Un’altra suggestiva ipotesi vuole che il paesino sia stato dedicato a una donna di nome Elena, da cui deriverebbe appunto il nome Leni.

Il comune comprende le frazioni di Rinella e Valdichiesa, due località molto frequentate dai turisti, ma anche dagli abitanti dell’isola.

In particolare, Valdichiesa è la località dove sorge il Santuario della Madonna del Terzito. Il santuario, molto caro agli abitanti dell’isola, è nato sui resti di un edificio realizzato da un’eremita, la cui “unica compagnia” era un quadro che raffigurava la Vergine Maria. Il dipinto fu ritrovato nel corso del 1600 da un abitante dell’isola che lo rinvenne tra le rovine.

Fu così che proprio su quelle rovine fu eretta la nuova chiesa. Durante il XIX ci fu un primo restauro, mentre più recenti sono le modifiche di ampliamento della navata centrale e dei due campanili posti ai lati dell’edificio. All’interno della chiesa è presente una tela risalente al Settecento con l’immagine della Vergine Maria nell’atto di proteggere le isole e una statua in legno, sempre dedicata alla Madonna. Il 23 luglio il comune festeggia la sua patrona con un calendario di eventi liturgici e non.

Dalla chiesa, inoltre, comincia il percorso escursionistico che porta al monte Fossa delle Felci, uno dei luoghi più apprezzati per le passeggiate e il trekking della natura.

Rinella, invece, è un piccolo borgo di pescatori che porta al mare. Possiamo dire che Rinella è uno dei luoghi più caratteristici dell’isola. Tra le attrazioni principali che richiamano i turisti, c’è la spiaggia caratterizzata da sabbia nera e dalla forma di mezzaluna. La spiaggia è sormontata da grotte scavate nella roccia, che venivano utilizzate come ricovero per le barche.

La costa è costituita da fondali bassi e sabbiosi, che rendono questo luogo particolarmente adatto per lo snorkeling. Oltre alla ricca fauna e flora marina, qui si possono ammirare i fenomeni vulcanici chiamati sconcassi.

Infine, il comune di Leni è anche noto perché località dove si svolgono diversi eventi culturali. Infatti, dal 2007 il comune ospita il SalinaDocFest, manifestazione dedicata al cinema e in particolare ai documentari.

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Procida: Chiesa Santa Margherita

Tra i luoghi più rappresentativi dell’isola di Procida c’è la Chiesa di Santa Margherita. Il complesso risale al XVI secolo circa, eretto per ospitare i monaci domenicani, che si trasferirono dall’antico Cenobio di S.Margherita Vecchia alla Chiaiolella, per via delle incursioni dei saraceni e per la posizione estremamente decentrata della loro sede rispetto all’abitato.

Secondo le testimonianze la Chiesa fu eretta dopo un accordo stretto tra i rappresentanti dell’Ordine Domenicano e il Cardinale D’Avalos, allora feudatario di Procida. Quest’ultimo era particolarmente interessato ai terreni boschivi annessi al vecchio convento dei domenicani e mirava a farne una propria riserva di caccia. Da qui l’idea di proporre ai monaci domenicani di trasferirsi in un’area più vicina al centro cittadino e allo stesso tempo meglio difendibile.

Fu così che la Chiesa e il convento furono costruiti sul promontorio in località “La taglia”. L’opera fu conclusa nel 1586, anno in cui i monaci si trasferirono nella struttura. Da quel momento e ancora oggi il promontorio è chiamato “Punta dei monaci” proprio per la presenza del complesso religioso guidato dai domenicani.

La Chiesa di Santa Margherita si contraddistingue per gli interni in stile Barocco e per l’elaborato altare in marmo. Proprio alle spalle di quest’ultimo si apre un porticina che conduce a un ampio terrazzo, che faceva da tetto al convento sottostante.

Purtroppo, la chiesa e il convento subirono danni per via di crolli che si verificarono nell’inverno del 1956. Si salvarono, tuttavia, alcuni ambienti collocati sui livelli inferiori, e che si sviluppavano intorno un sistema di cisterne costruito per la raccolta dell’acqua piovana. Lavori di restauro hanno restituito da qualche anno la chiesa ai procidani e ai turisti ed è oggi un luogo destinato per l’organizzazione di mostre ed eventi culturali.

La suggestione del posto è data non soltanto dalla sua storia affascinante, ma soprattutto dal fatto che si trova in un’area da cui si gode di un panorama davvero unico sull’isola. Se questa estate pensate di concedervi qualche giorno a Procida non dimenticate di visitare questo luogo ricco di storia e bellezza. In tal senso, ricordiamo che SNAV offre la possibilità di arrivare sull’isola grazie ai collegamenti giornalieri effettuati dagli aliscafi Napoli-Procida.

Come scegliere la sistemazione giusta

La chiesa di S.Candida a Ventotene

La Chiesa di Santa Candida di Ventotene è uno dei luoghi  sull’isola, che meritano una visita e che manifesta tutto l’amore e la devozione che la popolazione locale ha per la propria Patrona.

La chiesa, come si può ammirare già dall’esterno, è caratterizzata da elementi architettonici in stile Neoclassico. In particolare, l’edificio religioso fu progettato dall’ingegnere Antonio Winspeare, che si servì della collaborazione dell’architetto Francesco Carpi.

I lavori di costruzione cominciarono nel 1769, mentre la cerimonia in cui fu ufficializzata la dedica della chiesa alla patrona dell’isola si svolse 5 anni più tardi, il 22 settembre del 1774 durante una celebrazione presieduta dal Vescovo di Gaeta Carlo Pergamo.

All’interno dell’edificio sono custodite diverse opere d’arte tra cui la statua lignea di S. Candida, realizzata nel corso del Settecento. La serie di statue in legno comprende anche un Crocifisso, le raffigurazioni della Madonna Addolorata, di Sant’Orsola e della Madonna del Rosario con Bambino,

Inoltre, sempre all’interno della chiesa si può ammirare la tela raffigurante la Madonna Assunta, risalente al XVIII secolo, attribuibile a Sebastiano Conca.

Accanto alla chiesa si trovava il convento dei Cappuccini che ressero la parrocchia fino al XIX secolo. Ad oggi l’edificio è diventato la sede della canonica dei locali parrocchiali e ospita le  le suore Adoratrici del Sangue di Cristo.

Anche quest’anno SNAV mette a disposizione i propri mezzi veloci per raggiungere le isole Pontine. La tratta sarà attiva dal 7 luglio al 9 settembre. Per maggiori informazioni o per acquistare i biglietti per Ponza e/o Ventotene visita il sito www.snav.it oppure chiama il call center  SNAV al numero 081. 4285.555.

Quest’estate scopri le bellezze di Ventotene e i luoghi simbolo dell’isola che ti faranno scoprire antiche tradizioni e usanze.

Salina Archeologica

Sull’isola di Salina sono presenti diversi siti archeologici che testimoniano che l’isola fu abitata fin da tempi antichissimi.

Il villaggio di Portella, ad esempio, situato tra Santa Marina Salina e Faro e scoperto nel 1954, è un sito preistorico la cui facies è sicuramente attribuibile alla cultura milazzese. Le costruzioni riportate alla luce possono essere datate all’Età del Bronzo medio, quindi in un periodo dal XV-XIII secolo.

Il villaggio di Portella è stato costruito su più livelli, in un luogo facilmente difendibile, vista la conformazione del territorio. Gli scavi hanno riportato alla luce più di 20 unità abitative. Parliamo di capanne di forma circolare o ovale, il cui diametro si attesta tra i 3-4 metri.

Le costruzioni sono state scavate nella roccia vulcanica e circondati, in alcuni casi, da muri a secco. All’intero delle capanne sono stati ritrovati oggetti che accompagnavano la vita quotidiana e gli arredi. Questi reperti sono arrivati fino a noi perché lasciati in loco, dato che il villaggio fu abbandonato per un incendio.  I reperti rinvenuti a Portella hanno permesso l’allestimento del Museo Civico di Lingua a Santa Marina Salina.

La necropoli di Mastrognoli, invece, si trova tra la ricca vegetazione presente alle pendici orientali del Monte delle Felci. La località è nota, in particolare, perché qui si trova uno dei più antichi sentieri che percorrono i fianchi della montagna. Quest’ultimo rappresenta, allo stesso tempo, anche uno dei percorsi naturalistici più affascinanti dell’isola di Salina.

L’area archeologica in questione è situata sopra un banco di tufo dal colore grigio chiaro. Qui sono state rinvenute 16 tombe di forma rettangolare, scavate seguendo il pendio della roccia. Parte di queste tombe risulta danneggiata a causa della naturale erosione che nel tempo ha corroso il banco tufaceo.

Altro fattore che ha portato all’erosione è stato lo scavo di un sistema per la raccolta d’acqua costituito da canalette, pozzetti e vasche. Sia nell’area delle tombe che all’interno della cisterna sono stati trovati diversi oggetti di uso comune e frammenti di vasellame che possono essere datati dall’età greco-ellenistica al periodo tardo romano. Tutto questo ci indica che il sito è stato utilizzato con una certa regolarità nel corso del tempo.

Infine, una menzione riguarda il sito di Barone dove sono stati rinvenuti i resti di un complesso termale di età romana. Il sito è stato poi rifunzionalizzato in età posteriore come stabilimento per la lavorazione e la salagione del pesce. Ricordiamo che la località Barone è nota proprio per la lavorazione del pesce salato, che si è sviluppata grazie alla presenza delle saline di Lingua che venivano utilizzate già dall’età romana.

Per ammirare Salina in tutta la sua bellezza viaggia con SNAV. Acquista subito i tuoi biglietti per gli aliscafi Napoli-Salina e goditi una vacanza all’insegna di cultura, benessere e divertimento.

 

 

Escursione a Palmarola

Un’isola selvatica, ricca di fascino, dove la natura regna sovrana e l’impronta dell’uomo si nota a fatica, per la gioia degli amanti della vita into the wild: tutto questo è Palmarola, la più occidentale delle isole Pontine, uno scrigno pronto ad aprirsi per mostrare tutte le sue infinite meraviglie naturali.

Già, perché Palmarola è un’isola completamente disabitata: sebbene siano soltanto 7 le miglia che la separano da Ponza, dalla quale è raggiungibile con un breve spostamento in barca, questo luogo non presenta strade, non presenta abitazioni, ma soltanto una natura verde e rigogliosa a metà strada tra splendide alture, ideali per chi pratica il trekking, grotte e il blu cristallino di un mare che toglie il fiato, tanta è la sua bellezza.

Qui, tra cale da scoprire, scogli e faraglioni, è possibile compiere splendide escursioni che rimangono nel cuore di chi le sperimenta. Ecco alcuni consigli sui luoghi da vedere a Palmarola.

Partiamo da Cala Brigantina, così denominata per via del suo essere, in passato, un approdo per le navi dei pirati: qui, in determinati periodi dell’anno, potrete ammirare il gabbiano reale e il falco pellegrino, che scelgono questa parte dell’isola per nidificare.

Passiamo poi allo scoglio Suvace, così denominato per via della sua caratteristica forma che ricorda quella di una sogliola, e alla Forcina, che testimonia un passato fatto di colate laviche e stratificazioni rocciose. Dirigendovi verso punta Tramontana, superando lo scoglio Scuncillo, potrete ammirare gli scogli chiamati Le Galere caratterizzati dalla presenza dell’ossidiana, pietra caratteristica dell’isola.

Il luogo più accessibile resta senza dubbio Cala del Porto: qui è presente uno stazionamento di barche che effettuano il collegamento Ponza – Palmarola, c’è una stazione radio con la quale inviare segnalazioni in caso di difficoltà e troverete anche due ristoranti in cui rifocillarvi dopo una giornata al mare.

E’ tutto pronto per la vostra escursione a Palmarola: non vi resta che prenotare un aliscafo per Ponza con Snav e raggiungere questo angolo di paradiso posto al centro del mar Tirreno! Qui maggiori info su orari e prenotazioni: www.snav.it.

Gelato a Ponza: dove?

Ponza è un’isola che profuma di estate e, si sa, l’estate ha il sapore del gelato!

Con questo articolo desideriamo fornirvi una breve guida alle migliori gelaterie di Ponza, con la speranza di darvi il giusto consiglio quando vi troverete sull’isola e avrete voglia di gustare questa specialità tipicamente estiva.

Iniziamo subito col dirvi che le gelaterie a Ponza, generalmente, si concentrano soprattutto nella parte meridionale dell’isola, in prossimità del porto e del centro abitato. Qui è possibile assaporare un ottimo gelato a qualunque ora del giorno grazie ai bar e alle gelaterie presenti in zona.

Tra questi possiamo citare Blumarine, nota per il gusto unico dei suoi gelati, alcuni dei quali davvero ricercati: provate a resistere al fascino del gelato a noce e fichi caramellati, a ricotta e pera oppure a Nutella? Nonostante le dimensioni ridotte, una tappa al Blumarine è d’obbligo per chiunque visiti l’isola di Ponza. Un’altra particolarità? Le pareti della gelateria, piene di scritte, firme e dediche, sulla quale potrete lasciare anche il vostro nome in ricordo della vostra vacanza ponzese.

Spostiamoci ora in via Carlo Pisacane e prepariamoci a conoscere il mitico gelato del Bar Gelateria Maga Circe, situato nel bel mezzo della movida ponzese, in piazzetta. Qui potrete fermarvi non solo per un gelato, ma anche per sorseggiare un cocktail o godervi un caffè nel cuore mondano dell’isola. E ancora: crostate, dolci, aperitivi, yogurt e macedonie di frutta, il tutto condito da tanta gentilezza e un’ottima ospitalità da parte dello staff di questo bar.

Il Bar Gelateria Panoramica è a conduzione familiare e offre un gelato di altissima qualità. I gusti più richiesti sono quelli classici: caffè, cioccolato, nocciola e pistacchio, ma anche quelli alla frutta. Nella suggestiva cornice del porticciolo borbonico di Ponza, questo luogo vi offrirà momenti di relax godendo di una veduta panoramica da togliere il fiato. Cortesia e attenzione al cliente completano il biglietto da visita di questo bar, che siamo certi non deluderà le vostre aspettative.

Naturalmente l’isola di Ponza è ricca di gelaterie, tutte di ottimo livello, che sapranno addolcire le vostre vacanze con il loro carico di bontà. Vi consigliamo di visitare questo luogo dal fascino senza tempo prenotando il vostro viaggio a bordo degli aliscafi Snav, in partenza da Napoli Mergellina ogni giorno durante l’alta stagione (da luglio a settembre).

Collegandovi alla pagina https://www.snav.it/destinazioni/isole-pontine potete trovare maggiori informazioni su orari, partenze e offerte speciali.