Libri

Sicilia: Per questo mi chiamo Giovanni di Luigi Garlando

Per questo mi chiamo Giovanni è un romanzo di Luigi Garlando, giornalista e scrittore italiano. Il libro, pubblicato nel 2004, è oggi usato da molte scuole come lettura di narrativa.

La storia, racconta in modo semplificato, ma molto intenso, il significato della parola mafia attraverso le parole di un padre che passa una giornata speciale con il proprio figlio.

Giovanni è un bambino che frequenta una scuola elementare di Palermo. Nella sua classe, lui e gli altri compagni hanno paura di ribellarsi alle continue vessazioni di Tonio.

Nel giorno del suo 10° compleanno il padre di Giovanni gli regala una giornata di vacanza, portandolo in giro per Palermo, parlandogli della città, ma anche della mafia, paragonandola a ciò che fa Tonio con i suoi compagni.
Parlano anche di Giovanni Falcone, passano da Capaci e visitano la casa del magistrato. Tornati a casa il padre confessa al figlio di aver anche lui un tempo pagato il pizzo e quando un giorno si ribellò il suo negozio venne raso al suolo, ma con esso anche un pezzo della mafia…

Ricordiamo, infine, che la Sicilia è raggiungibile imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Siclia: Palermo Borgo Vecchio di Valentina Gebbia

Palermo, Borgo Vecchio è un romanzo della giornalista e scrittrice Valentina Gebbia, la cui terra natìa è appunto il capoluogo siciliano.

Il libro, uscito nel 2007 è stato semifinalista al premio Scerbanenco e finalista al Premio Azzeccagarbugli 2008.

Per la quarta volta tornano le avventurose investigazioni dell’eccentrica famiglia Mangiaracina in una Palermo variegata e variopinta.
Nella piazza del Borgo Vecchio si consuma un atroce delitto: la vittima è un uomo dilaniato da una motosega elettrica davanti agli occhi di un ignoto spettatore.

Al caso indagherà Terio, coinvolto controvoglia dalla strampalata sorella Fana, visto che proprio il marito della vicina di casa, la signora Provvidenza, è stato accusato del delitto.

Anche in questo romanzo la penna di Valentina Gebbia si sofferma sulla sua amata Palermo, denunciando però le tante magagne rimaste ancora irrisolte.

Punto forte della scrittrice è anche la vena ironica, che a volte si rivela esilarante, conquistando ancor più il lettore.

Ricordiamo a lettori e turisti, che la bella Sicilia è raggiungibile imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Sicilia: Hollywood, Palermo di Piergiorgio Di Cara

Hollywood, Palermo è un libro scritto da Piergiorgio Di Cara, scrittore, sceneggiatore e poliziotto nato nel capoluogo siciliano nel 1967.

Il romanzo, uscito nel 2005, racconta di un barbaro omicidio in una Palermo che ricorda tanto la Los Angeles Messicana.

Di Cara apre il racconto proprio con un crudele delitto, un omicidio che si ispira ai noir americani, con un serial killer che si porta via un pezzo di cranio della povera vittima. Quest’ultima è una donna, Laura Maniscalco, moglie di un dirigente Agip, uccisa crudelmente mentre stava cucinando.
Il lettore viene presto travolto dall’inchiesta, affidata ad un ispettore che svolge il suo lavoro con assoluta passione.
L’indagine sembra non procedere e le accuse ricadono sul vedovo e sulle strane telefonate che riceve.
L’autore inserisce nei dialoghi espressioni in dialetto siciliano che caratterizzano i personaggi di questa inconsueta Palermo, densa di mistero, che travolgerà il lettore tenendolo col fiato sospeso fino al colpo di scena finale.

Palermo, terra natia dello scrittore e protagonista del romanzo che vi abbiamo qui sopra presentato, è raggiungibile imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Il giorno della civetta, di Leonardo Sciascia

Il giorno della civetta è un romanzo sulla mafia di Leonardo Sciascia, edito la prima volta nel 1961 da Einaudi.

Lo scrittore siciliano narra un racconto che si ispira all’omicidio del sindacalista Accursio Miraglia, ucciso dalla mafia a Sciacca nel gennaio del 1947.

Il romanzo è forse il più venduto di Sciascia; è stato tradotto all’estero ed è stato reinterpretato in versioni teatrali e nel film omonimo di Damiano Damiani.

Il giorno della civetta inizia con l’omicidio del presidente di una piccola impresa, mentre sale su un autobus diretto a Palermo.
I passeggeri si allontanano, autista e bigliettaio non sanno niente e il venditore di panelle neppure.
L’omertà che circonda l’omicidio fa pensare a un delitto di mafia e il capitano Bellodi, al quale è affidato il caso, riesce a tirar fuori dai vari interrogatori 2 nomi: Rosario Pizzuco, il mandante, e Diego Marchica detto Zicchinetta, il sicario.
L’intera faccenda, causa insufficienza di prove, terminerà in un nulla di fatto.
Sciascia scrive per la prima volta “quaquaraquà”, oggi famosa espressione legata al mondo della mafia.

Ricordiamo, infine, che la Sicilia è raggiungibile imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Sicilia: “Il Consiglio d’Egitto” di Leonardo Sciascia

Il Consiglio d’Egitto è un romanzo del 1963 di Leonardo Sciascia.
Si tratta di un romanzo storico ambientato nel XVIII secolo, nel quale si narra dell’imbroglio perpetrato dall’abate Vella ai danni degli intellettuali siciliani, che consistette nel falsificare la traduzione di un testo arabo e di crearne poi uno nuovo dal nulla, per trarne benefici personali.

I due testi (“Il Consiglio di Sicilia” e “Il Consiglio d’Egitto”) mettono in contrapposizione nobiltà e re, e si inseriscono nel tentativo di modernizzare la Sicilia da parte del Vicerè Caracciolo.
Alla figura dell’abate si contrappone quella dell’avvocato Francesco Paolo di Biasi, il quale tenterà di organizzare una rivoluzione in nome dell’uguaglianza degli uomini. Scoperto, verrà torturato e decapitato. Ma la sua figura, a differenza di quella dell’abate, rimane un simbolo di speranza, perchè ha cercato di cambiare lo status imposto dalla nobiltà.

Per chi volesse visitare la Sicilia, ricordiamo che è possibile partire dal porto di Napoli con i traghetti per Palermo Snav.

Sicilia: “Un sultano a Palermo” di Ali Tariq

Un sultano a Palermo” è un libro scritto da w, romanziere e saggista pakistano.

La storia si svolge in uno dei momenti di massimo splendore della civiltà di Palermo, quando regnava re Ruggiero II, epoca del Medioevo nella quale le diverse etnie e dottrine convivevano l’un l’altro nel reciproco rispetto.
Il protagonista della vicenda è il consigliere, scienziato e grande amico di Ruggiero il Normanno: Muhammad al-Idrisi, chiamato in arabo Rujari. L’anno è il 1153 e Palermo è una città musulmana di grande splendore al pari di Bagdad e Cordoba. La lingua parlata è quella araba e la Sicilia è intrisa di arte e cultura.
Re Ruggero II, da tempo malato è prossimo alla fine, ma il suo regno è allo sfacelo.
Alla corte del re, infatti, musulmani, concubine e abili eunuchi che fanno parte dell’élite islamica complottano contro il potere, tra intrighi, passioni e impenetrabili segreti.

Ai turisti che volessero visitare la Sicilia, isola protagonista del romanzo di Ali Tariq, ricordiamo che possono raggiungerla partendo dal porto di Napoli con i traghetti per Palermo Snav.

Sicilia: “Morte a Palermo” di Silvana La Spina

Morte a Palermo” è il libro con cui Silvana La Spina ha esordito, uscito nelle librerie per la prima volta nel 1987 per le edizioni La Tartaruga.

Il commissario Santoro (descritto come un poliziotto “che non cercava legami coi potenti, non aveva i confidenti giusti e non riusciva a camminare nello stesso solco degli altri”) deve indagare sul misterioso omicidio del professor Costanzo, esperto di mitologia, le bozze del cui libro sono scomparse. La cupa vicenda si svolge in una bellissima Palermo, tra grandi palazzi e sotterranei misteriosi, personaggi ambigui e atmosfere noir.

Silvana La Spina è nata a Padova da padre siciliano e madre veneta, ma la Sicilia è da sempre il centro dei suoi romanzi. Ha pubblicato, oltre a “Morte a Palermo”, “L’ultimo treno da Catania”, “L’amante del Paradiso”, “Quando Marte è in Capricorno”, “La Creata Antonia”, la raccolta di racconti “Scirocco” e molti altri.

Per chi volesse visitare Palermo, ricordiamo che è possibile approdare in Sicilia partendo dal porto di Napoli con i traghetti per Palermo Snav.

Napoli: “Metti il diavolo a ballare” di Teresa De Sio, ambientato a Procida

Metti il diavolo a ballare” (edizioni Einaudi, 2009) è il romanzo di esordio di Teresa De Sio, conosciutissima cantautrice napoletana, con una grande carriera alle spalle.
La vicenda prende le mosse dall’isola di Procida, per approdare presto nel Salento, a Mangiamusa, dove Nunzio Solimene si trasferisce con le figlie Filomena (la maggiore) e Archina, posseduta da un male che ha origini lontane.

Il racconto si snoda avanti e indietro nel tempo, si scoprono dolori passati e amori, in questo piccolo e selvaggio paesino pugliese, che viene sconvolto da un episodio durante la notte di Carnevale che cambierà le vite di tutti.

Intanto Archina è sempre più sofferente. Donna Aurelia, la levatrice del paese, decide di riunire tutti i musicisti per suonare la taranta, così che tramite il ballo Archina possa “guarire” dal male interno che la divora, il cui segreto non deve essere scoperto.
Il romanzo inizia nella splendida isola di Procida, già celebrata da Elsa Morante nel suo “L’isola di Arturo”.

E’ possibile approdare sull’isola imbarcandosi al porto di Napoli sugli aliscafi per Procida Snav.

Napoli: Napòlide di Erri De Luca

Napòlide è un libro che lo scrittore e poeta Erri De Luca (definito di recente “lo scrittore del decennio” dal critico Giorgio De Rienzo) dedica alla propria terra natia: Napoli.

E’ definito napòlide colui che lascia il capoluogo partenopeo e ne perde la cittadinanza e, pur essendo lontano da Napoli, si sente sempre vicino alla propria terra di origine, portandola nel cuore.

Erri De Luca inizia il romanzo con una serie di ricordi legati a Napoli, dalle commedie di Eduardo De Filippo al maestro della scuola elementare, dal ragù fatto in casa, al pallone.
Nel libro autobiografico di Erri De Luca, lo scrittore ricorda anche quando ha lasciato Napoli la prima volta, a 18 anni, e quando vi è ritornato per amore. Finito il legame con la ragazza, lo scrittore ha abbandonato nuovamente la città descrivendo le sue sensazioni con queste parole: “perché le città coincidono con un amore, si è cittadini per virtù di abbracci e io lo sono stato per un anno. E dopo, nient’altro da toccare”.

Ricordiamo ai turisti che la bella Napoli è raggiungibile partendo da tutte le destinazioni servite dalle navi Snav.

Napoli Ferrovia: romanzo di Ermanno Rea

Napoli Ferrovia è un libro di Ermanno Rea che racconta sullo sfondo di Napoli la stravagante amicizia tra un giornalista ottantenne e il cinquantenne Caracas, di origini venezuelane.

Caracas ha 55 anni ed è il “re” della zona della ferrovia di Napoli: cranio rasato e idee razziste, odia i ricchi e gli americani, ma aiuta appena può i poveri bisognosi. L’io narrante è un vecchio giornalista tornato a Napoli e rincontra l’amico Caracas dopo molti anni.
I due si raccontano ripercorrendo una Napoli irrimediabilmente cambiata, nel microcosmo della Ferrovia avvolto da etnie e culture diverse.
Caracas rivive la sua storia d’amore con Rosa, distrutta dall’eroina; Rea invece torna indietro nel tempo, lasciandosi trasportare dai ricordi di cinquant’anni prima, negli anni ’40 e ’50, quando i nonni e i bisnonni avevano disperatamente tentato di salvare Napoli dal degrado della droga e dell’illegalità.
Napoli Ferrovia è un romanzo stupendo, ma estremamente malinconico che finisce con una rivelazione che separerà per sempre i due amici.

Ricordiamo che la Napoli descritta da Ermanno Rea è raggiungibile partendo da tutte le destinazioni servite dalle navi Snav.