Ventotene: la Cisterna dei detenuti

Come scegliere la sistemazione giusta

Ventotene, la più meridionale delle isole Pontine, è un luogo assolutamente affascinante e ricco di storia.

Uomini di cultura e numerose autorità sono sempre stati attratti da questo meraviglioso isolotto delle isole Pontine, tanto da renderla palcoscenico perfettamente adatto a numerose manifestazioni culturali e ai diversi festival che, ogni estate, vengono effettuati per i tanti visitatori.

Quest’isola meravigliosa fu definita “culla dell’Unione Europea” grazie ad Altiero Spinelli, un confinato che, con altri due compagni (Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni) si impadronì dell’intuizione federalista e scrisse il Manifesto di Ventotene, fondamenta essenziale per la nascita degli Stati Uniti d’Europa.

Già dai tempi antichi, Ventotene attirò l’attenzione di personaggi importanti: nell’epoca Romana, infatti, Cesare Ottaviano Augusto (primo Imperatore romano) decise di trasformare quest’isola sconosciuta nel luogo ideale destinato alla propria villeggiatura, impegnandosi a far costruire opere che la abbellissero e che la rendessero più funzionale.

Fu così che oggi è attribuito ad egli il sistema idrico dell’isola, nonché il porto romano e la suggestiva Villa imperiale di Punta Eolo.

A differenza della vicina Ponza, principale isola dell’arcipelago pontino, Ventotene non aveva sorgenti naturali e, per questo motivo, l’Imperatore Ottaviano incaricò il suo personale di creare un nuovo sistema idrico per l’isola, ancora oggi definito come un autentico gioiello di architettura.

Questo sistema idrico consentiva l’approvvigionamento dell’acqua potabile sfruttando la costruzione di sei grandi “cisterne” e condotte per la raccolta delle acque piovane, interamente scavate nel tufo; oggi ne sono rimaste solo due visibili, la Cisterna dei Detenuti e quella di Villa Stefania.

Situate nell’area meridionale dell’isola, a breve distanza da Piazza Castello (circa 1 km), entrambe risultano ancora meravigliosamente intatte.

La Cisterna dei Carcerati venne chiamata così poiché dopo l’utilizzo per cui fu costruita, divenne un luogo di ricovero per gli schiavi borbonici; infatti, all’interno testimoniano la permanenza umana numerosi graffiti, edicole votive, firme e dipinti, tutt’ora eccezionalmente ben visibili.

Essa si estende per ben 800 mq, ed è considerato dai numerosi turisti che affollano l’isola, come un luogo davvero suggestivo.

Il serbatoio consiste in un grande piazzale di raccolta delle acque a cielo aperto, da dove poi si aprono due gallerie comunicanti tra loro e che vengono impiegate per la conservazione delle riserve.

La possibilità di poter visitare questo spettacolo di architettura romana con l’assistenza di una guida, consente a tutti i visitatori di potersi immergere nella cultura e nella storia dell’isola, nonché nelle sue caratteristiche tradizioni.

La guida alla Cisterna dei Detenuti dura circa un’ora e, se fatta di sera, diventa certamente un’esperienza indimenticabile: la visione di una struttura così ricca di storia, unita ai profumi dell’isola, ai colori del mare incontaminato che la circonda e al belvedere del vicino isolotto di Santo Stefano, fa si che ogni visitatore ne resti affascinato a tal punto da emozionarsi.

Raggiungere l’isola di Ventotene per poter visitare la Cisterna dei Detenuti e godere di tante altre attrattive, è facile grazie agli aliscafi SNAV, che collegano velocemente Napoli alle isole Pontine.

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