L’imperatore di Capri, film con Totò

L’imperatore di Capri, film con Totò

Il protagonista è Antonio De Fazio, interpretato da Totò, che di professione fa il cameriere presso un albergo di Napoli. Un giorno, per puro caso, viene scambiato dalla bella Sonia Bulgarov, ospite dell’hotel, per il Bey Khan di Agapur, uomo ricchissimo (anzi, il più ricco del mondo), ed è invitato ad andare con lei a Capri. Lo scambio di persona continua anche sull’isola: qui Antonio ha la possibilità di frequentare gli ambienti più chic, snob e mondani, e viene conteso e venerato da tutte le donne che incontra. L’equivoco sarà risolto soltanto con l’arrivo della moglie e della suocera del protagonista, ma l’epilogo del film conterrà comunque un lieto fine.

Curiosità: il produttore de “L’imperatore di Capri“, Carlo Ponti, aveva previsto sette settimane di lavorazione per il film; le riprese, tuttavia, durarono soltanto 3 settimane, per cui Totò impiegò il tempo rimanente per girare un altro film sotto la produzione dello stesso Ponti, “Totò cerca casa”.

Ecco una delle scene più divertenti del film:

 

Capri, da sempre, è il set naturale per molti film di successo; anche in questo caso, l’isola si mostra in tutto il suo splendore pur essendo la pellicola in bianco e nero. Se invece volete scoprire i colori di questo fantastico luogo, date un’occhiata al calendario delle partenze degli aliscafi Snav che coprono la tratta Napoli – Capri: troverete tutte le informazioni sugli orari delle corse giornaliere.

 

 

Napoli: Totò, il principe della risata

Totò, il principe della risata, nome d’arte di Antonio De Curtis, è considerato uno dei più grandi interpreti nella storia del teatro e del cinema italiano.

Nato a Napoli nel 1898, Totò ebbe una carriera straordinaria, spaziando in tutti i generi teatrali e interpretò ben 98 film.

Tra i suoi film più belli ricordiamo “Siamo uomini o caporali”, “Miseria e nobiltà”, Totò, Peppino e la Malafemmina, “I soliti Ignoti”.

Il periodo d’oro del comico si può circoscrivere dal 1947 al 1952, con parodie di grande successo che contengono riferimenti satirici piuttosto espliciti e, in molti casi, alquanto pesanti.
Infatti, Totò era spesso osteggiato da una critica che non apprezzava la sua grande verve comica e scoppiettante, e che gli negò sino alla fine il riconoscimento di un grande spessore artistico.

Totò morì improvvisamente il 15 aprile 1967 all’età di 69 anni, stroncato da tre infarti.

Il 17 aprile il feretro partì tra ali di folla per Napoli, dove si svolsero i funerali solenni di fronte a una folla di circa 200.000 persone, poi il suono delle campane salutò per l’ultima volta Totò.

Ricordiamo ai turisti che la città natale di Totò è raggiungibile da tutte le destinazioni servite dalle navi Snav.

Napoli: Totò cantava “Ischia mia!”

ischia castello aragoneseTotò, il grande attore napoletano fu anche poeta e paroliere italiano.

Tra le canzoni più celebri che l’artista compose ce n’è una dedicata a una meravigliosa isola “Ischia mia”.

Antonio De Curtis, inizia la canzone con queste parole:
Fra tante belli cose c’ha criato, ‘o Padreterno ‘ncopp’ a chesta terra, na cosa ha fatto che nce s’è spassato: immiez’ a nu golfo nu pezzullo ‘e terra. E ‘ncoppa a chesta terra profumata, c’addora ‘e pace e regna na quieta, chest’isola da tutte decantata, te ce ha piazzato pure na pineta.”
Totò descrive Ischia come un paradiso, con il mare blu, il cielo incantevole e il golfo che è un vanto che ha solo quest’isola; il turista che la visita difficilmente la potrà scordare.
L’artista ricorda la prima volta in cui è stato a Ischia, “’nocpp’ a stu scoglio d’oro illuminato”, di essere rimasto senza parole. E incamminandosi sulla spiaggia, vedendo due belle ragazze, Totò ubriaco di mare e di sole, le avrebbe volentieri corteggiate.

I turisti che vogliono esplorare le bellezze di questa splendida isola, possono imbarcarsi al porto di Napoli sugli aliscafi per Ischia Snav.