Napoli: Napòlide di Erri De Luca

Napoli: Napòlide di Erri De Luca

Napòlide è un libro che lo scrittore e poeta Erri De Luca (definito di recente “lo scrittore del decennio” dal critico Giorgio De Rienzo) dedica alla propria terra natia: Napoli.

E’ definito napòlide colui che lascia il capoluogo partenopeo e ne perde la cittadinanza e, pur essendo lontano da Napoli, si sente sempre vicino alla propria terra di origine, portandola nel cuore.

Erri De Luca inizia il romanzo con una serie di ricordi legati a Napoli, dalle commedie di Eduardo De Filippo al maestro della scuola elementare, dal ragù fatto in casa, al pallone.
Nel libro autobiografico di Erri De Luca, lo scrittore ricorda anche quando ha lasciato Napoli la prima volta, a 18 anni, e quando vi è ritornato per amore. Finito il legame con la ragazza, lo scrittore ha abbandonato nuovamente la città descrivendo le sue sensazioni con queste parole: “perché le città coincidono con un amore, si è cittadini per virtù di abbracci e io lo sono stato per un anno. E dopo, nient’altro da toccare”.

Ricordiamo ai turisti che la bella Napoli è raggiungibile partendo da tutte le destinazioni servite dalle navi Snav.

Napoli Ferrovia: romanzo di Ermanno Rea

Napoli Ferrovia è un libro di Ermanno Rea che racconta sullo sfondo di Napoli la stravagante amicizia tra un giornalista ottantenne e il cinquantenne Caracas, di origini venezuelane.

Caracas ha 55 anni ed è il “re” della zona della ferrovia di Napoli: cranio rasato e idee razziste, odia i ricchi e gli americani, ma aiuta appena può i poveri bisognosi. L’io narrante è un vecchio giornalista tornato a Napoli e rincontra l’amico Caracas dopo molti anni.
I due si raccontano ripercorrendo una Napoli irrimediabilmente cambiata, nel microcosmo della Ferrovia avvolto da etnie e culture diverse.
Caracas rivive la sua storia d’amore con Rosa, distrutta dall’eroina; Rea invece torna indietro nel tempo, lasciandosi trasportare dai ricordi di cinquant’anni prima, negli anni ’40 e ’50, quando i nonni e i bisnonni avevano disperatamente tentato di salvare Napoli dal degrado della droga e dell’illegalità.
Napoli Ferrovia è un romanzo stupendo, ma estremamente malinconico che finisce con una rivelazione che separerà per sempre i due amici.

Ricordiamo che la Napoli descritta da Ermanno Rea è raggiungibile partendo da tutte le destinazioni servite dalle navi Snav.

Napoli: Il giorno prima della felicità di Erri De Luca

Il giorno prima della felicità è un libro dello scrittore e poeta napoletano Erri De Luca.

Protagonista del romanzo è Smilzo, un ragazzino orfano di entrambi i genitori soprannominato “la scimmia”, che viene cresciuto da Don Gaetano, uomo tuttofare, nella Napoli degli anni ’50, durante la rivolta delle Quattro Giornate.

Smilzo vive in un grande caseggiato e i ragazzi più grandi lo fanno giocare a calcio con loro per la sua capacità di recuperare i palloni, ma in realtà il ragazzo non vede l’ora di vedere Anna, una bambina che vede sempre dietro a una finestra. Il ragazzo impara molte cose da Don Gaetano, grande maestro di vita che riesce a leggere le emozioni più profonde nascoste nella sua mente, e dalla grande Napoli, offesa dalla guerra e dall’occupazione.

Smilzo rincontrerà la bambina della finestra 10 anni più tardi, ma il bacio che riuscirà a darle scatenerà una furiosa lite con un inquilino del caseggiato, episodio che determinerà una sua fuga in Argentina.

Napoli, città protagonista del romanzo “Il giorno prima della felicità”, è raggiungibile da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.

Napoli: “La pelle” di Curzio Malaparte

Gli ultimi mesi della seconda guerra mondiale, l’arrivo delle forze di liberazione americane a Napoli e il profondo stato di prostrazione della città partenopea, costituiscono il nucleo narrativo del romanzo La pelle di Curzio Malaparte.

Malaparte ci descrive come Napoli affronta l’arrivo degli alleati, ma in ginocchio per la fame, le privazioni e la voglia di libertà. Racconta l’orgoglio delle persone costrette a tirare avanti, le troppe umiliazioni a cui si sottopongono gli abitanti della città, la fierezza di un popolo che è vinto e si deve piegare solo per necessità, per salvare la pelle.

La pelle è un libro vigoroso, fra i più singolari del secondo dopoguerra; Malaparte affonda con compiaciuto coraggio la mano nella Napoli affamata e disperata, la descrive e analizza senza pietà: per questo il libro è stato giudicato “pericoloso” e messo all’Indice dalla Chiesa cattolica.

Emilio Cecchi, fra i tanti che lo hanno criticato violentemente, scrisse: “Ha tirato in ballo, ha spogliato d’ogni decenza miserie, vergogne, atrocità troppo gelose, per adoperarle a scopo letterario“.

Ricordiamo ai turisti che Napoli è raggiungibile da tutte le destinazioni servite dalle navi Snav.

Napoli: “Il cardillo addolorato” di Anna Maria Ortese

Il cardillo addolorato è un best seller scritto da Anna Maria Ortese, una delle più grandi scrittrici del 20° secolo.

Ambientato in una magica Napoli settecentesca, questo romanzo parla di tre giovani signori – un principe, uno scultore, un ricco commerciante – che scendono dal Nord dell’Europa verso Napoli.

Il motivo del viaggio è la visita a un celebre guantaio, che vive a Santa Lucia con le figlie, entrambe “ugualmente alte, impettite, belle e insopportabilmente mute”.

Così inizia “Il cardillo addolorato“, avvolto nella trasparenza e nel mistero, che tratta di amori e di assassini, di streghe sentimentali e di principi squilibrati, di fanciulle impassibili e di un cuore muto, quello della bellissima e misteriosa Elmina, la Chimera che i tre giovani del Nord sono venuti a incontrare.
E il cardellino, che appare all’inizio del romanzo come vittima di sinistri giochi infantili, diventa l’onnipresente Cardillo, che ci avvolge e ci sconvolge come l’immensità che non conosciamo. La sua voce è destinata a rimanere per sempre nella mente di chi ha la ventura di udirla.

Ricordiamo, infine, che Napoli è raggiungibile imbarcandosi da tutte le destinazioni servite dalle navi Snav.