Procida: spiaggia della Silurenza

Procida: spiaggia della Silurenza

Considerata da tutti gli intenditori la più selvaggia delle tre isole del golfo di Napoli, Procida resta nei cuori di tutti coloro che hanno la possibilità di visitarla.

Molto più tranquilla rispetto alle due “sorelle maggiori” Ischia e Capri, offre tante attrattive e luoghi ricchi di cultura, considerati dei veri e propri gioielli di storia e tradizione.

Posti incantevoli come “Marina Corricella” (un vero e proprio villaggio di pescatori) e “Terra Murata” (un borgo antichissimo sito nel punto più alto dell’isola) entrano nel cuore e nei ricordi di chiunque abbia la fortuna di vederli dal vivo.

Ma un’altra caratteristica di rilievo a Procida sono senza dubbio anche le sue lunghe spiagge scure, di origine vulcanica, posizionate in quasi tutti i lati dell’isola; queste, ogni estate, attirano numerosi turisti provenienti da ogni parte del mondo.

Una spiaggia considerata comoda ed affascinante è quella della Silurenza.

Situata sul lato di ponente della scogliera del porto di Marina Grande, la spiaggia della Silurenza (o delle Grotte) è per molti turisti il primo luogo affascinante che si incontra non appena si scende dall’aliscafo.

Affascinante e, soprattutto, comoda in quanto la spiaggia si raggiunge davvero facilmente a piedi con pochissimi passi dal porto, punto nevralgico dell’isola, dove si trovano molte attività commerciali, tra cui negozi e numerosi bar e ristoranti; proprio per questo motivo questa spiaggia è scelta molto volentieri dalle famiglie con bambini al seguito.

Sulla spiaggia della Silurenza è presente un stabilimento balneare, munito di ogni accessorio da spiaggia (lettini, sdraio e ombrelloni), nonché di un bar-ristorante e alcune camere da letto per poter pernottare.

Un particolare di questa spiaggia è senza dubbio lo “scoglio del cannone”, dove è usanza e tradizione far fare i tuffi ai bimbi nelle splendide acque del mare procidano (lo scoglio è comunque basso e lo consente).

Situato a circa 50mt. dalla spiaggia, proprio al centro della baia, è chiamato così perché ha un cannone impiantato all’interno; a volte oggi è utilizzato come punto di ormeggio dalle barche che si rifugiano in questa piccola baia quando il classico vento di ponente pomeridiano rende difficile la navigazione.

La meravigliosa Procida ha un gioco di contrasti tra i più suggestivi al mondo: le sue spiagge scure situate alla base del verde della macchia mediterranea e bagnate da un mare intensamente azzurro, recano un colpo d’occhio davvero indimenticabile a tutti i suoi visitatori.

Procida è facilmente raggiungibile da Napoli e dalle altre isole del golfo grazie ai comodi aliscafi SNAV!  Il collegamento giornaliero SNAV con le isole del golfo di Napoli prevede molti orari di partenza durante tutto il giorno, così da permetterti di organizzare al meglio la tua vacanza.

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Zuppa di pesce procidana

Primizia assoluta dell’isola di Procida, è senza dubbio il pesce freschissimo che, ogni pomeriggio, viene sbarcato lungo la banchina principale del porto dai pescherecci locali, le cosiddette “paranze”.

Proprio per questo motivo, questa incantevole meta del golfo di Napoli, offre ai propri visitatori la garanzia di poter gustare pietanze a base di pesce fresco nei tanti punti di ristoro sparsi per l’isola.

Uno dei piatti tradizionali più richiesti nei ristoranti procidani è senz’altro la zuppa di pesce. Vediamo insieme come si prepara questa squisita ricetta.

Ingredienti:
1 cipolla;
1 spicchio d’aglio;
olio extra vergine di oliva;
8 filetti d’acciuga;
9 pomodori pelati;
origano q.b.;
alloro q.b.;
sale q.b.;
pepe q.b.;
1 bicchiere di vino bianco;
succo di 1/2 limone;
8 gamberoni;
8 scampi;
1/2 kg di cozze;
1/2 kg di vongole;
prezzemolo tritato.

Preparazione della zuppa di pesce procidana:
Inizialmente si provvede a sbucciare e tritare sia l’aglio che la cipolla, facendoli poi rosolare in una padella con l’aggiunta di due cucchiai d’olio extravergine d’oliva; successivamente si aggiungeranno in padella sia i pomodori schiacciati che le acciughe, assieme ad origano e alloro.

Una volta insaporito il tutto con sale e pepe, si procede a far cuocere per 5 minuti a fuoco alto; durante la cottura si diluirà il sugo con 2 bicchieri d’acqua e si bagnerà il tutto con piccole aggiunte di vino e succo di limone.
Terminata la cottura, cospargere e mescolare il tutto con prezzemolo tritato e lasciar riposare.

La seconda fase di preparazione della zuppa di pesce prevede la pulizia e la cottura dei crostacei e dei frutti di mare.
Innanzitutto sarà fondamentale pulire accuratamente i gamberoni e gli scampi, assicurandosi di eliminare del tutto il filo intestinale e le teste, facendoli successivamente cuocere per un paio di minuti in un tegame con dell’olio.

Poi si dovranno pulire le cozze e le vongole, mettendole in cottura in una padella con dell’olio e assicurandosi, dopo qualche minuto, che si siano aperte tutte.

Quando i molluschi saranno aperti, aggiungeteli al sugo con del liquido di cottura filtrato. Dopo ulteriori 5 minuti di cottura aggiungere i crostacei e servire in tavola con crostini di pane.

Con questi passaggi si potrà preparare una squisita zuppa di pesce dal sapore unico e inimitabile. E se la cucina non è il tuo forte acquista i biglietti per gli aliscafi per Procida SNAV e naviga verso il gust

Procida: calamari ripieni

Il mar Tirreno è una fonte ricchissima di pesce fresco e riesce a far sì che anche i palati più esigenti siano soddisfatti con piatti semplici e appetitosi, come quelli tipici delle culture popolari.

Nell’incantevole isola di Procida il pesce è una vera e propria primizia: ogni giorno, nel pomeriggio, le “paranze” (barche da pesca che utilizzano il sistema dello strascico) ormeggiano in porto e sbarcano quintali di pesce freschissimo, davanti agli occhi di tanti procidani e turisti che affollano impazienti presso i punti di ormeggio.

Una volta sbarcato tutto il pescato, la gran folla si accalca a guardare cosa c’è di buono sui banchi dei punti vendita situati a pochi metri dall’ormeggio delle barche.. e, ovviamente, saranno i primi ad arrivare che avranno la possibilità di acquistare i pesci più richiesti.

Tra le varie specie del pescato procidano, è richiestissimo il calamaro, un’autentica istituzione del Golfo di Napoli, dal sapore autentico e pregiato. Quando si soggiorna a Procida, non si può lasciare l’isola senza aver gustato il calamaro ripieno alla procidana!

Per cucinare questa appetitosa ricetta isolana occorre, innanzitutto, lavare accuratamente i calamari lasciandoli interi. Si provvederà poi a tagliare a pezzetti solo i tentacoli e a riporli in un tegame con un filo d’olio extravergine di oliva e uno spicchio d’aglio schiacciato.

Occorrerà poi preparare la farcia: prima si ammorbidisce del pane in acqua e poi si sbattono delle uova in una padella, aggiungendo abbondante formaggio grana e pecorino (grattugiati), nonché sale e pepe.

Durante la cottura in padella bisognerà girare continuamente il tutto fino a far rapprendere le uova, per poi unirle ai tentacoli precedentemente tagliati.

Dopodiché si riempiranno i calamari con tutta la farcia a disposizione e si chiuderanno accuratamente con degli stuzzicadenti.

In una padella a parte si farà soffriggere uno spicchio d’aglio nell’olio e verranno aggiunti prima dei pomodorini a pezzi, e poi i calamari ripieni, con l’aggiunta di un po’ di vino bianco a sfumare il tutto.

Dopo 20 minuti circa di cottura si aggiungerà del prezzemolo tritato e si potranno servire in tavola i gustosi calamari alla procidana.  Di seguito troverete tutti gli ingredienti per preparare questa deliziosa ricetta.

Ingredienti
8 calamari
4 filetti d’acciuga
2 cucchiai di prezzemolo tritato
2 spicchi d’aglio
2 uova
2 cucchiai di vino bianco secco
Pan grattato
Olio extra vergine di oliva
Sale e pepe

Procida offre ai suoi tantissimi visitatori questa e tante altre gustose ricette della tradizione isolana.

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Procida: Casale Vascello

Ai piedi di Terra Murata, nella meravigliosa isola di Procida c’è un antico borgo fortificato di Casale Vascello. Questo fu il primo nucleo abitativo dell’isola che si formò, quando le invasioni saracene si fecero meno frequenti e la popolazione dell’isola decise di realizzare nuovi insediamenti.

Questi nuovi nuclei abitativi presero il nome di “casali”,  e Casale Vascello è il più grande ed è un esempio di tipica architettura procidana secentesca. Il borgo si presenta in un buono stato di conservazione, e vi si accede da due ingressi, che si trovano, il primo su via Principe Margherita, mentre il secondo è su Via Salita Castello. Proprio in virtù della presenza di questi due ingressi, Casale Vascello è anche detto “vascello sfondato”.

C’è chi, dall’altro canto, identifica il nome di Casale Vascello nell’espressione  dialettale “vescieddo” o “re vescio” che significa “di giù”, proprio a indicare la collocazione dell’abitato verso il basso rispetto a Terra Murata.

Nel dettaglio Casale Vascello si sviluppa attorno un cortile centrale, che tutt’oggi ospita eventi culturali. Su questo cortile si affacciano numerose abitazioni, da quali prendono vita anche un intricato sistema di vicoli. L’impatto cromatico è assolutamente unico, infatti, tutte le unità abitative sono caratterizzate da colori vivaci. Le abitazioni sono addossate l’una all’altra, proprio per impedire il passaggio dei nemici. Gli esterni su caratterizzano per un piccolo balcone sormontato da un arco, che ricorda, invece, l’architettura araba.

Ogni momento è buono per scoprire l’isola di Procida se viaggi con SNAV! La nostra compagnia di navigazione mette a disposizione aliscafi per Procida, tutto l’anno, con partenze giornaliere da Napoli e dal porto di Ischia Casamicciola. Viaggia con SNAV e regalati il piacere di vivere i luoghi da non perdere dell’isola di Procida.

Procida: Chiesa Santa Margherita

Tra i luoghi più rappresentativi dell’isola di Procida c’è la Chiesa di Santa Margherita. Il complesso risale al XVI secolo circa, eretto per ospitare i monaci domenicani, che si trasferirono dall’antico Cenobio di S.Margherita Vecchia alla Chiaiolella, per via delle incursioni dei saraceni e per la posizione estremamente decentrata della loro sede rispetto all’abitato.

Secondo le testimonianze la Chiesa fu eretta dopo un accordo stretto tra i rappresentanti dell’Ordine Domenicano e il Cardinale D’Avalos, allora feudatario di Procida. Quest’ultimo era particolarmente interessato ai terreni boschivi annessi al vecchio convento dei domenicani e mirava a farne una propria riserva di caccia. Da qui l’idea di proporre ai monaci domenicani di trasferirsi in un’area più vicina al centro cittadino e allo stesso tempo meglio difendibile.

Fu così che la Chiesa e il convento furono costruiti sul promontorio in località “La taglia”. L’opera fu conclusa nel 1586, anno in cui i monaci si trasferirono nella struttura. Da quel momento e ancora oggi il promontorio è chiamato “Punta dei monaci” proprio per la presenza del complesso religioso guidato dai domenicani.

La Chiesa di Santa Margherita si contraddistingue per gli interni in stile Barocco e per l’elaborato altare in marmo. Proprio alle spalle di quest’ultimo si apre un porticina che conduce a un ampio terrazzo, che faceva da tetto al convento sottostante.

Purtroppo, la chiesa e il convento subirono danni per via di crolli che si verificarono nell’inverno del 1956. Si salvarono, tuttavia, alcuni ambienti collocati sui livelli inferiori, e che si sviluppavano intorno un sistema di cisterne costruito per la raccolta dell’acqua piovana. Lavori di restauro hanno restituito da qualche anno la chiesa ai procidani e ai turisti ed è oggi un luogo destinato per l’organizzazione di mostre ed eventi culturali.

La suggestione del posto è data non soltanto dalla sua storia affascinante, ma soprattutto dal fatto che si trova in un’area da cui si gode di un panorama davvero unico sull’isola. Se questa estate pensate di concedervi qualche giorno a Procida non dimenticate di visitare questo luogo ricco di storia e bellezza. In tal senso, ricordiamo che SNAV offre la possibilità di arrivare sull’isola grazie ai collegamenti giornalieri effettuati dagli aliscafi Napoli-Procida.

Weekend Jazz a Procida

Dal 18 al 20 maggio 2018 si terrà a Procida il 2° Raduno  Jazz Manouche. L’isola pertanto sarà un palcoscenico a cielo aperto per i musicisti che si esibiranno nelle strade e nei luoghi più caratteristici dell’isola.

La manifestazione è patrocinata dal Comune di Procida ed è nata da un’idea di Alessandro Butera. Quest’ultimo è un chitarrista, originario dell’isola, fondatore del Collettivo Jazz Manouche di Roma.

Durante la manifestazione si terranno seminari, jam session e concerti, che come abbiamo detto avranno come palcoscenico i luoghi più suggestivi di Procida: da Porto di Marina Grande a Corricella, dalla Chiaiolella all’antico borgo di Terra Murata.

Il programma si presenta quanto mai ricco di ospiti e di spettacoli emozionanti. Tra gli artisti e i gruppi che si esibiranno ci sono i Piccoli Fiori Swing, Tolga During, Sara Longo, Gianfranco Coppola, Strada Ketelos, Brad Brose, gli Hot Swing Quartet e tanti altri.

Chi parteciperà all’evento potrà beneficiare di sconti e convenzioni messe a disposizione dalle strutture locali proprio per favorire l’adesione all’evento.  L’inaugurazione del 2° Raduno Jazz Manouche è prevista per il 18 maggio, alle ore 22 presso il Bar Dal Cavaliere, al Porto di Marina di Procida. L’ingresso ai concerti è gratuito.

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Procida: Abbazia di San Michele

Raggiungendo l’isola di Procida salta agli occhi la cosiddetta “Terra Murata”, unico promontorio di un’isola completamente pianeggiante, sulla cui cima spicca imponente ed a picco sul mare l’Abbazia di San Michele Arcangelo.

L’abbazia, risalente alla seconda metà dell’XI secolo, fu costruita nel borgo della Terra Murata, in quanto unico nucleo abitativo dell’isola dopo le invasioni barbariche e saracene, ed è intitolata a San Michele Arcangelo patrono dell’isola.

La spettacolare struttura, costruita dai benedettini a circa 90 metri di altezza sul mare, oggi rappresenta un importante luogo di culto e visite da parte dei tanti turisti che approdano sull’isola. Essa è posta su due livelli: quello superiore ospita la chiesa, mentre il piano inferiore comprende l’intero complesso abbaziale (suddiviso a sua volta su altri 3 livelli).

L’Abbazia di San Michele Arcangelo è tra le chiese più prestigiose e ricche del meridione d’Italia e custodisce un grande patrimonio di arte e storia. All’interno di quest’ultima, infatti, oltre la chiesa, oggetto di migliaia di visite all’anno, è possibile visitare altri importanti luoghi d’interesse, come il Presepe permanente, composto da antichi pastori in legno e terracotta risalenti alla scuola napoletana del XVIII secolo, o l’antica Biblioteca dove è possibile trovare testi risalenti al XVI secolo.

I numerosi turisti che visitano l’Abbazia di San Michele Arcangelo restano stupiti e affascinati dai tesori nascosti all’interno di questo straordinario monumento.

Per visitare l’Abbazia e scoprire le tante ricchezze che essa offre, raggiungi velocemente Procida con gli aliscafi SNAV, che offre il collegamento marittimo da Napoli e dalle altre isole del golfo, garantendo comfort e professionalità. Prenota subito il tuo viaggio con SNAV e scegli i nostri aliscafi per procida!

Procida: minestra d’orzo

Tra le specialità che si possono gustare presso l’isola di Procida c’è la minestra d’orzo. Questo piatto dal gusto semplice è rustico è l’ideale per chi vuole riscoprire i sapori genuini della tradizione. Se in passato zuppe e minestre sono sempre state considerati “piatti per poveri”, oggi sono entrati a buon diritto nelle abitudini alimentari di molte persone, vista la semplicità di esecuzione e l’apporto bilanciato di nutrienti.

Spesso minestre e zuppe possono sostituire il classico piatto di pasta.In particolar modo, queste ultime, in inverno, non solo possono offrire un corretto apporto calorico, ma riscaldano e saziano senza però appesantire e soprattutto evitando l’assorbimento di grassi eccessivi. Vediamo come si prepara la minestra d’orzo alla maniera dei procidani.

Per quattro persone occorrono questi ingredienti:

200 gr. orzo
cipolla
50 gr. carote tagliate a dadini
50 gr. gambi di sedano tagliati a dadini
30 gr. patate tagliate a dadini
80 gr. speck tagliato in una fetta
olio d’oliva q.b
Sale, pepe, erba cipollina
Un litro e mezzo di brodo vegetale

Per preparare la minestra bisogna pulire e tagliare la cipolla a dadini. In un tegame versare l’olio e far appassire i dadini di cipolla. Aggiungere i dadini di carote, sedano e i bastoncini di speck. Far rosalare gli ingredienti per qualche minuto.
Aggiungere l’orzo, dopo averlo lavato con l’acqua fredda. Bagnare con il brodo e lasciar cuocere per 40 minuti. Dopo circa 30 minuti aggiungere anche i dadini di patate. Prima di terminare la cottura aggiungete sale, pepe ed erba cipollina.

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Procida: cicarelle e patate

Tra le ricette che si possono gustare sull’isola di Procida c’è quella delle cicarelle e patate, una vera delizia per il palato! Una ricetta di mare semplice e gustosa, ideale da proporre in occasione di un pranzo o cena con gli amici.  Che cosa sono le cicarelle? Probabilmente sono conosciute con i nomi più comune di canocchie o cicale di mare e sono dei crostacei la cui polpa  ha un sapore delizioso.

Vediamo quali sono gli ingredienti e i passi principali per realizzare un buon piatto di cicarelle e patate. Dosi per 4 persone:

1 kg di cicarelle

1 kg di patate

Prezzemolo

Sale

Olio

Procedimento

Pulire le canocchie accuratamente e lavorarle grossolanamente. Sbucciare e lavare le patate. Tagliare le patate a fettine sottili e, dopo averle dorate, preparate un’altra padella con dell’olio e immergere le patate, salare e poi adagiare le canocchie sopra. Coprire la padella con un coperchio e far cuocere per un po’ di tempo. Mescolare più volte. Ultimare la cottura delle cicarelle  senza coperchio. Tagliare il prezzemolo finemente e una volta adagiato il composto di canocchie e patate su un piatto da portata, cospargere generosamente con il trito di prezzemolo. Per gustare al meglio questo piatto si consiglia di servire caldo.

Queste e altre gustose ricette si possono assaporare nei migliori ristoranti tipici di Procida. E per viaggiare verso questa deliziosa meta del gusto scegli gli aliscafi Napoli-Procida messi a disposizione da SNAV. Prenota il tuo titolo di viaggio su www.snav.it.

Viaggio nell’area marina protetta Regno di Nettuno

Oggi andiamo alla scoperta dell’Area marina protetta Regno di Nettuno, istituita nel dicembre 2007, la quale è situata attorno alle isole del Golfo: Ischia, Procida e Vivara. La posizione delle tre isole, insieme alla costa flegrea delimitano i bordi un sito vulcanico, tutt’oggi attivo e che è la causa delle molteplici sorgenti termali, che caratterizzano la zona.

L’Area si suddivide in 5 zone di salvaguardia, istituite a tutela della flora e fauna marina, particolarmente ricca in questi luighi. Lo scopo è quello di limitare e vietare, in alcuni casi, le attività che possono essere fonte di turbamento per le specie vegetali e animali.

In quest’area, come abbiamo accennato, ci sono anche diverse limitazioni per quanto riguarda la pesca, ma anche la raccolta di essenze vegetali, nonché l’appropriazione di reperti archeologici o geologici rinvenuti in loco. Inoltre, è vietata, ovviamente, qualsiasi immissione di sostanze tossiche e inquinanti.

La ricchezza che rende l’Area marina il Regno di Nettuno un caso unico al mondo consiste nella presenza di specie animali che popolano, alcune il Mediterraneo del Nord, mentre altre il Mediterraneo del Sud. Questo accade perché Il Regno di Nettuno si trova proprio sul confine climatico che taglia in due il mar Mediterraneo.

In queste zone sono presenti anche molti cetacei, capidogli e delfini, che trovano un ambiente favorevole per la riproduzione e la vita. Il Canyon di Cuma, in particolare, rappresenta il regno del Delfino Comune, specie in via di estinzione.

Altra presenza spettacolare è caratterizzata dalle praterie di poisedonia, che si estendono sul fondale per chilometri. Inoltre, sono presenti anche formazioni coralligeno, con formazioni di alghe rosse, madrepore e coralli. Tra le specie più interessanti, presenti a Ischia, possiamo annoverare il falso corallo nero o “Gerardia savalia” presente lungo il costone della torre di S. Angelo.

Ovviamente alcune zone presentano restrizioni e vincoli, meno forti, in quanto è permessa la navigazione, la balneazione e la pratica di alcuni sport acquatici. Oltre alle immersioni, chi vuole regalarsi un’esperienza unica può partecipare al Whale Whatching. Quest’ultimo si svolge con crociere giornaliere o con campi di avvicinamento settimanali. Partecipando a questa attività è possibile avvistare e visitare le famiglie di delfini che costantemente frequentano le isole o di partecipare alle crociere di studio per l’identificazione dei cetacei presenti. I più pigri, invece potranno crogiolarsi al sole sulle numerose spiagge di Ischia o sulle due spiagge di Procida, godendo di un mare cristallino, delle sorgenti termali e di un clima particolarmente mite.