Procida: calamari ripieni

Procida: calamari ripieni

Il mar Tirreno è una fonte ricchissima di pesce fresco e riesce a far sì che anche i palati più esigenti siano soddisfatti con piatti semplici e appetitosi, come quelli tipici delle culture popolari.

Nell’incantevole isola di Procida il pesce è una vera e propria primizia: ogni giorno, nel pomeriggio, le “paranze” (barche da pesca che utilizzano il sistema dello strascico) ormeggiano in porto e sbarcano quintali di pesce freschissimo, davanti agli occhi di tanti procidani e turisti che affollano impazienti presso i punti di ormeggio.

Una volta sbarcato tutto il pescato, la gran folla si accalca a guardare cosa c’è di buono sui banchi dei punti vendita situati a pochi metri dall’ormeggio delle barche.. e, ovviamente, saranno i primi ad arrivare che avranno la possibilità di acquistare i pesci più richiesti.

Tra le varie specie del pescato procidano, è richiestissimo il calamaro, un’autentica istituzione del Golfo di Napoli, dal sapore autentico e pregiato. Quando si soggiorna a Procida, non si può lasciare l’isola senza aver gustato il calamaro ripieno alla procidana!

Per cucinare questa appetitosa ricetta isolana occorre, innanzitutto, lavare accuratamente i calamari lasciandoli interi. Si provvederà poi a tagliare a pezzetti solo i tentacoli e a riporli in un tegame con un filo d’olio extravergine di oliva e uno spicchio d’aglio schiacciato.

Occorrerà poi preparare la farcia: prima si ammorbidisce del pane in acqua e poi si sbattono delle uova in una padella, aggiungendo abbondante formaggio grana e pecorino (grattugiati), nonché sale e pepe.

Durante la cottura in padella bisognerà girare continuamente il tutto fino a far rapprendere le uova, per poi unirle ai tentacoli precedentemente tagliati.

Dopodiché si riempiranno i calamari con tutta la farcia a disposizione e si chiuderanno accuratamente con degli stuzzicadenti.

In una padella a parte si farà soffriggere uno spicchio d’aglio nell’olio e verranno aggiunti prima dei pomodorini a pezzi, e poi i calamari ripieni, con l’aggiunta di un po’ di vino bianco a sfumare il tutto.

Dopo 20 minuti circa di cottura si aggiungerà del prezzemolo tritato e si potranno servire in tavola i gustosi calamari alla procidana.  Di seguito troverete tutti gli ingredienti per preparare questa deliziosa ricetta.

Ingredienti
8 calamari
4 filetti d’acciuga
2 cucchiai di prezzemolo tritato
2 spicchi d’aglio
2 uova
2 cucchiai di vino bianco secco
Pan grattato
Olio extra vergine di oliva
Sale e pepe

Procida offre ai suoi tantissimi visitatori questa e tante altre gustose ricette della tradizione isolana.

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Procida: Casale Vascello

Ai piedi di Terra Murata, nella meravigliosa isola di Procida c’è un antico borgo fortificato di Casale Vascello. Questo fu il primo nucleo abitativo dell’isola che si formò, quando le invasioni saracene si fecero meno frequenti e la popolazione dell’isola decise di realizzare nuovi insediamenti.

Questi nuovi nuclei abitativi presero il nome di “casali”,  e Casale Vascello è il più grande ed è un esempio di tipica architettura procidana secentesca. Il borgo si presenta in un buono stato di conservazione, e vi si accede da due ingressi, che si trovano, il primo su via Principe Margherita, mentre il secondo è su Via Salita Castello. Proprio in virtù della presenza di questi due ingressi, Casale Vascello è anche detto “vascello sfondato”.

C’è chi, dall’altro canto, identifica il nome di Casale Vascello nell’espressione  dialettale “vescieddo” o “re vescio” che significa “di giù”, proprio a indicare la collocazione dell’abitato verso il basso rispetto a Terra Murata.

Nel dettaglio Casale Vascello si sviluppa attorno un cortile centrale, che tutt’oggi ospita eventi culturali. Su questo cortile si affacciano numerose abitazioni, da quali prendono vita anche un intricato sistema di vicoli. L’impatto cromatico è assolutamente unico, infatti, tutte le unità abitative sono caratterizzate da colori vivaci. Le abitazioni sono addossate l’una all’altra, proprio per impedire il passaggio dei nemici. Gli esterni su caratterizzano per un piccolo balcone sormontato da un arco, che ricorda, invece, l’architettura araba.

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Procida: Chiesa Santa Margherita

Tra i luoghi più rappresentativi dell’isola di Procida c’è la Chiesa di Santa Margherita. Il complesso risale al XVI secolo circa, eretto per ospitare i monaci domenicani, che si trasferirono dall’antico Cenobio di S.Margherita Vecchia alla Chiaiolella, per via delle incursioni dei saraceni e per la posizione estremamente decentrata della loro sede rispetto all’abitato.

Secondo le testimonianze la Chiesa fu eretta dopo un accordo stretto tra i rappresentanti dell’Ordine Domenicano e il Cardinale D’Avalos, allora feudatario di Procida. Quest’ultimo era particolarmente interessato ai terreni boschivi annessi al vecchio convento dei domenicani e mirava a farne una propria riserva di caccia. Da qui l’idea di proporre ai monaci domenicani di trasferirsi in un’area più vicina al centro cittadino e allo stesso tempo meglio difendibile.

Fu così che la Chiesa e il convento furono costruiti sul promontorio in località “La taglia”. L’opera fu conclusa nel 1586, anno in cui i monaci si trasferirono nella struttura. Da quel momento e ancora oggi il promontorio è chiamato “Punta dei monaci” proprio per la presenza del complesso religioso guidato dai domenicani.

La Chiesa di Santa Margherita si contraddistingue per gli interni in stile Barocco e per l’elaborato altare in marmo. Proprio alle spalle di quest’ultimo si apre un porticina che conduce a un ampio terrazzo, che faceva da tetto al convento sottostante.

Purtroppo, la chiesa e il convento subirono danni per via di crolli che si verificarono nell’inverno del 1956. Si salvarono, tuttavia, alcuni ambienti collocati sui livelli inferiori, e che si sviluppavano intorno un sistema di cisterne costruito per la raccolta dell’acqua piovana. Lavori di restauro hanno restituito da qualche anno la chiesa ai procidani e ai turisti ed è oggi un luogo destinato per l’organizzazione di mostre ed eventi culturali.

La suggestione del posto è data non soltanto dalla sua storia affascinante, ma soprattutto dal fatto che si trova in un’area da cui si gode di un panorama davvero unico sull’isola. Se questa estate pensate di concedervi qualche giorno a Procida non dimenticate di visitare questo luogo ricco di storia e bellezza. In tal senso, ricordiamo che SNAV offre la possibilità di arrivare sull’isola grazie ai collegamenti giornalieri effettuati dagli aliscafi Napoli-Procida.

Weekend Jazz a Procida

Dal 18 al 20 maggio 2018 si terrà a Procida il 2° Raduno  Jazz Manouche. L’isola pertanto sarà un palcoscenico a cielo aperto per i musicisti che si esibiranno nelle strade e nei luoghi più caratteristici dell’isola.

La manifestazione è patrocinata dal Comune di Procida ed è nata da un’idea di Alessandro Butera. Quest’ultimo è un chitarrista, originario dell’isola, fondatore del Collettivo Jazz Manouche di Roma.

Durante la manifestazione si terranno seminari, jam session e concerti, che come abbiamo detto avranno come palcoscenico i luoghi più suggestivi di Procida: da Porto di Marina Grande a Corricella, dalla Chiaiolella all’antico borgo di Terra Murata.

Il programma si presenta quanto mai ricco di ospiti e di spettacoli emozionanti. Tra gli artisti e i gruppi che si esibiranno ci sono i Piccoli Fiori Swing, Tolga During, Sara Longo, Gianfranco Coppola, Strada Ketelos, Brad Brose, gli Hot Swing Quartet e tanti altri.

Chi parteciperà all’evento potrà beneficiare di sconti e convenzioni messe a disposizione dalle strutture locali proprio per favorire l’adesione all’evento.  L’inaugurazione del 2° Raduno Jazz Manouche è prevista per il 18 maggio, alle ore 22 presso il Bar Dal Cavaliere, al Porto di Marina di Procida. L’ingresso ai concerti è gratuito.

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Procida: Abbazia di San Michele

Raggiungendo l’isola di Procida salta agli occhi la cosiddetta “Terra Murata”, unico promontorio di un’isola completamente pianeggiante, sulla cui cima spicca imponente ed a picco sul mare l’Abbazia di San Michele Arcangelo.

L’abbazia, risalente alla seconda metà dell’XI secolo, fu costruita nel borgo della Terra Murata, in quanto unico nucleo abitativo dell’isola dopo le invasioni barbariche e saracene, ed è intitolata a San Michele Arcangelo patrono dell’isola.

La spettacolare struttura, costruita dai benedettini a circa 90 metri di altezza sul mare, oggi rappresenta un importante luogo di culto e visite da parte dei tanti turisti che approdano sull’isola. Essa è posta su due livelli: quello superiore ospita la chiesa, mentre il piano inferiore comprende l’intero complesso abbaziale (suddiviso a sua volta su altri 3 livelli).

L’Abbazia di San Michele Arcangelo è tra le chiese più prestigiose e ricche del meridione d’Italia e custodisce un grande patrimonio di arte e storia. All’interno di quest’ultima, infatti, oltre la chiesa, oggetto di migliaia di visite all’anno, è possibile visitare altri importanti luoghi d’interesse, come il Presepe permanente, composto da antichi pastori in legno e terracotta risalenti alla scuola napoletana del XVIII secolo, o l’antica Biblioteca dove è possibile trovare testi risalenti al XVI secolo.

I numerosi turisti che visitano l’Abbazia di San Michele Arcangelo restano stupiti e affascinati dai tesori nascosti all’interno di questo straordinario monumento.

Per visitare l’Abbazia e scoprire le tante ricchezze che essa offre, raggiungi velocemente Procida con gli aliscafi SNAV, che offre il collegamento marittimo da Napoli e dalle altre isole del golfo, garantendo comfort e professionalità. Prenota subito il tuo viaggio con SNAV e scegli i nostri aliscafi per procida!

Procida: minestra d’orzo

Tra le specialità che si possono gustare presso l’isola di Procida c’è la minestra d’orzo. Questo piatto dal gusto semplice è rustico è l’ideale per chi vuole riscoprire i sapori genuini della tradizione. Se in passato zuppe e minestre sono sempre state considerati “piatti per poveri”, oggi sono entrati a buon diritto nelle abitudini alimentari di molte persone, vista la semplicità di esecuzione e l’apporto bilanciato di nutrienti.

Spesso minestre e zuppe possono sostituire il classico piatto di pasta.In particolar modo, queste ultime, in inverno, non solo possono offrire un corretto apporto calorico, ma riscaldano e saziano senza però appesantire e soprattutto evitando l’assorbimento di grassi eccessivi. Vediamo come si prepara la minestra d’orzo alla maniera dei procidani.

Per quattro persone occorrono questi ingredienti:

200 gr. orzo
cipolla
50 gr. carote tagliate a dadini
50 gr. gambi di sedano tagliati a dadini
30 gr. patate tagliate a dadini
80 gr. speck tagliato in una fetta
olio d’oliva q.b
Sale, pepe, erba cipollina
Un litro e mezzo di brodo vegetale

Per preparare la minestra bisogna pulire e tagliare la cipolla a dadini. In un tegame versare l’olio e far appassire i dadini di cipolla. Aggiungere i dadini di carote, sedano e i bastoncini di speck. Far rosalare gli ingredienti per qualche minuto.
Aggiungere l’orzo, dopo averlo lavato con l’acqua fredda. Bagnare con il brodo e lasciar cuocere per 40 minuti. Dopo circa 30 minuti aggiungere anche i dadini di patate. Prima di terminare la cottura aggiungete sale, pepe ed erba cipollina.

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Procida: cicarelle e patate

Tra le ricette che si possono gustare sull’isola di Procida c’è quella delle cicarelle e patate, una vera delizia per il palato! Una ricetta di mare semplice e gustosa, ideale da proporre in occasione di un pranzo o cena con gli amici.  Che cosa sono le cicarelle? Probabilmente sono conosciute con i nomi più comune di canocchie o cicale di mare e sono dei crostacei la cui polpa  ha un sapore delizioso.

Vediamo quali sono gli ingredienti e i passi principali per realizzare un buon piatto di cicarelle e patate. Dosi per 4 persone:

1 kg di cicarelle

1 kg di patate

Prezzemolo

Sale

Olio

Procedimento

Pulire le canocchie accuratamente e lavorarle grossolanamente. Sbucciare e lavare le patate. Tagliare le patate a fettine sottili e, dopo averle dorate, preparate un’altra padella con dell’olio e immergere le patate, salare e poi adagiare le canocchie sopra. Coprire la padella con un coperchio e far cuocere per un po’ di tempo. Mescolare più volte. Ultimare la cottura delle cicarelle  senza coperchio. Tagliare il prezzemolo finemente e una volta adagiato il composto di canocchie e patate su un piatto da portata, cospargere generosamente con il trito di prezzemolo. Per gustare al meglio questo piatto si consiglia di servire caldo.

Queste e altre gustose ricette si possono assaporare nei migliori ristoranti tipici di Procida. E per viaggiare verso questa deliziosa meta del gusto scegli gli aliscafi Napoli-Procida messi a disposizione da SNAV. Prenota il tuo titolo di viaggio su www.snav.it.

Viaggio nell’area marina protetta Regno di Nettuno

Oggi andiamo alla scoperta dell’Area marina protetta Regno di Nettuno, istituita nel dicembre 2007, la quale è situata attorno alle isole del Golfo: Ischia, Procida e Vivara. La posizione delle tre isole, insieme alla costa flegrea delimitano i bordi un sito vulcanico, tutt’oggi attivo e che è la causa delle molteplici sorgenti termali, che caratterizzano la zona.

L’Area si suddivide in 5 zone di salvaguardia, istituite a tutela della flora e fauna marina, particolarmente ricca in questi luighi. Lo scopo è quello di limitare e vietare, in alcuni casi, le attività che possono essere fonte di turbamento per le specie vegetali e animali.

In quest’area, come abbiamo accennato, ci sono anche diverse limitazioni per quanto riguarda la pesca, ma anche la raccolta di essenze vegetali, nonché l’appropriazione di reperti archeologici o geologici rinvenuti in loco. Inoltre, è vietata, ovviamente, qualsiasi immissione di sostanze tossiche e inquinanti.

La ricchezza che rende l’Area marina il Regno di Nettuno un caso unico al mondo consiste nella presenza di specie animali che popolano, alcune il Mediterraneo del Nord, mentre altre il Mediterraneo del Sud. Questo accade perché Il Regno di Nettuno si trova proprio sul confine climatico che taglia in due il mar Mediterraneo.

In queste zone sono presenti anche molti cetacei, capidogli e delfini, che trovano un ambiente favorevole per la riproduzione e la vita. Il Canyon di Cuma, in particolare, rappresenta il regno del Delfino Comune, specie in via di estinzione.

Altra presenza spettacolare è caratterizzata dalle praterie di poisedonia, che si estendono sul fondale per chilometri. Inoltre, sono presenti anche formazioni coralligeno, con formazioni di alghe rosse, madrepore e coralli. Tra le specie più interessanti, presenti a Ischia, possiamo annoverare il falso corallo nero o “Gerardia savalia” presente lungo il costone della torre di S. Angelo.

Ovviamente alcune zone presentano restrizioni e vincoli, meno forti, in quanto è permessa la navigazione, la balneazione e la pratica di alcuni sport acquatici. Oltre alle immersioni, chi vuole regalarsi un’esperienza unica può partecipare al Whale Whatching. Quest’ultimo si svolge con crociere giornaliere o con campi di avvicinamento settimanali. Partecipando a questa attività è possibile avvistare e visitare le famiglie di delfini che costantemente frequentano le isole o di partecipare alle crociere di studio per l’identificazione dei cetacei presenti. I più pigri, invece potranno crogiolarsi al sole sulle numerose spiagge di Ischia o sulle due spiagge di Procida, godendo di un mare cristallino, delle sorgenti termali e di un clima particolarmente mite.

Graziella: il libro di De Lamartine prende vita a Procida

Ci sono dei posti che raccontati attraverso la letteratura rimangono particolarmente impressi e si rivestono di una luce onirica. Questo accade anche a Procida, terra di diversi racconti, tra cui il romanzo del poeta Alphonse De Lamartine: Graziella.

Nel racconto, De Lamartine ricorda il suo viaggio giovanile in Italia, di cui una tappa fu proprio l’isola di Procida. Qui l’autore, che fino ad allora aveva vissuto amori dissoluti, si innamora perdutamente di Graziella, un’umile fanciulla del posto, che diventa l’incarnazione dell’amore romantico per antonomasia.

La storia ha un epilogo tragico in quanto la fanciulla muore per le pene d’amore dovute alla separazione con De Lamartine. In realtà a strapparla alla vita appena sedicenne è la tubercolosi. Tuttavia la fanciulla è diventata un simbolo dell’isola tanto che i procidani hanno deciso di dedicarle un museo.

L’idea di creare un luogo dove rivivere le emozioni del libro è partita da Riccardo Scotto Di Marrazzo, il direttore artistico del museo. Nasce così La Casa di Graziella con l’obiettivo di offrire uno spaccato realistico non solo sulla vita della fanciulla, quanto sulla vita dei procidani all’epoca dei fatti narrati dal romanzo.

Il museo è ubicato all’interno di un palazzo del 1200, che appartenne a Giovanni da Procida, che nel corso del tempo ha cambiato spesso proprietà e funzione fino a quella odierna di Palazzo della Cultura.

Lo scopo è quello di ricreare la casa del romanzo, ma anche offrire la possibilità di conoscere tradizione, abitudini e oggetti in voga nella Procida dell’800. In particolare, la casa si contraddistingue per le finestre a strapiombo sul mare, dalle quali si gode di un panorama assolutamente unico.

L’arredamento interno si caratterizza per la presenza di oggetti di epoca, risalenti all’Ottocento, di proprietà della famiglia Scotto Di Marrazzo e ovviamente non appartenuti alla vera Graziella, della cui breve vita si conosce veramente molto poco.

La casa, con i suoi arredi e le sue caratteristiche vuole essere un omaggio alla povera e sfortunata fanciulla figlia di pescatori, che probabilmente avrà vissuto in un contesto più umile e disagiato. La Casa di Graziella si trova a Terra Murata nelle immediate vicinanze dell’Abbazia di San Michele.

Il museo è visitabile anche nel periodo invernale, per cui per chi desidera regalarsi un’escursione sull’isola, anche per visitare La Casa di Graziella, Snav mette a disposizione un servizio di collegamento con aliscafi Napoli- Procida. Per maggiori informazioni sugli orari è possibile visitare il sito www.snav.it.

Vita notturna a Procida

Procida è sempre stata ritenuta, tra le isole del Golfo, quella meno mondana. Tuttavia anche quest’isola presenta diversi locali, dove poter trascorre il tempo spensieratamente insieme ai propri compagni di viaggio. Vediamo quali sono i migliori locali dove intrattenersi per un drink, un aperitivo oppure per ascoltare buona musica.

Maresia Solarium

Situato in una posizione privilegiata e panoramica, il Maresia Solarium è un beach e pool club, che mette a disposizione una struttura moderna e accogliente. Gli spazi esterni sono curati nei minimi dettagli e si può gustare un aperitivo, lasciandosi affascinare dai toni accesi del tramonto, comodamente seduti all’aperto.

Paco Beach Sunset Bar

La struttura si trova nei pressi della spiaggia del Ciraccio. Il complesso è composto da lido, piscine, gonfiabili per i più piccoli. Inoltre, è presente anche un bar e un ristorante dove poter assaporare il gusto della cucina locale. Il Paco Beach Sunset Bar è il posto giusto per chi desidera essere coccolato dalla mattina alla sera.

Bar Cavaliere

Ideale per chi vuole trascorrere un intermezzo all’insegna della bontà e della dolcezza, il Bar Cavaliere è particolarmente rinomato per le specialità di pasticceria. Qui è possibile assaporare i dolci tipici procidani come le lingue e tante altre squisite ricette campane.

L’Unico Bio Bar Bazar

Voglia di un dopocena alternativo? L’Unico Bio Bar Bazar è un locale diverso rispetto a tutti quelli presenti sull’isola. Questo è il posto ideale per sorseggiare un cocktail al chiaro di luna, ma anche per assaporare squisite centrifughe e diverse specialità biologiche. L’ambiente è molto accogliente e arredato in stile minimal. Inoltre, tutte le sere si può ascoltare buona musica, in particolare elettronica, mentre ci si rilassa con gli amici o compagni di viaggio.

Prochyta Bar

Il Prochyta Bar è un locale adatto sia a coloro che desiderano consumare una dolce colazione, sia per chi non si perde l’ora dell’aperitivo, ma anche per chi desidera trascorrere un dopocena tranquillo. L’offerta è abbastanza varia e il servizio attento alle necessità del cliente. Gli ospiti possono consumare le proprie ordinazioni in un piccolo giardino, molto curato.

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