Un classico della tradizione gastronomica campana: la pizza di scarole

Un classico della tradizione gastronomica campana: la pizza di scarole

Ecco che arriva il periodo natalizio e con questo anche un grande classico della cucina campana: la pizza di scarole. Delicata, saporita e ottima, questa specialità conquista grandi e piccini ed è tra i piatti che non possono mancare anche a Natale.

La pizza di scarole si trova sulle tavole durante il pranzo della Vigilia di Natale, insieme alla versione con pomodoro e mozzarella. Questo perché il pranzo della Vigilia deve essere consumato velocemente, visto che la sera ci sarà il cenone, per cui si preferisce preparare un piatto unico. Per preparare la pizza ripiena di scarole serve un impasto all’olio, che costituirà l’involucro della pizza e poi, ovviamente, la scarola cotta a parte nella maniera tradizionale.

Ingredienti per l’impasto all’olio

600gr di farina

150gr di acqua

150gr di latte

130ml di olio extravergine d’oliva

15gr di sale

15gr di zucchero

15gr di lievito di birra

Se si possiede un’impastatrice bisogna procedere inserendo il gancio e lavorando gli ingredienti fino a ottenere un composto liscio, mentre se si lavora a mano, bisogna impastare energicamente senza far riscaldare troppo il composto. Gli ingredienti vanno inseriti in questa sequenza: riscaldare parte dell’acqua, deve essere tiepida, poi sciogliere con cura il lievito. A questo punto miscelare la farina con lo zucchero l’acqua restante e il latte. L’olio va versato a filo, poi inserire il lievito con l’acqua e dopo poco il sale. Dopo aver formato una palla mettere l’impasto a lievitare per circa due ore a temperatura ambiente. L’impasto può essere coperto da pellicola o da un canovaccio umido.

Ingredienti per il ripieno

2 cespi di scarole

15g di acciughe sott’olio

1 spicchio d’aglio

100gr olive nere

uva sultanina e pinoli

sale e pepe (q.b.)

Prendere l’uva sultanina e ammollarla nell’acqua. Lavare la scarola accuratamente e tagliarla a pezzi. Prima di cuocerla si consiglia di asciugarla bene, per evitare che l’olio schizzi una volta versata la scarola in padella. Nella padella mettete l’olio extravergine d’oliva (circa un 40ml) e fate soffriggere l’aglio privato dell’anima. Una volta dorato, eliminarlo e aggiungere le acciughe sott’olio. Una volta che le acciughe risultino disfatte unire la scarola, i pinoli, le olive nere private dell’osso e l’uva sultanina. Cuocere per circa 5 minuti. Attenzione la scarola rilascia dell’acqua, per cui si consiglia di eliminare il liquido in eccesso per evitare di rendere troppo umido l’interno della pizza e che la base diventi troppo molle.

Come comporre la pizza di scarole

Dividete l’impasto in due parti e stenderlo con il mattarello. Foderare un ruoto rotondo, precedentemente imburrato, con una parte dell’impasto e bucherellare la base. Poi aggiungere la scarola e chiudere con l’impasto restante. Bucherellare anche la parte superiore. Infornare a 180° fino a doratura. Generalmente può volerci una ventina di minuti, ma dipende dalla tipologia di forno, per cui controllate periodicamente lo stato della pizza. Una volta pronta non dovete faro altro che gustarla insieme a tutta la famiglia e gli amici! Buon appetito!

Napoli: storia della pizza

storia della pizzaLa pizza, il piatto tipico della tradizione culinaria napoletana, ha origini antichissime. Infatti, secondo alcuni storici ritengono che questo alimento fosse già presente nella cucina etrusca con forme e ingredienti naturalmente molto diversi da oggi.

Ma la vera pizza nasce intorno al 160o dall’indiscusso ingegno dei cuochi partenopei, i quali trovarono il sistema per rendere più gustosa la tradizionale schiacciata di pane. Cominciarono quindi a condirla con aglio, strutto e sale grosso oppure aggiungevano caciocavallo e basilico.

Nel corso del 600′ si diffuse la cosiddetta pizza alla “mastunicola”, ossia condita con strutto, formaggio, foglie di basilico e pepe, e quella “ai cecinielli” con la minutaglia di pesci che, soprattutto, i pescatori avevano a disposizione.

Per approdare alla tradizionale pizza col pomodoro bisognerà aspettare la diffusione nel regno borbonico, di questo alimento scoperto in America e destinato a diventare uno dei prodotti base della tradizione gastronomica mediterranea. Il pomodoro infatti,  fu in un primo momento adottato in cucina come salsa cotta con un po’ di sale e basilico e soltanto successivamente, a qualcuno venne l’idea di aggiungerlo sulla pizza, inventando così senza volerlo la pizza. Ma a partire dall’800′, dopo il pomodoro, si passo a condire la pizza anche con la mozzarella. La tradizione racconta che un pizzaiolo napoletano, Raffaele Esposito e sua moglie, cucinarono una pizza con pomodoro e mozzarella in onore della regina Margherita, moglie di Umberto I re d’Italia. Sotto richiesta della regina, il pizzaiolo preparò tre pizze: una alla mustinicola, una alla marinara e una pizza con il pomodoro, la mozzarella e il basilico, che rimandava ai colori della bandiera italiana. La regina apprezzò particolarmente quest’ultima e in suo onore, la pizza prese il nome di “Margherita”.

I turisti che vogliono assaggiare la vera pizza margherita, non possono far altro, che raggiungere il capoluogo partenopeo partendo da tutte le destinazioni servite dalle navi Snav.