Sicilia: Jetta la riti, canzone popolare siciliana dei pescatori

Sicilia: Jetta la riti, canzone popolare siciliana dei pescatori

Jetta la Riti è una canzone popolare siciliana, appartenente principalmente alla tradizione marinara, scritta e interpretata dal cantante folk agrigentino Gian Campione.

Il testo del brano, scritto completamente in dialetto siciliano, racconta il difficile lavoro dei pescatori durante una notte in mezzo al mare.

I pescatori intonano il ritornello “Jetta la riti jettala, tirala quannu e china, si vo` piscari bonu e aviri assa` furtuna”.

Finalmente dopo tanto lavoro vengono ripagati da un’abbondante pesca e al loro ritorno vengono accolti da grandi, vecchi e bambini che fanno una grande festa.

La canzone, sul finire, intona che i pescatori hanno le braccia stanche, ma remano più forte di prima, perchè sanno che presto riabbracceranno i loro cari.

Il cantante Gian Campione, scoperto nella metà degli anni ’60 durante la Sagra del Mandorlo in fiore mentre cantava con il gruppo folkloristico Val d’Akragas, è stato eletto nel 1997 Ambasciatore della canzone siciliana nel mondo. Purtroppo è scomparso prematuramente nel 2005.

La Sicilia con le sue splendide canzoni popolari che raccontano storia e tradizione, è raggiungibile imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Ciuri ciuri: la famosa canzone popolare siciliana

La Sicilia è una terra fatta di arte, di cultura, di mare e di personaggi, ma anche di tanta musica.
I canti popolari parlano d’amore, di carretti, di fanciulli e di serenate che trascinano con i suoi ritmi allegri e vivaci gli amanti della musica siciliana.

Ciuri Ciuri” è forse la canzone popolare più celebre della Sicilia e il titolo tradotto significa “fiori, fiori”.

Le versioni esistenti sono tante e cantate da diversi artisti e i testi variano da zona a zona, ma la prima versione appartiene a Francesco Paolo Frontini, il famoso compositore e direttore d’orchestra catanese che la scrisse nel 1833.

L’inizio della versione più popolare, tradotta, inizia così: “Il sabato si sa, rallegra il cuore, beato chi ha la moglie bella, perchè se è bella accende il cuore, se è brutta gli viene la febbre ed il freddo.”

Il ritorello canta in dialetto siciliano: “Ciuri, ciuri, ciuri di tuttu l’annu, l’amuri ca mi dasti ti lu tornu” che tradotto significa “Fiori fiori, fiori di tutto l’anno, l’amore che mi hai donato io lo ricambio”.

I turisti che desiderano visitare la Sicilia e ascoltare i suoi canti popolari, possono raggiungerla imbarcandosi al porto di Napoli sulle navi per Palermo Snav.