Sicilia: il Castello Utveggio di Palermo

Sicilia: il Castello Utveggio di Palermo

Il maestoso Castello Utveggio di Palermo si colloca sul promontorio del Monte Pellegrino, dal quale si può godere della splendida veduta del capoluogo siciliano.

Il palazzo è relizzato in stile liberty e assomiglia a un castello neogotico; è stato voluto, negli anni Trenta, dalla famiglia Utveggio che lo adibì a lussuoso albergo. La posizione era ottima, lo splendido panorama mostrava il Golfo di Palermo e parte della città.

Tuttavia, durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, anche il Grand Hotel Utveggio (questo era il nome dell’albergo) subì la crisi e, poco dopo, fu abbandonato. In seguito, la Regione Sicilia lo acquisì e lo affidò a un ente privato che lo restaurò e realizzò una scuola manageriale, il Cerisdi, tutt’ora operante.

Il Castello Utveggio è caratterizzato da un elegante colore rosa e dalle merlature tutt’intorno alla parte superiore. Il suo interno può essere visitato solamente durante manifestazioni o convegni.

In occasione di eventi che permettano la visita di questo splendido palazzo, ricordiamo ai turisti che possono raggiungere la Sicilia imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Grotte Paleolitiche dell’Addaura e Grotta Niscemi, Palermo

Con i suoi 2500 anni di storia, Palermo è tra le più antiche città del mondo e il suo sottosuolo ha conservato numerose tracce delle varie epoche storiche.

Tra i vari importanti complessi storici, troviamo nel massiccio del Monte Pellegrino quello dell’Addaura, costituito da tre grotte naturali sulle cui pareti sono state ritrovate incisioni rupestri che si collocano nel periodo che va dalla fine dell’Epigravettino all’inizio del Mesolitico.
Le grotte, purtroppo, non sono più visitabili dal 1997 a causa dell’instabilità del costone roccioso, ma molti dei reperti sono custoditi nel Museo Archeologico di Palermo.

Lo stesso Monte Pellegrino ospita sulle pendici del versante occidentale la Grotta Niscemi, di origine marina, nella quale sono state ritrovate incisioni paleolitiche, puniche e medievali.
I graffiti ritraggono animali (equini e bovini) e risalgono a circa 14000 anni fa, ma sono stati scoperti solo nel 1954, successivamente a quelli delle grotte d’Addaura.

Ricordiamo ai turisti che volessero visitare il Museo Archeologico Antonio Salinas che ospita i reperti rupestri, che possono raggiungere la Sicilia partendo dal porto di Napoli con i traghetti per Palermo Snav.