Vulcano: leggendaria dimora di Efesto

Vulcano: leggendaria dimora di Efesto

Vulcano, la splendida isola di 21 km quadrati che fa parte dell’arcipelago eoliano, deve la sua esistenza alla fusione di quattro crateri di cui il più grande ed anche il più attivo è il Vulcano della Fossa, che la domina dall’alto dei suoi 391 m. di pietra rossastra.

Il nome di quest’isola è dato dal dio romano Vulcano, ma la leggenda narra che questa terra fu dimora del dio del fuoco Efesto, cacciato dall’Olimpo perchè brutto e zoppo.
Efesto, aveva la propria fucina sotto l’Etna e, grazie alle sue abilità, fabbricava gioielli, armature e corazze per gli dèi.

Zeus stesso, sotto le sembianze di una possente Aquila, discese spesso nella fucina di Efesto per farsi forgiare le celebri folgori e, per convincerlo a eseguire i lavori, gli offrì in sposa Venere, la bellissima dea dell’Amore.

Euripide, nel Dramma Satiresco “Ciclope“, attraverso l’invocazione di Odisseo così definisce il dio del fuoco: “Efesto, signore dell’Etna, brucia la luminosa pupilla del tuo ignobile vicino, lìberati da lui una volta per sempre.

Ai turisti che desiderano visitare le splendide isole Eolie, ricordiamo che possono partire dal porto di Napoli con gli aliscafi Eolie Snav.

Napoli: la leggenda di Partenope

il mito di partenopeSecondo la leggenda, Napoli, l’antica città campana crocevia di popoli e antiche tradizioni, deve la sua fondazione alla mitica figura di Partenope.

Partenope, il cui nome deriva dal greco “parthenos” (=vergine), era una fanciulla di incomparabile bellezza, che viveva in Grecia, in una città che si affacciava sul mar Ionio. Si racconta che Partenope amasse il giovane Cimone, ma il padre di lei era contrario a queste nozze, perché la ragazza era già stata promessa ad Eumeo. Un giorno i due giovani presero la decisione di scappare in una nuova terra per coronare il loro sogno d’amore. La fertile terra dove Cimone e Partenope approdarono era la futura Neapolis.

Dopo i due giovani, approdarono su questa terra centinaia di persone provenienti da ogni angolo del Mediterraneo, attirati dalla straordinaria fecondità di questa regione, che prese poi il nome di Campania Felix. In breve tempo furono costruite case, botteghe, templi per le divinità e infine le mura per difendere la città dagli attacchi nemici.

Nel frattempo, Partenope era diventata madre di dodici figli, conquistando l’amore e il rispetto di tutto gli abitanti di Neapolis, i quali obbedivano a tutto quanto lei stabilisse per legge.

I turisti che vogliono visitare Napoli, questa città così ricca di storia e di cultura, possono raggiungere il capoluogo partenopeo da tutte le destinazioni servite dalle navi Snav.

Sicilia: la storia di Aretusa

aretusa siciliaL’assolata isola di Sicilia, crocevia di popoli e di culture, è una terra in cui si sono diffusi nel corso dei secoli affascinanti miti e leggende, che spesso forniscono una spiegazione alla particolare conformazione del territorio siciliano.

Uno di questi racconta la storia di Aretusa, la ninfa compagna della dea della caccia Diana. Secondo il mito Aretusa, figlia di Nereo e Doride, celebri personaggi della mitologia greca, fu trasformata da Diana nella sorgente d’acqua dolce che sgorga in prossimità del porto grande di Siracusa.

La dea della caccia sottopose alla metamorfosi la ninfa per sottrarla all’insistente corde del dio Alfeo, la personificazione dell’omonimo fiume che scorre in Grecia.

Tuttavia, Alfeo, essendo una divinità fluviale riuscì ad attraversare i flutti del mar Egeo e a congiungersi con la sua amata Aretusa, divenuta anch’essa un corso d’acqua.

Con questa leggenda i coloni greci che avevano colonizzato Siracusa trovarono una spiegazione per l’origine di quel piccolo corso d’acqua che sgorgava in prossimità del porto della città.

I turisti che vogliono esplorare la meravigliosa isola siciliana, possono imbarcarsi al porto di Napoli sui traghetti Sicilia Snav.

Sardegna: la leggenda della principessa di Navarra

la leggenda sarda della principessa di NavarraLa Sardegna, la splendida isola che ogni anno ammalia i suoi visitatori con i suoi paesaggi incontaminati, è anche una terra ricca di storia e interessanti leggende.

Una di queste è quella della principessa di Navarra, la cui storia si lega alla nascita dell’abitato di Santa Maria Navarrese.

La tradizione narra che la bella principessa fu costretta a scappare dal suo castello perché innamorata di un suo servo. La relazione tra i due giovani era infatti ostacolata dal padre della ragazza che la imprigionò nella torre del palazzo.

Ma una notte la principessa riuscì ad evadere dalla sua prigione grazie all’aiuto degli amici più fidati e giunse sulla spiaggia dove l’attendeva il suo amante. I due quindi si misero in viaggio su una barca per sfuggire alla furia del re, ma furono presto sorpresi da una terribile tempesta. La fanciulla quindi invocò l’aiuto della Vergine con una preghiera e fece voto che, se si fosse messa in salvo insieme al suo amante, avrebbe costruito una chiesa sul luogo dove fosse sbarcata.

Le acque quindi si calmarono e i due amanti approdarono nella zona di Santa Maria Navarrese, dove effettivamente oggi sorge un’antica chiesa intitolata alla Madonna.

I turisti che vogliono visitare il caratteristico paese sardo di Santa Maria Navarrese possono raggiungerlo da Olbia in circa due ore e trenta di auto, proseguendo sulla statale diretta a Baunei.

Invece per arrivare in Sardegna è possibile partire dal porto di Civitavecchia con i traghetti per Olbia Snav.

Sicilia: il ratto di Persefone

il ratto di persefone è ambientato in siciliaMolti non sanno che la maggior parte dei miti e delle leggende greche sono ambientate nell’affascinante terra di Sicilia.

Infatti, dopo la conquista dei Greci tra VII e VI secolo a.C., la florida e fertile isola è riuscita ad ispirare molte delle vicende che popolano l’antico immaginario mitologico greco.

Secondo il mito nei pressi di Enna in Sicilia ha avuto luogo il famoso ratto di Persefone, la fanciulla divina figlia di Demetra, la dea delle messi. Infatti gli antichi greci colonizzatori dell’isola collocavano l’ingresso dell’Oltretomba in una grotta situata in prossimità del Lago di Pergusa. Proprio da questa grotta sarebbe fuoriuscito il dio Ade con il suo carro, mentre  Persefone era intenta a raccogliere fiori con le sue ancelle. Ade, invaghito della ragazza, figlia di Demetra, l’avrebbe trascinata sul suo carro trainato da quattro cavalli neri per farne sua sposa e regina degli Inferi.

La madre della fanciulla disperata, chiese a Zeus, il padre degli Dei, di concedere la libertà alla ragazza e di lasciarla tornare in superficie per almeno sei mesi all’anno. Zeus acconsentì alla richiesta e così durante i mesi invernali, Persefone rimane nel Regno degli Inferi, mentre con l’avvento della Primavera risale in superficie risvegliando la natura con tutti i suoi fiori e frutti.

E’ interessante osservare come con questo mito gli antichi Greci trovarono un’originale spiegazione all’alternarsi delle stagioni.

L’affascinante Sicilia, terra di suggestive e misteriose leggende, è raggiungibile dal porto di Napoli con i traghetti per Palermo.