Escursioni sull’isola di Vulcano

Escursioni sull’isola di Vulcano

L’isola di Vulcano è il luogo ideale per quei viaggiatori che amano dedicare parte delle loro vacanze a piacevoli escursioni. L’isola presenta diversi percorsi, sia via mare che via terra, alcuni dei quali possono essere intrapresi senza troppe difficoltà. Vediamo quali sono i percorsi naturalisti che si possono esplorare su Vulcano.

Il cratere di Vulcano

Per chi soggiorna su quest’isola rappresenta un vero e proprio must. L’escursione non presenta eccessive difficoltà ed è adatta a chiunque. Percorrendo in estate il sentiero è consigliabile non effettuare la salita nelle ore più calde, in quanto non ci sono luoghi ombreggiati dove trovare ristoro. Ovviamente bisogna portare con sé una piccola riserva d’acqua e si devono indossare scarpe comode. La fatica della salita sarà ripagata dalla meravigliosa vista che si gode dalla cima. Il Gran Cratere di Vulcano è l’unico posto dal quale si possono ammirare tutte le isole Eolie. Inoltre, nel cratere si può assistere al fenomeno delle fumarole, che rappresentano le uniche manifestazioni vulcaniche dopo l’ultima eruzione, che risale a più di un secolo fa.  Il paesaggio che caratterizza il sentiero e il cratere di Vulcano è molto suggestivo, a tratti quasi lunare. Sicuramente quest’esperienza è ideale per chi vuole conoscere la vera essenza del territorio e delle bellezze paesaggistiche che lo caratterizzano.

La Grotta del Cavallo e lo Scoglio delle Sirene

Se avete voglia di un’escursione in barca, oltre al classico giro dell’isola, si può fare tappa alla Grotta del Cavallo. Questo luogo è conosciuto anche come Grotta dell’Eremita, a cui si accede da tre ingressi. La grotta si contraddistingue per i giochi di luce, per le gallerie interne, i laghetti e le formazioni di stalattiti e stalagmiti. Altro “monumento naturale” è lo Scoglio delle Sirene, che si trova all’imboccatura del Porto di Ponente e delimita la bellissima Spiaggia dalle Sabbie Nere, un’altra meta che richiama molti turisti proprio per la particolarità del paesaggio.

Laghetto dei fanghi termali

Situato nella baia del Porto di Ponente, questo laghetto è circondato da collinette, da cui fuoriescono soffioni di acqua calda. Essendo le collinette di natura sulfurea si creano dei fanghi naturali che hanno particolari proprietà terapeutiche. Ci si può immergere nel laghetto oppure cospargersi di fango e lasciar poi seccare al sole, al fine di far assorbire alla pelle le sostanze benefiche presenti. Infine, per risciacquarsi è possibile farsi una nuotata in un mare caldo. Le acque, infatti, in questo punto si caratterizzano per le fonti termali sottomarine.

La Valle dei Mostri

Questo è un angolo molto suggestivo dell’isola, dove sono presenti delle rocce vulcaniche dalle sembianze mostruose. La particolare conformazione delle rocce è dovuta all’improvviso raffreddamento delle colate laviche provenienti da Vulcanello, un’isola prima a sé stante, unita poi a Vulcano, in conseguenza delle colate laviche che solidificandosi hanno dato vita alla penisola. In questo posto la natura si è comportata da abile scultore, lasciando il segno in un modo assolutamente unico.

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Le bizzarre avventure di JoJo: un manga ambientato a Vulcano

L’Italia è un paese che nel corso del tempo ha sempre affascinato poeti, musicisti e artisti di tutto il mondo. Non fa eccezione l’autore giapponese Hirohiko Akari, che ha scelto il nostro paese per ambientare parte delle vicende che si svolgono nella seconda serie del manga Le bizzarre avventure di JoJo.

Akari aveva visitato l’Italia ed era rimasto affascinato anzitutto dall’arte e in particolar modo da come veniva rappresentata la figura umana. Fu dalle opere degli artisti italiani che trasse ispirazione per le sue tavole. Le bizzarre avventure di JoJo rappresenta l’opera più importante dell’autore giapponese e vanta lettori appassionati in tutto il mondo.

La serie è articolata per svolgersi in epoche differenti, ma i personaggi principali appartengono sempre alla stessa famiglia: quella dei Joestar. Di generazione in generazione i Joestar si trovano ad affrontare situazioni fantastiche e bizzarre a cui dovranno porre rimedio.

Come abbiamo accennato all’inizio l’Italia è protagonista nella seconda serie, in quanto parte delle azioni si svolgono a Roma, Venezia e, infine, sull’isola di Vulcano. Proprio su quest’ultima avverrà lo scontro finale che vedrà affrontarsi Joseph Joestar e Kars, uno dei temibili uomini del pilastro.

La trama della seconda serie vede quindi come protagonista Joseph Joester e l’epoca in cui sono ambientati gli eventi è la seconda metà degli anni Trenta. La vicenda è mossa dalla scoperta di esseri misteriosi inglobati nella pietra. Questi ultimi, in passato, erano stati autori di maschere di pietra dai poteri incredibili e il cui obiettivo è quello di impadronirsi della Pietra Rossa dell’Asia, per consentire a una particolare maschera di renderli immuni al sole e alla e onde concentriche, le uniche cose che temono e che possono sconfiggerli.

Con l’aiuto di Caesar Antonio Zeppeli e Lisa Lisa, JoJo cercherà di impedire agli uomini del pilastro di entrare in possesso della Pietra Rossa dell’Asia. In particolare, tra i personaggi citati un posto di rilievo spetta a Lisa Lisa che ha il compito di aiutare Joseph nello sviluppare la tecnica delle onde concentriche. Alla fine del racconto si scoprirà che quest’ultima è la madre di JoJo.

Joseph e gli uomini del pilastro, Kars, Acideecy e Whamoo, si affronteranno diverse volte, fino al combattimento finale, che vedrà confrontarsi JoJo e Kars.

Quest’ultimo, diventato ormai l’essere supremo e immune dal potere delle onde concentriche e della luce solare, viene scaravento nella lava di Vulcano. Riemergendo, recide una mano a JoJo e comincia lui stesso a utilizzare le onde concentriche per sconfiggere il nemico. JoJo a questo punto si fa scudo con la Pietra Rossa dell’Asia, amplificando le onde di Kars e causando l’esplosione del vulcano. È proprio grazie all’esplosione che Kars viene scaraventato nello spazio, dove congela ed è costretto a vagare per l’eternità. Che fine farà JoJo lo lasciamo scoprire a voi!

Se vi va, invece di conoscere il lato epico dell’isola di Vulcano, non resta che prenotare un biglietto con Snav. La nostra compagnia di navigazione mette a disposizione aliscafi per le isole Eolie, con partenze da Napoli. Visita il sito per ulteriori dettagli oppure contatta il nostro call center al 081 428 55 55.

Cytisus aeolicus, il “gigante dei citisi”, pianta endemica eoliana

Il gigante dei citisi (Cytisus aeolicus Guss) è una pianta endemica di Vulcano, Alicudi e Stromboli, splendide isole dell’arcipelago eoliano.

Questa varietà leguminosa, che può raggiungere i 10 mt di altezza, fu riscoperta dal botanico avellinese Giovanni Gussone, nel 1828; la pianta, infatti, sfiorò l’estinzione a causa di un uso intensivo da parte dell’uomo ed è oggi inserita tra le specie “prioritare” dell’Unione Europea.

Il frutto prodotto dal gigante dei citisi è un legume scuro racchiuso in un guscio, acuminato sulla punta; i fiori sono gialli e le foglie sono rette da un picciolo lungo circa 15 mm e sono trifogliate.

Un tempo veniva utilizzata dai contadini eoliani soprattutto come foraggio, o semplicemente eliminata perchè di intralcio alle colture; oggi invece viene utilizzata come siepe o pianta ornamentale.

La pianta fiorisce su rupi e terreni vulcanici e i suoi esemplari si trovano principalmente sull’isola di Stromboli; sull’isola Vulcano sono presenti circa 150 esemplari, mentre su Alicudi se ne contano solamente 30.

Gli amanti della natura possono raggiungere l’arcipelago eoliano imbarcandosi al porto di Napoli sugli aliscafi Eolie Snav.

Vulcano: leggendaria dimora di Efesto

Vulcano, la splendida isola di 21 km quadrati che fa parte dell’arcipelago eoliano, deve la sua esistenza alla fusione di quattro crateri di cui il più grande ed anche il più attivo è il Vulcano della Fossa, che la domina dall’alto dei suoi 391 m. di pietra rossastra.

Il nome di quest’isola è dato dal dio romano Vulcano, ma la leggenda narra che questa terra fu dimora del dio del fuoco Efesto, cacciato dall’Olimpo perchè brutto e zoppo.
Efesto, aveva la propria fucina sotto l’Etna e, grazie alle sue abilità, fabbricava gioielli, armature e corazze per gli dèi.

Zeus stesso, sotto le sembianze di una possente Aquila, discese spesso nella fucina di Efesto per farsi forgiare le celebri folgori e, per convincerlo a eseguire i lavori, gli offrì in sposa Venere, la bellissima dea dell’Amore.

Euripide, nel Dramma Satiresco “Ciclope“, attraverso l’invocazione di Odisseo così definisce il dio del fuoco: “Efesto, signore dell’Etna, brucia la luminosa pupilla del tuo ignobile vicino, lìberati da lui una volta per sempre.

Ai turisti che desiderano visitare le splendide isole Eolie, ricordiamo che possono partire dal porto di Napoli con gli aliscafi Eolie Snav.