Sicilia: Per questo mi chiamo Giovanni di Luigi Garlando

Sicilia: Per questo mi chiamo Giovanni di Luigi Garlando

Per questo mi chiamo Giovanni è un romanzo di Luigi Garlando, giornalista e scrittore italiano. Il libro, pubblicato nel 2004, è oggi usato da molte scuole come lettura di narrativa.

La storia, racconta in modo semplificato, ma molto intenso, il significato della parola mafia attraverso le parole di un padre che passa una giornata speciale con il proprio figlio.

Giovanni è un bambino che frequenta una scuola elementare di Palermo. Nella sua classe, lui e gli altri compagni hanno paura di ribellarsi alle continue vessazioni di Tonio.

Nel giorno del suo 10° compleanno il padre di Giovanni gli regala una giornata di vacanza, portandolo in giro per Palermo, parlandogli della città, ma anche della mafia, paragonandola a ciò che fa Tonio con i suoi compagni.
Parlano anche di Giovanni Falcone, passano da Capaci e visitano la casa del magistrato. Tornati a casa il padre confessa al figlio di aver anche lui un tempo pagato il pizzo e quando un giorno si ribellò il suo negozio venne raso al suolo, ma con esso anche un pezzo della mafia…

Ricordiamo, infine, che la Sicilia è raggiungibile imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

La nave della legalità: insieme per non dimenticare

Il 23 maggio 2010 la flotta snav ha aderito all’iniziativa “la nave della legalità” organizzata dalla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone insieme al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Un viaggio per non dimenticare, all’insegna dei concetti di legalità e istruzione, per far sì che il tempo non cancelli le tracce di un periodo buio in cui la mafia ha potuto prendere il sopravvento, e per diffondere un messaggio di speranza in un futuro davvero diverso e migliore creato da ragazzi coscienti e consapevoli di ciò che è accaduto e pronti a far sì che non si ripeta. Da questa importante e preziosa iniziativa è nato quest’anno un libro, l’oblò, accompagnato da un video che racconta la magnifica avventura di oltre 3000 studenti: dal corteo per le strade di Palermo, alla conclusione nell’aula Bunker dove hanno preso la parola Mariastella Gelmini (Ministro dell’Istruzione), Roberto Maroni (Ministro dell’Interno), Angelino Alfano (Ministro della Giustizia) e Pietro Grasso (Procuratore nazionale antimafia).

Un patto per la legalità” ha dimostrato anche stavolta quanto forte e sentita possa essere la partecipazione dei giovani ai temi sociali di giustizia e democrazia, a riprova della verità delle parole di Paolo Borsellino: “Se la mafia è un’istituzione antistato che attira consensi perchè ritenuta più efficiente dello Stato, è compito della scuola rovesciare questo processo perverso formando i giovani alla cultura dello Stato e delle Istituzioni”.

Per il quinto anno di seguito da quando è nata l’iniziativa nel 2006, Snav non ha mancato l’appuntamento con la lotta antimafia, rinforzando la sua adesione e raddoppiando le partenze con due dei suoi cruise ferries, Snav Toscana e Snav Sardegna, a sostegno dei fondamentali concetti di legalità e libertà.