Dolci di Carnevale Napoletani

Dolci di Carnevale Napoletani

Il Carnevale a Napoli è una festa tutta da gustare! Sono tantissime le specialità che in questo periodo si preparano e che rendono questa festività assolutamente golosa. La maggior parte di queste specialità vengono fritte e sono composte da ingredienti ricchi e gustosi.

Tra le specialità del periodo possiamo annoverare il migliaccio a cui si associano altre ricette come quella del sanguinaccio oppure delle chiacchiere  e delle castagnole.

Sicuramente tra le ricette che abbiamo elencato le preferite sono le chiacchiere, che vengono chiamate anche frappe e bugie. Le chiacchiere sono realizzate in una pasta frolla sottile e friabile, che può essere cotta al forno oppure fritta. A fine cottura vengono cosparse di zucchero a velo.

L’origine della ricetta è contesa tra le regioni di Lazio e Campania, addirittura pare che fossero preparate durante i Saturnali romani e poi fritti e avevano il nome di frictilia. Invece, c’è chi fa risalire la ricetta alla Regina di Savoia, che era solita chiacchierare a lungo con la sua corte. Un giorno, vinta dalla fame, la regina interruppe le sue chiacchiere chiese al cuoco di preparare qualcosa da mangiare, per poterla gustare con i suoi ospiti.

Da qui il nome di questi golosi biscotti che spesso troviamo accompagnati da un’altra specialità quale il sanguinaccio. Una vellutata crema di cioccolato aromatizzata alla cannella e alla vaniglia, che con la sua voluttuosità conquista grandi e piccini.

Le castagnole, invece sono deliziose palline fritte che possono essere farcite con marmellata o crema. Il loro impasto si ottiene con farina, zucchero e uova. Infine, altra ricetta tipica del Carnevale è il migliaccio una torta deliziosa a base di ricotta, dal sapore morbido e ricco di sfumature.

Carnevale a Napoli è una vera ode di sapori da provare e riprovare.

Via col vento

No, non stiamo parlando del leggendario film del 1939 diretto da Victor Fleming e interpretato magistralmente da Vivien Leigh e Clark Gable; questa volta preferiamo portarvi alla scoperta di una delle più recenti prelibatezze dolciarie nate in seno alla creatività partenopea negli ultimi anni.

 

Proprio così: vogliamo svelarvi tutti i segreti dei Via col vento, questi speciali dolci inventati a Napoli dalla pasticceria Colmayer circa 30 anni fa e che fanno letteralmente impazzire di piacere non solo i palati dei Napoletani ma anche dei tanti turisti che ogni giorno affollano la città.

Come suggerisce il nome stesso, i Via col vento sono dolci leggeri e saporiti che accontentano le esigenze non solo di coloro che amano gustare le squisitezze della tradizione dolciaria napoletana, ma anche di chi ama concedersi un momento di delizia senza però rinunciare alla linea. Il basso apporto calorico di questi dolci, infatti, consente qualche “sgarro” in più rispetto a un regime dietetico improntato all’austerità e alla sobrietà!

Nello specifico, i Via col vento sono dei piccoli bignè a forma di ciambella, sulla cui superficie viene adagiata una pioggerellina di granella o di zucchero a velo. Naturalmente, per i più golosi, non mancano varianti decisamente più “off limits” a base di cioccolato bianco oppure crema di nocciole.

Impariamo ora a preparare insieme dei gustosissimi Via col vento fatti in casa! La ricetta è rapida e semplice; vi basteranno i seguenti ingredienti:

Zucchero (90 gr.)
Vaniglia (1 stecca)
Farina (250 gr.)
Latte (200 ml)
Acqua (300 ml)
Burro (125 gr.)
Sale (1 pizzico)
4 uova
Granella di zucchero, zucchero a velo

Per prima cosa, va preparata la crema pasticciera per la pasta bignè: questa si otterrà mescolando zucchero e uova insieme alla farina; si aggiunge poi il latte, nel quale sarà stata fatta sobbollire la vaniglia. La pasta bignè si prepara iniziando dal burro, da far sciogliere in un pentolino con l’acqua messo sul fuoco. Quando l’acqua bolle, bisogna aggiungere la farina in un’unica soluzione; e mescolando con un cucchiaio, continuare fino a quando la farina non si sarà assorbita completamente. A quel punto, mettere di nuovo il pentolino sul fuoco fino a quando non si otterrà un composto uniforme, che andrà poi messo in una ciotola. Aggiungere quindi la crema realizzata in precedenza; tutto il composto sarà poi messo in una sac a poche con la quale si realizzerà la classica forma a ciambella dei  Via col vento. Dopo aver cosparso i dolci con la granella di zucchero, informarli e lasciarli cuocere a 180 gradi per circa 20 minuti.

Le lingue di Procida

Metti la croccantezza di una pasta sfoglia friabile e leggera, farcita con vellutata crema aromatizzata al limone e si avrà un dolce semplice e delizioso: stiamo parlando, naturalmente delle lingue procidane.

Questo dolce è una vera e propria bandiera dell’isola, infatti, per tutti coloro che la visitano è impossibile non rimanere conquistati da tanta bontà. In questo articolo proporremo la ricetta delle Lingue di Procida. Certo mangiare le lingue originali a Procida ha tutto un altro sapore, ma perché non riprovare a ritrovare a casa tutto il piacere di questa specialità?

Quindi ecco la ricetta e i passi principali per realizzare delle squisite Lingue di Procida!

Pasta Sfoglia
250gr di farina
250gr di burro
125gr di acqua fredda
5gr di sale

Crema Pasticcera
500 ml di latte
120 gr di zucchero
4 tuorli
80 gr di farina
la buccia di 2 limoni grattugiata
1 bustina di vanillina pura

Decorazione
tuorlo d’uovo
latte
zucchero semolato

Realizzare la pasta sfoglia
Cominciare dalla pasta sfoglia. Setacciare la farina e mischiare con il sale e con il burro ben freddo tagliato a pezzetti. Se avete una planetaria, mischiate gli ingredienti a velocità sostenuta. Se preparate la pasta a sfoglia a mano vi aspetta un duro lavoro. Una volta ottenuto un composto farinoso aggiungere a filo l’acqua. Una volta che il composto sarà omogeneo prenderlo e lavoralo a mano. Stendere il panetto con l’aiuto della farina, e ripiegarlo a libro. Ruotare l’impasto di 90° e ripiegarlo nuovamente e stendere. Ripetere l’operazione per circa 5 volte, fino a ottenere un impasto liscio. Far riposare l’impasto almeno un’ora.

Preparare la crema pasticcera
Lavorate i tuorli con lo zucchero. Un’idea per evitare i grumi potrebbe essere quella di stemperare la farina insieme allo zucchero e le uova. Unire il latte a filo. Infine, mettere la bustina di vanillina e lo zest di limone. Se fate la crema pasticcera a mano cuocete a fuoco dolce e spegnere appena il composto si addensa.

Comporre le Lingue
Stendere la sfoglia sottile. Rendete tondeggianti le estremità. Stendere un velo di crema e richiudere con un’altra sfoglia. Per sigillare i bordi, bagnateli con un po’ di acqua calda. Spennellare le lingue con il composto di tuorlo d’uovo e latte e cospargerle di zucchero semolato.

Infine, non resta che mettere le Lingue in forno e cuocere a 180° per circa 20 minuti o fino a doratura. Una volta pronte le Lingue di Procida non resta che assaporarle! Buon Dessert!

Napoli: Mostaccioli, dolci natalizi della tradizione partenopea

Un dolce tipico natalizio della tradizione partenopea sono gli immancabili mostaccioli napoletani, che imbandiscono le tavole di Napoli per tutta la durata delle festività di dicembre.

I mostaccioli si preparano solitamente in casa, perchè sono di facile preparazione e si conservano bene e a lungo.
E se volessimo cimentarci anche noi nella preparazione di questi biscotti napoletani? Niente più facile: basta seguire questa semplice ricetta.

Setacciate 1 kg di farina e aggiungervi 1 kg di zucchero, 400 gr di noci tritate tostate, 2 limoni grattugiati, ½ cucchiaino di cannella e 1 pizzico di sale. Unire acqua calda e impastare bene fino a quando otterrete un impasto morbido e omogeneo.

Stendere la pasta a circa 1,5 cm di altezza e tagliarla a forma di piccoli rombi; infornare a 180° per circa 20 minuti. Sciogliere 500 gr di cioccolato fondente e distribuirlo sulla parte posteriore dei biscotti. Quando il cioccolato si sarà solidificato adagiare i mostaccioli su una griglia e glassare anche l”altra parte.

I biscotti sono pronti, ma aspettate che si raffreddino prima di servirli.

A Napoli potete gustare i veri mostaccioli partendo da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.

Napoli: il roccocò, dolce tipico natalizio

Napoli è veramente la culla dei dolci natalizi. Oltre agli struffoli e ai mostacciuoli, anche il roccocò è un dolce storico del capoluogo partenopeo, risalente al 1320.

L’ingrediente principale di questo dolce è la mandorla; il suo nome deriva dal termine francese rocaille che significa “di forma barocca”.

Per preparare in casa il roccocò, potete seguire questa facile ricetta.

Disporre su un piano di lavoro 500 gr di farina a fontana e unirvi: 400 gr di zucchero, 70 gr di mandorle tritate, 6 gr di pisto ( 1/2 cucchiaino di cannella e ½ di noce moscata, 35 chiodi di garofano), la buccia grattugiata di arancia e mandarini, 5 gr di ammoniaca per pasticceria e 150 gr di acqua tiepida. Amalgamare il tutto fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo. Aggiungere 200 gr di mandorle intere e lasciare riposare per mezzora.

Dal composto, ricavare poi bastoncini lunghi circa 20 cm e larghi 2 e chiuderli dandogli la forma di una ciambella. Adagiare i roccocò su una teglia infarinata, spennellandoli in superficie con un rosso d’uovo. Cuocere a 180° per 25 minuti circa.

Il roccocò può essere gustato direttamente a Napoli partendo da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.

Napoli: struffoli natalizi

Gli struffoli napoletani sono dei dolci tipici delle festività natalizie.

In occasione del Natale che sta per arrivare, possiamo cimentarci con la preparazione di questi prelibati dolcetti seguendo questa semplice ricetta.

Disporre 600 gr di farina su un tavolo di lavoro e impastarla con 4 uova, 2 cucchiai di zucchero, 80 gr di burro, la scorza grattugiata di mezzo limone, 1 bicchierino di limoncello o rum e 1 pizzico di sale. Amalgamare bene l’impasto dandogli la forma di una palla e fare riposare per ½ ora.
Tagliare poi la pasta a tocchettini su un piano infarinato, friggerli in olio bollente e scolarli gonfi e dorati. Depositare gli struffoli su carta assorbente e intanto diluire 400 gr di miele in una pentola capiente. Unire gli struffoli al miele e versarvi sopra metà di confettini di zucchero e canditi.
Disponete i dolcetti su un piatto e versare l’altra metà di confetti e canditi, dando alla portata un gradevole effetto. Quando il miele si sarà solidificato, gli struffoli natalizi saranno pronti per essere serviti.

Se volete assaggiare i veri struffoli napoletani, potete raggiungere Napoli partendo da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.

Napoli: il babà

Il babà napoletano è il dolce più tipico del capoluogo partenopeo.

Molti non sanno, però, che le origine del babà sono polacche: il dolce infatti è stato casualmente inventato dal Re polacco Stanislao Leszczinski il quale, dopo l’ennesimo kugelhupf servito, lanciò il piatto del dessert lontano da sé, colpendo inavvertitamente una bottiglia di brandy che si rovesciò sul dolce creando la leccornia che oggi noi tutti possiamo gustare.

Il Sovrano lo chiamò Babà in onore di Alì Babà, protagonista del libro “Le Mille e Una Notte” che amava tanto leggere.

Il dolce fece ben presto il suo ingresso a Parigi e gli chef delle nobili famiglie napoletane lo fecero conoscere a Napoli, città che lo inserì con orgoglio nella cucina tradizionale partenopea.

Il babà oggi si presenta a forma di fungo bagnato con molto rum, farcito di crema pasticcera e amarene o in versione torta; in alternativa, può essere farcito al centro con la panna o con crema pasticcera e frutta sciroppata.

Le ricette si trovano sul sito dedicato al dolce www.baba.it/ricette.htm

I turisti che desiderano assaggiare sul posto i veri babà napoletani possono raggiungere Napoli da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.

Napoli: le zeppole di San Giuseppe

La zeppola è un dolce antichissimo, una frittella tipica della cucina campana.

Diversa è invece la ricetta della zeppola di San Giuseppe, un dolce molto sentito a Napoli che si prepara il 19 marzo, in occasione della festa del papà.

Le zeppole di San Giuseppe sono dolci fatti di pasta choux farciti di crema pasticcera, spolverati di zucchero a velo e guarniti con amarene sciroppate.

Nel settecento, il 19 marzo i friggitori, in omaggio a San Giuseppe, loro santo patrono oltre che dei falegnami, allestivano dei banchetti davanti alle loro botteghe, per friggere e servire le zeppole direttamente in strada, in tempo reale.
Oggi le zeppole si trovano ovunque, soprattutto quando si avvicina la Festa del papà, ma è facile trovarle tutto l’anno, sia in formato mignon che nella variante al forno, in cui risultano essere un po’ più leggere e meno caloriche rispetto alle classiche fritte nell’olio.

La ricetta originale si trova a questo link http://www.zeppola.it/ricette.htm

Per i turisti che desiderano assaggiare le zeppole di San Giuseppe nella loro città d’origine, ricordiamo che Napoli è raggiungibile da tutte le destinazioni servite dalle navi Snav.

Napoli: le Chiacchiere Napoletane

Sta arrivando Carnevale a Napoli e tra eventi e scherzi non mancherà l’occasione di gustare le specialità tipiche che contraddistinguono questo periodo.
Tra i dolci che accompagnano questa festa piena di allegria, le Chiacchiere sono le protagoniste: deliziose strisce di pasta, cucinate fritte o cotte al forno e spolverate con abbondante zucchero a velo o granelli di zucchero.

Per le Chiacchiere Napoletane si utilizzano questi ingredienti: 2 uova, 50 gr di burro, olio, 350 gr di farina, zucchero a velo, un pizzico di sale.

Preparazione: mettere insieme la farina, il burro, le uova, un pizzico di sale, lo zucchero, un po’ d’acqua e fare un impasto, formare una palla e lasciarla riposare in un luogo fresco per circa un’ora.
Con il mattarello tirare una sfoglia, tagliarla con una rotella tagliapasta in strisce della grandezza desiderata e incrociarle a piacere.
Gettarle poi in abbondante olio bollente e, quando avranno un aspetto dorato e croccante, prenderle con un mestolo forato per far scolare l’olio in eccesso, passarle su una carta da cucina e servirle caldissime spolverizzate generosamente di zucchero a velo.

Ai turisti che desiderano festeggiare il carnevale a Napoli ricordiamo che la città partenopea è raggiungibile da tutte le destinazioni servite dalle navi Snav.

Napoli: la pastiera

Nonostante lo scorrere del tempo, Napoli, lo splendido capoluogo partenopeo, conserva intatte le sue più gustose tradizioni gastronomiche. Una delle specialità più apprezzate del capoluogo campano, è certamente la pastiera, il dolce tipico napoletano del periodo di Pasqua.

Secondo la leggenda, la pastiera trae la sua origine dai doni votivi offerti dai napoletani alla ninfa Partenope, che con la sua splendida voce allietava le loro giornate. Innanzitutto, per questa offerta, furono scelti gli ingredienti che la terra partenopea offriva e che costituivano una magica alchimia di sapori e profumi e che simboleggiassero tutta la comunità napoletana. Si usarono quindi per l’impasto lo zucchero, la farina, i fiori d’arancio, le uova, la ricotta, il latte, il grano e alcune profumate spezie provenienti dai paesi orientali per testimoniare la multiculturalità degli abitanti di Napoli.

La Ninfa Partenope, contenta di aver ricevuto in dono questi doni così preziosi, li offrì a sua volta agli dei dell’Olimpo, che li mescolarono creando un golosissimo impasto, che i cittadini di Napoli mangiano ancora oggi: la pastiera.

I turisti più golosi, che desiderano assaggiare l’originale pastiera partenopea, possono raggiungere il capoluogo campano, partendo da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.