Napoli: Parco regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano

Napoli: Parco regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano

Il Parco regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano è un’area protetta che comprende parte dei territori di Caserta, basso Lazio e Molise.
Camminare in questa immensa riserva, costituita da boschi secolari e deliziosi borghi medievali trasmette al visitatore l’incantevole sensazione di trovarsi in un posto senza tempo.

Il parco, istituito nel 1993, è dominato dal vulcano Roccamonfina, più antico del Vesuvio, e si estende per circa 9000 ettari.
Le rocce dalle curiose forme, ricordano la passata attività vulcanica del territorio, oggi un’oasi verde fatta di splendidi sentieri, boschi di castagni, uliveti e vigneti.
Proprio in questi boschi si rifugiano numerosi animali tra cui volpi, cinghiali, lepri, tassi e altri piccoli mammiferi. La ricca avifauna comprende cuculi, picchi, civette e esemplari rarissimi come l’airone rosso, le cicogne bianche e i gufi di palude.

I turisti che volessero passeggiare tra i boschi del Parco regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano, gustare le sue famose castagne e vivere le feste folkloriste dei suoi paesini, possono raggiungere Napoli partendo da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.

Napoli: via Marechiaro

Via Marechiaro è una celebre strada di Napoli, ubicata nel quartiere Posillipo, tramite la quale si raggiunge il piccolo borgo Marechiaro.

Il suddetto borgo, è stato uno dei simboli della dolce vita nell’Italia degli anni sessanta, proprio perchè frequentato dalle star hollywoodiane attirate dallo splendido panorama (e dal caratteristico “Scoglione”) che racchiude l’intera città di Napoli, il Vesuvio, la Penisola Sorrentina e, inoltre, l’isola di Capri.

Via Marechiaro, famosa sia in Italia che all’estero, è stata inoltre ricordata in numerose canzoni, poesie, commedie e film.

Tra l’altro, il borgo collinare di Posillipo era noto già duemila e cinquecento anni fa per il suo incantevole panorama che all’epoca era ammirato dagli antichi greci, i primi ad abitare il promontorio. Sono state rinvenute rovine romane, i resti delle aperture del tunnel che portava alla residenza del cavaliere Publio Vedio Pollione e quelli di un anfiteatro.

I turisti che desiderassero passeggiare lungo la celebre via Marechiaro, possono raggiungere Napoli partendo da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.

Napoli: Spaccanapoli

Storia, traduzione e cultura napoletana sono racchiusi in una celebre strada, un tracciato cittadino che è il cuore di Napoli e nel cuore del popolo partenopeo: Spaccanapoli.

La perfetta linearità di questa arteria viaria, che divide nettamente il capoluogo partenopeo, è detta Spaccanapoli, ma il suo nome originale è Decumano inferiore. La strada fu realizzata dai greci e, insieme al Decumano maggiore e al Decumano superiore, attraversava l’antica Neapolis.

Ammirando il panorama sulla sommità della collina del Vomero, che ospita la Certosa di San Martino e Castel Sant’Elmo, si può vedere chiaramente questa lunga linea dritta che divide Napoli in due: una visione davvero suggestiva!

Percorrendo Spaccanapoli si possono incontrare numerosi edifici, chiese, monumenti che appartengono alla storia della città: tra questi ricordiamo la Basilica di Santa Chiara, la Chiesa del Gesù Nuovo, il Palazzo di Sangro, la Cappella del Monte di Pietà e molti altri ancora.

I turisti che visitano Napoli non possono perdere l’opportunità di attraversare Spaccanapoli; ricordiamo che possono raggiungere il capoluogo partenopeo partendo da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.

Napoli: Villa Comunale

La Villa Comunale di Napoli è un meraviglioso giardino storico fiancheggiato da via Caracciolo e dalla Riviera di Chiaia, esattamente a metà strada tra il traffico partenopeo e la tranquillità del mare.

Il parco risale al 1697. In quell’epoca il viceré duca di Medinacoeli fece piantare, in un primo nucleo del giardino, 2 file di alberi e 13 fontane.
In seguito, l’area fu trasformata in un vero e proprio giardino con tanto di monumenti, sculture neoclassiche e viali fioriti.

La Villa Comunale oggi ospita, inoltre, la famosa Fontana del Ratto delle Sabine, la Fontana della Tazza di Porfido, il Palazzo del Circolo della Stampa e la Stazione Zoologica di Anton Dohrn che comprende l’acquario più antico d’Italia con centinaia di specie acquatiche del Golfo di Napoli.

La Villa Comunale di Napoli è aperta al pubblico tutti i giorni escluso il lunedì. Vi si può arrivare dal lungomare Caracciolo oppure dalla fermata della metro Piazza Amedeo Linea 2.

I turisti desiderosi di visitare questo meraviglioso giardino partenopeo possono raggiungere Napoli partendo da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.

Napoli: Dionne Warwick in concerto il 23 gennaio al Teatro Sannazaro

Dionne Warwick, cantante statunitense nota soprattutto per essere l’interprete della famosissima canzone I Say a Little Prayer, si esibirà al Teatro Sannazaro di Napoli il prossimo 23 gennaio.

L’artista, classe 1940, ha ancora classe, grinta e talento da vendere. Icona della world music, vanta nella sua carriera collaborazioni con grandi artisti quali Stevie Wonder, Burt Bacharach e i Bee Gees.

Dionne Warwick, dopo aver preso parte a USA for Africa, cantando insieme a famosi cantanti americani la splendida We Are the World, ha fondato nel 1985 un progetto chiamato Dionne and Friends. Grazie a questo progetto musicale che raccoglieva fondi per la ricerca sull’Aids, nacque la canzone That’s What Friends Are For, cantata con Gladys Knight, Elton John e Stevie Wonder, che valse a Dionne il suo sesto Grammy Award.

Dionne Warwick si esibirà al Teatro Sannazaro anche con le meravigliose I’ll Never Fall in Love Again, Love Power e Heartbreaker. I biglietti sono disponibili presso le prevendite autorizzate.

I turisti possono raggiungere il capoluogo partenopeo partendo da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.

Napoli: “L’Adorazione dei Magi” di Giorgio Vasari fino al 30 gennaio 2012 al Museo Diocesano

Fino al 30 gennaio 2012 potremo ammirare lo splendido quadro “L’Adorazione dei Magi” di Giorgio Vasari presso il Museo Diocesano di Napoli.

La splendida opera d’arte è stata realizzata dal Vasari nel 1566; lo commissionò Papa Pio per il complesso monumentale Santa Croce di Bosco Marengo (Alessandria) che, all’epoca, era un convento domenicano.

Il quadro è giunto a Napoli grazie a una collaborazione tra il Fec, la diocesi i Napoli e la sopraintendenza del Piemonte.
Proprio per questa occasione il Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli, ha affermato: “quando si vedono questi capolavori si rimane a riflettere sul significato che questo grande artista ha voluto dare di questo evento e, indirettamente, diventa un’occasione per vivere meglio anche il Natale”.

Oltre al meraviglioso capolavoro artistico “L’adorazione dei Magi”, i visitatori possono ammirare altre importanti opere di artisti napoletani e non che il Museo Diocesano ospita.

Il Museo di Largo Donnaregina è aperto tutti i giorni, tranne il martedì. Per ulteriori informazioni: 081 5571365.

I turisti interessati, possono raggiungere Napoli partendo da tutte le destinazioni servite dalle navi e dagli aliscafi Snav.

Napoli: Chiesa del Gesù Nuovo

La Chiesa del Gesù Nuovo (o Trinità Maggiore) di Napoli, originariamente uno storico palazzo della famiglia Sanseverino eretto nel 1470, è una importantissima basilica della città partenopea.

Acquistato dai Gesuiti, il palazzo subì una completa ristrutturazione e si perse gran parte delle splendide sale e dei giardini che lo distinguevano. La chiesa che ne derivò venne consacrata nel 1601. Dopo numerose espulsioni e riammissioni dei Gesuiti nel regno di Napoli, la compagnia di Gesù rientra definitivamente in possesso dell’edificio nel 1900.
La chiesa gode di numerosissimi e importanti affreschi che è possibile ammirare. La struttura è a croce greca, l’interno in stile barocco. La cupola è stata ricostruita numerose volte a causa di crolli strutturali.

Una curiosità: la navata centrale, durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, è stata colpita da una bomba che miracolosamente non esplose. Questa bomba è ora esposta all’interno della chiesa.

Per chi volesse visitare la Chiesa del Gesù Nuovo, ricordiamo che Napoli è raggiungibile da tutte le destinazioni servite dalle navi e dagli aliscafi Snav.

Napoli: Palazzo Corigliano

Il Palazzo Saluzzo di Corigliano è un edificio storico di Napoli situato in piazza San Domenico Maggiore, e oggi sede dell’Università L’Orientale.

Il palazzo fu realizzato per volere di Giovanni di Sangro nel XVI secolo, allo scopo di ufficializzare l’entrata della famiglia di Sangro nel novero delle famiglie aristocratiche napoletane.

Durante il terribile terremoto del 1688, l’edificio subì gravissimi danni e fu acquistato dal duca Agostino Saluzzo (del feudo calabrese di Corigliano) che ne ordinò i rifacimenti sia interni che esterni, oltre l’aggiunta di un secondo piano, che cambiarono radicalmente il suo aspetto originario.

Nel 1927 l’Istituto Orientale prese in affito il piano aggiuntivo del Palazzo fino al 1934; nel 1977, dopo una decennale trattativa, lo acquistò in toto.
Dell’architettura storica di Palazzo Corigliano è rimasto ben poco, ma è possibile ammirare la galleria decorata con affreschi, gli specchi realizzati dal decoratore Filippo Buonocore e una ricca decorazione scultorea di Bartolomeo Granucci.

Ricordiamo che Napoli, con i suoi monumenti storici, è raggiungibile partendo da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.

Napoli: Insalata di rinforzo, la ricetta

L’insalata di rinforzo è un contorno tipico della tradizione napoletana, che si presenta puntualmente sulle tavole imbandite delle festività natalizie.

Il motivo di tale nome non è certo; ci sono 2 ipotesi: la prima è perchè viene ogni giorno arricchita con gli avanzi, per gustarla particolarmente ricca nel cenone di Capodanno; la seconda, perchè l’aceto, uno degli ingredienti principali di questa ricetta, rafforzi il sapore della portata.

Per l’insalata di rinforzo servono semplici ingredienti e la preparazione è facile e veloce.
Lessare al dente un cavolfiore di grandezza media; scolarlo e tagliarlo a pezzetti.
Una volta raffreddato unirvi peperoni rossi sottaceto (chiamati pappacelle), 70 gr di olive nere, 40 gr di olive verdi, 4 cipolline sott’aceto, cetriolini sott’aceto e 60 gr di alici sotto sale. Condire gli ingredienti con 4 cucchiai di olio extravergine, sale quanto basta e mescolare il tutto. Aggiungervi, infine, 3 cucchiai di aceto bianco, mescolare nuovamente e portare in tavola.

Potete gustare l’insalata di rinforzo direttamente a Napoli imbarcandovi da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.

Napoli: Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro

La Reale cappella del tesoro di San Gennaro si trova all’interno del Duomo di Napoli e custodisce le reliquie ed il sangue del Santo.

Oltre a questo prezioso tesoro religioso, l’altare è importante anche dal punto di vista artistico, perchè custodisce marmi, dipinti, affreschi e opere del barocco napoletano seicentesco.
Il Tesoro di San Gennaro, sacro patrimonio culturale del popolo di Napoli, è custodito in apposite teche in esposizione permanente.

La Reale cappella fu costruita in seguito a un voto che il popolo partenopeo fece implorando la protezione del Santo Patrono, nel 1527, anno in cui Napoli subiva violentemente i danni causati da guerre, carestie e pestilenze.

L’impegno dei napoletani fu mantenuto: il 5 febbraio 1601 furono nominati 12 membri incaricati di provvedere alla fondazione della Cappella.
Il 16 dicembre 1646, dietro il progetto dell’architetto Francesco Grimaldi, la Reale Cappella di San Gennaro fu inaugurata e vi furono trasferite le reliquie, il sangue del santo e le statue d’argento che oggi tutti noi possiamo visitare.

Ai turisti ricordiamo che Napoli è raggiungibile partendo da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.