Sicilia: Casa Professa di Palermo

Sicilia: Casa Professa di Palermo

La Casa Professa di Palermo, nota anche come chiesa del Gesù, è uno dei più importanti monumenti in stile barocco di tutta la Sicilia.

La chiesa è stata edificata a partire della seconda metà del Cinquecento per volere dei gesuiti e realizzata su progetto dell’architetto Giovanni Tristano. Il luogo sacro era inizialmente rifugio di eremiti: vi si trovano, infatti, catacombe paleocristiane.
Nei primi anni del Seicento, la Chiesa è stata modificata; l’architetto Natale Masuccio ha fatto realizzare 3 navate, l’aggiunta di una cupola e delle cappelle.

La facciata della Casa Professa di Palermo ha un aspetto elegante, grazie alla distribuzione delle semicolonne e ai profili di pietra colorata.
Nel 1892 il tempio è stato dichiarato monumento nazionale; la decorazione a marmo mischio dell’abside di Casa Professa “rappresenta indubbiamente l’apporto più significativo e originale della cultura artistica siciliana alla civiltà del barocco europeo”.

Meraviglioso l’abside, i bassorilievi maromorei di Gioacchino Vitagliano e l’organo con oltre 4000 canne.

I turisti che desiderassero visitare la Casa Professa possono approdare in Sicilia imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav

Sicilia: Chiesa di San Cataldo, Palermo

La Chiesa di San Cataldo di Palermo è situata in Piazza Bellini, nei pressi della Martorana.

L’edificio è stato eretto tra il 1154 e il 1160 per volere di Maione di Bari, allora ammiraglio del re normanno Guglielmo I.
Nel 1182 il tempio fu donato ai frati benedettini di Monreale che lo custodirono fino al 1787.
La sua architettura normanna è rimasta identica a quella originaria, grazie a un lungo restauro dell’architetto Giuseppe Patricolo.

L’esterno è caratterizzato da intagli di arcate cieche, elegante merlatura e cupole rosse in contrasto con la monocromia delle paret e finestrelle in stile arabo.
L’interno della Chiesa di San Cataldo è costituito da tre navate, pareti nude e colonne che reggono arcate con capitelli provenienti da antichi edifici.
Il pavimento è a mosaico e come sull’altare maggiore, ci sono incisi una croce, un agnello e il simbolo dei quattro evangelisti.

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Sicilia: la Martorana di Palermo

La Chiesa S. Maria dell’Ammiraglio, meglio conosciuta come la Martorana di Palermo, è tra i Monumenti nazionali custoditi, per la grande importanza storica.

L’edificio sacro, affacciato sulla prestigiosa Piazza Bellini, fu edificato nel 1143 per volere di Giorgio d’Antiochia, ammiraglio siriaco del re normanno Ruggero II.

La chiesa ha questi due nomi, perchè fu costruita vicino al monastero benedettino, fondato dalla nobildonna Eloisa Martorana, e perchè d’Antiochia fece edificare anche il Ponte Ammiraglio sul vicino fiume Oreto.

Lo stile architettonico della Martorana è greco-bizantino, con volte affrescate da Olivio Sozzi, Antonio Grano e Guglelmo Borremans. La cupola e le pareti superiori sono rivestite da decorazioni musive di periodo bizantino.
I mosaici raffigurati nella cupola rappresentano il Cristo, al centro, i 4 arcangeli e i patriarchi. Nelle nicchie si possono ammirare i quattro evangelisti e gli altri apostoli.

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Sicilia: la Gancia di Palermo

La chiesa di Santa Maria degli Angeli, meglio conosciuta come “La Gancia” di Palermo è un edificio di grande interesse storico.

Questa chiesa venne costruita nel 1470 per volere dei frati di S. Maria di Gesù, che chiesero il permesso a Innocenzo VIII di edificare, appunto, una “gancia”, cioè un ricovero per gli ammalati.

La Gancia, ubicata in via Alloro, è a forma di croce greca con linee austere e poco appariscenti, ma al suo interno si trovano ricchi tesori di arte.
Appena varcata la soglia del grande portone si possono ammirare le tele di Pietro Novelli, Lo Zoppo di Ganci, Olivio Sozzi, Vincenzo da Pavia e gli affreschi di Filippo Tancredi, Guglielmo Borremans e Antonio Grano, oltre a varie sculture di Antonello Gagini, Ignazio Marabitti, passando per gli stucchi di Giacomo e Procopio Serpotta.
Di grande valore è anche il soffitto ligneo, il magnifico organo sul coro (risalente al 1615) e le tre acquasantiere.
Oggi la Gancia è adibita a curia provinciale ed è punto di riferimento per tutti i frati della provincia di Palermo.

A chi volesse visitare questo imponente convento, ricordiamo che la Sicilia è raggiungibile imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Sicilia: Chiesa di San Matteo, Palermo

La chiesa di San Matteo, posta nella centralissima via Vittorio Emanuele di Palermo, è uno scrigno colmo di opere d’arte.

La facciata seicentesca è tipicamente barocca, arricchita da tre statue che rappresentano al centro la Vergine, a sinistra San Matteo, mentre a destra San Mattia.

La sua edificazione risale al 1633 per volere dell’Opera dei Miserenimi; fu consacrata nel 1647 e finita nel 1664 per opera di Carlo D’Aprile e Gaspare Guercio.

Nell’interno cinquecentesco si possono ammirare gli stucchi del famoso scultore Serpotta e gli affreschi di uno dei maggiori pittori siciliani, Vito D’Anna.

Ma la chiesa di San Matteo nasconde altre importanti opere tenute segrete. Nel sottosuolo vi è una cripta con maioliche e poggiateste, in cui vennero deposte proprio le salme degli artisti palermitani Serpotta e D’Anna.

Inoltre, nascosta da un genuflessorio, vi è una botola che si racconta essere stata utilizzata dai Beati Paoli per spostarsi nei sotterranei di Palermo.

I turisti che volessero visitare il capoluogo siciliano e le sue chiese ricche di arte, possono approdarvi imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Palermo: la Chiesa del Carmine Maggiore

La Chiesa del Carmine Maggiore è un enorme edificio situato nel quartiere Alberghieria di Palermo.

Costruita in un periodo compreso tra il 1927 ed il 1667 dal progettista Mariano Smeriglio, la chiesa, nonostante le varie modifiche, conserva in buona parte il suo aspetto originario.

La parte esterna è cosi ricca e singolare da renderla unica non solo a Palermo, ma in tutta la Sicilia.

Nella parte posteriore della Chiesa del Carmine Maggiore, si può ammirare la meravigliosa e imponente cupola, aggiunta nel 1680, ricoperta di maioliche policrome e ricca di decorazioni, tra cui putti, elementi floreali e quattro enormi telamoni effiggiati nell’atto di sostenere la cupola stessa.

All’interno sono visibili diverse opere d’arte come gli altari seicenteschi, realizzati da Giacomo e Giuseppe Serpotta, presso i quali si trovano la Madonna del Carmine, il Crocifisso e la statua di San Dionisio, posta sull’altare della Madonna, la cui testa è una sfacciata e deliberata citazione della testa di Seneca di Guido Reni.

I turisti che vogliono ammirare la Chiesa del Carmine Maggiore, possono imbarcarsi al porto di Napoli sui traghetti Sicilia Snav.