Capri: la villa di San Michele

Capri: la villa di San Michele

Capri, l’isola azzurra del Golfo di Napoli, è famosa in tutto il mondo non solo per la bellezza del paesaggio naturale, ma anche per alcuni tesori di inestimabile valore che cela al suo interno.

Uno di questi è la Villa di San Michele situata ad Anacapri, che un tempo appartenne al medico svedese Axel Munthe. La dimora ottocentesca, eretta sui ruderi di un’antica cappella intitolata a San Michele, è attualmente uno dei musei più visitati di Capri gestito dalla fondazione Axel Munthe. Il libro “La storia di San Michele”, scritto dal medico svedese racconta la progressiva costruzione della villa, che non si basò su un vero e proprio progetto, ma su alcuni schizzi incisi su una parete.

La villa di San Michele custodisce reperti di inestimabile valore, tra cui frammenti di sarcofagi, busti, pavimenti romani, marmi, colonne e i resti di una tomba greca. Infine a dominare dal belvedere tutta l’isola c’è la scultura di una sfinge in granito.

I turisti appassionati di archeologia, che desiderano visitare la villa di San Michele, possono prendere gli autobus diretti ad Anacapri e scendere alla fermata di Piazza Vittoria. Da qui, bisogna salire le scale che si trovano di fronte alla piazza e procedere lungo il viale che si trova sulla sinistra.

Infine, ricordiamo che è possibile raggiungere la bella isola azzurra, imbarcandosi al porto di Napoli, di Castellammare o di Sorrento sugli aliscafi per Capri Snav.

Sorrento: Villa della Regina Giovanna

La villa della Regina Giovanna, chiamata anche “I bagni della Regina Giovanna”, sorge sul promontorio di Capo Sorrento e costituisce un importante sito archeologico che si colloca tra il I secolo a.C. e il I secolo d. C. Le antiche vestigia qui conservate, costituiscono i resti di un’antica villa marittima romana, di cui ci fornisce qualche notizia il poeta latino Stazio nella sua opera letteraria “Silvae”.

La struttura che si estendeva per ben due ettari si divideva in due zone: la villa vera e propria che affacciava sul mare e una domus a vocazione agricola più all’interno. Questi due nuclei erano connessi tra loro da una serie di gallerie, mentre in superficie si ergevano numerose terrazze artificiali. L’antica villa che era raggiungibile sia da terra che da mare, doveva ben sposarsi con la bellezza del paesaggio circostante: i locali dell’antica dimora romana mostrano infatti la massima fruibilità del panorama mediante delle ampie finestre e grazie anche alla passeggiata attorno al porticciolo. Ma l’elemento paesaggistico che doveva maggiormente sorprende il visitatore della villa era un bacino naturale che gli antichi proprietari adottarono come attracco e piscina e decorarono con grande cura e maestria.

I turisti che vogliono visitare questo splendido sito archeologico, possono raggiungere Sorrento imbarcandosi al porto di Napoli, Capri e Castellammare sugli aliscafi per Sorrento Snav.

Napoli sotterranea: un suggestivo viaggio nel sottosuolo

napoliNapoli, lo straordinario capoluogo partenopeo, è da considerarsi un vero e proprio museo a cielo aperto, ma anche il suo sottosuolo può rivelarsi ricco di incredibili sorprese.

Napoli sotterranea è una delle attrazioni più suggestive e interessanti che può offrire il capoluogo campano ai suoi visitatori. Si tratta di un complesso di cavità e cunicoli scavati nel sottosuolo tufaceo della città. Al suo interno si collocano soprattutto strutture e ambienti risalenti al periodo classico greco-romano.

Napoli sotterranea costituisce un’eccezionale testimonianza archeologica, che nell’ultimo decennio è diventata, grazie all’impegno di un gruppo di ricercatori, di una meta turistica che attrae ogni anno visitatori provenienti da ogni angolo del mondo. La visita guidata prevede un suggestivo percorso attraverso sale e gallerie di età differenti fino a giungere ai resti delle cisterne d’acqua e dell’antico acquedotto romano. I primi manufatti che si ritrovano in questi affascinanti luoghi persi nell’oscurità del sottosuolo, risalgono a circa 5000 anni fa, quasi alla fine dell’era preistorica, fino ad arrivare ai resti delle strutture realizzate nel Seicento.

Sono diversi i punti di accesso a Napoli Sotterranea: il primo si trova a Piazza San Gaetano, mentre il secondo a via Sant’Anna di Palazzo, entrambi sono situati nel centro storico della città.

I turisti, che vogliono lasciarsi catturare dal brivido di Napoli Sotterranea, possono raggiungere il capoluogo partenopeo, partendo da tutte le destinazioni servite dai traghetti e gli aliscafi Snav.

Sardegna: la basilica di San Saturnino a Cagliari

basilica di san Saturnino a CagliariLa basilica di San Saturnino, chiamata anche di San Saturno, è la chiesa più antica di Cagliari e costituisce insieme all’adiacente necropoli uno dei più significativi complessi architettonici della Sardegna risalenti al periodo paleocristiano.

La chiesa intitolata ai Santi Cosma e Damiano si colloca all’interno di un’area recintata tra piazza San Cosimo e via Dante. Ma in realtà si conserva solo una parte della basilica, che anticamente presentava una pianta a croce greca e transetto, sormontata da una cupola emisferica.

La facciata occidentale caratterizzata dall’originaria divisione in tre specchi e in parte crollata. Tuttavia i due specchi ai lati mantengono ancora intatti i portali architravati e sormontati da lunette a tutto sesto. La navata maggiore è ricoperta da una volta a botte, mentre le piccole navate laterali, formate ognuna da due campate presentano volte a crociera.

I turisti appassionati di arte e archeologia che desiderano visitare la basilica di San Saturnino, possono raggiungere Cagliari partendo da Olbia, proseguendo in auto lungo la statale diretta al capoluogo sardo.

Si ricorda infine che i turisti possono arrivare facilmente in Sardegna, imbarcandosi al porto di Civitavecchia sui traghetti per Olbia Snav.

Napoli: visita alla casa dei Casti Amanti a Pompei

casa dei casti amanti a PompeiPompei, il più importante sito archeologico della terra a pochi passi da Napoli, si propone in questi giorni di Natale in una veste diversa.

Fino al 31 Dicembre 2010, la domus dei Casti Amanti a Pompei sarà aperta ai visitatori per una visita molto speciale. La struttura è una casa bottega, che deve il suo nome ad alcuni quadretti che ritraggono per l’appunto degli amanti. Gli altri pannelli raffigurano invece scene conviviali, Venere nuda intenta a pettinarsi la lunga e fluente chioma guardandosi allo specchio ed Eracle che ascende all’Olimpo degli dei.

Nella domus si trovano i resti del forno della panetteria che mantiene, nonostante i suoi 2.000 anni, le sue caratteristiche originarie. Ma la novità della visita alla Casa dei Casti Amanti consiste nell’ assistere in presa diretta alle operazioni di scavo mediante delle lastre trasparenti. Inoltre i visitatori possono riconoscere le caratteristiche degli ambienti di quel tempo grazie a degli schermi sui quali sono proiettate delle ricostruzioni virtuali. Si tratta quindi di una visita molto suggestiva, che vi farà vivere l’ebbrezza di un vero e proprio viaggio nel tempo.

I turisti appassionati di archeologia che desiderano visitare Pompei, possono raggiungere il sito archeologico da Napoli, prendendo a Piazza Garibaldi la circumvesuviana diretta a Sorrento.

Infine si ricorda che è possibile raggiungere il capoluogo partenopeo da tutte le destinazioni servite dagli aliscafi e i traghetti Snav.

Sardegna: l’anfiteatro romano di Cagliari

anfiteatro romano cagliariLa Sardegna, antico crocevia di popoli e culture diverse, ha lasciato le tracce del suo passato nei suoi monumenti e in molteplici siti archeologici.

L’anfiteatro romano di Cagliari è uno dei maggiori luoghi d’interesse del capoluogo sardo. Il monumento, realizzato tra il I e il II secolo d.C., risulta scavato per metà nella roccia, mentre la parte restante fu costruita in calcare bianco. Nell’anfiteatro avevano luogo i combattimenti tra gli animali e tra i gladiatori e anche le esecuzioni pubbliche. L’enorme struttura riusciva a contenere all’incirca 10 mila spettatori (quasi 1/3 degli abitanti della città)

Dopo la diffusione della religione cristiana sull’isola, i combattimenti tra i gladiatori diventarono sempre più impopolari finché l’imperatore romano Valentiniano III li abolì nel 438 d.C., con un apposita legge. L’anfiteatro fu quindi abbandonato e durante il medioevo fu utilizzato come cava prima dai Bizantini, poi dai Pisani e dagli Aragonesi, che cercavano materiali a buon mercato per la realizzazione delle loro fortezze.

Nell’800′  la zona dove sorge il monumento fu acquisita dalla città di Cagliari, che affidò la direzione delle indagini archeologiche all’archeologo Giovanni Spanò. Attualmente, l’anfiteatro romano ospita concerti e spettacoli durante la stagione estiva.

I turisti appassionati di archeologia che vogliono visitare l’anfiteatro romano, possono arrivare a Cagliari in auto da Olbia, proseguendo lungo la statale diretta al capoluogo sardo.

Invece, è possibile approdare in Sardegna partendo dal porto di Civitavecchia con i traghetti Olbia Snav.

Sardegna: l’altare preistorico di Monte d’Accodi

sardegnaL’altare preistorico di Monte d’Accodi, chiamato anche  “ziqqurath di Monte d’Accoddi” per la sua particolare forma,  è una struttura megalitica della Sardegna, scoperta a seguito di alcune ricerche svolte nel 1954 nei pressi di Sassari. Precisamente il monumento si trova a 11 km dalla città sulla strada che conduce alla nota località sarda di Porto Torres.

L’Altare di Monte d’Accodi, una struttura unica nel suo genere nel bacino del Mediterraneo, faceva parte di un complesso risalente all’età prenuragica, costruita intorno alla seconda metà del IV millennio a.C.

Secondo alcuni studiosi, l’altare costituisce il primo esempio in Occidente di una struttura tipica della Mesopotamia, la ziqqurath. Quindi in base a questa interpretazione, il monumento, proprio come le ziqqurath mesopotamiche, andrebbe a simboleggiare l’incontro tra il mondo degli uomini e la divinità.

I turisti appassionati di archeologia che vogliono visitare l’altare preistorico di Accodi, possono raggiungere questo affascinante sito archeologico partendo da Olbia e proseguendo per circa un’ora e trenta di auto lungo la statale diretta a Sassari.

Infine si ricorda che è possibile arrivare sull’isola imbarcandosi al porto di Civitavecchia sui traghetti Sardegna Snav per Olbia.

Sorrento: le antiche mura

le mura di sorrentoSorrento, l’incantevole cittadina campana, posta a sud del golfo di Napoli, attira in ogni stagione dell’anno centinaia di visitatori grazie al fascino della sua secolare storia e alla bellezza del paesaggio della costiera.

I resti delle antiche mura di Sorrento si trovano nei pressi della Porta di Parsano Nuova, realizzata nel lontano 1745. Ma in realtà, in base ad alcune ricerche storiche, in quest’area doveva esistere già nel XVI secolo un precedente ingresso alla città. Quest’ultima tesi inoltre, è confortata dalla presenza in loco, di due bastioni e delle cannoniere, risalenti ad un’epoca precedente alla Porta di Parsano Nuova.

Al di sotto del piano stradale della Porta, sono stati rinvenuti i resti delle antiche mura difensive risalenti al periodo greco. La scoperta avvenne nel corso delle indagini archeologiche svolte nel 1921, anche se in un primo momento i responsabili degli scavi pensarono che queste vestigia risalissero al tempo dell’imperatore Augusto. Queste mura rimasero a guardia dell’antico insediamento di Sorrento per tutta l’età medievale, finché nella seconda metà del Cinquecento venne apportato un rifacimento della struttura, che si concluse solo dopo l’invasione dei Turchi nel 1558.

I turisti appassionati di archeologia e storia, che desiderano visitare questo celebre monumento, possono imbarcarsi al porto di Napoli, Capri o Castellammare sugli aliscafi  Sorrento Snav.

Sardegna: la Grotta della Vipera

cagliariLa Sardegna, la meravigliosa isola al centro delle rotte degli antichi empori in viaggio nel Mediterraneo, ha lasciato interessanti tracce storiche e archeologiche del loro passaggio e della successiva colonizzazione.

A Cagliari, l’incantevole capoluogo sardo, si trova la cosiddetta “Grotta della Vipera“, un ipogeo funerario scoperto nel Viale Sant’Avendrace. La struttura fu realizzata nel II secolo d.C., per volontà del romano Lucio Cassio Filippo per dare degna sepoltura a sua moglie Atilia Pomptilla.

La tomba preceduta all’esterno da due monumentali colonne e un frontone, si compone di un pronao e due camere funerarie. Secondo le iscrizioni latine e greche incise lungo le pareti del pronao, gli studiosi hanno potuto ricostruire la vicenda dei due coniugi che stavano scontando un esilio in Sardegna: Atilia sarebbe morta subito dopo aver offerto alle divinità la sua vita in cambio di quella del marito.

Il sito archeologico è detto “Grotta della Vipera” per la raffigurazione di due serpenti nella decorazione del frontone all’ingresso dell’ipogeo funerario.

I visitatori appassionati di storia e archeologia possono raggiungere la “Grotta della Vipera” partendo da Olbia, proseguendo lungo l’autostrada diretta a Cagliari.

Invece, è possibile approdare sulla splendida isola di Sardegna, imbarcandosi al porto di Civitavecchia sui traghetti per Olbia Snav.

Sicilia: Piazza Armerina e la Villa del Casale

piazza armerina in siciliaLa Sicilia, una terra d’indescrivibile bellezza, ha lasciato ai suoi tanti visitatori tracce archeologiche di notevole interesse artistico e storico, frutto della colonizzazione greca o poi romana.

Una di queste è certamente il sito archeologico di Piazza Armerina, un luogo magico in cui palpita ancora viva la cultura romana. Piazza Armerina, l’antica cittadina romana, nel cuore della Sicilia, è nota soprattutto per i mosaici della cosiddetta Villa del Casale, un’antica residenza estiva romana, che ci ha lasciato importantissime tracce archeologiche.

Tra i mosaici più importanti ricordiamo il grande mosaico della Grande Caccia, in cui è raffigurata la cattura di animali selvatici in Africa, un continente allora ancora poco conosciuto, il cosiddetto  mosaico delle “Ragazze in bikini”, nel quale per la prima volta nella storia viene presentata una donna in “due pezzi” e infine la scena erotica, in cui si scorgono due amanti seminudi abbracciati.

La Villa del Casale risale ad un’età compresa fra la fine del terzo e l’inizio del quarto secolo d.C. Per quanto riguarda il proprietario dell’abitazione, si ritiene che si tratti di una residenza estiva dell’Imperatore Massimiliano Erculio, oppure la dimora di un governatore della Sicilia del IV secolo; o infine ancora, quella di un esattore delle tasse.

I turisti appassionati di archeologia, che vogliono visitare questo suggestivo sito archeologico, possono arrivare a Piazza Armerina in circa due ore di auto da Palermo, proseguendo lungo l’autostrada A19 per Catania.

Invece, la meravigliosa isola siciliana è raggiungibile dal porto di Napoli con i traghetti per Palermo Snav.