Sardegna: i fuochi di Sant’Antonio

Sardegna: i fuochi di Sant’Antonio

La meravigliosa Sardegna, la meta turistica più amata dai turisti in estate, è anche una terra in cui rivovono le antiche tradizioni di un tempo, attraverso le sue sagre, le sue manifestazioni religiose e i suoi eventi.

A Orosei, a Desulo, a Samugheo, a Bosa, a Budoni e in tanti altri comuni della Sardegna, la notte tra il 16 e il 17 Gennaio si accendono falò in onore di Sant’Antonio Abate, il santo appartenente alla corrente dell’ascetiscmo egiziano del III secolo d. C. Sant’Antonio Abate è tutt’oggi venerato dalla comunità cristiana sarda in quanto strenuo oppositore dei diavoli e delle fiamme dell’inferno. La leggenda che ruota attorna al Santo infatti, tramanda che Sant’Antonio avrebbe rubato una favilla incandescente dal Regno degli Inferi per donarla all’umanità, dotandola, così, del fuoco.

La notte del 16 gennaio, i fedeli invocano Sant’Antonio per ottenere grazie e miracoli in un contesto quasi magico, caratterizzato dall’imponente presenza del falò che brucia grandi cataste di legna. Questo rituale, che mescola devozione cristiana ad antiche tradizioni pagane, è attestato fin dalla metà del XIX secolo, ma le sue origini sono certamente più antiche. Dopo i riti liturgici e la benedizione del fuoco, i fedeli si fermano dinnanzi ad esso, intenti ad intessere conversazioni, cantare, gustare dolci e bere vini offerti dalla comunità. Il fuoco continua a bruciare per tutta la notte e saranno proprio le forme del fumo emanato a suggerire auspici e profezie.

I turisti che desiderano visitare questa splendida isola, possono raggiungerla, imbarcandosi al porto di Civitavecchia sui traghetti per Olbia Snav.

Sicilia: Festa di Li Tri Re

siciliaDurante il periodo natalizio, la Sicilia riscopre le sue antiche tradizioni con manifestazioni, sagre ed eventi che hanno lo scopo di promuovere e divulgare l’affascinante cultura di questa terra meravigliosa.

Nel caratteristico paese in provincia di Agrigento, Canicattì, si svolge ogni anno in occasione della Festa dell’Epifania del 6 Gennaio, la manifestazione intitolata “Li Tri Re”, che inscena la visita dei Re Magi alla grotta di Betlemme. Durante questa suggestiva festa, gruppi folkloristici e zampognari sfileranno per le principali strade della città addobbata con luminarie e le caratteristiche decorazioni di Natale.

Nel pomeriggio si tengono le processioni guidate dai Re Magi, Melchiorre, Baldassare e Gaspare, che usciranno rispettivamente dalle chiese di San Domenico, Santa Lucia e San Francesco. I re Magi  si incontreranno poi in piazza San Diego per proseguire insieme con il loro folto corteo fino a piazza quattro novembre. Infine a piazza Roma si svolge la drammatizzazione che ricorda il viaggio dei Magi verso la grotta di Betlemme.

I turisti che vogliono assistere a questa suggestiva rappresentazione natalizia, possono raggiungere il caratteristico paese siciliano di Canicatti, partendo da Palermo e proseguendo per circa due ore di auto lungo l’autostrada per Canicattì.

Infine si ricorda, che è possibile approdare in Sicilia, imbarcandosi al porto di Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Napoli: Castel dell’Ovo

castel dell'ovo a napoliIl Castel dell’Ovo, l’antica fortezza a guardia del Golfo di Napoli è uno dei simboli più famosi al mondo del capoluogo partenopeo. La fortezza è situato sull’isolotto tufaceo di Megaride, considerato il primo insediamento dei coloni greci a Napoli, giunti nel VII secolo a.C. Secondo gli storici e gli archeologi qui sarebbe sorta Palepoli, la futura Neapolis. Ma questo monumento oltre ad affascinarci con la sua storia, suscita la curiosità di molti per un’antica e fantasiosa leggenda che lega il suo destino a quello della città di Napoli.

Il suo nome, che deriva dal latino “Castrum Ovi”, deve il suo nome ad un’antico mito diffuso in epoca medievale, che ruota attorno alla figura del celebre poeta latino Virgilio.

Secondo la tradizione, Virgilio, che nel medioevo era ritenuto anche un esperto di arti magiche, ripose in una stanza segreta del castello un uovo dagli straordinari poteri perché reggesse l’intera fortezza. Se l’uovo fosse stato rotto, non solo il castello sarebbe crollato, ma anche la città di Napoli sarebbe andata incontro a terribili catastrofi.  Questa leggenda era così radicata nell’immaginario popolare che quando al tempo della regina Giovanna I, la fortezza subì notevoli danni, la sovrana dovette dichiarare solennemente di aver sostituito l’uovo per evitare che a Napoli si diffondesse la paura di sciagure più gravi per la città.

I turisti che vogliono visitare Napoli e il Castel dell’Ovo, uno dei suoi più importanti monumenti possono raggiungere il capoluogo partenopeo da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.

Napoli: il presepe di Natale

il presepe a napoliNonostante le tendenze consumistiche imperanti nella nostra società, la ricorrenza del Natale a Napoli mantiene tutt’oggi alcuni tratti peculiari dell’antica tradizione partenopea, di cui uno dei simboli più rappresentativi è il presepe.

Il presepe è una delle tradizioni di Natale più amate dai napoletani e l’arte della sua realizzazione si è per lo più mantenuta inalterata nonostante lo scorrere del tempo. Il presepe napoletano ritrae la classica scena della Natività, con le statuine della Madonna, di San Giuseppe e del Bambino nella mangiatoia e non a caso il termine “presepe” deriva dal latino “praesepe”, che significa per l’appunto “mangiatoia”.

Ma l’età dell’oro del presepe napoletano è il Seicento, quando oltre alla Natività, gli artigiani cominciano ad aggiungere scene tratte dalla vita quotidiana del tempo. Vengono quindi introdotti i venditori di carne e di frutta, le osterie, le popolane e i pastori con le pecore. Con il passare del tempo le botteghe artigianali rendono tali scene sempre più realistiche e accurate nei dettagli.

Attualmente a Napoli, il luogo simbolo di questa secolare tradizione artigianale è San Gregorio Armeno, dove si concentrano le antiche botteghe che realizzano presepi e dove in occasione del periodo natalizio viene allestito su questa strada e in quella adiacente (via San Biagio dei Librai) un caratteristico mercatino di Natale.

I turisti che in occasione delle vacanze di Natale e Capodanno vogliono visitare Napoli, possono raggiungere il capoluogo partenopeo da tutte le destinazioni servite dalle navi Snav.

Sorrento: il presepe a Villa Fiorentino

il presepe a sorrentoSorrento può vantare una secolare tradizione di botteghe artigiane esperte nella realizzazioni di splendidi presepi. La Fondazione Sorrento offre ai tanti turisti che accorrono nel periodo natalizio nella penisola sorrentina la possibilità di visitare i presepi prodotti dalle migliori botteghe artigiane della cittadina campana.

Infatti a Villa Fiorentino, a partire dall’8 Dicembre 2010 al 9 Gennaio 2011 si svolgerà un’esposizione collettiva di presepi. Tra i maggiori artisti che hanno partecipato all’evento segnaliamo Marcello Aversa di Sorrento, Pietro Molli di Boscotrecase, Ulderico Pinfildi di Napoli, Giuseppe Ercolano di Meta di Sorrento, Alfredo De Pasquale di Napoli, Silverio Marrazzo e Marco Innocenti di Torre del Greco, Teresa Aversa di Piano di Sorrento, Ciro Abilitato di Torre del Greco, Giuseppe Ponticorvo di Sant’ Agnello, Armando del Giudice, Raffaele Troncone di Sorrento, Alfredo De Pasquale e Vincenzo Pisapia.

In particolare, l’elemento che colpisce di più nei presepi sorrentini è l’estrema cura nella realizzazione delle ambientazioni, frutto di attente ricerche svolte attraverso la consultazione di fonti di archivio e foto d’epoca che ritraevano siti antichi.

I turisti che desiderano partecipare a questa straordinaria esposizione, possono raggiungere Villa Fiorentino,  imbarcandosi al porto di Napoli, Capri o Castellammare sugli aliscafi per Sorrento Snav.

Sicilia: Presepe vivente a Caltabellotta

siciliaNel periodo di Natale, la Sicilia si anima di particolari eventi e manifestazioni che rievocano le sue antiche tradizioni.

Uno degli eventi più suggestivi dell’isola è la celebrazione del Presepe Vivente di Caltabellotta, una manifestazione religiosa che si ripete ormai da molti anni e che coinvolge un intero paese. L’intera cittadina si immerge in una mistica e calda atmosfera natalizia che avvolge i visitatori tra le luci delle decorazioni e il tradizionale suono delle zampogne natalizie.

Le strette e tortuose vie del quartiere della “Pietà”, che si inerpicano verso la chiesetta bizantina del paese diventano per il Natale un vero e proprio presepe. Le vie conducono il visitatore alle grotte di San Cono, dove si colloca la natività, in una scenografia che ricorda la “Stalla di Betlemme”.

Il “Presepe di Caltabellotta” è stato inserito nel progetto pluriennale “Palcoscenico totale” promosso dal Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali. In questa manifestazione religiosa, elementi teatrali e culturali si fondono creando un clima di grande suggestione.

Coloro che vogliono partecipare a questa manifestazione, possono raggiungere Caltabellotta da Palermo in circa due ore di auto, proseguendo lungo la statale diretta al paese siciliano.

Si ricorda infine, che è possibile arrivare a Palermo dal porto di Napoli, imbarcandosi sui traghetti Sicilia Snav.

Sorrento: le processioni di Pasqua

processioni di pasqua a sorrentoSorrento, la caratteristica località turistica a sud del Golfo di Napoli, attira ogni anno centinaia di turisti non solo per il suo incantevole paesaggio costiero, ma anche per per le sue suggestive tradizioni.

Le processioni di Pasqua sono senza dubbio le tradizioni più sentite di Sorrento. Hanno luogo tra il Giovedì e il Venerdì Santo, attirando nella cittadina campana moti turisti provenienti da ogni parte dell’Italia.

Come vuole la tradizione, ogni congrega religiosa prepara la sua processione che sfila tra le strade della penisola sorrentina. Infatti questa manifestazione religiosa coinvolge anche i comuni di Piano di Sorrento, Sant’Angelo e Meta.

Queste manifestazioni religiose di Sorrento affondano le loro radici nel periodo dell’antica dominazione spagnola. Si tratta di un’antica tradizione molto sentita. I marinai di Sorrento infatti, cercano sempre di tornare in città per prendere parte alla processione e i ruoli si tramandano di padre in figlio.

I turisti che vogliono assistere a queste suggestive processioni, possono imbarcarsi al porto di Napoli, di Capri o di Castellammare sugli aliscafi Snav per Sorrento.

Sicilia: l’origine dei Pupi siciliani

sicilia: l'origine dei pupiI Pupi siciliani, le tradizionali marionette da teatro che impersonano i personaggi del ciclo carolingio, si affermano sull’isola tra seconda metà del XIX secolo e la prima metà del XX, ma la loro origine affonda le sue radici in tempi molto più remoti.

Secondo ciò che riporta l’ateniese Senofonte, allievo del celebre filosofo Socrate, un puparo di Siracusa allietò con le sue simpatiche marionette il banchetto offerto da Callia in onore di Autolico, vincitore di una gara atletica nel 421 a.C.

Anche Socrate partecipava al convito ed espresse al puparo siracusano il desiderio di fare ballare le sue marionette, ed egli accontentò il filosofo, eseguendo la danza di Bacco e Arianna.
A conclusione dello spettacolo, Socrate gli domandò inoltre, che cosa desiderasse per essere veramente felice e il puparo siciliano, gli diede questa arguta risposta: “Che ci siano molti sciocchi, perchè essi, accorrendo allo spettacolo teatrale dei miei burattini, mi procurano da vivere!”.

Oggi i Pupi realizzati con una struttura di legno alla base, sono riccamente decorati e cesellati e spesso indossano un’armatura che varia a seconda che vengano eseguiti dalla scuola palermitana o catanese.

I turisti che desiderano conoscere le bellezze della Sicilia, terra di arte e cultura, possono imbarcarsi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Sardegna: la sagra di S. Efisio a Cagliari

la festa s. efisio si svolge a CagliariLa Sardegna, antico crocevia di popoli e culture, ha mantenuto intatte nei secoli alcune sue tradizioni.

La sagra di S. Efisio è una festa che si svolge a Cagliari ogni 1° Maggio a partire dal 1657. Si tratta di una delle celebrazioni più popolari e significative del capoluogo sardo che commemora S. Efiso, il martire guerriero cui gli abitanti si erano rivolti per salvarsi da una terribile epidemia di peste e dall’invasione dei pirati del 1655.

La festa religiosa prevede lo svolgersi di una solenne processione con il simulacro del Santo, che parte dal quartiere di Stampace per concludersi nella piccola chiesa intitolata al martire a Nora, un paese che dista circa 35 Km dal capoluogo sardo. Infatti proprio qui S. Efiso avrebbe subito il martirio nel IV secolo d.C.

Durante i festeggiamenti si svolge la sfilata dei Cavalieri del Campidano che indossano i costumi tipici dell’isola sarda e in sella a bei cavalli ornati di fiori dai colori vivaci accompagnano la processione fino a Nora. Una particolarità della festa è la parata dei cosiddetti “traccas”, carri addobbati a festa trascinati da buoi, in cui sono esposti i prodotti tipici sardi, dall’artigianato ai dolci messi in bella mostra nei cestini appositamente intrecciati per l’occasione.

I turisti che desiderano assistere alla sagra di S. Efisio possono raggiungere da Olbia il capoluogo sardo proseguendo lungo l’autostrada diretta a Cagliari.

E’ possibile invece arrivare in Sardegna partendo dal porto di Civitavecchia imbarcandosi sui traghetti per Olbia Snav.

Sorrento: la Tarsìa, l’artigianato tipico

la tarsia di sorrentoSorrento, la nota località turistica campana è anche un centro famoso per le sue antiche tradizioni artigianali.

Con il termine tarsìa di origine araba si indicano quei lavori in pietra o in legno realizzati a Sorrento con la tecnica dell’intarsio.

L’origine della tarsìa sorrentina è legata alla presenza nella città di alcuni monaci benedettini che tra VI e VII secolo eseguivano nel loro laboratorio lavori d’intarsio ed intaglio con differenti qualità di legno, tra cui il noce, il  limone, l’arancio e l’ulivo. Nelle chiese di Sorrento esistono tutt’ora veri e propri capolavori realizzati con la tecnica dell’intarsio.

Ma soltanto nel corso dell’8oo’ si sviluppò una vera e propria industria di ebanisteria, quando Sorrento, innalzata a meta turistica d’eccellenza per  nobili e borghesi di tutta Europa, iniziò a sentire l’esigenza di proporre ai visitatori dei souvenirs locali. Uno dei maestri dell’intarsio più celebrati al mondo è Antonio Damora, che collaborò con il tedesco G. Fischer a Napoli per restaurare l’arredo della Reggia.

I principali motivi che decorano questi lavori sono quelli attinti dalla realtà napoletana e sorrentina. In particolare il tema più diffuso è quello della tarantella, che i vari incisori inquadrano su sfondi diversi, indugiando sulle varie figure che assumono i ballerini durante la danza.

I turisti affascinati da questi opere tradizionali dell’arte campana possono raggiungere Sorrento, imbarcandosi a Castellamare, Napoli e Capri sugli aliscafi Snav.