Il Rinascimento napoletano

Il rinascimento napoletano si è sviluppato nel capoluogo partenopeo tra il 15° e il 16° secolo.

Le prime opere sono state ispirate dalle culture franco-fiamminghe, in cui numerosi artisti stranieri fecero della corte napoletana l’epicentro di questa nuova contaminazione artistica, che interessava una gran parte del bacino Mediterraneo occidentale.

Nelle corti di Renato d’Angiò fecero capolino il pittore Barthélemy d’Eyck e gli spagnoli Guillém Sagrera e Jaime Baço.
Inoltre, Francesco Laurana, scultore e architetto, si occupò insieme ad altri artisti al rimodernamento del castello napoletano, apportando un’arte figurativa rinascimentale di gran lunga più innovativa che nelle altre città d’Italia.

Nella bottega del pittore d’Eyck si formò anche un grande personaggio che ha dato tanto al Rinascimento Napoletano: Antonello da Messina. Le sue opere si ispiravano alle esperienze fiamminghe e alla monumentalità pierfrancescana (tra i suoi capolavori ricordiamo San Gerolamo nello studio).

Napoli, raffinata culla del rinascimento, è raggiungibile imbarcandosi da tutte le destinazioni servite dalle navi Snav.