Corsica: il supplizio del Catenacciu

Il visitatore in Corsica non può che rimanere colpito dal fervore religioso dei Corsi, che va oltre la semplice osservanza di un culto, in quanto la religione fa parte integrante della loro cultura e del loro modo di vivere. Durante il periodo di Pasqua si svolgono le maggiori manifestazioni religiose dell’isola. E allora vedremo le strette vie delle vecchie città corse affollarsi di penitenti incappucciati che avanzano in processione stentando sotto pesanti fardelli. Infatti, da Bonifacio ai villaggi del Capo Corso, le confraternite religiose, alcune delle quali esistono da più di sette secoli, mantengono vive queste antiche tradizioni.
A Sartene ha luogo la più famosa delle processioni della Corsica, quella del supplizio del Catenacciu. Si tratta di una manifestazione religiosa che colpisce per la sua spettacolarità e la forte emozione che trasmette.
Il Catenacciu, un penitente anonimo dissimulato da un cappuccio e un abito rosso, per espiare le sue colpe, conosciute soltanto dal prete, porta per parecchie ore, a piedi nudi, una croce e delle catene che pesano in totale 49 chili. Egli è inoltre seguito, ma mai aiutato, dai “fratelli della morte”.
Durante la processione, il Catenacciu cade tre volte, mentre risuona un lancinante “Perdono, mio Dio” che accompagna il percorso del penitente. La processione del supplizio del Catenaccio, insieme alle tante altre manifestazioni religiose, è parte fondante dell’affascinante cultura corsa.