La Parmigiana di Zucchine

La Parmigiana di Zucchine

La parmigiana di zucchine è un piatto ricco e gustoso come la versione alle melanzane, ben più famosa. Questo piatto si può assaporare sull’isola d’Ischia sia nel periodo primaverile che estivo.

Ci sono diverse versione di questo piatto. Le zucchine, infatti, possono essere impanate e fritte, fritte senza prima essere impanate, oppure grigliate e cotte al forno, per una versione più light. Vediamo quali sono gli ingredienti che servono per realizzare questo ottimo piatto:

3 zucchine medie

passata di pomodoro

250/300g di fiordilatte o provola

sale q.b.

basilico q.b.

formaggio grattuggiato

Per la panatura

farina

5 uova

Lavare le zucchine e tagliarle a fette nel senso della lunghezza. Intanto, disporre una padella con abbondante olio a riscaldare. Mettere in un piatto la farina utile per l’impanatura e sbattere le 5 uova con sale e formaggio grattugiato. Passare le fette di zucchine prima nella farina e poi nell’uovo e lasciarle friggere nell’olio bollente fino a doratura.

Ricordiamo che questo passaggio non è necessario se si desidera realizzare una versione più light preferendo alla frittura la cottura alla griglia o al forno.

Una volta fritte le zucchine, prendere una teglia di dimensioni rettangolari. Sul fondo, con un mestolo, cospargere un po’ di sugo, poi disporre le zucchine una accanto all’altra fino a ricoprire tutto il fondo. Coprire le zucchine con fiordilatte o provola, foglie di basilico, formaggio grattugiato e altro sugo. Procedere in questo modo con gli strati e terminare con una copertura di zucchine e la salsa di pomodoro.

Disporre la teglia in forno a 180°C per 40 minuti circa. Una volta terminata la cottura far riposare la parmigiana così da permettere al sugo di asciugarsi e agli ingredienti di amalgamarsi e servire a temperatura ambiente.

Se desideri gustare questo delizioso piatto e apprenderne tutti i segreti per la sua preparazione, visita l’isola di Ischia. Parti a bordo degli aliscafi Napoli-Casamicciola SNAV e regalati una vacanza all’insegna del sapore e del divertimento.

Ricetta: bazzoffia delle pontine

 

Riprendono i viaggi di SNAV verso le ricette e i piatti tipici delle isole di Ponza e Ventotene. Come spesso accade la tradizione gastronomica pontina presenta piatti poveri, legati alla tradizione contadina, quindi realizzati con verdure di stagione, ma ricchi di gusto. Tra questi possiamo annoverare la ricetta della Bazzoffia dell’agro pontino, un primo piatto tipico diffuso in tutta la provincia di Latina e nel basso Lazio.

Questo piatto richiede una grande attenzione nel creare il giusto mix di sapori i numerosi ingredienti impiegati. Protagonisti di questo piatto sono i carciofi, le fave e i piselli freschi, ai quali sono abbinati lattuga, bieta e cipolla. Come ogni zuppa che si rispetti non può mancare tra gli ingredienti il pane raffermo, che doveva essere tagliato a fette molto sottili e abbrustolito per poi essere bagnato con i brodi di verdure presenti nella bazzoffia.

Adesso vediamo nel dettaglio quali sono gli ingredienti della bazzoffia e come prepararla. L’occorrente per realizzare il piatto è costituito da:

  • 1 lattuga romana
  • 2 coste di bieta
  • 3 carciofi
  • 150g fave
  • 300g priselli freschi
  • 1 cipolla
  • 1,5l di acqua o brodo
  • 6 uova
  • fette di pane raffermo abbrustolito
  • pecorino q.b.
  • olio EVO q.b.
  • sale e pepe q.b

Procedimento

Ora che abbiamo chiari tutti gli ingredienti bisogna iniziare pulendo la lattuga romana e la bieta, dopo averle asciugate con cura, tagliarle. Passare, poi, alla pulizia dei carciofi: dopo aver tolto le foglie esterne, tagliarli a spicchi e riporli in una ciotola con acqua e limone. Tritare la cipolla, quindi rosolarla in una casseruola capiente con 4 cucchiai di olio EVO.

Una volta che la cipolla risulterà rosolata aggiungere i carciofi, le verdure, le fave e i piselli freschi. Ricoprire gli ingredienti con un 1,5l di acqua bollente e aggiungere il sale e il pepe. Coprire la casseruola e far cuocere a fuoco basso fino a quando le verdure e i legumi non risultino ammorbiditi. Far cuocere nel brodo sei uova, come se fossero preparate in camicia, prestando ben attenzione a non rompere il tuorlo.

Collocare sul fondo del piatto il pane raffermo, condirlo con il brodo, poi sistemare il composto di verdure e legumi e le uova. Spolverizzare il piatto con pecorino grattugiato e portare a tavola.

Questa e tante altre ricette potrai assaporare a Ponza e a Ventotene! Ricordiamo che SNAV dal 7 luglio 2018 riprenderà i collegamenti serviti dagli aliscafi per le isole Pontine  con partenza da Napoli o da Ischia Casamicciola. La tratta sarà attiva dal venerdì alla domenica fino al 9 settembre 2018. Per maggiori informazioni o prenotazioni visita il sito o chiama il call center al numero 081.4285.555.

Street Food Parade

Dal 23 al 25 marzo 2018 tutti gli appassionati del cibo di strada potranno trovare pane per i loro denti. A Napoli, infatti, si svolgerà la manifestazione gastronomica Street Food Parade Truck Edition presso Pazza Garibaldi.

25 Truck food accuratamente selezionati mostreranno che il cibo di strada può essere anche di qualità. La mostra si pone l’obiettivo della valorizzazione del food & beverage su ruote, attraverso un programma di degustazioni, che farà viaggiare i partecipanti tra i migliori sapori non solo italiani, ma anche internazionali.

Tra i sapori nostrani si potranno gustare ci sono le bombette pugliesi, involtini di carne di maiale ripieni di formaggio sale e pepe, o le specialità che potremo definire i classici della tradizione siciliana come arancini e pane e panelle e i deliziosi arrosticini abruzzesi. In più non mancheranno specialità romane, reinterpretate sotto forma di hamburger e piatti tipici come la trippa alla romana e le lasagne cacio e pepe.

Street Food Parade Truck Edition permette ai partecipanti anche un tuffo nella cucina greca. Nel corso della manifestazione potranno essere degustate ricette come le polpette di ceci, la feta,  il Gyros servito con la salsa tzaziki e accompagnato con pita artigianale, il Souvlaki di pollo o di maiale e molto altro ancora.

Per chi ama i sapori esotici non mancano stand dove si potranno assaporare carni poco diffuse nel nostro paese, come la carne di canguro, cammello o zebra. Delle Filippine, invece si potrà assaporare il caviale verde o caviale vegetale che rappresenta un alimento sostenibile e alternativo rispetto al classico caviale a base di uova di pesce, ed è adatto anche a chi pratica un’alimentazione vegana o vegetariana.  Infine tra le altre specialità che si potranno degustare ci sono la Picanha Brasiliana e l’Asado Argentino.

Come abbiamo detto lo Street Food Parade Truck Edition si svolgerà dal 23 al 25 marzo ed è una manifestazione per grandi e piccini, grazie anche ai diversi momenti di animazione e divertimento. La mostra gastronomica sarà aperta al pubblico nei seguenti orari:

  • venerdì 23 marzo stand aperti dalle 18:00 alle 00:00
  • sabato 24 marzo stand aperti dalle 12:00 alle 00:00
  • domenica 25 marzo stand aperti dalle 12:00 alle 00:00

L’ingresso alla manifestazione è gratuito.

Per chi proviene dalle isole del Golfo, SNAV mette a disposizione collegamenti giornalieri. Visita la pagina www.snav.it/orari-e-tratte per conoscere gli orari effettuati dalle nostre unità veloci e partecipa anche tu allo Street Food Parade Truck Edition.

Dove mangiare a Panarea

Le vacanze non sono tali se non coinvolgono tutti i sensi: a Panarea, per esempio, è possibile non solo restare incantati dal mare e dalle bellezze naturali dell’isola, ma anche essere rapiti dai profumi e i sapori della rinomata cucina eoliana.

Panarea, infatti, è un posto adatto sia per chi cerca svago e divertimento e sia per chi non vuole perdere occasione per entrare in contatto con il vero spirito delle Eolie e con le sue tradizioni.

L’isola, in tal senso, offre un’ampia gamma di proposte, che saprà sicuramente venire incontro alle aspettative di qualsiasi turista. Nel dettaglio tra i ristoranti di Panarea troviamo locali simbolo della tradizione eoliana e attività che partendo dalle ricette tipiche offrono un concept raffinato.

Tra questi ultimi spiccano ristoranti come Hycesia, O Palmo Restaurant e il Ristorante Da Pina, oltre a offrire una cucina di mare curata nei minimi dettagli, la cornice in un cui consumare le proprie ordinazioni è costituita ambienti accoglienti, panoramici e intimi, dove poter gustare al meglio le specialità eoliane, rivisitate con un pizzico di eleganza.

Per chi non vuole perdersi i sapori veraci della tradizione locale, punto di riferimento sono ristoranti quali da Francesco, la Trattoria di Paolino, da Adelina e Cusiritati. Nei menù di questi locali è possibile lasciarsi inebriare dai sapori eoliani e godersi tutto il piacere di piatti ben elaborati, realizzati con ingredienti locali.

Per chi cerca un locale meno impegnativo dove poter gustare una semplice pizza oppure un piatto a base di carne tra i locali presenti sull’isola è possibile scegliere tra: il Bar del Porto, Da “Antonio il Macellaio”, Rodà e Cincotta Wine Restaurant.

Ad ogni visitatore, quindi, Panarea offre un’esperienza di gusto unica. Questi sono solo alcuni dei locali presenti sull’isola, il resto lo lasciamo scoprire a voi!

Viaggia verso l’isola di Panarea con SNAV. Dal 31 maggio 2018 all’8 settembre 2018 la compagnia di navigazione effettuerà corse giornaliere con partenze da Napoli effettuate da mezzi veloci. Per maggiori informazioni è possibile collegarsi al sito www.snav.it o chiamare il call center al numero 081 428 55 55.

Maccheroni al sugo di cernia

La cucina eoliana, si sa, propone un ricco set di ricette a base di pesce: quest’oggi vogliamo insegnarvi a cucinare i maccheroni al sugo di cernia, specialità tipica dell’isola di Lipari. Potete prepararli a casa vostra con i nostri consigli, oppure scegliere di assaggiarli direttamente in loco prenotando un viaggio verso le isole Eolie con i mezzi veloci Snav, in partenza dal porto di Napoli durante la stagione estiva.

Ecco gli ingredienti di cui avrete bisogno (dosi per 4 persone):

  • Maccheroni 400 gr.
  • 4 pomodori
  • 1 trancio di cernia
  • Vino bianco mezzo bicchiere
  • 2 spicchi d’aglio
  • Olio EVO
  • Sale quanto basta
  • Peperoncino
  • Prezzemolo
  • Capperi

Prendere un tegame nel quale far rosolare il trancio di cernia, l’olio, il prezzemolo, i capperi, il peperoncino, l’aglio tritato e i pomodori pelati. Cuocere a fuoco lento per circa 20 minuti; nel frattempo, in una pentola a parte, fare bollire l’acqua e cuocere i maccheroncini. Quando la pasta sarà al dente, scolarla e terminarne la cottura nel tegame insieme al composto appena preparato: dopo 2-3 minuti, servire nei piatti.

Venite a scoprire l’incredibile bontà dei maccheroni al sugo di cernia di Lipari approfittando delle offerte Snav per le isole Eolie! Qui maggiori dettagli: www.snav.it.

 

Procida: i prodotti tipici

Scegliere Procida per una vacanza, un weekend o una gita di un giorno non è un’esperienza come tante altre: è un viaggio alla scoperta di un luogo affascinante e fuori dal tempo, dove il frastuono della vita di tutti i giorni viene messo da parte per lasciare spazio a una dimensione tranquilla, lenta, fatta di colori, suoni e soprattutto…sapori!

Noi di Snav Magazine abbiamo più volte avuto l’occasione di proporvi le straordinarie meraviglie paesaggistiche di questa piccola isola del golfo di Napoli; questa volta, invece, vogliamo regalarvi un piccolo excursus alla scoperta dei prodotti tipici di Procida. Perché si sa, la vista e gli occhi vogliono sempre la loro parte, ma anche il palato reclama i suoi diritti!

La natura tipicamente mediterranea di questo luogo fa sì che le specialità locali spazino tra mare e terra, in un connubio esaltante che dà gioia e gusto ai sapori più autentici. Possiamo partire dai limoni, ingredienti immancabili nella tradizione gastronomica procidana: sono alla base di dolci e liquori tra cui spiccano il limoncello di Procida, la granita al limone, l’insalata di limoni e le lingue di suocera. In particolare, i limoni procidani si caratterizzano in modo peculiare per le loro dimensioni (sono molto più grandi rispetto alle altre tipologie di limone) e per il gusto dolce, che si presta ottimamente per la preparazione di dessert e creme.

E’ il turno poi dei vini procidani, che generalmente vengono prodotti nelle aree di Solchiaro e Cottimo e si dividono in falanghina (bianco) e aglianico (rosso). La loro grande qualità li rende i compagni ideali per piatti a base di pesce, frutti di mare e carni rosse grigliate.

Il clima dolce e mite dell’isola favorisce poi la crescita di squisiti ortaggi, coltivati in modo genuino dai contadini procidani e serviti come ingredienti nelle più gustose ricette tipiche del luogo. Da provare assolutamente sono i carciofi della Chiaiolella, le zucchine, i peperoni verdi e le melanzane, queste ultime utilizzate nella celebre parmigiana di melanzane procidana. Segnaliamo poi anche le scarole, con le quali potrete realizzare una squisita pizza rustica, tipica della tradizione dell’isola.

Chiudiamo infine con il pesce, ingrediente sovrano nella cucina tipica di Procida, emblema di un popolo che da secoli fa della pesca il vessillo della propria tradizione. Dietro al pesce c’è il racconto delle paranze che ogni giorno solcano i mari di Procida per rifornire gli isolani, i turisti e i ristoranti del pescato quotidiano. Diverse le specialità che potrete trovare a Marina Grande: alici, tonno, polpi, pesciolini per la frittura di paranza, seppie, calamari e frutti di mare. La cucina dell’isola non può prescindere da questo ingrediente, con il quale vengono realizzati piatti tipici tra cui i polipetti veraci alla Luciana, i calamari ripieni, la zuppa di pesce, le alici marinate e tante altre pietanze da assaporare direttamente visitando Procida.

E tu cosa aspetti? Tuffati nel mondo delle specialità tipiche procidane raggiungendo l’isola con i mezzi veloci Snav, che la collegano tutti i giorni dell’anno con il porto di Napoli! Per info e prenotazioni vai su www.snav.it.

Ricetta: Manfredi alla ricotta

Che cosa si mangia a Natale e alla Vigilia ormai è risaputo. Anche il giorno di Santo Stefano, tuttavia ha le sue usanze gastronomiche. Infatti, è tradizione, sulle tavole campane, trovare un piatto semplice, ma molto gustoso e soprattutto veloce da preparare.

Se nei giorni precedenti la cucina ha richiesto diverse ore, tra la pulizia e frittura del pesce nel corso della Vigilia e la preparazione della minestra maritata per Natale, la ricetta dei Manfredi alla ricotta rappresenta la soluzione giusta per un pranzo gustoso ed economico e che non richiede eccessivi sforzi di preparazione.

Ecco gli ingredienti per 4 persone

Salsa di pomodoro o ragù

Manfredi 320g

Ricotta 350g

parmigiano grattuggiato q.b.

sale e pepe

basilico per la guarnizione

Per il sugo

Salsa di pomodoro 750 g

Olio extravergine d’oliva q.b.

1 cipolla

sale quanto basta

Per cominciare se abbiamo conservato ragù o salsa avanzata dalla preparazione di una pasta al forno o una lasagna (piatti che spesso sostituiscono la classica minestra, o che vengono proposti come secondo primo) possiamo usarlo e rendere la preparazione del piatto ancora più veloce.

Se, invece dobbiamo preparare il sugo dal principio, basterà far soffriggere la cipolla in un po’ d’olio extravergine d’oliva e aggiungere il pomodoro e un po’ d’acqua e lasciar cuocere fino a che non avremo un composto corposo. Prima togliere il sugo dal fornello, aggiustare di sale.

Nel frattempo mettere una pentola con abbondante acqua sul fuoco, dove dovrà cuocere la pasta. In una ciotola capiente inserire la ricotta e il parmigiano grattugiato. Lavorare la ricotta delicatamente inserendo qualche mestolo di salsa calda per dare vita a una crema rosata.

Quando la pentola avrà raggiunto il bollore salare l’acqua e immergervi la pasta. Scolatela al dente. Unire la pasta alla ricotta lavorata con il sugo e mescolare accuratamente. Dopo aver disposto la pasta nei piatti da portata guarnire con un altro po’ di sugo e una foglia di basilico e buon appetito!

Ricetta: baccalà fritto

Tra le tradizioni gastronomiche partenopee che appartengono al periodo natalizio abbiamo quella del baccalà fritto. Pochi ingredienti tanta passione e una delle ricette più amate del cenone della Vigilia di Natale è subito servita.

Ecco come preparare un ottimo baccalà fritto (dosi per 4 persone):

600g di baccalà

farina quanto basta

olio di semi

sale

Se si acquista il baccalà sotto sale è necessario riporlo in acqua dal giorno prima ed effettuare più cambi d’acqua nel corso della giornata. Una volta dissalato, quindi, pulire il filetto di baccalà togliendo la pelle e la lisca. Attenzione: il baccalà contiene diverse spine per cui accarezzando il filetto bisogna cercare di toglierle tutte senza rovinarlo o sfilacciarlo.

Dividere il baccalà in tranci della grandezza che si preferisce. Se servito come antipasto si può optare per cubetti spessi da servire su uno spiedino, oppure se lo si presenta a tavola come secondo coviene tagliare dei tranci più grandi.

Procedere immergergendo i pezzi di baccalà nella farina, ricoprendolo su tutti i lati, stando bene attenti a eliminare l’eccesso di farina. Far riscaldare abbondante olio di semi in una padella capiente e friggere il baccalà.

Quando sarà ben dorato, sollevarlo dalla padella e adagiare i tranci su un foglio per fritti o carta assorbente per eliminare l’eccesso di olio. Salare, trasferire su un piatto da portata e servire ben caldo.

Scopri tutte le ricette di Natale sul Magazine e mettiti alla prova in cucina con le bontà suggerite da SNAV!

Le cicerchie di Ponza

Abbiamo già parlato su questo magazine della celebre zuppa di cicerchie, uno dei piatti tipici della cucina di Ponza; questa volta vogliamo soffermarci invece sulla protagonista di questo gustosissimo piatto, ovvero la cicerchia pontina.

Si tratta di un legume che si coltiva essenzialmente in zone poco fertili, ossia tendenti alla carestia e alla siccità; il suo nome scientifico è Lathyrus Sativus ed ha il pregio di garantire un buon raccolto anche quando le altre colture non danno i frutti sperati.

La sua pianta presenta un caratteristico fiore celeste e produce semi ricchi di proteine, ma attenzione: la cicerchia contiene anche una neurotossina chiamata ODAP che può portare disturbi neurodegenerativi e convulsioni. Il segreto per eliminare questa sostanza è nella cottura: grazie all’infusione nell’acqua, infatti, la neurotossina viene distrutta completamente e la cicerchia diventa perfettamente commestibile. Perciò è importante ricordare che questo legume non deve mai essere consumato crudo ma sempre e solo all’interno di ricette che ne prevedono la cottura.

Va ricordato che nella cultura alimentare ponzese i legumi ricoprono un ruolo di grande rilievo: ceci, fave, lenticchie e cicerchie rappresentano gli ingredienti alla base di molte ricette del luogo (leggi anche il nostro articolo sulla lenticchia di Ventotene). Oltre alla già citata minestra, la cicerchia è presente nella ricetta del polpo arrostito sotto forma di letto cremoso, oppure in abbinamento con la pasta. Nulla vieta alla vostra fantasia, inoltre, di dare libero sfogo alla propria creatività, dando vita a ottimi piatti a base di cicerchie, magari proprio quelle acquistate a Ponza durante un weekend o una vacanza.

E come raggiungere Ponza se non con gli aliscafi Snav in partenza da Napoli? Sul sito www.snav.it potete trovare tutte le informazioni sugli orari e acquistare online il proprio biglietto.

I vini di Ischia

L’isola di Ischia ha un legame davvero indissolubile con il vino. Il perché? La risposta è nella storia e nell’etimologia: Aenaria, nome che gli antichi Romani attribuirono a questo luogo, potrebbe infatti derivare dal greco Oenaria, che stava a significare “terra dei vigneti”. La natura vulcanica e tufacea dell’isola, del resto, ben si sposa con la produzione vitivinicola di cui Ischia è fiera protagonista.

Qui troviamo 3 vitigni autoctoni che prendono il nome di Biancolella, Per ‘e palummo e Forastera, che danno vita a una lunga serie di etichette dal grande valore.

Il vitigno Biancolella presenta diversi punti in comune con il Petite Blanche che si produce in Corsica; ad oggi c’è una disputa in corso su chi abbia tratto ispirazione da chi. Alcuni sostengono che siano stati i greci Eubei, che fondarono Ischia, ad aver esportato in Corsica questo tipo di produzione; secondo altri, invece, il percorso è esattamente l’inverso. A prescindere, in ogni caso, da come siano andate effettivamente le cose, il vitigno Biancolella dà vita a prodotti dal sapore intenso quali il Frassitelli Casa D’Ambra e il Vigna del Lume delle Cantine Mazzella, specialità locali che è possibile degustare in questo luogo.

Il vitigno Forastera fu introdotto a Ischia nel corso dell’800; c’è chi dice che sia stato impiantato per combattere un’epidemia di filossera che in quel periodo stava danneggiando i vigneti ischitani; altri sostengono invece che la produzione sia sta avviata semplicemente per differenziare la varietà di vini prodotti a Ischia. Quale che sia la reale motivazione che abbia spinto i contadini locali a compiere questa scelta, c’è da dire che il Forastera è un vino bianco dal gusto inconfondibile, ed è ad oggi un vero e proprio patrimonio della produzione vinicola isolana.

Concludiamo parlando del Per ‘e palummo, anche detto Piedirosso, che secondo alcuni studiosi discenderebbe addirittura dall’uva colombina descritta da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia. Questo vitigno dà vita a un vino rosso che a Ischia è possibile ritrovare nell’etichetta La Vigna dei Mille Anni di Casa D’Ambra. Altri rossi DOC ischitani che possiamo citare sono il Rosamonti delle Cantine Tommasoni e le Vigne di Janno Piro delle Cantine Pietratorcia.

E voi che gusti avete? Meglio il bianco o il vino rosso?

Qualunque sia la vostra preferenza, che ne dite di un assaggio direttamente in loco nella splendida isola d’Ischia? Potreste scorgere un altro pezzettino d’anima di questo luogo, e capirne e conoscerne un pochino meglio la sua assoluta unicità.

Se volete dunque raggiungere Ischia, non perdete l’opportunità di farlo in modo rapido, sicuro e confortevole con i mezzi veloci Snav, che collegano l’isola al porto di Napoli Mergellina tutti i giorni dell’anno.

Maggiori informazioni e prenotazioni online su www.snav.it.