Spaghetti con cozze alla siciliana

Spaghetti con cozze alla siciliana

La Sicilia, meta dal mare cristallino ed incontaminato, terra di sole e rara bellezza paesaggistica, offre ai suoi tanti visitatori un percorso enogastronomico che non ha eguali.

L’unicità di questa meravigliosa regione d’Italia riguarda soprattutto le sue specialità tipiche, le ricette dei suoi piatti più amati.

Considerato che la Sicilia è la patria della pesca e svolge un’attività ittica di assoluto rilievo, oggi vi presentiamo gli spaghetti con le cozze alla siciliana, un piatto adatto a tutte le stagioni, che può esser cucinato sia nei mesi più caldi che in inverno.

Si tratta di una delle ricette regionali più povere, in quanto le cozze rappresentano il frutto di mare meno costoso, ma assolutamente un must ogni tavola siciliana.

Ingredienti (per 4 persone):

  • 2 kg di cozze;
  • 360 grammi di spaghetti;
  • 400 grammi di pomodori freschi;
  • 1 mazzetto di prezzemolo;

Procedimento:

Passo fondamentale per assicurare al vostro piatto un sapore eccezionale è sicuramente la pulitura delle cozze: bisogna metterle a bagno, in acqua fredda, per circa 20 minuti, buttando via quelle che notate abbiano il guscio rotto. Facendo massima attenzione, con una lama di coltello si procederà a pulir per bene i gusci, eliminando tutte le incrostazioni presenti; una volta strofinate con una retina da cucina sotto l’acqua corrente, si tirerà via il bisso, ovvero quel filamento che presenta il mollusco sul lato stretto della conchiglia.

Appena terminata la pulizia delle cozze si procederà a cucinarle, mettendole all’interno di una teglia su di un filo d’olio extravergine d’oliva; cuocere a fuoco lento e assicurarsi che dopo alcuni minuti siano tutte aperte. Man mano che si aprono bisognerà rimuoverle dalla teglia e metterle da parte, così come l’acqua che tireranno fuori durante la cottura.

Lavare i pomodori e ad incidere su di essi una croce sulla buccia, facendoli successivamente sbollentare pochi secondi in acqua bollente. Una volta sbollentati, per far sì che la buccia venga via facilmente, immergere i pomodori in acqua fredda per un minuto; quando saranno tutti sbucciati basterà eliminare i semi e tagliarli a filetti.

Tritare per bene un bel mazzetto di prezzemolo, pulire e schiacciare uno o due spicchi d’aglio e metterli a rosolare in un tegame con l’aggiunta del peperoncino.

Mentre si rosola l’aglio aggiungere nel tegame l’acqua di cottura delle cozze che precedentemente avete messo da parte e sfumare col del vino bianco.

Fatto ciò dovrete unire al tutto i filetti di pomodoro e un po’ del prezzemolo precedentemente tritato, cuocendo il tutto a fuoco medio; una volta che il sugo si sarà ristretto, bisognerà spegnare il fuoco.

Cotti gli spaghetti “al dente”, ultimare la cottura degli stessi nel tegame col sugo di pomodoro e delle cozze, aggiungendo dell’olio extravergine fino a notare che il tutto sia “cremoso”. Aggiungere le cozze, il restante prezzemolo e, infine, condire il piatto con le briciole di pane fritto, assicurando così allo stesso una presentazione più sfiziosa.

Per aggiungere il tocco di classe al piatto, al contrario di quanto venga criticato da alcuni l’abbinamento pesce-formaggio, si consiglia “vivamente” di effettuare sulla portata una “spolverata” leggera di pecorino DOP.

Abbinamento eccezionale con gli spaghetti con cozze alla siciliana è senza dubbio un vino bianco fermo, dal sapore asciutto e strutturato.

Buon appetito!

Impepata di cozze alla messinese

Conoscere bene un luogo vuol dire non solo visitarne i punti d’interesse e godere di tutte le attrattive che esso offre, ma anche gustarne i suoi piatti tipici.

Oggi vi presentiamo una delizia culinaria della meravigliosa città di Messina: l’impepata di cozze alla messinese.

In città è chiamata la “pepàta di cozze”, ed è un piatto irrinunciabile per tutti coloro che amano gustare in tavola i frutti di mare.

Si tratta di un piatto semplice, leggero e veloce da preparare, solitamente inserito dai tanti ristoratori messinesi come antipasto principale nei loro gustosi menu tradizionali.

Per preparare al meglio questo piatto tipico, bisognerà innanzitutto pulire le cozze, lavandole accuratamente con una retina e strappando via il bisso, ovvero quel filamento che presenta il mollusco sul lato stretto della conchiglia.

Si peleranno poi i pomodorini, sbollentandoli per un paio di minuti e dividendoli a metà, per poi tagliarli successivamente a filetti o a cubetti.

Tritata finemente qualche foglia di prezzemolo, si provvederà poi a mettere i gambi del prezzemolo in un capiente tegame ricco d’olio extravergine d’oliva, assieme a degli spicchi d’aglio in camicia e del peperoncino.

Una volta soffritti e rosolati bene sia l’aglio che il prezzemolo, si uniranno a questi le cozze. Solo a questo punto bisognerà alzare la fiamma e coprire il tegame con un coperchio, facendo cuocere i frutti di mare e mescolando di tanto in tanto il tutto.

Appena si saranno aperti tutti i molluschi all’interno del tegame, si aggiungeranno i filetti di pomodoro ed il prezzemolo tritato e, dopo qualche minuto, abbondante pepe nero macinato.

Per finire bisognerà ungere leggermente delle fette di pane e tostarle in padella, per poi servire l’impepata di cozze molto calda con il suo sugo ed il pane casareccio tostato.

Si usa, solitamente, servire a tavola l’impepata di cozze in enormi zuppiere fumanti.

Per chi volesse gustare in maniera più intensa questo delizioso piatto di mare, esiste anche la versione “in bianco” .. ovvero senza l’aggiunta dei filetti di pomodoro.

Ottimo abbinamento a questo delizioso antipasto messinese può senz’altro essere un vino bianco D.o.c. Sicilia, con i suoi profumi di frutta tropicale ed il gusto fruttato dal finale agrumato.

La “pepàta di cozze” messinese vi aspetta sulle tavole siciliane assieme a tante altre delizie culinarie tipiche regionali. E le dosi? Ecco le quantità giuste per preparare questo piatto per 4 persone:

  • 2,5 kg di cozze;
  • 5 pomodori “piccadilly”;
  • 1 mazzetto di prezzemolo;
  • 1 peperoncino rosso fresco o secco;
  • 3 spicchi di aglio;
  • Pepe nero macinato fresco – quanto basta;
  • Olio extravergine di oliva – quanto basta;
  • Sale – quanto basta;
  • 8 fette di pane casareccio.

E per scoprire le bontà della cucina siciliana tipica, non ti resta che imbarcarti sui traghetti per la Sicilia e lasciarti sedurti dai sapori del Mediterraneo.

Procida: calamari ripieni

Il mar Tirreno è una fonte ricchissima di pesce fresco e riesce a far sì che anche i palati più esigenti siano soddisfatti con piatti semplici e appetitosi, come quelli tipici delle culture popolari.

Nell’incantevole isola di Procida il pesce è una vera e propria primizia: ogni giorno, nel pomeriggio, le “paranze” (barche da pesca che utilizzano il sistema dello strascico) ormeggiano in porto e sbarcano quintali di pesce freschissimo, davanti agli occhi di tanti procidani e turisti che affollano impazienti presso i punti di ormeggio.

Una volta sbarcato tutto il pescato, la gran folla si accalca a guardare cosa c’è di buono sui banchi dei punti vendita situati a pochi metri dall’ormeggio delle barche.. e, ovviamente, saranno i primi ad arrivare che avranno la possibilità di acquistare i pesci più richiesti.

Tra le varie specie del pescato procidano, è richiestissimo il calamaro, un’autentica istituzione del Golfo di Napoli, dal sapore autentico e pregiato. Quando si soggiorna a Procida, non si può lasciare l’isola senza aver gustato il calamaro ripieno alla procidana!

Per cucinare questa appetitosa ricetta isolana occorre, innanzitutto, lavare accuratamente i calamari lasciandoli interi. Si provvederà poi a tagliare a pezzetti solo i tentacoli e a riporli in un tegame con un filo d’olio extravergine di oliva e uno spicchio d’aglio schiacciato.

Occorrerà poi preparare la farcia: prima si ammorbidisce del pane in acqua e poi si sbattono delle uova in una padella, aggiungendo abbondante formaggio grana e pecorino (grattugiati), nonché sale e pepe.

Durante la cottura in padella bisognerà girare continuamente il tutto fino a far rapprendere le uova, per poi unirle ai tentacoli precedentemente tagliati.

Dopodiché si riempiranno i calamari con tutta la farcia a disposizione e si chiuderanno accuratamente con degli stuzzicadenti.

In una padella a parte si farà soffriggere uno spicchio d’aglio nell’olio e verranno aggiunti prima dei pomodorini a pezzi, e poi i calamari ripieni, con l’aggiunta di un po’ di vino bianco a sfumare il tutto.

Dopo 20 minuti circa di cottura si aggiungerà del prezzemolo tritato e si potranno servire in tavola i gustosi calamari alla procidana.  Di seguito troverete tutti gli ingredienti per preparare questa deliziosa ricetta.

Ingredienti
8 calamari
4 filetti d’acciuga
2 cucchiai di prezzemolo tritato
2 spicchi d’aglio
2 uova
2 cucchiai di vino bianco secco
Pan grattato
Olio extra vergine di oliva
Sale e pepe

Procida offre ai suoi tantissimi visitatori questa e tante altre gustose ricette della tradizione isolana.

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Dolci di Carnevale Napoletani

Il Carnevale a Napoli è una festa tutta da gustare! Sono tantissime le specialità che in questo periodo si preparano e che rendono questa festività assolutamente golosa. La maggior parte di queste specialità vengono fritte e sono composte da ingredienti ricchi e gustosi.

Tra le specialità del periodo possiamo annoverare il migliaccio a cui si associano altre ricette come quella del sanguinaccio oppure delle chiacchiere  e delle castagnole.

Sicuramente tra le ricette che abbiamo elencato le preferite sono le chiacchiere, che vengono chiamate anche frappe e bugie. Le chiacchiere sono realizzate in una pasta frolla sottile e friabile, che può essere cotta al forno oppure fritta. A fine cottura vengono cosparse di zucchero a velo.

L’origine della ricetta è contesa tra le regioni di Lazio e Campania, addirittura pare che fossero preparate durante i Saturnali romani e poi fritti e avevano il nome di frictilia. Invece, c’è chi fa risalire la ricetta alla Regina di Savoia, che era solita chiacchierare a lungo con la sua corte. Un giorno, vinta dalla fame, la regina interruppe le sue chiacchiere chiese al cuoco di preparare qualcosa da mangiare, per poterla gustare con i suoi ospiti.

Da qui il nome di questi golosi biscotti che spesso troviamo accompagnati da un’altra specialità quale il sanguinaccio. Una vellutata crema di cioccolato aromatizzata alla cannella e alla vaniglia, che con la sua voluttuosità conquista grandi e piccini.

Le castagnole, invece sono deliziose palline fritte che possono essere farcite con marmellata o crema. Il loro impasto si ottiene con farina, zucchero e uova. Infine, altra ricetta tipica del Carnevale è il migliaccio una torta deliziosa a base di ricotta, dal sapore morbido e ricco di sfumature.

Carnevale a Napoli è una vera ode di sapori da provare e riprovare.

Lopiz dalmata, ricetta

In Croazia, il sapore della cucina è molto caratteristico e si differenzia notevolmente nelle varie regioni.
Lungo le sue splendide coste, il cibo ha il tipico sapore mediterraneo, preparato con pochi grassi e in maniera delicata, ed è consuetudine trovare in tavola piatti a base di pesce e frutti di mare.

Oggi vi presentiamo il piatto tipico della Dalmazia: la Lopiz.

Si tratta di una minestra a base di pesce che ha un sapore atipico nel genere, in quanto, tra i vari ingredienti, figurano anche le carote, le patate, i carciofi e la cipolla. La Lopiz dalmata va cucinata con spezie per circa 40 minuti in una pentola di terracotta ed occorre un po’ di tempo anche per la preparazione del pesce, dei molluschi e dei crostacei.

I pesci principali utilizzati per la minestra sono la scarpena e il grongo, ma risultano importanti anche le seppie e gli scampi, che devono essere rigorosamente freschi.

Ingredienti necessari:

400 gr. Scarpena
400 gr. Scampi
200 gr. Seppie
400 gr. Grongo
200 gr. Patate
200 gr. Carote
200 gr. Carciofi
200 gr. Broccoli
200 gr. Sedano
100 gr. Porro
30 gr. Olive nere snocciolate
1 spicchio Aglio
1 Cipolla
Alloro q.b.
Rosmarino q.b.
Noce moscata q.b.
Aceto 50 ml.
Vino rosso 500 ml.
Capperi q.b.
Sale q.b.
Pepe q.b.
50 gr. Olio Extravergine di oliva

Adesso vi spieghiamo come preparare la minestra:

Pesce: bisogna prima pulire accuratamente la scarpena e il grongo, togliendo ad entrambi sia la testa che la coda e sfilando la spina centrale, ottenendo così dei tranci senza spina centrale; togliere le interiora alle seppie e sgusciare del tutto gli scampi.

Verdure: lavare i broccoli, le carote e le patate, dopodiché togliere sia le punte che le foglie dure dei carciofi.
Le carote e le patate vanno tagliate a tocchetti e, terminate tutte le operazioni, bisogna adagiare tutta la verdura sul pesce che, precedentemente, è stato accuratamente sistemato all’interno di una pentola di terracotta.

Cospargere sul tutto sia il vino rosso che l’olio extravergine d’oliva, dopodiché aggiungere cipolla e porro (tagliati a fettine sottili), l’aglio, le olive snocciolate e i capperi. Condire con le spezie e cuocere il tutto a fuoco vivo per 40 minuti.

Gustate il ricco sapore della Lopiz Dalmata e di tante altre prelibatezze durante la vostra vacanza in Croazia.
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Capretto alla sarda

La Sardegna è nota non solo per la cucina di mare, ma anche per quella di terra. Tra i piatti di carne della tradizione possiamo annoverare il capretto alla sarda.

Per preparare questa deliziosa ricetta occorrono pochi ingredienti e diverse spezie che donano al piatto numerose sfumature. Per preparare un delizioso capretto alla sarda occorrono:

1 capretto da 1 kg e 800 g
• 2 bicchieri d’aceto
• 40 g di burro
• 1 cucchiaio di sale grosso
• 10 bacche di ginepro
• 2 rametti di rosmarino
• 2 rametti di salvia
• 6 foglie d’alloro
• olio
• pepe nero in grani

Per cominciare lavare il capretto in acqua e aceto. Dopo averlo asciugato, spennellarlo d’olio e lasciatelo marinare per almeno dieci ore. A questo punto bisogna preparare le spezie, tritando finemente ginepro, rosmarino, salvia e alloro. Aggiungere il pepe schiacciato e unire il tutto al sale grosso, mescolando. Dopo aver sollevato il capretto dalla marinatura, incidere il capretto nelle parti più carnose. Le incisioni devono essere profonde affinché possa penetrare il composto di sale e spezie. Sistemare il capretto in una teglia che lo contenga in maniera stretta, spennellarlo, nuovamente  con abbondante olio. Per ingrassare ulteriormente la carne, cospargetelo di fiocchetti di burro. Cuocete in forno caldo a 200° per un’ora. La carne dovrà essere bagnata ogni tanto con il suo sugo di cottura.  Far Ritirare il sugo. Una volta cotto, prima di dividerlo in pezzi regolari, far riposare cinque minuti e servire ben caldo.

Per provare questa e tante altre specialità a base di carne, viaggia con i traghetti per la Sardegna, alla scoperta di un mare di deliziosi sapori.

Sicilia: cozze gratinate

Tra le ricette tipiche della Sicilia ci sono le cozze gratinate. Ottime come antipasto oppure per arricchire un aperitivo, questa ricetta conquista proprio tutti!

Pochi ingredienti, tutti abbastanza economici sono il segreto per comporre questa deliziosa specialità che vi farà leccare i baffi. Per preparare delle ottime cozze gratinate occorrono i seguenti ingredienti:

1 chilo di cozze
prezzemolo fresco, quanto basta
2 spicchi di aglio
pane grattugiato, quanto basta
4 pomodori maturi
pecorino siciliano Dop grattugiato, quanto basta
olio extravergine di oliva, quanto basta
sale e pepe, quanto basta

Riscaldare il forno a 180 gradi ventilato. Pulire le cozze accuratamente strofinandole con una retina. Stappare il bisso che fuoriesce dalle valve. In un’ampia padella riscaldare un filo d’olio con l’aglio in camicia e i gambi di prezzemolo. Mettere le cozze in padella. Alzare il fuoco, coprire e aspettare che le cozze si aprano mescolando di tanto in tanto.

Quando le cozze saranno pronte, filtrare l’acqua di cottura con un colino a maglie fitte e mettere da parte il liquido. Una volta aperte staccare la valva senza il mollusco. La farcia va preparata con prezzemolo e aglio tagliati finemente, una brunoise di pomodori, pane grattugiato e un po’ di pecorino. Per insaporire Aggiungere sale, pepe e un filo d’olio. Per rendere l’impasto omogeneo utilizzare l’acqua filtrata delle cozze.

Farcire una cozza per volta avendo cura di ricoprire per intero il mollusco, senza pressare. Disporre le cozze gratinate su una teglia foderata di carta da forno e infornare per 10-15 minuti, finché la superficie non sarà dorata. Servire le cozze ben calde.

Con pochi semplici passi sarà possibile assaporare una vera prelibatezza tipica della Sicilia. Per gustarle direttamente sull’isola viaggia a bordo dei traghetti per la Sicilia e goditi i sapori di questa ricca terra.

Palermo: risotto al melograno

 

Idee per il menu del cenone di Capodanno? Perché non colorare la tavola di rosso con un gustoso risotto al melograno?

Come ben sappiamo il rosso è il colore simbolo, non solo del Natale, ma anche del Capodanno. Questa tradizione, pare, abbia origini in tempi remoti ai tempi dell’impero di Ottaviano Augusto. Durante il Capodanno Romano, che fino al 153 a.C. si celebrava nel mese di marzo, uomini e donne indossavano qualcosa di rosso come simbolo di potere, fertilità, salute e ricchezza. Il rosso rappresenta anche il colore della passione, dell’energia, del fuoco, della forza e della fortuna.

Altro simbolo del Capodanno è il melograno che con i suoi chicchi rossi e succosi rappresenta l’abbondanza, ricchezza e fertilità. Il suo gusto versatile ben si abbina alla realizzazione di piatti dolci e salati. In particolare, il risotto al melograno è una specialità siciliana gustosa. In questa versione il melograno è abbinato alla salsiccia, altra specialità tipica, che si trova spesso sulla tavola dell’ultimo dell’anno.

Vediamo come preparare uno squisito risotto con melograno e salsiccia. Le dosi sono adatte per 5-6 persone. Ecco gli ingredienti:

450 g riso carnaroli
1 scalogno
50 g burro
400 g salsiccia
circa 700 ml di brodo
un bicchiere scarso di vino bianco
1 melograno
sale, pepe, parmigiano, rosmarino

Utilizzare una pentola capiente per far soffriggere lo scalogno tagliato finissimo in 25g di burro. Aggiungere il riso e farlo tostare per qualche minuto. Sfumare con il vino e aggiungere il brodo vegetale poco alla volta. In una padella a parte preparare la salsiccia, eliminando il budello esteriore, (non occorre aggiungere olio). Quando la carne sarà cotta aggiungerne in parte al risotto, mentre il resto va tenuto in caldo. A questo punto è arrivato il momento di tagliare il melograno. Una metà va spremuto per ricavare del succo da aggiungere al risotto, mentre dall’altra metà prelevare i chicchi per la guarnizione del piatto.

Quando il riso sarà cotto, spostarlo dal fuoco e mantecare con gli altri 25g di burro. Aggiungere pepe e parmigiano quanto basta e disporre il riso su un piatto da portata. Guarnire con i pezzi di salsiccia avanzati e i chicchi di melograno. Il nostro risotto è pronto per essere servito.

Per deliziarti con le specialità della cucina tipica siciliana, viaggia a bordo dei traghetti per la Sicilia e goditi i sapori che questa terra sa offrire.

 

Croazia: frittelle della Dalmazia

Voglia di un dolce semplice e delizioso? Queste frittelle della Dalmazia sono ideali per rendere un momento di festa assolutamente gustoso.

Pochi ingredienti per tantissimo gusto, ecco come si preparano le frittelle della Dalmazia:

200g di farina

3 tuorli d’uvo

1 cucchiaio di smetana o panna

1 cucchiaio di zucchero

2 cucchiai di rhum

1 presa di sale

zucchero a velo

olio di semi per la frittura.

Per preparare le frittelle della Dalmazia occorre setacciare la farina così da evitare la formazione di grumi, unire lo zucchero e disporre le polveri a fontana. Dopo aver sbattuto i tuorli con un pizzico di sale, versare il composto al centro della farina. Aggiungere, quindi il cucchiaio di panna e il rhum. Lavorare il composto fino ad ottenere un impasto sodo.

Far riposare l’impasto per una trentina di minuti. Stendere l’impasto fino ad ottenere un foglio sottile e tagliare la pasta a strisce, conferendo la forma desiderata. Friggere l’impasto in abbondante olio bollente. Una volta sollevate le frittelle dall’olio, cospargerle ancora calde con zucchero a velo.

Per scoprire le ricette più gustose della Croazia, scegli i traghetti SNAV.

 

I vini della Sicilia

La terra di Sicilia è rinomata per i suoi sapori e profumi. Non meno importanti i vini che caratterizzano il territorio che si contraddistinguono per qualità, proprietà organolettiche e pregio. La viticultura nell’isola fu rigogliosa fin da tempi antichissimi. Grazie al clima favorevole e alla fertilità del territorio, la coltivazione della vite trovava condizioni particolarmente favorevoli.

Come abbiamo accennato, la viticultura fu impiantata sul territorio in tempi antichi, quando si vennero a formare le prime colonie greche sul territorio insulare. Non a caso una leggenda racconta che la vite in Sicilia, nacque dalle lacrime versate da Dioniso, dio del vino e dell’ebrezza. Dalle sue lacrime, quindi germogliò la prime vite dalla quale nacque il vino, bevanda che venne concessa anche agli uomini per rinfrancarsi dalle fatiche del lavoro e allietare i momenti di festa.

Non sorprende, in base proprio all’antica tradizione che accompagna questa terra, che la Sicilia è tra le regioni italiane che impiega la maggior parte della superficie destinata all’agricoltura proprio alla coltivazione della vite.  Circa il 65%  delle aeree collinari, così come il 30% delle aree pianeggianti sono destinate alla produzione delle varie qualità d’uva che danno vita a pregiati vini siciliani.

Sono tantissime le etichette che attirano l’attenzione dei consumatori, tra queste molte presentano la Denominazione di Origine Controllata e Garantita, mentre altri vini possono vantare ma riconoscimenti come la DOC e l’IGT. Di seguito ecco alcuni dei vini più apprezzati e famosi in Sicilia.

Il Nero d’Avola è tra i vitigni più diffusi sul territorio. Il vino che se ricava si contraddistingue per l’elevata gradazione alcolica e il colore di un rosso rubino che varia in base alla tipologia del vigneto e all’invecchiamento. Il gusto dalle note fruttate di ciliegia e prugna  non è l’unico tratto distintivo, dato che in alcune zone presenta una nota speziata e balsamica.

Cerasuolo , invece è un vino ottenuto dall’utilizzo di almeno il 50̥% di Nero d’Avola e il 30% di ̥Frappato. L’area di produzione è quella della provincia di Ragusa e in parte delle provincie di Catania e Caltanissetta. Il nome di questo vino sembra derivare dal latino tardo “cerasium”, cioè “ciliegia”. Di un bel colore rosso, questo vino ha un sapore secco con sentore di mandorla a frutti rossi. Il Cerasuolo è spesso classificato come vino rosè  ed è rientra nella categoria DOC, e nelle migliori qualità anche nella categoria DOCG.

Il Bianco d’Alcamo è un altra specialità prodotta nella fertile area della Città Metropolitana di Palermo. Questo è un vino che vanta la denominazione IGT e la sua realizzazione deve rispettare precisi requisiti di produzione. Il Bianco Classico si contraddistingue per il colore giallo paglierino con riflessi verdognoli. Il sapore fresco ed equilibrato rende questo vino particolarmente adatto ad accompagnare piatti di pesce non particolarmente elaborati.

Ancora abbiamo il Cabernet Souvignon DOC che ben lega con piatti e specialità gastronomiche dal sapore deciso. Un gusto lungo e avvolgente ben si abbina ad accompagnare formaggi piccanti, pasta al forno, selvaggina e salumi, tra le etichette ricordiamo Contessa Entellina, Contea Sclafani ed Eloro.

Il Nerello Mascalese, o Niuriddu, è un vitigno che cresce sull’Etna ed è utilizzato in una proporzione dell’80%-100% per la produzione del vino Etna DOC e concorre per il 45-60% prt la produzione del Faro DOC. Altre due eccellenze del territorio.

Tra le altre eccellenze del territorio ricordiamo anche il Monreale, Santa Margherita e Delia Novelli. Infine sono celebri anche le produzione di moscati, di passiti e di malvasie. Tra queste ultime possiamo citare la Malvasia di Lipari, ideale da consumare a fine pasto, magari accompagnata da i biscotti eoliani.

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