Ischia: Museo di S.Restituta

Fumarole Ischia

Ischia: Museo di S.Restituta

Il Museo di Santa Restituta a Ischia si trova nel centro del Comune di Lacco Ameno e prese vita agli inizi degli anni Cinquanta dalla volontà di Pietro Monti, in quel tempo rettore della chiesa. Più precisamente il museo si trova nell’omonima piazza.

A seguito dei lavori che riguardarono la cappella, fu rinvenuta una cripta paleocristiana proprio al di sotto del pavimento. Ma la scoperta dei reperti antichi era solo all’inizio. l ritrovamento di una lucerna fittile, databile tra il VI secolo e VII secolo d.C., diede un impulso significativo ai lavori di scavi. Le attese non furono deluse, in quanto, furono riportati alla luce un cimitero cristiano e delle tombe fenicie, puniche e greco-romane.

Nel 1974 il museo e gli scavi ebbero una sistemazione definitiva.  Oggi il museo è sovraordinato alla curia di Napoli e alla Soprintendenza per i beni archeologici delle province di Napoli e Caserta.

La caratteristica principale che contraddistingue il Museo di Santa Restituta  è che l’entità museale e l’area degli scavi sono in stretta connessione, dato che è stato realizzato sui luoghi degli insediamenti. Con il passare del tempo, presso il Museo di Santa Restituta sono confluiti anche altri reperti trovati in altre zone dell’isola.

Oltre all’area cimiteriale, di cui abbiamo detto sopra, è stata rinvenuta un’area “industriale” in cui sono stati identificati i forni per la cottura della creta. Questa era, infatti, l’area di produzione dei vasi pitecusani, che venivano esportati in tutto il Mediterraneo.

Allo stesso tempo è possibile vivere, all’interno degli scavi, tutta la storia dell’isola d’Ischia a partire dalla preistoria fino alle testimonianze di era paleocristiana.

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max gazzè in concerto

Max Gazzè a Barcellona

 

Musica d’autore da esportare oltre i confini nazionali: si chiude letteralmente con il botto l’ultimo tour di Max Gazzè, il celebre cantautore romano autore di alcune delle più importanti hit della musica italiana degli ultimi 20 anni, tra cui ricordiamo “La favola di Adamo ed Eva”, “Mentre dormi” e “Il timido ubriaco”.

L’artista, infatti, si esibirà a Barcellona il prossimo 10 novembre, a conclusione di un percorso di concerti che lo ha visto calcare i palchi di alcune delle più importanti città europee tra cui Londra, Dublino, Parigi, Amsterdam, Madrid e Valencia. L’evento si svolgerà nella Sala Apolo, situata nel cuore della metropoli catalana. Quale occasione migliore, dunque, per tutti i fan che hanno in programma una vacanza a Barcellona in questo periodo, per ascoltare dal vivo uno dei più grandi talenti prodotti dalla scena musicale italiana nell’ultimo periodo?

Il tour Alchemaya, lo ricordiamo, è partito ufficialmente lo scorso 5 agosto alle Terme di Caracalla a Roma e presenta una interessante particolarità: i brani sono eseguiti dal cantautore insieme alla Alchemaya Symphony Orchestra, un’unione tra stili musicali diversi i cui risultati sono davvero sorprendenti.

Per tutti coloro che non vogliono perdere l’opportunità di ascoltare i brani di Max Gazzè riarrangiati in chiave orchestrale nella splendida cornice del capoluogo catalano, saranno a tua disposizione i traghetti Genova Barcellona, che con una navigazione comoda e piacevole ti trasporteranno nel cuore di un’esperienza musicale unica.

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Sardegna: Monte d’Accodi

La Sardegna è una terra ricca di fascino ed è la patria di antiche civiltà che ha lasciato un segno importante su questo territorio. In tal senso, il Monte d’Accoddi è tra i più importanti siti archeologici,da attribuire alla Cultura di Abealzu-Filigosa, della Sardegna prenuragica.

Il complesso archeologico si trova nella Nurra, una regione situata all’interno del comune di Sassari. In quest’area sono visibili i resti di differenti tipologie costruttive, che rendono questo sito unico, in Europa e nell’area del Mediterraneo.

In questa zona, in un primo momento, si insediarono diversi villaggi, costituiti da capanne quadrangolari. In un secondo momento fu edificato il complesso caratterizzato da un’ampia piattaforma con forma a tronco di piramide. Alla piattaforma sopraelevata si accedeva mediante una rampa. Sulla piattaforma fu eretto un vano rettangolare che  guarda a Sud. Quest’ultimo è un edificio templare, denominato Tempio Rosso, per via del caratteristico colore ocra che contraddistingue gli intonaci.

Probabilmente la struttura fu abbandonata all’inizio del III millennio. In seguito  fu ricoperta e creata una seconda piattaforma, sempre a forma troncopiramidale, e una seconda rampa d’accesso. Questo santuario, detto Tempio a gradoni, dovrebbe essere attribuito alla cultura di Abealzu-Filigosa. Il tempio fu abbandonato nel corso dell’Età del Bronzo, quindi perse la sua funzione di centro religioso per essere utilizzato  per le sepolture.

L’area fu utilizzata durante la Seconda Guerra Mondiale, e ne fu danneggiata la parte superiore per lo scavo di trincee e per impiantare delle batterie contraeree. Nel corso degli ani Ottanta, il monumento fu interessato da un pesante intervento di restauro e riposizionamento dei resti.

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Mercati di Palermo

Una visita a Palermo non può dirsi completa senza una full immersion nei celebri mercati cittadini, luoghi caratteristici nei quali è possibile vivere pienamente l’anima verace e autentica del capoluogo siciliano. Un mix inebriante di storia, atmosfere tipiche, tradizioni, odori e sapori è lì ad attendervi. Pronti per questa esperienza? Si parte!

 

La vucciria

Tra Piazza Caracciolo e i suoi dintorni si estende il mercato della Vucciria, il più antico di Palermo. Il termine deriva da una parola francese, “boucherie”, che stava a indicare il macello che sorgeva in questa zona durante l’epoca angioina. Ed è proprio la carne la regina indiscussa di questo mercato: qui è possibile scorgere la merce in vendita (prevalentemente carne e pesce, ma anche frutta) esposta sulle caratteristiche Balate, lastre di marmo su cui vengono adagiati i prodotti.

Durante il Medioevo la Vucciria si affollava di mercanti pisani, genovesi, veneziani e amalfitani, ma anche provenienti dall’Oriente, data la vicinanza della zona all’antico approdo della Cala. In questo groviglio di vicoli e vicoletti, è possibile avere un saggio della gastronomia tipica della Sicilia: sarde, limoni, olive, pomodori essiccati, gamberi, orate e mille altre specialità ittiche del luogo.

Il Capo

Anche questo mercato vanta origini antichissime, addirittura risalenti alla dominazione araba sull’isola. Il Capo si trova in una zona molto popolare della città, tra via Carini e Beati Paoli, via di S. Agostino e via Cappuccinelle, un tempo popolata dagli Agostiniani del vicino convento di S.Agostino. Qui, tra sensazioni uditive che riecheggiano del più stretto dialetto palermitano, venditori e clienti danno vita tutti i giorni allo spettacolo della contrattazione, che riguarda generalmente carne e pesce (tonno e pesce spada soprattutto).

Ballarò

Il cuore vero di Palermo pulsa nelle strade sulle quali si estende il mercato di Ballarò, tra piazza Casa Professa, i bastioni di corso Tukory e Porta Sant’Agata. In questo luogo potrete ascoltare le celebri “abbanniate”, ovvero i richiami dei venditori che, esprimendosi in dialetto, propongono la loro merce alle centinaia di persone che tutti i giorni si ritrovano qui per l’acquisto di generi alimentari della tradizione sicula.

Qui potrete acquistare cibi cotti da consumare per strada oppure a casa, tra cui cipolle al forno, panelle e cazzilli, interiora di vitello, polpi e molto altro ancora. La multietnicità è il biglietto da visita del mercato di Ballarò, che sin dalle sue origini fonde elementi arabi e indiani (il nome, infatti deriva da Balhara, antico principe delle Indie, a testimonianza di una forte presenza di spezie e cibi indiani che si vendevano qui). Dei mercati di Palermo, Ballarò è certamente quello meno turistico; oltre alle specialità tipiche del luogo, vi si possono acquistare articoli per la cucina e per la pulizia della casa.

Borgo Vecchio

Chiudiamo questa carrellata sui mercati di Palermo parlandovi di Borgo Vecchio, che sorge tra piazza Sturzo e piazza Ucciardone. Anche qui sarà possibile acquistare le squisitezze genuine della tradizione siciliana, con una prerogativa diversa da tutti gli altri mercati: Borgo Vecchio, infatti, rimane aperto anche fino a tarda serata, diventando dunque un luogo di ritrovo per turisti e giovani del posto.

Le Terme di Antonino

Siamo in Tunisia, terra dove il profumo delle spezie si fonde con la brezza marina, regalando ai visitatori emozioni che rapiscono tutti i sensi.

Nella città di Cartagine sorgono le terme di Antonino, un complesso che risale all’età imperiale romana è il più vasto delle province africane. Il complesso termale, i cui resti sono ancora visibili, si trova nei pressi del centro, in una posizione che potremo definire panoramica, poiché fronteggia il lungomare.

I resti delle terme di Antonino si estendono, per l’appunto, per circa 200 metri lungo la costa e furono riportati alla luce, negli scavi effettuati dopo la Seconda Guerra Mondiale. Gli studiosi Alexander Lézine e da Gilbert Charles-Picard furono gli artefici del ritrovamento dei resti del complesso tra il 1944 e il 1956.

Le terme di Antonino sono inserite tra i Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco. Il complesso, costruito tra il 145 e il 162, si estendeva per circa quattro isolati e fu impiantato a posto di un quartiere residenziale, distrutto da un incendio.

Le terme diventarono  un punto di incontro per la società dell’epoca. Un evento sismico avvenuto nel corso del IV secolo danneggiò le terme. Gli interventi di ripristino delle aree danneggiate sono datati tra il 388 e il 392. Parte degli ambienti furono destinati ad altro utilizzo. Tuttavia le terme di Antonino furono attive anche nel corso dell’epoca bizantina.

L’edificio fu poi abbandonato nel 638. I materiali riutilizzabili, come i blocchi di marmo,  furono riutilizzati per costruzioni realizzate non solo a Tunisi, ma anche in Italia ed arrivarono fino a Canterbury.

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Procida: Casale Vascello

Ai piedi di Terra Murata, nella meravigliosa isola di Procida c’è un antico borgo fortificato di Casale Vascello. Questo fu il primo nucleo abitativo dell’isola che si formò, quando le invasioni saracene si fecero meno frequenti e la popolazione dell’isola decise di realizzare nuovi insediamenti.

Questi nuovi nuclei abitativi presero il nome di “casali”,  e Casale Vascello è il più grande ed è un esempio di tipica architettura procidana secentesca. Il borgo si presenta in un buono stato di conservazione, e vi si accede da due ingressi, che si trovano, il primo su via Principe Margherita, mentre il secondo è su Via Salita Castello. Proprio in virtù della presenza di questi due ingressi, Casale Vascello è anche detto “vascello sfondato”.

C’è chi, dall’altro canto, identifica il nome di Casale Vascello nell’espressione  dialettale “vescieddo” o “re vescio” che significa “di giù”, proprio a indicare la collocazione dell’abitato verso il basso rispetto a Terra Murata.

Nel dettaglio Casale Vascello si sviluppa attorno un cortile centrale, che tutt’oggi ospita eventi culturali. Su questo cortile si affacciano numerose abitazioni, da quali prendono vita anche un intricato sistema di vicoli. L’impatto cromatico è assolutamente unico, infatti, tutte le unità abitative sono caratterizzate da colori vivaci. Le abitazioni sono addossate l’una all’altra, proprio per impedire il passaggio dei nemici. Gli esterni su caratterizzano per un piccolo balcone sormontato da un arco, che ricorda, invece, l’architettura araba.

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Le grotte d’Ercole in Marocco

Se si sta progettando un viaggio in Marocco, sicuramente tra i siti più interessanti ci sono le Grotte di Ercole. Quest’ultima è la grotta più grande dell’Africa e la sua storia si interseca con la mitologia antica, che vuole che in questo luogo Hercules abbia stabilito in quel luogo la sua dimora.

La grotta fu scoperta nel 1906,  e si caratterizza per un tunnel sotterraneo della lunghezza di ben 30Km. La cavità scolpita dalla natura nella viva roccia si trova non lontano dallo Stretto di Gibilterra. La grotta gode di un microclima del tutto particolare, perché risente dei movimenti delle maree e dai venti, che con il loro incessante incedere le hanno dato forma.

Il momento più suggestivo per visitare le Grotte d’Ercole è sicuramente il tramonto, quando al senso di smarrimento provato per le dimensioni dell’antro, si unisce la meraviglia per gli splendidi colori che la natura dipinge quando il sole cala sulle acque dell’Oceano Atlantico.

La presenza delle Grotte di Ercole, delle numerose leggende e racconti che si sono sviluppate intorno a questo sito hanno fatto da volano per il turismo della città di Tangeri, sempre più apprezzata proprio per il grande patrimonio naturalistico, storico e artistico.

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Ischia: sorgenti di Nitrodi

Ischia è sempre stata conosciuta come una meta ideale per chi vuole approfittare delle proprie vacanze per godersi i benefici delle acque termali. Tra i luoghi che oggi esploreremo c’è la sorgente di Nitrodi, le cui acque sono note, sia agli isolani che ai turisti proprio per le loro preziose qualità terapeutiche.

Lo stabilimento termale dove è possibile godere dei benefici delle acque termali della Sorgente di Nitrodi si trova nella località di Buonopane, sita nel comune di Barano d’Ischia. L’acqua termale, che sgorga da millenni, è ricca di sodio, calcio, potassio, cloro, zolfo e carbonio.

Proprio grazie a questa sua composizione alle acque termali di Nitrodi sono riconosciute numerose proprietà a beneficio di organi come il rene e lo stomaco, ma può essere utilizzata anche per curare ferite oppure artrosi e reumatismi.

Nel dettaglio le acque di Nitrodi favoriscono e regolano la diuresi, oltre a migliorare la capacità funzionale del rene. Inoltre, la sorgente è nota per le spiccate proprietà antiuriche ed è anche utilizzata per risolvere o migliorare gastriti e gastroduodeniti, e come coadiuvante nelle ulcere gastroduodenali. L’efficacia delle acque della sorgente è stata rilevata per quanto riguarda la cura delle artropatie pratiche.

Altra caratteristica che rende le acque di Nitrodi particolarmente apprezzate è costituita dalle proprietà cicatrizzanti a livello cutaneo e cutaneo-mucoso. Infine, per chi ama avere una pelle sana, liscia e luminosa, le acque di Nitrodi sono proprio il rimedio naturale giusto per avere un aspetto radioso.

Tutti questi benefici dipendono dal fatto che le acque di Nitrodi sono erogate totalmente pure tramite delle apposite docce. Il parco termale, infatti, non dispone di piscine, che andrebbero disinfettate con sostanze come il cloro e altri detergenti, quindi le acque termali risulterebbero alterate dalla presenza di sostanze chimiche.

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Capri: Grotta di Matermania

Capri, isola mondana, ma anche di misteri affascinanti. Da questo punto di vista un luogo sicuramente molto suggestivo è la Grotta di Matermania. Quest’ultima è situata sul versante sud occidentale dell’isola ed è nel corso dei secoli ha ospitato riti propiziatori, è stata la dimora di un eremita, ma anche luogo al centro di scandali, per l’appunto, mondani.

Il nome della grotta, molto probabilmente, risale all’epoca romana, con riferimento alla dea Celibe, la quale veniva definita proprio Mater Magna. Celibe era la divinità della natura e degli animali, quindi in qualche modo rappresentava la fecondità e la forza vitale. A testimonianza di ciò c’è l’altare a lei dedicato, presente nell’antro della grotta, dove era presente anche una statuetta in terracotta raffigurante la divinità.

Invece, il toponimo Mitromania, sempre attribuito alla grotta, è collegato alla scoperta di un bassorilievo mitriaco nella piana di San Costanzo. Tutto questo ha dato vita a ipotesi, che vogliono che la grotta in realtà fosse un tempio dedicato al dio greco-romano Mitra, che simboleggiava il sole.

Il popolo caprese attribuiva a questa grotta un valore propiziatorio. In particolare, il luogo veniva identificato con il nome di Grotta del Matrimonio. In base alla tradizione le giovani coppie, dopo la celebrazione del matrimonio, si recavano nella grotta proprio per propiziare l’unione.

Le dimensioni maestose dell’antro, che si estende per circa trenta metri, per una larghezza di venti metri e un’altezza di circa dieci metri, sono in grado di sopraffare il visitatore, che si sente completamente avvolto dalla particolare atmosfera di questo luogo.

Per arrivare alla Grotta Matermania e scoprirne i misteri bisogna percorrere il sentiero del Pizzolungo. Partendo dalla famosa Piazzetta, bisogna procedere poi per Corso Vittorio Emanuele e via Camerelle fino a svoltare verso sinistra su via Targara. A questo punto dopo aver raggiunto il Belvedere si prende il sentiero del Pizzolungo che porta a destinazione.

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Sardegna: Porto Torres

Porto Torres è una cittadina della provincia di Sassari che si trova nella Sardegna nord-occidentale. Situata sul Golfo dell’Asinara, in una posizione strategica, visto che il suo porto è l’unica via di collegamento della Sardegna con la Spagna.

La costa di Porto Torres ha una conformazione molto particolare, mentre verso est si estende il litorale di Platamona, invece, lungo la città si possono osservare molte scogliere di tufo con falesie superiori ai 30 m, queste ultime sono interrotte soltanto da spiagge come quella di Balai, di Scogliolungo e di  Renaredda.

Porto Torres è anche nota per i numerosi ritrovamenti risalenti al Miocene e per l’attestazione dello sviluppo di una civiltà prenuragica. Non mancano anche testimonianze risalenti alla Preistoria e al Medioevo. Secondo queste caratteristiche Porto Torres si presta a essere la meta ideale per chi desidera unire divertimento e mare, ma allo stesso tempo anche scoprire le attrazioni culturali del posto.

Diffuso anche il turismo enogastronomico, in quanto sono diverse le specialità che si possono assaporare: dalle seadas, al miele, al formaggio fino alle specialità di carne. Protagonista della tavola è il pesce, a cui sono dedicate la diverse sagre, come quella dedicata al tonno o al riccio di mare.

In zona si possono anche assaporare ottime birre artigianali e anche gli appassionati dei vini troveranno diverse produzioni molto interessanti. Infine, la Sardegna è la patria del mirto, con il quale si realizza il liquore tipico, che accompagnerà degnamente ogni fine pasto, nonché costituisce un prezioso souvenir da portare a casa dopo le proprie vacanze.

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