Procida: Chiesa Santa Margherita

Procida: Chiesa Santa Margherita

Tra i luoghi più rappresentativi dell’isola di Procida c’è la Chiesa di Santa Margherita. Il complesso risale al XVI secolo circa, eretto per ospitare i monaci domenicani, che si trasferirono dall’antico Cenobio di S.Margherita Vecchia alla Chiaiolella, per via delle incursioni dei saraceni e per la posizione estremamente decentrata della loro sede rispetto all’abitato.

Secondo le testimonianze la Chiesa fu eretta dopo un accordo stretto tra i rappresentanti dell’Ordine Domenicano e il Cardinale D’Avalos, allora feudatario di Procida. Quest’ultimo era particolarmente interessato ai terreni boschivi annessi al vecchio convento dei domenicani e mirava a farne una propria riserva di caccia. Da qui l’idea di proporre ai monaci domenicani di trasferirsi in un’area più vicina al centro cittadino e allo stesso tempo meglio difendibile.

Fu così che la Chiesa e il convento furono costruiti sul promontorio in località “La taglia”. L’opera fu conclusa nel 1586, anno in cui i monaci si trasferirono nella struttura. Da quel momento e ancora oggi il promontorio è chiamato “Punta dei monaci” proprio per la presenza del complesso religioso guidato dai domenicani.

La Chiesa di Santa Margherita si contraddistingue per gli interni in stile Barocco e per l’elaborato altare in marmo. Proprio alle spalle di quest’ultimo si apre un porticina che conduce a un ampio terrazzo, che faceva da tetto al convento sottostante.

Purtroppo, la chiesa e il convento subirono danni per via di crolli che si verificarono nell’inverno del 1956. Si salvarono, tuttavia, alcuni ambienti collocati sui livelli inferiori, e che si sviluppavano intorno un sistema di cisterne costruito per la raccolta dell’acqua piovana. Lavori di restauro hanno restituito da qualche anno la chiesa ai procidani e ai turisti ed è oggi un luogo destinato per l’organizzazione di mostre ed eventi culturali.

La suggestione del posto è data non soltanto dalla sua storia affascinante, ma soprattutto dal fatto che si trova in un’area da cui si gode di un panorama davvero unico sull’isola. Se questa estate pensate di concedervi qualche giorno a Procida non dimenticate di visitare questo luogo ricco di storia e bellezza. In tal senso, ricordiamo che SNAV offre la possibilità di arrivare sull’isola grazie ai collegamenti giornalieri effettuati dagli aliscafi Napoli-Procida.

Panarea: Festa di S.Pietro 2018

Perché non concedersi una settimana di vacanza sull’isola di Panarea a giugno? Magari proprio nell’ultima settimana del mese, quando l’isola è in fermento per la festa patronale dedicata a San Pietro che si svolge il 29 giugno.

Un calendario di eventi religiosi e civili animeranno l’isola dal 26 giugno 2018 fino al 1° luglio 2018. Le giornate di festa saranno aperte dal triduo in onore del Santo, tre giorni di preparazione spirituale rivolta ai fedeli, che esprimono attraverso la partecipazione attiva alle celebrazioni tutta la devozione verso il loro santo patrono.

Gli eventi di carattere civile prenderanno il via il 27 giugno con il Gioco: Palo a Mare, mentre la serata sarà dedicata alla moda. Nel calendario degli eventi sono anche previsti anche giochi come la caccia al tesoro, spettacoli musicali, spettacoli pirotecnici e sagre dedicate all’enogastronomia, volte proprio ad esaltare le produzioni locali e le specialità che costituiscono il fiore all’occhiello di tutto l’arcipelago eoliano.

Non mancheranno, quindi, anche bancarelle, dove si potrà godere non solo dei prodotti tipici locali, come abbiamo detto, ma anche delle creazioni dell’artigianato eoliano. Il quadro dell’isola in questo periodo dell’anno è quanto mai affascinante e particolare, in grado di calamitare l’attenzione di numerosi turisti.

Cuore di tutto l’evento è  la Processione, che generalmente si tiene proprio il 29/06. La statua del Santo viene accompagnata in processione dai fedeli e dalla banda, alternando così momenti di musica a momenti di preghiera. Il Santo, quindi, attraversa le stradine fino ad arrivare al mare.

In particolare, molto suggestivo è il momento in cui la processione continua via mare.  La statua di San Pietro viene alloggiata su barca e da qui, come da tradizione, benedice l’isola via mare.

Goditi l’ultima settimana di giugno a Panarea e viaggia con SNAV. Con in nostri aliscafi Napoli-Panarea, raggiungerai l’isola a bordo di mezzi veloci che renderanno il tuo viaggio piacevole e sicuro. Acquista i biglietti online, oppure chiama il nostro call center al numero 081. 4285. 555. Prenota subito!

Trofeo del Gattopardo 2018

Se dal 14/06 al 17/06 ci si trova a Lipari, nelle meravigliose isole Eolie, allora si avrà, proprio in questi giorni, la possibilità di partecipare alla 9 edizione del Trofeo del Gattopardo.

La manifestazione è dedicata alle auto d’epoca, che sfileranno in tutta la loro bellezza e fascino e si sfideranno in diverse competizioni, come la Gara di Regolarità e il Defilè di Eleganza,  tutto questo nel meraviglioso scenario naturale offerto dall’isola di Lipari. L’evento, unico nel suo genere, è realizzato dall’associazione Associazione Cultori Auto di Interesse Storico (A.C.A.I.S.).

La manifestazione è cresciuta nel corso del tempo, diventando uno degli appuntamenti internazionali di rilievo tra i cultori delle auto d’epoca. L’importanza dell’evento è sottolineato anche dall’aver ricevuto la medaglia di rappresentanza insignita dal Presidente della Repubblica Italiana.

Lo scopo del Trofeo del Gattopardo è anche quello di promuovere, attraverso tour studiati, il patrimonio artistico e storico delle isole Eolie. Particolare risalto è dato anche alla tradizione enogastronomica eoliana, che da sempre rappresenta un ulteriore volano per il turismo, ma è anche riconosciuta come patrimonio della cultura immateriale dall’UNESCO.

Novità di quest’anno sarà l’escursione sull’isola di Stromboli, che avrà come meta Porto Pertuso, il porto più piccolo del mondo! Nel corso del Trofeo del Gattopardo si terrà anche un convegno dal tema “Scaglione la forza della Fantasia” dedicato alla figura dello stilista d’auto Franco Scaglione. Parteciperanno all’evento gli eredi di Scaglione.

Atmosfere retrò, eleganza, storia e cultura: Lipari in questi giorni si prepara a vivere giornate indimenticabili dedicate al fascino delle auto d’epoca.

 

 

Napoli: Parco regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano

Il Parco regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano è un’area protetta che comprende parte dei territori di Caserta, basso Lazio e Molise.
Camminare in questa immensa riserva, costituita da boschi secolari e deliziosi borghi medievali trasmette al visitatore l’incantevole sensazione di trovarsi in un posto senza tempo.

Il parco, istituito nel 1993, è dominato dal vulcano Roccamonfina, più antico del Vesuvio, e si estende per circa 9000 ettari.
Le rocce dalle curiose forme, ricordano la passata attività vulcanica del territorio, oggi un’oasi verde fatta di splendidi sentieri, boschi di castagni, uliveti e vigneti.
Proprio in questi boschi si rifugiano numerosi animali tra cui volpi, cinghiali, lepri, tassi e altri piccoli mammiferi. La ricca avifauna comprende cuculi, picchi, civette e esemplari rarissimi come l’airone rosso, le cicogne bianche e i gufi di palude.

I turisti che volessero passeggiare tra i boschi del Parco regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano, gustare le sue famose castagne e vivere le feste folkloriste dei suoi paesini, possono raggiungere Napoli partendo da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.

Salina

Museo Eoliano dell’Emigrazione

L’isola di Salina ospita il Museo Eoliano dell’Emigrazione, un luogo dove memoria e cultura eoliana sopravvive per raccontare la storia di chi, ha abbandonato le isole dell’arcipelago eoliano per trovare fortuna oltreoceano. Il museo è stato realizzato dall’Associazione C.I.R.C.E.

Il progetto ha visto anche la collaborazione di docenti dell’Università di Messina e dell’Università di New York.  I materiali raccolti a Salina e all’estero hanno il compito di testimoniare l’ondata migratoria che interessò l’isola nel corso dell’Ottocento e Novecento.

Il Museo Eoliano dell’Emigrazione si trova nei pressi della Biblioteca Comunale, dove sono conservati i documenti e i materiali audiovisivi che ci offrono uno spaccato nazionale e sulle comunità eoliane per quanto riguarda i viaggi verso le Americhe e l’Australia, queste ultime mete preferite per chi lasciava il bel paese in cerca di fortuna.

I reperti presenti nel museo sono disposti in ordine cronologico, così da chiare gli aspetti che hanno decretato il fenomeno dell’emigrazione. Tra questi ultimi possiamo ricordare eventi quali l‘invasione della filossèrica che determinò la distruzione delle viti nella primavera del 1889, e il conseguente il crollo dell’economia isolana.

Non mancano infografiche che mostrano visivamente la crescita del fenomeno migratorio e la direzione dei flussi. Non mancano elenchi che riportano i nomi di coloro che hanno abbandonato le isole Eolie, i cui nominativi sono stati recuperati dai registri della Capitaneria di Porto di Messina e dall’Ufficio Emigrazione.

Sono esposti materiali che enfatizzano la partenza verso le sponde d’oltreoceano, mentre il materiale fotografico ci mostra come avveniva il trasferimento dei passeggeri. Le immagini ci mostrano che le isole venivano abbandonate con barche, che caricavano i passeggeri su navi più grandi che li avrebbe condotti al porto di Messina, per poi salire sul transatlantico che li avrebbe portati verso le mete oltreoceano.

Ci sono anche testimonianze che documentano le partenze di fine Ottocento e i primi del Novecento, tra cui bagagli capi di abbigliamento, lettere e così via. Ci sono spazi dedicati al racconto delle comunità eoliane d’America, anche attraverso il racconto delle biografie dei personaggi di spicco eolo-americani.

Visita anche tu l’isola di Salina e scopri la ricchezza culturale e la storia del luogo, elementi che accanto alle bellezze naturali e all’offerta turistica ne fanno un posto unico al mondo. Visita la pagina dedicata agli aliscafi per le Eolie SNAV e prenota i tuoi biglietti.

 

 

Fiume Cetina Croazia

Il Cetina è un fiume che attraversa la Dalmazia centrale per ben 105 Km, le cui fonti si trovano a circa 50 Km da Spalato, alle pendici nordoccidentali del monte Dinara.

Quest’ultimo è uno dei bacini idrici più importanti della regione, in quanto utilizzato per la produzione di energia, ma anche perché rappresenta una delle fonti di acqua potabile. In più le acque del Cetina sono anche imbottigliate alla sorgente con l’omonimo marchio.

Nel suo corso superiore il fiume confluisce nel lago artificiale Peruča, dove è presente la diga di Peruča che regola l’afflusso delle acque verso le centrali idroelettriche situate a valle. Il Cetina attraversa poi la pianura di Sinj, una terra fertilissima, oggi destinata alla coltivazione del granoturco e del grano.

Procedendo nel medio corso del fiume, sono presenti diverse gole. Qui il fiume scorre lento e profondo e in fondo alle gole le acque del fiume formano le cadute di Gubavica e Mala, che offrono uno spettacolo naturale di incomparabile bellezza.

Dopo le cascate il Cetina entra nel corso inferiore, questa zona è frequentata da chi pratica rafting e la discesa in kayak. Dopo le rapide, fino alla foce nei pressi della città di Omis, il fiume scorre lento ed è navigabile.

Nei pressi della valle del fiume, nel corso dei secoli, si sono numerosi insediamenti che risalgono al Neolitico. Nell’Età del Bronzo si sviluppò una cultura autoctona.

Inoltre, presso le pedici inferiori della valle sono state ritrovate diverse necropoli con tombe a tumolo. Anche durante il basso medioevo la valle del Cetina era abitata e il fiume segnava in confine fra le ultime città romane e i villaggi slavi. Nel corso del XVI secolo la zona passò sotto il controllo dei Turchi.

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Weekend Jazz a Procida

Dal 18 al 20 maggio 2018 si terrà a Procida il 2° Raduno  Jazz Manouche. L’isola pertanto sarà un palcoscenico a cielo aperto per i musicisti che si esibiranno nelle strade e nei luoghi più caratteristici dell’isola.

La manifestazione è patrocinata dal Comune di Procida ed è nata da un’idea di Alessandro Butera. Quest’ultimo è un chitarrista, originario dell’isola, fondatore del Collettivo Jazz Manouche di Roma.

Durante la manifestazione si terranno seminari, jam session e concerti, che come abbiamo detto avranno come palcoscenico i luoghi più suggestivi di Procida: da Porto di Marina Grande a Corricella, dalla Chiaiolella all’antico borgo di Terra Murata.

Il programma si presenta quanto mai ricco di ospiti e di spettacoli emozionanti. Tra gli artisti e i gruppi che si esibiranno ci sono i Piccoli Fiori Swing, Tolga During, Sara Longo, Gianfranco Coppola, Strada Ketelos, Brad Brose, gli Hot Swing Quartet e tanti altri.

Chi parteciperà all’evento potrà beneficiare di sconti e convenzioni messe a disposizione dalle strutture locali proprio per favorire l’adesione all’evento.  L’inaugurazione del 2° Raduno Jazz Manouche è prevista per il 18 maggio, alle ore 22 presso il Bar Dal Cavaliere, al Porto di Marina di Procida. L’ingresso ai concerti è gratuito.

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Come scegliere la sistemazione giusta

La chiesa di S.Candida a Ventotene

La Chiesa di Santa Candida di Ventotene è uno dei luoghi  sull’isola, che meritano una visita e che manifesta tutto l’amore e la devozione che la popolazione locale ha per la propria Patrona.

La chiesa, come si può ammirare già dall’esterno, è caratterizzata da elementi architettonici in stile Neoclassico. In particolare, l’edificio religioso fu progettato dall’ingegnere Antonio Winspeare, che si servì della collaborazione dell’architetto Francesco Carpi.

I lavori di costruzione cominciarono nel 1769, mentre la cerimonia in cui fu ufficializzata la dedica della chiesa alla patrona dell’isola si svolse 5 anni più tardi, il 22 settembre del 1774 durante una celebrazione presieduta dal Vescovo di Gaeta Carlo Pergamo.

All’interno dell’edificio sono custodite diverse opere d’arte tra cui la statua lignea di S. Candida, realizzata nel corso del Settecento. La serie di statue in legno comprende anche un Crocifisso, le raffigurazioni della Madonna Addolorata, di Sant’Orsola e della Madonna del Rosario con Bambino,

Inoltre, sempre all’interno della chiesa si può ammirare la tela raffigurante la Madonna Assunta, risalente al XVIII secolo, attribuibile a Sebastiano Conca.

Accanto alla chiesa si trovava il convento dei Cappuccini che ressero la parrocchia fino al XIX secolo. Ad oggi l’edificio è diventato la sede della canonica dei locali parrocchiali e ospita le  le suore Adoratrici del Sangue di Cristo.

Anche quest’anno SNAV mette a disposizione i propri mezzi veloci per raggiungere le isole Pontine. La tratta sarà attiva dal 7 luglio al 9 settembre. Per maggiori informazioni o per acquistare i biglietti per Ponza e/o Ventotene visita il sito www.snav.it oppure chiama il call center  SNAV al numero 081. 4285.555.

Quest’estate scopri le bellezze di Ventotene e i luoghi simbolo dell’isola che ti faranno scoprire antiche tradizioni e usanze.

Salina Archeologica

Sull’isola di Salina sono presenti diversi siti archeologici che testimoniano che l’isola fu abitata fin da tempi antichissimi.

Il villaggio di Portella, ad esempio, situato tra Santa Marina Salina e Faro e scoperto nel 1954, è un sito preistorico la cui facies è sicuramente attribuibile alla cultura milazzese. Le costruzioni riportate alla luce possono essere datate all’Età del Bronzo medio, quindi in un periodo dal XV-XIII secolo.

Il villaggio di Portella è stato costruito su più livelli, in un luogo facilmente difendibile, vista la conformazione del territorio. Gli scavi hanno riportato alla luce più di 20 unità abitative. Parliamo di capanne di forma circolare o ovale, il cui diametro si attesta tra i 3-4 metri.

Le costruzioni sono state scavate nella roccia vulcanica e circondati, in alcuni casi, da muri a secco. All’intero delle capanne sono stati ritrovati oggetti che accompagnavano la vita quotidiana e gli arredi. Questi reperti sono arrivati fino a noi perché lasciati in loco, dato che il villaggio fu abbandonato per un incendio.  I reperti rinvenuti a Portella hanno permesso l’allestimento del Museo Civico di Lingua a Santa Marina Salina.

La necropoli di Mastrognoli, invece, si trova tra la ricca vegetazione presente alle pendici orientali del Monte delle Felci. La località è nota, in particolare, perché qui si trova uno dei più antichi sentieri che percorrono i fianchi della montagna. Quest’ultimo rappresenta, allo stesso tempo, anche uno dei percorsi naturalistici più affascinanti dell’isola di Salina.

L’area archeologica in questione è situata sopra un banco di tufo dal colore grigio chiaro. Qui sono state rinvenute 16 tombe di forma rettangolare, scavate seguendo il pendio della roccia. Parte di queste tombe risulta danneggiata a causa della naturale erosione che nel tempo ha corroso il banco tufaceo.

Altro fattore che ha portato all’erosione è stato lo scavo di un sistema per la raccolta d’acqua costituito da canalette, pozzetti e vasche. Sia nell’area delle tombe che all’interno della cisterna sono stati trovati diversi oggetti di uso comune e frammenti di vasellame che possono essere datati dall’età greco-ellenistica al periodo tardo romano. Tutto questo ci indica che il sito è stato utilizzato con una certa regolarità nel corso del tempo.

Infine, una menzione riguarda il sito di Barone dove sono stati rinvenuti i resti di un complesso termale di età romana. Il sito è stato poi rifunzionalizzato in età posteriore come stabilimento per la lavorazione e la salagione del pesce. Ricordiamo che la località Barone è nota proprio per la lavorazione del pesce salato, che si è sviluppata grazie alla presenza delle saline di Lingua che venivano utilizzate già dall’età romana.

Per ammirare Salina in tutta la sua bellezza viaggia con SNAV. Acquista subito i tuoi biglietti per gli aliscafi Napoli-Salina e goditi una vacanza all’insegna di cultura, benessere e divertimento.

 

 

Escursione a Palmarola

Un’isola selvatica, ricca di fascino, dove la natura regna sovrana e l’impronta dell’uomo si nota a fatica, per la gioia degli amanti della vita into the wild: tutto questo è Palmarola, la più occidentale delle isole Pontine, uno scrigno pronto ad aprirsi per mostrare tutte le sue infinite meraviglie naturali.

Già, perché Palmarola è un’isola completamente disabitata: sebbene siano soltanto 7 le miglia che la separano da Ponza, dalla quale è raggiungibile con un breve spostamento in barca, questo luogo non presenta strade, non presenta abitazioni, ma soltanto una natura verde e rigogliosa a metà strada tra splendide alture, ideali per chi pratica il trekking, grotte e il blu cristallino di un mare che toglie il fiato, tanta è la sua bellezza.

Qui, tra cale da scoprire, scogli e faraglioni, è possibile compiere splendide escursioni che rimangono nel cuore di chi le sperimenta. Ecco alcuni consigli sui luoghi da vedere a Palmarola.

Partiamo da Cala Brigantina, così denominata per via del suo essere, in passato, un approdo per le navi dei pirati: qui, in determinati periodi dell’anno, potrete ammirare il gabbiano reale e il falco pellegrino, che scelgono questa parte dell’isola per nidificare.

Passiamo poi allo scoglio Suvace, così denominato per via della sua caratteristica forma che ricorda quella di una sogliola, e alla Forcina, che testimonia un passato fatto di colate laviche e stratificazioni rocciose. Dirigendovi verso punta Tramontana, superando lo scoglio Scuncillo, potrete ammirare gli scogli chiamati Le Galere caratterizzati dalla presenza dell’ossidiana, pietra caratteristica dell’isola.

Il luogo più accessibile resta senza dubbio Cala del Porto: qui è presente uno stazionamento di barche che effettuano il collegamento Ponza – Palmarola, c’è una stazione radio con la quale inviare segnalazioni in caso di difficoltà e troverete anche due ristoranti in cui rifocillarvi dopo una giornata al mare.

E’ tutto pronto per la vostra escursione a Palmarola: non vi resta che prenotare un aliscafo per Ponza con Snav e raggiungere questo angolo di paradiso posto al centro del mar Tirreno! Qui maggiori info su orari e prenotazioni: www.snav.it.