Arte

Napoli: le ceramiche di Capodimonte

Le ceramiche e porcellane di Capodimonte sono oggetti pregiati e famosi in tutto il mondo.

Queste ceramiche prendono il nome dalla zona collinare di Capodimonte a Napoli dove nacque, all’interno della famosa Reggia, la fabbrica fondata da Re Carlo di Borbone e sua moglie Maria Amalia di Sassonia.

Gli oggetti prodotti dalla Real Fabbrica di Capodimonte furono a dir poco prestigiosi, merito anche del chimico belga Livio Ottavio Schepers e del disegnatore piacentino Giovanni Caselli.

Ciò che distingue la porcellana di Capodimonte dalle altre porcellane del nord europa è l’impasto: la fusione delle varie argille che lo compongono né dà maggior pregio, maggior compatezza e trasparenza, rendendo questa ceramica unica al mondo.

Questi raffinati oggetti vengono creati da abili artisti che prima creano il modello in gesso e poi versano nello stampo la porcellana in forma liquida. Segue poi una lunga cottura a una temperatura di 1250 gradi e infine l’oggetto viene decorato cuocendolo ancora per parecchie ore per fissarne il colore.

Ricordiamo ai turisti che Napoli e la sua arte sono raggiungibili imbarcandosi da tutte le destinazioni servite dalle navi Snav.

Sicilia: Museo d’Arte Islamica a Palermo

Nel Castello della Zisa di Palermo si trova il Museo d’Arte Islamica.

Nel Museo sono esposti oggetti provenienti da vari paesi del Mediterraneo del periodo della dominazione araba e normanna in Sicilia, forte testimonianza di quanto fosse influente la cultura islamica in quei periodi.

Di notevole importanza le collezione di utensili di uso comune e di oggetti ornamentali; ciotole, candelieri e mortai realizzati in oro, argento e ottone e decorati da incisioni spesso impreziosite da fili e lamine sottili d’oro e d’argento.

Rilevanti anche le eleganti musharabia in legno e i paraventi lignei a grata composti da tanti rocchetti incastrati fra di loro a formare raffinati disegni e motivi ornamentali .

Nelle sale del museo è esposta anche un’iscrizione lapidea cristiana del 1149 in quattro lingue: ebraico, latino, greco bizantino e arabo, anch’essa grande testimonianza della multietnicità di Palermo nel medioevo.

Il Museo di Arte Islamica è aperto da lunedì a sabato dalle 9 alle 19. Domenica e Festivi dalle 9 alle 13,30.

Ricordiamo ai turisti che volessero visitare il Museo e la splendida Sicilia, che possono raggiungerli imbarcandosi dal porto di Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Caravaggio a Napoli

Caravaggio, uno dei più celebri pittori italiani di tutti i tempi, si trasferì a Napoli nei quartieri spagnoli tra il 1606 e il 1607.

Al suo arrivo, la sua fama era ben nota a tutti. I Colonna lo raccomandarono ad un ramo collaterale della famiglia: i Carafa-Colonna, importanti membri dell’aristocrazia napoletana. Qui Caravaggio visse un periodo felice e prolifico per quanto riguarda le commissioni: la più importante, ad opera di un mercante croato di Ragusa, Nicola Radulovic, fu la Madonna del Rosario; l’iconografia del dipinto venne impostata dal committente stesso che alla fine non acquistò più l’opera, che venne così modificata dal pittore e collocata all’interno della Cappella del Rosario nella chiesa dei domenicani.

In questo periodo realizzò una delle sue opere più importanti: la tela con Le sette opere di Misericordia, oggi conservata al Pio monte di Misericordia.
Altra opera realizzata durante la sua permanenza a Napoli è La flagellazione di Cristo, conservata al museo di Capodimonte.

Ai turisti che desiderano visitare la città partenopea e ammirare le opere esposte di Caravaggio ricordiamo che Napoli è raggiungibile da tutte le destinazioni servite dalle navi Snav.

Sardegna: gli escultores, intagliatori del legno

Nel 1326 il Castello di Cagliari, fiorente città di formazione e cultura pisana, si consegna definitivamente agli Aragonesi.

A partire dagli inizi del XV secolo, quindi, la cultura catalano-aragonese risulta ormai assimilata in Sardegna e anche l’arte assume un carattere ispanico.

I documenti d’archivio sardi del XVII e XVIII secolo distinguono gli “escultor” intagliatori del legno e i “picapedrer” che si occupavano d’ornato architettonico.

La scultura lignea è un tipo di figuralità proposto dagli intagliatori del legno, appunto gli “escultores”, e negli arredi lignei, in particolar modo nei grandi retabli intagliati e dorati, convivono, intrecciando forme espressive diverse.

D’impronta provinciale e di derivazione iconografica tradotta dai retabli ispano-fiamminghi, realizzati in Sardegna tra lo scorcio del Quattro e gli inizi del Cinquecento, è il simulacro di S. Michele Arcangelo dell’analoga chiesa di Bono.

I turisti che desiderano raggiungere la Sardegna, possono imbarcarsi al porto di Civitavecchia sui traghetti per Olbia Snav.

Sardegna: il pittore Giovanni Marghinotti

Giovanni Marghinotti è stato il più grande pittore sardo dell’Ottocento.
Nato a Cagliari nel 1798 nell’antico quartiere della Marina, il pittore svolse la sua formazione artistica a Roma.

Il re Carlo Alberto posò per lui, per un ritratto richiesto dai consiglieri di Cagliari. Una copia di questo ritratto è conservata nel Palazzo Ducale, sede del Comune di Sassari.

L’opera più importante di Giovanni Marghinotti è “Carlo Felice munifico protettore delle Belle Arti in Sardegna“, firmata e datata nel 1830.
La tela è dipinta con colori ad olio e presenta una composizione allegorica in cui il re, attorniato dalle figure simboliche delle sue virtù, accoglie e conversa con le rappresentazioni delle arti introdotte da un genio alato, emblema della Sapienza.

Il pittore fu accolto e stimato anche al di fuori dell’isola; fu docente presso l’Accademia Albertina di Torino dove visse diversi anni e nella quale realizzò numerosi ritratti e diverse composizioni, relativi ad avvenimenti storici del casato sabaudo, su ordinazione regia.

Giovanni Marghinotti morì a Cagliari nel 1865.

Ricordiamo, infine, che la Sardegna è raggiungibile imbarcandosi al porto di Civitavecchia sui traghetti per Olbia Snav.

Napoli: il Museo Madre

Nel cuore nascosto di Napoli, dove pulsa l’anima popolare della città, sorge il Museo Madre d’Arte Contemporanea Donna Regina.

Il Museo deve il proprio nome all’edificio che lo ospita, il Palazzo Donnaregina, che sorge vicino al Monastero di S. Maria Donnaregina, fondato dagli Svevi nel 13° secolo.

Il Museo inaugura i suoi spazi nel 2005, allestendo al primo piano le opere permanenti di Clemente, Lewitt, Long, Bianchi, Fabro, Koons, Paladino, Kounellis, Horn, Paolini e Serra; il percorso espositivo del secondo piano si dipana seguendo le vicende più significative dei linguaggi artistici dalle fine degli anni Cinquanta fino all’inizio dei Novanta.

La visita al Museo Madre è anche un’occasione per ridisegnare la vocazione turistica di un quartiere ricco di valori sociali da recuperare e di beni culturali da riscoprire.

Da visitare anche la chiesa trecentesca o “vecchia” di S. Maria Donnaregina, accessibile dal cortile della Caffetteria (cortile Banco dei Pegni) che immette sul vicolo omonimo. Questa chiesa è tra le maggiori testimonianze di epoca medievale a Napoli.

Ricordiamo ai turisti che Napoli è raggiungibile imbarcandosi da tutte le destinazioni servite dalle navi Snav.

Sicilia: Renato Guttuso e le sue opere

Renato Guttuso , pittore e politico italiano, nacque nel 1911 nella cittadina siciliana di Bagheria.

Già da piccolo, Renato manifestò la sua predisposizione alla pittura e a 13 anni cominciò a firmare i propri quadri.

Sentendo sempre più forte l’inclinazione alla pittura, l’artista si trasferì a Palermo.
Nel suo espressionismo si fecero via via sempre più forti i motivi siciliani come i rigogliosi limoneti, l’ulivo saraceno che, inviati nel ’31 alla I Quadriennale di Roma, furono accolti dalla critica come “una rivelazione siciliana”.

Guttuso dedicò alla sua terra una visione luminosa e piena di colore: Bagheria sul golfo di Palermo.
Affascinato dal modello dantesco, l’artista realizzò dei disegni che verranno poi pubblicati in volume nel ’70, Il Dante di Guttuso.
Nel ’72 dipinse I funerali di Togliatti, che diverrà opera-manifesto della pittura antifascista.
Nel ’76 fu eletto al Senato della Repubblica per il PCI nel collegio di Sciacca.

Guttuso si spense nel 1987, donando alla città natale molte opere che sono raccolte nel museo di Villa Cattolica a Bagheria.

Si ricorda ai turisti che la Sicilia è raggiungibile dal porto di Napoli imbarcandosi sui traghetti per Palermo Snav.

Napoli: la pittura di Aniello Falcone

Aniello Falcone è stato uno dei più noti esponenti della pittura napoletana del seicento.
La grande notorietà di Falcone è legata alla pittura di battaglie, un genere che ebbe molto successo nella Napoli del ‘600.
Tra le sue opere di più interesse ricordiamo La Maestra di scuola e l’Elemosina di Santa Lucia del Museo di Capodimonte.

La Battaglia del Louvre costituisce la più autentica espressione della pittura naturalistica del terzo decennio del ‘600 a Napoli, mentre Gladiatori e Soldati romani che entrano nel circo, fanno parte di un’importante committenza ordinata da Filippo IV di Spagna.

L’artista è stato inoltre l’artefice, a Napoli, di una numerosa serie di affreschi, nel 1652 Falcone affresca la volta della grande sacrestia della Chiesa del Gesù Nuovo, una delle più importanti chiese basilicali della città partenopea.

Nella sua bottega di Napoli, Aniello Falcone insegnava, ai giovani interessati, l’arte, i segreti e le tecniche della pittura; si formarono artisti del calibro di Micco Spadaro e Salvator Rosa.

Ai turisti che desiderano visitare Napoli, ricordiamo che è raggiungibile imbarcandosi da tutte le destinazioni servite dalle navi Snav.

Capri: Villa Damecuta

Su di uno sperone roccioso posto quasi sulla Grotta Azzurra, ed a circa trenta minuti di cammino dal centro di Anacapri, si trovano le rovine di Villa Damecuta, una delle dodici ville imperiali romane volute dall’imperatore Tiberio.

Di essa restano pochi ruderi, portati alla luce negli scavi tra il 1937 ed il 1948, che permettono comunque di risalirne alla struttura.
La villa, aperta sul Golfo di Napoli, era costituita da una lunga loggia porticata di 80 metri che terminava con un ampio belvedere semicircolare. Sulle rovine della villa, danneggiata nel ’79 d.C. dall’eruzione del Vesuvio, fu costruita una torre di avvistamento affacciata sul mare, a salvaguardia delle incursioni piratesche dell’epoca.
Al di sotto della torre medioevale sono stati individuati i resti di un cubicolo, all’interno del quale è stato rinvenuto un torso maschile di statua; verso ovest, sotto la loggia, si trovano due ampi ambienti di soggiorno.

E’ possibile visitare la Villa Damecuta tutti i giorni dalle ore 9.00 ad un’ora prima del tramonto.

Infine, ricordiamo che la bella isola azzurra è facilmente raggiungibile, imbarcandosi al porto di Napoli, di Castellammare o di Sorrento sugli aliscafi per Capri Snav.

Ischia: il Museo del Mare

La meravigliosa Ischia offre ai turisti un piccolo, ma affascinante viaggio alla scoperta della storia marinaresca dell’isola. Il Museo del Mare, infatti, che ha sede nel Borgo di Cesa all’interno del Palazzo dell’Orologio, nasce nel 1996 per esprimere il forte legame dell’isola con l’ambiente marino.

Nelle sette sale disposte su tre piani sono esposti oggetti e reperti museali grazie al grande lavoro svolto da un gruppo di persone motivate dalla comune passione e curiosità per le proprie radici storiche, sociali e culturali.

Il pubblico può ammirare, quindi, abiti tradizionali dei pescatori, antiche attrezzature nautiche e da pesca, tra i quali un inclinometro del 1930 e un solcometro del 1935, modellini di imbarcazioni, vecchie fotografie, tra le quali l’immagine della prima automobile sbarcata sull’isola nel 1958.

In più c’è una sezione dedicata al mondo subacqueo, e un’altra ai maestri d’ascia e agli armatori.

Ricordiamo ai turisti che desiderano visitare il Museo e la splendida isola verde che possono facilmente raggiungerli dal porto di Napoli con gli aliscafi per Ischia Snav.