Arte

Amalfi: Furore, il paese dipinto

Furore, comune caratteristico della Costiera Amalfitana, viene chiamato anche “paese dipinto”.

Questo affascinante borgo, situato tra Amalfi e Algerola, vanta un vero e proprio percorso itinerante e per questo è iscritto all’Associazione Italiana Paesi Dipinti (da qui viene il suo appellativo).

Il suo itinerario è un tratto di strada rotabile dal quale si possono ammirare i numerosi murales che adornano le pareti di mura e abitazioni.
Ogni anno a settembre viene rinnovato l’appuntamento con la manifestazione “Muri in cerca d’autore”, a cui partecipano vari artisti che arricchiscono il borgo con nuovi colorati murales.

Furore è anche rinomato per il suo fiordo, un angolo paradisiaco della costiera amalfitana, costituito da una rientranza dovuta a una spaccatura delle pareti e da uno specchio d’acqua e una spiaggetta di rara bellezza.

Furore viene anche definito Il comune che non c’è per via della sua architettura senza piazze o slarghi, che lo rende invisibile a chi giunge dal mare.

Ricordiamo ai turisti che Napoli è raggiungibile da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav; Furore si può raggiungere via mare oppure da Napoli procedendo per Pimonte e Agerola.

Sardegna: i murales di Orgosolo

Orgosolo, comune in provincia di Nuoro, immerso nel cuore del complesso montuoso del Supramonte, è famoso per i suoi murales.

Il paese, infatti, oltre ad offrire un meraviglioso paesaggio naturale, è caratterizzato anche da circa 150 murales che arricchiscono i muri delle case e del paese con disegni, tratti e modi d’espressione a sfondo storico e politico, che simboleggiano le fatiche e le conquiste di questo popolo contadino.

Le figure squadrate e importanti, che ricordano i tratti di Picasso e i dipinti di Léger, si distinguono per i colori vividi e brillanti, molte volte disegnate su sfondo scuro per ottenere ancor più risalto.
Alcune immagini sono di evidente derivazione cubista, mentre altre ricordano i murales messicani degli anni ’20.

I murales di Orgosolo fecero la loro prima apparizione alla fine degli anni ’60 da un gruppo di anarchici milanesi che si firmarono Dioniso; in seguito le mura del paese vennero dipinte da altri artisti come il gruppo culturale Le Api e Pasquale Buesca.

I turisti interessati di murales e amanti della Sardegna possono raggiungere questo posto caratteristico imbarcandosi al porto di Civitavecchia sui traghetti per Olbia Snav.

Croazia: il pittore Vlaho Bukovac

Il pittore dalmata croato Vlaho Bukovac, noto in Italia anche col nome Biagio Faggioni, è nato a Ragusavecchia nel 1855.

Bukovac, fin dalla più tenera infanzia, ha dimostrato una grande predisposizione per la pittura e le arti figurative e il suo amico e mentore Orsatto Pozza, lo aiutò a studiare nella Scuola delle Belle Arti di Parigi.

Il pittore viaggiò molto sia in Europa che in altri continenti, traendo la giusta ispirazione per le sue opere che lo resero famoso sia in Croazia che nel resto del mondo.

L’artista amava molto i movimenti pittorici del realismo, del puntinismo e dell’impressionismo.
Molti dei suoi quadri sono conservati nei principali musei della ex Jugoslavia; la sua casa natia di Ragusavecchia, affrescata da Bukovac stesso, è diventata un museo.

Di grande rilievo il suo dipinto legato al Risorgimento croato: il sipario del Teatro Nazionale Croato di Zagabria.

Il pittore si è sposato nel 1892 ed ha avuto quattro figlio; uno dei suoi ultimi lavori è stato il ritratto del re Alessandro I.

Vlaho Bukovac è morto a Praga nel 1922 all’età di 67 anni.

Ricordiamo, infine, che la Croazia è raggiungibile da Ancona o Pescara con i traghetti per Spalato Snav.

Museo dell’Architettura Croata

Negli corso dei secoli la Croazia ha conservato un patrimonio architettonico di grande rilievo.

Gli architetti delle città costiere utilizzavano le pietre delle cave locali e gli scultori se ne sono serviti per le loro opere d’arte.

Nella città di Zagabria si trova il Museo dell’Architettura Croata, un edificio fondato nell’anno 1995, che espone una grande collezione di oggetti e sculture relativi alla storia dell’architettura della Croazia.

Il Museo contiene circa 18000 oggetti quali disegni, modelli, fotografie, diapositive che raccontano la storia sia dell’architettura nel corso delle varie epoche che quella del Paese.
Di particolare rilievo sono i materiali utilizzati dalla fine dell’Ottocento a oggi, un’importante antologia di questo periodo storico-artistico.

Il Museo dell’Architettura Croata non ha un allestimento permanente, ma occasionalmente organizza conferenze e mostre tematiche di singoli autori o di determinati periodi storici.

Ricordiamo ai turisti che la Croazia è raggiungibile da Ancona o Pescara con i traghetti per Spalato Snav.

Napoli: l’impianto ippodameo della città antica

L’impianto ippodameo di Napoli, cartografia storica greco-romana, è stata redatta nel 1904 e evidenzia le varie età di espansione della città.

Nella mappa si riscontra l’organizzazione in platee: il centro è attraversato dal decumano maggiore, l’area dei teatri è situata a nord e l’area mercatale a sud.

L’impianto urbanistico, costituito appunto dallo schema detto Ippodameo (dal famoso architetto Ippodamo di Mileto), aveva mura in tufo per delimitare la città.
La Napoli greca era racchiusa da una cinta muraria che si estendeva da nord lungo l’attuale via Foria e piazza Cavour, per proseguire a est lungo via San Giovanni a Carbonara e a ovest verso piazza Calenda.

Con la colonizzazione dei greci, la popolazione crebbe sino a trentamila abitanti e oltre all’acropoli sorse l’agorà, la piazza principale, sede del Governo e della vita pubblica cittadina, che si apriva in piazza Gaetano.

L’antica Neapolis era un lembo di Grecia nella penisola italica, un importante veicolo della cultura e della civiltà greca e meta per le residenze estive dei patrizi romani.

Anche oggi Napoli è meta privilegiata dai turisti e può essere raggiunta imbarcandosi da tutte le destinazioni servite dalle navi Snav.

Il Barocco Napoletano

Il Barocco Napoletano si è sviluppato tra il XVII e il XVIII secolo, arricchendo la città con le sue splendide decorazioni marmoree e di stucchi.

L’artista più importante a cavallo tra il XVI e XVII secolo è lo svizzero Domenico Fontana, autore del Palazzo Reale e del Complesso di Gesù e Maria.
Nella seconda fase del Barocco Napoletano lo scultore e architetto Cosimo Fanzago realizza meravigliose opere nella città di Napoli come la Guglia di San Gennaro e il restauro della chiesa del Gesù Nuovo.

Un altro protagonista del Barocco Napoletano è stato Giovan Domenico Vinaccia, autore della facciata della chiesa del Gesù Vecchio e di decorazioni di alcune chiese napoletane.

Verso la fine del XVII secolo, dopo due terremoti violenti che danneggiarono molti edifici, alcuni restauri furono effettuati dall’architetto Francesco Solimena, da Arcangelo Guglelmelli e Giovan Battista Nauclerio.
Da citare anche Enrico Pini (chiesa di San Carlo alle Mortelle) e Carlo Buratti (Cattedrale di San Paolo).

I turisti che desiderano visitare Napoli e le sue opere possono raggiungerla partendo da tutte le destinazioni servite dalle navi Snav.

Sicilia: l’architetto Filippo Juvara

Filippo Juvara fu un architetto e scenografo italiano, tra i massimi esponenti del Barocco.

L’architetto, nato a Messina nel 1678, studiò architettura nella sua città natale e nel 1703 realizzo la sua prima importante opera: il completamento della Chiesa di San Gregorio, oggi scomparsa.

Nel 1704 si trasferì a Roma è ottenne un grandioso successo al concorso di disegno architettonico all’Accademia di San Luca: da qui iniziò la sua attività indipendente.

A Mantova realizzò il progetto della cupola della Basilica di Sant’Andrea, mentre in Veneto l’opera più mirabile dell’artista è la cupola del Duomo di Como.

A Torino Juvara progettò la facciata di Palazzo Madama in piazza Castello, ispirata a Versailles, mentre a Belluno disegnò uno tra i campanili più eleganti d’Italia, quello della cattedrale.

Tanti altri suoi progetti, seppur meravigliosi, non furono realizzati, perchè troppo dispendiosi.

Filippo Juvara morì a Madrid il 31 gennaio del 1736.

La terra natia di questo grande architetto è raggiungibile partendo dal porto di Napoli con i traghetti per Palermo Snav.

Napoli: Salvator Rosa

Salvator Rosa, pittore e poeta italiano di epoca barocca, è nato a Napoli nel 1615.

L’artista nasce nel quartiere Arenella e, dopo la morte del padre, il nonno lo manda a studiare in un convento.

Personaggio ribelle, inizia la sua carriera artistica dedicandosi alla creazione di paesaggi con scene pittoresche e spesso turbolente.

A Roma, nel 1638, crea il suo primo lavoro di arte sacra: l’Incredulità di Tommaso per l’altare della Chiesa Santa Maria della Morte.

Artista eclettico, ci cimenta anche nella recitazione, nella poesia e nella musica e prende parte in alcuni spettacoli satirici.

L’artista compone nel 1639 il poema Il Malmantile Racquistato e le satire Musica, Poesia, Pittura e Guerra; lo stesso anno dipinge il suo autoritratto, oggi esposto agli Uffizi di Firenze.

Il bizzarro artista viene soprannominato “Salvator delle battaglie” per le rappresentazioni di grandiose e sceniche battaglie, dal tono esoterico come Streghe e Incantesimi e dal gusto classico come La morte di Socrate.

Salvator Rosa muore a Roma nel 1673 ed è sepolto in Santa Maria degli Angeli.

La terra natia del grande artista napoletano è raggiungibile imbarcandosi da tutte le destinazioni servite dalle navi Snav.

Ischia: la Chiesa del Soccorso a Forio

La Chiesa del Soccorso a Forio, Ischia, sorge a picco sul mare sul promontorio omonimo.

Dedicata a Santa Maria della Neve, è il simbolo di Forio ed è una delle architetture più rilevanti dell’isola.
La sua posizione ed il suo fascino sono stati immortalati da tantissimi pittori che hanno fatto conoscere Forio in tutto il mondo. Stupenda è la sua bianca facciata, caratterizzata da preziose maioliche del 700.

L’edificio, che un tempo faceva parte di un convento di frati agostiniani, nel corso dei secoli ha subito varie trasformazioni.

All’ingresso della chiesa ci sono modellini di barche e velieri, l’acquansantiera scolpita da Vincenzo Borquera e la cappella del Crocifisso.

Nella sacrestia si nota una tavola raffigurante Gesù portavoce e la Vergine, mentre nella zona dell’altare si può ammirare la statua linea della Madonna del Soccorso.

La Chiesa del Soccorso conserva tante altre opere d’arte, tra cui un crocifisso taumaturgico di ispirazione catalana e una scultura in legno di san Luigi Gonzaga.

Ii turisti che desiderano visitare la chiesa più famosa dell’isola, possono imbarcarsi al porto di Napoli sugli aliscafi per Ischia Snav.

Sardegna: arte prenuragica

Si può affermare con certezza che la Sardegna prenuragica comprende un arco di tempo molto lungo che va dal 450.000 al 1.800 a.C.

Le prime “opere” artistiche che sono stare rinvenute in Sardegna risalgono al Neolitico inferiore; si tratta di oggetti con decorazioni ottenute con l’utilizzo di una conchiglia chiamata Cardium.
Queste rappresentazioni artistiche si trovano su superfici relative al periodo e alla cultura denominati appunto “Cardiale”.

Una delle creazioni più artistiche della Sardegna prenuragica è sicuramente rappresentata dalle statue di “dea madre”.
Queste sculture di piccole dimensioni raffigurano figure femminili.
La più antica di queste sculture è la “Venere di Macomer” di datazione non certa.

Troviamo anche le “statue-menhir“, monoliti di forma allungata con elementi figurativi in rilievo e “dei e uomini di pietra”, sculture megalitiche attestate in Sardegna intorno il quarto e terzo millennio a.C.

Ricordiamo ai turisti appassionati della Sardegna e dell’arte prenuragica che questa meravigliosa isola è raggiungibile imbarcandosi al porto di Civitavecchia sui traghetti per Olbia Snav.