Riserva Naturale Orientata Isola di Panarea e Scogli Viciniori

Riserva Naturale Orientata Isola di Panarea e Scogli Viciniori

L’isola di Panarea si è originata ben 500.000 anni fa, a seguito di un’attività vulcanica, che nel corso del tempo, ha dato vita anche ad altri isolotti e scogli di piccole e medie dimensioni. L’isola è la più antica delle Eolie. Il condotto vulcanico principale non è più visibile, ma lo si localizza tra lo scoglio La Nave e lo scoglio Cacatu.

Panarea, nello specifico, fa parte di un piccolo arcipelago, che comprende anche l’isoletta di Basiluzzo e sette scogli: Bottaro, Dattilo, Formiche, Lisca Bianca, Lisca Nera, Panarelli e Spinazzola. Questi ultimi sono relitti di un antico complesso vulcanico, che in passato emergeva dalle limpide acque del Mediterraneo.

Ancora oggi sono presenti dei fenomeni di vulcanismo secondario come per esempio nella zona della Caldara, dove sono presenti piccolo geyser e fumarole. Tra gli isolotti di Bottaro e Lisca Bianca ci sono emissioni di acque che superano i 100°, chiamate Caldaie.

Le condizioni ambientali presenti sull’isola hanno condizionato la biodiversità e la distribuzione della fauna e le sue specializzazioni. Molto comune sull’isola è la lucertola campestre, ma sono anche presenti mammiferi quali: topolini campestri e conigli selvatici; mentre tra le specie avicole spiccano la monachella e l’usignolo. La flora si caratterizza per la vegetazione mediterranea bassa, con la presenza di essenze quali: rosmarino, cappero, lentisco ed euforbia.

Proprio per tutelare un paesaggio così affascinante, unico al mondo e ricco per flora e fauna è stata istituita nel 1997 la Riserva Naturale Orientata Isola di Panarea e Scogli Viciniori. Panarea, pertanto, non si presta solo ed esclusivamente a vacanze mondane, ma è ideale anche per chi vuole vivere il proprio soggiorno alla scoperta delle bellezze naturali, che caratterizzano il territorio.

Se vuoi saperne di più sull’isola, il modo migliore è prenotare un aliscafo per le isole Eolie con Snav e approdare sulla bella e affascinante Panarea! Acquista subito il tuo titolo di viaggio e approfitta delle promozioni messe a disposizione dalla nostra compagnia di navigazione.

Il Finocchietto di Ventotene: un ingrediente prezioso per tante ricette

Il finocchietto è una delle specie selvatiche che si possono raccogliere sull’isola di Ventotene. I suoi usi sono i più disparati: dall’aromatizzazione dei piatti tipici locali, alla realizzazione del liquore al finocchietto alla creazione di infusi e tisane.

Il finocchio selvatico è una pianta erbacea mediterranea appartenente alla famiglia delle Apiacae. Il suo uso come pianta aromatica è noto fin da tempi antichi.

Sono molte le proprietà benefiche associate al finocchietto: anzitutto è diuretico e antinfiammatorio, oltre a essere utilizzato per la preparazione di tisane e infusi, ideali per favorire la digestione. Molto spesso ne viene consigliata l’assunzione anche alle donne in allattamento per ridurre le coliche dei bambini.

Oltre agli usi fitoterapici, il finocchietto vanta anche impieghi in cucina. In particolare, secondo la tradizione ventotenese il finocchietto selvatico è utilizzato per arricchire di sapore la cucina locale. Di questa pianta si utilizzano i fiori essiccati, le foglie, i frutti ( che erroneamente chiamiamo semi) e anche la barba. Tra i piatti tipici del luogo possiamo annoverare il polipo accompagnato da lenticchie al finocchietto o il calamaro con il finocchietto.

Non si possono gustare solo piatti salati, a base di questo squisito ingrediente, ma anche dessert come il semifreddo al finocchietto. Quest’ultimo è uno dei dolci consigliati per un fine pasto leggero e che aiuti la digestione.

Inoltre, in qualsiasi ristorante o bar ordiniate un digestivo, tra le opzioni a scelta ci sarà sicuramente il liquore al finocchietto, che con la sua consistenza densa e vellutata e il sapore deciso vi trasmetterà tutto il sapore del finocchietto selvatico di Ventotene.

Per scoprire quante e quali specialità sono preparate sull’isola di Ventotene con il finocchietto selvatico, prenota subito il tuo aliscafo per le isole pontine con Snav. Quest’estate ti portiamo a Ponza e Ventotene con una piacevole trasferta a bordo dei nostri confortevoli e veloci aliscafi. Regalati una vacanza all’insegna del sapore: scegli Ventotene!

Il Bosco della Falanga a Ischia

Ischia è chiamata l’ “Isola Verde” non a caso, dato che qui sono presenti boschi e aree in cui la natura si mostra in tutta la sua grandiosità. Oggi andiamo alla scoperta del Bosco della Falanga, ritenuto da chi lo visita un piccolo paradiso terrestre.

Il bosco si trova nei pressi del comune di Forio ed è situato a circa 600 metri sul livello del mare. Pur essendo a un’altitudine considerevole, non è difficile trovarvi fossili marini che dimostrano l’origine vulcanica dell’isola, quest’ultima emersa dalle acque in conseguenza dell’attività magmatica che ha sempre contraddistinto quest’area.

Il bosco della Falanga è costituito per lo più da castagni, ma la fitta vegetazione non è l’unica peculiarità. Qui si possono incontrare anche conigli selvatici e falchi, che da sempre abitano questi luoghi.

Se da un lato il periodo migliore per visitare questo posto è l’autunno, perché è possibile fare provviste di castagne e funghi porcini, anche durante la bella stagione è possibile avventurarsi nel bosco per una passeggiata che farà bene non solo al corpo, ma anche allo spirito.

Come si arriva al Bosco della Falanga?

Per accedere a questa meraviglia della natura si parte da Forio. Una volta lasciata la SS 270 si percorre via Bocca, una stradina che conduce alla Chiesa di Santa Maria al Monte. Dalla chiesa parte una mulattiera formata da una scalinata in pietra. Percorrendo quest’ultima si arriva a un incrocio dal quale si possono prendere diversi sentieri che conducono a Forio, a Casamicciola, al monte Epomeo e al bosco della Falanga verso i Frassitelli.

Viste le elevate pendenze, il sentiero potrebbe risultate particolarmente impegnativo. Si consiglia di portare con sé anche acqua e un bastone da trekking, utile per affrontare la salita più agevolmente. Tuttavia, nonostante la fatica, salendo verso il Bosco della Falanga si può godere di scorci panoramici unici. Nelle giornate in cui la visibilità è eccellente, la vista può spaziare fino alle isole pontine.

Se desideri visitare il Bosco della Falanga e le meraviglie di Ischia, prenota subito il tuo biglietto con Snav. La nostra compagnia di navigazione effettua partenze giornaliere dal porto di Napoli. Scegli anche tu  gli aliscafi per Ischia by Snav!

In giro per l’isola di Salina: ecco cosa vedere

Visitare l’isola di Salina è un’esperienza unica che coinvolge tutti i sensi!  Se si stanno programmando le vacanze in questo splendido luogo, ecco qualche consiglio per non perdersi le attrazioni principali dell’isola.

Il porto turistico di Salina si trova nella località di Santa Maria. Quest’ultima sorge alle pendici della Fossa delle Felci, chiamata così perché costituita da un cratere visibile, ricoperto da una vegetazione arbustiva composta da felci.

Santa Maria è il comune più movimentato di tutta l’isola in quanto sono presenti negozi e locali che costituiscono il punto di riferimento per la movida notturna. In città sono presenti anche attrazioni di interesse artistico, culturale e religioso, come la chiesa settecentesca caratterizzata dagli alti campanili.

Nella località Serro dell’Acqua, a poca distanza da Santa Maria, è possibile percorrere un sentiero che porta alle Grotte Saracene. Questo è un altro luogo di importanza storica: è qui che si rifugiavano gli abitanti dell’isola per sfuggire alle scorrerie dei Saraceni (nel 650 d.C.).

Altra località suggestiva è costituita da Lingua, un borgo di pescatori famoso per la meravigliosa spiaggia di ciottoli e il pittoresco faro che ne costituisce il simbolo. Lingua è nota anche per i numerosi locali dove si serve un’ottima cucina tipica. Inoltre, la zona era utilizzata in tempi antichi per la produzione di sale, come attestato dalla presenza delle vasche di raccolta o saline da cui l’isola prende il nome. La zona è anche una riserva naturale, meta privilegiata per tutti gli amanti del bird watching, perché qui si possono ammirare gli uccelli migratori durante specifici periodi dell’anno.

Altro borgo ricco di fascino è  Malfa, probabilmente chiamato così perché fondato da emigranti amalfitani che si trasferirono qui nel XII secolo. Il borgo si trova nella valle compresa tra il Monte Rivi e il Monte Porri. Malfa si contraddistingue per le abitazioni dal caratteristico colore bianco, sparpagliate lungo un ripido pendio che degrada verso il mare.

La frazione di Pollara è molto nota perché protagonista dell’ultimo film di Troisi, Il Postino. La spiaggia di Pollara, in particolare, è uno dei luoghi più belli dell’arcipelago eoliano: da qui si può godere di un panorama assolutamente unico.

Concludiamo la nostra rassegna con il comune di Leni, che comprende le frazioni di Rinella e Val di Chiesa, dove si trova il Santuario della Madonna del Terzito. Infine, merita una visita anche il piccolo borgo di Rinella, che rappresenta uno dei luoghi più particolari dell’isola: oltre al meraviglioso mare si possono notare dei fenomeni chiamati sconcassi, a dimostrazione dell’attività vulcanica dell’isola.

Per goderti pienamente la tua vacanza a Salina, viaggia con Snav. Con i traghetti per le isole Eolie potrai approdare sulla bella isola dopo una trasferta piacevole grazie ai servizi offerti dalla nostra compagnia di navigazione. Scegli anche tu Snav!

Alla scoperta degli scavi archeologici di Ponza

Ponza è sicuramente rinomata per vacanze all’insegna di sole e mare, ma è anche il luogo ideale per calarsi in un ambiente dove la storia ha lasciato il segno. Sull’isola pontina, famosa per le occasioni di vita mondana, non solo ci si può divertire, ma anche scoprire qualcosa in più sul passato.

In particolare, Ponza è ricca di siti archeologici: sono ben 14 le location che raccontano la storia dell’isola e dei suoi abitanti. Prima di iniziare la nostra rassegna, ricordiamo che se si intende visitare una di queste meraviglie archeologiche è sempre meglio informarsi presso gli enti locali e chiedere se i siti sono aperti al pubblico. Alcuni di essi, inoltre, sono visitabili solo accedendo via mare, mentre altri presentano dei sentieri via terra.

Tra le attrazioni principali annoveriamo il porto romano, le ville marittime di Santa Maria e Punta della Madonna, le Grotte di Pilato, le necropoli, le numerose cisterne e l’acquedotto. Per visitare tutte queste meraviglie in un tour guidato, è stato realizzato un itinerario ad hoc che prevede per l’appunto percorsi su sentiero e trasferte via mare.

Per esempio, la peschiera delle Grotte di Pilato si raggiunge solo in barca. Questo ultimo luogo è assolutamente unico nel suo genere. La peschiera era utilizzata per l’allevamento di alcune specie ittiche molto amate dai nobili romani. Le Grotte di Pilato mostrano un’architettura assai complessa e anche un’organizzazione degli ambienti tale da permettere lo svolgimento in loco di banchetti e rappresentazioni sceniche.

Ci sono anche altri serbatoi idrici tra cui le cisterne della Grotta del Serpente e della Dragonara. Inoltre, si possono osservare i resti dell’acquedotto e di altre costruzioni. Purtroppo in questo caso si parla di resti, perché non si è conservato molto; tuttavia ci sono segni che fanno capire come veniva assicurato l’approvvigionamento di acqua nella zona portuale.

È interessante vedere come gli antichi romani siano riusciti a gestire la conformazione geologica di Ponza realizzando una rete viaria caratterizzata da diversi tunnel di raccordo, che costituiscono un segno dell’abilità tecnica degli ingegneri nel saper trovare soluzioni innovative per l’epoca, risolvendo problemi legati alla viabilità.

Una serie di tre gallerie, come è noto, è ancora oggi efficiente e consente di raggiungere le spiagge di S. Antonio, Giancos e Santa Maria. Invece, l’insenatura di Chiaia di Luna è raggiungibile grazie a un tunnel che vanta capacità costruttive particolari: chi partecipa alla visita di questo itinerario potrà approfondire la storia di questa galleria, che consente ancora oggi di accedere via terra a uno dei luoghi più suggestivi dell’isola.

A Ponza sono presenti due Necropoli: una è situata sulle pendici orientali del Monte Guardia, l’altra, invece, domina la baia di Chiaia di Luna. Infine, l’isola presenta un sito molto interessante anche per quanto riguarda l’archeologia industriale. Per quarant’anni circa (dal 1935 al 1976) l’isola è stata sede della miniera di betonite più importante d’Europa. In questo sito sono riscontrabili diverse testimonianze di tale attività.

Se stai pensando a vacanze che coniughino divertimento e cultura, l’isola di Ponza è ciò che fa per te! Per raggiungere l’isola pontina, scopri le proposte e le promozioni destinate agli aliscafi per Ponza offerti da Snav. Sei pronto a partire?

La peka: piatto tipico della Croazia

La peka è uno dei piatti tipici, da gustare durante il proprio soggiorno in Croazia. La ricetta prevede l’utilizzo di carne e verdure.  Gli ingredienti devono essere cotti in una pentola o in un vassoio protetti da un caratteristico coperchio a campana, quest’ultimo, in lingua locale, è chiamato cripnja. Generalmente, la peka viene cucinata sulla brace del caminetto. Tale usanza è ancora viva nella regione dalmata, soprattutto nei villaggi.

La peka si può assaporare in qualsiasi  ristorante tradizionale. Tuttavia, se si decide di ordinare questo delizioso e ricco piatto tipico, bisogna prenotarlo in anticipo, perché richiede tempi di cottura abbastanza lunghi. La peka può essere preparata con diversi tipi di carne, come vitello, pollo o agnello.

Di seguito ecco la ricetta se si vuole preparare un’ottima peka a base di vitello.

Ingredienti

1.5 Kg di carne di vitello

2 dl dell’olio d’oliva

1 chilo di patate

2 zucchine

1 cipolla

4-5 carote

2 peperoni

1 dl di vino bianco

Sale

Pepe

1 rametto di rosmarino fresco

Per preparare la peka bisogna lavare e tagliare le verdure grossolanamente. Versare l’olio in pentola, poi inserire le verdure, la carne e il rosmarino. Porre il coperchio sulla pentola e cuocere gli ingredienti per un’ora. Trascorso tale tempo bisogna mescolare la carne e aggiungere il vino, sale e pepe. Coprire di nuovo e far cuocere per mezz’ora. Servire calda.

Se prima di cucinarla, hai voglia di assaggiare la vera peka, quest’estate, non ti resta che prenotare il tuo biglietto con Snav e partire alla volta di Spalato o dell’isola di Hvar. Scopri tutti i dettagli e le promozioni attive sul sito www.snav.it. Ti aspettiamo!

Snav partecipa all’Italia Travel Awards 2016

Snav è in nomination per l’Italia Travel Awards 2016. La nostra compagnia di navigazione concorre per la categoria Crociere e Traghetti – Miglior compagnia di Traghetti.

L’Italia Travel Awards 2016 è uno dei premi più prestigiosi nel campo dei viaggi e del turismo. L’iniziativa, patrocinata dall’Ente Bilaterale Nazionale Turismo e dalla Federazione del Turismo Organizzato, nasce allo scopo di premiare l’impegno e la competenza nel settore turistico italiano, con l’obiettivo di aumentarne la competitività e la capacità di aggiornamento.

A designare i vincitori saranno agenti di viaggio (dunque, degli addetti ai lavori) e viaggiatori, che attraverso un sistema di voto potranno esprimere le loro preferenze all’interno delle varie categorie proposte. L’obiettivo è decretare quali aziende possano rientrare, nel 2016, nel novero delle eccellenze del turismo made in Italy.

Vuoi aiutare Snav ad aggiudicarsi l’Italia Travel Awards 2016 per la categoria Crociere e Traghetti – Miglior compagnia di Traghetti? Partecipa anche tu alle votazioni!

Collegandoti alla pagina http://www.italiatravelawards.it/vota, dopo aver effettuato la registrazione al sito potrai esprimere le tue preferenze. Inoltre, i votanti avranno la possibilità di vincere premi interessanti messi a disposizione dagli sponsor della manifestazione.

Per le operazioni di voto c’è tempo fino all’11 marzo 2016. La cena di gala durante la quale saranno premiati i vincitori si terrà il 26 maggio 2016 a Roma. Tutte le operazioni di voto e di scrutinio, così come l’attribuzione dei premi, avverranno in presenza di un notaio.

Se in questi anni hai apprezzato il nostro operato e sei soddisfatto dai servizi proposti da Snav, sostieni la tua compagnia di navigazione preferita ed esprimi il tuo voto. Contiamo su di te!

Cogliamo l’occasione per ringraziarti e ti invitiamo a bordo delle nostre imbarcazioni per una stagione turistica

2016 da incorniciare!

Il team di Snav

Viaggio nell’area marina protetta Regno di Nettuno

Oggi andiamo alla scoperta dell’Area marina protetta Regno di Nettuno, istituita nel dicembre 2007, la quale è situata attorno alle isole del Golfo: Ischia, Procida e Vivara. La posizione delle tre isole, insieme alla costa flegrea delimitano i bordi un sito vulcanico, tutt’oggi attivo e che è la causa delle molteplici sorgenti termali, che caratterizzano la zona.

L’Area si suddivide in 5 zone di salvaguardia, istituite a tutela della flora e fauna marina, particolarmente ricca in questi luighi. Lo scopo è quello di limitare e vietare, in alcuni casi, le attività che possono essere fonte di turbamento per le specie vegetali e animali.

In quest’area, come abbiamo accennato, ci sono anche diverse limitazioni per quanto riguarda la pesca, ma anche la raccolta di essenze vegetali, nonché l’appropriazione di reperti archeologici o geologici rinvenuti in loco. Inoltre, è vietata, ovviamente, qualsiasi immissione di sostanze tossiche e inquinanti.

La ricchezza che rende l’Area marina il Regno di Nettuno un caso unico al mondo consiste nella presenza di specie animali che popolano, alcune il Mediterraneo del Nord, mentre altre il Mediterraneo del Sud. Questo accade perché Il Regno di Nettuno si trova proprio sul confine climatico che taglia in due il mar Mediterraneo.

In queste zone sono presenti anche molti cetacei, capidogli e delfini, che trovano un ambiente favorevole per la riproduzione e la vita. Il Canyon di Cuma, in particolare, rappresenta il regno del Delfino Comune, specie in via di estinzione.

Altra presenza spettacolare è caratterizzata dalle praterie di poisedonia, che si estendono sul fondale per chilometri. Inoltre, sono presenti anche formazioni coralligeno, con formazioni di alghe rosse, madrepore e coralli. Tra le specie più interessanti, presenti a Ischia, possiamo annoverare il falso corallo nero o “Gerardia savalia” presente lungo il costone della torre di S. Angelo.

Ovviamente alcune zone presentano restrizioni e vincoli, meno forti, in quanto è permessa la navigazione, la balneazione e la pratica di alcuni sport acquatici. Oltre alle immersioni, chi vuole regalarsi un’esperienza unica può partecipare al Whale Whatching. Quest’ultimo si svolge con crociere giornaliere o con campi di avvicinamento settimanali. Partecipando a questa attività è possibile avvistare e visitare le famiglie di delfini che costantemente frequentano le isole o di partecipare alle crociere di studio per l’identificazione dei cetacei presenti. I più pigri, invece potranno crogiolarsi al sole sulle numerose spiagge di Ischia o sulle due spiagge di Procida, godendo di un mare cristallino, delle sorgenti termali e di un clima particolarmente mite.