Buon anno da Snav!

Buon anno da Snav!

Snav augura a tutti un felice 2016!

Sta per iniziare un nuovo anno, e noi di Snav non vediamo l’ora di scoprire cosa ha in serbo per noi il 2016. Siamo pronti ad affrontare le nuove sfide che ci attendono con la carica e l’ottimismo che da sempre contraddistinguono lo spirito della nostra compagnia di navigazione.

Siamo lieti di aver accompagnato i nostri clienti verso angoli della Croazia e dell’Italia che meritano di essere scoperti non solo per le loro bellezze paesaggistiche, ma anche per la grande tradizione e la cultura che dominano quei luoghi.

Propositi per il nuovo anno? Quel che è certo è che Snav continuerà a lavorare con la stessa tenacia e determinazione di sempre, cercando di offrire ai passeggeri un sevizio che si distingua per puntualità,comfort e affidabilità.

In più, facciamo in modo che i viaggi con noi risultino sempre più convenienti, grazie a un piano di promozioni studiate ad hoc e a tante convenzioni strette con associazioni e aziende pubbliche e private che consentiranno di ottenere ulteriori sconti. Tutto questo senza mai venir meno all’impegno di qualità preso con i nostri utenti.

Con il nostro sito www.snav.it vogliamo offrire uno strumento sempre aggiornato che faciliti il reperimento delle informazioni sulle mete raggiungibili con i nostri aliscafi e traghetti.

Infine, vieni a scoprire le nuove tratte e prenota subito le tue vacanze con Snav!

Anno nuovo…Tratte nuove! Ecco il 2016 di Snav

Tratte Snav 2016

Arriva il nuovo anno e con esso le nuove tratte Snav! La nostra compagnia di navigazione è pronta per accompagnarti verso le tue mete di vacanza preferite.

Quest’anno Snav mette a disposizione collegamenti con la Croazia, Isole del Golfo di Napoli, Isole Eolie e Isole Pontine. Vediamo quali sono le linee attive e tutti dettagli principali di ciascun percorso.

Ancona-Spalato (e vic.) : da sempre Snav offre la possibilità di viaggiare comodamente per raggiungere la città croata di Spalato. La tratta è coperta dal Cruise Ferry, che garantisce una trasferta confortevole, anche se si viaggia con a seguito bambini piccoli. Le partenze per la Croazia avranno inizio il 21/3/2016. Sul Cruise Ferry è possibile imbarcare anche la propria auto o la propria moto.

Ancona-Starigrad-Spalato (e vic.): grazie a questa tratta è possibile raggiungere la meravigliosa e selvaggia isola di Hvar. Il Cruise Ferry attraccherà proprio nel porto della Città Vecchia, dalla quale si possono raggiungere le altre città dell’isola con brevi trasferte. Potrai recarti sull’isola di Hvar anche con la tua auto o moto, così da poter girare in tutta libertà. L’isola di Hvar da sempre è meta del turismo giovanile, grazie alle spiagge, locali notturni e divertimenti. La tratta sarà attiva nei mesi estivi di luglio e agosto.

Napoli-Isole Eolie (e vic.): la tratta, con partenza da Napoli, raggiungerà i porti delle isole di Stromboli, Panarea, Salina, Vulcano e Lipari. Chi desidera raggiungere le isole Eolie, avrà la possibilità di usufruire della tratta messa a disposizione dalla nostra compagnia di navigazione dal 28/05/2016.

Napoli-Isole Pontine (e vic.): partendo da Napoli e dopo lo scalo presso il porto di Casamicciola, situato a Ischia, sarà possibile raggiungere le isole di Ventotene e Ponza. Chi ha scelto le isole Pontine per le proprie vacanze potrà arrivarci comodamente con Snav. La nostra compagnia di navigazione effettuerà i viaggi verso Ponza e Ventotene, con partenze da Napoli e Casamicciola dal 2/07/2016.

Napoli-Isole del Golfo (e vic.): come tutti i nostri affezionati clienti sanno bene, Snav mette a disposizione collegamenti giornalieri con Ischia, Procida, Capri e Sorrento, attivi tutto l’anno. In questo modo si cerca di favorire sia i pendolari che lavorano sulle isole o a Napoli e sia i turisti che vogliono esplorare le meraviglie delle isole campane.

Per maggiori informazioni sulle nostre tratte, apertura del booking e promozioni attive in questo momento è possibile collegarsi al sito www.snav.it oppure contattare il call center al numero 081 428 55 55. Per i tuoi viaggi, nel corso del 2016, scegli il comfort e la sicurezza degli aliscafi e dei traghetti Snav: perché il piacere della vacanza comincia dal viaggio!

Capodanno: i cibi portafortuna

La tradizione partenopea è ricca di credenze che investono ogni ambito della vita quotidiana. Anche per quanto riguarda il cenone di Capodanno, ci sono alcuni cibi che non possono mancare sulla tavola perché simboli di buona fortuna, prosperità e salute.

 

Vediamo quali sono i cibi che non possono mancare per un cenone di Capodanno in stile partenopeo.

 

Lenticchie

lenticchie a CapodannoLe lenticchie si trovano spesso in abbinamento al cotechino o alle salsicce. C’è chi le serve proprio a mezzanotte. Si trovano sulla tavola perché, secondo la tradizione popolare, queste ultime “portano soldi!”. La similitudine tra la lenticchia e il denaro, probabilmente, è dovuta al fatto che il legume ha una caratteristica forma appiattita che ricorda quella delle monete. Mangiare le lenticchie a Capodanno significa, idealmente, augurarsi nuovi guadagni per l’anno nuovo.

 

Uva

L’uva è un altro simbolo del Capodanno. Nel corso del tempo ha assunto il significato di “abbondanza”. Per questo motivo non è difficile Uva e melograno a Capodannotrovare sulle tavole partenopee l’uva, sia come centrotavola che come frutto a chiusura di pasto.

Melograno

Il melograno è un altro frutto che si trova sulle tavole la sera del cenone. Si compone di tanti semi e pare che gustarne alcuni oppure assaporarne il succo sia propiziatorio per l’anno nuovo.

 

 

Peperoncino a CapodannoPeperoncino

Altro simbolo della cultura gastronomica partenopea è il peperoncino. Il suo colore acceso e la caratteristica forma ricordano il cornicello, un oggetto immancabile per chi vuole scacciare la malasorte. Così il peperoncino si trova sulla tavola di Capodanno in diverse pietanze, talvolta anche in abbinamento alle lenticchie, così da augurarsi soldi e buona fortuna.

Buon Natale da Snav!

Snav Magazine augura a tutti voi un sereno e tranquillo Natale!

Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti coloro che per i loro viaggi hanno scelto la nostra compagnia di navigazione. Quest’anno vi abbiamo fatto partire alla volta delle mete più belle di Italia e della Croazia!

Isole Eolie, Isole del Golfo di Napoli, Isole Croate e Spalato: questi i luoghi in cui vi abbiamo accompagnato quest’anno per farvi vivere le vostre vacanze da sogno.

Ringraziamo i clienti per gli apprezzamenti, per tutti i consigli e per la fiducia accordataci, che rappresentano per noi uno stimolo importante per andare avanti e migliorare il servizio in base alle esigenze del viaggiatore moderno.

Ringraziamo poi tutti coloro che continuano a viaggiare con la fantasia attraverso le pagine del nostro magazine. Il nostro impegno per il futuro sarà quello di offrirvi uno spazio sempre aggiornato in cui trovare utili consigli di viaggio e tante informazioni interessanti su eventi, tradizioni, ricette e molto altro ancora.

Infine, ricordiamo a tutti i nostri lettori di tenersi aggiornati sugli sconti e le promozioni attive in questo periodo. Infatti, con Snav prima prenoti e più risparmi! Visita il sito www.snav.it e comincia a progettare le tue vacanze!

Capodanno 2016: come trascorrerlo a Napoli e nelle isole del Golfo

Capodanno è alle porte: chi lo trascorre fuori casa, generalmente, desidera partecipare agli eventi principali presenti in città. E chi ha deciso di salutare il nuovo anno soggiornando a Napoli o nelle Isole del Golfo potrà prenotare in alberghi e ristoranti che offrono la possibilità di pernottare, gustare il tipico cenone di Capodanno e partecipare ai consueti festeggiamenti.

Per chi invece non desidera trascorrere tutto il tempo a tavola o in albergo, molti comuni organizzano eventi e veglioni di piazza durante i quali si ha l’occasione di divertirsi e trascorrere il tempo in allegria con tantissime persone.

A Napoli, come è consuetudine, si darà il benvenuto al 2016 in Piazza del Plebiscito, dove si avvicenderanno sul palco Max Gazzè, Enzo Avitabile e molti altri artisti. Inoltre, dopo la mezzanotte, chi ha voglia di ballare potrà farlo presso i quattro palchi tematici allestiti sul lungomare. Saranno proposti spettacoli di cabaret, una discoteca, musica latinoamericana e molto altro ancora. Infine, all’1.30 l’appuntamento è a Castel dell’Ovo per lo spettacolo pirotecnico. Il Capodanno a Napoli è anche sui social! Infatti, i partecipanti potranno commentare l’evento mediante l’hashtag #NapoliGrandeSpettacolo e lasciare un pensiero sul nuovo anno.

A Capri, naturalmente, l’appuntamento è nella celebre Piazzetta. Sotto la Torre dell’orologio, sarà possibile dare il benvenuto al nuovo anno godendo della magia dell’isola del piacere. Ma Capri è rinomata per i suoi locali e per le sue discoteche, dove si potrà trascorrere un veglione danzante in tipico stile caprese!

Il 2016 a Ischia non si festeggia solo all’interno delle strutture ricettive aperte durante il periodo natalizio: anche sull’isola verde sono previsti tanti eventi per celebrare l’arrivo del nuovo anno. Per esempio, a Casamicciola sarà allestita la discoteca all’aperto più grande dell’isola, in Piazza Marina: qui si esibiranno diversi dj che movimenteranno la serata con la musica dance. Invece dalle ore 23.30, nel cuore di Ischia, presso Piazza Antica Reggia, si terrà la Festa di S. Silvestro con la partecipazione di Pummarola Band Live Show Hilary voice e molti altri. Non mancherà un suggestivo spettacolo pirotecnico che renderà ancor più spettacolari i festeggiamenti per il nuovo anno.

Per chi desidera trascorrere il periodo natalizio a Procida, infine, ci sono diversi hotel e ristoranti che promettono di deliziare i propri ospiti con le bontà gastronomiche locali che si trovano tradizionalmente sulla tavola del cenone di Capodanno. Non mancheranno momenti di spettacolo e di intrattenimento per condividere un inizio anno all’insegna dell’allegria.

Se vuoi goderti il Capodanno a Napoli o nelle isole del Golfo, prenota con Snav. Con i nostri aliscafi potrai raggiungere le isole del Golfo o la città di Napoli in tutta comodità. Visitando il sito www.snav.it potrai trovare ulteriori informazioni ed effettuare la prenotazione online. Inoltre, è attivo il nostro call center al numero 081 428 55 55, se desideri parlare con un operatore per organizzare il tuo viaggio con Snav.

Un classico della tradizione gastronomica campana: la pizza di scarole

Ecco che arriva il periodo natalizio e con questo anche un grande classico della cucina campana: la pizza di scarole. Delicata, saporita e ottima, questa specialità conquista grandi e piccini ed è tra i piatti che non possono mancare anche a Natale.

La pizza di scarole si trova sulle tavole durante il pranzo della Vigilia di Natale, insieme alla versione con pomodoro e mozzarella. Questo perché il pranzo della Vigilia deve essere consumato velocemente, visto che la sera ci sarà il cenone, per cui si preferisce preparare un piatto unico. Per preparare la pizza ripiena di scarole serve un impasto all’olio, che costituirà l’involucro della pizza e poi, ovviamente, la scarola cotta a parte nella maniera tradizionale.

Ingredienti per l’impasto all’olio

600gr di farina

150gr di acqua

150gr di latte

130ml di olio extravergine d’oliva

15gr di sale

15gr di zucchero

15gr di lievito di birra

Se si possiede un’impastatrice bisogna procedere inserendo il gancio e lavorando gli ingredienti fino a ottenere un composto liscio, mentre se si lavora a mano, bisogna impastare energicamente senza far riscaldare troppo il composto. Gli ingredienti vanno inseriti in questa sequenza: riscaldare parte dell’acqua, deve essere tiepida, poi sciogliere con cura il lievito. A questo punto miscelare la farina con lo zucchero l’acqua restante e il latte. L’olio va versato a filo, poi inserire il lievito con l’acqua e dopo poco il sale. Dopo aver formato una palla mettere l’impasto a lievitare per circa due ore a temperatura ambiente. L’impasto può essere coperto da pellicola o da un canovaccio umido.

Ingredienti per il ripieno

2 cespi di scarole

15g di acciughe sott’olio

1 spicchio d’aglio

100gr olive nere

uva sultanina e pinoli

sale e pepe (q.b.)

Prendere l’uva sultanina e ammollarla nell’acqua. Lavare la scarola accuratamente e tagliarla a pezzi. Prima di cuocerla si consiglia di asciugarla bene, per evitare che l’olio schizzi una volta versata la scarola in padella. Nella padella mettete l’olio extravergine d’oliva (circa un 40ml) e fate soffriggere l’aglio privato dell’anima. Una volta dorato, eliminarlo e aggiungere le acciughe sott’olio. Una volta che le acciughe risultino disfatte unire la scarola, i pinoli, le olive nere private dell’osso e l’uva sultanina. Cuocere per circa 5 minuti. Attenzione la scarola rilascia dell’acqua, per cui si consiglia di eliminare il liquido in eccesso per evitare di rendere troppo umido l’interno della pizza e che la base diventi troppo molle.

Come comporre la pizza di scarole

Dividete l’impasto in due parti e stenderlo con il mattarello. Foderare un ruoto rotondo, precedentemente imburrato, con una parte dell’impasto e bucherellare la base. Poi aggiungere la scarola e chiudere con l’impasto restante. Bucherellare anche la parte superiore. Infornare a 180° fino a doratura. Generalmente può volerci una ventina di minuti, ma dipende dalla tipologia di forno, per cui controllate periodicamente lo stato della pizza. Una volta pronta non dovete faro altro che gustarla insieme a tutta la famiglia e gli amici! Buon appetito!

Come creare un Presepe napoletano

Se si vuole realizzare un presepe alla napoletana“, non possono sfuggire alcune regole né si possono dimenticare alcuni personaggi che hanno una valenza fondamentale. Anzitutto bisogna tener conto dello spazio a disposizione e scegliere pastori della giusta grandezza. Se il presepe si sviluppa in verticale, quindi, bisognerà collocare sulla parte più alta i pastori più piccoli, in basso quelli più grandi.

Centro del presepe è la Natività, rappresentata ovviamente da Maria, Giuseppe e il Bambino Gesù, alle spalle dei quali non possono mancare il bue e l’asinello. La grotta, secondo le Scritture, si trovava poco al di fuori della città di Betlemme; nel presepe napoletano, spesso, la troviamo al centro, circondata da un pullulare di personaggi che assistono alla scena, mentre altri continuano nelle loro attività. Vediamo ora quali sono le principali statue da collocare sul presepe.

Gli Angeli e il Pastore della Meraviglia

Gli Angeli sono i primi a dare l’annuncio ai pastori, e li chiamano per adorare il “Bambinello”. Gli Angeli possono essere collocati in sospensione o davanti ai pastori. Da collocare vicino agli Angeli c’è il Pastore della Merviglia, così chiamato perché la statuina è immortalata in un atteggiamento di chiaro stupore, quindi con la bocca aperta e gli occhi sgranati.

I Pastori e Benino

Sono i primi a ricevere l’annuncio della nascita del Redentore. Ci sono diverse tipologie di pastori, che si distinguono in base alle attività che stanno svolgendo. Si possono trovare pastori genuflessi, immortalati nell’atto di adorare Gesù, e vanno collocati davanti alla capanna; altri portano dei doni e possono essere inseriti un po’ più in là, per dare maggior realismo alla scena. Infine, ci può essere anche il gruppo di pastori che dorme o è intento nella cura del bestiame: questi ultimi vanno collocati ancora più lontano rispetto alla capanna. Tra i pastori principali ricordiamo Benino, che si trova generalmente nel punto più alto del presepe. Il pastorello è immortalato nell’atto di dormire ed è solitamente circondato da pecorelle. Secondo la tradizione popolare, Benino non solo dorme ma sogna il presepe: non deve essere svegliato, altrimenti sparirebbe il presepe stesso!

I Magi

Maghi, studiosi e potenti re, i Magi si collocano presso la capanna il 6 gennaio, il giorno dell’Epifania. Sono spesso raffigurati a cavallo oppure nell’atto di prostrarsi per adorare il Redentore e offrirgli i loro ricchi doni. I loro abiti sono lussuosi, così come tutti i particolari che li circondano. Nelle versioni più artistiche e complesse del presepe troviamo dietro di loro un corposo seguito fatto di paggi, odalische e servitori. Un personaggio, in particolare, è piano piano sparito, ed è quello della “re Magia”. La regina è raffigurata su una portantina sorretta da quattro schiavi e dovrebbe rappresentare la Luna, che guida i Magi nell’oscurità della Notte, quest’ultima rappresentata dal marito, il Re Moro, che è uno dei Magi.

 Gli artigiani

Il presepe napoletano è strettamente collegato con l’attualità. Infatti, non deve stupire se attorno alla grotta troviamo botteghe e artigiani di tutti i tipi, che talvolta padroneggiano attrezzi più moderni rispetto all’epoca della nascita di Gesù. Ciò è un segno di come il presepe venga attualizzato e reinterpretato in base al periodo storico. I mestieri rappresentati sono quelli antichi, come il falegname, il fabbro, il calzolaio, l’arrotino e il fornaio. Tutti questi artigiani sono rappresentati mentre stanno lavorando. Esistono anche versioni di pastori in movimento: troveremo fornai intenti a cuocere il pane, fabbri che battono i martelli sulle incudini e così via.

I venditori

Ecco un’altra categoria che assume diversi significati. La tradizione vuole che le più comuni tipologie di venditori siano la personificazione dei mesi dell’anno:

  1. Gennaio: salumiere e macellaio
  2. Febbraio: venditore di formaggi
  3. Marzo: pollivendolo
  4. Aprile: venditore di uova
  5. Maggio: venditore di ciliegie
  6. Giugno: panettiere
  7. Luglio: venditore di pomodori
  8. Agosto: cocomeraio
  9. Settembre: venditore di fichi
  10. Ottobre: vinaio
  11. Novembre: castagnaio
  12. Dicembre: pescivendolo

Ogni bottega può essere corredata da ceste e particolari aggiuntivi che consentono di arricchire e rendere ancora più realistica ogni ambientazione. Le botteghe si dispongono tutt’intorno nel presepe. Inoltre, si possono collocare delle statuine generiche di popolani, così da rappresentare gli avventori del negozio.

 I venditori ambulanti

Oltre alle botteghe, troviamo anche la serie dei venditori ambulanti, che possono servire ad animare ulteriormente il presepe. Tra questi ultimi ci sono il pescivendolo, generalmente rappresentato con una cassetta di pesce in testa o in mano, il bottigliaro o colui che vende le bottiglie, e il maccheronaro o venditore di maccheroni: questi sono due mestieri scomparsi che rivivono proprio grazie al presepe. L’acquaiuolo è un altro venditore ambulante che si presenta in diverse versioni: o con un otre in mano oppure accanto a un carretto ricco di arance e limoni, pronto per preparare le sue specialità. Il saponaro è un altro dei mestieri antichi ed è rappresentato nell’atto di recuperare la roba vecchia dalle case o mentre tira il suo pesantissimo carretto. Il venditore di castagne lo si incontra ancora oggi per le strade di Napoli, e sul presepe è raffigurato nell’atto di preparare i classici cuoppetielli di caldarroste o mentre cuoce le castagne nella tipica padella bucherellata. Infine, altri due mestieri antichi sono rappresentati dalla maccaturara o venditrice di fazzoletti e dallo sbregliaiuolo o venditore di fascine.

Personaggi femminili

Sul presepe si collocano anche diversi personaggi femminili che hanno una valenza simbolica. Prima fra tutte è la lavandaia, che da un lato è testimone del parto di Maria, mentre dall’altro è una figura che indica la purificazione, e va collocata nei pressi della grotta. La zingara, invece, è colei che predice il futuro ed è spesso rappresentata con un cesto di attrezzi di ferro, che figurano gli oggetti utilizzati per la Crocifissione. La zingara è collocata lontano dalla capanna o vicino all’osteria. La Donna col bambino è un altro personaggio molto diffuso. Quest’ultima si identifica con una giovane di nome Stefania, di cui troviamo notizia nei Vangeli Apocrifi. Stefania era una vergine che desiderava adorare il Redentore. Gli Angeli, tuttavia, non le concedevano di avvicinarsi poiché non era sposata. La tradizione vuole che ella, per nulla demoralizzata, prese una grossa pietra e l’avvolse in alcune fasce, dandole delle sembianze da bambino così da ingannare gli Angeli. Una volta davanti alla Madonna, la pietra starnutì e si trasformò in un bambino al quale fu messo il nome di Stefano.

L’oste e l’osteria

L’oste e l’osteria sono il simbolo concreto di come sacro e profano convivano sulla scena presepiale. L’oste è rappresentato da un uomo dal faccione gaudente e può essere accompagnato da un’ostessa, raffigurata mentre serve i clienti. L’osteria non ha niente da invidiare agli odierni locali, visto il pullulare di clienti. Presso l’osteria, per l’appunto, si possono collocare i tavoli dei clienti, questi ultimi intenti nelle più disparate e piacevoli attività: dal gustare un piatto di pasta fino a giocare a carte o a tombola. Si possono trovare anche dei gruppi di statuette danzanti che mimano i passi della tarantella. A questo punto basterà collocare anche le statuine di musicisti e si creerà perfettamente il clima spensierato e allegro dell’osteria.

Ciccibacco

Il ciccibacco è un personaggio che potremo definire strampalato. Quest’ultimo è rappresentato mentre guida un carro pieno di botti o seduto su una botte sorseggiando un fiasco di vino. Si accosta all’osteria e la sua espressione è un’invito all’ebrezza.

I deformi e i malati

Nei presepi più complessi troviamo queste categorie di personaggi, che si sono diffuse tra il Seicento e il Settecento. Il grottesco e l’orrido approdano sul presepe, caricando di ulteriore realismo le opere di molti mastri. Questo fenomeno, tuttavia,  non riguarda solo l’arte presepiale ma l’arte in generale. Tra i primi a raffigurare la deformità e la malattia con drammatico realismo ci fu Caravaggio, le cui opere sono presenti a Napoli e hanno influenzato anche gli artigiani del presepe, in passato come oggi. Tra i deformi si distinguono almeno cinque categorie, tra cui lo scartellato o gobbo, che secondo la tradizione partenopea è segno di fortuna, gli storpi raffigurati con ogni sorta di deformità, che rappresentano insieme ai lebbrosi dei reietti sociali, poiché la loro malattia è simbolo di una punizione divina. Continuando la nostra rassegna troviamo il nano, un personaggio grottesco e dal comportamento misterioso perché talvolta benevolo, altre volte diffidente e impenetrabile. Chiudiamo la panoramica con il guercio, che presenta una deformità negli occhi ed è anche allegoria dei miracoli compiuti da Cristo di cui leggiamo nei Vangeli.

Siamo giunti alla fine di questo percorso. Se si ha voglia di costruire il proprio presepe, o si desidera ammirare i capolavori più famosi dell’arte presepiale, non resta che venire a Napoli per girare per la città e scoprire dove sono conservati i più bei presepi al mondo.

Le tradizioni natalizie napoletane

Le tradizioni di Natale a Napoli sono diverse e coinvolgono ogni aspetto della vita: dalla cucina fino all’addobbo della casa. In genere, l’inizio del Natale è contrassegnato dalla festività dell’Immacolata Concezione che ricorre l’8 dicembre. Ultimamente, però, soprattutto per i bambini il Natale inizia nei giorni precedenti con la preparazione del Calendario dell’Avvento, una tradizione del Nord Europa che ormai si è radicata anche nella cultura partenopea. Tuttavia, il giorno ufficiale per tirar fuori presepe e albero resta sempre l’8 dicembre!

PresepeIl presepe per i Napoletani è un continuo rinnovarsi e ingrandirsi. C’è chi ne ha fatto un vero e proprio hobby! Molti, infatti, non si limitano a comporlo, ma lo costruiscono anno dopo anno ampliandolo, per aggiungere location e personaggi sempre nuovi.

Che lo si acquisti o lo si costruisca, in ogni caso, una passeggiata a San Gregorio Armeno è d’obbligo. Questo è uno degli angoli più caratteristici di Napoli: i maestri artigiani, qui, per 365 giorni all’anno mostrano le meraviglie del presepe tradizionale. In questo famoso vicolo si possono acquistare i pastori classici, bancarelle raffiguranti diversi esercizi commerciali, fontane, pozzi e tantissimi altri particolari come ceste di frutta, animali da fattoria e accessori vari. Insieme al presepe, l’albero è presente in tutte le case. Talvolta si vede posizionata la capanna della Natività sotto l’albero, così da unire i due simboli del Natale.

La tradizione natalizia non consiste solo nell’addobbare a festa la propria casa, ma anche nel proporre particolari piatti tipici, dal primo al dolce, alcuni dei quali si possono gustare solo in questo periodo. Per esempio, protagonista del pranzo della Vigilia di Natale è la pizza, in particolar modo la pizza ripiena di scarole, che funge da piatto unico. Chi non preferisce questa bontà potrà sempre ripiegare sulla classica pizza pomodoro e mozzarella. La sera della Vigilia, invece, il menu  è sostanzialmente composto da pietanze a base di frutti di mare e pesce. Il primo piatto è costituito generalmente da spaghetti con le vongole, mentre il secondo da baccalà fritto o capitone, preparato alla brace o sempre fritto. Immancabile è l’insalata di rinforzo, che raccoglie diverse verdure come olive verdi e nere e alici salate, affogate in un composto di olio e aceto.

Il pranzo di Natale, invece, prevede un menu più ricco, costituito talvolta da due primi: la minestra maritata e la pasta con ragù e ricotta. Tra i secondi spiccano il pollo e la carne utilizzata per comporre la minestra maritata. Tra i contorni troviamo i broccoli di Natale e la già citata insalata di rinforzo.

struffoliUn must per ogni amante della buona tavola è rappresentato dai dolci di Natale tra i quali troviamo roccocò e mustaccioli, susamielli, raffioli, fruttini di zucchero, ma anche i dolcissimi e allegri struffoli.

l Natale napoletano è anche sinonimo di convivialità e divertimento: chi trascorre le vacanze natalizie in famiglia si troverà impegnato in numerosi giochi. Come è ben noto, uno dei giochi classici è la Tombola, una sorta di lotto istantaneo che ha radici antiche. Il gioco in sé potrebbe risultare ripetitivo, se non fosse per la possibilità di creare una stori, grazie al significato che si attribuisce a ogni numero: naturalmente gli esiti sono molto pittoreschi e divertenti.

In alternativa alla tombola, si è diffuso il gioco del Sinco. Anche qui si distribuiscono delle cartelle, e al posto dei numeri sono presenti i simboli delle carte napoletane. Scopo del gioco è realizzare una o più delle cinque combinazioni a disposizione e conquistare le somme raccolte in appositi bicchieri. Ci sono poi tantissimi altri giochi di carte che vengono proposti a grandi e piccini, per un pomeriggio spensierato e allegro.

Queste sono solo alcune delle tradizioni che sono ancora osservate all’interno delle case. Per vivere tutta la magia del Natale di Napoli viaggia con Snav. Sono aperti i collegamenti con le isole del Golfo con partenze quotidiane. Per raggiungere i tuoi cari o per trascorrere le tue vacanze natalizie a Napoli scegli Snav e buon viaggio!

Il Villaggio di Natale a Napoli

Per la gioia di grandi e piccini, Napoli ha il suo Villaggio di Natale! Inaugurato il 28 novembre, il Villaggio sarà visitabile fino al 20 dicembre 2015. Il Villaggio è stato realizzato in maniera tale che i bambini possano entrare in contatto con un mondo fatato fatto di elfi, creatività e magia, oltre a incontrarsi con Babbo Natale. In un’area espositiva di circa 5mila metri quadrati è stata ricreata una vera e propria cittadina con diverse aree tematiche e tante attività che i bambini potranno svolgere in un clima allegro e spensierato.

Le ambientazioni proposte sono diverse. C’è l’Ufficio Postale, dove i bambini potranno imbucare la propria letterina con le consuete richieste di doni. Inoltre, i più piccoli riceveranno all’ingresso dall’Ufficio Passaporti un apposito documento che consentirà loro di circolare in piena libertà. Il passaporto potrà essere richiesto dagli Elfi poliziotti, che si occupano della sicurezza del Villaggio.

Tra i posti da visitare c’è sicuramente la Camera di Santa Claus, dove si può incontrare il proprio beniamino e scoprirne tutti i segreti. In più tutti i piccoli visitatori potranno scoprire se sono stati inseriti nel libro dei buoni o dei cattivi visitando l’Archivio di Santa Claus. Inoltre, sono attivi i corsi di guida artica per la guida della slitta, laboratori di gastronomia nella cucina di Mrs Claus e si potrà prendere parte alla costruzione dei giocattoli nella Fabbrica di Santa Claus. All’interno del Villaggio ci sono anche le postazioni di Trucca Elfo, la Stanza dei Racconti e la stanza con la Baby dance di Natale. Nel Pala Claus, invece, si terranno diversi spettacoli per calare ancora di più grandi e piccini nella magica atmosfera di Natale.

A disposizione dei visitatori c’è anche il mercatino di natale, dove è possibile acquistare tante idee regalo e addobbi natalizi. Il Villaggio di Natale è aperto anche per le scuole: a queste ultime si propongono percorsi didattici ideati per favorire l’apprendimento e sviluppare le capacità del bambino.

Se vieni dalle isole del Golfo e vuoi regalare ai tuoi bambini tutta la magia del Villaggio di Natale, prenota online il tuo biglietto con Snav. Effettuiamo partenze giornaliere verso e da Napoli. Visita il nostro sito oppure contatta il call center allo 081 428 55 55.

Omaggio a Luca De Filippo

A una settimana dalla scomparsa di Luca De Filippo desideriamo ricordare il grande attore di natali romani, ma figlio del napoletanissimo Eduardo De Filippo, ripercorrendone la vita, la carriera e i successi.

Luca nasce a Roma nel 1948 e cresce nell’ambiente teatrale De Filippo, una realtà complessa fatta di tradizione e disciplina. Il suo debutto ufficiale lo si ha nel 1955, quando da bambino, come molti De Filippo, riveste i panni di Peppiniello in Miseria e Nobiltà, commedia scritta dal nonno Eduardo Scarpetta. Il debutto vero e proprio però ci fu quando compì vent’anni nel Il Figlio di Pulcinella.

Da quell’apparizione in poi Luca prende parte all’attività teatrale del padre, interpretando diversi personaggi sempre con grande professionalità, eleganza e bravura, proponendo ora il figlio indisponente, ora il finto pazzo e ora indossando i panni di Felice Sciosciammocca. Qualsiasi maschera dovesse indossare Luca mostrava una grande versatilità e capacità di portare sulla scena l’intero comparto delle emozioni e dei conflitti umani, in maniera mai scontata o superficiale.

Inoltre, durante il suo percorso Luca è anche approdato alla televisione, registrando diverse commedie e drammi. Nessuno potrà dimenticare interpretazioni come quella di De Pretore Vincenzo, toccante e ricca di phatos, oppure quella irriverente di Tommasino detto “Nennillo” in Natale in casa Cupiello, oppure di quella di amico infido in Gli esami non finiscono mai, dove interpreta il personaggio di Furio La Spina.

Luca De Filippo ha preso parte anche a diversi progetti cinematografici recitando accanto a Sofia Loren in Sabato, Domenica e Lunedì diretto da Lina Wertmüller. Tra gli altri film a cui ha preso parte ricordiamo Come te nessuno mai di Gabriele Muccino e nel 2012 aveva recitato in Venuto al mondo per la regia di Sergio Castellitto.

Luca ha saputo raccogliere la monumentale eredità paterna con discrezione, dando nuova vita a quelle stesse opere che spesso aveva recitato accanto al padre. Non fu mai un imitatore di quest’ultimo nel riproporre gli stessi ruoli, ma il suo animo gli consentiva di rivestire quegli stessi personaggi di una nuova umanità.

Ultimamente, stava portando sulle scene Non ti pago, un’altra delle celebri commedie di Eduardo, ma la tournée  è stata interrotta a causa dei problemi di salute dell’attore. Luca si è spento il 27 novembre 2015. I funerali si sono svolti presso il Teatro Argentina di Roma in forma civile lunedì 30 novembre. In tale circostanza tutto il mondo dello spettacolo, del teatro e delle istituzioni si è stretto intorno alla famiglia De Filippo per ricordare Luca e le innumerevoli qualità che aveva come uomo e come artista.

Di Luca sicuramente passeranno alla storia l’indiscusso talento e il grande spessore umano, che rappresentano un’eredità preziosa per tutti coloro che amano il teatro e la cultura.