Il torrone dei morti: le dolci tradizioni napoletane

Il torrone dei morti: le dolci tradizioni napoletane

Nel periodo che precede la festa di Ognissanti e la ricorrenza della Commemorazione dei Defunti le vetrine delle pasticcerie napoletane presentano al loro interno una vetrina ricca di una golosa e ricca bontà: stiamo parlando del torrone dei morti.

Questo dolce tipico nasce dalla credenza popolare che racconta che nella notte tra il e il 2 novembre i morti tornino dall’aldilà affrontando un faticoso e lungo viaggio. Così nelle case le persone aggiungevano un posto a tavola oppure evitavano di sparecchiare per permettere ai defunti ritornati di rifocillarsi. C’è anche chi lasciava un secchio d’acqua per dissetarli.

Il torrone dei morti simboleggia allo stesso tempo i doni che i defunti portano dall’aldilà e l’offerta di ristoro fatta dai vivi. Questo ricco dolce costituisce un goloso modo di esorcizzare la paura della morte e dell’aldilà. Il torrone dei morti è così chiamato in onore di Antonio da Casoria, rispetto al torrone classico l’ingrediente principale non è il miele, ma il cioccolato.

Il torrone dei morti è anche molto più grande rispetto al torrone normale. Infatti, generalmente sono lunghi tra i 50cm e i 70cm di lunghezza e venduti a fette. All’esterno sono neri o bianchi a seconda della copertura, fatta o in cioccolato fondente o in cioccolato bianco. All’interno il torrone presenta una crema morbida arricchita con frutta secca o frutta candita.

I gusti sono tanti e tutti da provare, per cui se ci si trova a Napoli nel periodo iniziale di novembre, non resta che entrare in una delle pasticcerie della città e scegliere il proprio torrone preferito.

Il picigin: la storia del gioco nato sulle spiagge di Spalato

Tra le attrattive per cui la città di Spalato è famosa c’è il Picigin. Questo è un gioco nato sulla spiaggia di Bačvice e anche se non è  molto conosciuto, sicuramente rappresenta una delle attività sportive più caratteristiche della Croazia.

Le origini risalgono ai primi del Novecento, quando alcuni studenti importarono il gioco della pallanuoto. Trovandosi sulla spiaggia di Bačvice, caratterizzata da fondali bassi, gli studenti si accorsero ben presto di non poter giocare a pallanuoto così come avevano imparato. Pertanto si pensa che il Picigin sia l’evoluzione o l’adattamento del gioco della pallanuoto.

Per quanto riguarda le regole del gioco possiamo dire che come primo requisito ci sono le caratteristiche ambientali: il gioco si deve svolgere in una zona che ha fondali bassi e l’acqua non può arrivare oltre la vita. Inoltre, non si gioca solo in acqua, ma parte dell’azione si svolge anche sulla spiaggia. Non c’è un numero massimo di giocatori, tuttavia la resa ottimale è data quando partecipano cinque elementi.

La palla utilizzata, generalmente, ha un diametro minimo di 5cm e massimo di 10cm. I passaggi devono avvenire con un colpo solo del palmo della mano. Il gioco consiste nel mantenere sospesa il più possibile la palla in aria. In più la parte spettacolare del gioco è costituita dalle acrobazie dei giocatori che attraverso diverse evoluzioni cercano di mantenere in aria o afferrare la palla.

Il picigin non è un gioco competitivo, dato che i giocatori non agiscono l’uno contro l’altro. La non competitività costituisce un ulteriore punto a favore perché al centro del gioco c’è proprio il divertimento.

Dal 2005 in poi si sono tenuti i campionati mondiali di Picigin a Spalato. Per designare il vincitore si tiene conto del colpi efficaci e delle abilità acrobatiche dei partecipanti. Tra le tradizioni legate a questo gioco c’è il Picigin di Capodanno, che si disputa il 1° gennaio.

Se si sta progettando di andare a Spalato in autunno non è detto che non si trovino giocatori intenti a divertirsi sulla spiaggia di Bačvice nelle spettacolari acrobazie del Picigin!

Graziella: il libro di De Lamartine prende vita a Procida

Ci sono dei posti che raccontati attraverso la letteratura rimangono particolarmente impressi e si rivestono di una luce onirica. Questo accade anche a Procida, terra di diversi racconti, tra cui il romanzo del poeta Alphonse De Lamartine: Graziella.

Nel racconto, De Lamartine ricorda il suo viaggio giovanile in Italia, di cui una tappa fu proprio l’isola di Procida. Qui l’autore, che fino ad allora aveva vissuto amori dissoluti, si innamora perdutamente di Graziella, un’umile fanciulla del posto, che diventa l’incarnazione dell’amore romantico per antonomasia.

La storia ha un epilogo tragico in quanto la fanciulla muore per le pene d’amore dovute alla separazione con De Lamartine. In realtà a strapparla alla vita appena sedicenne è la tubercolosi. Tuttavia la fanciulla è diventata un simbolo dell’isola tanto che i procidani hanno deciso di dedicarle un museo.

L’idea di creare un luogo dove rivivere le emozioni del libro è partita da Riccardo Scotto Di Marrazzo, il direttore artistico del museo. Nasce così La Casa di Graziella con l’obiettivo di offrire uno spaccato realistico non solo sulla vita della fanciulla, quanto sulla vita dei procidani all’epoca dei fatti narrati dal romanzo.

Il museo è ubicato all’interno di un palazzo del 1200, che appartenne a Giovanni da Procida, che nel corso del tempo ha cambiato spesso proprietà e funzione fino a quella odierna di Palazzo della Cultura.

Lo scopo è quello di ricreare la casa del romanzo, ma anche offrire la possibilità di conoscere tradizione, abitudini e oggetti in voga nella Procida dell’800. In particolare, la casa si contraddistingue per le finestre a strapiombo sul mare, dalle quali si gode di un panorama assolutamente unico.

L’arredamento interno si caratterizza per la presenza di oggetti di epoca, risalenti all’Ottocento, di proprietà della famiglia Scotto Di Marrazzo e ovviamente non appartenuti alla vera Graziella, della cui breve vita si conosce veramente molto poco.

La casa, con i suoi arredi e le sue caratteristiche vuole essere un omaggio alla povera e sfortunata fanciulla figlia di pescatori, che probabilmente avrà vissuto in un contesto più umile e disagiato. La Casa di Graziella si trova a Terra Murata nelle immediate vicinanze dell’Abbazia di San Michele.

Il museo è visitabile anche nel periodo invernale, per cui per chi desidera regalarsi un’escursione sull’isola, anche per visitare La Casa di Graziella, Snav mette a disposizione un servizio di collegamento con aliscafi Napoli- Procida. Per maggiori informazioni sugli orari è possibile visitare il sito www.snav.it.

Da Spalato a Podstrana: sulle tracce di re Artù

Ci sono tante leggende affascinanti che riguardano la Croazia, una di queste colloca la mitica figura di Re Artù a Spalato e Podstrana. Generalmente il personaggio del re di Camelot è legato ad altri luoghi, come possiamo ancora leggere nei racconti che compongono il ciclo bretone, tuttavia, ci sono delle testimonianze che vedrebbero la costituzione della corte arturiana in tutt’altro luogo.

Del resto la figura di Re Artù è abbastanza controversa dal punto di vista storiografico. Ancora oggi non si riesce a stabilire, con assoluta certezza se il personaggio, tanto rinomato sia per il coraggio che per il senso di giustizia, sia esistito oppure no.

Sappiamo, dall’altro canto, che a Re Artù sono state attribuite diverse identità tra cui quella di Lucio Artorio Casto. Sono diversi gli scrittori che avvalorano questa tesi, tra i quali spiccano Linda Malcor, C. Scott Littleton, Kemp Malone e Ann Thomas.

In particolare, Lucio Artorio Casto era un ufficiale della VI legione in Britannia, le cui imprese avrebbero costituito la base su cui fondare il mito arturiano. Proprio a Podstrana, cittadina vicino a Spalato, pare che Re Artù abbia vissuto gli ultimi anni della sua vita, come governatore della regione Liburnia.

Ci sono dei documenti, due epigrafi, che attesterebbero la presenza di Lucio Artorio a Podstrana e testimonianze secondo le qualie la sua sepoltura sia avvenuta nei pressi di Spalato.

Per quanto riguarda le origini di Lucio Artorio Casto anche queste sono avvolte nel mistero. I croati sostengono che il prefetto dell’esercito romano sia nato nel villaggio di Lokivicice, quest’ultimo situato alle spalle della città di Spalato. Sarebbe stata croata anche la madre di Lucio Artorio e in particolare nata a Ingrane, da cui deriva il nome Ingrayne.

Invece, altri sono più propensi a ritenere che Lucio Artorio Casto sia originario di una famiglia campana, la cui presenza è accertata presso le città di Capua, Nola, Pozzuoli e Pompei e che il condottiero era discendente di Artorio Asclepiade, il quale era il medico di Augusto.

Qualunque sia la verità su Re Artù è certo che la sua leggenda non smette mai di affascinare. Tuttavia, se state programmando una vacanza invernale a Spalato, non resta che mettersi sulle tracce di Re Artù e magari visitare la vicina città di Podstrana, per scoprire di più su questa leggenda.

Inoltre, ricordiamo che fino al 4/11/2015, Snav effettua il servizio di collegamento con la Croazia, con i traghetti Spalato-Ancona. Visita subito il sito www.snav.it per scoprire le promozioni attive o per prenotare il tuo biglietto per viaggiare alla scoperta del mito arturiano.

I ravioli capresi: specialità tutta da gustare

Sicuramente chi è stato a Capri avrà avuto modo di gustare una delle specialità tipiche del luogo: stiamo parlando degli squisiti ravioli capresi! Accompagnati da un semplice sugo al pomodoro oppure da burro e salvia, questi ottimi ravioli sono assolutamente eccezionali.

A contraddistinguere in modo particolare questa ricetta è il morbido e filante ripieno fatto di scamorza caprese, parmigiano, uovo e maggiorana. Per chi desidera cimentarsi nella preparazione di un raviolo caprese di seguito troverà la ricetta completa.

Pasta per i Ravioli – dosi per 4 persone

500 g farina 00
500 ml acqua
2 cucchiaio d’olio
2 pizzichi di sale

Disporre la farina a fontana, poi al centro versare l’olio e il sale, poi l’acqua precedentemente riscaldata. Aggiungere l’acqua poca alla volta, perché potrebbe occorrere anche meno, rispetto alle quantità segnalate. Impastare fino ad avere un composto liscio e senza grumi. Lasciar riposare almeno un’ora.

A questo punto mentre la pasta riposa possiamo dedicarci al ripieno. La ricetta originale prevede l’uso della caciotta caprese, che è un formaggio difficilmente reperibile fuori dai confini isolani. Tuttavia per la sua consistenza potrebbe essere sostituita da un formaggio primo sale, reperibile più facilmente.

Dosi per il ripieno:

300g caciotta caprese / primo sale
100g parmigiano
2 uova
foglie maggiorana fresca
sale
pepe

Disponete in una ciotola le uova sbattute. Salate, poi aggiungete parmigiano e caciotta grattuggiata. Unire anche le foglie di maggiorana fresca. Attenzione la maggiorana è una pianta aromatica dal sapore particolare, non lasciatevi ingannare dalla piccolezza della foglia, quindi deve essere dosata con grande attenzione, per avere un gusto equilibrato.

Composizione dei ravioli:
Ora che il ripieno è pronto e la pasta ha riposato il tempo necessario è tempo di mettere mano al mattarello. Suddividete la pasta in più pezzi. Lavorate per qualche minuto la pasta, poi infarinate spianatoia e mattarello e procedete con lo stendere la pasta a forma di rettangolo. Attenzione: procedere con il mattarello in diagonale, così da avere in ogni punto lo stesso spessore.

Con un coppapasta di circa 4cm o 5cm di diametro imprimete la forma del raviolo, poi distribuire la farcia, ripiegare la sfoglia su se stessa e imprimere maggior forza con il coppapasta, per sigillare bene il ripieno all’interno del raviolo. Una volta composti i ravioli adagiateli su un piano o in un contenitore infarinato. Non sovrapporre i ravioli.

Una volta pronti i ravioli cuoceteli in abbondante acqua salata. La cottura è molto veloce, tuttavia, conviene sempre prima assaggiare per assicurarsi che la pasta sia ben cotta.

Per il condimento, come abbiamo detto all’inizio, si può creare un sugo con pomodoro fresco, olio e peperoncino, o il classico sugo burro e salvia o anche un bel ragù. Ovviamente le prime due soluzioni sono le più veloci, quindi bisogna regolarsi in base al tempo e alla fantasia.

Curiosità: i ravioli capresi possono trasformarsi anche in un ottimo antipasto o aperitivo.

Come? La risposta è molto semplice: piuttosto che cuocere i ravioli in acqua bollente potete friggerli, in abbondante olio, fino a doratura desiderata.

Se ti è piaciuta questa ricetta, non ti resta che provarla! Scopri anche tu la bontà dei ravioli capresi e divertiti a reinterpretare questo piatto come più ti piace.

I prodotti tipici di Spalato: cosa regalarsi come souvenir

La vacanza a Spalato volge al termine, ma prima di ripartire non si può fare a meno di dare la caccia al souvenir perfetto! Non tutti infatti si accontentano di acquistare magneti, cartoline o miniature e magliette raffiguranti i monumenti della città.

Talvolta capita che i manufatti prescelti non siano frutto di un’opera artigianale locale, e quindi si finisce per comprare qualcosa che in realtà non è stato fatto o prodotto nel luogo e che potrebbe essere acquistato in qualsiasi parte del mondo!

Chi vuole portare a casa qualcosa di veramente tipico deve guardare alle specialità del luogo. Vediamo quindi quali sono i possibili souvenir che si possono portare a casa da Spalato.

Prodotti a base di lavanda

La lavanda è uno dei prodotti di punta della regione dalmata. Il mercato di Spalato abbonda di stand in cui si possono trovare diverse tipologie di prodotti alla lavanda, dai saponi agli oli essenziali, oppure sacchetti profuma ambiente realizzati con lavanda essiccata. Non mancano specialità gastronomiche a base di lavanda, come cioccolatini, miele e molto altro ancora. Se state pensando di riportare a casa il profumo della vostra vacanza a Spalato, un souvenir alla lavanda è ciò che fa per voi.

Olio e vino

La Croazia è una terra nota anche per la tradizionale produzione di olio d’oliva e vino. L’olio si può acquistare anche direttamente dagli agricoltori che hanno i propri oliveti nei dintorni di Spalato. Per i vini, invece, non mancano botteghe ed enoteche presso le quali sono disponibili le migliori etichette della produzione locale. Se durante il soggiorno a Spalato questi prodotti vi hanno colpito, potreste regalarvi qualche bottiglia di vino e olio, soprattutto se viaggiate con auto al seguito e avete spazio per trasportare questi prodotti senza che le bottiglie si rompano.

Grappa

Spalato è rinomata anche per la grappa, chiamata rakija in lingua locale. Esistono diverse versioni di questa specialità: a base di miele o di varie erbe. Inoltre, è possibile trovare anche grappe a base di frutta: alle pere, prugne, noci e molto altro ancora. In Croazia la grappa si fa veramente in tantissimi modi diversi e si consuma in qualsiasi momento della giornata. Se avete una varietà preferita, non resta che regalarvi una bottiglia di grappa!

Cioccolato

Il cioccolato è un’altra delle specialità tipiche locali. In particolare, tra i marchi più accreditati c’è Nadalina. Questa fabbrica del cioccolato si trova a Spalato presso la strada Dioklecijanova ul. 6, nelle vicinanze del Palazzo di Diocleziano. Qui si possono trovare diverse specialità realizzate con cioccolato proveniente da Sumatra, lavorato in maniera magistrale nelle forme più disparate. Da Nadalina si ha la possibilità non solo di acquistare cioccolatini, praline, barrette, ma anche di portarsi a casa qualcosa di più particolare. Tra i cavalli di battaglia di questa cioccolateria c’è la riproduzione di un disco di vinile in cioccolato, che pare possa addirittura suonare!

Se cercate un souvenir veramente tipico a Spalato, ecco cosa si può acquistare per portarsi a casa tutti i sapori e i colori di questa bella terra!

Le lingue di Procida

Metti la croccantezza di una pasta sfoglia friabile e leggera, farcita con vellutata crema aromatizzata al limone e si avrà un dolce semplice e delizioso: stiamo parlando, naturalmente delle lingue procidane.

Questo dolce è una vera e propria bandiera dell’isola, infatti, per tutti coloro che la visitano è impossibile non rimanere conquistati da tanta bontà. In questo articolo proporremo la ricetta delle Lingue di Procida. Certo mangiare le lingue originali a Procida ha tutto un altro sapore, ma perché non riprovare a ritrovare a casa tutto il piacere di questa specialità?

Quindi ecco la ricetta e i passi principali per realizzare delle squisite Lingue di Procida!

Pasta Sfoglia
250gr di farina
250gr di burro
125gr di acqua fredda
5gr di sale

Crema Pasticcera
500 ml di latte
120 gr di zucchero
4 tuorli
80 gr di farina
la buccia di 2 limoni grattugiata
1 bustina di vanillina pura

Decorazione
tuorlo d’uovo
latte
zucchero semolato

Realizzare la pasta sfoglia
Cominciare dalla pasta sfoglia. Setacciare la farina e mischiare con il sale e con il burro ben freddo tagliato a pezzetti. Se avete una planetaria, mischiate gli ingredienti a velocità sostenuta. Se preparate la pasta a sfoglia a mano vi aspetta un duro lavoro. Una volta ottenuto un composto farinoso aggiungere a filo l’acqua. Una volta che il composto sarà omogeneo prenderlo e lavoralo a mano. Stendere il panetto con l’aiuto della farina, e ripiegarlo a libro. Ruotare l’impasto di 90° e ripiegarlo nuovamente e stendere. Ripetere l’operazione per circa 5 volte, fino a ottenere un impasto liscio. Far riposare l’impasto almeno un’ora.

Preparare la crema pasticcera
Lavorate i tuorli con lo zucchero. Un’idea per evitare i grumi potrebbe essere quella di stemperare la farina insieme allo zucchero e le uova. Unire il latte a filo. Infine, mettere la bustina di vanillina e lo zest di limone. Se fate la crema pasticcera a mano cuocete a fuoco dolce e spegnere appena il composto si addensa.

Comporre le Lingue
Stendere la sfoglia sottile. Rendete tondeggianti le estremità. Stendere un velo di crema e richiudere con un’altra sfoglia. Per sigillare i bordi, bagnateli con un po’ di acqua calda. Spennellare le lingue con il composto di tuorlo d’uovo e latte e cospargerle di zucchero semolato.

Infine, non resta che mettere le Lingue in forno e cuocere a 180° per circa 20 minuti o fino a doratura. Una volta pronte le Lingue di Procida non resta che assaporarle! Buon Dessert!

I migliori ristoranti di pesce a Spalato

Spalato non è una città rinomata solo per il patrimonio artistico e culturale, ma bensì può ritenersi a buon diritto una meta del gusto. In particolar modo, oggi, andremo a conoscere i migliori ristoranti dove si possono gustare le specialità di pesce tipiche della zona.

Tra i ristoranti di mare un posto di rilievo lo merita Konoba Matejuska, un locale con pochi coperti, che si trova a pochi passi dal lungomare di Spalato. Il locale, viste le dimensioni, accetta prenotazioni, per cui se si desidera assaporare un buon piatto di seppie e polenta, oppure un risotto al nero di seppia o una zuppa di pesce in questa tipica trattoria croata, bisogna farsi riservare un tavolo o sperare in un colpo di fortuna!

Chi oltre alla buona cucina di mare cerca anche un luogo suggestivo per il proprio pranzo o per la propria cena, potrà provare il ristorante Dvor. Questo locale offre una piccola carta di piatti di terra e di mare. Utilizzando ingredienti freschi ovviamente il menu può subire delle variazioni, in merito alla presenza di alcuni ingredienti. Molto apprezzati dai clienti sono gli antipasti di mare, ma qui si può assaporare anche ottimo pesce o polpo alla griglia accompagnato da verdure e sfiziose mousse. Come dicevamo all’inizio il locale, che si trova non lontano dal centro città, offre un ambiente suggestivo e romantico, grazie alla bella terrazza sul mare, dove si può vivere la propria esperienza gastronomica in piena tranquillità.

La cucina mediterranea con tutti i suoi profumi e sapori è al centro della concezione culinaria proposta dal Konoba Marjan. Questo ristorante si caratterizza per l’ambiente intimo e per i pochi coperti a disposizione, quindi vale la pena prenotare se si desidera assaporare la buona cucina di mare proposta nel locale. Qui i camerieri sono soliti presentare il pescato del giorno, così che i clienti possano scegliere che cosa mangiare tra le specialità fresche disponibili. Tra i piatti più apprezzati di questo locale ci sono il polipo all’insalata e la grigliata mista, il tutto accompagnato da una buona lista di vini.

A Spalato non mancano anche locali dove si può gustare il sushi. Chi è amante di questa specialità potrà scegliere tra due locali molto rinomati: l’Oyster & Sushi Bar Bota e l’Adriatic Sushi & Oyster bar Split. Il primo si trova in una tranquilla piazzetta, mentre il secondo è situato nei pressi del Palazzo di Diocleziano. Il denominatore comune di questi due locali è dato dall’alta qualità delle specialità proposte, il servizio cordiale e l’ambiente accogliente e rilassante, dove poter godere di tutta la bontà dei piatti a base di sushi.

Infine, per chi desidera cenare sul porto, il punto di riferimento in questo caso è il F-Marine. Questo locale si contraddistingue per l’ambiente raffinato e accogliente. Il servizio è veloce e cordiale. Qui si possono assaporare piatti tipici della cucina mediterranea come risotto ai frutti di mare, grigliate di pesce, ma anche piatti di terra per venire incontro a tutti i gusti!

Per scoprire tutte le bontà della cucina di mare spalatina, non resta che prenotare il proprio traghetto Ancona-Spalato con Snav. Visita il sito www.snav.it e prenota la tua escursione nel gusto presso la bella e buona città di Spalato.

SNAV partecipa al TTG Incontri di Rimini

Snav TTG Incontri 2015

SNAV annuncia la propria partecipazione a TTG Incontri 2015. La manifestazione è giunta alla sua 52esima edizione e rappresenta il principale marketplace del turismo b2b in Italia. I consensi che da sempre riscuote TTG Incontri, dimostrati attraverso le presenze di player nazionali e internazionali che operano in ambito turistico, fanno della manifestazione uno degli eventi più importanti in ambito turistico.

Il TTG si svolgerà a Rimini dall’8 al 10 ottobre 2015, lo scopo dell’evento è far incontrare compagnie di viaggio, tour operator, albergatori e tutti gli operatori del settore al fine di fare networking, stringere nuove partnership, aprire nuovi business e allo stesso tempo confrontarsi e aggiornarsi grazie ai vari seminari e workshop che si terranno durante TTG Incontri 2015.

SNAV, compagnia di navigazione leader nel Mediterraneo, comunica in anteprima la programmazione 2016, con collegamenti verso la Croazia, la Sicilia ( Isole Eolie ), Ponza, Ventotene, Capri, Ischia e Procida. La flotta della compagnia è composta da unità veloci e da eleganti Cruise Ferries; tutte le unità si contraddistinguono per l’affidabilità in navigazione e per l’elevata professionalità ed efficienza del personale.

Riconfermata la linea Ancona – Spalato e vic., molto apprezzata dai turisti che scelgono la Croazia come meta delle loro vacanze e anche dai tanti pellegrini diretti al Santuario di Medjugorje. La linea sarà effettuata con partenze giornaliere, alle ore 20:15, sia da Ancona che da Spalato, a partire da aprile 2016 con l’utilizzo del cruise ferry SNAV, dotato di servizi di bordo di alta qualità tra cui ristorante Self Service e à la Carte, paninoteca, Wine Bar, Area Giochi per i bimbi, area Shopping, il tutto per rendere la permanenza a bordo un vero piacere.

La SNAV sarà presente al TTG Incontri 2015 presso il padiglione A5, corsia 2/3, stands 081-082-087-088
La soddisfazione dei passeggeri è da sempre al centro della politica aziendale della SNAV, ed allora …#welcomeonsnav

I concerti a Napoli a ottobre 2015

Napoli a ottobre si riempie di musica: in città sono previsti diventi eventi che accontenteranno fan di tutte le età e dai gusti più disparati. Vediamo quali sono i concerti più attesi e dove si svolgeranno.

 

Casa della Musica Federico I

Il 3 ottobre 2015 alla Casa della Musica si esibirà Lorenzo Fragola, per la gioia di tutte le fan, che potranno ascoltare i loro successi preferiti dalla bocca del cantautore catanese. Fragola, dopo aver vinto l’ottava edizione di X Factor e partecipato al Festival di Sanremo, ha pubblicato un album nel marzo 2015 intitolato 1995, del quale ha scritto la maggior parte dei testi e curato gli arrangiamenti.

Il 21 ottobre 2015 toccherà a Ludovica Comello esibirsi. La cantante probabilmente è più conosciuta per il ruolo di Francesca nella telenovella “Violetta” prodotta da Disney Channel. Ludovica ha già pubblicato due album: Universo e Mariposa. Il tour italiano ha già toccato diverse tappe e registrato un ottimo successo. Riuscirà la Comello a conquistare anche Napoli?

Teatro Augusteo

Un interessante calendario musicale è presentato anche dal Teatro Augusteo, non solo palcoscenico per attori, ma location ideale anche per spettacoli musicali in cui chi si esibisce può godere di una relazione più intima con il proprio pubblico.

Il concerto di Morrissey del 7 ottobre ha già registrato il sold out, a dimostrazione di quanto fosse atteso, nella città partenopea, l’evento che vedrà protagonista l’ex leader dei The Smiths. Per tutti gli appassionati di Morrissey, questo è un concerto imperdibile: poter vedere dal vivo colui che con la sua musica è stato precursore del filone indie rappresenta un privilegio.

L’8 ottobre saranno il timbro caldo e avvolgente di Mario Biondi e la sua musica travolgente a risuonare nel teatro, garantendo uno spettacolo coinvolgente e emozionante. “Beyond” è il titolo del suo ultimo album da cui è tratto il singolo Love is a Temple, che ha tenuto compagnia i radioascoltatori per tutta l’estate.

Il 20 ottobre sarà la volta di Nek. “Prima di Parlare” non è solo il titolo della sua ultima raccolta, ma anche il nome del tour che lo vede protagonista. Nek oramai può considerarsi un veterano del pop italiano, che con la sua musica riesce a trascinare e a parlare al cuore dei propri fan.

Infine, il 21 ottobre 2015 toccherà a un’altra icona della canzone pop italiana: stiamo parlando di Raf. Dalle ballate ai pezzi rap, fino a suggestioni di tipo elettropop, Raf è un cantante versatile, che è riuscito a trasmettere la propria passione per la musica ai suoi fan. Il concerto sarà un’occasione imperdibile per chi segue l’artista fin dagli albori della sua carriera, per ascoltare le nuove hit e rivivere il piacere e le emozioni dei vecchi successi.

Tra tanti eventi c’è l’imbarazzo della scelta! Non resta che scegliere il proprio concerto e parteciparvi. E se si viene dalle isole del Golfo per ascoltare uno di questi artisti, non resta che prenotare il proprio titolo di viaggio con Snav e godersi lo spettacolo.