Sicilia: Riserva Naturale speciale Lago di Pergusa

Sicilia: Riserva Naturale speciale Lago di Pergusa

Il Lago di Pergusa è una riserva naturale presente in Sicilia, un lago naturale di origine tettonica. Istituito nel 1995 dalla Regione Sicilia, questo lago salmastro sorge in prossimità di Pergusa, una frazione di Enna. Il lago, di forma subellittica, copre una superficie di 402,5 ettari ed è racchiuso da un gruppo di altipiani facenti parte dei monti Erei.

Il lago, essendo salmastro, non ha veri e propri immissari e neanche emissari; ciò ha influito sull’abbassamento delle acque. Tuttavia, la sua particolare collocazione geografica lo ha reso un habitat perfetto per gli uccelli migratori. Tra gli uccelli che sostano al Lago di Pergusa troviamo l’airone rosso, la rara moretta tabaccata e il pollo sultano.

L’esterno del lago è dominato dalle fittissime cannucce di palude e da una piccola area di rimboschimento, per opera dell’uomo, con coniferi, eucalipti, querce, lecci e la rara Quercus calliprinos. Tra i mammiferi possiamo ammirare la donnola, la tartaruga palustre e il rospo smeraldino siciliano.

Il Lago di Pergusa possiede sentieri e aree sosta per i visitatori. Ricordiamo ai turisti che possono approdare in Sicilia imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Napoli: Chiesa del Gesù Nuovo

La Chiesa del Gesù Nuovo (o Trinità Maggiore) di Napoli, originariamente uno storico palazzo della famiglia Sanseverino eretto nel 1470, è una importantissima basilica della città partenopea.

Acquistato dai Gesuiti, il palazzo subì una completa ristrutturazione e si perse gran parte delle splendide sale e dei giardini che lo distinguevano. La chiesa che ne derivò venne consacrata nel 1601. Dopo numerose espulsioni e riammissioni dei Gesuiti nel regno di Napoli, la compagnia di Gesù rientra definitivamente in possesso dell’edificio nel 1900.
La chiesa gode di numerosissimi e importanti affreschi che è possibile ammirare. La struttura è a croce greca, l’interno in stile barocco. La cupola è stata ricostruita numerose volte a causa di crolli strutturali.

Una curiosità: la navata centrale, durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, è stata colpita da una bomba che miracolosamente non esplose. Questa bomba è ora esposta all’interno della chiesa.

Per chi volesse visitare la Chiesa del Gesù Nuovo, ricordiamo che Napoli è raggiungibile da tutte le destinazioni servite dalle navi e dagli aliscafi Snav.

Napoli: Palazzo Corigliano

Il Palazzo Saluzzo di Corigliano è un edificio storico di Napoli situato in piazza San Domenico Maggiore, e oggi sede dell’Università L’Orientale.

Il palazzo fu realizzato per volere di Giovanni di Sangro nel XVI secolo, allo scopo di ufficializzare l’entrata della famiglia di Sangro nel novero delle famiglie aristocratiche napoletane.

Durante il terribile terremoto del 1688, l’edificio subì gravissimi danni e fu acquistato dal duca Agostino Saluzzo (del feudo calabrese di Corigliano) che ne ordinò i rifacimenti sia interni che esterni, oltre l’aggiunta di un secondo piano, che cambiarono radicalmente il suo aspetto originario.

Nel 1927 l’Istituto Orientale prese in affito il piano aggiuntivo del Palazzo fino al 1934; nel 1977, dopo una decennale trattativa, lo acquistò in toto.
Dell’architettura storica di Palazzo Corigliano è rimasto ben poco, ma è possibile ammirare la galleria decorata con affreschi, gli specchi realizzati dal decoratore Filippo Buonocore e una ricca decorazione scultorea di Bartolomeo Granucci.

Ricordiamo che Napoli, con i suoi monumenti storici, è raggiungibile partendo da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.

Napoli: Insalata di rinforzo, la ricetta

L’insalata di rinforzo è un contorno tipico della tradizione napoletana, che si presenta puntualmente sulle tavole imbandite delle festività natalizie.

Il motivo di tale nome non è certo; ci sono 2 ipotesi: la prima è perchè viene ogni giorno arricchita con gli avanzi, per gustarla particolarmente ricca nel cenone di Capodanno; la seconda, perchè l’aceto, uno degli ingredienti principali di questa ricetta, rafforzi il sapore della portata.

Per l’insalata di rinforzo servono semplici ingredienti e la preparazione è facile e veloce.
Lessare al dente un cavolfiore di grandezza media; scolarlo e tagliarlo a pezzetti.
Una volta raffreddato unirvi peperoni rossi sottaceto (chiamati pappacelle), 70 gr di olive nere, 40 gr di olive verdi, 4 cipolline sott’aceto, cetriolini sott’aceto e 60 gr di alici sotto sale. Condire gli ingredienti con 4 cucchiai di olio extravergine, sale quanto basta e mescolare il tutto. Aggiungervi, infine, 3 cucchiai di aceto bianco, mescolare nuovamente e portare in tavola.

Potete gustare l’insalata di rinforzo direttamente a Napoli imbarcandovi da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.

Napoli: Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro

La Reale cappella del tesoro di San Gennaro si trova all’interno del Duomo di Napoli e custodisce le reliquie ed il sangue del Santo.

Oltre a questo prezioso tesoro religioso, l’altare è importante anche dal punto di vista artistico, perchè custodisce marmi, dipinti, affreschi e opere del barocco napoletano seicentesco.
Il Tesoro di San Gennaro, sacro patrimonio culturale del popolo di Napoli, è custodito in apposite teche in esposizione permanente.

La Reale cappella fu costruita in seguito a un voto che il popolo partenopeo fece implorando la protezione del Santo Patrono, nel 1527, anno in cui Napoli subiva violentemente i danni causati da guerre, carestie e pestilenze.

L’impegno dei napoletani fu mantenuto: il 5 febbraio 1601 furono nominati 12 membri incaricati di provvedere alla fondazione della Cappella.
Il 16 dicembre 1646, dietro il progetto dell’architetto Francesco Grimaldi, la Reale Cappella di San Gennaro fu inaugurata e vi furono trasferite le reliquie, il sangue del santo e le statue d’argento che oggi tutti noi possiamo visitare.

Ai turisti ricordiamo che Napoli è raggiungibile partendo da tutte le destinazioni servite dai traghetti e dagli aliscafi Snav.

Sicilia: il Castello Utveggio di Palermo

Il maestoso Castello Utveggio di Palermo si colloca sul promontorio del Monte Pellegrino, dal quale si può godere della splendida veduta del capoluogo siciliano.

Il palazzo è relizzato in stile liberty e assomiglia a un castello neogotico; è stato voluto, negli anni Trenta, dalla famiglia Utveggio che lo adibì a lussuoso albergo. La posizione era ottima, lo splendido panorama mostrava il Golfo di Palermo e parte della città.

Tuttavia, durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, anche il Grand Hotel Utveggio (questo era il nome dell’albergo) subì la crisi e, poco dopo, fu abbandonato. In seguito, la Regione Sicilia lo acquisì e lo affidò a un ente privato che lo restaurò e realizzò una scuola manageriale, il Cerisdi, tutt’ora operante.

Il Castello Utveggio è caratterizzato da un elegante colore rosa e dalle merlature tutt’intorno alla parte superiore. Il suo interno può essere visitato solamente durante manifestazioni o convegni.

In occasione di eventi che permettano la visita di questo splendido palazzo, ricordiamo ai turisti che possono raggiungere la Sicilia imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav.

Sicilia: Casa Professa di Palermo

La Casa Professa di Palermo, nota anche come chiesa del Gesù, è uno dei più importanti monumenti in stile barocco di tutta la Sicilia.

La chiesa è stata edificata a partire della seconda metà del Cinquecento per volere dei gesuiti e realizzata su progetto dell’architetto Giovanni Tristano. Il luogo sacro era inizialmente rifugio di eremiti: vi si trovano, infatti, catacombe paleocristiane.
Nei primi anni del Seicento, la Chiesa è stata modificata; l’architetto Natale Masuccio ha fatto realizzare 3 navate, l’aggiunta di una cupola e delle cappelle.

La facciata della Casa Professa di Palermo ha un aspetto elegante, grazie alla distribuzione delle semicolonne e ai profili di pietra colorata.
Nel 1892 il tempio è stato dichiarato monumento nazionale; la decorazione a marmo mischio dell’abside di Casa Professa “rappresenta indubbiamente l’apporto più significativo e originale della cultura artistica siciliana alla civiltà del barocco europeo”.

Meraviglioso l’abside, i bassorilievi maromorei di Gioacchino Vitagliano e l’organo con oltre 4000 canne.

I turisti che desiderassero visitare la Casa Professa possono approdare in Sicilia imbarcandosi a Napoli sui traghetti per Palermo Snav