La ricetta del baccalà alla napoletana

La ricetta del baccalà alla napoletana

ricetta del baccalà alla napoletanaUn piatto di pesce tipico della cucina campana è sicuramente il baccalà alla napoletana, di cui qui di seguito vi proponiamo la ricetta per soddisfare i palati golosi di 6 persone.

Sciacquare innanzitutto 1 kg di baccalà ammollato e tagliarlo a bocconcini da infarinare e friggere fino a raggiungere una perfetta doratura. Toglierlo dall’olio e adagiarlo su fogli di carta assorbente per eliminare l’unto in eccesso.
In una casseruola imbiondire due spicchi d’aglio in olio d’oliva, toglierlo e aggiungere 200 gr di olive nere, una manciata di pinoli, 40 gr di capperi sotto sale e 500 gr di pomodori pachino a tocchetti (o pomodori maturi pelati) lasciando cuocere per qualche minuto. Unire il baccalà e lasciare cuocere a fuoco medio per ancora qualche minuto. Servire caldo arricchendolo con un pizzico di sale, pepe a piacere (oppure peperoncino) e prezzemolo fresco tritato.

Il baccalà alla napoletana viene consumato principalmente durante le festività natalizie, ma è un ottimo secondo anche in estate.

I turisti che volessero assaggiare le specialità campane direttamente sul posto, possono raggiungere Napoli partendo da tutte le destinazioni servite dalle navi Snav.

Sardegna: la leggenda del gallo dorato di Olbia

olbia, il panoramaTra le leggende che interessano la città di Olbia, c’è quella del “gallo dorato”.

Si racconta che, durante le occupazioni militari, gli abitanti avessero nascosto i propri tesori e denari. Ma non tutti sopravvivevano alle guerre, e molti tesori rimasero nascosti.

In Terranova era risaputo che in una certa casa c’era un tesoro nascosto. In un periodo, abitarono in quella casa Paschitta, casalinga, e Beppe, contadino. Conducevano una vita dura, ma sapevano di vivere sopra un tesoro. Tutte le persone che avevano abitato quella casa erano alla ricerca della formula magica da mostrare al custode del tesoro, che sarebbe apparso (non si sa quando) come un gallo dorato. Paschitta cercava invano ogni giorno, di anno in anno, di far apparire il gallo.

Una mattina, i due si svegliarono con una luce intensa proveniente dalla finestra, uscirono all’esterno i videro il gallo dorato. Dopo le lunghe attese, finalmente era apparso, e aspettava, ma i due rimasero ammutoliti dalla meraviglia di quell’apparizione e poco dopo il gallo svanì.

Per chi volesse visitare i luoghi della leggenda, ricordiamo che è possibile approdare sull’isola imbarcandosi al porto di Civitavecchia sui traghetti Sardegna Snav.

Eolie: Villaggio preistorico di Cala Junco a Panarea

panarea cala juncoNei pressi di Cala Junco, suggestiva insenatura caratterizzata da acqua azzurra e verde, scogli di basalto e pareti di roccia lavica che la racchiudono, si trova il villaggio preistorico di Panarea, portato alla luce nel 1948.

L’insediamento preistorico risale all’età del bronzo (14° secolo a.C.) ed era costituito da 23 capanne, delle quali sono rimaste le mura delle fondamenta (a forma ovale), danneggiate col tempo dall’erosione della salsedine.

Dagli scavi sono stati rinvenuti anche cocci di vasi e strumenti vari, ricostruiti ed esposti oggi nel museo di Lipari; la ceramica di cui erano composti gli antichi oggetti è una chiara testimonianza dell’influenza minoica e del collegamento tra le isole Eolie e gli altri paesi del Mediterraneo.

Il villaggio preistorico di Cala Junco è raggiungibile partendo da Cala degli Zimmari e proseguendo lungo un sentiero con gradini che porta al promontorio di Capo Milazzese.
Ricordiamo inoltre che l’arcipelago eoliano è raggiungibile imbarcandosi al porto di Napoli sugli aliscafi Eolie Snav.

Napoli: alici alla scapece

foto aliciNella cucina tradizionale napoletana, quando si cucina il pesce, le donne campane sono solite preparare anche le alici alla scapece (pesciolini infarinati, fritti e marinati).

Questa gustosa portata può essere servita come contorno oppure come secondo piatto; vi proponiamo qui di seguito la ricetta per 4 persone.

Lavare accuratamente 500 gr di acciughe piccole, infarinarle e friggerle in olio d’oliva bollente.
Scolare i pesciolini su carta assorbente, in modo da eliminare l’olio in eccesso, salarle e sistemarle ben pressate in una terrina.
In un pentolino far bollire per qualche minuto ½ bicchiere di aceto di vino unito a 1 bicchiere d’acqua, 2 spicchi d’aglio, pepe e origano a piacere.
Versare il liquido ancora caldo sulle acciughe e lasciare marinare nelil composto almeno per 1 giorno intero, aggiungendo, per chi volesse dar più sapore al piatto, un ciuffo di prezzemolo fresco tritato.

L’indomani le alici alla scapece sono pronte per essere servire e gustate!

Ricordiamo ai turisti desiderosi di assaggiare direttamente nel capoluogo partenopeo le ricette campane, che Napoli è raggiungibile imbarcandosi al porto di Napoli sugli aliscafi Snav.

Sicilia: storia della Fata Morgana

fata morganaLa “Fata Morgana” è un fenomeno ottico che in apparenza muta la forma degli oggetti molto velocemente. E’ così chiamata perchè l’oggetto mutato appare elevato dal suolo, come il famoso personaggio mitologico.

La leggenda vuole che durante le invasioni, in agosto, un’orda di barbari arrivò a fronteggiare lo stretto di Messina, che divide la Calabria dalla Sicilia. Vedendo la grande isola siciliana e l’Etna, il Re dei Barbari si domandò come poter raggiungere la sponda opposta, essendo privo di barche e quindi non potendo navigare le acque. Improvvisamente, apparve una bellissima donna che offrì al Re l’isola, e la fece apparire a pochi metri da lui. Il Re scese da cavallo e si gettò in mare, convinto di potere raggiungere agevolmente la terra dalla parte opposta. Ma l’incanto della Fata Morgana si ruppe e il Re affogò.

Ancora oggi il fenomeno è visibile nei giorni estivi limpidi e senza vento delle acque che separano Sicilia e Calabria.

Ricordiamo che la Sicilia è raggiungibile partendo dal porto di Napoli con i traghetti per Palermo Snav.

Eolie: la Grotta degli Innamorati a Panarea

grotta degli innamorati a panareaL’isolotto Lisca Bianca, situato a soli 3 km ad est di Panarea, venne utilizzato un tempo come cava di allume e ha al suo interno la famosa Grotta degli Innamorati.
La leggenda narra che gli innamorati che si baciano all’interno della grotta, rimarranno uniti per tutta la vita.
Appena fuori dalla grotta fa il suo ingresso un mare limpido e cristallino che, con le sue acque color verde smeraldo, affascina ancor di più i turisti che visitano questo luogo, già di per sé incantevole e molto suggestivo.

Lisca Bianca deve questo nome alle alterazioni chimiche dovute a fumarole acide che le hanno dato questo caratteristico colore chiaro. L’isola infatti è costituita da materiali vulcanici ed è ciò che resta di antiche bocche vulcaniche, formatesi 130 mila anni fa e appartenenti a Panarea.

Vicino all’isoletta vulcanica c’è un altro luogo molto caratteristico: è il centro del vulcano originario che fa ribollire l’acqua creando milioni di bollicine in superficie.

Innamorati e turisti possono raggiungere l’arcipelago eoliano imbarcandosi al porto di Napoli sugli aliscafi Eolie Snav.

Sardegna: Olbia, la leggenda della cantoniera del diavolo

olbia vista dall'altoDai racconti tratti da “La casa dell’acqua” di Serafino Spiggia, vi è una leggenda famosa fra gli abitanti di Olbia: “la cantoniera del diavolo”.

A Molìmentu, località sita nei dintorni di S’Ena Frisca, si narrava che le remote costruzioni abitate dai nuraghi fossero custodite da spiriti.
Con la costruzione della ferrovia Terranova-Chilivani furono demolite le vecchie dimore, lasciando gli spiriti a vagare in attesa di nuovi alloggi da insediare. E così fu: vennero costruite le case cantoniere per farvi alloggiare i giovani lavoratori.
Un certo Basilio e la giovane sposa si trasferirono appunto in una nuova cantoniera a Molimentu, ma le notti in quella casa erano un continuo susseguirsi di rumori e di boati, e quando Basilio si affacciò timoroso per capire cosa stesse succedendo, vide degli spiriti ballare e fuggì.
Nuovi inquilini entrarono in quella casa, ma tutti fuggirono spaventati dai fantasmi che avevano infestato la cantoniera.
La voce si sparse e la casa venne chiamata cantoniera del diavolo, oppure “sa contonera bòida” (la cantoniera vuota), che tale rimase per sempre.

Ricordiamo ai turisti che la bella isola sarda è raggiungibile imbarcandosi sui traghetti Sardegna Snav.

Croazia: torta dolce di maccheroni

torta di maccheroniVi proponiamo la ricetta di un tipico dolce croato: la torta di maccheroni. Ecco gli ingredienti e la procedura. Le quantità sono indicative per una torta in uno stampo da 24 cm di diametro.

Mescolate 300 grammi di farina, mezzo cucchiaino di sale, 2 cucchiaini di olio di oliva e 2 dl di acqua. Impastate fino ad ottenere un composto sodo e liscio, e lasciate riposare per almeno un’ora.

Cuocete 250 gr di maccheroni al dente, in acqua salata. Bisogna preparare il ripieno: tritate 40 grammi di noci, e unite la scorza grattuggiata di 2 limoni. Unite 150 grammi di mandorle macinate, 300 grammi di zucchero, 1 bustina di zucchero vanigliato e 50 grammi di pangrattato.

Preparate una crema lavorando il burro a spuma, e aggiungendo un poco alla volta 4 uova.

Nel frattempo, preriscaldate il forno a 160°. Inserite la carta da forno nello stampo, e spianate sul fondo un po’ di farina. Fare diversi strati di ripieno e maccheroni. Alla fine, spalmate sopra la crema e chiudete con la pasta avanzata. E’ pronta in 30 minuti.

I turisti che volessero deliziarsi in Croazia della torta dolce di maccheroni, possono imbarcarsi ad Ancona o a Pescara sulle navi per Spalato Snav.

Croazia: gamberoni in salsa di pomodori piccante

gamberiUn tipico piatto speziato della cucina croata sono i gamberoni in salsa di pomodori piccante.

Il tempo di preparazione è di 35 minuti e le calorie per porzione sono 310 kcal; vi presentiamo qui di seguito la ricetta per 4 persone.

Sminuzzare finemente 1 cipolla, 4 spicchi d’aglio e 2 cm di zenzero; dividere a metà un peperoncino, privarlo dei semi e tritarlo grossolanamente.
Rosolare a fuoco alto 16 gamberoni crudi e non sgusciati per circa 4 minuti e bagnarli con 0,5 dl di brandy. Toglierli dalla padella e tenerli in caldo; nel frattempo soffriggere nel sugo il trito di cipolla, aglio e zenzero, bagnare con 1 dl di vino bianco e lasciar cuocere per alcuni minuti; unire 400 gr di pomodori pelati in scatola e condire con 1 pizzico di sale e 2 cucchiai di ketchup, lasciando bollire per altri 12 minuti. Aggiungere infine dell’olio di oliva, sale, 1 cucch.no di succo di limone, 1 mazzetto di prezzemolo tritato e riscaldare il tutto con i gamberoni.
Servire i gamberoni in salsa di pomodori piccante accompagnati con crostini di dpane.

I turisti che volessero gustare sul posto questo gustoso piatto, possono raggiungere la Croazia imbarcandosi ad Ancona o a Pescara sulle navi per Spalato Snav.

Eolie: Valle Muria, splendida spiaggia di Lipari

valle muria a lipariSul versante opposto del paese di Lipari, appena oltrepassate la Punta delle Fontanelle e la Punta delle Grotticelle si arriva alla splendida spiaggia Valle Muria.

Questo meraviglioso litorale ha la forma allungata, chiusa da due promontori rocciosi, ed è caratterizzato da paesaggi mozzafiato, tra cui la suggestiva vista dell’isola di Vulcano ed i famosi Faraglioni di Pietra Lunga e Pietra Menalda.

Valle Muria in alta stagione è una delle mete preferite dai turisti ed è quasi sempre sovrappopolata, grazie anche alla sua accessibilità: vi si arriva facilmente in barca, imbarcandosi al porticciolo di Marina Corta.

La sabbia di Valle Muria è scura e a grani grossi, il mare è limpido, cristallino, dal colore azzurro intenso. Costeggiando il litorale si possono osservare delle piccole grotte di roccia tufacea, scavate dall’uomo e utilizzate un tempo come riparo.

Ai turisti che soggiornano a Lipari consigliamo vivamente una tappa su questa spiaggia meravigliosa; ricordiamo inoltre che possono raggiungere l’arcipelago eoliano imbarcandosi al porto di Napoli sugli aliscafi Eolie Snav.