Capri: la ricetta dei “totani ripieni”

Capri: la ricetta dei “totani ripieni”

la ricatta caprese dei totani ripieniLa bellissima Capri offre una cucina caratterizzata soprattutto dai prodotti e dai profumi che l’isola offre.

Il totano è un pesce molto usato nella cucina caprese; viene pescato la notte nel mare di Capri e nei mesi estivi non si può fare a meno di notare in lontananza le lampare dei pescatori di totani.

Un primo piatto dal gusto prelibato sono sicuramente i totani ripieni.

Si inizia con il pulire 1 kg di totani, privandoli dei tentacoli e stando attenti a non romperne il corpo che dovrà essere imbottito.

Dopo aver soffritto l’aglio con olio d’oliva, cuocere i tentacoli tagliati a pezzettini.
In una scodella mescolare insieme 4 uova, 100 gr. di parmigiano grattugiato, 1 piccola caciotta rafferma
grattugiata, del prezzemolo tritato finemente e i tentacoli precedentemente saltati in padella.

Inserire il ripieno nella sacca dei totani e chiudere con uno stuzzicadenti. In una pentola preparare il sugo di pomodoro e aggiungervi i totani imbottiti cuocendoli per 20 minuti. Il sugo può essere utilizzato per condire la pasta.

Ricordiamo ai turisti che è possibile gustare le ricette capresi imbarcandosi al porto di Napoli, di Castellammare o di Sorrento sugli aliscafi per Capri Snav.

Sicilia: Franco Franchi e Ciccio Ingrassia

francoFranco Franchi e Ciccio Ingrassia, sono stati una coppia di comici famosi soprattutto negli anni 60′ e ’70.
Entrambi siciliani, Franco e Ciccio, così il duo veniva chiamato, interpretarono insieme ben 114 film, tra i quali alcuni a fianco di Totò, Vittorio Gassman e Buster Keaton.

I due amici iniziarono a recitare insieme nel ’54, prima a teatro e in seguito al cinema, ma la loro comicità venne notata nel film Il giudizio universale, di Vittorio De Sica; anche se il film fu un flop, il regista Giorgio Simonelli propose loro la commedia erotica siciliana Due siciliani a Parigi.
Seguirono poi i film I due mafiosi, Due mafiosi contro Goldginger e molti altri.
L’apice del successo lo raggiunsero all’inizio degli anni ’70, girando tantissimi film e coinciliando il tempo a disposizione con impegni televisivi e incidendo vari singoli 45 giri.

Tra i due amici ci furono rotture e riconciliazioni, l’ultima delle quali in diretta a Domenica in nel 1980.

Nel 1992 Franco morì dopo una lunga malattia e Ciccio visse per altri 11 anni, ricordando appena poteva il suo compagno di una vita.

Si ricorda che è possibile arrivare in Sicilia partendo dal porto di Napoli con i traghetti per Palermo Snav.

Napoli: “La pelle” di Curzio Malaparte

la pelle è un romanzo di curzio malaparteGli ultimi mesi della seconda guerra mondiale, l’arrivo delle forze di liberazione americane a Napoli e il profondo stato di prostrazione della città partenopea, costituiscono il nucleo narrativo del romanzo La pelle di Curzio Malaparte.

Malaparte ci descrive come Napoli affronta l’arrivo degli alleati, ma in ginocchio per la fame, le privazioni e la voglia di libertà. Racconta l’orgoglio delle persone costrette a tirare avanti, le troppe umiliazioni a cui si sottopongono gli abitanti della città, la fierezza di un popolo che è vinto e si deve piegare solo per necessità, per salvare la pelle.

La pelle è un libro vigoroso, fra i più singolari del secondo dopoguerra; Malaparte affonda con compiaciuto coraggio la mano nella Napoli affamata e disperata, la descrive e analizza senza pietà: per questo il libro è stato giudicato “pericoloso” e messo all’Indice dalla Chiesa cattolica.

Emilio Cecchi, fra i tanti che lo hanno criticato violentemente, scrisse: “Ha tirato in ballo, ha spogliato d’ogni decenza miserie, vergogne, atrocità troppo gelose, per adoperarle a scopo letterario“.

Ricordiamo ai turisti che Napoli è raggiungibile da tutte le destinazioni servite dalle navi Snav.

Palermo: la Chiesa del Carmine Maggiore

la chiesa del carmine maggiore si trova a palermoLa Chiesa del Carmine Maggiore è un enorme edificio situato nel quartiere Alberghieria di Palermo.

Costruita in un periodo compreso tra il 1927 ed il 1667 dal progettista Mariano Smeriglio, la chiesa, nonostante le varie modifiche, conserva in buona parte il suo aspetto originario.

La parte esterna è cosi ricca e singolare da renderla unica non solo a Palermo, ma in tutta la Sicilia.

Nella parte posteriore della Chiesa del Carmine Maggiore, si può ammirare la meravigliosa e imponente cupola, aggiunta nel 1680, ricoperta di maioliche policrome e ricca di decorazioni, tra cui putti, elementi floreali e quattro enormi telamoni effiggiati nell’atto di sostenere la cupola stessa.

All’interno sono visibili diverse opere d’arte come gli altari seicenteschi, realizzati da Giacomo e Giuseppe Serpotta, presso i quali si trovano la Madonna del Carmine, il Crocifisso e la statua di San Dionisio, posta sull’altare della Madonna, la cui testa è una sfacciata e deliberata citazione della testa di Seneca di Guido Reni.

I turisti che vogliono ammirare la Chiesa del Carmine Maggiore, possono imbarcarsi al porto di Napoli sui traghetti Sicilia Snav.

Napoli: Totò, il principe della risata

totò miseria e nobiltàTotò, il principe della risata, nome d’arte di Antonio De Curtis, è considerato uno dei più grandi interpreti nella storia del teatro e del cinema italiano.

Nato a Napoli nel 1898, Totò ebbe una carriera straordinaria, spaziando in tutti i generi teatrali e interpretò ben 98 film.

Tra i suoi film più belli ricordiamo “Siamo uomini o caporali”, “Miseria e nobiltà”, Totò, Peppino e la Malafemmina, “I soliti Ignoti”.

Il periodo d’oro del comico si può circoscrivere dal 1947 al 1952, con parodie di grande successo che contengono riferimenti satirici piuttosto espliciti e, in molti casi, alquanto pesanti.
Infatti, Totò era spesso osteggiato da una critica che non apprezzava la sua grande verve comica e scoppiettante, e che gli negò sino alla fine il riconoscimento di un grande spessore artistico.

Totò morì improvvisamente il 15 aprile 1967 all’età di 69 anni, stroncato da tre infarti.

Il 17 aprile il feretro partì tra ali di folla per Napoli, dove si svolsero i funerali solenni di fronte a una folla di circa 200.000 persone, poi il suono delle campane salutò per l’ultima volta Totò.

Ricordiamo ai turisti che la città natale di Totò è raggiungibile da tutte le destinazioni servite dalle navi Snav.

Sardegna: gli escultores, intagliatori del legno

escultores, gli intagliatori del legno in sardegnaNel 1326 il Castello di Cagliari, fiorente città di formazione e cultura pisana, si consegna definitivamente agli Aragonesi.

A partire dagli inizi del XV secolo, quindi, la cultura catalano-aragonese risulta ormai assimilata in Sardegna e anche l’arte assume un carattere ispanico.

I documenti d’archivio sardi del XVII e XVIII secolo distinguono gli “escultor” intagliatori del legno e i “picapedrer” che si occupavano d’ornato architettonico.

La scultura lignea è un tipo di figuralità proposto dagli intagliatori del legno, appunto gli “escultores”, e negli arredi lignei, in particolar modo nei grandi retabli intagliati e dorati, convivono, intrecciando forme espressive diverse.

D’impronta provinciale e di derivazione iconografica tradotta dai retabli ispano-fiamminghi, realizzati in Sardegna tra lo scorcio del Quattro e gli inizi del Cinquecento, è il simulacro di S. Michele Arcangelo dell’analoga chiesa di Bono.

I turisti che desiderano raggiungere la Sardegna, possono imbarcarsi al porto di Civitavecchia sui traghetti per Olbia Snav.

Napoli: il vero ragù napoletano

La cucina napoletana, prelibata e inconfondibile, ha una ricca varietà di primi piatti che vanno dai più semplici, ai più elaborati come il ragù napoletano.

Questo condimento molto saporito, decantato anche da Eduardo De Filippo, non è di facile realizzazione e richiede una lunghissima cottura.
Il vero ragù napoletano, come recitava De Filippo, veniva cotto su di una fornacella a carbone e doveva cuocere per almeno sei ore!

La preparazione del ragù consiste nel rosolare 1 kg di spezzatino di vitello e 6 costine di maiale con 2 cipolle medie, bagnando con del vino rosso (preferibilmente Gragnano) appena il sugo si sarà asciugato. Quando la carne assumerà un bel colore dorato, sciogliere un cucchiaino di concentrato di pomodoro nel sugo e aggiungere 2 litri di passata di pomodoro.
Regolare di sale e mettere a cuocere a fuoco bassissimo per almeno 3 ore, coprendo il tegame con un coperchio, senza chiuderlo del tutto.
Mescolare ogni tanto facendo attenzione che non si attacchi sul fondo.

I turisti che desiderano gustare i piatti tipici della cucina napoletana, possono raggiungere Napoli da tutte le destinazioni servite dalle navi Snav.

Sardegna: tomba di giganti di Li Lolghi

tomba giganti li lolghiLe tombe di giganti sono monumenti funerari costituiti da sepolture collettive appartenenti alla età nuragica, presenti in tutta la Sardegna e quella di Li Lolghi, databile attorno al 1800 a.C., è tra le più belle e celebri dell’isola.

Saggiata nel 1959 da Delia Lollini e scavata a fondo nel 1965 da Editta Castaldi, è rimasta ottimamente conservata; la sua lunghezza è di circa 27 m. e la sua costruzione è in granito.

La tomba di Li Lolghi è situata nell’entroterra gallurese, a circa 10 km dal golfo di Arzachena. Sorge in posizione leggermente rialzata in un dolce paesaggio collinare ricoperto da macchia mediterranea.

La facciata è costituita da un’ampia esedra, la compongono 15 lastroni infissi verticalmente, di altezza crescente dai lati verso il centro, dove campeggia l’accuratissima stele centinata.
Dietro il portale si sviluppa il corridoio sepolcrale, foderato con lastre infisse a coltello e muratura a secco.
Intorno è ancora visibile un’ellisse di pietre che originariamente dovevano coprire il monumento funebre formando il tumulo.

I turisti che vogliono visitare la Sardegna e i suoi monumenti possono imbarcandosi al porto di Civitavecchia sui traghetti per Olbia Snav.

Ciuri ciuri: la famosa canzone popolare siciliana

ciuri ciuri è una celebre canzone sicilianaLa Sicilia è una terra fatta di arte, di cultura, di mare e di personaggi, ma anche di tanta musica.
I canti popolari parlano d’amore, di carretti, di fanciulli e di serenate che trascinano con i suoi ritmi allegri e vivaci gli amanti della musica siciliana.

Ciuri Ciuri” è forse la canzone popolare più celebre della Sicilia e il titolo tradotto significa “fiori, fiori”.

Le versioni esistenti sono tante e cantate da diversi artisti e i testi variano da zona a zona, ma la prima versione appartiene a Francesco Paolo Frontini, il famoso compositore e direttore d’orchestra catanese che la scrisse nel 1833.

L’inizio della versione più popolare, tradotta, inizia così: “Il sabato si sa, rallegra il cuore, beato chi ha la moglie bella, perchè se è bella accende il cuore, se è brutta gli viene la febbre ed il freddo.”

Il ritorello canta in dialetto siciliano: “Ciuri, ciuri, ciuri di tuttu l’annu, l’amuri ca mi dasti ti lu tornu” che tradotto significa “Fiori fiori, fiori di tutto l’anno, l’amore che mi hai donato io lo ricambio”.

I turisti che desiderano visitare la Sicilia e ascoltare i suoi canti popolari, possono raggiungerla imbarcandosi al porto di Napoli sulle navi per Palermo Snav.

Napoli: “Il cardillo addolorato” di Anna Maria Ortese

il cardillo addolorato è un romanzo di anna maria orteseIl cardillo addolorato è un best seller scritto da Anna Maria Ortese, una delle più grandi scrittrici del 20° secolo.

Ambientato in una magica Napoli settecentesca, questo romanzo parla di tre giovani signori – un principe, uno scultore, un ricco commerciante – che scendono dal Nord dell’Europa verso Napoli.

Il motivo del viaggio è la visita a un celebre guantaio, che vive a Santa Lucia con le figlie, entrambe “ugualmente alte, impettite, belle e insopportabilmente mute”.

Così inizia “Il cardillo addolorato“, avvolto nella trasparenza e nel mistero, che tratta di amori e di assassini, di streghe sentimentali e di principi squilibrati, di fanciulle impassibili e di un cuore muto, quello della bellissima e misteriosa Elmina, la Chimera che i tre giovani del Nord sono venuti a incontrare.
E il cardellino, che appare all’inizio del romanzo come vittima di sinistri giochi infantili, diventa l’onnipresente Cardillo, che ci avvolge e ci sconvolge come l’immensità che non conosciamo. La sua voce è destinata a rimanere per sempre nella mente di chi ha la ventura di udirla.

Ricordiamo, infine, che Napoli è raggiungibile imbarcandosi da tutte le destinazioni servite dalle navi Snav.