La nave della legalità: insieme per non dimenticare

La nave della legalità: insieme per non dimenticare

Il 23 maggio 2010 la flotta snav ha aderito all’iniziativa “la nave della legalità” organizzata dalla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone insieme al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Un viaggio per non dimenticare, all’insegna dei concetti di legalità e istruzione, per far sì che il tempo non cancelli le tracce di un periodo buio in cui la mafia ha potuto prendere il sopravvento, e per diffondere un messaggio di speranza in un futuro davvero diverso e migliore creato da ragazzi coscienti e consapevoli di ciò che è accaduto e pronti a far sì che non si ripeta. Da questa importante e preziosa iniziativa è nato quest’anno un libro, l’oblò, accompagnato da un video che racconta la magnifica avventura di oltre 3000 studenti: dal corteo per le strade di Palermo, alla conclusione nell’aula Bunker dove hanno preso la parola Mariastella Gelmini (Ministro dell’Istruzione), Roberto Maroni (Ministro dell’Interno), Angelino Alfano (Ministro della Giustizia) e Pietro Grasso (Procuratore nazionale antimafia).

Un patto per la legalità” ha dimostrato anche stavolta quanto forte e sentita possa essere la partecipazione dei giovani ai temi sociali di giustizia e democrazia, a riprova della verità delle parole di Paolo Borsellino: “Se la mafia è un’istituzione antistato che attira consensi perchè ritenuta più efficiente dello Stato, è compito della scuola rovesciare questo processo perverso formando i giovani alla cultura dello Stato e delle Istituzioni”.

Per il quinto anno di seguito da quando è nata l’iniziativa nel 2006, Snav non ha mancato l’appuntamento con la lotta antimafia, rinforzando la sua adesione e raddoppiando le partenze con due dei suoi cruise ferries, Snav Toscana e Snav Sardegna, a sostegno dei fondamentali concetti di legalità e libertà.

Sardegna: il Parco nazionale dell’Asinara

il parco nazionale dell'asinara è una della meraviglie sardeL’isola dell’Asinara è uno dei paesaggi naturali più belli e visitati della Sardegna e del nostro Paese. Con il decreto del 28 novembre 1997 il parco nazionale dell’Asinara è stato dichiarato area protetta per la straordinaria ricchezza della sua flora e fauna.

Infatti dalle indagini degli studiosi è emerso che l’isola è l’habitat naturale di 80 specie di vertebrati terrestri tra le quali molte rivestono una particolare rilevanza scientifica per la loro rarità, tra cui si distingue il tipico asinello albino, divenuto simbolo dell’isola.

Per quanto concerne invece la flora, sull’Asinara si contano ben 678 specie vegetali, di cui 616 spontanee e 45 introdotte. Si tratta per lo più della macchia mediterranea, ma alcune specie risultano essere patrimonio esclusivo della Sardegna settentrionale come la Centaurea horrida, il Limonium acutifolium, il Limonium laetum.

Inoltre è importante sottolineare che a partire dal 1995 è in atto un importante intervento di riforestazione da parte dell’Azienda Foreste Demaniali della Sardegna nella zona di Elgihe Mannu.

Infine, tra i luoghi di maggiore interesse segnaliamo nella località di Fornelli “l’Ospedale delle tartarughe” nato con lo scopo di curare gli esemplari feriti e di  studiare questi splendidi animali; mentre a Tumbarino è attivo l’Osservatorio Faunistico del Parco.

I turisti possono approdare alla splendida isola dell’Asinara imbarcandosi sulle navi in partenza dai porti di Stintino e Porto Torres. Quest’ultimi sono raggiungibili da Olbia con l’auto in circa due ore e mezza prendendo la statale per Sassari.

Per arrivare in questo luogo i turisti possono imbarcarsi a Civitavecchia sui traghetti Sardegna per Olbia.

Sicilia: Salvatore Quasimodo e l’ermetismo

quasimodo è un grande poeta sicilianoLa Sicilia è la terra di origine di uno dei maggiori poeti italiani del ‘900. Salvatore Quasimodo nacque a Modica, in provincia di Ragusa il 20 Agosto 1901.

L’opera di Quasimodo è orientata all’ermetismo, la poetica che si distingue per il suo stile ostico e per la continua tensione verso la forma analogica, al fine di approfondire una nascosta esperienza interiore. Il movimento ermetico perseguiva l’ideale di una “poesia libera e pura” che rifiutava la manipolabilità e la facilità comunicativa della nascente società di massa e la propaganda della cultura fascista a quel tempo imperante.

La prima raccolta di Quasimodo, “Acqua e terre” risale al 1930 e si fonda sul tema della terra natale, la Sicilia che diventa il simbolo di una felicità perduta opposta alla durezza dell’esilio, a cui il poeta è sottoposto. Ma l’angoscia esistenziale che traspare dall’opera trova conforto nel rapporto col divino.

In “Ed è subito sera”, la raccolta pubblicata nel 1942, accanto al ricordo vivissimo della Sicilia, la terra del mito, emerge il desiderio di sfuggire alla solitudine e di confrontarsi con la sua vita attuale in Lombardia. In particole, alcune poesie sono fortemente segnate dal suo impegno civile e politico di fronte alle tragedie della seconda guerra mondiale.

Segue nel 1958 la raccolta “La terra impareggiabile”, dove il poeta adotta un linguaggio più vicino alla cronaca per descrivere la devastante solitudine della città di Milano contrapposta alla lontana e luminosa Sicilia. L’ultima raccolta è infine “Dare e avere” del 1966, in cui è affrontato con accenti di notevole intensità lirica il tema della morte.

La meravigliosa terra tanto amata da Salvatore Quasimodo è raggiungibile dal porto di  Napoli, imbarcandosi sui traghetti Sicilia Snav per Palermo.

Sorrento: Sophia Loren, cittadina onoraria della città

sophia loren è cittadina onoraria di sorrentoNel 2009 Sophia Loren è diventata cittadina onoraria di Sorrento, la nota località turistica campana che attira ogni anno migliaia di turisti da tutto il mondo.

A conferire quest’onore all’intramontabile Sophia Loren è stato il sindaco della città Marco Fiorentino. La cittadina campana ha voluto consegnare all’attrice le chiavi della città non soltanto per la gloriosa carriera dell’attrice, ma anche perchè la Loren è stata uno dei maggiori interpreti di “Pane, amore e…”, il capolavoro diretto da Dino Risi e ambientato interamente a Sorrento.

La città di Sorrento rende quindi omaggio all’attrice e a quel film che ha mostrato al mondo le bellezze di questa straordinaria terra.

“Pane, amore e…” aveva come protagonista il cavalier Antonio Carotenuto, interpretato da uno straordinario Vittorio de Sica, con il quale la Loren si cimentò nella scena del famoso mambo, uno dei momenti più famosi del grande cinema italiano.

Il film del 1955 narra la storia del maresciallo Antonio Carotenuto, trasferito nella stazione dei vigili urbani di  Sorrento,  dove si snoda l’intera vicenda del film. Il maresciallo verrà prima ospitato nell’abitazione della bigotta donna Violante (Lea Padovani) e poi sedotto dall’affascinante pescivendola Sofia (Sofia Loren) che in realtà mira soltanto al suo appartamento.

I numerosi fans della bellissima Sofia Loren potranno esplorare gli splendidi luoghi in cui ha girato “Pane, amore e…”, partendo da Napoli, Castellamare o Capri sugli aliscafi Snav diretti al porto di Sorrento.

Sardegna: Piccolo grande amore, il film di Vanzina

raul bova è protagonista nel film piccolo grande amoreLa Sardegna, terra famosa per le sue bellezze naturalistiche ha spinto molti celebri registi ad ambientare qui le proprie creazioni cinematografiche.

Carlo Vanzina girò nel 1993 la maggior parte delle riprese della sua delicata commedia “Piccolo grande amore”  su questa splendida isola al centro del Mediterraneo. Tra gli attori del cast si distingue certamente un giovanissimo Raul Bova, all’epoca appena ventiduenne e agli inizi della sua carriera.

La trama è incentrata sulla tenera e fiabesca storia d’amore tra Sofia, principessa del Lictenhaus, un piccolo paese immaginario al centro dell’Europa, e Marco, il prestante istruttore di windsurf, interpretato da Raul Bova.

Ma come ogni principessa che si rispetti, la bionda Sofia, interpretata da Barbara Snellenburg, è obbligata a sposare un altro nobile rampollo, l’erede del casato di Sassonia affinché continui la discendenza regale. Tuttavia, la ragazza ben decisa a non sottomettersi alle logiche di corte, scappa in un villaggio della Sardegna, dove si innamora a prima vista di Marco, l’aitante surfista, con il quale comincia una tormentata relazione.

Infine, dopo tanti ostacoli, la giovane e ribelle principessa e Marco, il semplice istruttore di surf riusciranno a coronare il loro sogno  d’amore, regalando al pubblico uno splendido e luminoso lieto fine.

Tutti coloro che vogliono conoscere le splendide ambientazioni di questa tenera commedia, potranno raggiungere l’isola, imbarcandosi a Civitavecchia sui traghetti Sardegna diretti al porto di Olbia.

Sicilia: Taormina Film Festival

in sicilia si svolge il taormina film festNella splendida cornice del Teatro Antico di Taormina in Sicilia si svolge ogni estate il principale appuntamento cinematografico italiano: il Taormina Film Fest, uno straordinario evento di risonanza internazionale.

La manifestazione che rende omaggio al cinema internazionale è organizzata da “Taormina Arte”, con la collaborazione della Regione Sicilia, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, la “Sicilia Film Commission”, il Comune di Taormina e altri importanti enti e sponsor privati.

Questa speciale rassegna del cinema costituisce una grande “vetrina” di importanti anteprime di film provenienti da ogni parte del mondo.

Ogni estate vengono proposti a Taormina 21 film in prima visione internazionale o mondiale che gareggiano per tre diversi concorsi: “Mediterranea”, riservato a film prodotti dai paesi che affacciano sul “Mare Nostrum”; “Oltre il Mediterraneo”, competizione dedicato al cinema mondiale e l’ambito “Concorso Corti Siciliani” organizzato grazie alla preziosa collaborazione della New Italian Cinema Events (N.I.C.E.) di Firenz

Inoltre il pubblico del Festival di Taormina può assistere alle rinomate Master Class, che si tengono ogni giorno dai massimi esponenti del cinema internazionale, ed alle spettacolari proiezioni all’aperto sullo sfondo del Teatro Antico, uno dei più importanti e suggestivi monumenti in Sicilia.

La splendida Taormina è raggiungibile in auto da Palermo, prendendo l’autostrada A19 per Catania. Arrivati a Catania si prosegue sull’A18 fino all’uscita per Taormina.

Gli appassionati di cinema possono giungere sull’incantevole isola dal porto di Napoli, imbarcandosi sui traghetti Sicilia Snav diretti a Palermo.

Sardegna: la Sartiglia, l’antica giostra equestre

Su Cumponidori è il protagonista della Sartiglia in SardegnaLa famosa Sartiglia è una nota festa popolare della Sardegna che si tiene l’ultima domenica e il martedì di carnevale nella cittadina di Oristano.

Questa antica tradizione che affonda le sue radici nel XVI secolo, deriva il suo nome dal termine spagnolo “sortija” che significa anello.  Infatti la festa consiste in una giostra equestre di origine spagnola che ha come protagonista il cosiddetto  “su Componidori”, il celebre personaggio a cui è dedicato un particolare e antichissimo rito di vestizione.

La festa che si apre con la lettura del bando da parte dell’Araldo, prosegue  con la vestizione pubblica di su Componidori, il capo corsa della Sartiglia, caratterizzato dalla sua tipica maschera androgina. Il rituale svolto da alcune ragazze vestite da abiti antichi è una della usanze più impenetrabili della tradizione sarda.

Durante la giostra equestre che si svolge nel pomeriggio, i guerrieri con il volto mascherato infilzano con la spada, emblema del potere, le stelle d’argento, simbolo della terra da fecondare.

La Sartiglia prosegue con le spettacolari evoluzioni delle Pariglie, nelle quali si esibiscono spericolati cavalieri in acrobazie in piedi sulla groppa dei propri destrieri, fino al calare della sera.

Infine la festa si conclude con il rito della svestizione di su Componidori e con i festeggiamenti che si protraggono fino a notte fonda al suon di tamburi e trombe.

Oristano, la cittadina che ospita questa incredibile festa, è raggiungibile da Olbia in auto in circa due ore e trenta, seguendo la statale per Cagliari.

I turisti possono raggiungere l’isola imbarcandosi a Civitavecchia sui traghetti Sardegna Snav diretti ad Olbia.

Croazia: la patria della cravatta

la cravatta ha origini croateMolti non sanno che la cravatta, quell’accessorio di stoffa ormai indispensabile all’abbigliamento maschile, affonda le sue antiche radici in Croazia. Infatti la parola “cravatta” deriva dal termine croato “hrvat”, che significa per l’appunto “croato”.

Come narrano i racconti popolari croati, tra il XVI e il XVII secolo, mogli e fidanzate salutavano i loro uomini che partivano per la guerra regalando in segno di ricordo e come pegno d’amore dei fazzoletti da mettere al collo. Indossando il fazzoletto il guerriero dimostrava così la sua fedeltà e la sua più totale dedizione alla donna amata.

Col passar del tempo la cravatta cominciò a far parte del costume nazionale della Croazia e in particolare diventò un tratto distintivo dei soldati croati.

L’Europa conobbe la cravatta nel XVII secolo in occasione della Guerra dei 30 anni, nella quale si distinse particolarmente la cavalleria croata. I primi ad accogliere con entusiasmo la moda della cravatta furono i Parigini, ravvisando in essa un simbolo del progresso, tanto che durante la rivoluzione francese la indossarono di colore nero in segno di protesta contro le idee reazionarie del regime monarchico.

Oggi la Croazia, orgogliosa di questa antica tradizione, propone ai suoi turisti  una vasta scelta di cravatte, soprattutto in seta, decorate con i consueti motivi croati come i caratteri glagolitici, l’intreccio e il cosiddetto pleter, presente sui monumenti croati risalenti agli inizi del medioevo.

I turisti che vogliono esplorare questa antica terra ricca di storia e tradizioni, possono imbarcarsi ad Ancona o a Pescara sulle navi Snav che partono per Spalato e per Stari Grad (Hvar) in Croazia.

Croazia: il palazzo di Diocleziano a Spalato

il palazzo di diocleziano è un noto monumento di Spalato in croaziaIl Palazzo di Diocleziano è uno dei monumenti più rappresentativi di Spalato e dell’intera Croazia. L’enorme struttura che coincide con il centro storico della città fu realizzata tra il 293 ed il 305 per ordine dell’imperatore che voleva qui la propria dimora.

Il palazzo presenta le fattezze di un’enorme villa fortificata consacrata alla figura dell’imperatore, per il quale esisteva già un mausoleo al suo interno. La pianta rispecchia quella degli accampamenti militari romani, presentando il classico reticolo a scacchiera formato da cardines e decumani. Tutta la struttura era circondata da una massiccia cinta muraria, sulla quale si aprivano a nord la Porta Aurea, ad est la Porta Argentea, ad ovest la Porta Ferrea  e infine a sud, sul mare la Porta Aenea o bronzea.

Uno degli ambienti maggiormente conservati è il peristilio, lo sfarzoso giardino di Diocleziano dove sarebbero avvenute le cerimonie ufficiali a cui partecipava l’imperatore e la sua corte. Inoltre dal peristilio si accedeva ad ovest ad un tempio dedicato probabilmente a Giove, mentre ad est si collocava il mausoleo imperiale, che in età cristiana fu trasformato in cattedrale.

L’appartamento privato diviso in due metà simmetriche, comprendeva una basilica privata, affiancata da una doppia fila di stanze a pianta centrale e un complesso termale di cui usufruiva l’imperatore e la sua corte.

I turisti, sbarcati al porto di Spalato, possono arrivare al palazzo di Diocleziano a piedi in circa 10 minuti. Infatti il sito archeologico dista solo 700 metri dal porto.

Gli appassionati di arte e archeologia potranno scoprire l’antica dimora di Domiziano, partendo da Ancona o Pescara con i traghetti Croazia Snav diretti a Spalato.

Sicilia: Leo Gullotta, comico, attore e doppiatore

leo gullotta è un celebre attore nato in siciliaSalvatore Leopoldo Gullotta, noto al grande pubblico più semplicemente come Leo Gullotta, è una della celebrità più poliedriche del mondo dello spettacolo italiano. Infatti l’artista sa calarsi sapientemente nelle vesti di cabarettista, doppiatore, attore drammatico e attore comico, commuovendo o divertendo con argute battute il suo affezionato pubblico.

Leo Gullotta, nato il 9 Gennaio 1946 a Catania, ha il suo primo incontro con il mondo dello spettacolo da bambino, lavorando come comparsa al Teatro Massimo Bellini di Catania.

Nel 1988 Gullotta esordisce nel cinema con il film per bambini “Operazione pappagallo”, la prima opera del regista Marco Di Tillo, che aveva messo a punto la sceneggiatura con la collaborazione di Piero Chiambretti e Claudio Delle Fratte. Particolarmente apprezzata è stata inoltre la sua interpretazione nei film “Il camorrista” di Giuseppe Tornatore, con il quale si è aggiudicato nel 1986 il David di Donatello come migliore attore non protagonista, e quella nel più recente “Vajont – La diga del disonore”, che gli ha portato il nastro d’argento e ciak d’oro, sempre come migliore attore non protagonista.

Leo Gullotta è inoltre famoso per aver doppiato Joe Pesci in “C’era una volta in America”, “Moonwalker” ed in “Mio cugino Vincenzo”. Ha inoltre prestato la voce per il personaggio “Zed” in due episodi di “Scuola di polizia” e per il mammut Manfred (Manny) nei film d’animazione “L’era glaciale”, “L’era glaciale 2: il disgelo” e “L’era glaciale 3: L’alba dei dinosauri”.

Ma molto del successo di Leo Gullotta è dovuto anche alle sue divertentissime parodie proposte negli spettacoli del Bagaglino.

Chiunque voglia andare alla scoperta della Sicilia, terra di origine di questo poliedrico artista, può imbarcarsi a Napoli sui traghetti Sicilia diretti a Palermo.