Ferie d’agosto

Ferie d’agosto

Ventotene è la co-protagonista di “Ferie d’agosto”, commedia del 1995 e seconda opera del regista Paolo Virzì, che in seguito soprattutto con “Ovosodo” e “Tutta la vita davanti” arriverà al grande pubblico. Due famiglie trascorrono (di fatto) le vacanze insieme sull’isola pontina. Si tratta di due nuclei molto diversi, a partire dal credo politico: gli uni di centro-sinistra, gli altri di centro-destra.
Una commedia davvero gradevole con un cast di tutto rispetto: Silvio Orlando, Sabrina Ferilli, Ennio Fantastichini e Laura Morante su tutti.
In Ferie d’Agosto le bellezze di Ventotene fanno la loro comparsa in diverse scene. Rispetto al 1995 l’isola è cambiata, ma non troppo. Oggi Ventotene è una meta turistica sicuramente più frequentata rispetto a 15 anni fa, ma non ancora preda del cosiddetto “turismo di massa”. Anche per questo l’isola rimane in gran parte sostanzialmente incontaminata.
Ventotene è facilmente raggiungibile da Napoli con gli aliscafi SNAV, che impiegano meno di due ore per arrivare a destinazione. Dal 26 giugno al 31 agosto 2010 la compagnia prevede una corsa fissa al giorno, con fermata intermedia a Ischia. L’aliscafo per Ventotene, inoltre, continua la corsa fino a Ponza, altra incantevole isola al largo del Lazio.
La più piccola delle Pontine è sicuramente un’isola del Mediterraneo da visitare. Lo splendido mare di Ventotene, insieme ai paesaggi unici, rendono l’isola meta ideale per una vacanza. Anche se corressimo il rischio di imbatterci in famiglie piuttosto sui generis come quelle protagoniste della piacevole commedia Ferie d’Agosto.

Luchino visconti e la sua colombaia

La Colombaia, la storica residenza estiva di Luchino Visconti è dal 2001 la sede dell’omonima Fondazione dedicata al grande regista italiano, nonché lo sfondo di importanti eventi culturali a Ischia.
La villa, di grande suggestione e bellezza è immersa nel bosco di Zaro, a Forio d’Ischia, e per il suo valore culturale e architettonico, è stata posta sotto il patrocinio del Ministero dei Beni e della Attività Culturali. All’interno della villa, che ospita dal 2004 il museo permanente dedicato alla memoria di Visconti, il visitatore potrà ripercorrere con emozione le tappe della carriera cinematografica intrapresa dal grande regista.
Inoltre, la Colombaia oltre ad essere la sede della scuola internazionale di cinema e di teatro, è anche lo sfondo di uno dei più importanti eventi italiani relativi al cinema: il Premio Internazionale Luchino Visconti. Dal 2003, nel giardino della bella villa riposano le ceneri di Visconti tra le splendide ortensie che lo stesso coltivava, per volontà del regista esaudita a 27 anni dalla sua scomparsa.
Non stupisce che la villa sia diventata in fretta un polo artistico e culturale di grande rilevanza internazionale, oltre ad essere un vero e proprio monumento alla memoria di Luchino Visconti.

Palermo: capitale d’arte barocca

A partire dal XVI secolo, la dominazione spagnola in Sicilia lascia un forte segno in campo artistico, dando vita ad un barocco, la cui ricchezza ed esuberanza trova maggiore rispondenza all’arte spagnola che alla tradizione italiana.
Il barocco, che in Spagna raggiunge il suo apogeo nella seconda metà del XVII sec., si diffonde quasi contemporaneamente pure in Sicilia, grazie anche alle precedenti influenze arabe e bizantine che hanno abituato i siciliani ad uno stile attento al dettaglio e impreziosito da marmi e dorature.
Palermo, capitale del barocco, può vantare numerose piazze, chiese e monumenti ispirate a questa corrente artistica.
Un esempio è la Chiesa di Santa Teresa alla Kalsa, realizzata da Giacomo Amato, che possiede al suo interno cappelle decorate a stucchi bianchi e dorati e contiene molte opere importanti del XVII e XVIII secolo. Dello stesso architetto è anche la Chiesa di Santa Maria della Pietà, un altro capolavoro del barocco siciliano, risalente al 1678. Si collocano invece tra il 1612 ed il 1645, la Chiesa di San Giuseppe dei Teatini, che spicca per l’imponente cupola e il suo campanile su colonne tortili progettato da Giacomo Amato.
Tra le eleganti piazze del capoluogo siculo, da segnalare la bellissima Piazza Vigliena (più nota come i Quattro Canti), che fu realizzata da Giulio Lasso e proseguita nei lavori da Mariano Smiriglio. I quattro cantoni si snodano in tre livelli decorativi dove la movimentata partecipazione delle sculture con gli elementi architettonici definisce un forte e deciso connotato barocco.
L’arte barocca della Sicilia, con le splendide piazze e chiese di Palermo merita senz’altro di essere scoperta.

Isole Pontine: alle scoperta dell’isola deserta di Palmarola

Palmarola è un’isola dell’arcipelago pontino che si trova a circa 10 chilometri da Ponza. Si tratta di un’isola bellissima e incontaminata nel vero senso della parola. Al di fuori delle stagione turistica a Palmarola risiede una sola persona, il “guardiano” del lembo di terra.
Nel periodo estivo l’isola “vive”. Sono infatti numerose le famiglie che si spostano a Palmarola nelle caratteristiche case scavate nella roccia. L’isola viene chiamata la Forcina a causa della sua forma particolare. Si tratta di una riserva naturale, nota per l’esilio del papa Silverio. Il pontefice, patrono di Ponza, morì proprio a Palmarola. All’apice dello Scoglio di San Silverio c’è inoltre una piccola cappella.
Una delle poche costruzioni dell’isola è la villa delle sorelle Fendi. L’abitazione delle famose stiliste viene custodita durante l’anno proprio dal “guardiano”.
Raggiungere Palmarola, sicuramente uno dei luoghi da vedere delle Isole Pontine, nei giorni estivi non è difficile. Lungo l’arco della giornata da Ponza partono diverse imbarcazioni, in modo da poter trascorrere una piacevole giornata nell’isola più incontaminata del mar Tirreno. Inoltre è possibile anche fittare barche private per arrivare a Palmarola dalla maggiore dell’Isole Pontine, approdando nell’unico “porticciolo”: la Cala del Porto.
Gli aliscafi Snavpermettono di raggiungere Ponza d’estate in poco più di tre ore, con partenze giornaliere da Napoli. Le imbarcazioni oltre ad arrivare a Ponza effettuano scalo sia a Ischia che a Ventotene.

La zuppa di lenticchie di Ventotene

Chi trascorre le vacanze a Ventotene non può tornare sulla terraferma senza le pregiate lenticchie tipiche dell’isola.
Ventotene infatti costituisce un habitat perfetto per questa leguminosa che cresce a volte in modo quasi selvatico. Ad ogni modo, gli abitanti dell’isola ne hanno perfezionato la coltivazione fin dalla metà dell’Ottocento, sfidando i venti e la scarsità d’acqua dell’isola.
Le lenticchie, i prodotti tipici di Ventotene, si distinguono per le piccole dimensioni, per il colore chiaro e per la resistenza, che le rende particolarmente adatte alle zuppe, in quanto tendono a non sfaldarsi. Non a caso le gustose lenticchie dell’isola sono il principale ingrediente della zuppa più “trendy”di Ventotene. Si tratta di un piatto semplice e genuino, reso fresco e leggero dal connubio perfetto tra lenticchie e basilico.
La ricetta di facile e veloce esecuzione coinvolge anche altri ingredienti tipici della macchia mediterranea, quali sedano, pomodoro, aglio, olio e peperoncino. Il risultato è una minestra leggera ma nutriente, considerato l’alto contenuto proteico delle lenticchie.
La zuppa di lenticchie alla moda di Ventotene, piatto tipico della cucina pontina e vero e proprio trionfo del gusto mediterraneo e della cucina tradizionale, può vantare ovviamente un posto d’onore nei menù di tutti i ristoranti e delle trattorie della bella isola pontina.

Spaghetti alla strombolana

Nell’arcipelago delle Eolie il profilo di Stromboli è assolutamente inconfondibile. L’origine vulcanica dell’isola, infatti, è suggerita dalla stessa traduzione siciliana del nome (“Strumbulu” significa “trottola”).
Oltre ad essere un’isola bellissima e particolare, proprio per la presenza del vulcano e per il colore limpido delle proprie acque, il turista può incontrare a Stromboli anche i sapori deliziosi della cucina siciliana, arricchiti qui con ingredienti del tutto nuovi.
Sono famosi, ad esempio, gli spaghetti alla strombolana, che rappresentano un’ottima fusione di elementi di terra e di mare, utilizzando, tra l’altro, ingredienti particolarmente apprezzati e frequenti nella cucina siciliana.
Chi vorrà cimentarsi nella preparazione di questo squisito primo piatto, dovrà fornirsi di aglio, olive verdi, tonno all’olio di oliva, acciughe salate, peperoncini piccanti, passata di pomodoro di pachino e, ovviamente, spaghetti ed olio di oliva. Il condimento va soffritto e, per sfumare i sapori, alcuni esperti suggeriscono anche di versare poche gocce di brandy.
Dopo un’ora di cottura – durante la quale il profumo non farà altro che accrescere il vostro appetito – sarà giunto il momento, finalmente, di aggiungere gli spaghetti.
Per arrivare a Stromboli indichiamo i traghetti di Snav, che collegano le isole Eolie a Napoli. In particolare, i traghetti per Stromboli partono da Napoli tutti i giorni alle ore 14.30, con la partenza aggiuntiva delle 9.00 per tutti i sabato compresi tra il 3 luglio ed il 28 agosto.

Sorrento: il limoncello

Il limoncello di Sorrento racchiude in sé tutta la storia di una terra fertile, genuina e sana. Le sue origini sono antichissime, tramandate attraverso numerosi aneddoti che lo vedono protagonista fin dal 1900. Sorrento, Capri e Amalfi si sono contese la sua paternità, ma sebbene alle sue origini ci sia la famiglia Canale di Capri, che è stata la prima a registrare il marchio limoncello, la tradizionale ricetta sorrentina si è affermata come la più famosa e riconosciuta al mondo.
Si racconta che il limoncello di Sorrento venga prodotto da quando esiste la coltivazione del tipico limone di dimensione medio-grande. Ed è proprio la qualità dei limoni a conferire un sapore così aromatico e deciso a questa bevanda: il limone sorrentino è a forma ellittica e la sua scorza grossa e rugosa è ricca di oli essenziali. Le famiglie sorrentine fin dal 1900 non facevano mai mancare agli ospiti illustri un assaggio di limoncello, generalmente consumato dopo i pasti come digestivo.
Per ottenere la giusta maturazione dei limoni, il frutto va tenuto lontano da agenti atmosferici e dev’essere raccolto a mano nel periodo compreso tra febbraio e ottobre per evitare il contatto dei limoni con il terreno. Una volta accertata l’origine sorrentina del frutto, la ricetta risulta semplice, anche se bisognerà avere pazienza. Per poter gustare il limoncello originale si dovrà attendere la macerazione delle bucce nell’alcool, che impiegherà circa due mesi.
A quel punto la bevanda sarà pronta da gustare, servita al naturale senza aggiunta di conservanti e additivi. Il tradizionale limoncello di Sorrento è contrassegnato dalla denominazione di Indicazione Geografica Protetta (Igp), e si conferma un punto forte dei prodotti tipici di Sorrento rappresentandone storia e cultura.

Ponza: la minestra di cicerchie

Ponza è la maggiore delle isole pontine, arcipelago al largo del golfo di Gaeta. Sebbene si tratti di un’isola, il suo territorio è per lo più montuoso, caratteristica che ha influenzato anche la tradizionale cucina pontina, al punto di accomunarla alle tradizioni culinarie dell’Irpinia, con la quale ha in comune piatti tipici come la tradizionale minestra di cicerchie.
Questo particolare legume è alla base dell’alimentazione dell’isola da secoli. Con il ritorno del turismo gastronomico e della rivalutazione dei sapori antichi, oggi questa minestra è preparata ad arte nei ristorantini dell’isola. Il sapore delle cicerchie assomiglia vagamente ai ceci, ma è più delicato.
La ricetta originale prevede l’ammollo per una notte intera, la cottura in pentola a pressione aggiungendo aglio, salvia, pomodori, pepe e olio. La ricetta pontina, rispetto a quella irpina, ha come particolarità anche l’aggiunta del finocchietto selvatico, del peperoncino e una spolverata di pecorino grattugiato. A cottura ultimata va servita con delle fette di pane casereccio tostato, e preferibilmente accompagnata con un buon vino rosso dal sapore deciso: un Chianti classico è l’ideale.
Se trascorrerete una vacanza a Ponza, oltre a rimanere affascinati dalle sue cale tra le rocce e a dilettarvi con lo snorkeling per ammirare le numerose specie subacquee, non potrete non gustare questa speciale ricetta.

Gli antichi sapori croati

La gastronomia della Croazia si presenta molto ricca e variegata. Gli antichi sapori della tradizione hanno subito gli influssi dell’entroterra mitteleuropeo (ungherese e austriaco) nelle sue regioni più interne, mentre in tutta la zona costiera domina la cucina mediterranea. Sul litorale adriatico la tradizione impone piatti a base di pesce, che generalmente viene cucinato alla brace per esaltarne il gusto freschissimo. Branzini, orate e dentici la fanno da “padrone”, insieme a calamari, scampi e gamberi.
In Dalmazia in piatto tipico è il brodet , una zuppa di pesce con riso e manzo speziato cotto nel vino. E per le pietanze a base di carne la pasticada, un piatto a base di stufato di manzo cotto in salsa con verdure e spezie, che viene generalmente accompagnata con gnocchi. Le isole invece, in particolare Pag e Krk, sono famose per la produzione di formaggi di pecora, che vengono serviti come antipasto insieme al prosciutto dalmata, che subisce un particolare trattamento prima di essere affumicato.
Spostandosi verso l’entroterra lo scenario gastronomico cambia completamente: il clima è più rigido e le pietanze tradizionali sono più “robuste”, generalmente a base di carne e salse. La sarma ad esempio è molto usata nella zona di Zagabria ed è un piatto di origine turca preparato con foglie di cavolo arrotolato, ripieno di carne mista, suino e spezie. Mentre il kulen è un formaggio piccante della Slavonia servito con verdure sott’aceto e peperoni. E sono da assaggiare le infinite qualità di strukli, preparati in casa con pasta fresca e farciti con formaggi freschi, noci, mele o diversi tipi di marmellate.
Insomma, un paese piccolo ma che sicuramente preserva e tramanda con orgoglio i suoi tradizionali prodotti tipici. Un motivo in più per andare in vacanza in Croazia e degustare le numerose specialità gastronomiche.

Spalato: Festival internazionale dell’opera, teatro di prosa, danza e musica

Spalato durante la stagione estiva diventa la capitale delle arti sceniche, grazie al Festival Internazionale dell’Opera, Teatro di Prosa, Danza e Musica. Il Festival inizia il 14 luglio e si protrae per un intero mese fino al 14 agosto, e si svolge con regolarità, ogni anno, dal lontano 1954. Il Festival abbraccia numerosi contenuti culturali, che possono essere semplicemente definiti in termini di serate trascorse tra musica, prosa e danza. Le rappresentazioni, con le loro incantevoli scenografie, vengono realizzate negli spazi imperiali.
L’elemento principale del Festival è dato dalla produzione di grandi spettacoli operistici. Vengono realizzati gli allestimenti dei più prestigiosi teatri lirici del mondo. Dunque, le voci più incantevoli e seducenti del panorama operistico mondiale si fondono con l’ambiente magico del centro storico di Spalato, creando un’atmosfera di sogno all’interno della straordinaria cornice delle vie di Palazzo di Diocleziano.
Oltre all’opera, il Festival propone una serie diversificata di spettacoli teatrali, balletti e mostre, realizzati in una chiave artistica contemporanea. Avremo dunque rappresentazioni cinematografiche, concerti di musica jazz e spettacoli di artisti di strada.
Agli amanti del mare, della cultura e dell’arte, non resta altro che prenotare una fantastica vacanza a Spalato. Il capoluogo della Dalmazia è inoltre facilmente raggiungibile, grazie alle sicure e comodissime imbarcazioni offerte da Snav, che effettuano collegamenti ultra-rapidi e giornalieri nel periodo estivo per le tratte Ancona-Spalato e Pescara-Hvar-Spalato.